Aquile e formiche

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  skorpion75 6 anni, 7 mesi fa.

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  • #91969

    skorpion75
    Partecipante

    Aquile e formiche I http://santaruina.splinder.com/post/22603707/aquile-e-formiche
    Due visioni, due mondi, e nessuno è più o meno reale dell’altro.
    Ci sono formiche che in una vita di viavai hanno creato una splendida tana ed hanno reso più vivibile la loro valle, senza mai uscire da essa, e ci sono aquile che a forza di sorvolare il pianeta per avere un quadro d’insieme del reale hanno disdegnato il contatto col suolo, finendo così per morire in volo senza aver potuto migliorare nemmeno di una virgola la terra che volevano salvare.

    Le aquile osservano il mondo dall'alto, scorgono città e vallate, vedono le metropoli pulsare e dal loro privilegiato punto di osservazione riescono a cogliere la complessità degli eventi che laggiù accadono; videro anche il masso che aveva iniziato a rotolare dalla cima del monte, e già avevano compreso dove avrebbe terminato la sua corsa.
    Le formiche, invece, conoscono solo la terra ed il loro giardino – non esiste mondo all'infuori di quel giardino- e nel corso di una esistenza sanno scavare delle meravigliose gallerie.
    Del masso che rotola ignorano perfino l'esistenza, e continuano imperterrite nella loro grandiosa opera di edificazione.
    Due visioni opposte, e per quanto le aquile conoscano cose che le formiche mai comprenderebbero, alla fine potrebbero essere proprio i piccoli insetti quelli realmente saggi: la loro è una vita piena, passata a migliorare il piccolo mondo che li circonda, mentre le aquile spesso si compiacciono della loro superba visuale e trascorrono l'intera esistenza a guardare quel mondo da lontano, quasi si trattasse di qualcosa che non le riguarda.

    Comunque sia, esiste un momento in cui le due visioni collimano: è un momento raro, che poche aquile e poche formiche sperimentano.
    Capita una volta ogni seconda generazione, anno più, anno meno.
    E' il momento in cui il masso raggiunge la valle: in quel momento le formiche sono costrette ad alzare gli occhi da terra, e poco dopo giungono anche le aquile, un po' saccenti ed un po' arroganti, che abbandonano le loro altezze e scendono a valle per spiegare alle povere formichine come tutto ciò fosse inevitabile.
    Ma ormai stabilire chi avesse avuto capito cosa, e quando, non ha più importanza.

    Noi, nel secondo decennio del XXI secolo, stiamo per vivere uno di quei rari momenti in cui le due visioni sono destinate ad incontrarsi, privilegio concesso ad ogni seconda generazione.
    Che si sia stati aquile o formiche non avrà più importanza: tutti vedremo e sperimenteremo gli effetti del medesimo botto, e quel che ne verrà fuori nemmeno le aquile più saccenti sapranno prevederlo.

    A che ora è il crack?
    Il conto alla rovescia è di nuovo avviato.

    http://santaruina.splinder.com/post/25635188/aquile-e-formiche-ii


    #91970
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Io penso che sia un ciclo inevitabile, prima siamo bambini, poi genitori e alla fine nonni…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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