Chi è Maestro

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Questo argomento contiene 12 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da Wind Wind 3 anni, 3 mesi fa.

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    Articoli
  • #96199

    Anonimo

    Ciao a tutti, faccio i complimenti per i contenuti del sito e posto in questo forum per la prima volta.

    Caro “iniziato” ho apprezzato la lettura del tuo articolo dal titolo “Chi è Maestro”, penso che la situazione che descrivi possa adattarsi a molte esperienze che ciascuno di noi può vivere (ad una conferenza, seminario, ecc..)

    posto per chiederti maggiori informazioni e fonti dalle quali hai “preso”(compreso) la definizione di Maestro, sono curioso.
    Soprattutto mi “incuriosisce” il fatto che il Maestro poi debba sparire!

    Grazie per il vostro impegno in questo sito.

    P.S. perchè non aggiungere anche la categoria “Messaggi” al forum? infatti manca solo quella,..avrei postato questo messaggio lì.


    #96200

    iniziato
    Partecipante

    ben arrivato aglorj e grazie per i complimenti!!

    Sono davvero davvero felice che tu abbia voluto commentare il mio articolo e mi emoziona doverti rispondere che la definizione di Maestro non l'ho presa da nessuna fonte, libro , sito ecc… La definizione forse non è ancora comletamente finita, infatti come hai potuto leggere ho nel bel mezzo della frase aperto una parentesi di modo che ognuno possa personalizzarsela secondo il proprio essere, credo ed seperienza.

    La mia ufficiale è “ti mette in contatto con la Natura” perchè per me il contatto con la vita tutta, il divino, il sottile , l'arcano, l'occulto ecc ecc avviene tramite la Natura ed è sempre mediata da essa.

    A volte però notavo che le persone non mi capivano così l'ho estesa nel tentativo che potesse risuonare con maggiore efficacia.

    Il Maestro una volta adempito al suo compito, chiaramente sparisce, perchè ha dato vita ad un nuovo Maestro. Se non sparirebbe si creerebbe dipendenza, che non è certo sinonimo di liberazione.

    Non ha caso per introdurre tale definizione ho voluto parlare dei “maestri” di oggi per i quali la dipendenza è invece basilare anche spesso perchè crea un tornaconto economico ai suddetti “maestri” che ha spesso dell'incredibile.

    aglorj grazie per la sensibilità!


    #96201
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1192191966=aglorj]
    Ciao a tutti, faccio i complimenti per i contenuti del sito e posto in questo forum per la prima volta.

    Caro “iniziato” ho apprezzato la lettura del tuo articolo dal titolo “Chi è Maestro”, penso che la situazione che descrivi possa adattarsi a molte esperienze che ciascuno di noi può vivere (ad una conferenza, seminario, ecc..)

    posto per chiederti maggiori informazioni e fonti dalle quali hai “preso”(compreso) la definizione di Maestro, sono curioso.
    Soprattutto mi “incuriosisce” il fatto che il Maestro poi debba sparire!

    Grazie per il vostro impegno in questo sito.

    P.S. perchè non aggiungere anche la categoria “Messaggi” al forum? infatti manca solo quella,..avrei postato questo messaggio lì.

    [/quote1192191966]

    Ciao e benvenuto su AG, la categoria messaggi e' L'Agorà 😉


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #96202
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    [quote1192220895=aglorj]
    Ciao a tutti, faccio i complimenti per i contenuti del sito e posto in questo forum per la prima volta.

    Caro “iniziato” ho apprezzato la lettura del tuo articolo dal titolo “Chi è Maestro”, penso che la situazione che descrivi possa adattarsi a molte esperienze che ciascuno di noi può vivere (ad una conferenza, seminario, ecc..)

    posto per chiederti maggiori informazioni e fonti dalle quali hai “preso”(compreso) la definizione di Maestro, sono curioso.
    Soprattutto mi “incuriosisce” il fatto che il Maestro poi debba sparire!

    Grazie per il vostro impegno in questo sito.

    P.S. perchè non aggiungere anche la categoria “Messaggi” al forum? infatti manca solo quella,..avrei postato questo messaggio lì.

    [/quote1192220895]

    ciao se hai messaggi che ritieni possano essere inseriti nelle news sotto la categoria “messaggi”, inviaceli gli daremo un occhiata e se è il caso pubblichiamo che ne dici?

