Esperanto – La lingua che unisce i popoli

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Questo argomento contiene 13 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  windrunner 9 anni, 4 mesi fa.

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  • #83419

    windrunner
    Partecipante

    Forse non tutti conoscono l'Esperanto. In questi giorni mi è tornato in mente. La prima volta che ne sentii parlare ero piccolo e ricordo che uscirono alcune storie sul Topolino (all'epoca lo leggevo sempre!!!) completamente in lingua Esperanto… pertanto vi posto qualche informazione !!!

    [youtube=425,344]RlftmTm8I18

    L'esperanto è una lingua artificiale sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, ed è di gran lunga la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali esistenti[1]. Presentata nel “Primo Libro” (Unua Libro – Varsavia, 1887) come Lingvo Internacia (“Lingua internazionale”), prese in seguito il nome esperanto (sperante, che spera) dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto utilizzato dal suo creatore. Scopo di questa lingua è quello di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all'umanità e non ad un popolo. Un effetto di ciò sarebbe in teoria quello di proteggere gli idiomi “minori”, altrimenti condannati all'estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti.

    Le regole della grammatica dell'esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare ma nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua etnica; esse non prevedono eccezioni. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni (specie quelli introdotti di recente) da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco).

    Alcuni studi hanno dimostrato che effettivamente si tratta di una lingua semplice da imparare anche da autodidatti ed in età adulta, per via delle forme regolari[2], mentre altri dimostrano come dei ragazzi che hanno studiato l'esperanto apprendono più facilmente un'altra lingua straniera[3][4].

    La sua espressività simile alle lingue naturali è dimostrata dalla traduzione di opere di notevole spessore letterario[5]. La cultura originale esperantista ha prodotto e produce in tutte le arti: dalla poesia e la prosa fino al teatro ed alla musica. La logica con cui è stata creata minimizza l'ambiguità, per cui si presta ad essere usata in informatica, nel ramo della linguistica computazionale per il riconoscimento automatico del linguaggio[6].

    Ci sono proposte per usare l'esperanto come lingua franca nell'Unione Europea[7][8]. Infatti si eviterebbe di spendere il 40% di bilancio in traduzioni per via dell'attuale sistema, si diminuirebbe l'ambiguità dovuta a controversie interpretative o di resa della traduzione in diverse lingue[9], ed allo stesso tempo non si avvantaggerebbe alcun Paese. Il recente rapporto dell'economista François Grin, docente all'Accademia di Ginevra, ha evidenziato il vantaggio di usare l'esperanto confrontanto tre scenari di lingue ufficiali: trilinguismo (supponendo francese, inglese e tedesco), tutto inglese, e l'esperanto; i punti presi in considerazione sono stati principalmente i risvolti economici, a seguire quelli didattici e le eventuali discriminazioni degli europei non parlanti la lingua o le lingue ufficiali[10].

    fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_esperanto

    Sito dedicato all'Esperanto chiamato lernu! –> http://it.lernu.net/index.php

    :bay:


    #83420

    Erre Esse
    Partecipante

    Quando si dicono le coincidenze…

    Mi estas ferventa esperantisto!

    (io sono un fervente esperantista!)


    #83421
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1248358593=Erre Esse]
    Quando si dicono le coincidenze…

    Mi estas ferventa esperantisto!

    (io sono un fervente esperantista!)
    [/quote1248358593]

    Cioè conosci la lingua?


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #83422

    windrunner
    Partecipante

    Interessante Erre Esse! Magari dicci qualcosa in più… 😉

    Pensavo fosse sparita da quando l'avevo vista la prima volta… eppure esistono ancora gruppettini sparsi in europa che continuano a parlare Esperanto… addirittura non sapevo neanche che era considerata dall'Unione Europea!!!


    #83423

    Erre Esse
    Partecipante

    L'esperanto è tutt'altro che sparito…
    è un idioma pianificato (una seconda lingua per tutti gli uomini) che vorrebbe risolvere il problema dell'intercomprensione tra le popolazioni e l'egemonia di lingue dominanti su altre.

    Certo, come potete immaginare, non dev'essere ben vista dalle lobby degli idiomi etnici più egemonici del mondo,
    per questo – mi sa – non riceve adeguate sovvenzioni di nessun tipo da qualsiasi ente….

    Nonostante ciò, la comunità esperantista
    (il cosiddetto “esperantujo”, una sorta di “stato” senza terra composto da tutti coloro che nel mondo sanno e diffondono questa lingua)
    è viva, ricca e – seppur lentamente, viste le premesse che ho scritto – in continua espansione.

