Berlusconi e le radici dell'odio

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Questo argomento contiene 7 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 6 mesi fa.

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  • #131639

    paolodegregorio
    Partecipante

    – Berlusconi e le radici dell’odio –
    di Paolo De Gregorio, 15 dicembre 2009

    L’odio è un sentimento. Come l’amore non nasce dal nulla ma è determinato da eventi che concorrono a strutturarlo nel tempo.
    In genere alla base dall’odio politico vi è una forte frustrazione per ingiustizie sociali o per l’impotenza a cambiare le cose, mentre sono terrificanti e devastanti sentimenti come l’indifferenza, la rassegnazione, lo scetticismo, sapientemente e cinicamente alimentati dalla religione che offre alle oligarchie economiche cittadini modello affinché tutto rimanga inamovibile.
    Quali sentimenti deve provare una persona onesta di fronte ad un personaggio che deve la sua ricchezza e il suo potere all’inconfessabile intreccio tra affari e politica, con la sporca vicenda, patrocinata dalla P2, che ha visto il presidente del consiglio Craxi, in nome del socialismo, affidare il monopolio delle TV private ad un solo soggetto, in cambio di grande visibilità politica e finanziamenti al partito?

    Questo è il certificato di nascita di Berlusconi (se a ciò hanno contribuito capitali mafiosi e patti con la mafia saranno i giudici a dirlo), ma il peccato originale è della politica di Craxi che ha fatto strame delle idee del socialismo, in un partito infiltrato dalla P2 nelle sue massime cariche dirigenti, consegnando quel monopolio che poi avrebbe dato a Berlusconi anche il potere politico, creando una svolta a destra, e facendo tramontare ogni possibilità di una naturale alleanza a sinistra.
    Il burattinaio era Craxi e quando, per evitare la galera, latitò verso la Tunisia il suo naturale delfino divenne Berlusconi che ben conosceva l’importanza della politica nel proteggere gli affari (suoi).
    Per chi conosce semplicemente i fatti, sentire che Berlusconi è un grande imprenditore, dopo uno spontaneo sghignazzo, viene subito un attacco di fegato e da qui all’odio il passo è breve.
    Nei 15 anni di attività politica diretta, non solo non ha risolto alcun problema sociale, ma ha passato la maggior parte del suo tempo a recitare la parte della vittima delle toghe rosse, a farneticare contro una inesistente “sinistra” e ancor più inesistenti “comunisti”, ad insultare i giudici, a delegittimare istituti costituzionali, a cercare di ottenere l’impunità personale scardinando il principio della uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, ad occupare con i suoi servi due reti della RAI, a fare leggi a favore dei delinquenti quali quella sullo scudo fiscale e sulla limitazione delle intercettazioni telefoniche.
    Tutto ciò si chiama “berlusconismo” ed è una antidemocratica ed inedita concentrazione in una sola persona di potere economico-mediatico-politico, che da 15 anni ammorba la nostra democrazia, che non è più tale e sta causando grossi rischi.

    Una nuova opposizione deve tener conto di questa pericolosa realtà e chiedere nuove regole che impediscano per il futuro il ripetersi di tale fenomeno.
    Come vedete, non ho parlato di escort o di concubine fatte ministri della Repubblica, e mi riconosco nelle parole pronunciate in piazza dal fratello di Paolo Borsellino, che auspicava che Berlusconi se ne andasse dall’Italia, senza processi, impunito, purchè ci liberi da questa anomalia che ha trasformato la Repubblica in un corrotto e decadente sultanato.
    Il gesto violento di Tartaglia favorisce solo B, che da fomentatore di odio diventa vittima e tali atti sono stupidi e controproducenti.