    😉


    #96203

    Anonimo

    @quantico e @pasgal

    Grazie per la precisazione e per l'invito alla parteciapzione

    @iniziato

    personalmente pratico aikido da molti anni e ho avuto modo di incontrare qualche ottimo Maestro (sapendo distinguere tra maestro e insegnante) e per questo mi ritengo molto fortunato per l'opportunità di tali incontri.

    non per contraddire la tua definizione di maestro ma non mi sento in accordo con il fatto che poi il maestro..”chiaramente sparisce..Se non sparirebbe si creerebbe dipendenza”

    per esempio so che il dovere di un maestro è di non limitare l'evoluzione dell'allievo, sarebbe una anomalia che fosse diversamente, quindi per me il problema della dipendenza si verifica quando chi credi sia un maestro in realtà non lo è, a ben guardare.

    il maestro non è colui che detiene il “potere”, la “conoscenza”…
    è la persona che ha compreso e accettato quale sono i suoi doveri.

    tu, come persona, decidi di essere studente o allievo o, se accade, Discepolo di tale Maestro, esse sono tre gradi distinti di relazione tra te e il maestro, tra i tuoi doveri e i suoi doveri, due esseri sempre distinti e separati.

    Scrivendo adesso, ho preso questo piccolo spazio del sito per comunicare quello che ho dentro, divulgando un po' le mie conoscenze ed esperienze, spero possa essere di aiuto in qualche modo.

    Ciao


    #96204

    iniziato
    Partecipante

    [quote1192604287=aglorj]
    personalmente pratico aikido da molti anni e ho avuto modo di incontrare qualche ottimo Maestro (sapendo distinguere tra maestro e insegnante) e per questo mi ritengo molto fortunato per l'opportunità di tali incontri.

    non per contraddire la tua definizione di maestro ma non mi sento in accordo con il fatto che poi il maestro..”chiaramente sparisce..Se non sparirebbe si creerebbe dipendenza”

    per esempio so che il dovere di un maestro è di non limitare l'evoluzione dell'allievo, sarebbe una anomalia che fosse diversamente, quindi per me il problema della dipendenza si verifica quando chi credi sia un maestro in realtà non lo è, a ben guardare.

    il maestro non è colui che detiene il “potere”, la “conoscenza”…
    è la persona che ha compreso e accettato quale sono i suoi doveri.

    tu, come persona, decidi di essere studente o allievo o, se accade, Discepolo di tale Maestro, esse sono tre gradi distinti di relazione tra te e il maestro, tra i tuoi doveri e i suoi doveri, due esseri sempre distinti e separati.

    Scrivendo adesso, ho preso questo piccolo spazio del sito per comunicare quello che ho dentro, divulgando un po' le mie conoscenze ed esperienze, spero possa essere di aiuto in qualche modo.

    Ciao
    [/quote1192604287]

    Ciao e grazie per comunicare le tue esperienze e conoscenze di sicuro saranno gradite, quindi apriti pure e prenditi lo spazio di cui hai bisogno, il forum è di tutti.

    Tornando al tema, non saprei cosa dire in realtà, questo perchè io per maestro non mi figuro un maestro di arti marziali ma una guida di vita, un maestro di vita a 360 gradi che detiene si la conoscenza.

    Per capirci io parlo per esempio di un Pitagora il quale è indiscusso detentore della conoscenza e il cui scopo è elevare la consapevolezza dei propri allievi scelti con cura.

    Quindi forse così si crea un piccolo fraintendimento.
    Sinceramente non sono un assiduo praticante di arti marziali anche se mi piacerebbe molto, ma per intenderci ho avuto “maestri” di judo, kyudo, thaibox, yoga, vipassana, maestri di medicina tradizionale cinese, maestri di riflessologia di radioestesia, maestri di reiki ecc ecc

    Alcuni di loro avevano una buona preparazione a 360 gradi ma nessuno era un Leonardo da Vinci o un Pitagora o un Gesù.

    Tutti con buona volontà e attidutine ci possiamo dedicare alla pratica che meglio ci si addice e essere felice del nostro “maestro”, ma non a tutti è concessa la “fortuna” di incontrare un Maestro di Conoscenza.

    tu dici : il dovere di un maestro è di non limitare l'evoluzione dell'allievo

    per me invece il maestro deve plasmare l'evoluzione dell'allievo, come se fosse creta.
    E' vero questo potrebbe sembrare shokkante soprattutto oggi, dove l'ego la fa da padrone.

    Ma mi rifaccio sempre a Pitagora e alla sua scuola di iniziazione, scuola dove l'allievo per i primi due anni non aveva diritto nemmeno di parlare e dove il proprio essere veniva demolito completamente …. però attenzione, per rinascere dopo, se davvero pronto, iniziato agli arcani della vita.

