B.: "in Italia c'è troppa libertà di stampa"

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Questo argomento contiene 4 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 1 mese fa.

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  • #134046

    paolodegregorio
    Partecipante

    – B: “in Italia c’è troppa libertà di stampa” –
    di Paolo De Gregorio, 7 maggio 2010

    Il presidente dell’associazione dei giornalisti, Roberto Natale, secondo il quale Alessandro Sallusti è un giornalista (quello che a Ballarò ha messo sullo stesso piano l’affitto di D’Alema e la casa di Scaiola, per cui “tutti colpevoli, nessun colpevole”) dichiara: “quella sera abbiamo ascoltato una caduta di stile, è una pessima pagina nel rapporto tra politica e informazione”.
    Natale è un soggetto che allo sciopero generale dei giornalisti ha portato in piazza 50 persone, ma non si vergogna della sua categoria, anzi difende un se…o come Sallusti.
    Abbaiare o sviolinare per conto terzi, secondo gli interessi di ogni padrone di giornale o Tv, non è giornalismo. Anche se sei tra i migliori, come Enzo Biagi o Montanelli, ti mettono alla porta se non ti adegui alla linea editoriale stabilita del padrone.
    Un esponente di spicco di questa categoria di padroni è il fascista Ciarrapico, senatore del Pdl, oggi indagato per truffa allo Stato di 20 milioni di euro, che controlla 12 testate quotidiane in Lazio e Abruzzo, con cui si è fatto eleggere in Parlamento. Possiamo immaginare l’indipendenza dei suoi giornalisti!

    Natale, come rappresentante di tutti i giornalisti, ci dovrebbe spiegare che questo è l’ordine delle cose, che oggi in Italia solo Travaglio, Iacona, Gabanelli fanno qualcosa di simile al giornalismo in quanto indipendenti o in quanto capaci di scovare, analizzare con meticolosità e competenza, e offrire così notizie che ci possono far dare giudizi seri sulla realtà.
    Per me non è buon giornalismo quello fatto da Santoro, Floris e simili, che in questi anni hanno contribuito a creare dei professionisti della rissa (l’antesignano fu Sgarbi), in cui nessuno riesce a spiegare correttamente ed estesamente il proprio punto di vista, e risulta vincente solo chi ha la battuta più pronta, la complicità della regia, l’aspetto fisico e l’aggressività.
    Posso capire che, dopo vent’anni di berlusconismo televisivo, il cervello di tanti italiani si è ristretto di volume e sopporta solo questa porcheria, ma ripeto che questo non è giornalismo, non è informazione, è una degenerazione della politica e dei rapporti tra le persone ed è lo specchio di una società in profonda crisi, in cui ognuno ascolta solo se stesso.

    Manca enormemente una rete televisiva indipendente.
    Faccio un esempio: se nella situazione di crisi della Grecia e forse di altri paesi europei, compreso il nostro, il cittadino (per ragionare con la sua testa) non ha a disposizione le cifre vere, garantite ad esempio dalla Corte dei Conti, del nostro deficit, della esposizione delle nostre banche con i buoni del tesoro greci, le cifre sulla disoccupazione, del numero di immigrati, di quanti titoli spazzatura sono nelle nostre banche, di quanti “derivati” strangoleranno i comuni italiani che li hanno sottoscritti, del “picco” del petrolio, nessuno di noi può farsi una opinione. E la sola“opinione pubblica” che conta è quella creata da falsi giornalisti che obbediscono autocensurandosi, e soprattutto omettendo, minimizzando le notizie sgradite o ingigantendo quelle gradite.

    La notizia che il TG1, sotto la direzione indipendente ed illuminata di Minzolini, ha perduto più di un milione di telespettatori è un bellissimo evento. Ci regala qualche speranza di guarigione. Proseguiamo con questa terapia di astenerci da questa disinformazione e poniamoci l‘obiettivo di far fallire la RAI, che ormai è un potentato politico in mano per 2/3 di Berlusconi, con uno sterminato numero di giornalisti, tutti riconducibili a parentele politiche ed è, quindi, IRRIFORMABILE!
    Paolo De Gregorio


    #134047

    darwindeus
    Partecipante

    la sparata di berlusconi credo che rimarrà nella storia. quando l'ho sentita mi sono spanciato dalle risate. è proprio vero, più le racconti grosse e più ti vengono bene! bisognerebbe fargli presente che la libertà di stampa nel nostro paese ha carattere di “semilibertà”, come quella in congo. Sempre che i congolesi non si offendano…


    #134048

    Erre Esse
    Partecipante

    E la sola“opinione pubblica” che conta è quella creata da falsi giornalisti che obbediscono autocensurandosi, e soprattutto omettendo, minimizzando le notizie sgradite o ingigantendo quelle gradite.

