40 anni fa, sulla Luna…

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Questo argomento contiene 11 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 8 anni, 10 mesi fa.

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  • #28112

    marì
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    40 anni fa, sulla Luna…

    First Moon Landing 1969

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]RMINSD7MmT4[/link]

    Io c'ero quella notte a guardare la TIBBU' 🙂 che emozione!


    #28113
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    SULLA LUNA – 40 anni dopo

    15/7/2009 (6:43) – IL CASO
    Tra paranoia, pittura e alieni: l'odissea senza fine dei veterani

    Neil Armstrong, primo uomo a posare il piede sulla Luna

    MAURIZIO MOLINARI

    C’è chi ha cessato di dare autografi nel timore che finiscano nelle mani di avidi speculatori, chi si è dedicato alla pittura, chi è diventato senatore, chi si sente protagonista di fenomeni paranormali, chi fa il commentatore tv e chi invece ispira personaggi per romanzi, passa il tempo a scrivere libri, a sognare di tornare nello spazio e parlare di Ufo oppure ha scelto la fede, diventando reverendo per assistere i carcerati bisognosi di attenzioni: questo è avvenuto ai 9 astronauti ancora in vita fra i 12 delle missioni Apollo della Nasa che misero piede sulla Luna.
    Il veterano dello spazio che ha timore dei propri autografi è il più famoso: Neil Armstrong, classe 1930, il primo dell'Apollo 11 a toccare la Luna, compiendo «il grande passo per l'umanità». Coperto da premi, fama e riconoscimenti, ma affetto da problemi di salute, Armstrong nel 1994 ha lasciato la moglie Janet con cui era sposato da 38 anni per unirsi con Carol Held Knight, incontrata su un campo di golf. Proprio quell'anno decide di non concedere più autografi, dopo aver scoperto che uno di questi era stato messo all'asta su eBay per 1000 dollari. E' l'inizio di un processo di chiusura in se stesso che lo spinge a rifiutare qualsiasi uso pubblico del suo nome o di cose che gli appartengano, fino al punto da fare causa al barbiere che gli aveva tagliato una ciocca di capelli, trattenendola senza autorizzazione. Corteggiato senza successo da Presidenti Usa e anchorman tv, ha ceduto solo a «60 Minutes» della Cbs per dirsi convinto che «andare su Marte si rivelerà più facile dello sbarco sulla Luna».

    A non voler più parlare di spazio invece è Alan Bean, della missione Apollo 12, che da quando ha lasciato la Nasa nel 1981 si è dedicato alla pittura nel suo studio di Houston, in Texas. A chi gli chiede il perché della scelta risponde di voler «aggiungere colori alla Luna» e in effetti i panorami lunari si impongono nelle sue opere, che vanno a ruba fra gli appassionati. Per Edgard Mitchell, veterano di Apollo 14, la vita «dopo Luna» è stata contrassegnata da misteri e avvistamenti di Ufo. I misteri riguardano fenomeni paranormali, dei quali assicura di essere stato protagonista – la prima volta proprio a bordo dell’Apollo – con il risultato di spingerlo a creare l'«Istituto di scienze neoetiche», la cui missione è finanziare ricerche su «eventi della psiche».

    Fra gli ex astronauti Mitchell è il più determinato assertore dell'esistenza degli Ufo: afferma che i primi avvestamenti risalirebbero al 1940 e ritiene le prove sull'«esistenza di alieni» talmente solide da includere i «segreti dell'ingegneria sonica» sfruttati tanto dalla Nasa che dall'Air Force per confezionare i propri gioielli. Protagonista di numerosi documentari, si è trovato in competizione con David Scott, già comandante dell’Apollo 15, gettonato commentatore sulla tv britannica, consulente di film sullo spazio del canale Hbo e anche conduttore di programmi. Scott ha però sfruttato meglio le entrate, riuscendo a farsi largo nel mondo della finanza come top manager.

