crollo in vista

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Questo argomento contiene 853 risposte, ha 39 partecipanti, ed è stato aggiornato da  michele2007 10 anni fa.

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    Articoli
  • #110151
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1225214939=michele2007]
    Oh bene, adesso vi faccio vedere una cosa. Questa mattina ho aperto 3 forum dove vi ho dato le soluzioni alla fine del mondo e ho parlato di me. Questo è mettere energia theta nel pianeta infatti le borse erano partite bene. Poi, non ho più scritto per tutto il giorno e ho letto solo le stupidaggini di Paolo, uscendo da internet tolgo l'energia theta e questa è il risultato…

    Borse, volano Tokyo e Francoforte
    Wall Street rallenta, male Milano

    Provate a far sapere che sono qui, e guardate come cambia la realtà.

    Una cosa, vi ho fatto sapere le soluzioni, se accadrà il peggio nessuno di voi potrà dichiararsi innocente è morirà come anima. In pratica quella che voi cristiani chiamate “La mia anima” morirà…materializzandosi.
    [/quote1225214939]

    Michele te lo dico pubblicamente, oltre ad avertelo detto molte volte in privato.

    Se continui così, ti blocco l'account.

    Punto.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #110152

    michele2007
    Bloccato

    Quando gli altri offendono me stai buono e zitto, quando scrivo che uno dice stupidaggini ti fai sentire. Quando metto il vostro futuro in foto, idem. Ma si può sapere cosa si può scrivere?

    E non dirmi che sono libero di scrivere quello che voglio….ad ogni modo ti risparmio la fatica, cercherò di essere qui il meno possibile, tanto il futuro è il vostro, mica solo il mio…senza theta non avete alcuna speranza di salvarvi, e con il 99,99% degli esseri umani programmati mentalmente per raggiugere la distruzione, non ci sta niente da fare.


    #110153

    ezechiele
    Partecipante

    fonte repubblica.it,

    certo che se fosse vero sarebbe un bel passo avanti

    ECONOMIA

    Non solo profitto
    I consumi “responsabili”
    coinvolgono
    una persona su tre
    E' quanto emerge da una recente ricerca Acli/Iref. Di questi, oltre il 50% usa prodotti del commercio equo e solidale e quasi altrettanti hanno cambiato il loro stile di vita
    di ROBERTO ORSI
    ROMA – Quanto sia ritenuto importante l'ascolto del consumatore da parte delle imprese orientate allo sviluppo appare un fatto ormai assodato. E' finito il tempo del “produci e vendi”, oggi siamo in quello dell'”ascolta e rispondi”. E in un mondo che cambia così rapidamente, altrettanto rapidamente chi fa impresa deve adeguarsi alle richieste dei suoi principali stakeholder, i portatori di interessi.

    Il consumatore di oggi è sempre più interessato alla dimensione sociale dei suoi acquisti: oltre a criteri tradizionali, che riferiscono alla qualità e al prezzo, vengono racchiusi nel prodotto valori e significati simbolici. Ecco allora farsi largo:

    – il consumo critico, quando vediamo crescere l'acquisto di beni e servizi di imprese che rispettano l'ambiente, sostengono progetti umanitari, l'arte o la cultura
    – il commercio equo e solidale, quando cresce l'acquisto di prodotti, soprattutto alimentari, che garantiscono la sussistenza ai produttori nei loro paesi, spesso poveri
    – la sobrietà nel consumo, cioè l'attenzione al risparmio energetico e al riutilizzo dei materiali
    – la sottoscrizione di conti correnti o Fondi di risparmio etici
    – altre forme di consumo responsabile, quali gruppi di acquisto solidale, turismo responsabile ecc.

    Da una recente indagine ACLI/IREF, “Scegliere il bene”, è emerso che più di un italiano su tre adotta pratiche di consumo responsabile, il 33% ne è a conoscenza ma non gli interessano, il 31% degli intervistati dichiara di non conoscerle.

    L'analisi prosegue con l'indicazione che se da una parte il fenomeno risulta abbastanza diffuso, dall'altra esso è per ora ricollegabile solo in parte alla riconoscenza dei consumatori nei confronti delle imprese che si dimostrano socialmente responsabili.

    I comportamenti dei consumatori socialmente responsabili sono così suddivisi:
    – Acquisto prodotti del commercio equo e solidale (55,6%)
    – Adozioni di stili di vita basati sulla sobrietà del consumo (51%)
    – Consumo critico (29,2%)
    – Altre forme di consumo responsabile (2,9%)
    – Finanza etica (2%)

    Il problema, dalla parte delle imprese, è che esse evidenziano tra le loro principali preoccupazioni (indagine Unioncamere sui problemi legati alla realizzazione delle iniziative in campo sociale) che improntare l'intera attività sulle aspettative di tutti gli stakeholder può comportare costi elevati, non giustificabili in termini di ritorni economici.