    Un allievo non si sarebbe potuto trovare li se non fosse stato scelto con cura in precedenza.

    Il Maestro di cui parlo in realtà è anche la Fonte Stessa o perlomeno un tramite fra aglorj e Aglorj , fra iniziato e Iniziato.

    quando aglorj piccolo ha conosciuto Aglorj grande, non ha bisogno più di alcun Maestro perchè egli è adesso Maestro.


    #305889
    Wind
    Wind
    Partecipante

    Pitagora era un filosofo imponente a quei tempi, come ora lo è il Bergoglio, il Maestro mondiale per eccellenza, devono abbassare il capo al suo cospetto ed essere onorati di un suo solo sguardo, in particolare i suoi discepoli gli devono obbedienza acritica assoluta, farsi plasmare come creta nelle sue mani, dalle sue parole.
    Ho vissuto questo tranfert a suo tempo con la mia buona, anziana ed amatissima psicoanalista, ogni suo respiro, ogni suo sguardo rappresentava per me qualcosa di imponente, poi dopo anni vi è stato il classico taglio del cordone obelicale anche con lei oltre che con i miei generatori del mio corpo ed ora non ne sento più l’esigenza, ma se non lo vivevo sulla mia pelle non avrei certo capito chi ne fa esperienza ed il suo bisogno incoscio di un punto di riferimento forte.
    Non rinnego che mi ha fatto tanto bene quel rapporto molto affettuoso benchè basato anche sul vile denaro, ora sinceramente ritornerei a fare la Gelstalt di gruppo, se abitassi al centro e non tanto lontano per raggiungerli, ne ho un ricordo simpatico ed intrigante, si cresce notevolmente quando interpreti tanti personaggi diversi, sentendoli profondamente appartenente a te medesimo, serve a capirti, amarti e capire ed amare anche il “diverso” da te.


    #305920

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @wind
    “Qual è il principio fondamentale del Buddhismo?” (Lin-chi)

    Alcuni brani tratti da uno dei più famosi testi tradizionali zen, cioè il Lin-chi-lu, ovvero la raccolta di detti di Lin-chi, maestro del IX secolo:

    “Il consigliere Wang, che aveva il titolo di governatore ed i suoi funzionari, avevano invitato il Maestro a parlare. Il Maestro salì sul seggio e disse: «Se io oggi salgo su questo seggio è perché non posso fare altrimenti per mandare avanti il nostro grande affare. Se mi tenessi alla tradizione della nostra linea di patriarchi e di discepoli non aprirei la bocca e voi non sapreste dove mettere il piede. Ma prendendo in considerazione la preghiera del signor consigliere, come posso nascondere i miei principii? C’è dunque qualche abile generale che sia pronto sul campo per disporre le proprie truppe ed ha spiegato le sue bandiere? Che testimoni davanti all’assemblea!». Un monaco domandò: «Qual è il principio fondamentale del Buddhismo?». Il Maestro gridò «kwatz» ed il monaco si inchinò profondamente. Il Maestro disse: «Ecco qui uno che si mostra capace di sostenere la discussione»” (cap. I).

    Allora: Lin-chi è praticamente costretto a fare la parte del maestro che insegnerà qualcosa sullo zen ai suoi ascoltatori. Gli viene chiesto dal governatore stesso… Dunque parla, ma fosse per lui tacerebbe. E tacendo, gli uditori non saprebbero che via prendere. I poco accorti cercano la via, Lin-chi vorrebbe dare a intendere, con il suo silenzio ipotetico, che è proprio questo il problema: cercare la via. Non c’è via su cui incamminarsi, non c’è percorso da compiere rispetto ad altri. Proprio quella è la via che non è via. Il suo silenzio è da accostare all’affermazione del Buddha in punto di morte, il quale, sollecitato dal suo più devoto discepolo Ananda a restare ancora nel ciclo del samsara per continuare ad insegnare agli uomini, afferma che per tutta la sua vita di Buddha non ha mai pronunciato una sola parola.
    Quindi Lin-chi parla, ma le sue parole sono totalmente vuote. In realtà non insegna alcunché: il governatore lo invita a parlare e lui rimanda la palla al suo uditorio. Qualcuno ha domande da fare? Davanti al silenzio è sempre assai difficile porre una domanda. Si sente la sua inopportunità, si corre un grande rischio. Un monaco azzarda e pesantemente. Si permette infatti di fare la domanda delle domande, di sottoporre all’attenzione del Maestro la questione centrale; va direttamente al picco metafisico più alto, chiedendo intorno al “principio fondamentale”. Ma è proprio questo eterno domandare che è necessario abbandonare, che ha da giungere alla sua fine, alla sua quiete. Soprattutto il domandare filosofico, concettuale, metafisico, spirituale, per non trasformare la pratica della vita in pratica del pensiero. E infatti Lin-chi risponde con il suo classico urlo, quel «kwatz» che spesso lo vediamo usare nel suo insegnamento. Anche qui: nessun significato, nessuna teoria, nessuna risposta, solo un scuotimento, un colpo per fare cadere l’impalcatura del logica concettuale.
    Il monaco riesce ad essere nella situazione, a non perdere la sua occasione. L’insolita reazione è di non stupore, di non sbigottimento. Semplicemente un inchino. Sente che c’è qualcosa, si apre, accoglie. Accoglie cosa? Nulla. O meglio, si potrebbe dire: il nulla, uno spazio vuoto. Un urlo improvviso, imprevisto, come risposta, produce una radura, se trova luogo per il suo riverbero. Allora: ecco qualcuno che può entrare nella via, qualcuno che può ascoltare l’insegnamento, il non-insegnamento che Lin-chi ha da non-proporre. Può sostenere la discussione, perché in sé l’ha già svuotata da dentro. Nessun domandare, nessun urlo, nessuna risposta, nessuna meta. Nessuno più che domanda e nessuno più cui domandare.

