Che cosa è il pensiero?

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Questo argomento contiene 16 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 5 anni, 2 mesi fa.

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  • #143658

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Girando nel web,mi ritrovo a leggere un articolo di Marco ferrini che si cimenta nella sua spiegazione di cosa sia il pensiero.Ritenendolo molto interessante, lo voglio portare alla vostra attenzione

    IL PENSIERO
    di Marco Ferrini.

    Che cos’è un pensiero? E’ esclusivamente chimica cerebrale, il risultato di un “movimento neurale” o un fenomeno che sottintende ad energie più sottili, che utilizzano la struttura bio-neurologica come strumento? Cerchiamo anzitutto di dare una definizione di pensiero, di capire di cosa si tratti. Un pensiero è un oggetto psichico, così come un’idea, un desiderio o un’emozione. Tramite complesse elaborazioni, che avvengono nell’encefalo, sul piano corporeo i loro effetti si possono manifestare con sudorazione, tremito, pallore, arrossamento, brividi e via dicendo, ma la loro genesi è sempre psichica. Se i pensieri sono oggetti, dove risiedono? Esiste un deposito nel quale sono collocati? Chi li produce e da dove vengono? Come la luce e il suono si trasmettono nell’etere, come gli odori vengono trasportati dall’aria, così i pensieri si manifestano e si propagano nella mente. Secondo la scienza psicologica dell’India classica anche la mente è un elemento costitutivo del cosmo, conosciuto nei Veda con il termine Mahat o buddhi, la Mente cosmica. La mente individuale è parte minutissima della mente cosmica ed è un importante strumento a disposizione del sé, una sorta di ricetrasmittente che riceve dati dai sensi e a sua volta li trasmette alle aree più profonde della psiche, individuale e collettiva. Il pensiero è una realtà pre-esistente rispetto agli strumenti fisici, neurologici; è come il suono, sempre presente nell’etere; così come per captare il suono abbiamo necessità di una radio o comunque di uno strumento adatto a recepire e a tradurre quel tipo di segnale acustico, allo stesso modo per recepire, per cogliere un pensiero, già presente nell’etere della mente, abbiamo necessità di una strumentazione adeguata, che in questo caso è costituita dal lobo temporale.
    Abbiamo detto che un pensiero è un oggetto psichico, ha la sua realtà psichica e una fondamentale rilevanza nella formazione del carattere e della personalità, che saranno molto differenti a seconda che noi siamo portatori di pensieri di un certo tipo o di un altro. Pensare non è assolutamente qualcosa di astratto e ininfluente, poiché da ciò dipende la buona o la cattiva direzione della nostra vita. Ognuno è ciò che pensa; a tal proposito le Upanishad affermano: “così come pensi, diventi”. Un pensiero è un poliedro dalle molte sfaccettature, eccone due principali: le motivazioni e i contenuti. Va da sé che le motivazioni possono essere positive o negative, esattamente come i contenuti, che possiamo più incisivamente definire reali o illusori. Prendiamo come esempio un tipico slogan: “X crea il vostro stile”. Si tratta di un pensiero falso perché nessuno può creare il vostro stile, solo voi potete creare il vostro, altrimenti quello stile è di chi lo ha creato. Se facessimo pulizia dei tanti pensieri tossici che circolano ovunque e di cui molti di noi si nutrono ogni giorno, ci eviteremmo molti problemi e innalzeremmo considerevolmente la qualità della nostra vita; purtroppo ne siamo sommersi, ciononostante non siamo tenuti ad accoglierli, a fondare la nostra vita su di essi. Che cosa sono i pensieri tossici? Come si riconoscono? Sono quelli che non hanno nessuna attinenza con la realtà, concetti fasulli, strutture di pensiero di mera apparenza, prive di connessione con il reale; pensieri propagati, diffusi, assunti, metabolizzati, senza tener conto delle conseguenze. Come esiste un inquinamento dell’aria, dell’acqua e del cibo, esiste anche un inquinamento psichico, assai più grave e ben più difficile da riconoscere rispetto ai rifiuti tossici fisici, dai quali, volendo, si possono agevolmente prendere le distanze. Ma il pensiero, come abbiamo detto, è costituito anche di motivazioni; la motivazione è il secondo aspetto fondamentale del pensare infatti, se un pensiero che esprime un contenuto reale è fondato su motivazioni negative, quali invidia, rancore, vendetta, a causa della carica emotiva tossica anche quel contenuto reale si corrompe, si distorce, e alla fine rende tossico anche il pensiero.Esistono diversi aspetti del pensare; il darshan Nyaya (logica), ad esempio, ne individua due principali: il primo consiste nell’analisi dei propri pensieri, analisi che avviene interiormente; il secondo consiste invece nella riflessione o nell’esame, che a questo punto si può esternare attraverso l’argomentazione, delle deduzioni derivate dall’analisi. Il pensiero si suddivide inoltre in due fasi: la fase in corso, mentre viene pensato, che produce effetti generalmente sotto il controllo del pensatore, che è quindi in grado di modellarlo, e una seconda fase in cui il pensiero, una volta che è stato “ospite” o creatura del soggetto pensante, scivola nell’inconscio, dove lascia una traccia latente, una registrazione mentale inconscia detta samskara. Ma che succede quando un oggetto psichico scivola nell’inconscio? Si aggrega a contenuti psichici di analoga caratteristica emotiva: