Dualità o non Dualità

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Questo argomento contiene 26 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da Wind Wind 2 anni, 10 mesi fa.

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  • #307881

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Il diamante che recide l’illusione

    Per il testo completo e il commento si veda Thich Nhat Hanh, Il diamante che recide l’illusione, Roma, Ubaldini, 1995.

    Gatha di apertura
    Come possiamo vincere la paura della nascita e della morte e divenire indistruttibili come il diamante? In che direzione dobbiamo orientate la nostra pratica per essere liberi da migliaia di illusioni? Se la mente risvegliata mostra la sua compassione e apre davanti a noi lo scrigno del tesoro, allora potremo portare nelle nostre vite i meravigliosi insegnamenti del diamante.

    Discorso
    Questo è quanto ho udito una volta che il Buddha dimorava nel monastero del parco di Anathapindika, nel boschetto di Jeta, vicino alla città di Sravasti, con una comunità di milleduecentocinquanta bhiksu.

    Quel giorno, al momento della raccolta delle offerte, il Buddha indossò il suo sanghati e, con la ciotola tra le mani, si reco nella città di Sravasti per mendicare il cibo, andando di casa in casa. Terminata la questua, tornò al monastero per consumare il pasto di mezzogiorno. Ripose il sanghati e la ciotola, si lavò i piedi, sistemò il cuscino e si sedette.

    A quel punto il Venerabile Subhuti si alzò, scoprì la spalla destra, pose un ginocchio a terra e, giungendo le mani in segno di rispetto, disse al Buddha: “Onorato dal mondo, è raro trovare una persona del tuo valore. Tu sostieni sempre i bodhisattva e mostri grande fiducia nei loro confronti.

    “Onorato dal mondo, se donne e uomini di sani principi volessero generare la più pura e realizzata mente del risveglio, su che cosa dovrebbero basarsi e cosa dovrebbero fare per padroneggiare la loro mente?”

    Il Buddha disse a Subhuti: “Ecco come i bodhisattva mahasattva padroneggiano la loro mente: ‘Per quante infinite specie di esseri viventi esistano, sia nati da uova, che dall’utero materno, dall’umidità o spontaneamente; sia che abbiano una forma, sia che non abbiano una forma; sia che abbiano percezioni, sia che non abbiano percezioni; o per quanto si dica che abbiano percezioni o che non abbiano percezioni, dobbiamo condurre tutti questi esseri al Nirvana, così che raggiungano la liberazione. E quando questo incalcolabile, incommensurabile, infinito numero di esseri avrà raggiunto la liberazione, noi non penseremo, in realtà, che un solo essere sia stato liberato’.

    “Perché è così? Subhuti, se un bodhisattva resta attaccato all’idea dell’esistenza di un sé, di una persona, di un essere vivente e della durata di una vita, quella persona non è un autentico bodhisattva.

    “Inoltre, Subhuti, quando un bodhisattva pratica la generosità, per praticare la generosità non si basa su forma, suono, odore, gusto, tatto o dharma. Questo, Subhuti, è lo spirito con il quale un bodhisattva pratica la generosità, egli non si basa sui segni. Perché? Se un bodhisattva pratica la generosità senza basarsi sui segni, i meriti di tale virtù non possono essere concepiti né misurati.

    “Subhuti, se un bodhisattva, quando pratica la generosità, non si basa su alcun concetto, la felicità che deriva da tale atto virtuoso è grande come lo spazio, non può essere misurata. Subhuti, i bodhisattva dovrebbero lasciare che la loro mente dimori negli insegnamenti che ho appena dato.

    Il Venerabile Subhuti disse al Buddha: “Nei tempi a venire, ci saranno ancora persone che, ascoltando questi insegnamenti, avranno davvero fede e fiducia in essi?”

    Il Buddha rispose: “Non dire così, Subhuti. Cinquecento anni dopo la morte del Tathagata, ci saranno ancora persone che assaporeranno la gioia e la felicità che derivano dall’osservare gli addestramenti alla consapevolezza. Nell’ascoltare queste parole, quelle persone avranno fede e fiducia che questa è la verità. Sappi che quelle persone avranno seminato bene non soltanto durante la vita di un Buddha o anche di due, tre, quattro o cinque Buddha, ma in realtà avranno piantato semi salutari durante la vita di decine di migliaia di Buddha. Chiunque generi, anche per un solo secondo, una fiducia pura e sincera nell’ascoltare queste parole del Tathagata, sarà conosciuto e visto dal Tathagata e, grazie a questa comprensione, otterrà una felicità incalcolabile. Perché?