    John Young, che camminò sulla Luna il 21 aprile 1972 durante la missione Apollo 16, tornato alla vita civile, è invece diventato un pungente critico degli errori della Nasa, a cominciare dai disastri del Challenger e del Columbia, trasformandosi in una spina nel fianco di molti ex colleghi, con i quali i rapporti sono ormai incrinati. Storia a parte è quella di Charles Duke, l'ex generale dell'aviazione protagonista della missione Apollo 16, che nella sua «seconda vita» ha scelto di intraprendere il percorso della fede, è diventato un «cristiano rinato» e quindi ministro di culto con la missione auto-designata di portare «aiuto e conforto» a chi si trova nelle carceri federali. Lo slancio verso il prossimo ne ha fatto un protagonista degli eventi di beneficienza, ma Duke continua anche a conservare la grinta del militare di razza che i suoi colleghi astronauti apprezzavano. In particolare la dimostra ogni volta che si imbatte con i dubbi sulla verdicità dello sbarco sulla Luna. «Ci siamo stati ben 9 volte, è possibile che siano state tutte un falso?», ribatte, tradendo molta irritazione.

    Rispetto agli altri eroi dell'esplorazione della Luna Eugene Cernan, ex comandante di Apollo 17, ha avuto una vita civile assai più prevedibile: l'autobiografia «The Last Man on the Moon» (L'ultimo uomo sulla Luna) e la miniserie tv che vi si è ispirata. Ma niente di più, quanti a interpretare con tale basso profilo proprio la conclusione di una fase dell'esplorazione spaziale. Anche Harrison Schmitt era a bordo dell'ultima missione Apollo 17 e l'ha sfruttata in politica, facendosi eleggere con i repubblicani dal 1977 al 1983 come senatore del New Mexico a Capitol Hill e diventando poi un consulente tecnologico di molti gruppi di interesse che operano a Washington.

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/scienza/200907articoli/45523girata.asp


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #28114

    marì
    Bloccato

    Spazio: acqua in luna Saturno

    Sonda Cassini individua miscela composta da ammoniaca e deuterio

    (ANSA)- ROMA, 23 LUG – Si fa piu' consistente l'ipotesi che sotto la superficie di Encelado, una delle lune di Saturno, possa nascondersi un oceano di acqua liquida. Su Nature, ricercatori coordinati dal Southwest Research Institute, in Texas annunciano di aver scoperto, nei getti dei geyser della luna, una miscela che presenta alcuni composti tipici dei nostri oceani. Le sostanze individuate dalla sonda Cassini sono infatti ammoniaca e deuterio. Soprattutto l'ammoniaca, sarebbe indizio

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2009-07-23_123381864.html

    #fisc


    #28115

    marì
    Bloccato


    “The dark side of the Moon” – Un capolavoro assoluto di disinformazione

    Se qualcuno volesse misurarsi in un difficile esercizio di “ricerca della verità”, può utilizzare il documentario di William Karel “The Dark Side of the Moon”, uscito nel 2001, nel quale si rivela la partecipazione di Stanley Kubrick al presunto “falso lunare”.

    Sarebbe stato cioè Kubrick, come molte voci già sostengono da tempo, a realizzare i falsi filmati delle passeggiate lunari di Apollo 11, con quali la NASA avrebbe poi ingannato il mondo intero.

    [link=hyperlink url] [/link]

    Ma i livelli di bugia e di verità, di storia e di fiction, di invenzioni plateali e di distorsioni impercettibili sono talmente tanti, nel film di Karel, da rendere il suo documentario una delle più complesse e sofisticate operazioni di disinformazione nella storia della comunicazione. (Potrebbe essere interessante, per chi già non lo conoscesse, vedere il documentario prima di leggere il resto dell'articolo, per valutare da solo cosa possa essere vero e cosa no).

    L’efficacia di questa diabolica macchina narrativa, capace di rivelare le verità più nascoste come di nascondere quelle più eclatanti, è moltiplicata da un ulteriore velo di incertezza, che è determinato dalla preparazione specifica dello spettatore sull’argomento dei viaggi lunari : si va da un estremo nel quale uno spettatore meno preparato potrebbe teoricamente prendere per vero tutto quello che passa sullo schermo, …

    … ad uno in cui lo spettatore più smaliziato si accorge presto dell’inganno, e finisce per comporre una sua mappa della verità, tanto più intricata quanto maggiore sia la sua conoscenza dell’argomento.

