Dal metodo socratico all'hacking. Verso una CyberApologia di Socrate

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  UmbertoDePalma 5 anni, 3 mesi fa.

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  • #95722

    UmbertoDePalma
    Partecipante

    TESI DI LAUREA SPECIALISTICA

    “Il soggetto hacker e la filosofia del software. La libertà di conoscere nell'era di internet”

    [URL=http://www.pdf-archive.com/2012/12/06/il-soggetto-hacker-e-la-filosofia-del-software-la-liberta-di-conoscere-nell-era-internet-copy/preview/page/1/]http://www.pdf-archive.com/2012/12/06/il-s…preview/page/1/[/URL]

    Qualche corsivo è saltato durante la conversione ma bene o male le note sono sopravvissute. E' una fonte accettabile insomma.
    Spero possa essere almeno di spunto per chiunque come me volesse fare una tesi su argomenti del genere in quanto, specialmente a proposito del tema hacking e in italiano, è davvero difficile reperire materiale autorevole da poter mettere in nota per una tesi di laurea specialistica.
    Personalmente l'ho data in informatica umanistica (il relatore era un ing, e il correlatore un prof di ermeneutica).

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    Abstract
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    Nel corso dei secoli, la filosofia si è interrogata, in modo astratto e generale, a proposito dell’essere. Tuttavia, si è occupata anche del concreto esserci e relazionarsi degli enti. Ciò che accomuna questi due fondamentali percorsi della filosofia non è solo l’apparente ambiguità di un concetto (ontologia) riferibile tanto a discorso sull’essere quanto a discorso sugli enti, bensì la constatazione dell’esistenza di un discorso (logos) a proposito degli enti e a proposito dell’essere.
    I filosofi non hanno (in senso stretto) prodotto degli enti (a differenza degli artigiani), e non hanno neanche operato l’essere (a differenza di maghi e sacerdoti). Hanno piuttosto discusso, discusso a proposito degli enti, discusso a proposito dell’essere; in realtà, non hanno solo discusso, hanno anche operato nel mondo e sugli enti, operando proprio sul discorso inerente gli enti e l’essere.
    Superiori agli animali per capacità d’intendere e volere hanno potuto agire, anziché solo – istintivamente o per inerzia – reagire; hanno potuto discutere a proposito del discorso, anziché solo acriticamente accettare e tramandare la forma discorsiva temporaneamente data.
    La capacità d’intendere e volere è stata, in particolar modo per i filosofi, il presupposto o fondamento naturale della loro stessa attività: voler intendere.
    La volontà di intendere, ossia la ricerca della verità anziché solo del compromesso utile, in quanto volontà d’intendere in assoluto, trascende il determinato inteso nella luminosità dell’infinito.
    La filosofia infatti si è interessata a tutto, criticando discorsi inerenti vari tipi di ente e diverse concezioni dell’essere. Oggi con grande probabilità è possibile aggiungere anche una filosofia del software (pensiero, linguaggio), dello sharing (relazione tra ut-enti) e più in generale una filosofia di internet o del cyberspazio (concezione virtuale dell’essere).
    Internet rappresenta oggi la trasposizione virtuale del mondo, un concetto unitario inerente proprio l’interconnessione dei vari utenti che lo abitano e relativi file (opere, materiale digitale). Così come nel mondo terreno i filosofi, per amore della verità, hanno voluto regolare il fondamento della civiltà (mondo, insieme delle relazioni) sull’etica anziché solo sull’economia, gli hacker (tenendo presente il concetto di hacker qui proposto) svolgono un’attività di simili ideali ma che vede la sua attuazione in internet. La libertà di parola affiora ora attraverso una rete mediatica alternativa, indipendente e libera come ad esempio può essere il fenomeno dei blog, delle enciclopedie gratuite e aperte etc. Ancora più interessante è la battaglia sulla libertà di pensiero. Infatti la trasposizione virtuale dell’ente umano in utente avviene attraverso una fusione della mente e dei sensi umani con un determinato software con la sua interfaccia sempre più sotto il marchio di una azienda anziché a disposizione della coscienza dell’utente e dunque, alla fine, della sua libera volontà di utilizzo o modifica del software stesso (vita dell’utente).
    Senza mai essersi scagliati contro internet o contro gli utenti in quanto tale, gli hacker hanno esercitato la propria capacità critica e costruttiva nei confronti del ‘discorso’ su internet e sugli utenti, basti pensare alla concezione di internet proposta attraverso i principi della netica o, a proposito dei software, la proposta del Free Software o dell’Open Source.

