Allarme: da oggi siamo già 7 miliardi

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Questo argomento contiene 21 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anonimo 6 anni, 10 mesi fa.

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  • #91902

    Anonimo

    Apro questo Topic perchè è una riflessione che facevo già da molto tempo, direi da anni, n el momento in cui, insieme a mia moglie, abbiamo procreato il primo(ma) figlio(a), e dopo anche il secondo.

    Adesso, secondo quello che scrivono, siamo arrivati a quota 7 miliardi, di questo passo arriveremo al default mondiale, le risorse non saranno disponibili per tutti, eppure si continua a procreare come se nulla fosse.

    Io sto coltivando l'idea di avere un terzo bambino, però vorrei adottarlo (ne devo ancora parlare con mia moglie) perchè non ritengo giusto che ci sono milioni di bambini che non hanno niente e i nostri invece hanno troppo!
    Daltronte non è neanche giusto che laddove non possono permetterselo, facciano bambini, al limite, ne facciano meno possibile così da non creare problemi.
    Sò che è un argomento delicato però se ne parla sempre molto poco e con poco interesse


    #91903

    Anonimo

    http://geopoliticamente.wordpress.com/2011/10/29/7-000-000-000-tra-problemi-e-speranze/

    Allarme: da oggi siamo già 7 miliardi

    1. Da alcuni giorni i mezzi d'informazione segnalano (timidamente, per la verità) che, secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato in primavera, il 31 ottobre la popolazione mondiale taglierà il traguardo dei 7.000.000.000. Una volta, il cambio ci cifra nella prima casella della popolazione era motivo di celebrazione, salutato come una pietra miliare dello sviluppo umano. Oggi, al contrario, il traguardo suona minaccioso, suggerendo ai più di avere molta, molta paura.

    Popolazione mondiale stima 1800-2100, sulla base di proiezioni dell'ONU
    2. È impressionante la velocità con cui la popolazione mondiale è aumentata dalle origini ad oggi: ci sono voluti 250.000 anni, fino al 1804, per toccare quota un miliardo; un secolo per arrivare a due miliardi (nel 1927); altri 32 anni per raggiungere 3 miliardi (nel 1959); appena la metà per salire a 5 miliardi (nel 1987); 12 anni per aumentare a 6 miliardi (nel 1999) e solo 11 per fare di nuovo cifra tonda a 7 miliardi (grafico interattivo del Guardian).

    Questa bomba demografica è innescata principalmente da due fattori: da un lato, una sostanziale riduzione della mortalità infantile; dall'altro, unariduzione troppo blanda dei tassi di fertilità. Il picco di crescita della popolazione è stata alla fine del 1960, quando il totale è stato in aumento di quasi il 2% l'anno. Ora il tasso è pari alla metà. Ad ogni modo, dal 1350 (quando l'umanità fu flagellata da una terribile pestilenza) la crescita non si è più fermata, e ora procede al ritmo di di 10.000 nuovi individui all'ora.

    Per rendere l'idea di quanti siamo sulla Terra, immaginiamo di convocare tutti i nostri simili in un'ipotetica riunione globale. Per ospitarci tutti, anche stando stretti spalla a spalla, nel 1950 sarebbe bastata l'isola di Wight, 381 km2 a largo dell'Inghilterra. Nel 1968 John Brunner, uno scrittore britannico, ha osservato che sarebbe stata necessaria l'isola di Man, 572 km2 nel mare d'Irlanda. Nel 2010, ipotizzava Brunner, avremmo avuto bisogno addirittura diZanzibar, 1554 km2. Da qui il titolo del suo romanzo sul tema della sovrappopolazione, “Stand in Zanzibar”, uscito nel 1968. è superfluo notare che si è sbagliato di un solo anno.
    Secondo le Nazioni Unite potremo toccare quota 9,3 miliardi entro la metà del secolo, oltre la quale le ipotesi si divaricano in una forbice compresa tra i 6,2 e i 15,8 miliardi entro il 2100.

    3. Mai prima d'ora così tanti animali (invertebrati a parte) di una stessa specie hanno popolato il pianeta in così (relativamente) poco tempo. Al punto chealcuni scienziati hanno ribattezzato la nostra era come Antropocene, perché caratterizzata dall'azione a lungo termine dell'umanità tesa alla sistematica alterazione del contesto ambientale preesistente. Una specie che interagisce con l'ambiente circostante molto più intensamente di quanto le altre non abbiano mai fatto prima, e quasi sempre a danno di tutte le altre. Ci appropriamo dal 24% al 40% della produzione fotosintetica e di più della metà dell'acqua dolce disponibile. Ovunque, eccetto in Antartide (ma ancora per quando?) siamo impegnati nell'occupazione, manipolazione, sfruttamento del suolo e delle sue risorse. Dovunque ci spingiamo, la natura si ritira. Per la prima volta nella storia geologica della Terra, una forma di vita – la nostra – condanna all'estinzione significative proporzioni di piante e animali, nostri unici compagni conosciuti nell'universo.