    Facciamo un esempio: ad un certo punto del documentario viene intervistato un certo Dimitri Muffley, un ex-agente del KGB che denuncia il falso americano dell’allunaggio, elencando per filo e per segno tutte le maggiori incongruenze fotografiche riscontrate nelle immagini lunari. Lo spettatore poco esperto molto probabilmente penserebbe: “Visto? E’ chiaro che lo sapevano! I russi non potevano non saperlo”. Un altro spettatore potrebbe invece accorgersi che “Dimitri Muffley” – un nome già curioso per un russo, bisogna riconoscerlo – non è che la somma dei cognomi dei due presidenti di “Dottor Stranamore“ (quello russo e quello americano), un film diretto, guarda caso, proprio da Kubrick.

    Che fare a questo punto? E’ chiaro che “Dimitri Muffley” non è mai esistito, e che quindi il film vuole essere solo una parodia dei documentari sui falsi allunaggi, ma questo significa che anche le varie “patacche” fotografiche denunciate da “Muffley” non sono tali? Oppure Karel sta cercando di far passare alcune verità scomode, con la scusa di una parodia senza importanza? Oppure ancora, sta fingendo di far passare di nascosto quelle verità – che molti già sospettano essere tali – mentre in realtà vuole avvelenarle, inquinandole con la bugia dichiarata?

    Ma è solo collocando ogni scena nella struttura complessiva del documentario che ci si può rendere conto della feroce ambiguità del lavoro di Karel.

    Il documentario infatti è diviso in tre parti, che non sono espressamente indicate, ma si possono percepire dal diverso taglio stilistico che adottano: la prima parte, a taglio storico, descrive in modo credibile i motivi che avrebbero portato gli americani alla necessità di falsificare i viaggi lunari. La competizione con i russi, soprattutto, con il conseguente ruolo di leader nel mondo ricercato da ambedue le nazioni.

    La seconda parte, con taglio da reportage “scandalistico”, ci rivela i retroscena che avrebbero portato a decidere di interpellare Kubrick, per chiedergli di “falsificare” le immagini lunari nel suo studio in Inghilterra. A raccontarlo sono personaggi di primissimo piano come Henry Kissinger, Donald Rumsfeld, Lawrence Eagleburger, Alexander Haig, e l’ex-direttore della CIA Richard Helms. Tutti costoro partecipano ad una riunione, filmata da Karel, a cui è presente anche la ex-segretaria di Nixon, che fornisce i dettagli e completa la ricostruzione.

    Ne emerge che la NASA non fosse sicura di poter mandare a terra le immagini in diretta dell’allunaggio, e che di fronte a questo rischio Nixon abbia preteso a tutti i costi una garanzia alternativa. Fu così che Rumsfeld e Kissinger – dicono sempre i vari personaggi – partirono alla volta di Londra, per convincere il famoso regista ad aiutarli. Ma Kubrick – che aveva finito da poco le riprese di “2001 Odissea nello Spazio” – inizialmente si rifiutò, e solo dopo lunghe insistenze acconsentì a “prestare” i suoi set agli uomini della CIA, che li avrebbero usati per girare il falso allunaggio.

    A questo punto il racconto passa alla moglie stessa di Kubrick (intervistata in Inghilterra, a casa sua), che rivela come Stanley, “che ere un perfezionista”, sia rimasto talmente disgustato dalla qualità del lavoro della CIA, che si offrì di prendere personalmente in mano la produzione di quei filmati.

    Fu così che Stanley Kubrick, secondo il documentario di Karel, realizzò i falsi filmati lunari.

