E se il tempo non esistesse affatto?

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Questo argomento contiene 13 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da brig.zero brig.zero 3 anni, 10 mesi fa.

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  • #16602
    brig.zero
    brig.zero
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    E se il tempo non esistesse affatto?
    Traduco e sintetizzo nel seguito un lungo articolo apparso di recente su Wakingtimes.com, ad opera di Brandon West, creatore di Project Global Awakening: “un sito dedicato alla ricerca di varie discipline spirituali e scientifiche e alla loro applicazione per la tua conoscenza e per aiutarti a vivere una vita ispirata e cambiare il mondo” (c.b.)

    E se tutto accadesse simultaneamente? E se il tempo non esistesse affatto? Ho visto di recente una descrizione dell’universo, come percepito in fisica. Per citare William Brown (da non confondersi con il William Brown che lavora per il Resonance Project):
    “Ciò che la scienza ha scoperto esplorando i livelli profondi della realtà, è che il nostro universo è strutturato in strati di creazione. Strati di creazione, dal livello classico e diverso, in superficie, delle percezioni quotidiane, ai livelli più profondi: le molecole, gli atomi, i nuclei, le particelle subatomiche, i mondi nei mondi.”
    In sintesi Brown descrive questi livelli in questo modo:
    “Il livello di superficie della realtà sensoriale è tipicamente chiamato “mondo classico”. Al di sotto di questo mondo classico, c’è il mondo delle molecole, gli atomi, ovvero il regno dei meccanismi quantici. Poi c’è il nucleo atomico e le particelle subatomiche che è il mondo della teoria del campo quantico, la meccanica quantistica relativista. Ed infine ecco emergere la teoria del campo unificato …” (William Brown: The Light Body)
    Dunque tutto ciò ci porta ad una domanda cruciale…
    Cosa è il Tempo?
    Un collega di Einstein, il fisico John Archibald Wheeler, sviluppò una delle prime equazioni di gravità quantica nei primi giorni della unificazione della Teoria Quantica e della Relatività. Sebbene funzioni, questa equazione non incorpora il tempo come parametro fisico e i fisici trovano che questo sia inquietante…
    “Quando venne quantizzata per la prima volta la Relatività Generale (diventando una teoria della gravità quantica) negli anni ’60 ad opera di John Wheeler, il risultato prediceva uno stato statico dell’universo , ovvero – non c’è alternativa – l’assenza del tempo. Questa particolare soluzione alla quantizzazione della Relatività Generale è nota come l’equazione di Wheeler-DeWitt. Il risultato sembro’ essere paradossale: come puo’ l’universo essere statico ed immutabile, quando tutta la nostra esperienza è di cambiamento?” – William Brown da The Resonance Project Foundation