    Tali sconvolgimenti non sono conseguenza della crescita demografica in sé, bensì dell'aumento e della smodatezza dei nostri consumi. Non stiamo alterando gli equilibri naturali per cattiveria, quanto per incuria. Ciascuno punta a massimizzare il proprio benessere, il che è legittimo; tuttavia,l'insieme dei nostri comportamenti, anche quelli più trascurabili, può avere effetti disastrosi se moltiplicati per sette miliardi. A cominciare dal consumo delle risorse, per proseguire con quello di acqua e suolo, chiudendo il ciclo con l'inquinamento dovuto allo smaltimento dei rifiuti.

    4. Il futuro del genere umano (e, di riflesso, del pianeta) oscilla tra catastrofe e opportunità così come le opposte posizioni di malthusiani e cornucopiani: i primi mettono in guardia sui pericoli di una inarrestabile sovrappopolazione; i secondi credono invece che l'ingegnosità umana, rispondendo alle necessità del momento, riuscirà comunque a trovare nuove risorse per soddisfare le popolazioni in aumento. Finora sono stati questi ultimi ad avere ragione, come testimoniato dal costante aumento degli standard di vita dal dopoguerra ad oggi e dalla recente ascesa dei Paesi emergenti. Ma ogni cosa ha un prezzo e quello pagato in virtù del tanto decantato sviluppo ridimensiona le teorie (e le speranze) dei cornucopiani. Dal 1961, ad esempio, la superficie di di terra coltivata nel mondo è cresciuta del 13% a fronte di una popolazione umana più che raddoppiata: in altre parole, la superficie agricola pro capite si è praticamente dimezzata. Questo perché il grosso del suolo è fagocitato dall'urbanistica e dalle attività industriali, come se il problema alimentare fosse secondario rispetto a quello abitativo o della crescita economica. Ricicliamo poco, quasi nulla, dei minerali estratti, pur consapevoli i giacimenti sono in via di esaurimento; la quasi totalità della nostra energia (in gran parte sprecata) proviene da fonti non rinnovabili.

    Peraltro, è noto che il consumo di risorse è pesantemente squilibrato: la Banca Mondiale calcola che l'impatto ambientale di un cittadino del Regno Unito è pari a quello di 22 abitanti del Malawi. Ognuno di noi tende a consumare di più man mano che la sua vita procede e che il progresso glielo consente. Ma se i Paesi emergenti – al momento gli unici a registrare uno stabile sviluppo economico – raggiungono i livelli di consumo delle nostre latitudini, la situazione diventa insostenibile. La Terra non è in grado di sostenere 10 miliardi di persone con lo stesso impatto pro capite delle 7 miliardi di oggi. Una crescita demografica a tempo indeterminato è fisicamente impossibile su un pianeta finito: ad un certo punto dovrà necessariamente arrestarsi. Ciò avverrà in modo “umano”, attraverso un minor numero di nascite e un'oculata politica demografica; oppure più tragicamente in modo “naturale”, attraverso una decimazione di massa per fame, malattie e guerre. O riduciamo i nostri “numeri” volontariamente, o la natura lo farà per noi brutalmente.

    Una mappa del mondo che mostra i paesi con tasso di fertilità , 2005-2010 (fonte: en.Wikipedia.org)
    5. L'aumento della popolazione non è unifome. In generale il tasso di fertilità di declino, ma con differenze molto profonde da zona a zona. IlGuardian offre un'approfondita analisi di questa dinamica. Nel 1970 il tasso di fecondità era di 4,45 figli per donna; ora è sceso a 2,45. Attualmente il mondo è più o meno equamente diviso tra i Paesi al di sopra del tasso di sostituzione della popolazione (2,1) e quelli al di sopra. Il primo gruppo è costituito da Europa, Cina e nel resto dell'Asia orientale. Il secondo comprende Sud e Sud-Est Asiatico, Medio Oriente e Americhe. Si è constatato che il tasso è inversamente proporzionale alla crescita economica: più una società diventa ricca, meno figli tende a fare, spostando in avanti l'età media della sua popolazione.