    A questo punto della racconto però molti hanno già capito che si tratta di una parodia, e anche i meno attenti non possono non aver provato un certo stupore nel sentirsi raccontare una storia del genere da gente di quel calibro. Chi invece il cinema lo fa di mestiere si è addirittura accorto che i personaggi sono inquadrati su sfondi diversi, e che di fatto non c’è una sola inquadratura, di quella curiosa “riunione”, che li ritragga tutti insieme.

    Il regista ha preso delle interviste separate, e ne ha estratto e cucito con sapienza frammenti diversi da frasi diverse, creando una realtà che di fronte alle cineprese non è mai esistita.

    Se si riguarda il filmato in quest’ottica, ci si accorge che ogni frase pronunciata può essere riferita a mille cose diverse. E’ solo la ”premessa” che costoro si siano riuniti per decidere di interpellare Kubrick, sapientemente inoculata nel nostro cervello a monte della visione della scena, a farcela leggere in quel modo.

    La cosa folle è che qualcuno potrebbe in seguito sostenere che “furono Rumsfeld e Kissinger a volere i falsi lunari da Kubrick”, e di fronte alle prevedibili obiezioni direbbe convinto: “Te lo giuro, li ho visti con i miei occhi e sentiti con le mie orecchie, mentre lo raccontavano!”

    Tale è il potere dell’immagine, specialmente se il cervello viene usato come amplificatore della suggestione, e non come filtro a protezione dalla medesima.

    La terza parte del documentario racconta come i componenti della troupe di Kubrick che girarono i falsi allunaggi siano stati poi eliminati dalla CIA, uno per uno, per garantire al meglio la protezione di un segreto così importante. Tutto ciò è raccontato dallo stesso ex-direttore della CIA Richard Helms, e denuncia chiaramente come il vero ruolo del terzo segmento sia quello di confondere le acque, dopo aver portato a termine con successo, nel secondo, la missione principale.

    Mentre infatti lo spettatore medio si perde nei fumi della fiction di serie B, quello più attento si ritrova a domandarsi come mai lo stesso direttore della CIA denunci con tale disinvoltura una lunga serie di omicidi commessi dai suoi agenti, senza alcun bisogno di farlo. Ma per lui Karel, che pensa a tutto, ha già predisposto lo “scivolo di emergenza”, facendogli sapere che fu in realtà una “branca impazzita” della CIA a fare fuori tutta la troupe, nonostante da Langley cercassero in tutti i modi di fermarli. A questo punto solo chi conosca a fondo il modus operandi dell’agenzia americana può ancora mettersi a ridere, ma la stragrande maggioranza degli spettatori ha accettato quella spiegazione.

    Nel frattempo tutti, ma assolutamente tutti, hanno già “digerito” incosciamente quanto segue:

    A) Le immagini lunari sono false, ma sulla Luna ci siamo andati davvero.
    B) Kubrick ha partecipato alla messinscena, ma solo perchè “gli facevano pena” i realizzatori della CIA.

    E così abbiamo messo una pezza alla diceria che sulla Luna non siamo mai andati, e abbiamo anche parato il culo al “povero” Kubrick, nel caso la verità sulla sua partecipazione all’inganno lunare dovesse mai arrivare a livello mainstream.

    Niente male, per una parodia fatta solo per scherzare.

    Resta infine da notare come questo capolavoro di disinformazione sia arrivato proprio nel periodo in cui la NASA cerca in tutti i modi di rilanciare i “viaggi lunari”, e si prepara a chiedere fondi ingenti per finanziare un nuovo ciclo di “imprese spaziali”, nelle quali l’ultimo obiettivo, naturalmente, sarà quello di portare uomini sulla Luna.

