Farmaci da testare e tanti soldi Le cavie umane si raccontano

Home Forum SALUTE Farmaci da testare e tanti soldi Le cavie umane si raccontano

Questo argomento contiene 7 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 8 anni, 10 mesi fa.

Stai vedendo 8 articoli - dal 1 a 8 (di 8 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #58150

    marì
    Bloccato

    Scienze
    RICERCA
    Farmaci da testare e tanti soldi
    Le cavie umane si raccontano

    Un sito raccoglie le storie del business dei volontari nelle sperimentazioni farmacologiche. Ecco come vivono di BENEDETTA PERILLI

    PROFESSIONE cavia umana: numerosi prelievi di sangue al giorno, assunzione di medicinali mai testati prima sull'uomo, brevi ricoveri sotto osservazione, possibili danni alla salute e stipendi da capogiro. Passa quasi inosservata – in Italia solo alcune inchieste hanno raccontato del business dei volontari nelle sperimentazioni farmacologiche – ma sul web la professione della cavia umana è ampiamente documentata. C'è chi l'ha fatto in Svizzera (vero Eldorado del settore per gli ottimi pagamenti), chi in Texas, chi in Italia, dove il reclutamento dei volontari – prevalentemente ricercatori o studenti di medicina – avviene tramite l'Istituto superiore di sanità e i vari Comitati etici delle Asl nazionali. C'è chi l'ha provato una sola volta, chi denuncia i danni subiti da un familiare dopo la prova di un certo medicinale e chi invece ne ha fatto il lavoro di una vita.

    E' il caso di Paul Clough: 30 anni, americano, cavia volontaria da cinque, 35 sperimentazioni, oltre 500 notti trascorse in 8 cliniche diverse e 3mila prelievi endovenosi. La sua storia è tutta raccontata in un sito, Just Another Lab Rat http://www.jalr.org/ (Solo un altro topo da laboratorio), nel quale Paul spiega i retroscena di una professione molto discussa. Lui si augura di poter continuare almeno fino ai 45 anni e nel frattempo, tra la fine di un test e l'inizio del successivo, cerca di mettere da parte i soldi per quando il fisico non gli permetterà più di prestarsi alla scienza. Il sito è diventato presto il punto di ritrovo di tutta una comunità di cavie umane che, nella sezione Message Board, si conoscono, confrontano e consigliano sui prossimi test. Secondo Paul negli Stati Uniti altre 10mila persone hanno scelto la sua stessa professione.

    Ufficialmente sono tutti volontari ma il cospicuo pagamento – più di 300 dollari al giorno – permette sin da subito di restringere il cerchio dei candidati. In uno studio recentemente pubblicato sulla rivista New Scientist http://www.newscientist.com/article/mg20327181.500-perils-of-the-professional-lab-rat.html?full=true si apprende che sono soprattutto disoccupati, studenti, persone con debiti e, come nuovo trend, anche immigrati illegali e senzatetto. Aspetto, questo, che allarma non poco parte dei ricercatori scientifici e bioeticisti, che individuano nell'esigenza economica di queste persone un incentivo a sottoporsi a continui test, senza però rispettare i tempi e le corrette norme sanitarie.

    A spiegare il giusto iter della cavia umana ideale, dal reclutamento alla degenza, ha pensato Paul nel suo dettagliatissimo sito. Tutto inizia con la ricerca delle cliniche e dei test: nella sezione Clinic List sono raccolti in ordine alfabetico tutti gli istituti americani che attualmente stanno cercando volontari. Si va dall'Arizona, dove mancano cavie per una “fase uno” (ovvero prima prova su uomo sano dopo quelle animali) e candidarsi è possibile compilando online una normale form, alle Hawaii dove per un compenso di 4750 dollari si cercano donne giapponesi di prima generazione tra i 45 e gli 80 anni. E così via per circa cinquanta cliniche, oltre a quelle universitarie e a quelle del sonno. In Italia non esistono siti di raccolta delle offerte, ma una semplice ricerca sui motori online permette di individuarne sia in Italia che nella vicina Svizzera.

    Una volta scelta la ricerca in base ai requisiti e alla posizione geografica della clinica – alcuni volontari americani vivono addirittura nei camper per potersi spostare meglio da una località all'altra – inizia la fase degli esami. Il candidato cavia deve essere sano (la sperimentazione sui malati fa parte delle fasi 2, 3 e 4) e per attestarlo viene effettuato prima un test telefonico sull'età e le abitudini del candidato. Fumo, alcol, droghe, cattiva alimentazione, allergie, etnia: quasi tutto può compromettere la scelta. Una volta superata la prima fase si passa alle analisi di laboratorio: prelievo del sangue, analisi delle urine, pressione, elettrocardiogramma (per alcuni studi è rischiesto anche il monitoraggio cardiaco di 24 ore), prove allergiche e misurazioni di ogni genere.