    L'altra faccia della medaglia è costituita dalla sovrappopolazione nei Paesi più poveri, in cui l'aumento incontrollato contribuirà a peggiorare un contesto già drammatico sia dal punto di vista alimentare che da quello igienico-sanitario.Nel 1950 il 68% della popolazione mondiale era concentrata nelle aree più povere. Oggi tale quota è salita all'82% e si prevede che aumenterà all'86% entro il 2050. Si stima che per allora quasi tutte le nuove nascite (97%) si verificheranno nelle regioni meno sviluppate.

    Tasso di natalità storico
    5. La bomba demografica ha due fondamentali conseguenze. La prima è la ridefinizione della geografia umana attraverso i flussi migratori. L'immigrazione potrebbe essere un modo per bilanciare il carico demografico globale, alleviando la pressione della popolazione nelle zone più povere percompensare i fenomeni dell'invecchiamento e della scarsa natalità nelle nazioni più sviluppate. Ne sanno qualcosa gli Stati Uniti, da sempre terra di migranti, dove negli anni a venire la crescita della popolazione sarà sostenuta soprattutto dall'afflusso di stranieri. Il Giappone, al contrario, resiste fermamente all'assimilazione degli stranieri, nonostante l'allarme, lanciato da tempo, sul progressivo invecchiamento della società. D'altra parte,non tutti concordano col fatto che le migrazioni siano foriere di benefici, come testimoniato da alcune ricerche. Di tratta comunque di fenomeni controversi, dai risvolti spesso imprevedibili e il più delle volte incontrollabili dagli stessi governi. È inoltre accertato il legame tra le migrazioni e cambiamenti climatici, i quali, come detto, sono in gran parte gli effetti collaterali delle attività umane.

    La seconda è il nesso tra sovrappopolazione e aumento della violenza. Ormai il 90% delle morti violente totali (526.000) avviene al di fuori delle aree di guerra: oggi a mietere vittime è soprattutto la violenza criminale. Le ultime ricerche della Geneva Declaration dimostrano inoltre il legame che sussiste tra omicidi e sottosviluppo: un quarto degli omicidi nel mondo avviene in 14 Paesi (per lo più in Africa e in America Latina), tutti accomunati da un basso indice di sviluppo umano. Viceversa, quando i Paesi progrediscono in termini di sviluppo, i loro livelli di violenza omicida hanno delle possibilità di diminuire.

    6. L'umanità rischia di essere schiacciata sotto il suo stesso peso. In parole povere, la festa è finita.
    Inutile avere paura di quel sette in capo a un numero a dieci cifre: non è questa una risposta costruttiva. Neppure la notizia che la crescita della popolazione stia declinando può essere di conforto. Il coraggio e la determinazione di agire sono l'unica soluzione. Dobbiamo convincerci che nessun essere umano ha il diritto di consumare sempre di più. Perché se si potesse in qualche modo colmare il divario globale dei consumi ponendoli al livello dei Paesi sviluppati il pianeta affonderebbe. C'è bisogno di una rapida trasformazione, tecnologica e culturale, del nostro sile di vita. Piuttosto che adattare il futuro alle nostre esigenze dovremo adeguare le nostre esigenze al futuro. L'umanità intera dovrà, per forza di cose, imparare a fare di più con meno. Inoltre, se la crescita della popolazione è concentrata nei Paesi poveri, al punto da diventarne una piaga, allora lo sviluppo di queste comunità diventa una necessità ecologica, oltre che un atto umanitario. L'analista Hans Rosling ha dimostrato, attraverso un'impressionante combinazione di statistiche, che bambini più sani e più ricchi, una volta adulti, tendono a formare famiglie più piccole. Porre fine alla povertà globale, aumentando il tasso di sopravvivenza dei bambini, è il chiaro percorso per raggiungere una popolazione umano sostenibile.

    Il passaggio a questa nuova era non sarà del tutto indolore, ma è nell'interesse di tutti quelli che hanno a cuore un ambiente veramente sostenibile e il futuro dei propri. figli. Il Prof. David Bloom, dell'Università diHarvard, ha sagacemente osservato che nuove sfide significano nuove opportunità: “Queste sfide non sono insormontabili, ma non possiamo affrontarle mettendo la testa sotto la sabbia. È semplicemente irresponsabile assistere pigramente all'esperienza del cambiamento demografico “.

