E' morto Giulio Andreotti

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Questo argomento contiene 26 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Erre Esse 4 anni, 11 mesi fa.

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  • #143981

    Erre Esse
    Partecipante

    http://www.corriere.it/politica/13_maggio_06/morto-giulio-andreotti_d015ae82-b63f-11e2-9456-8f00d48981dc.shtml

    NON CI SARANNO FUNERALI DI STATO NÉ CAMERA ARDENTE
    È morto Giulio Andreotti, aveva 94 anni
    È deceduto oggi alle 12 e 25 nella sua abitazione romana

    Giulio Andreotti in una immagine del 20 marzo 2009. (Ansa/Guido Montani)
    Giulio Andreotti è morto oggi alle 12 e 25 nella sua abitazione romana. Lo hanno reso noto i suoi familiari. Aveva compiuto 94 anni il 14 gennaio scorso. L'ex senatore a vita era stato ricoverato il 3 maggio dell'anno scorso al Policlinico Gemelli di Roma per una crisi respiratoria. Da allora era stato dimesso dall'ospedale e le sue condizioni erano migliorate ma non si era mai ripreso completamente.
    I FUNERALI – Domani, secondo quanto si apprende da fonti vicine al Quirinale, si svolgeranno i funerali di Stato ma Patrizia Chilelli, storica segretaria del presidente, al suo fianco dal 1989, ha annunciato all'Adnkronos che «non ci saranno funerali di Stato né camera ardente. Le esequie saranno celebrate nella sua parrocchia con gli stretti familiari». Poi ha aggiunto: «Un grande uomo che mi ha insegnato tanto. Solo chi gli è stato davvero a fianco ha potuto capire l'uomo, non solo il politico».

    LA CARRIERA POLITICA – Nato a Roma il 14 gennaio 1919, Andreotti è stato tra gli uomini più importanti della Dc. Presidente del Consiglio per 7 volte, senatore a vita, ha ricoperto numerosi incarichi di governo: 8 volte ministro della Difesa, 5 volte ministro degli Esteri, 3 volte ministro delle Partecipazioni statali, 2 volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell'Industria, una volta ministro del Tesoro, ministro dell'Interno (il più giovane della storia repubblicana), ministro dei Beni culturali e ministro delle Politiche comunitarie.

    ALL'ESTERO- Dalla Gran Bretagna alla Spagna scomparsa di Andreotti irrompe come «breaking news» sui media internazionali, rimbalzando nella fascia dedicata alle «urgentissime» sui siti della britannica Bbc, dei quotidiani spagnoli El Mundo e El Pais e, oltralpe, della France tv che lo descrive come «figura emblematica della Democrazia cristiana». In Francia la notizia è in evidenza anche su Le Figaro mentre in Germania irrompe sulla prima pagina del tabloid Bild.


    #143982
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #143984
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante


    #143985

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1367844888=brig.zero]

    [/quote1367844888]

    Grazie, vogliamo ricordarlo così.


    #143986

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Di Giulio Andreotti si puo dire di tutto e di piu,ma è innegabile che sia stato un grande statista ed un finissimo politico.Non scordiamoci che è stata quella classe politica, che dalle devastazioni della guerra, ci ha portato ad essere il 5° paese industrializzato al mondo,ed ad un tenore di vita che oggi ci scordiamo.
    Criticato e criticabile,ma oggi non esiste un politico che si avvicini,anche lontanamente,al suo livello.
    Non ho mai pensato che egli fosse”il grande vecchio”,il tessitore di trame eversive,anche se non vi è dubbio che con Lui,sia scomparso un testimone di molta parte della storia nascosta del nostro paese.
    Non ho dubbi,se ne è andato un grandissimo della politica mondiale.


    #143987

    Paco
    Partecipante

    Ieri sera leggevo un po' di storiaccia italiana…P2, Calvi, Sindona, Banco Ambrosiano, Mafia, Vaticano.

    Insomma i soliti intrecci italiani tra politica, finanza, criminalità e il nome di Andreotti compariva sempre legato ad uno ad un altro personaggio.

    Ieri ho pensato alla sua morte e a quanti segreti si sarebbe portato nella tomba. E oggi…

    Non riesco a scindere la finezza politica dalla umanità di una persona e penso che Andreotti abbia fatto del male a molte ma a molte persone.


    #143983
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1367858430=brig.zero]

    [/quote1367858430]
    straordinario!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #143989
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1367858526=orsoinpiedi]
    Di Giulio Andreotti si puo dire di tutto e di piu,ma è innegabile che sia stato un grande statista ed un finissimo politico.Non scordiamoci che è stata quella classe politica, che dalle devastazioni della guerra, ci ha portato ad essere il 5° paese industrializzato al mondo,ed ad un tenore di vita che oggi ci scordiamo.
    Criticato e criticabile,ma oggi non esiste un politico che si avvicini,anche lontanamente,al suo livello.
    Non ho mai pensato che egli fosse”il grande vecchio”,il tessitore di trame eversive,anche se non vi è dubbio che con Lui,sia scomparso un testimone di molta parte della storia nascosta del nostro paese.
    Non ho dubbi,se ne è andato un grandissimo della politica mondiale.
    [/quote1367858526]
    Io non credo che il benessere degli anni 60 e 70 era legato solo alla figura di Andreotti. Penso che lui è stato uno di quei personaggi più viscidi nella vostra storia…semmai da ricordare con affetto e rispetto sarebbe la persona di Pertini.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #143990

    Anonimo

    Ma la notizia non poteva essere messe nel therad “buone notizie”?