    Le opere originali e tradotte in esperanto sono tantissime, vi sono corsi di studio in diverse università del mondo, ed esiste un movimento che preme perchè sia la lingua comune dell'Unione Europea, visto che l'inglese (usato correntemente in molti documenti UE) è lingua madre di una piccolissima percentuale di europei, ed è troppo legato alla cultura angloamericana.

    Se volete approfondire, alla prossima occasione sarò lieto di darvi l'indirizzo di qualche collegamento in Rete.


    #83424

    meskalito
    Partecipante

    Certo Erre Esse,ti aspettiamo quà :yesss:


    #83425

    windrunner
    Partecipante

    Siamo tutto orecchi !!! Dankon !!! 😉


    #83426
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Allora? Dobbiamo ancora aspettare?
    :hehe:


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #83427

    windrunner
    Partecipante

    Premetto che conosco 2 lingue più l'italiano… ma così ad orecchio mi sembra molto semplice e capibile ed i costrutti sono anche molti semplici… la pronuncia ricorda molto le lingue dell'est (e qui forse farfallina potrebbe indicarci cosa ne pensa!!!) ad ogni modo mi sembra interessante ed in controtendenza rispetto ad altre lingue… la cosa bella è che non appartiene a nessuno ma anche a tutti ! Al di là del dualismo… chissà se in futuro…
    Qui la seconda parte dei video! :bay:

    [youtube=425,344|norel]rgKHtrbqH8Y


    #83429

    windrunner
    Partecipante

    Sì, è verissimo, le buone qualità dell'esperanto sono limitate. Nessuno pretende che l'esperanto sia uno strumento perfetto per la comunicazione internazionale. Gli esperantisti fanno solo notare che, nella situazione attuale, l'esperanto è lo strumento meno cattivo o il meno inidoneo. L'esperanto non è perfettamente neutrale, perfettamente equo, perfettamente democratico, perfettamente idoneo. Ma se si abbandona l'anelito a qualcosa di assoluto e si accetta realisticamente che su questo pianeta ogni cosa è imperfetta, si deve concludere che l'esperanto è, relativamente – però in grande misura – il migliore strumento di comunicazione a livello internazionale, da ogni punto di vista. Se si rifiuta l'esperanto per questa mancanza di perfezione, che cosa resta? Siamo condannati a usare sistemi perfino meno soddisfacenti! Forse qualcuno vuole sostenere che l'inglese, per esempio, sia più neutrale, più equo, più democratico e più idoneo? Se sì, mi piacerebbe vedere con quali argomenti e fatti viene difeso questo punto di vista.

    Se si osserva nella realtà in che modo attualmente si svolge (o prova a svolgersi), linguisticamente, il rapporto tra persone che parlano lingue diverse, si constata che esistono principalmente sette situazioni:

    1. piena incapacità di comunicare;
    2. comunicazione minima di tipo afasico (parole balbettate, troncate, male articolate in una lingua di cui non si ha padronanza, provando a precisare con gesti, espressioni del viso ecc.);
    3. “broken English” (dalla funzionalità minima in 2 alla funzionalità massima in 3 c'è tutta una gamma di gradi di capacità espressiva);
    4. inglese buono, di livello avanzato;
    5. uso di una lingua diversa dall'inglese, parlata più o meno bene dai comunicanti (caso frequente in Africa);
    6. interpretazione simultanea e traduzione;
    7. esperanto.

    Comparate nella pratica questi sette modi di arrivare alla comunicazione linguistica internazionale, e constaterete che, quanto a neutralità, equità, democraticità e idoneità, l'esperanto è di gran lunga superiore a tutte le altre lingue.