    Questa è proprio la questione che andiamo qui ad analizzare in questo articolo, dandole forse una risposta. È interessante notare che le equazioni che sono generalmente accettate dall’establishment scientifico, suggeriscono sia che il tempo è una illusione, che l’universo sia di fatto statico. Ovviamente queste idee furono considerate fallaci perchè non sostenevano i fatti, ovvero ciò che è chiaramente osservabile nell’universo. Ogni giorno vediamo il cambiamento e possiamo misurare il tempo, quindi deve essere vero. E se potessimo cambiare la nostra percezione dell’universo e risolvere questo conflitto? E se il tempo non ci fosse proprio nell’universo ed esso sia solo il risultato di un cambio di prospettiva all’interno di un universo statico, che in qualche modo non mostra un moto né un universo in cambiamento? Per indagare meglio questa idea dobbiamo scoprire cosa sia veramente il moto.
    Ma le cose si muovono veramente?
    Nassim Haramein ha detto che ciò che percepiamo come moto è in realtà dovuto al fatto che la realtà a livello quantico lampeggia ad alta frequenza dentro e fuori l’esistenza e che la creazione, in effetti, appare e scompare oscillando tra la forma e la sua assenza, e questo innumerevoli volte ogni secondo, dando cosi la sembianza del moto. Quindi, tecnicamente, le cose non si muovono affatto in questo universo, ma appaiono e scompaiono in schemi leggermente diversi, che fanno apparire tutto ciò come moto. Non è il campo unificato a lampeggiare, ma solo quella che noi percepiamo come materia solida, ovvero le particelle, i nuclei, le particelle sub-atomiche ed il mondo materiale. In un certo modo, potrebbe essere tecnicamente più accurato chiamare ciò che facciamo ogni giorno…”micro teletrasporto”.
    Quando entriamo in un negozio e guidiamo la macchina, in realtà stiamo “teleportando” in minime quantità, assurdamente piccole, ma ad una frequenza estremamente alta, per dare la sembianza del moto. Tuttavia questo moto accade solo “percettivamente” sui livelli energetici più bassi della creazione, ovvero il mondo materiale o il mondo classico in cui esistiamo per la maggioranza del tempo, e potenzialmente il livello atomico-molecolare della realtà. Quindi al livello teorico e quantico della realtà… non c’è moto, ma un lampeggio dentro e fuori dall’ esistenza di creazione; dal punto di vista del nostro livello, ciò appare come un moto fluido. Proprio come le persone nel video della tv che non stanno effettivamente muovendosi, ma sono i piccoli pixel che lampeggiano in reciproco coordinamento e la cosa fa sembrare che ci sia del moto.
    Il fluire del Campo Unificato
    Se percepite l’universo dal livello del campo unificato, immaginate che il campo unificato comprenda tutto, tutta la creazione, che tutto il passato e futuro siano codificati olograficamente dentro il campo unificato; tutto li esiste simultaneamente, inscritto nella struttura del vuoto. In altre parole, la creazione è sorta da questo campo unificato nella forma di particelle subatomiche, particelle, atomi ed elettroni, nuclei – che non sono che forme di energia condensata – energia senza forma condensata in una forma, mentre l’universo lampeggia dentro e fuori dall’esistenza. Ma NULLA È SOLIDO.
    Per citare ancora Einstein:
    “Quel che abbiamo chiamato materia è energia, Ia cui vibrazione è stata cosi abbassata da essere percepibile ai sensi. Non c’è materia.”
    E queste manifestazioni di energia collaborano fra loro, guidate da una forza invisibile all’interno della creazione stessa, per formare cose più grandi che danno così l’idea di essere vere e totalmente solide, ma ora sappiamo che non è vero. Immaginate che tutto esista simultaneamente. Immaginate che tutte le versioni dell’albero li fuori dalla finestra, in questo momento presente, dal momento della sua nascita a quello del suo apparente futuro, fino alla morte dell’albero stesso, siano codificate nello spazio e tempo, olograficamente presenti nel campo unificato
    Quindi nulla in realtà mai appare e scompare, si muove o persino cambia, è solo la nostra percezione della realtà a questo livello che dà la sembianza del cambiamento.

    In altre parole, tutta la realtà, tutto il tempo, tutto il moto, sono un semplice risultato della coscienza in movimento.
    Se le dinamiche del fluido della teoria del “Black Whole” (“il tutto nero”) di Nassim sono corrette e se tali dinamiche sono in effetti l’origine della coscienza, allora questo è il fondamento della creazione e quindi scopriamo che il fondamento della creazione è un collasso senza forma in sé stesso ed una corrispettiva creazione. Di fatto non c’è moto nel mondo fisico, la fisica quantistica ce lo ha dimostrato quando ha scoperto che la realtà è un lampeggiare fuori e dentro l’esistenza. Ci sono solo immagini olografiche che cambiano, quando la coscienza si espande e si contrae in se stessa. E se il flusso del campo unificato all’interno dell’universo fosse esso stesso il meccanismo che fa sì che la realtà lampeggi dentro e fuori l’esistenza e che determini altresì il flusso del tempo? Tutta la creazione e tutta l’attività della creazione, sono il risultato della coscienza che interagisce al suo interno con sé stessa, creando coscienza, ed è solo perché noi tutti condividiamo un comune consenso della realtà (nella maggior parte dei casi) che sorge il tempo sul pianeta.