    “Perché quella persona non è prigioniera dell’idea di un sé, di una persona, di un essere vivente e della durata di una vita. Non è prigioniera dell’idea di un dharma o dell’idea di un non dharma. Non è prigioniera della nozione che questo è un segno e quello non è un segno. Perché? Se si è prigionieri dell’idea di un dharma, si è ancora prigionieri dell’idea di un sé, di una persona, di un essere vivente e della durata di una vita. Se si è prigionieri dell’idea che i dharma non esistono, si è ancora prigionieri del sé, di una persona, di un essere vivente e della durata di una vita. Per tale motivo non dovremmo essere catturati dai dharma o dall’idea che i dharma non esistono. Questo è il significato più profondo quando il Tathagata afferma: ‘Bhiksu, sappiate che tutti gli insegnamenti che vi offro sono una zattera’. Tutti gli insegnamenti devono essere abbandonati, per non parlare dei non insegnamenti”.

    Il Buddha disse: “Quindi, Subhuti, tutti i bodhisattva mahasattva dovrebbero dare origine a un’intenzione chiara e pura in questo spirito. Nel dare origine a questa intenzione non dovrebbero basarsi su forma, suono, odore, gusto, tatto o dharma e la loro mente non dovrebbe dimorare in nessun luogo.

    “Perciò, Subhuti, quando un bodhisattva genera l’incomparabile mente del risveglio, deve abbandonare tutte le idee. Nel generare quella mente non può basarsi su forma, suono, odore, gusto, tatto o dharma. Può solo generare una mente che non sia prigioniera di nulla.

    “Subhuti, un bodhisattva che, per praticare la generosità, dipende ancora dai concetti è simile a chi cammina nel buio. Non vede niente. Al contrario, quando un bodhisattva non dipende dai concetti per praticare la generosità, è simile a chi ha buona vista e cammina sotto la luce splendente del sole. Può distinguere ogni forma e colore.

    Dopo aver ascoltato il Signore Buddha offrire questo discorso, il Venerabile Subhuti, i bhiksu e le bhiksuni, uomini e donne laici, dèi e asura, pieni di gioia e fiducia, iniziarono a mettere in pratica gli insegnamenti.

    Vajracchedika Prajnaparamita Sutra
    Tripitaka Taisho riveduto 335

    In questo insegnamento è chiaramente evidenziato che il cammino verso la NON DUALITA’,è il cammino del giusto verso la completa liberazione.
    La dualità nasce quando si struttura il concetto dell’identità,che inevitabilmete porta il senso di essere qualcuno in un mondo separato, e creduto reale, abitato da tanti altri qualcuno.E’allora che si vive nell’illusione della dualità.


    #307974
    abuandre
    abuandre
    Partecipante

    Grazie Orso per questo articolo. Per cortesia puoi chiarire meglio il concetto di non dualità. Magari usando esempi (il buon Maestro usava le parabole)-


    #307978

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @abuandre
    “Tutte le strade conducono ad un’unica meta.”.
    Noi viviamo in una realtà dove la dualità è ncessaria per definire i parametri della nostra esistenza,e darci una libera scelta,in quanto diverse sono le nostre capacità.
    La meta è arrivare a comprendere Dio,Il Grande Spirito o come lo si vuol definire,senza alcuna intermediazione.Il percorso diventa una cosa personale.
    In Dio non esiste dualità,pertanto per arrivare ad esso è necessario liberarsi da questo peso,e capire che “tutto è uno e che uno è tutto”
    La dualità non è altro che il tutto visto sotto angolazioni diverse,come la composizione di un ologramma.
    L’ologramma ci presenta la totalita ed unicita dell’immagine,composta da piu immagini separate.
    Che significato può avere in Dio il concetto di bene o male,di tempo o non tempo ecc.ecc..


    #307983

    Guglielmo_Menegatti
    Partecipante

    Ciao a tutti
    questo è il mio primo post in AG e per iniziare: i miei più vivi complimenti alla direzione e un grazie a chi scrive e partecipa nei vari forum, forum che leggo frequentemente e con interesse.

    orsoinpiedi
    Commento questa alcune parti del testo.

    Testo
    Quel giorno, al momento della raccolta delle offerte, il Buddha indossò il suo sanghati e, con la ciotola tra le mani, si reco nella città di Sravasti per mendicare il cibo, andando di casa in casa.

    I° commento
    Un uomo non può essere libero o insegnare come divenire liberi se lui stesso dipende dagli altri.
    Se esiste un “Lui” ed esistono gli altri (dai quali il “Lui” dipende) significa che esistono due categorie di persone. L’attribuzione della categoria di appartenenza è però una scelta personale del “Lui” mentre gli “Altri”, evidentemente oltre a non poter scegliere devono subire.

    Testo
    Terminata la questua, tornò al monastero per consumare il pasto di mezzogiorno.
    Ripose il sanghati e la ciotola, si lavò i piedi, sistemò il cuscino e si sedette…

    II* commento
    Qui sono descritti una serie di oggetti e di esigenze fisiologiche che portano il nostro “Diamante” in una situazione di ridicolo.
    L’insegnamento che si ricava è questo: le tecniche per vincere la paura e per diventare indistruttibili non appartengono al solo pensiero ma anche alle cose banali.