    Insomma, data la digitalizzazione del mondo (rete) e delle coscienze (utenti), la trasposizione che qui mi è parsa più stringente a proposito della figura del filosofo è risultata quella dell'hacker (da nn confondere necessariamente con quella del cracker).

    A mio avviso pensare ad un ipotetica CyberApologia di Socrate equivale a pensare la realtà dell'apologia dell'hacker.
    Nell'Apologia di Socrate sono infatti dichiarate 3 accuse nei confronti di Socrate:
    1) Non riconoscere gli dei della città
    2) Introdurre nuove divinità
    3) traviare i giovani a causa del metodo maieutico

    In modo analogo:
    1) l'hacker non riconosce la necessità d'un potere centrale a proposito della 'nea-polis' (rete) in quanto le stesse strutture internet sono portatrici per essenza di potenzialità policentriche di fruizione (che ci si connetta dal sud Africa o da un attico di NeYork si può usufruire delle stesse possibilità informatiche. Piccola vittoria contro il divario terrestre centro/periferia) e informazione (semplici utenti pur non possedendo mezzi di produzione come tipografie hanno la possibilità di aprire un 'canale informativo') .
    2) In continuità con il rifiuto di un autority centrale in una dimensione (CyberSpazio) di per sè policentrico, capace di moltiplicazione dei file e dei pesci, e a vocazione integrativa multimediale oltre che solo mediale, deriva la possibilità di far si che ogni utente possa (partecipazione attiva) divenire un INFORMATORE (nuove divinità) oltre che solo un informato o informatico.
    (senza contare che Cristo stesso ha detto 'Voi siete dei' ma vabbè)
    3)E il metodo maieutico che travia i giovani? In realtà socrate teneva ferma come intenzione la virtù. La maieutica nn rappresenta un tradimento della virtù, bensì il tradimento di una data forma di raggiungere la virtù. Similmente, gli hacker parlano di una etica di rete “netica” e “netiquette” ma anche della possibilità di compiere tale etica attraverso una forma autentica, personale, viva… in poche parole l'esigenza d'un ambiente di sviluppo del software altrettanto in armonia alla “CyberCapacità d'intendere” (open source).

    In definitiva Socrate fu ammazzato per aver anteposto la virtù alla ricchezza. Similmente l'hacker antepone le potenzialità del virtuale (costo zero della diffusione e alto potere di partecipazione o multimedialità) a dispetto della mercificazione (marchio proprietario che vuole piegare le potenzialità di tale virtualità per proprio arricchimento anzicchè lasciando che detta stessa ricchezza arricchisca tutti – e in special modo i più meritevoli).


    #95723
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Ciao Umberto
    Fin da piccolo ho percepito questa visione di internet come fosse il futuro a cui arriveremo in qualche modo


    #95724

    Erre Esse
    Partecipante

    E ci provano sempre ad arrivare con la cicuta.


    #95725

    UmbertoDePalma
    Partecipante

    HAHAHA Erre Esse, direi di si. E naturalmente non prima di una richiesta di collaborazione con loro (se vali)… tipo la storia della decadenza dei maestri sofisti in Grecia.

    Ciao Richard!!
    Mi fa davvero piacere che sia stata di tuo gradimento la tesi!
    E se posso aggiungere un mio parere a quanto dici, direi che (anche se è grossolano più che analitico dirlo) in fin dei conti l'essere è uno se è vero che l'Essere esiste. La prospettiva liquida porterà sempre più a fondersi o anche solo e semplicemente confondersi alla nostra percezione quelli che ora siamo soliti distinguere in due discorsi e che sempre più appaiono due tipi diversi DEL discorso


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