    Informazione codificata olograficamente
    Può darsi abbiate visto immagini olografiche di una galassia o qualche altra immagine stampata su un foglio di plastica o una cartolina. Questa sembra essere statica, ma se spostate la vostra prospettiva, per esempio ruotando o muovendo la cartolina, sembra che la galassia ruoti. Ma nulla è cambiato nell’immagine. Tutte le informazioni sono rimaste li, codificate nella cartolina sin dall’inizio. Solo perché avete cambiato prospettiva, l’immagine apparentemente sembrava muoversi. E se fosse cosi che funziona la realtà? E se il moto e il tempo apparente che sperimentiamo siano solo il risultato della nostra prospettiva sulla creazione, determinata dal nostro livello di coscienza? Il campo unificato è la struttura vuota che teoricamente si espande e collassa secondo le dinamiche del “black whole” (il “tutto nero”, ) di Nassim Haramein, ma tecnicamente non si sta muovendo. E null’altro in realtà si muove perchè tutto è fisso, cristallizzato e olograficamente codificato nella struttura vuota; il che significa che tutto è presente non-localmente ovunque e tutto accade simultaneamente.
    Il Tempo è relativo
    Il Tempo sarebbe percepito in modo diverso su Marte, rispetto alla Terra, perchè la lunghezza dei suoi giorni è diversa, a causa della rotazione del suo “black whole” (ovvero le dinamche del campo unificato che producono e sono prodotte dalla coscienza). Il tempo non è un fenomeno che sorge in sé e per sé nell’universo. Potenzialmente non esiste il tempo come tale. Quel che chiamiamo tempo è una divisione arbitraria dei cicli di cui facciamo esperienza, basandoci sul parametro ciclico del cambiamento, di cui facciamo esperienza in questo livello della realtà. In altre parole… il tempo è una pura percezione. Se fossimo in un vuoto non ci sarebbe il tempo, perché non solo non ci sarebbero i cicli per misurarlo, ma non ci sarebbero oggetti con cui determinare il moto, quindi saremmo in una immobilità perpetua e senza tempo.
    Nella sua serie di lezioni dal titolo Living Beyond Miracle (Vivere oltre i Miracoli), Wayne Dyer racconta la storia di un gruppo di minatori che hanno visto collassare su di loro la miniera, in Germania, e sono per questo rimasti intrappolati per un certo periodo di tempo. Senza luce naturale, senza poter giudicare i cicli dell’universo e quindi senza un parametro di riferimento per la loro percezione. Erano in totale 7 uomini, intrappolati sottoterra, e solo uno di loro aveva l’orologio. Costui non volle che le cose scappassero di mano mentre si trovavano in quello stato, intrappolati sottoterra, e cercò di alleggerire la paura e la preoccupazione dei suoi amici: disse che era passata 1 ora, ogni volta che ne passavano in realtà 2. Dato che nessuno aveva un orologio per convalidare il tutto, gli altri non furono in grado di notare la differenza.
    Alla fine dei 7 giorni furono salvati e tutti sopravvissero, ad eccezione dell’uomo con l’orologio. Si era assunto l’onere di dire che era passata 1 ora mentre in realtà ne erano passate 2: aveva rallentato il tempo per tutti gli altri ed aveva fatto sì che gli altri cambiassero il loro “accordo” sul tempo, così che potessero percepire di essere bloccati sotto terra per la metà del tempo effettivo in cui essi lo furono. “Fece in modo di cambiare l’accordo collettivo su ciò che costituiva il tempo e le persone sono “invecchiate” di conseguenza… ma lui non potè ingannarsi perché aveva un orologio.”
    tao
    Un universo statico
    “Il Tao non agisce tuittavia è la radice di tutta l’azione.
    Il Tao non si muove e tuttavia è la fonte di tutta la creazione.”
    Lao Tzu

