ESPLOSIONE IN UNA CENTRALE NUCLEARE IN FRANCIA

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Questo argomento contiene 17 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da NEGUE72 NEGUE72 7 anni fa.

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  • #91796
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    per ora le notizie sono poche:
    PARIGI – C'è stata un'esplosione nel forno di sito nucleare a Marcoule, nel sud della Francia. Ed esiste il rischio di una fuga radioattiva.
    A dirlo sono i vigili del fuoco e la prefettura della regione
    http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/12/news/centrale_francia-21553391/?ref=HREC1-1

    AGGIORNAMENTO: i morto e 3 feriti, la centrale si trova a circa 200 km dall'italia…risale al 1956 (qui la pagina wikipedia della centrale http://fr.wikipedia.org/wiki/Site_nucl%C3%A9aire_de_Marcoule)ed è la prima centrale costruita in Francia….ed è la più vicina all'Italia http://en.wikipedia.org/wiki/Marcoule …ci ha detto pure culo!!!!

    1958 ed è ancora in vita?
    Santo cielo….
    Chi guiderebbe più una macchina degli anni 50?
    Che palle!!!!
    Quando un mondo senza questa paura?!?!?!


    #91797

    ezechiele
    Partecipante

    figo!


    #91798
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    E così, anche sul Sole24ore si parla oramai di questo incredibile quanto bistrattato fenomeno. L'articolo, apparso il 24 gennaio, parla di un esperimento portato avanti dal gruppo Heavy Industry della Mitshubishi che in una cella gassosa ha trasmutato quantità di cesio e stronzio in elementi chimici diversi (precisamente in praseodimio, una terra rara e molibdeno), utilizzando un impiego 'irrisorio' di energia.

    A seguito di questo esperimento è stato presentato al Governo italiano un complesso progetto di ricerca italo-giaponese avente lo scopo di stabilire la fattibilità industriale dell'eliminazione delle scorie nucleari.
    http://www.progettomeg.it/art51.htm

    Ma c’è di più! Sempre con questa tecnologia, il Professore e la sua straordinaria equipe, hanno testato il funzionamento del reattore ultrasonico sostituendo il cloruro di ferro, con delle scorie nucleari, ovvero con il materiale radioattivo prodotto dalle varie centrali nucleari. Ebbene la cosa straordinaria è che l’aver sottoposto queste scorie al bombardamento ultrasonico, ha fatto perdere a tale materiale LA SUA RADIOATTIVITA’…
    http://ram.forumcommunity.net/?t=34783067

    http://focus.preview.mmm.it/Tecnologia/energia/multimedia/Il_nucleare_pulito_30082008_1451_265.aspx

    ——


    #91799

    dian
    Partecipante

    E questo non sarebbe male…


    #91800
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1315899692=Richard]
    …ha trasmutato quantità di [color=#0033ff]ces[/color]io e [color=#0033ff]stronz[/color]io in elementi chimici diversi …
    [/quote1315899692]

    trasmutare [color=#0033ff]ces[/color] e [color=#0033ff]stronz[/color] con l'io … non si scherza con la chimica … :hehe:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #91801
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1315901450=brig.zero]
    [quote1315899692=Richard]
    …ha trasmutato quantità di [color=#0033ff]ces[/color]io e [color=#0033ff]stronz[/color]io in elementi chimici diversi …
    [/quote1315899692]

    trasmutare [color=#0033ff]ces[/color] e [color=#0033ff]stronz[/color] con l'io … non si scherza con la chimica … :hehe:
    [/quote1315901450]
    :cles:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #91802

    deg
    Partecipante

    Notizie dalla CRIIRAD, organismo che lotta contro il nucleare, comporto da professionisti … quindi dovrebbe essere attendibile.

    Martedì 13 settembre alle 12.30, ora locale, nessuna contaminazione è stata segnalata dai rilevatori gestiti dalla CRIIRAD, il cui laboratorio assicura un controllo 24 ore su 24.

