BASTA SOLDI ALLA CHIESA

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  elohim 9 anni, 6 mesi fa.

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  • #124489

    elohim
    Partecipante

    NOVE MILIARDI DI EURO
    RISPARMIAMOLI SUBITO!
    BASTA UNA FIRMA!
    Axteismo – Movimento Internazionale di Libero Pensiero

    Questa lettera è rivolta anche a tutti i cittadini
    al fine di incoraggiarli e stimolarli affinché diventino
    veri Cittadini della Repubblica Italiana e
    non sudditi servi genuflessi alla Pontificia Italia Papalina.

    Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

    Illustri Signori Presidenti,
    confidando nella lungimiranza e nell'obiettività delle EE. VV., questa lettera aperta è stata scritta da esperti nel settore economico e legale aderenti al movimento internazionale di libero pensiero “Axteismo”, allo scopo d'informare il Cittadino Italiano sulla realtà dei fatti riguardo argomenti, evidentemente, noti a pochi ovvero noti, ma in maniera molto poco precisa.
    Nel delicato e difficile momento in cui si trova il Paese e i Cittadini e davanti alla terribile congiuntura prevista per tutto il 2009 e oltre, riteniamo sia necessario intervenire subito con misure straordinarie e drastiche. Non ci stiamo riferendo a ulteriori tagli delle spese o a nuove tasse, perché ormai la coperta è fin troppo corta. Nemmeno stiamo pensando a lotte all'evasione fiscale o di gestione degli sprechi, perché forniscono risultati in tempi troppo lunghi.
    Ci stiamo riferendo a quelle agevolazioni concesse e stipulate illo tempore nel Concordato fra lo Stato Italiano e lo Stato del Vaticano nel 1984. Quegli accordi hanno consentito alla Chiesa Cattolica, nella fattispecie allo Stato del Vaticano, di ottenere, sin dal 1984, una imponente quantità di denaro pubblico di tutti i Cittadini italiani, agevolazioni spropositate ed esenzioni dalle tasse italiane, mancati contributi, togliendo così enormi risorse monetarie al Popolo Italiano che, per il solo 2008, sono valutabili attorno a:
    NOVE MILIARDI DI EURO!
    A questa cifra di NOVE MILIARDI DI EURO si arriva sommando l'Ottopermille, più le esenzioni da ICI (quando era prevista), IRAP, IRES, mancate tasse su tutte le donazioni a diocesi, mancati gettiti, esenzioni sul business dei pellegrinaggi (40 milioni di pellegrini ogni anno) esenzioni sul business ricettivo alberghiero ecclesiastico, depositi e trasferimenti monetari di probabili evasori italiani presso la banca del Vaticano IOR, fondi donati dallo Stato Italiano per gli insegnanti di religione e così via. Tutto questo peraltro in barba ai regolamenti dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato. Lo Stato del Vaticano è uno Stato estero, ma stranamente può operare a suo piacimento su tutto il territorio italiano, come fosse a casa propria e agisce ed opera anche sollecitando e imponendo certe leggi al Parlamento italiano. Tutto questo grazie al Concordato in essere tra Stato Italiano e Stato del Vaticano.
    Questa situazione inaccettabile è ingiusta nei confronti dei Cittadini italiani, i cui interessi dovrebbero avere la priorità, essendo il Popolo l'unico Sovrano della Repubblica Italiana.
    Non è giusto che i poveri pensionati, troppo spesso abbandonati a se stessi, le famiglie indigenti e di medio livello, i disoccupati, i lavoratori precari, i giovani, debbano fare enormi sacrifici, non poter arrivare alla metà del mese, o non poter pagare i mutui, quando enormi risorse e montagne di soldi vanno a chi è già enormemente ricco come lo Stato del Vaticano.