    Abbiamo stabilito che la creazione non si muove e quindi sembra che anche questo campo unificato non si muova. Lo sappiamo perché abbiamo trovato che lo spazio che circonda la Terra, che un tempo si pensava emettesse un fruscio passandoci accanto, come fa l’aria quando passa vicino ad un oggetto in un tunnel ventoso, ora si dimostra essere completamente statico. Non ci lanciamo nello spazio, come pensavamo e lo spazio stesso si espande e si contrae e qui non si muove a priori, ma da solo la sembianza del moto. Poiché il campo unificato che è coscienza, si espande e si contrae e poichè siamo quella coscienza incarnata in un livello di realtà leggermente più denso, ovvero nel “mondo classico”, abbiamo posti in prima fila per il cambiamento apparente, il moto, il tempo e la realtà. Ma questo, come affermano tutte le tradizioni antiche, è solo perché siamo coscienza universale che si è condensata in questo livello di realtà per fare l’esperienza del mondo che cambia, del mondo delle cose. Della vita, della morte, della nascita, della rinascita e del tempo lineare.
    L’unico problema è che ci siamo attaccati a questo mondo e siamo intrappolati in un movimento energetico (una turbolenza emotiva) dato che le cose muoiono e cambiano in apparenza, e sono transitorie. Tornando ad Albert Einstein:
    “Tutto è energia, che è tutto quel che c’è. Accordati alla frequenza della realtà che vuoi e non potrai che ottenere quella realtà. Non c’è un altro modo che questo. Questa non è filosofia, ma fisica.”
    http://terrarealtime.blogspot.it/2014/06/e-se-il-tempo-non-esistesse-affatto.html
    Fonte originale:http://www.wakingtimes.com/2014/04/21/unified-field-illusion-time-understanding-source-creation/
    Traduzione e sintesi di Cristina Bassi


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #16604
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Bello, da inserire in Prima Pagina.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #16603
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    ehehehe ..ci sono un paio di passaggi che fatico a “visualizzare”
    ..comunque interessante teoria 🙂


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #16605
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum
    #16606
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    CERCANDO IL GRAAL…

    L'INCONSISTENTE TESSUTO DEL TEMPO
    di Antonio Bruno
    per Edicolaweb

    Immaginiamo di visitare un grande manicomio abbandonato da anni. Le erbacce hanno invaso i cortili, le piante rampicanti sgretolano a poco a poco gli intonaci esterni e, fra le crepe, nel silenzio angosciante ed infuocato dei giorni d'estate, nidificano le lucertole.

    E dentro?… Dentro, il discorso si fa ancora più opprimente. Nell'abbandono di locali ed ambulatori medici, di stanze di sconosciuti infelici che, magari, vi sono stati reclusi per tempi indefinibili, di cameroni dove urla, pianti, risate infelici e le mille espressioni dell'animo smarrito si sono prodotte per anni, ora vi è solo un apparente, quasi palpabile silenzio.
    Apparente, sì. Nulla di più “chiassoso”, di più “violento” ed irruente, infatti, di quelle mille urla di anime in pena, può investire la sensibilità di chiunque visiti, per avventura o per curiosità, un simile luogo!
    Gli ambienti, i luoghi, sono tutti “impregnati” delle emozioni e dei pensieri che vi furono espressi. Questo è indiscutibile per chiunque sia dotato di una certa “sensibilità” che va oltre il visibile. Un moto emotivo dello spirito umano è come un chiodo che si conficca in una parete o, meglio, un alone leggero ma persistente di fumo che aleggia senza fine nell'aria e che, spesso, si “nutre” di emozioni simili o analoghe. Si tratta di ben precise “leggi” che regolano le occulte manifestazioni dell'invisibile e, che ci piaccia o meno, in quell'”invisibile”, noi, ci navighiamo. Forse non saremo “navi” dalla chiglia molto accentuata ed alcuni di noi, probabilmente, sono solo delle “chiatte” che scivolano sulla superficie, ma ciò non toglie che il fondale sia inimmaginabilmente variegato e ricco di sorprese, per chi solo volesse dotarsi di strumenti adatti per ammirarlo, esplorarlo, sondarlo. Insomma, per chi volesse “buttarsi dalla chiatta”…