    Conclusione per tutto il testo del Buddha.
    Personalmente ritengo che esista una via che porta all’equilibrio interiore e al
    miglioramento del proprio stato di salute ma questa “via” non può essere descritta
    usando banalità e logiche antitetiche.
    Credo, ma ovviamente non ne sono sicuro, che il primo passo verso la conoscenza sia proprio quello di un’analisi attenta della congruità dei fatti che sono narrati e applicando inoltre il seguente concetto: “Se anche una sola parte di un insegnamento (testo) non è vera tutto il resto (insegnamento) potrebbe essere falsa.

    Guglielmo


    #307984

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Guglielmo,è con piacere che ti do il benvenuto in questo forum,ed il mio piacere per il tuo intervento in questo 3d.
    Concordo pienamente col tuo commento sul testo.
    Ho ritenuto che questo fosse inerente all argomento sulla dualità, in quanto,secondo me,esprime efficacemente quanto sia necessario liberarsi del proprio io,sorgente della dualità, per potersi realmente liberarsi dai vincoli umani.
    Gli insegnamenti sono solo un mezzo,una zattera,ed anche questa va abbandonata,per non rimanere legati ad un unica soluzione,ad un unica strada.
    È nel totale annullamento del se è di ciò che si sa,che potremo fonderci col tutto.
    È chiaro che si tratta solo di una mia personalissima visione.

    claudio


    #307987
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    anche il mio benvenuto Guglielmo 🙂

    .. è tipico dei racconti orientali e zen dare importanza ai gesti quotidiani, anche i più semplici, poichè in questa cultura si auspica debba esistere una consapevole presenza in ogni azione da renderla meditativa
    .. così come è tipico dei monaci vivere di elemosine di cibo ..

    non ho letto tutto il testo


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #307992

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Una seconda considerazione personale:nel diamante noi vediamo ciò che di piu prezioso e bello possa esistere.Il valore del diamante è essenzialmente nella sua purezza,la sua bellezza è nel taglio.Da una forma grezza di valore inespresso,si arriva con il lavoro interiore alla bellezza del taglio che esprime tutto il suo potenziale.


    #307993

    Guglielmo_Menegatti
    Partecipante

    prixi, orsoinpiedi grazie per la gentile accoglienza.

    Dunque… io sono molto, molto interessato alla questione della dualità e questa è
    anche la ragione principale per la quale ho deciso di partecipare a questa discussione.

    Mi occupo di questo argomento (la dualità) da moltissimo tempo e ho fatto ricerche non
    solo per per il suo aspetto religioso e filosofico ma anche per quello tecnico-scientifico.

    La mia teoria sulla dualità è anche riportata in diverse pagine nel mio sito dei Gradienti in particolare all’indice GRAVITAZIONE UNIVERSALE paragrafo “terza forza.
    http://digilander.libero.it/kems/

    In sintesi il mio pensiero è il seguente:
    Ogni cosa esistente, comprendendo anche la nostra coscienza, è costituita da due parti
    simmetriche e speculari.
    Le due parti però non sono perfettamente uguali e una parte prevale in piccola misura sull’altra.

    Per circoscrivere il post alla sola questione inerente il risveglio della coscienza
    riassumo così:

    La liberazione interiore corrisponde alla presa di coscienza che ciascuno di noi è composto (costituito) da due parti distinte e indipendenti.

    La stessa cosa espressa in modo figurato può essere immaginata pensando ad una coppia formata da un maschio e da una femmina, in altre parole in ciascuno di noi convivono due persone di sesso opposto.

    Normalmente durante la formulazione dei nostri pensieri usiamo solo quella parte che in noi è prevalente.
    La presa di coscienza dell’esistenza della dualità interiore comporta la nascita
    immediata di un terzo componente (cioè) noi stessi nella nostra vera e reale essenza.

    Ancora un esempio figurato.
    Immaginate di essere un giudice il quale ascolta i testimoni e poi valuta il tutto prima di emettere una sentenza.

    Nell’istante che ammetterete l’esistenza della dualità voi diverrete giudici (e anche arbitri) di voi stessi e agirete come fa un re che ascolterà i suoi consiglieri prima di prendere qualsiasi decisione.

    Spero che questa sintesi sarà sufficiente per comprendere la mia ipotesi.

    Guglielmo


    #307995
    abuandre
    abuandre
    Partecipante

    Scusatemi.
    ieri avevo chiesto che si usassero esempi oppure parabole (come faceva il buon maestro), senza andar troppo a cavillare. Altrimenti si rischia di fare di un argomento molto serio delle questioni di lana caprina.
    Grazie


    #308002
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Benvenuto Guglielmo 🙂


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

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