    È dinanzi agli occhi di tutti che la evidente mancata capacità dei governi nella gestione di passaggio LIRA-EURO, dei prezzi sul mercato abbiano peggiorato di molto la qualità di vita degli italiani. La mancata capacità di controllo da parte della Banca d'Italia e della Consob sulle azioni delle banche hanno permesso la diffusione dei titoli-spazzatura: i mutui e i costi insostenibili hanno fatto il resto. La recente dilagante crisi speculativa mondiale del 2008 ha impoverito i cittadini e scoraggiato gli investimenti. In ultimo, e forse la più grande delle catastrofi, sono le conseguenze dovute al “SIGNORAGGIO”, che hanno costretto tutti quanti al perenne indebitamento senza soluzione, creando una sorta di “moderna schiavitù”.
    Signori Presidenti, alla luce di questa grave situazione, riteniamo sia ormai indispensabile abrogare con la massima urgenza il Concordato che fu stipulato tra lo Stato Italiano e lo Stato del Vaticano e cancellare ogni agevolazione e privilegio ad esso correlata – ed ecco che, come per magia,
    NOVE MILIARDI DI EURO CHE OGNI ANNO
    lo Stato del Vaticano ottiene dallo Stato Italiano, grazie al Concordato, tornerebbero a beneficio dei servizi sociali dei Cittadini italiani, specialmente quelli bisognosi, rispettando così anche le regole UE. Siamo sicuri che Joseph Ratzinger, capo dello Stato del Vaticano, il quale predica la carità, l'accoglienza, l'umiltà, l'aiuto ai bisognosi, certamente capirà le necessità degli italiani e che i tempi sono cambiati per tutti e non se ne avrà a male, ma sarà ben contento di non incassare più i
    NOVE MILIARDI DI EURO ANNUI
    dallo Stato Italiano. NOVE MILIARDI DI EURO rappresenta 1/4 della legge finanziaria. Dal 1984 ad oggi allo Stato del Vaticano abbiamo regalato la stratosferica cifra di oltre DUECENTODICIOTTO MILIARDI DI EURO. Con la somma di denaro pubblico di
    DUECENTODICIOTTO MILIARDI DI EURO
    da poter spendere tutti noi cittadini avremmo ora ospedali modernissimi e funzionanti, abitazioni per tutti in abbondanza, scuole pubbliche, asili pubblici, case di riposo accoglienti per anziani, assistenza gratuita ad anziani e a disabili, parchi pubblici accoglienti, università e ricerca scientifica molto competitive, strade sicure e tanto altro.
    D'altronde lo Stato del Vaticano – solo in Italia nelle diocesi – possiede oltre 250.000 immobili e ricchezze per un valore stimato di oltre 95 (novantacinque) miliardi di euro, mentre molte famiglie italiane non hanno nemmeno una casa propria, altre non hanno nulla e, come sappiamo bene, le preghiere non danno un tetto, non pagano le bollette e tanto meno danno da mangiare.
    Signori Presidenti che ci rappresentate, riteniamo che questa lettera sia da Voi recepita nel bene comune di tutti noi Italiani, auspicando che vengano davvero prese da Voi quelle misure economiche ormai indispensabili e pressanti per l'intera comunità italiana, decidendo cioè di cancellare il Concordato tra Stato Italiano e Stato del Vaticano.
    Invitiamo tutti i Cittadini a manifestare la propria indignazione per il Concordato tra Stato Italiano e Stato del Vaticano inviando lettere di dissenso al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio nelle quali si chieda l'abrogazione del Concordato. Per il bene di tutti i Cittadini e il futuro dei nostri figli e nipoti è indispensabile che lo spreco di denaro pubblico, causato dal Concordato, cessi per sempre.
    Distinti saluti.
    Axteismo – Movimento Internazionale di Libero Pensiero
    http://nochiesa.blogspot.com
    axteismo@yahoo.it