    Navigando nell'invisibile che ci permea, dunque, io ho sempre posto molta attenzione ai luoghi in cui mi trovavo a transitare, soprattutto se si trattava di luoghi “vissuti”, in cui gli uomini hanno lasciato, vivendo e soffrendo, la loro indelebile impronta emozionale. Ho ascoltato, qualche giorno fa, il racconto di una persona dotata di sensibilità psichica, la quale ha espresso, con parole molto intense e descrittive, tutte le sensazioni di terribile angoscia che percepì una volta, quando si trovò a visitare un manicomio abbandonato. E mi disse che qualcosa di simile le accadde anche il giorno in cui si recò in un famoso ex campo di concentramento nazista. Le sue parole sono state: “Sentivo la sofferenza di migliaia di persone fare a pezzi il mio spirito…”
    Tornando all'esperienza del manicomio, quella mia conoscente mi ha raccontato che ogni stanzetta da lei visitata, in uno dei tanti corridoi che ospitavano le camerette dei ricoverati, aveva una diversa “atmosfera”: in alcune non sentiva altro che una sorta di annoiata rassegnazione, ma in altre, veniva come assalita da “proiettili di rabbia o di paura” (uso le sue parole). E credo di capirla, almeno in parte. Poi, mi ha descritto un corridoio dove c'erano mobiletti abbandonati ed alcune sedie arrugginite, di quelle con la ciambella sotto per i malati che non sono autosufficienti, e mi ha raccontato di una sensazione di angoscia assolutamente insopportabile, tanto è vero che, quel corridoio, ha dovuto poi lasciarlo dopo pochi minuti.
    Si sentiva come osservata da migliaia di occhi (residui di spiriti non del tutto liberi dalla sofferenza terrena rimasti imprigionati fra quelle pareti?) e, per la prima volta, ha percepito chiaramente dei pensieri di suicidio, pensieri provenienti “dall'esterno” di lei, come se le venissero comunicati o se lei li avesse intercettati. Ritengo che la spiegazione ordinaria che psicologi ortodossi e scienziati danno di questi stati percettivi, ossia che si tratti di suggestioni e di allucinazioni autoindotte, sia troppo limitativa e, benché certamente non escludibile in toto, non esaustiva per le tante casistiche di riscontro oggettivo effettuate in passato su percezioni di sensitivi che poi si sono rivelate esatte. Ma, anche al di là delle “prove” empiriche, io ritengo che quella dell'autosuggestione non possa essere una spiegazione adattabile a tutte le percezioni del genere di quelle di cui ci stiamo occupando. Si sono avuti casi di ciechi che, condotti in determinati luoghi senza l'ausilio di alcuna informazione dall'esterno, hanno saputo descrivere scene del loro passato, hanno visualizzato volti e persone poi riscontrate realmente esistite…

    Gli esoteristi di scuola orientale parlano di “Piano Akasico” ovvero un “piano” del mondo invisibile che compenetra, come quasi tutti, quello materiale e nel quale restano registrati tutti gli avvenimenti e le emozioni del luogo di cui è il riflesso. Al di là dei termini e delle definizioni, io condivido questa idea della “permanenza emotiva” e credo anche che, volendolo, sia possibile “bonificare” i luoghi da queste tracce del passato. Per spiegare “come” credo che questo sia possibile, dovrei affrontare una trattazione sulle tecniche di “purificazione ambientale” che costituiranno la tematica di un mio prossimo intervento. Per ora, penso sia sufficiente dire che “il fuoco si combatte con il fuoco” e che, pertanto, a emozione si risponde con emozione di inversa tendenza o “polarità”, onde arrivare ad un risultato di annullamento dell'emozione negativa residua.