    Ma se un certo numero di consumatori interiorizza tra le proprie preferenze il “valore etico” o “valore sociale” del prodotto (come abbiamo indicato precedentemente, ad esempio acquistando prodotti del commercio equo-solidale) vuol dire che sono disposti a pagare un prezzo leggermente superiore, limitando se non annullando il problema dei costi di produzione più elevati.

    La stessa indagine di Unioncamere ci conforta: ben il 60,7% dei consumatori italiani dichiara di essere disposto a pagare di più per un prodotto di un'impresa socialmente responsabile, e un altro dato interessante viene dal rapporto tra l'età e la volontà di premiare queste imprese responsabili, a dimostrazione del fatto che siamo in presenza di un fenomeno, quello del consumo responsabile, che è frutto di un cambiamento culturale generazionale.

    Qual è la sintesi? A ben vedere per poter rendere la risposta dei consumatori adeguata alle aspettative le imprese devono far crescere il peso delle informazioni sulle loro iniziative: solo questo permetterà loro di farsi riconoscere, identificare e selezionare.
    (27 ottobre 2008)


    #110154
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    wow……….. :dance:
    lo sapevo che prima o poi……….. :dance:

    Dai Eze rimetti l'avatar… hahaha


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #109822

    ezechiele
    Partecipante

    😛


    #110155
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1225228920=ezechiele]
    😛
    [/quote1225228920]

    dov'è lo struzzo….????? ~grrr


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #110156

    ezechiele
    Partecipante

    daaaaaaaaaiii farfa! ….. poi te lo rimetto lo struzzo…. stasera son ciclista!


    #110158

    ezechiele
    Partecipante

    a ballarò han detto che il credito agrario e' a rischio…..

    hanno intervistato funzionari e dipendenti che hanno confermato l'insolvenza della banca…

    della valle diceva di stare tranquilli…. che i banchieri italiani sono dei “signori”….

    di mettere i soldi in banca che “possiamo fidarci”…..

    il ministro per il programma conferma….


    #110157

    ezechiele
    Partecipante

    quello che mi fa morire dal ridere e' che tutti continuano a ripetere che in italia non ci sono le condizioni per il verificarsi di crolli come quello americano….

    … come se non fossimo una colonia usa a tutti gli effetti….. vado a farmi una cola….


    #110159

    michele2007
    Bloccato

    Ciao leggi questa notizia…

    Terra consumata,
    nel 203o ce ne serve un'altra
    12:20 CRONACHE L'allarme del Living Planet Report 2008 presentato a Londra di Stefano RodiScheda 1234
    «La società dei consumi non è più sostenibile» di G.Bologna

    …riesci a vedere che non racconto bugie e che tutto combacia?

    Se conosci qualcuno che ha bambini, che è ricco e che può comperare la pagina di un giornale, digli di mettersi in contatto con me per piacere il PRIMA possibile, perché la situazione è Grave e destinata a peggiorare. E se moriranno i bambini noi saremo responsabili della loro morte.

    P.S. I calcoli che hanno fatto non sono corretti, nella fase finale di vita di una civiltà, gli eventi negativi si vengono a verificare con maggior frequenza. E non hanno tenuto conto che l'uomo è incapace di fermarsi e che è ignorante nel 99% dei casi.

    Se non siamo salvi per il 2012, possiamo metterci una pietra sopra all’idea di andare liberi, e se non esce che sono qui entro qualche mese, per il 2009 siamo finiti.

    Se avete bambini cercate di non scherzare su queste cose, perchè quello che sembrava uno scherzo lo state vivendo. Leggete i libri di stefania caterina, anche lei parla di programmazione mentale fatta sull'uomo per far sì che distrugga il pianeta e ogni altro essere vivente. Ha saltato un gradino nel libro perchè non dice che è il clero che la fa oltre che agli Psaiko, ma c'è Molto di vero in quello che afferma. Quindi, dato che siete stati programmati per distruggere la terra e per portare alla morte la società, se volete vedere i vostri figli vivere ben oltre il 2009 fate quello che vi ho detto, conoscerete pur qualcuno di ricco, o no!?

    Se volete vederli far una brutta fine, continuate pur a sottovalutare le mie parole. Guardate che c'é la vita nostra e dei piccoli in gioco, e questo non è uno scherzo…


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