    #124490
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    oggi piu' che mai L'8 PER 1000 per le calamità naturali!!!!!!!
    …certo anche la chiesa lo e'…potrebbe dire qualcuno.


    #124491

    meskalito
    Partecipante

    30 MILIARDI DI EURO!

    Esigiamoli subito! Le tasse non pagate dai gestori delle macchinette dei poker nei locali pubblici!


    #124492

    meskalito
    Partecipante

    [quote1239041991=NEGUE72]
    oggi piu' che mai L'8 PER 1000 per le calamità naturali!!!!!!!
    …certo anche la chiesa lo e'…potrebbe dire qualcuno.
    [/quote1239041991]

    :hehe:


    #124493

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1239042586=meskalito]
    30 MILIARDI DI EURO!

    Esigiamoli subito! Le tasse non pagate dai gestori delle macchinette dei poker nei locali pubblici!
    [/quote1239042586]

    30 MILIARDI!!!?? Sono rimasto indietro allora..


    #124494

    Sephiroth
    Partecipante

    [quote1239049634=meskalito]
    30 MILIARDI DI EURO!

    Esigiamoli subito! Le tasse non pagate dai gestori delle macchinette dei poker nei locali pubblici!
    [/quote1239049634]

    ehm… veramente sono circa 98 miliardi di euro evasi, e non ne verseranno neanche 1 :band:

    14 maggio 2008

    Slot, colpo di spugna sui novanta miliardi

    Marco Menduni

    Ferruccio Sansa SILENZIO generale. L'accordo è stato siglato, ma nessuno se n'è accorto. I Monopoli e le società concessionarie delle slot machine hanno firmato la nuova convenzione. Il punto chiave? Non è prevista alcuna penale in caso di tardato pagamento del Preu (Prelievo Erariale Unico), la tassa del 12 per cento sulle cifre incassate. In parole povere: se le società non pagheranno per tempo l'imposta prevista per ogni giocata… non succederà niente. È stata di fatto abolita la sanzione che aveva portato la Corte dei Conti a chiedere alle società concessionarie (ma anche ad alcuni funzionari dei Monopoli, tra cui il numero uno, Giorgio Tino) il pagamento di oltre 90 miliardi di euro di cui ha parlato il Secolo XIX in una lunga inchiesta.

    Per il futuro non sarà prevista alcuna sanzione, quindi. Proprio quello che desideravano le concessionarie. Ma questo, forse, è il meno. La nuova convenzione potrebbe privare lo Stato degli oltre novanta miliardi richiesti dalla Corte dei Conti. Una fonte del Secolo XIX lo aveva previsto chiaramente: «Se fosse abolita la sanzione per il futuro, probabilmente anche le somme richieste per il passato sarebbero cancellate o almeno rimodulate».

    Che cosa significa? Quasi certamente decine di miliardi di incasso in meno per i Monopoli. Ma non basta. Le società segnano un altro punto a loro favore: Amedeo Laboccetta, figura di spicco di Alleanza Nazionale in Campania, è stato eletto alla Camera. Bene, Laboccetta è il legale rappresentante della Atlantis, la società concessionaria di slot-machine che più di ogni altra sarebbe debitrice allo Stato: 31 miliardi e mezzo di euro, l'equivalente, per intendersi, di sei volte il Pil di una nazione come lo Zimbabwe.

    Ma partiamo dalla convenzione. Scrive l'agenzia di stampa Jamma, specializzata nelle notizie riguardanti il mondo del gioco: «Sono dieci le società convenzionate con l'Amministrazione dei Monopoli di Stato per la conduzione in rete delle newslot. Dieci sono quindi i contratti di convenzione tra queste imprese e l'ente di regolamentazione italiano per il gioco firmati a seguito della revisione delle concessioni disposta già nel luglio scorso e che prevede per l'applicazione delle penali per eventuali disservizi principi di ragionevolezza e proporzionalità».

    Il nuovo testo della convenzione è il risultato dell'intesa raggiunta tra Aams e i Concessionari ed è il frutto di un confronto tra le parti, sottoscritto nelle settimane scorse. Un accordo importante, importantissimo per il mondo del gioco, ma anche per le casse dei contribuenti. Eppure nessuno, o quasi, ne ha saputo nulla.

    Le modifiche introdotte riguardano in particolare la circostanza che le penali debbano essere applicate secondo i richiamati principi di ragionevolezza e proporzionalità. Che debbano essere “commisurate” al danno effettivamente arrecato all'Erario. Come? Prevedendo una graduazione delle penali stesse in caso di inadempimento del Concessionario agli obblighi relativi alla conduzione della rete.