    Rappresentazione grafica delle ipotesi di Rosling
    7. Infine, sette miliardi di persone non sono soltanto sette miliardi di bocche da sfamare o altrettanti produttori di rifiuti. Sono innanzitutto sette miliardi di storie da raccontare. A questo scopo sono dedicati siti comehttp://7billionactions.org, per ricordarci che tali storie sono importanti, e che tra di esse ce ne sono alcune capaci di fare la differenza all'interno di una comunità. Con l'implicita speranza che tutte, grandi o piccole che siano, possano contribuire ad un nuovo capitolo della storia della Terra: il post Antropocene, in cui l'umanità non sia più padrona ma ospite rispettosa di questo pianeta, al pari di tutte le altre forme di vita che vi abitano.


    #91904

    Anonimo

    [quote1320075197=Pier72Mars]
    Sò che è un argomento delicato però se ne parla sempre molto poco e con poco interesse
    [/quote1320075197]
    http://it.raelianews.org/news.php?extend.350 Rael: [color=#09e][size=18]”La sovrappopolazione è la vera causa del disastro di Fukushima!”[/color]

    LAS VEGAS, 9 maggio – In occasione di un recente discorso tenuto in Giappone, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale (MRI) – ha commentato quanto accaduto a Fukushima, affermando che il governo giapponese ha commesso un errore a costruire un impianto così vicino all'oceano ed esposto agli tsunami, ma spiegando anche che le autorità non avevano altra scelta, poiché ci sono 120 milioni di cittadini con un fabbisogno di energia da soddisfare.

    “Il problema dell'umanità è che abbiamo bisogno di troppa elettricità, siamo in troppi: la Terra è sovrappopolata”, ha spiegato Rael.

    Il concetto di sovrappopolazione non è nuovo ai Raeliani. Questa minaccia è stata chiaramente descritta nel messaggio che fu dato a Rael nel 1973, quando egli incontrò gli scienziati che crearono la vita sulla Terra, secondo le scritture raeliane.

    “Con la nostra attuale tecnologia, la Terra non dovrebbe ospitare più di 3 miliardi di persone. Ma oggi siamo più del doppio”, ha sottolineato Rael nel suo recente discorso. “Oggi, quasi tutti i governi del mondo devono essere considerati come criminali, non perché costruiscono impianti nucleari, ma perché continuano ad incoraggiare la gente a fare figli, che andranno a creare un sempre maggior fabbisogno di energia elettrica e, di conseguenza, di strutture come quella giapponese. Il disastro di Fukushima è il risultato della sovrappopolazione!”.

    Secondo Rael, se ci fossero solo 60 milioni di persone in Giappone, non ci sarebbe stato alcun bisogno di costruire degli impianti così pericolosi, come quello recentemente danneggiato.

    “Il governo giapponese sta incoraggiando le famiglie ad avere più figli”, ha detto Rael. “Questo è il vero crimine! Non quello di aver costruito la centrale di Fukushima. La sola linea di condotta responsabile sarebbe quella di dire a tutti gli esseri umani, così come è scritto nei Messaggi che gli Elohim ci trasmisero nel 1973: fate meno figli! Invece, ne stiamo facendo di più! Se l'umanità riuscirà a sopravvivere, e non è detto che ci riesca, forse milioni di persone moriranno a causa di quest’errore. E se sopravvivremo, l'umanità del futuro ci giudicherà, punterà il dito contro coloro che hanno vissuto nella nostra epoca, e dirà: quanto erano stupidi!”.

    Rael ha poi aggiunto che le Nazioni Unite non dovrebbero sostenere l’attacco alla Libia o alla Siria, o andare a cercare i missili nucleari in Corea del Nord. Dovrebbero concentrarsi sul controllo della popolazione mondiale.

    “Le nazioni Unite dovrebbero obbligare ogni nazione della Terra a imporre il limite di un bambino per famiglia o per persona, ovunque nel mondo”, egli ha detto. “Ricordate, quando fate dei figli, commettete un crimine contro l'umanità. Siamo arrivati a un punto dove stiamo vivendo una situazione paradossale, in cui dare la vita equivale a dare la morte. Ogni volta che mettete al mondo un bambino, provocate la morte di un maggior numero di persone in futuro, perché i nuovi bambini avranno bisogno di energia.

    La decisione più saggia è quella di limitare il numero della popolazione. Naturalmente, tutti vogliono amare un bambino, e questa è una bella cosa. Ma se proiettiamo questo amore sulle altre persone, invece di amare egoisticamente i miei bambini, il mio bambino, allora ameremo l'intera umanità.

    Se iniziamo a considerare l'umanità come se fosse nostro figlio, non avremo bisogno di vivere questa narcisistica esperienza di voler avere un bambino con la nostra stessa faccia”.