    Per chi crede nella medianità seria, non quella dei “tavolini che ballano”, “Cerchio Firenze 77” è un nome certamente non sconosciuto. I “Maestri” comunicanti dissero, fra le migliaia di comunicazioni, quanto segue sul sentire e sul piano akasico:

    «Lezione del 24.1.1974 – Kempis
    Ecco che esaminando insieme ai nostri Maestri la costituzione dei piani di esistenza, siamo giunti ora al piano akasico, che sappiamo essere diversamente costituito dal piano fisico, astrale e mentale. Infatti, mentre questi piani più densi sono composti da fotogrammi, il piano akasico è costituito da un insieme di teorie di sentire individuali che vanno da un “sentire” detto in “potenza” sino ad un “sentire” definito in “atto” Così il veicolo akasico di ogni individuo è composto proprio da queste gamme di “sentire” che le nostre Guide hanno paragonato ad una collana di perle, in cui ogni perla è un “sentire” sempre più complesso che si rivela man mano che l'individuo procede nella sua evoluzione.
    Ognuno di noi ha la sua collana di “sentire individuale”, collana che fuoriesce da una sola incarnazione, che dura tutta l'esistenza dell'individualità, per poi trasformarsi in “sentire Assoluto”.
    Ebbene, se tutte queste collane, per una raffigurazione mentale, le mettiamo assieme, vediamo che sono analoghe, non solo, ma se una unità di scorrere c'è – sia pure illusoria data la natura stessa del sentire individuale – questa illusione si svolge simultaneamente fra i vari “sentire”: ogni unità di percezione, che viene colta una sola volta nell'eternità senza tempo, vibra analogamente con tutti i suoi simili.
    Poi sarà il “sentire” più intenso successivo a quella fase di esistenza, per ognuno via via più complesso, più raffinato. Dunque nemmeno nel piano akasico troviamo l'”io”, ma troviamo unicamente dei “sentire” percepiti uno alla volta così da dare l'illusione di uno scorrere, di un prima e di un dopo, ma che in effetti sono li da sempre e per sempre.
    Non esiste un ente percepente nel piano akasico, ma la natura limitata, chiusa di ogni “sentire” che si rivela fase per fase, crea questa successione che non ha durata di tempo.»

    Parole che ad alcuni diranno molto e ad altri poco o nulla. Ma pur sempre pensieri espressi e, in quanto tali, rintracciabili, per chi lo crede possibile, nel tessuto inconsistente dell'illusorio tempo.
    http://www.edicolaweb.net/graal13a.htm

    ops http://www.esoterismoemisteri.com/il_piano_akasico_e_il_mistero_del_tempo.html #reprur


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #16607
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1404154729=Richard]
    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.9183

    http://www.altrogiornale.org/print.php?news.7577

    🙂
    [/quote1404154729]

    :ave:


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #16608

    orsoinpiedi
    Partecipante

    [quote1404231814=brig.zero]

    Per citare ancora Einstein:
    “Quel che abbiamo chiamato materia è energia, Ia cui vibrazione è stata cosi abbassata da essere percepibile ai sensi. Non c’è materia.”
    E queste manifestazioni di energia collaborano fra loro, guidate da una forza invisibile all’interno della creazione stessa, per formare cose più grandi che danno così l’idea di essere vere e totalmente solide, ma ora sappiamo che non è vero. Immaginate che tutto esista simultaneamente. Immaginate che tutte le versioni dell’albero li fuori dalla finestra, in questo momento presente, dal momento della sua nascita a quello del suo apparente futuro, fino alla morte dell’albero stesso, siano codificate nello spazio e tempo, olograficamente presenti nel campo unificato
    Quindi nulla in realtà mai appare e scompare, si muove o persino cambia, è solo la nostra percezione della realtà a questo livello che dà la sembianza del cambiamento.