paura con paura, gioia con gioia, invidia con invidia e così via. Da quel momento in poi, il “pensiero pensato” diventa autonomo rispetto al soggetto pensante e può agire inaspettatamente anche contro la sua volontà. Nella fase in cui il pensiero viene pensato, il soggetto può ancora intervenire, plasmarlo, ma una volta scivolato nell’inconscio ciò non è più possibile, se non con tecniche speciali che diano accesso a quella parte blindata della psiche profonda. Queste categorie inconsce esistono già, a priori, e assorbono le emozioni a seconda della loro specifica natura; sono come serrature in attesa di chiavi. Questi composti inconsci costituiscono componenti emotive importanti, generano le tendenze caratteriali (vasana) e formano così la base sommersa della personalità. Prendiamo una persona che nutre sentimenti di invidia, gelosia o rancore: anche quando si concentra su altro, i pensieri negativi che hanno originato in lei i suddetti sentimenti non si sono annullati, sono stati solo temporaneamente “eclissati” e, poiché niente si crea e niente si distrugge, tali sentimenti, dall’inconscio, ancor più pericolosamente in quanto subdoli, continuano a generare misteriosi effetti negativi sul piano cosciente. Un numero sempre maggiore di moderni ricercatori nel campo scientifico della fisica quantistica, ritiene che l’universo fisico abbia le proprie coordinate di riferimento in una dimensione più sottile, di natura psichica, definita da alcuni ordine implicito. Secondo la tradizione vedica l’universo è esso stesso costituito di psiche, è energia psichica in espansione, un pensiero complesso la cui condensazione è il mondo fisico, da cui scaturisce l’esperienza empirica. Il tema offre stimoli infiniti, soprattutto perché non riguarda semplicemente dei tecnicismi, ma si rifà a figure, a strutture che si trovano già nella nostra mente, sebbene non siano di facile accesso o non si rivelino nell’immediato. Un termine tecnico in senso psicologico per indicare queste strutture è archetipi, frequentemente utilizzato anche da Jung. Nella scienza dello Yoga, rupa è il piano(1) delle forme, che comprende le forme mentali ma anche quelle psichiche(2), dalle quali il corpo fisico dipende. Il piano rupa dipende a sua volta dal piano di realtà ad esso superiore, la bhumi detta vibhuti(3). Qualsiasi oggetto, come una penna o un orologio, prima di diventare tale è stato un pensiero, un’idea, ha avuto dunque un imprinting psichico. Il mondo fisico, come quello psichico, è carico di energia; ogni oggetto è carico psichicamente e questo flusso di energia psichica prende il nome di pratyaya.Microcosmo e macrocosmo, come spiegano le Upanishad, sono indissolubilmente collegati; gli elementi psicofisici, pensieri e atomi, che costituiscono il microcosmo, corpi umani inclusi, sono gli stessi che costituiscono il macrocosmo; il pensiero individuale tossico va ad aumentare la tossicità della mente collettiva. Mentre sono in molti ad essere coscienti della propria salute fisica, è molto più raro trovare qualcuno che sia consapevole di quanto sta accadendo alla sua salute psichica, perché la cultura nella quale viviamo non dà parametri sufficienti per poterla conoscere e monitorare. La conoscenza della struttura fisica pare destinata a tutti, quella psichica solo a pochi specialisti. Ogni specie, nel mondo animale e vegetale, ha la sua peculiare struttura psichica ed è in forza di quella che prendono forma un uomo, una donna, un rettile, un pesce. Nella Gita (XV.9) si spiega che la struttura fisica di qualsiasi essere vivente ruota attorno a quella psichica. Lo stesso vale per il macrocosmo: tutto ciò che si cristallizza, che prende forma nel mondo, si “appoggia” per così dire, su di un ordine celato, implicito, che poi altro non è se non pensiero. Persone di grande valore hanno dimostrato che esiste molto più di ciò che si vede e si percepisce con i sensi. Vi sono percezioni che vanno ben oltre la portata dell’apparato sensoriale e ci sono persone in grado di accedere a questo tipo di esperienze e di percezioni, ad esempio i mistici autentici. Essi riescono a sfondare il velo dell’apparenza e a penetrare la realtà, entrando nell’essenza delle cose. L’essere umano è potenzialmente in grado di generare pensieri con intenzioni valide, ecologiche e contenuti reali. Questo è il livello di consapevolezza che dovremmo raggiungere, fonte di benessere prima di tutto per il soggetto ma anche per l’ambiente in cui vive. Come la tradizione vedica afferma e come possiamo sperimentare nella pratica, l’essere, la persona, non è la struttura psichica né quella fisica, ma dispone di questi strumenti psicofisici per raggiungere il fine della vita, lo scopo ultimo: il più alto bene-essere, la realizzazione del sé. Più ci avviciniamo al sé, più ciò diventa chiaro e reale; il sé è quel “motore immobile” che gestisce tutto il dinamismo, anche all’interno del paradigma spazio-temporale. Questo motore immobile è l’atman, le cui tre caratteristiche inalienabili sono esistenza, consapevolezza e beatitudine (saccidananda). A causa della rifrazione della luce dell’atman in ahamkara, l’ego distorto, l’individuo si trova a vagare nel mondo cangiante, trasportato dalle onde dell’oceano dell’impermanenza, onde generate principalmente dal pensiero. Perfezionando il proprio pensiero l’uomo può tuttavia modificare la propria azione e conseguentemente raggiungere la propria suprema destinazione: illuminazione, felicità e Amore.