    Wind,ti cito:”Pitagora era un filosofo imponente a quei tempi, come ora lo è il Bergoglio, il Maestro mondiale per eccellenza, devono abbassare il capo al suo cospetto ed essere onorati di un suo solo sguardo, in particolare i suoi discepoli gli devono obbedienza acritica assoluta, farsi plasmare come creta nelle sue mani, dalle sue parole.”
    Penso che tu stia facendo un grande e grave errore.Se tutti facessimo come dici tu,non saremo altro che l’immagine di qualcun altro.La nostra grandezza sta proprio nella nostra unicità,ma senza per questo darvi importanza.


    #305935
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    Nei tempi remoti, in Giappone, si usavano lanterne di carta e di bambù con le candele dentro. Una notte, a un cieco che era andato a trovarlo, un tale offrì una lanterna da portarsi a casa.

    «A me non serve una lanterna» disse il cieco. «Buio o luce per me sono la stessa cosa».

    «Lo so che per trovare la strada a te non serve una lanterna,» rispose l’altro «ma se non l’hai, qualcuno può venirti addosso. Perciò devi prenderla».

    Il cieco se ne andò con la lanterna, ma non era ancora andato molto lontano quando si sentì urtare con violenza. «Guarda dove vai!» esclamò il cieco allo sconosciuto. «Non vedi questa lanterna?».

    «La tua candela si è spenta, fratello» rispose lo sconosciuto.


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #305976
    Wind
    Wind
    Partecipante

    C’era una volta un Mago sia d’oriente che d’occidente ma a seconda della regione dove si faceva acclamare sapeva mutare il suo aspetto ed inventarsene sempre di nuove, in modo che ognuno che gli Credeva pensava di essere solo lui nel giusto e tutti gli altri invece erano mezzi rimbecilliti:
    “Ti eleggo come mio disceplo, figlio mio, nessuno saprà giammai le cose che ti Rivelo, e bada bene a serbarle solo per te, mi raccomando, non si gettano le mie perle ai porci, che sono i tuoi simili, ovviamente, te sei diverso, tutt’altra cosa, altrimenti non ti avrei scelto tra tutti, non trovi? Bravo inginocchiati e fammi la propaganda!”
    E li ergeva su di un piedistallo fallico-narcisista, fatto apposta per dividerli gli uni dagli altri e farli sentire superiori ai loro medesimi simili, che avevano la sola colpa di non essere stati i suoi prescelti, ed infatti si racconta che a cagione di tale subdolo Mago, che sapeva addirittura apparire e sparire, cambiare volto, e rituali a base di sangue umano ed animale innocenti immolati per tutti i partecipanti che gli scaricavano addosso i propri errori grossolani, che da qui naque poi l’idea della famosa “catena di santantonio” che di Santo non ha niente, e ti resta solo la catena!
    “Tirala Wind!” mi disse un giorno la mia Coscienza Umana che non appare e scompare e non ti abbaglia con i giochi di prestigio e parla una sola lingua, veritiera, scevra da tutti i piedistalli mentali e soprattutto comprensibile da tutto l’Universo Creato: la Compassione che è Nuda ed è al nostro Principio e se Conosci il tuo Principio sai anche la tua Fine!


    • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 3 mesi fa da Wind Wind.
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