    #143991

    Anonimo

    http://www.ilfattoquotidiano.it

    GIULIO, ERA TUTTI LORO

    DI MARCO TRAVAGLIO
    ilfattoquitidiano.it

    Uno straniero atterrato ieri in Italia da un paese lontano durante la lunga veglia funebre per Andreotti a reti unificate, vedendo le lacrime e ascoltando le lodi dei politici democristi e comunisti, berlusconiani e socialisti, ma anche dei giornalisti e degli intellettuali da riporto di tutte le tendenze e parrocchie, non può non pensare che l’Italia abbia perso un grande statista, il miglior politico di tutti i tempi, un padre della Patria che ha garantito al Paese buongoverno e prosperità, e ciononostante fu perseguitato con accuse false da un pugno di magistrati politicizzati, ma alla fine fu riconosciuto innocente e riabilitato agli occhi di tutti nell’ottica di una finalmente ritrovata pacificazione nazionale. La verità, naturalmente, è esattamente quella opposta. Non solo giudiziaria. Ma anche storica e politica.

    È raro trovare un politico che ha occupato tante cariche (7 volte premier, 33 volte ministro, da 13 anni senatore a vita) e ha fatto così poco per l’Italia: nessuno – diversamente che per gli altri cavalli di razza Dc, da De Gasperi a Fanfani a Moro – ricorda una sola grande riforma sociale o economica legata al suo nome, una sola scelta politica di ampio respiro per cui meriti di essere ricordato.

    Andreotti era il simbolo del cinismo al potere, del potere per il potere, fine a se stesso, del “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Il primo responsabile, per longevità politica, dello sfascio dei conti pubblici che ancora paghiamo salato. Un politico buono a nulla, ma pronto a tutto e capace di tutto. Il principe del trasformismo, che l’aveva portato con la stessa nonchalance a rappresentare la destra, la sinistra e il centro della Dc, a presiedere governi di destra ma anche di compromesso storico, a essere l’uomo degli Usa ma anche degli arabi. Un politico convinto dell’irredimibilità della corruzione e delle collusioni, che usò a piene mani senza mai provare a combatterle, perchè – come diceva Giolitti e come gli suggeriva la natura – “un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all’abito”.

    Eppure, o forse proprio per questo, era il politico più popolare. Perchè il più somigliante a quell’“ italiano medio” che non è tutto il popolo italiano. Ma ne incarna una bella porzione e al contempo la tragica maschera caricaturale. Se però Andreotti spaccava gli italiani, affratellava i politici, che han sempre visto in lui – amici e nemici – il proprio santo patrono e protettore.

    La sua falsa assoluzione, in fondo, era anche la loro assoluzione. Per il passato e per il futuro.

    Per questo, quando le Procure di Palermo e Perugia osarono processarlo per mafia e il delitto Pecorelli, si ritrovarono contro tutto il Palazzo. Il massimo che riusciva a balbettare la sinistra era che, sì, aveva qualche frequentazione discutibile, ma che stile, che eleganza in quell’aula di tribunale dove non si era sottratto al processo (il non darsi alla latitanza già diventava un titolo di merito). Fu parlando del suo processo che B. diede dei “matti, antropologicamente diversi dalla razza umana” a tutti i giudici. Fu quando si salvò per prescrizione che Violante criticò l’ex amico Caselli per averlo processato e la Finocchiaro esultò per l’inesistente “assoluzione”. Anche i magistrati più furbi e meno “matti”, come Grasso, si dissociarono dal processo e fecero carriera.

    Oggi le stesse alte e medie e basse cariche dello Stato che l’altroieri piangevano la morte di Agnese Borsellino piangono la morte di Giulio Andreotti. Ma non è vero che fingano sempre: piangendo Andreotti, almeno, sono sincere. Enrico Letta, alla notizia che la Cassazione aveva giudicato Andreotti mafioso almeno fino al 1980, si abbandonò a pubblici festeggiamenti: “Quante volte da bambino ho sentito nominare Andreotti a casa di zio Gianni. Era la Presenza e basta, venerata da tutti. Io avevo una venerazione per questa Icona!”. E giù lacrime per l’“ingiustizia” subìta dalla venerata Presenza anzi Icona, fortunatamente “andata a buon fine” tant’è che “siamo tutti qui a festeggiare” (un mafioso fino al 1980). L’altro giorno Letta jr. è divenuto presidente del Consiglio. È stato allora che il Divo ha capito di poter chiudere gli occhi tranquillo.


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