    Massimo Mazzucco

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3280


    #28116

    marì
    Bloccato

    Imbarazzo al Rijksmuseum: «Ora lo terremo come una “curiosità”»

    Olanda: è falso il pezzo di Luna esposto
    al Museo Nazionale. È legno fossile

    Era stato donato nel 1969 al primo ministro olandese Drees dall'ambasciatore americano


    Il falso reperto lunare al Rijksmuseum

    AMSTERDAM
    – Il sasso di provenienza lunare da vent'anni nelle collezioni del Museo Nazionale olandese di Amsterdam è falso. Cioè non proviene dalla Luna: un'analisi geologica approfondita ha dimostrato senza ombra di dubbio che si tratta di legno fossile. E a meno di ipotizzare che sul nostro satellite naturale ci siano foreste pietrificate – cosa che neanche il più folle scrittore di fantascienza si sognerebbe mai – l'oggetto in questione non è stato raccolto dagli astronauti dell'Apollo 11, come finora si era pensato. «Non vale più di 50 euro», ha commentato il geologo Frank Beunk. Ma se è falso, come è arrivato in uno dei musei europei più prestigiosi?

    INTRIGO POLITICO – Il finto reperto ha padri più che nobili e probabilmente del tutto ignari della «bufala», che a questo punto si può ipotizzare messa in atto dalla Nasa o dal dipartimento di Stato americano. Il sasso arrivò al Rijksmuseum nel 1988, dopo la scomparsa dell'ex primo ministro olandese Willem Drees. Il reperto faceva parte della collezione personale del premier e gli venne donato il 9 ottobre 1969 dall'allora ambasciatore americano in Olanda, J. Williams Middendorf, in occasione della visita promozionale nei Paesi Bassi dei tre astronauti dell'Apollo 11 http://www.wingnet.org/rtw/rtw005jj.htm . I nomi dei cinque protagonisti «dell'intrigo internazionale» sono infatti riportati nel cartellino che accompagna la roccia. Dopo la missione di Apollo 11, gli Stati Uniti mandarono in giro per il mondo (24 nazioni in 45 giorni) i tre astronauti in un tour promozionale http://blogs.state.gov/index.php/entries/remembering_one_giant_leap/ , portando in dono vari reperti raccolti sulla Luna. Uno di questi – raccolto però dall'Apollo 17 – è conservato anche al Museo di scienze naturali di Milano, anche se non gli viene dato troppa evidenza http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/09_luglio_20/frammento_luna_reperto_museo_scienza_tecnologia-1601584997098.shtml .

    DUBBI – Alcuni dubbi sull'autenticità del campione olandese sorsero nel 2006, in occasione della prima esposizione al pubblico del reperto http://www.rijksmuseum.nl/tentoonstellingen/fly-me-to-the-moon?lang=it . Un esperto di voli spaziali fece notare che la maggior parte dei reperti regalati dagli americani a un centinaio di nazioni (tra le quali appunto l'Italia) non proviene dall'Apollo 11, ma da missioni successive. Ed è inoltre molto strano che la Nasa avesse regalato una preziosissima roccia lunare a soli due mesi e mezzo dal ritorno sulla Terra di Armstrong, Aldrin e Collins, prima ancora di aver avuto il tempo di analizzarla. Arrivando però dalla collezione di un ex primo ministro, nessuno aveva avuto dubbi, anche se ricercatori della Free University di Amsterdam avevano detto che «a vista» si capiva che quel pezzo non poteva venire dalla Luna. L'ex ambasciatore Middendorf, ora in pensione in Rhode Island, contattato da organi di informazione olandesi, ha detto di non ricordare più a distanza di 40 anni tutti i dettagli ma di essere sicuro che la roccia gli venne consegnata dal dipartimento di Stato Usa.

    RISATA – Che fine farà ora il reperto? «La terremo da parte come una curiosità», ha detto Xandra van Gelder, portavoce del museo. «È una bella storia, con molte domande che non hanno ancora una risposta. Comunque possiamo farci una risata». Anche perché questo fatto non farà che rinfocolare le teorie di chi crede che l'uomo non sia mai stato sulla Luna e tutto sia stata una grande presa in giro http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/luna/notizie/ipotesi_falsificazione_8b106d10-6fb0-11de-bf72-00144f02aabc.shtml .