    (1) Il termine sanscrito è bhumi.
    (2) Con mentale ci si riferisce al piano superficiale della mente, con psichico alla struttura mentale nel suo insieme.
    (3) Il terzo dei sette piani o livelli, detti bhumi, descritti nella scienza dello Yoga. Nel caso delle vibhuti l’ambito è di natura energetica.

    Cosa ne pensate?

    ciao,orso


    #143659

    Xeno
    Partecipante

    Beh si vede che l'autore ci va a nozze con la bhagavad gita :uuuu:
    Cmq ottimo.

    Io sono meno prolisso:
    Il pensiero è:
    l'osservazione diretta è infinitamente superiore al pensiero che cerca di sapere prima di guardare.
    Possiamo dire che il pensiero è la manifestazione dello sviluppo di una certezza dell'osservazione,partendo da svariate osservazioni del passato.
    Si può dire che il pensare è in sè la combinazione di osservazioni del passato per derivare un osservazione futura

    E' ovvio che quì sto parlando di pensiero analitico…se andiamo oltre, il termine pensiero è ingannevole,andrebbe trovato un termine ad hoc per un qualcosa che và aldilà del tempo e dello spazio di cui poco sappiamo ma che a volte sperimentiamo
    :salu:
    ps. qualcuno lo chiama punto zero o zero infinito


    #143660
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    forse il termine è “intuizione”


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #143661

    Xeno
    Partecipante

    [quote1360333433=prixi]
    forse il termine è “intuizione”

    [/quote1360333433]