    * L'esperanto non è completamente neutrale, ma è più neutrale dell'inglese e di altre lingue nazionali, nessuna delle quali è libera da condizionamenti politici ed economici, o nazionalistici.
    * L'esperanto non è completamente idoneo, ma, in base alla mia esperienza nei diversi sistemi di comunicazione interculturale o internazionale, è meno inidoneo delle altre lingue, principalmente dell'inglese, la cui imprecisione, incoerenza e pronuncia, difficile per la maggior parte dei popoli, lo rende poco adatto al compito di facilitare la comunicazione interculturale.
    * L'esperanto non è completamente equo: per raggiungere un buon livello di funzionalità, secondo me l'esperanto richiede un tempo quattro volte maggiore a una persona dell'Asia orientale rispetto a un occidentale; ma molto più tempo richiede l'inglese, per il quale la maggior parte degli asiatici non raggiunge mai un buon livello di conoscenza. Se una persona ha bisogno di 200 ore per essere in grado di usare bene l'esperanto, e 5000 ore per essere in grado di parlare bene l'inglese allo stesso livello, c'è più equità in un mondo che comunica per mezzo dell'esperanto. Inoltre, un sistema in cui tutti hanno le stesse difficoltà è più equo di un sistema in cui una minoranza di privilegiati non brucia affatto energia mentale e tuttavia giova immeritatamente e costantemente di una superiorità nell'uso dell'”arma” lingua.
    * L'esperanto non è completamente democratico ma, poiché permette molta più libertà, è più democratico di altri sistemi. Le altre lingue internazionali usate sono dittatoriali: esse postulano che una persona si esprima verbalmente secondo quella struttura e non secondo un'altra. Per esempio, in inglese, dire he helps to me è un errore, mentre in tedesco “lui mi aiuta” (er hilft mir) è la sola forma corretta, come in russo (он мне помогает); in francese, usare la struttura inglese o tedesca, e quindi dire il aide moi o il aide à moi, significherebbe rendersi ridicoli. Il fatto che in esperanto si possa dire li helpas min (struttura inglese), li min helpas (struttura francese) o li helpas al mi (struttura russa e tedesca) dà un senso di libertà nell'esprimersi che, a mio avviso, rispetta di più i principi della democraticità. Più flessibili sono le strutture, meno si rischia di sbagliare e dunque di esporsi al ridicolo o al senso di inferiorità.
    * L'esperanto è più equo e più democratico anche perché la sua acquisizione fa avere un ruolo più importante all'intelligenza, o alla formazione riflessa, o alla memoria, e per questo diminuisce la differenza tra i popoli riguardo alle chances di parlarlo bene. Le lingue europee abbondano in forme arbitrarie che non si possono dedurre, si possono solo, più o meno faticosamente, ripetendole più e più volte, memorizzare (e dopo qualche anno dimenticare). Per un cinese è più facile imparare che 我是 wo shi, 你是 ni shi, 他是 ta shi in esperanto sono mi estas, vi estas, li estas, che memorizzare I am, you are, he is. Allo stesso modo richiede più energia mentale fare la derivazione mi > mia, ŝi > ŝia, del tutto parallela alle forme cinesi 我 wo >我的 wode, 她 ta > 她的 tade che memorizzare forme arbitrarie come I – my – mine; she – her – hers. È più facile formare eksterlandano (in cinese 外国人 waiguoren) da ekster (in cinese 外wai), land (国 guo) e ano (人ren) che dover memorizzare l'arbitrario foreigner. Allo stesso modo, con una serie come horse / mare/ colt/ stallion le chances di non ritrovare la parola nella mente quando serve, sono maggiori che con la serie ĉevalo, ĉevalino, ĉevalido, virĉevalo (in cinese rispettivamente 马 ma, 母马 muma, 小马 xiaoma, 公马 gungma; confronta anche, da un lato, ox /cow / calf / bull, e dall'altro lato bovo > bovino > bovido > virbovo, in cinese: 牛 niu > 母牛 muniu > 小牛 xiaoniu > 公牛 gongniu).

    Grazie a questo minor carico della memoria che riguarda centinaia di migliaia di elementi linguistici, l'esperanto si assimila molto più rapidamente rispetto ad altre lingue, e si mantiene vivo nella mente con più facilità. Inoltre, la sensazione di agio linguistico è più grande in un ambiente internazionale che si esprime in esperanto rispetto a un ambiente che usa un altro sistema. Le persone si sentono più rispettate. La sensazione che la lingua sia stata fatta per l'essere umano, per rendere possibile la comunicazione internazionale, e non che l'essere umano, come un suddito, debba adattarsi alla lingua, cioè ai capricci arbitrari degli antenati del popolo in questione.

    Per tutto questo l'esperanto si avvicina agli ideali irraggiungibili di neutralità, equità, democraticità e idoneità. Quando ci si trova davanti a più opzioni, il buon senso non invita forse a scegliere la migliore, anche se non è quella ideale?

    Le relazioni internazionali si intensificano molto rapidamente. Per esempio il numero di lavoratori immigrati è cresciuto da 75 milioni a 200 milioni in 30 anni. Un'organizzazione intelligente della società richiede che essa metta a confronto, dal punto di vista del rapporto efficienza/costo, e anche della equità ecc., i diversi metodi per comunicare a livello interculturale – soprattutto l'inglese e l'esperanto – e che scelga quello migliore per costo-efficienza. I moltissimi uomini frustrati e discriminati che soffrono per l'incapacità di comunicare linguisticamente meritano più attenzione di quanto si dedichi loro.

    http://it.lernu.net/biblioteko/pri_esperanto/respondoj/pliaj.php


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