    Paolo Virtuani

    27 agosto 2009(ultima modifica: 28 agosto 2009)
    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_agosto_27/olanda_luna_falso_3243612c-930c-11de-9adc-00144f02aabc.shtml

    Che “pacco” … hahaha


    #28117
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [size=20]Addio a Neil Armstrong, primo uomo sulla luna

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/12/08/25/morte_armstrong.html


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #28118
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Pensavo quanti uomini se ne sono andati nel 2012 :ummmmm:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #28119
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    pensavo anch io la stessa cosa


    #28120
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.giulianaconforto.it/?p=406
    E se la luna, visibile in cielo, fosse non un corpo reale, ma un ologramma, un’immagine del vero satellite, forse molto più piccolo, il luogo extra-terrestre dove si sono recati gli astronauti delle Missioni Apollo?

    Platone le chiamava ombre, il termine “ologramma” allora non c’era. Giordano Bruno e altri saggi e poeti parlano di realtà umbratile che oggi chiamiamo “film” o “matrix”. Tutto si spiega se si comprende la natura della materia nucleare che compone il film stesso.
    G.Conforto

    http://www.associazionesaras.it/index.php?option=com_content&view=article&id=303%3Aintervista-ad-eugenio-siragusa-8-giugno-2004&catid=66%3Ainterviste&Itemid=96
    E.Siragusa

    G.: Tu hai anche parlato di una esperienza meravigliosa, quando sei stato sulla Luna Nera.
    E.: Ci sono stato si, ed ho incontrato sul disco volante un meccanico di Bologna. Pensa che in 7 minuti siamo arrivati sulla luna nera, (ndr, che è un piccolo satellite artificiale che orbita tra la Luna e Venere, la scienza ufficiale conosce bene questa realtà, ma tutto rimane nel più assoluto segreto).

    G.: Ti ricordi che cosa hai visto quando ci sei andato?
    E.: All’interno vi è una città fluttuante, ho visto anche dei personaggi che si preoccupano di evitare i voli spaziali terrestri, poiché avevano intenzione di fare esperimenti nucleari sulla luna. Per questo motivo alcuni si sono trasferiti sulla Luna e si sono anche fatti vedere quando nel ’69 l’uomo scese per la prima volta sul satellite.

    http://www.giulianaconforto.it/?p=2084
    G.Conforto

    “C’è uno squilibrio tra il polo nord e il polo sud”, scriveva nel 2012 Jonathan Cirtain, uno scienziato del Flight Center Marshall Space della NASA a Huntsville, in Alabama. “Il motivo per cui il polo nord è in transizione ben prima del polo sud resta un mistero… Questa osservazione smentisce tutti i modelli a cui oggi si faceva riferimento, i quali deducevano un rovesciamento dei poli magnetici del Sole sempre in contemporanea. L’inversione del polo nord magnetico è quindi in netto anticipo rispetto alle previsioni, dal momento che il massimo solare è confermato per il maggio 2013…”

    Ed eccoci qua. Siamo giunti al maggio 2013. Potrebbe succedere ciò che ha scritto Giovanni nell’Apocalisse: “la luna non darà più il suo chiarore.”

    La “luna” è l’unico corpo celeste in cui la rotazione diurna (intorno al proprio asse) e la rotazione intorno alla terra coincidono. E’ il motivo per cui vediamo sempre e solo una faccia della luna. È un corpo naturale? Potrebbe essere un’immagine ingrandita di un piccolo satellite posto altrove…

    Nel corso degli anni ci sono stati altri presunti avvistamenti mai confermati; il piu popolare di questi fu quello dell’astronomo Georg Waltemath che diede addirittura elementi di orbita per calcolare la sua posizione. Anche questa volta non fu possibile confermare l’esistenza del secondo satellite naturale della terra, che s’affermò nella conoscenza popolare col nome di Luna Nera, perché sfuggiva alla vista degli astronomi.
    http://www.convivioastrologico.it/articoli_vari/lilith.htm


    #28121
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    ho sempre pensato che la luna potesse essere una sorta di mega nave madre in cui vi sono 'nascoste' entità che monitorano la Terra..che poi pensandoci,quale miglior posto della Luna?noi tutti,o quasi,la crediamo li da sempre e quindi la diamo per scontata e nel modo sbagliato..bho è solo un mio pensiero


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