decrescita felice

Home Forum PIANETA TERRA decrescita felice

Questo argomento contiene 6 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  shantyfamily 9 anni, 3 mesi fa.

Stai vedendo 7 articoli - dal 1 a 7 (di 7 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #83009

    shantyfamily
    Partecipante

    Ciao a tutti, volevo segnalarvi questo appuntamento! :bay:
    http://www.laboratoriodellafabula.it/Mdf_fest_perusciredallacrisi.html
    http://www.eventiesagre.it/%20Eventi_Festival/%2021020215_MDF+Fest.html%5Blink=hyperlink

    [modificato da xxo]
    [Cara, basta copiare ed incollare l'indirizzo dalla stringa di testo]


    #83010

    shantyfamily
    Partecipante

    aiutooooo non sono capace di inserire i link :ummmmm:


    #83011

    marì
    Bloccato

    [quote1245161579=shantyfamily]
    aiutooooo non sono capace di inserire i link :ummmmm:
    [/quote1245161579]

    Per caso e' questo quello che volevi inserire nel 3d?

    http://www.laboratoriodellafabula.it/FabulAzioni.html

    🙂


    #83012

    shantyfamily
    Partecipante

    Ma io leggo link=hyperlink url ecc… dove copio l'indirizzo del sito??? che frana che sono … poi già che ci siamo come faccio a inserire 1 foto insieme al mio nome?? O-O


    #83013

    deg
    Partecipante

    Un articolo di maggio 2008 … e da allora?
    Le buone idee evidentemente non hanno molto riscontri, eppure le soluzioni ci sarebbero… ~:(

    Decrescita o Impoverimento?

    La stima dell’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) resa nota oggi mette in evidenza un calo dei consumi dello 0,7% nel primo trimestre del 2008, mentre lo scorso mese di marzo registra un –1,7% rispetto al marzo 2007. I risultati di un'indagine condotta dal Dipartimento di sociologia economica dell’Università di Messina, pubblicati su Repubblica, raccontano di “un’inflazione reale” più che raddoppiata nel corso degli ultimi 4 anni.
    Come conseguenza di una situazione sempre più drammatica, in questa Italia che anziché rialzarsi, secondo i dettami degli spot elettorali, sta affossandosi sempre più sulle ginocchia, le famiglie italiane in crescente difficoltà stanno cambiando le proprie abitudini. Ripiegano per i propri acquisti sui negozi cinesi (soprattutto per quanto concerne l’abbigliamento) e scelgono prodotti di scarsa qualità, fanno scorte alimentari seguendo le offerte promozionali dei discount e coltivano il pezzo di terreno ricevuto in eredità dal nonno per avere frutta e verdura di buona qualità a basso costo.

    Molte volte quando scrivo o parlo di decrescita, qualcuno di fronte al progressivo impoverimento delle famiglie italiane sottolinea che la decrescita è già in atto e non si tratta in fondo di una gran bella cosa. Confondere l’impoverimento con la decrescita è un atteggiamento abbastanza comune e tutto sommato comprensibile per chi non abbia approfondito l’argomento ma rischia di creare una confusione di fondo in grado di far perdere ogni coordinata.
    L’impoverimento e la decrescita non hanno nulla in comune, anche se una delle tante risultanti di entrambe le situazioni può essere costituita dal ritornare a coltivare l’orticello ereditato dal nonno, pratica comunque virtuosa in sé a prescindere dalle motivazioni che hanno indotto la scelta.

    L’impoverimento è una situazione imposta dalla congiuntura economica che determina un decadimento del benessere individuale. L’impoverito è costretto ad acquistare merci a basso costo di qualità scadente, importate da paesi a migliaia di km di distanza. L’impoverito deve basare la propria alimentazione sulle offerte promozionali dei discount, a fronte di viaggi in auto alla ricerca della promozione più alettante e di prodotti che spesso arrivano da molto lontano, dalle dubbie qualità sia sotto l’aspetto organolettico sia dal punto di vista nutrizionale. L’impoverito è costretto ad operare delle rinunce che mettono a repentaglio il suo benessere e la qualità della sua vita, solamente al fine di ottenere un risparmio monetario che possa permettergli di sopravvivere.

    La decrescita (a prescindere dal fatto che si tratti di quella teorizzata da Serge Latouche o di quella “felice” praticata da Maurizio Pallante) non mira a diminuire il benessere delle persone, ma al contrario si propone di migliorarlo ed accrescere la qualità di vita dell’individuo.
    La decrescita non passa attraverso l’impoverimento, tenta semplicemente di ridurre la dipendenza delle persone dall’economia rendendole più libere ed autosufficienti senza deprivarle assolutamente del loro benessere.
    La decrescita pretende la ristrutturazione degli edifici in funzione del loro rendimento energetico, creando in questo modo posti di lavoro e risparmi dei consumi. La decrescita persegue il miglioramento della rete di distribuzione dell’energia, un miglioramento in grado di creare occupazione e taglio degli sprechi energetici. La decrescita privilegia la filiera corta ed i prodotti locali in un’ottica di ridotta movimentazione delle merci, risparmio economico e miglioramento della qualità degli stessi. La decrescita non mira a ridurre il potere di acquisto dei salari ma al contrario intende integrarlo attraverso l’autoproduzione, lo scambio ed il dono che permettono di ridurre il numero di beni dei quali è necessario l’acquisto sotto forma di merci. La decrescita si oppone alla società globalizzata dove persone sempre più povere sono costrette ad acquistare merci sempre più povere (il cui costo è determinato in larga parte dal loro trasporto inquinante per migliaia di km) e propone una società a misura d’uomo dove sia possibile riscoprire il senso della comunità, ricostruire rapporti conviviali, privilegiare la qualità alla quantità ed al gigantismo. La decrescita vuole ridare un senso al lavoro interpretandolo come valorizzazione delle qualità dell’individuo, del suo estro e della sua creatività finalizzato a “creare” qualcosa di utile, in netta contrapposizione con lo svilimento attuale del mondo del lavoro, costituito in larga parte da pratiche ripetitive e meccaniche di scarsa utilità (i call center rappresentano un esempio su tutti) in grado di produrre solo alienazione e salari insufficienti a garantire una sopravvivenza dignitosa.

    L’impoverimento rappresenta semplicemente il futuro di un modello di sviluppo basato sulla crescita infinita dei consumi che nel momento in cui i consumi cessano di crescere inizia a creare esclusione sociale e precarietà, esattamente il contrario della decrescita che si muove per evitare che tutto ciò accada.
    http://ilcorrosivo.blogspot.com/2008/05/decrescita-o-impoverimento.html


    #83014
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Mi hai anticipato di pochi minuti :hehe:
    [link=http://altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?114890.last]http://altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?114890.last[/link]


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #83015

    deg
    Partecipante

    [quote1305992924=InneresAuge]
    Mi hai anticipato di pochi minuti :hehe:
    [link=http://altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?114890.last]http://altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?114890.last[/link]
    [/quote1305992924]
    :fri:


Stai vedendo 7 articoli - dal 1 a 7 (di 7 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.