    Proprio i punti nodali dell'inchiesta della Corte dei Conti, del rapporto della Commissione guidata dal sottosegretario Alfiero Grandi. E dell'inchiesta del Secolo XIX. Tutta la differenza tra 90 miliardi di euro e zero (o quasi) passa attraverso quelle due parole: «ragionevolezza» e «proporzionalità». Si ritiene,insomma, che le sanzioni previste dalla precedente convenzione (firmata, è bene ricordarlo, dai Monopoli e dalle stesse società interessate) erano eccessive.

    Ma non basta: con l'atto aggiuntivo della nuova convenzione è stata eliminata l'applicazione della penale nell'ipotesi di ritardato pagamento del Preu, la tassa. Un particolare questo sicuramente gradito alle società che solo un anno fa si erano viste recapitare provvedimenti sanzionatori per diversi milioni di euro annullati nelle settimane scorse dai giudici del Tribunale Amministrativo del Lazio.

    Ecco la lista delle sanzioni, di cui Il Secolo XIX aveva a lungo parlato: il record, appunto, era stato toccato da Atlantis con 31 miliardi. Seguono: Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi). Tutte sanzioni che verranno discusse l'8 dicembre davanti alla corte dei conti del Lazio. Con quale destino è ora difficile capirlo.

    Il totale fa circa novanta miliardi di euro, considerando che le cifre sono arrotondate per difetto. E senza contare un'altra voce: le sanzioni sul mancato prelevamento del Preu, il prelievo che i Monopoli dovevano esigere su ogni giocata delle slot machine. E senza tenere conto delle sanzioni che erano state richieste nei confronti dei vertici dell'amministrazione dei Monopoli e che potrebbero essere confermate. Cifre a nove zeri, basti pensare che al direttore Giorgio Tino è stato contestato un danno per 1,2 miliardi di euro.

    Con la nuova convenzione le somme che potrebbero essere invece richieste alle concessionarie sono vicine allo zero. Adesso, visto che gli stessi Monopoli hanno rinegoziato le penali, le nuove convenzioni potrebbero spalancare le porte a un clamoroso colpo di spugna. Del resto l'ipotesi era emersa chiaramente quando molti protagonisti dello scandalo slot-machine erano sfilati davanti alle commissioni parlamentari. Maggioranza (allora centrosinistra) e opposizione (centrodestra) avevano sostenuto le ragioni delle concessionarie. L'ex vice-ministro dell'Economia, Vincenzo Visco, si era rifiutato di fornire una qualsivoglia spiegazione dell'accaduto ai cronisti del Secolo XIX: «Con voi non parlo perché non mi siete simpatici», aveva liquidato la questione. O, almeno, si era illuso di farlo, perché poi centinaia di lettori scrissero a Prodi chiedendo una risposta. Poi intervennero anche Beppe Grillo e Striscia la Notizia. Alla fine il governo fu costretto a rispondere: «Non ci sarà alcun condono», aveva promesso Romano Prodi.

    Dopo pochi mesi, ecco le audizioni in Parlamento. E la sensazione, chiara, che la storia dei 90 miliardi “dimenticati” dai Monopoli non appassionasse granché nessuno. Del resto, come dimostra chiaramente l'elezione di Amedeo Laboccetta, le società concessionarie hanno molti amici nel mondo politico. In entrambi gli schieramenti.

    Ma qualcuno, nel mondo politico, ha anche messo nero su bianco l'intenzione di “perdonare” le concessionarie. Chi? Angelo Piazza e Giovanni Crema, due deputati della Rosa nel pugno, prima della discussione in commissione, avevano inserito questa frase: «Appare necessario adottare iniziative legislative volte a rivedere, anche retroattivamente, le condizioni convenzionali e il termine del 31 ottobre 2004».

    Che cosa vuol dire, tradotto dal politichese all'italiano? Che la convenzione, quella che prevedeva pesanti sanzioni, andava rivista anche per il passato. E che la data ultima sulla quale doveva essere operativo tutto il sistema telematico di controllo delle slot poteva essere “spostata” in avanti. Effetto finale? La sparizione dei 90 miliardi. Come adesso rischia davvero di succedere

    http://www.meetup.com/grillibolognesi/messages/boards/thread/4895241?thread=4895241


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