    Rael ha inoltre ricordato che, se non risolveremo il problema della sovrappopolazione, saremo condannati a scomparire. “La Terrà non scomparirà, non c'è bisogno di salvare la Terra perché la Terra non ha bisogno di noi. Ma l'umanità ha bisogno della Terra per sopravvivere, ed è per questo che dobbiamo limitare il nostro numero”.

    Ha poi aggiunto che è arrivato il momento d'imparare un po' di umiltà, perché nessuno in questo momento può risolvere i problemi che oggi l'umanità è chiamata ad affrontare. “Bisognerebbe iniziare a dire: siamo stati stupidi, dobbiamo essere più umili, per prima cosa smettiamo di far nascere così tanti bambini e iniziamo a usare le risorse della Terra in modo responsabile. Smettiamo di arricchire solo poche persone, mentre tutti gli altri muoiono di fame. E smettiamo di fare guerre. Ci sono così tante cose da cambiare. Ma per cambiare queste cose, è necessario imparare l'umiltà”.

    Per concludere, Rael ha fatto riferimento ai Messaggi ricevuti nel 1973 che non solo avevano previsto i problemi che stiamo vivendo oggi, ma ci fornivano anche le soluzioni.

    “Il più grande atto di umiltà che possiamo fare è quello di riconoscere gli Elohim come nostri Creatori e smettere di pensare che siamo i padroni dell'universo”, egli ha detto. “Dobbiamo accettare il fatto che ci sono delle intelligenze superiori alle nostre e che dobbiamo accoglierle con umiltà, amore e gratitudine. Poi, ci aiuteranno. C'è solo una via d'uscita, ed è quella di accogliere gli Elohim e chiedere loro di porre rimedio ai nostri guai. In questo momento, abbiamo migliaia di scienziati che cercano di riportare alla normalità Fukushima, ma non sono in grado di farlo. Ci vorranno almeno altri 65 anni per ripulire Chernobyl. Non sanno come fare, non ne hanno la minima idea. Il solo modo per risolvere il problema è di costruire l'ambasciata e di accogliere gli Elohim. Se lo faremo, risolveranno il problema in pochi secondi!”. [color=#cc3300]16 May 2011[/color]

    – – – –

    http://it.raelianews.org/news.php?extend.371 Rael: [color=#09e][size=18]“Il cardinale Bagnasco dovrebbe essere perseguito per crimini contro l'umanità per il fatto di incoraggiare la sovrappopolazione”[/color]

    In un suo recente discorso, Rael – leader spirituale del Movimento Raeliano – ha dichiarato che tutti coloro che promuovono la crescita demografica dovrebbero essere perseguiti per crimini contro l'umanità.

    “Le parole pronunciate dal presidente della CEI sono gravemente irresponsabili”, ha dichiarato Marco Franceschini, responsabile per l'Italia del Movimento Raeliano, in merito al recente discorso tenuto dal cardinale Angelo Bagnasco a favore di una politica che sostenga la crescita demografica. “In un pianeta dalle risorse limitate che sta per raggiungere i 7 miliardi di abitanti, questo equivale a condannare a morte certa centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Nessuno dei più grandi criminali della storia è stato mai responsabile del numero di vittime che possiamo attribuire alla Chiesa cattolica in passato, attualmente e anche in futuro”.

    Secondo Franceschini, dietro al falso pretesto dell'impoverimento culturale e dell’isterilimento della società, si celano probabilmente motivazioni ben meno nobili di quelle dall'alto prelato.

    “Evidentemente, la Chiesa è fortemente preoccupata dal vistoso calo del numero dei suoi membri e dall’aumento di una parte di popolazione non-cattolica. Questa tendenza metterà a breve in discussione la sua supremazia sulle religioni concorrenti e il diritto che si arroga di poter intervenire negli affari sociali, politici e privati dei cittadini. Ha bisogno quindi di nuove leve da formare e arruolare nelle proprie fila”, conclude Franceschini. “Noi raeliani, ridiamo al solo pensiero che per assicurarsi nuovi fedeli, saranno presto costretti a cambiare le loro regole e a mettersi loro stessi a procreare, a… fare figli”.

    La posizione del Movimento Raeliano riguardo al grave problema rappresentato dalla sovrappopolazione, è chiara: i governi del mondo non devono attendere più un altro istante per attuare una politica globale di controllo delle nascite. Siamo di fronte al più grande pericolo per la sopravvivenza della nostra Umanità.