    In altre parole, tutta la realtà, tutto il tempo, tutto il moto, sono un semplice risultato della coscienza in movimento.

    [/quote1404231814]
    La grande epopea dell'universo.
    Lo scrittore sa gia tutto della storia,il lettore che legge, la scopre di pagina in pagina e si immedesima nel personaggio di turno.Il problema è:il lettore puo interaggire con la storia stessa?


    #16609

    Omega
    Partecipante

    [quote1404334699=orsoinpiedi]
    La grande epopea dell'universo.
    Lo scrittore sa gia tutto della storia,il lettore che legge, la scopre di pagina in pagina e si immedesima nel personaggio di turno.Il problema è:il lettore puo interaggire con la storia stessa?
    [/quote1404334699]
    Se la storia è già scritta allora per coerenza con la suddetta teoria è scritta la tua esistenza ed anche in che modo avresti interagito con la storia. Penso che non è la storia ad essere stata scritta ma le nostre reazioni davanti a questo o quell'evento, a seconda degli infiniti livelli di coscienza raggiungibili. Lo scrittore o la Sorgente non può determinare in anticipo il nostro livello di coscienza in uno dato spaziotempo però sa benissimo cosa avremmo pensato/ fatto quando ci troviamo su ognuno di questi gradini interiori. Non esiste il destino né il futuro, quando però la storia si ripete si ha l'impressione di aver già vissuto. Ma non siamo noi, è l'archetipo di qualcosa o di qualcuno che noi oggi rappresentiamo sulla Terra, come probabilmente infiniti altri esseri rappresentano su altri infiniti pianeti, tutto contemporaneamente. L'assenza di tempo riguarda le coscienze evolute in movimento, non l'universo.


    #16610

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @omega
    A patto di non barare saltando delle pagine. Noi siano le nostre azioni,e tramite esse creiamo la storia.
    Per me il futuro non esiste,come non esiste il quadro prima di essere dipinto.
    Inolte,seguendo il tuo pensiero,come puo esistere movimento in assenza di tempo?Stai parlando di un coscienza atemporale?Anch'essa non potrà conoscere il futuro,casomai calcolarne le eventuali possibilità.


    #16611
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    R- Dipende da ciò che stai pensando. Ricorda che la vita è vibrazione. E anche la mente. E anche la materia.

    Perché si vedrà che essi (i periodi della storia) vengono in cicli…perché, come nell’energia, si vede la relatività dello spazio e della forza quando comincia, e come lo stesso continua a vibrare, quella stessa legge rimane. Ogniqualvolta che vibra nella stessa vibrazione, esso si mostra come la stessa cosa. 254-47

    Ogni forza è vibrazione, dato che tutto viene da un’unica vibrazione centrale e la sua attività in essa e da essa, e le sue stesse forze creative, come dato, all’interno del divino, come manifestato nell’uomo, è la stessa vibrazione che prende forme diverse

    D- Quell’unica sostanza vibra a livelli dinamici differenti, e suono, calore, luce, elettricità sono ciò che quell’unica sostanza effettua per mezzo di livelli specifici dell’Unica Energia, e non c’è differenza fra una cosa come l’elettricità e, diciamo, il ferro, salvo per la velocità dell’effettuazione. E’ un’affermazione corretta ?
    R- Affermazione corretta.

    http://www.edgarcayce.it/media/vitamanifest.htm

    D- Spieghi da quali fonti queste informazioni possono essere ottenute.
    R- Condizioni, pensieri, attività di uomini in ogni paese sono cose; come i pensieri sono cose. Essi si imprimono sulla matassa di tempo e spazio... Essi diventano come delle cronache che possono essere lette da quelli che sono in accordo o sintonizzati con una tale condizione. 3976-16

    In questo stato (di trance) la mente conscia è assoggettata alla mente subconscia o dell’anima. L’informazione … viene ottenuta attraverso la forza della mente sulla mente, o forza della mente sulla materia, o viene ottenuta dalla suggestione che viene data alla parte attiva della mente subconscia.