    Le regole per tornare in democrazia e impedire un altro fenomeno Berlusconi a mio avviso sono le seguenti:
    -ripristino delle preferenze
    -non può essere eleggibile chiunque possieda, direttamente o indirettamente, giornali, radio, Tv, anche locali
    -non si può essere candidati in più collegi, ma solo dove si risiede da più di 5 anni
    -per impedire che il denaro sia decisivo in campagna elettorale e dia la visibilità con spot televisivi o con manifesti gigantografie per le strade, la campagna elettorale deve svolgersi solo con lo strumento dei comizi, del porta a porta con i cittadini e con la diffusione scritta del proprio programma
    -nessun deputato o senatore è rieleggibile dopo due legislature
    -non deve esistere una pensione per gli eletti. Il Parlamento deve pagare solo i contributi ai fini pensionistici alla categoria di appartenenza di ogni singolo deputato o senatore. Se sei operaio ti pago i contributi da operaio, se sei avvocato ii pago la quota dell’ente pensionistico a cui sei assicurato, per il periodo che resti in Parlamento
    -lo stipendio degli eletti non può superare quello di un magistrato al culmine della carriera
    -non è eleggibile un pregiudicato e chiunque durante il mandato sia chiamato in giudizio deve rispondere come un qualsiasi cittadino, senza necessità di nessuna autorizzazione a procedere da parte del Parlamento
    -deve sparire l’istituto dei senatori a vita
    -va creato l’istituto del referendum propositivo
    -non va alterato l’equilibrio costituzionale della separazione dei poteri e la magistratura deve continuare nella sua indipendenza dal potere politico
    -i partiti politici e i giornali non devono avere alcun finanziamento pubblico, devono vivere di luce propria, come anche la Chiesa cattolica con l’annullamento del Concordato e dell’8 per mille
    -la RAI deve assicurare il “servizio pubblico” attraverso una “public company” con presidente eletto da coloro che pagano il canone, ogni 5 anni, non rieleggibile dopo due mandati, scelto tra personalità indipendenti di riconosciuto impegno sociale
    -lo Stato italiano deve chiudere ogni base militare straniera sul proprio territorio, che sono state usate per aggressioni ad altri paesi, rapimenti, operazioni sporche, ricatto politico.

    Queste sono semplicemente regole necessarie alla democrazia, necessarie per noi umani come l’aria che respiriamo.
    Paolo De Gregorio


    #131640
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Paolo, penso che queste regole le troveremo nel aldilà…
    no,non scherzo, il modello da te descritto sarebbe ideale ma non siamo pronti ancora…la gente in fondo è come il loro presidente, purtroppo!!!!!
    Nel piccolo quasi tutti sono come lui…
    la conosci la barzelletta del comunista che darebbe di tutto per il partito, sì, perchè quel tutto non ne ha, quando si tratta di una cosa che possiede veramente allora il discorso cambia….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #131641
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1260905589=farfalla5]
    Paolo, penso che queste regole le troveremo nel aldilà…
    no,non scherzo, il modello da te descritto sarebbe ideale ma non siamo pronti ancora…la gente in fondo è come il loro presidente, purtroppo!!!!!
    Nel piccolo quasi tutti sono come lui…
    la conosci la barzelletta del comunista che darebbe di tutto per il partito, sì, perchè quel tutto non ne ha, quando si tratta di una cosa che possiede veramente allora il discorso cambia….
    [/quote1260905589]

    # Grazie all’ologramma della coscienza, un piccolo cambiamento che avviene nella nostra vita si rispecchia ovunque nel mondo.
    # Il numero minimo di persone richiesto per “mettere in moto” un cambiamento di coscienza è la radice quadrata dell’1% della popolazione.

    http://www.ilgiardinodeilibri.it/dvd-video/__linguaggio_matrix_dvd.php


    #131642

    paolodegregorio
    Partecipante

    cara farfalla 5,
    giustissimo quello che dici, ma se non ci poniamo questi obiettivi la democrazia sarà sconfitta in eterno e le oligarchie continueranno a dominare. l'asticella degli obiettivi va sempre tenuta più in alto della realtà esistente
    ciao a tutti
    paolo


    #131643
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1260962057=paolodegregorio]
    cara farfalla 5,
    giustissimo quello che dici, ma se non ci poniamo questi obiettivi la democrazia sarà sconfitta in eterno e le oligarchie continueranno a dominare. l'asticella degli obiettivi va sempre tenuta più in alto della realtà esistente
    ciao a tutti
    paolo
    [/quote1260962057]

    Caro Paolo, non so se sai che sono polacca e purtroppo questo sogno di libertà e giustizia sociale me la porto dal lontano 13 dicembre del 81, quando generale jaruselski fece annientare il vento di libertà con lo stato di guerra.

    Non ha l'idea cosa ho provato a vedere dei carriarmati per strada ed essere completamente isolati dal resto del modo e dei nostri cari, staccarono tutti i fili telefonici, alla tv si vedeva solo il generale che ci informava che era per il nostro bene, e intanto morivano gli operai…e nei negozi non c'era niente.

    Tristemente devo dire che mi sembra di rivivere le stesse emozioni di non potere fare niente, di assistere al lavaggio dei cervelli, alla mancanza di libertà e paura per il futuro…

    Ora l'unica speranza che ho è quella di migliorare me stessa, di essere sempre meno vittima del sistema, cambiando le mie abitudini di vita…

    Capisco caro Paolo cosa prova, ma si vede che deve andare in questa direzione, nulla succede per caso !!!!