    Questa ha un solo nome:
    PROPAGANDA,
    non giornalismo.


    #134049

    ezechiele
    Partecipante

    beh, in effetti dal 42esimo al 49esimo posto non e' male… ma possiamo fare meglio… il cavaliere fa sul serio….

    IL DIRITTO DI SAPERE

    di Luigi De Magistris

    Una notizia che non ha fatto notizia, come accade in una democrazia di plastica e paillettes dove l’informazione si nutre soprattutto di contenuti comodi al potere, a quel potere che controlla la maggior parte dei media in un conflitto di interessi esclusivo nel contesto europeo.

    Una notizia confermata da quanto accadeva poche ore dopo, quando veniva cancellato dal mattino di Raitre lo spazio di Rainews24 dedicato all’Edicola e al Caffè condotto da Minneo e quando il vice ministro alla Comunicazione Romani indicava in Ballarò la rovina della Rai e del Paese.

    A pochi mesi dallo scandalo dell’inchiesta di Trani e dalle telefonate del presidente del Consiglio al commissario Agcom Innocenzi per far calare il sipario su Annozero, Balarò, Report.

    Quale è questa notizia che non ha fatto notizia è semplice: il rapporto internazionale di Reporters sans frontiers presentato in occasione del 3maggio, giornata che l’Unesco ha dedicato alla libertà di stampa. Oltre a ricordare i 76 giornalisti uccisi nel 2009, i 1476 giornalisti aggrediti e minacciati, i 570 media sottoposti a censura, i 60 Paesi colpiti dalla censura Internet e i 40 predatori della libertà di stampa (politici, funzionari, mafie, esponenti religiosi), il rapporto si sofferma anche sull’Italia, che scivola dal 44esimo posto dell’anno scorso per libertà di informazione all’attuale 49esimo.

    Rsf senza timore politico indica nello Stivale “l’unico Paese al mondo nel quale il presidente del Consiglio controlla direttamente la quasi totalità delle reti tv” e sottolinea come Berlusconi “ha moltiplicato le pressioni sull’informazione e gli attacchi alla libertà di stampa” perché “non tollera le inchieste della stampa libera sugli intrecci tra la sua vita privata e la sua funzione pubblica”.

    Al centro dell’attenzione critica di Rsf anche il ddl intercettazioni, approvato dalla Camera e ora approdato al Senato, che secondo l’organizzazione rappresenta una “museruola alla stampa libera” tanto che la stessa Rsf ha dato la disponibilità a pubblicare sul suo blog le intercettazioni telefoniche che non troveranno più spazio sui giornali, viste le misure (multe salate e carcere) previste per scoraggiare l’informazione e la cronaca giudiziaria in particolare.

    Non casualmente mentre monta lo scandalo relativo al ministro (dimissionario) Scajola, salito all’attenzione pubblica proprio grazie alla copertura che ne hanno dato i media. Un quadro noto, diranno in molti, ma non per questo meno preoccupante. Purtroppo siamo assuefatti e anestetizzati: l’eccezione antidemocratica è diventata la norma liberale, la prassi dell’abuso consolidato comportamento legale. Una normalizzazione in primis delle coscienze affinchè non sappiano, non capiscano, non agiscano. Per questo occorre non solo vigilare sul potere e sul Governo, e sui tentativi che compiono anche attraverso la legge per comprimere il diritto nostro di sapere, ma occorre non lasciare che questa manipolazione delle menti ci porti al punto di smarrire la sana capacità di scandalizzarci rispetto alla privazione di un diritto: quello di conoscere, soprattutto ciò che accade nelle “segrete stanze” della politica. Perchè ci riguarda e non poco.

    fonte
    http://www.cometa-online.it/index.php?option=com_content&view=article&id=321:il-diritto-di-sapere&catid=35:comunicazione&Itemid=50


    #134050

    darwindeus
    Partecipante

    ha ancora tre annetti buoni per farci scalare la classifica. oddio, scalare…nel senso opposto!


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