    In questo stato la mente conscia diventa assoggettata alla mente subconscia, supercosciente o dell’anima; e può comunicare, e infatti comunica, con le menti simili, e la forza subconscia o dell’anima diventa universale. Da qualsiasi mente subconscia si può ottenere l’informazione, o da questo piano o da impressioni lasciate da individui che se ne sono andati prima. 3744-2

    Non si intende che le informazioni date attraverso questo canale debbano essere interpretate come infallibili. 1472-14

    http://www.edgarcayce.it/media/ECcronaca.htm

    D- Il Libro della Vita è ?
    R- La cronaca che l’entità individuale stessa scrive sulla matassa di tempo e spazio, attraverso la pazienza — e viene aperta quando l’io si è messo in sintonia con l’infinito, e può essere letta da quelli che si mettono in sintonia con quella coscienza.
    D- Il Libro dei Ricordi di Dio è ?
    R- Questo è il Libro della Vita.
    D- La Cronaca di Akascia è ?
    R- Quella fatta dall’individuo, come appena indicato. 2533-8

    Ogni forza, ogni materia, è causata da una forza conosciuta come spirituale. Mentre il corpo è costituito da elementi che sono atomici, superatomici, gas, influenze che si combinano, tutti questi emanano la loro radiazione, sia per quanto riguarda la reazione mentale sia ciò che la corpo-mente fa con quella reazione di quella fase o manifestazione in cui l’entità è conscia in tale periodo. E viene registrato in quello noto o sperimentato dalla mente conscia come tempo e spazio. E può essere letto proprio come le cronache di una pagina stampata

    Questo film (fra tempo e spazio) è la differenza fra il movimento della forza atomica intorno al suo centro e l’impressione che viene fatta su quelli che passano fra luce e calore, non oscurità, perché l’oscurità può non esistere laddove la luce ha trovato la sua strada. Anche se puoi non essere conscio o consapevole della sua esistenza, i suoi raggi dalle registrazioni stesse di tempo e spazio convertono le loro emanazioni per dare le dimensioni stesse ad una mente finita. 490-1

    Lo scopo per l’esperienza di ogni anima nella materialità è che il Libro dei Ricordi possa essere aperto, così che l’anima possa conoscere il suo rapporto con il suo Fattore. 1215-4

    Dando le interpretazioni di queste registrazioni, queste sono sulla matassa di tempo e spazio. E Oh ! che tutti si rendessero conto, arrivassero alla consapevolezza che ciò che siamo – in ogni data esperienza, o tempo – è il risultato combinato di ciò che abbiamo fatto con gli ideali che abbiamo stabilito !. . .

    http://www.edgarcayce.it/media/akascic.htm

    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6383
    I sogni precognitivi sono l'evento psichico più comune che avviene nella vita della persona media. Questi sogni ci danno un indizio degli eventi che vivremo in futuro. Infatti, si può dire che i sogni precognitivi sono spesso causati dall'esperienza che vivremo davvero in futuro. Se una persona sogna dei veicoli che passano sotto la propria finestra e quindi si sveglia la mattina dopo e osserva una processione funeraria guidata da un veicolo che scende lungo la strada, potremmo dire che la notte precedente il sogno è stato causato dall'esperienza di aver visto i veicoli la mattina seguente. Questo è un esempio del futuro che influenza il passato. Esiste una mole enorme di evidenze per questo tipo di avvenimento, che citeremo sotto…


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