    In particolare, il rilevatore atmosferico più vicino, situato a Avignone, a 21 km a sud ovest di Codolet (sotto i venti dominanti) non ha rilevato contaminazione consecutiva all'incidente.

    La CRIIRAD ricordo tuttavia che il sistema di misurazione diretto della rete dei segnalatori consente di rilevare livelli di contaminazione relativamente elevati che necessitano la messa in opera di misure di protezione della popolazione, ma non è in grado di evidenziare una debole contaminazione (la capacità di un segnalatore di rendere conto del livello di contaminazione dipende dalla distanza tra il l'emissione e il rilevatore stesso.)
    Secondo le informazioni di cui disponiamo (dal gestore e dalle autorità), l'incidente non avrebbe causato rifiuti radioattivi.
    Tuttavia le informazioni trasmesse sono troppo lacunare per poterlo verificare. A quanto ne sappiamo non sono stati pubblicati i dettagli né delle emissioni dai condotti d'evacuazione delle istallazioni colpite, prima, durante e dopo l'incidente, né l'attività voluminica dell'aria all'interno dei locali e delle loro immediate vicinanze.
    In complemento alle misurazioni dirette della rete di segnalatori, il laboratorio CRIIRAD ha predisposto i seguenti mezzi:
    – un benevolo della CRIIRAD si è recato in prossimità del sito nel pomeriggio di lunedì 12 settembre. Le misure effettuate tramite un radiametro Beta-gamma, sotto i venti dominanti, nelle vicinanze del sito di Centraco e nel villaggio di Codolet, erano paragonabili al rumore di fondo di norma nel settore (0,08 à 0,12 µSv/h)
    – i servizi tecnici della Municipalità di Avignone preleveranno nel pomeriggio di martedì 13 settembre il filtro carat e la cartuccia di carbone attivo corrispondente al periodo dell'incidente.
    – I campioni saranno analizzati con spettometria gamma nei prossimo giorni al laboratorio CRIIRAD.
    In caso di sospetta contaminazione, ma sempre inferiore al limite di rilevazione delle misurazioni dirette, le analisi a posteriori consentono in effetti di ottenere un limite di rilevamento molto più preciso.
    Il segnalatore di Avignone, benché distante più di 20 km da Marcoule, era esposto ai venti dominanti della zona durante l'incidente.
    http://balisescriirad.free.fr/


    #91803
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Le “nuove centrali sicure”

    OLKILUOTO (FINLANDIA). Sostiene una barzelletta che l’unica cosa che il committente otterrà dall’appaltatore «esattamente come la voleva» saranno i colori della cupola del reattore: granata e bianco, in tinta con le casette estive su questo spicchio di Mar Baltico. Per il resto non una promessa è stata rispettata nel mega-cantiere che, a meno cinque e sotto un metro di neve, ricorda le città-laboratorio siberiane ai tempi della guerra fredda. Non i tempi di realizzazione, che rischiano di raddoppiare, né i costi, già raddoppiati. Aggiungete poi oltre 4000 «errori», dal cemento delle fondamenta troppo umido alle saldature del guscio del reattore non a norma, sino alle specifiche dei sistema di sicurezza che ancora non convincono l’autorità di controllo, e provate a immaginare come reagireste voi se tutto questo fosse successo ai lavori per casa vostra. http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2011/03/16/olkiluoto-dove-il-sogno-nucleare-italiano-e-gia-incubo-logistico-2/


    #91804
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Areva-Socatri è stata riconosciuta colpevole di inquinamento delle acque e condannata per il ritardo nell’annuncio dell’incidente nucleare, classificato livello 1 INES, di Tricastin. Il risarcimento è stato fissato nella somma di circa 500mila euro, di cui 230mila in danni e interessi, i restanti alle associazioni e privati che si sono costituiti parte civile (160mila euro per le associazioni e 70mila euro ai privati).