    Vinceremo, perchè la nostra consapevolezza è più forte di qualunque regime.
    :bay:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #131644
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante
    #131645

    windrunner
    Partecipante

    [quote1260972595=farfalla5]

    Ora l'unica speranza che ho è quella di migliorare me stessa, di essere sempre meno vittima del sistema, cambiando le mie abitudini di vita…

    [/quote1260972595]

    :amicil:


    #131646
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [size=18]Schifani fischiato a festa Pd Fassino: contestatori «squadristi»

    Fischi e urla da un gruppo di contestatori al presidente del Senato Renato Schifani al suo arrivo alla festa del Pd dove è un previsto un dibattito con Piero Fassino che ha tentato di calmare i contestatori. Napolitano condanna decisamente la contestazione e la interpreta come un brutto segnale: quello di un clima politico e civile che degenera.

    LA CONTESTAZIONE
    In attesa dell'arrivo del presidente del Senato, Renato Schifani, alla festa democratica a Torino, si è riunito in piazza Castello il Popolo Viola con il movimento dei grillini. Decine e decine di persone, come annunciato su facebook, si sono radunate fuori dallo stand dove si svolgerà il dibattito con Schifani, per contestarlo «sulle sue posizioni sulla mafia vicine a Berlusconi», spiegano i manifestanti. Le forze dell'ordine presenti in piazza Castello, molte in borghese, non hanno fatto entrare i contestatori nell'area dello stand dove sta per iniziare l'incontro. Questo ha scatenato la rabbia dei grillini che, assiepati contro le transenne che delimitano il perimetro dell'area Norberto Bobbio, hanno iniziato ad urlare e fischiare. «È scandaloso che alla festa di un partito che si definisce democratico – spiega Simonetta, una delle manifestanti – ci lascino fuori. Noi vogliamo semplicemente entrare ed ascoltare e fare delle domande a Schifani sull'attuale situazione politica italiana». «Se volete manifestare lo fate fuori dall'area della festa – ha detto loro il segretario provinciale del Pd, Gioacchino Cuntrò – se foste stati invitati vi avremmo lasciati entrare».

    Proseguono i fischi e i cori al grido «Fuori la mafia dallo Stato». Rivolgendosi a loro Piero Fassino, che sta intervenendo al dibattito con Schifani, ha detto: «abbiamo letto sui giornali in questi giorni che c'è qualcuno che ha tentato di organizzare squadre di contestatori domani a Fini e li abbiamo definiti squadristi. È lo stesso metodo. Vorrei dire a chi sta urlando di provare ad ascoltare, la festa del Pd è un luogo dove si discute e si mettono a confronto le idee».

    Ai contestatori il presidente Schifani ha detto: «siete un esempio di antidemocrazia, perché volte impedire a due personalità politiche di parlare. Sono onorato di partecipare a questo dibattito e non saranno i vostri fischi ad impedirmi di parlare».

    IL COLLE
    Preoccupato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che condanna questa contestazione e ci vede un segno della possibile degenerazione del clima politico. Afferma in una nota il capo dello Stato: «Il tentativo di impedire con intimidatorie gazzarre il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità». Poi la condanna: «Deploro vivamente l'episodio verificatosi oggi a Torino ai danni del presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva verso qualsiasi esponente politico nell'esercizio della sua inconfutabile libertà di parola e di opinione».

    BERSANI: «Nostre feste, luoghi aperti»
    Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha telefonato al presidente del Senato Renato Schifani per esprimere «solidarietà e profondo rammarico» per quel che è avvenuto oggi a Torino, stigmatizzando «la gazzarra indecente» che ha disturbato il dibattito tra presidente del Senato e Piero Fassino. Lo riferisce una nota del Pd. «Il dibattito politico, anche il più aspro – afferma Bersani – deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione. Le nostre feste vivono come luoghi aperti di incontro e di discussione politica. Così le abbiamo volute, così sono e saranno. Qualcuno – conclude – si levi dalla testa di poterci intimorire o farci derogare da questa scelta».

    DI PIETRO
    «Stiamo dalla parte dei contestatori che sono semplicemente difensori del legalità, della democrazia e degli onesti cittadini. Èora di dire basta a questa ipocrisia imperante». Lo afferma, in una nota, il presidente dell'Italia de Valori Antonio Di Pietro.

    BEPPE GRILLO
    «Questo è solo l'inizio. Devono rendersi conto che è finita. Che si blindino con i poliziotti antisommossa, chiamino Maroni e l'esercito. Paghino la gente che va ai comizi per applaudirli. Oppure se ne vadano a casa», così il comico genovese.

    04 settembre 2010
    http://www.unita.it/news/italia/103114/schifani_fischiato_a_festa_pd_fassino_contestatori_squadristi


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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