    Già all'indomani del disastro nucleare di Fukushima, Rael – fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale – mise in guardia l'Umanità circa i rischi di una sovrappopolazione del nostro pianeta, attribuendo proprio alla spropositata e incontrollata crescita demografica la responsabilità della tragedia giapponese.

    “Con la nostra tecnologia attuale, la Terra non dovrebbe avere più di 3 miliardi di abitanti. Siamo invece più del doppio”, disse Rael. “Oggi, quasi tutti i governi agiscono in modo criminale. Non tanto perché continuano a costruire impianti nucleari, ma perché continuano ad incoraggiare la gente a fare sempre più figli che necessiteranno di sempre maggiore energia e, di conseguenza, di impianti come quello di Fukushima. Questo disastro nucleare è la diretta conseguenza della sovrappopolazione!”.

    Rael dichiarò poi che continuare a fare figli allo stesso ritmo di oggi, equivale a commettere un crimine contro l'umanità.

    “Siamo arrivati al punto in cui dare la vita equivale a dare la morte. Ogni volta che si mette al mondo un figlio, si causano delle morti nel futuro, perché sempre più esseri umani avranno sete di energia”. [color=#cc3300]14 Oct 2011[/color]


    #91905
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Forse sarà banale quello che ho da dire, ma mi ricordo di aver visto una puntata di “Turisti per caso” dove parlavano di aver scoperto delle pitture murali sulle montagne dell' America Latina. Dunque, i disegni illustravano la vita che probabilmente facevano gli indigeni migliaia di anni fa….e la cosa strana era che c' erano rappresentati solo due figli per copia… il che voleva dire, che nel caso di pericolo ogni genitore era in grado di salvare un figlio solo. A me fece riflettere questa cosa, se vogliamo così semplice matematicamente.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #91906
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    [quote1320086506=♫nessuno♫]
    [quote1320075197=Pier72Mars]
    Sò che è un argomento delicato però se ne parla sempre molto poco e con poco interesse
    [/quote1320075197]
    http://it.raelianews.org/news.php?extend.350 Rael: [color=#09e][size=18]”La sovrappopolazione è la vera causa del disastro di Fukushima!”[/color]

    LAS VEGAS, 9 maggio – In occasione di un recente discorso tenuto in Giappone, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale (MRI) – ha commentato quanto accaduto a Fukushima, affermando che il governo giapponese ha commesso un errore a costruire un impianto così vicino all'oceano ed esposto agli tsunami, ma spiegando anche che le autorità non avevano altra scelta, poiché ci sono 120 milioni di cittadini con un fabbisogno di energia da soddisfare.

    “Il problema dell'umanità è che abbiamo bisogno di troppa elettricità, siamo in troppi: la Terra è sovrappopolata”, ha spiegato Rael.

    Il concetto di sovrappopolazione non è nuovo ai Raeliani. Questa minaccia è stata chiaramente descritta nel messaggio che fu dato a Rael nel 1973, quando egli incontrò gli scienziati che crearono la vita sulla Terra, secondo le scritture raeliane.

    “Con la nostra attuale tecnologia, la Terra non dovrebbe ospitare più di 3 miliardi di persone. Ma oggi siamo più del doppio”, ha sottolineato Rael nel suo recente discorso. “Oggi, quasi tutti i governi del mondo devono essere considerati come criminali, non perché costruiscono impianti nucleari, ma perché continuano ad incoraggiare la gente a fare figli, che andranno a creare un sempre maggior fabbisogno di energia elettrica e, di conseguenza, di strutture come quella giapponese. Il disastro di Fukushima è il risultato della sovrappopolazione!”.

    Secondo Rael, se ci fossero solo 60 milioni di persone in Giappone, non ci sarebbe stato alcun bisogno di costruire degli impianti così pericolosi, come quello recentemente danneggiato.

    “Il governo giapponese sta incoraggiando le famiglie ad avere più figli”, ha detto Rael. “Questo è il vero crimine! Non quello di aver costruito la centrale di Fukushima. La sola linea di condotta responsabile sarebbe quella di dire a tutti gli esseri umani, così come è scritto nei Messaggi che gli Elohim ci trasmisero nel 1973: fate meno figli! Invece, ne stiamo facendo di più! Se l'umanità riuscirà a sopravvivere, e non è detto che ci riesca, forse milioni di persone moriranno a causa di quest’errore. E se sopravvivremo, l'umanità del futuro ci giudicherà, punterà il dito contro coloro che hanno vissuto nella nostra epoca, e dirà: quanto erano stupidi!”.