    Si Pri in effetti intuizione può andare bene;anche se mi dà più l'idea di sporadico,mentre io intendo qualcosa di più stabile e duraturo,qualcosa cui noi miriamo(magari) con il Lavoro su di Sè.
    Parlando di persone faccio un esempio:se io è te dovessimo trovarci [u]troppo spesso[/u] in una situazione di flic o floc?,allora non potremo più parlare di intuizione o sincronicità,ma di qualcosa d'altro che non sò definire.Questo può valere anche per cose o situazioni.
    Per esempio nella telepatia che io non ritengo un pensiero ma qualcosa di più speciale,ti sarà capitata no?Ora immagina che ti capiti talmente spesso che il termine intuizione perde significato.
    Non sò se sono riuscito a farmi capire Pri.

    ps.
    ho notato Pri che Priximovie ha ripreso l'attività:non è più parcheggiata con le quattro frecce. #bye


    #143662
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1360339988=Xeno]
    [quote1360333433=prixi]
    forse il termine è “intuizione”

    [/quote1360333433]

    Si Pri in effetti intuizione può andare bene;anche se mi dà più l'idea di sporadico,mentre io intendo qualcosa di più stabile e duraturo,qualcosa cui noi miriamo(magari) con il Lavoro su di Sè.
    Parlando di persone faccio un esempio:se io è te dovessimo trovarci [u]troppo spesso[/u] in una situazione di flic o floc?,allora non potremo più parlare di intuizione o sincronicità,ma di qualcosa d'altro che non sò definire.Questo può valere anche per cose o situazioni.
    Per esempio nella telepatia che io non ritengo un pensiero ma qualcosa di più speciale,ti sarà capitata no?Ora immagina che ti capiti talmente spesso che il termine intuizione perde significato.
    Non sò se sono riuscito a farmi capire Pri.

    ps.
    ho notato Pri che Priximovie ha ripreso l'attività:non è più parcheggiata con le quattro frecce. #bye

    [/quote1360339988]

    … in effetti, in questa nostra epoca, è di uso comune dare a questo termine un'accezione di sporadicità … ai tempi di Platone se ne dava un'interpretazione filosofica assai differente,
    “…. trattandosi di un sapere trascendente che è all'origine della stessa logica di causa-effetto, un sapere non acquisito ma innato sin dalla nascita… ” http://it.wikipedia.org/wiki/Intuizione interpretazione, questa, che mi sento di condividere appieno
    non avrebbe senso, diversamente, il Lavoro che abbiamo intrapreso … se non quello di riportare nella quotidianità questo “sapere”

    comunque le parole, restano parole … 😉

    PS: @hihi

    :bay:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #143663

    Xeno
    Partecipante

    [quote1360342967=prixi]
    [quote1360339988=Xeno]
    [quote1360333433=prixi]
    forse il termine è “intuizione”

    [/quote1360333433]

    Si Pri in effetti intuizione può andare bene;anche se mi dà più l'idea di sporadico,mentre io intendo qualcosa di più stabile e duraturo,qualcosa cui noi miriamo(magari) con il Lavoro su di Sè.
    Parlando di persone faccio un esempio:se io è te dovessimo trovarci [u]troppo spesso[/u] in una situazione di flic o floc?,allora non potremo più parlare di intuizione o sincronicità,ma di qualcosa d'altro che non sò definire.Questo può valere anche per cose o situazioni.
    Per esempio nella telepatia che io non ritengo un pensiero ma qualcosa di più speciale,ti sarà capitata no?Ora immagina che ti capiti talmente spesso che il termine intuizione perde significato.
    Non sò se sono riuscito a farmi capire Pri.

    ps.
    ho notato Pri che Priximovie ha ripreso l'attività:non è più parcheggiata con le quattro frecce. #bye

    [/quote1360339988]

    … in effetti, in questa nostra epoca, è di uso comune dare a questo termine un'accezione di sporadicità … ai tempi di Platone se ne dava un'interpretazione filosofica assai differente,
    “…. trattandosi di un sapere trascendente che è all'origine della stessa logica di causa-effetto, un sapere non acquisito ma innato sin dalla nascita… ” http://it.wikipedia.org/wiki/Intuizione interpretazione, questa, che mi sento di condividere appieno
    non avrebbe senso, diversamente, il Lavoro che abbiamo intrapreso … se non quello di riportare nella quotidianità questo “sapere”

    comunque le parole, restano parole … 😉

    PS: @hihi

    :bay:
    [/quote1360342967]
    Anch'io la condivido.
    Grazie Pri per la delucidazione attraverso il link
    :tk:


    #143664
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1361124992=Xeno]
    [quote1360333433=prixi]
    forse il termine è “intuizione”

    [/quote1360333433]

    Si Pri in effetti intuizione può andare bene;anche se mi dà più l'idea di sporadico,mentre io intendo qualcosa di più stabile e duraturo,qualcosa cui noi miriamo(magari) con il Lavoro su di Sè.
    Parlando di persone faccio un esempio:se io è te dovessimo trovarci [u]troppo spesso[/u] in una situazione di flic o floc?,allora non potremo più parlare di intuizione o sincronicità,ma di qualcosa d'altro che non sò definire.Questo può valere anche per cose o situazioni.
    Per esempio nella telepatia che io non ritengo un pensiero ma qualcosa di più speciale,ti sarà capitata no?Ora immagina che ti capiti talmente spesso che il termine intuizione perde significato.
    Non sò se sono riuscito a farmi capire Pri.

    ps.
    ho notato Pri che Priximovie ha ripreso l'attività:non è più parcheggiata con le quattro frecce. #bye

    [/quote1361124992]

    La comprensione di ciò che prova la gente, di ciò che sta facendo, di ciò che ha intenzione di fare, di ciò che vuole comunicarci, è una vera e propria “telepatia” che possiamo andare a collegare a partire da una singola cellula cerebrale; il fatto notevole è la spontaneità di questa simulazione : non abbiamo bisogno di trarre inferenze complesse, né tanto meno di elaborare complicati algoritmi, ma semplicemente usiamo i nostri neuroni specchio(M.Iacoboni), ed è grazie ad essi che queste capacità sono assolutamente immediate.
    http://www.sportbrain.it/neuroni-specchio-tesi-scienze-motorie.html


    #143665

    orsoinpiedi
    Partecipante

    [quote1361306864=Xeno]

    Beh si vede che l'autore ci va a nozze con la bhagavad gita :uuuu:
    Cmq ottimo.

    Io sono meno prolisso:
    Il pensiero è:
    l'osservazione diretta è infinitamente superiore al pensiero che cerca di sapere prima di guardare.
    Possiamo dire che il pensiero è la manifestazione dello sviluppo di una certezza dell'osservazione,partendo da svariate osservazioni del passato.
    Si può dire che il pensare è in sè la combinazione di osservazioni del passato per derivare un osservazione futura

    [/quote1361306864]

    Ciao Xeno
    cio che affermi indica che prima nasce l'osservazione e poi il pensiero.
    Ritengo che sia un affermazione un pochino azzardata.Se cosi fosse, anche uno scimpanze si puo paragonare ad un uomo.Agire in funzione di uno stimolo esterno in base all'esperienza acquisita.
    L' autore tende a spiegarci che è il puro pensiero il vero creatore di tutto cio che osserviamo.Il Creato è un atto di puro “intento”
    “Secondo la tradizione vedica l’universo è esso stesso costituito di psiche, è energia psichica in espansione, un pensiero complesso la cui condensazione è il mondo fisico, da cui scaturisce l’esperienza empirica.”Non è forse cio che ci insegna anche l'ing.Keshe?
    Vedi che non facciamo che riscoprire antiche saggezze?
    La nostra mente,quella profonda, che definirei anima,è l'epressione della mente universale(i nativi americani lo chiamano “Il Grande Spirito),il “pensiero di pensiero”di Aristotele.Quella che quotidianamente usiamo è la mente superficiale,quella collegata al cervello(il pensiero logico-dialettico di Parmeide), che risente degli stimoli esterni,da cui siamo giornalmente aggrediti,ed inconsciamente tendiamo ad identificare come l'unica e vera mente.Quindi una mente soggettiva e non oggettiva.E' la mente oggettiva la vera mente creativa ed è ad essa a cui dobbiamo tendere.