    L’incidente nucleare a cui si fa riferimento è quello avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 luglio del del 2008 quando nell’impianto per il trattamento delle scorie nucleari di Socatri a Bollène si verificò una perdita di 74Kg di uranio nelle acque dei fiumi circostanti. Ma l’allarme e le procedure di sicurezza patirono dopo 12 ore poiché Socatri non fu subito in grado di quantificare l’uranio disperso nelle acque. Già all’epoca infuriarono le polemiche sulla stampa francese mentre quella italiana glissò completamente la notizia. Peraltro anche questa notizia è stata taciuta dalla stampa italiana.
    http://www.ecoblog.it/post/13281/nucleare-incidente-di-tricastin-condannata-socatri-la-stampa-italiana-tace


    #91805

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/featured/2011/10/17/il-nucleare-che-non-c%E2%80%99e%E2%80%99-e-che-ci-costa-miliardi-di-euro.html

    IL NUCLEARE CHE NON C’E’ E CHE CI COSTA MILIARDI DI EURO
    Inserito da Patrizio Trapasso – 17 ottobre 2011 – 0 Commenti
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    Probabile scontro politico-sociale sul Deposito Nazionale delle scorie nucleari
    4,8 miliardi di euro di attivita’ per arrivare al “prato verde”, con la bonifica ambientale dei siti nucleari che si concludera’ nel 2025 (1,7 mld per lo smantellamento delle centrali di Latina, Trino, Caorso e Garigliano; 0,9 mld per il riprocessamento del combustibile; 1,4 mld per il mantenimento in sicurezza di centrali e impianti e 0,8 mld per il conferimento a deposito dei manufatti condizionati) . L’annuncio durante la presentazione nei giorni scorsi del piano industriale 2011-2015 da parte della Sogin (Societa’ Gestione Impianti Nucleari Spa).
    Istituita nel quadro del riassetto del sistema elettrico, in ottemperanza al decreto legislativo n. 79 del 1999, con quale fu disposta la trasformazione dell’Enel in una holding formata da diverse societa’ indipendenti, la Sogin ereditò tutte le attivita’ nucleari dell’Enel, con il compito di realizzare il “decommissioning” delle quattro centrali nucleari italiane.
    Il decommissioning riguarda la gestione della fase finale del ciclo di vita degli impianti, che include le attivita’ di allontanamento del combustibile nucleare, decontaminazione e smantellamento delle strutture e gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Operazioni che hanno l’obiettivo di bonificare le aree, finché il sito viene portato al “green field” (prato verde), ovvero privo di vincoli radiologici e reso disponibile per un suo futuro riutilizzo.
    IL PROBLEMA DEL DEPOSITO NAZIONALE: dal 2010 la Sogin ha il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. «Il tallone d’ Achille sono le autorizzazioni», ha riferito l’amministratore delegato, Giuseppe Nucci, durante la presentazione del piano quinquennale. Nel deposito vanno a confluire anche i residui della medicina nucleare (come radiografie o materiale radioterapico, in aumento) industriale e ricerca, e sebbene siano stati individuati una cinquantina di siti si attende una decisione politica al riguardo.
    «La necessita’ del Deposito si fa più stringente – ha spiegato Nucci – per varie ragioni, tra cui quella che prevede il ritorno in Italia tra il 2020 e il 2025 delle barre di combustibile delle vecchie centrali spedite in Francia per essere trattate. Inoltre c’è il monito Ue a dotarsi del Deposito nazionale entro il 2015»
    Gli investimenti previsti per la localizzazione e la realizzazione del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico, ammontano a circa 2,5 miliardi di euro Se a questi aggiungiamo gli 1,7 miliardi di risorse gia’ impegnate negli ultimi dieci anni nel programma nucleare in Italia, si arriva alla ragguardevole cifra di 9 miliardi.
    Un annuncio, quello relativo al deposito nazionale, che sicuramente scatenera’ polemiche locali. Diverse regioni gia’ si sono opposte ad averlo nel proprio territorio, la scelta definitiva sara’ sicuramente un motivo di scontro politico e di rilevante impatto sociale.
    di Patrizio Trapasso


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