    Rael ha poi aggiunto che le Nazioni Unite non dovrebbero sostenere l’attacco alla Libia o alla Siria, o andare a cercare i missili nucleari in Corea del Nord. Dovrebbero concentrarsi sul controllo della popolazione mondiale.

    “Le nazioni Unite dovrebbero obbligare ogni nazione della Terra a imporre il limite di un bambino per famiglia o per persona, ovunque nel mondo”, egli ha detto. “Ricordate, quando fate dei figli, commettete un crimine contro l'umanità. Siamo arrivati a un punto dove stiamo vivendo una situazione paradossale, in cui dare la vita equivale a dare la morte. Ogni volta che mettete al mondo un bambino, provocate la morte di un maggior numero di persone in futuro, perché i nuovi bambini avranno bisogno di energia.

    La decisione più saggia è quella di limitare il numero della popolazione. Naturalmente, tutti vogliono amare un bambino, e questa è una bella cosa. Ma se proiettiamo questo amore sulle altre persone, invece di amare egoisticamente i miei bambini, il mio bambino, allora ameremo l'intera umanità.

    Se iniziamo a considerare l'umanità come se fosse nostro figlio, non avremo bisogno di vivere questa narcisistica esperienza di voler avere un bambino con la nostra stessa faccia”.

    Rael ha inoltre ricordato che, se non risolveremo il problema della sovrappopolazione, saremo condannati a scomparire. “La Terrà non scomparirà, non c'è bisogno di salvare la Terra perché la Terra non ha bisogno di noi. Ma l'umanità ha bisogno della Terra per sopravvivere, ed è per questo che dobbiamo limitare il nostro numero”.

    Ha poi aggiunto che è arrivato il momento d'imparare un po' di umiltà, perché nessuno in questo momento può risolvere i problemi che oggi l'umanità è chiamata ad affrontare. “Bisognerebbe iniziare a dire: siamo stati stupidi, dobbiamo essere più umili, per prima cosa smettiamo di far nascere così tanti bambini e iniziamo a usare le risorse della Terra in modo responsabile. Smettiamo di arricchire solo poche persone, mentre tutti gli altri muoiono di fame. E smettiamo di fare guerre. Ci sono così tante cose da cambiare. Ma per cambiare queste cose, è necessario imparare l'umiltà”.

    Per concludere, Rael ha fatto riferimento ai Messaggi ricevuti nel 1973 che non solo avevano previsto i problemi che stiamo vivendo oggi, ma ci fornivano anche le soluzioni.

    “Il più grande atto di umiltà che possiamo fare è quello di riconoscere gli Elohim come nostri Creatori e smettere di pensare che siamo i padroni dell'universo”, egli ha detto. “Dobbiamo accettare il fatto che ci sono delle intelligenze superiori alle nostre e che dobbiamo accoglierle con umiltà, amore e gratitudine. Poi, ci aiuteranno. C'è solo una via d'uscita, ed è quella di accogliere gli Elohim e chiedere loro di porre rimedio ai nostri guai. In questo momento, abbiamo migliaia di scienziati che cercano di riportare alla normalità Fukushima, ma non sono in grado di farlo. Ci vorranno almeno altri 65 anni per ripulire Chernobyl. Non sanno come fare, non ne hanno la minima idea. Il solo modo per risolvere il problema è di costruire l'ambasciata e di accogliere gli Elohim. Se lo faremo, risolveranno il problema in pochi secondi!”. [color=#cc3300]16 May 2011[/color]

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    http://it.raelianews.org/news.php?extend.371 Rael: [color=#09e][size=18]“Il cardinale Bagnasco dovrebbe essere perseguito per crimini contro l'umanità per il fatto di incoraggiare la sovrappopolazione”[/color]

    In un suo recente discorso, Rael – leader spirituale del Movimento Raeliano – ha dichiarato che tutti coloro che promuovono la crescita demografica dovrebbero essere perseguiti per crimini contro l'umanità.

    “Le parole pronunciate dal presidente della CEI sono gravemente irresponsabili”, ha dichiarato Marco Franceschini, responsabile per l'Italia del Movimento Raeliano, in merito al recente discorso tenuto dal cardinale Angelo Bagnasco a favore di una politica che sostenga la crescita demografica. “In un pianeta dalle risorse limitate che sta per raggiungere i 7 miliardi di abitanti, questo equivale a condannare a morte certa centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Nessuno dei più grandi criminali della storia è stato mai responsabile del numero di vittime che possiamo attribuire alla Chiesa cattolica in passato, attualmente e anche in futuro”.