    #143666

    orsoinpiedi
    Partecipante

    [quote1361309722=Richard]
    [quote1361124992=Xeno]
    [quote1360333433=prixi]
    forse il termine è “intuizione”

    [/quote1360333433]

    Si Pri in effetti intuizione può andare bene;anche se mi dà più l'idea di sporadico,mentre io intendo qualcosa di più stabile e duraturo,qualcosa cui noi miriamo(magari) con il Lavoro su di Sè.
    Parlando di persone faccio un esempio:se io è te dovessimo trovarci [u]troppo spesso[/u] in una situazione di flic o floc?,allora non potremo più parlare di intuizione o sincronicità,ma di qualcosa d'altro che non sò definire.Questo può valere anche per cose o situazioni.
    Per esempio nella telepatia che io non ritengo un pensiero ma qualcosa di più speciale,ti sarà capitata no?Ora immagina che ti capiti talmente spesso che il termine intuizione perde significato.
    Non sò se sono riuscito a farmi capire Pri.

    ps.
    ho notato Pri che Priximovie ha ripreso l'attività:non è più parcheggiata con le quattro frecce. #bye

    [/quote1361124992]

    La comprensione di ciò che prova la gente, di ciò che sta facendo, di ciò che ha intenzione di fare, di ciò che vuole comunicarci, è una vera e propria “telepatia” che possiamo andare a collegare a partire da una singola cellula cerebrale; il fatto notevole è la spontaneità di questa simulazione : non abbiamo bisogno di trarre inferenze complesse, né tanto meno di elaborare complicati algoritmi, ma semplicemente usiamo i nostri neuroni specchio(M.Iacoboni), ed è grazie ad essi che queste capacità sono assolutamente immediate.
    http://www.sportbrain.it/neuroni-specchio-tesi-scienze-motorie.html

    [/quote1361309722]

    Ma non è pensiero,e nemmeno intuizione.Forse riflesso condizionato


    #143667

    Nuzzi
    Partecipante

    [quote1361325277=orsoinpiedi]
    [quote1361306864=Xeno]

    Beh si vede che l'autore ci va a nozze con la bhagavad gita :uuuu:
    Cmq ottimo.

    Io sono meno prolisso:
    Il pensiero è:
    l'osservazione diretta è infinitamente superiore al pensiero che cerca di sapere prima di guardare.
    Possiamo dire che il pensiero è la manifestazione dello sviluppo di una certezza dell'osservazione,partendo da svariate osservazioni del passato.
    Si può dire che il pensare è in sè la combinazione di osservazioni del passato per derivare un osservazione futura

    [/quote1361306864]

    Ciao Xeno
    cio che affermi indica che prima nasce l'osservazione e poi il pensiero.
    Ritengo che sia un affermazione un pochino azzardata.Se cosi fosse, anche uno scimpanze si puo paragonare ad un uomo.Agire in funzione di uno stimolo esterno in base all'esperienza acquisita.
    L' autore tende a spiegarci che è il puro pensiero il vero creatore di tutto cio che osserviamo.Il Creato è un atto di puro “intento”
    “Secondo la tradizione vedica l’universo è esso stesso costituito di psiche, è energia psichica in espansione, un pensiero complesso la cui condensazione è il mondo fisico, da cui scaturisce l’esperienza empirica.”Non è forse cio che ci insegna anche l'ing.Keshe?
    Vedi che non facciamo che riscoprire antiche saggezze?
    La nostra mente,quella profonda, che definirei anima,è l'epressione della mente universale(i nativi americani lo chiamano “Il Grande Spirito),il “pensiero di pensiero”di Aristotele.Quella che quotidianamente usiamo è la mente superficiale,quella collegata al cervello(il pensiero logico-dialettico di Parmeide), che risente degli stimoli esterni,da cui siamo giornalmente aggrediti,ed inconsciamente tendiamo ad identificare come l'unica e vera mente.Quindi una mente soggettiva e non oggettiva.E' la mente oggettiva la vera mente creativa ed è ad essa a cui dobbiamo tendere.

    [/quote1361325277]

    Mamma mia che brutta l'espressione “oggettiva” per descrivere la mente “vera”.
    Non è meglio dire “libera”?


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