    Secondo Franceschini, dietro al falso pretesto dell'impoverimento culturale e dell’isterilimento della società, si celano probabilmente motivazioni ben meno nobili di quelle dall'alto prelato.

    “Evidentemente, la Chiesa è fortemente preoccupata dal vistoso calo del numero dei suoi membri e dall’aumento di una parte di popolazione non-cattolica. Questa tendenza metterà a breve in discussione la sua supremazia sulle religioni concorrenti e il diritto che si arroga di poter intervenire negli affari sociali, politici e privati dei cittadini. Ha bisogno quindi di nuove leve da formare e arruolare nelle proprie fila”, conclude Franceschini. “Noi raeliani, ridiamo al solo pensiero che per assicurarsi nuovi fedeli, saranno presto costretti a cambiare le loro regole e a mettersi loro stessi a procreare, a… fare figli”.

    La posizione del Movimento Raeliano riguardo al grave problema rappresentato dalla sovrappopolazione, è chiara: i governi del mondo non devono attendere più un altro istante per attuare una politica globale di controllo delle nascite. Siamo di fronte al più grande pericolo per la sopravvivenza della nostra Umanità.

    Già all'indomani del disastro nucleare di Fukushima, Rael – fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale – mise in guardia l'Umanità circa i rischi di una sovrappopolazione del nostro pianeta, attribuendo proprio alla spropositata e incontrollata crescita demografica la responsabilità della tragedia giapponese.

    “Con la nostra tecnologia attuale, la Terra non dovrebbe avere più di 3 miliardi di abitanti. Siamo invece più del doppio”, disse Rael. “Oggi, quasi tutti i governi agiscono in modo criminale. Non tanto perché continuano a costruire impianti nucleari, ma perché continuano ad incoraggiare la gente a fare sempre più figli che necessiteranno di sempre maggiore energia e, di conseguenza, di impianti come quello di Fukushima. Questo disastro nucleare è la diretta conseguenza della sovrappopolazione!”.

    Rael dichiarò poi che continuare a fare figli allo stesso ritmo di oggi, equivale a commettere un crimine contro l'umanità.

    “Siamo arrivati al punto in cui dare la vita equivale a dare la morte. Ogni volta che si mette al mondo un figlio, si causano delle morti nel futuro, perché sempre più esseri umani avranno sete di energia”. [color=#cc3300]14 Oct 2011[/color]
    [/quote1320086506]

    in parte è vero se si ragiona con la mentalità retrogada…ma se si pensa che nel cosmo abbiamo una cosa chiamata etere e che potrebbe soddisfare anche molto più gente dei nostri 7 miliardo odierni(anche se molti sulla Terra non sanno manco cosa sia l elettricità,in quanto poverissimi)bhè finiribbero i problemi dovuti alle centrali..


    #91907
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    In realtà se rivoluzionassimo la nostra mentalità, non ci sarebbe limito fisico o quasi…


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #91908

    Xeno
    Partecipante

    Siccome i rapporti dell'ONU mi lasciano sempre sospetto,
    cercavo nel post la parte “stonata”…ossia quel qualcosa che passa come messaggio di paura…e bingo eccolo qua:

    [quote1320096669=Pier72Mars]
    La seconda è il nesso tra sovrappopolazione e aumento della violenza. Ormai il 90% delle morti violente totali (526.000) avviene al di fuori delle aree di guerra: oggi a mietere vittime è soprattutto la violenza criminale. .
    [/quote1320096669]

    il messaggio che passa è meno popolazione = meno violenza

    en passant
    in questa carta sta scritto:
    “troppe persone creano troppi problemi e non c'è abbastanza amore per andare in giro”

    eccallà :ummmmm:


    #91909

    Rebel
    Partecipante

    @Nessuno
    In italia questo problema lo abbiamo gia risolto, siamo in decrescita come popolazione, vallo a spiegare ai cinesi, agli africani e agli indiani, e poi raccontaci come è andata.


    #91910

    ezechiele
    Partecipante

    anche gli illuminati lo sanno, in realtà il progetto era di mantenere la popolazione sotto i 500 mln ma …. qualcosa deve essere andato storto… vedremo,

    http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones


    #91911

    Rebel
    Partecipante

    [quote1320102761=ezechiele]
    anche gli illuminati lo sanno, in realtà il progetto era di mantenere la popolazione sotto i 500 mln ma …. qualcosa deve essere andato storto… vedremo,

    http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones
    [/quote1320102761]
    E meno male che gli andato storto, altrimenti io e te non saremmo qui a parlarne.


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