    Sempre sul sito Just Another Lab Rat si apprende che superata questa fase, circa due settimane dopo, inizia la vera sperimentazione. Al check-in ci si presenta con il cellulare, ma la videocamera non è ammessa; con prodotti di bellezza, ma non a base di aloe o cocco; elettrodomestici, ma senza cuffie: si effettuano nuove analisi e solo se i valori sono compatibili allo studio si procede al ricovero. La sperimentazione ha una durata variabile a seconda del farmaco assunto e durante il ricovero la cavia viene sottoposta a continue analisi, pasti regolari e controllati, ore di sonno cadenzate. Non sono permesse le visite e qualsiasi effetto indesiderato, dal mal di testa alla sudorazione, deve essere segnalato al personale medico. Se il volontario non può proseguire il test a causa di controindicazioni inaspettate viene comunque retribuito e, in caso di compensi superiori a 600 dollari, la somma è soggetta a tassazione.

    Alla fine di ogni studio la cavia deve rispettare un periodo di disintossicazione di almeno 30 giorni, durante i quali l'assunzione di vitamine, acqua e pesce aiutano a rimettersi in forma. Questa è la testimonianza di Paul Clough, professione cavia umana. Trent'anni, ancora sano, con la media di 7 studi all'anno guadagna circa 30mila dollari. A 45 anni smetterà ma agli interessati ricorda: “Assumerete medicinali sperimentali che nessuno o pochi umani hanno preso prima. Quindi, certo, è possibile incorrere in malattie, effetti indesiderati o addirittura morte”.

    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scienze/cavia-umana/cavia-umana/cavia-umana.html?ref=hpspr1

    Non e' vero che le cavie vengono cosi meticolosa-mente selezionate :— , lo so per esperienza personale, una mia amica negli U.S.A. il suo ex marito in un periodo di difficolta' economica si e' prestato a tale esperienza, cioe' fare da “cavia per danaro” … gli squilibri nella sua vita ci sono stati, e tanti, sia fisici che psichici … la sua vita e' cambiata dal giorno alla notte … poi sulle cifre, non mi risulta quello che dice la giornalista :— , e' vero che la storia che racconto e' degli anni fine 80 ma le cifre sono state alterate al masssimo (chissa' perche? :ummmmm: ) e, non c'era (allora) tutta la disoccupazione che c'e' ora (figuriamoci il panorama attuale 🙁 ) … ed e' assurdo chiamarla professione, e' una ” necessita' ” per i meno abbienti … una missione per quelli che lo fanno per amore e il progresso della scienza (su questi ultimi ci andrei molto cauta, Molto).

    Epilogo dell'ex della mia amica:
    1) perdita della famiglia (moglie e figlio)
    2) vagabonda da Stato in Stato come uno straccio … attualmente si sono perse anche le sue tracce con le sue rare telefonate al figlio a Pasqua e a Natale … chissa' s'e' ancora vivo.

    Quest'articolo: E' allarmante/pericoloso/inquietante!

    #(


    #58151

    Sun_iron
    Partecipante

    Una decina d'anni fa un mio compagno d'università andava in Svizzera a far da cavia per testare medicinali o altro, tornava con grossi cerotti che doveva tener attaccati per giorni, e poi faceva nuovamente tappa in Svizzera per analisi e tutto il resto, a volte restava là dei giorni…

    Qualche soldo se lo portava a casa (ma certo non si è arricchito), sicuro, ma l'ho sempre considerato un imbecille per come se lo guadagnava!

    Cosa non si farebbe per non lavorare (perchè a quel tempo, di pigrizia si trattava, e di massima superficialità e mancanza di amor proprio), e, qualora il lavoro mancasse, buttare la propria vita e diventare di propria volontà un “Human Guinea Pig” è toccare il fondo dell'Evoluzione !


    #58152

    marì
    Bloccato

    [quote1257239833=Sun_iron]
    Una decina d'anni fa un mio compagno d'università andava in Svizzera a far da cavia per testare medicinali o altro, tornava con grossi cerotti che doveva tener attaccati per giorni, e poi faceva nuovamente tappa in Svizzera per analisi e tutto il resto, a volte restava là dei giorni…

    Qualche soldo se lo portava a casa (ma certo non si è arricchito), sicuro, ma l'ho sempre considerato un imbecille per come se lo guadagnava!

    Cosa non si farebbe per non lavorare (perchè a quel tempo, di pigrizia si trattava, e di massima superficialità e mancanza di amor proprio), e, qualora il lavoro mancasse, buttare la propria vita e diventare di propria volontà un “Human Guinea Pig” è toccare il fondo dell'Evoluzione !
    [/quote1257239833]

    … sono piena-mente d'accordo con te … ma posso anche capire la “disperazione” fin dove puo' arrivare certe volte.


    #58153

    Sun_iron
    Partecipante

    [quote1257240203=Marì]

    … sono piena-mente d'accordo con te … ma posso anche capire la “disperazione” fin dove puo' arrivare certe volte.

    [/quote1257240203]
    Marì, nel contesto a cui mi riferivo, non di disperazione si trattava, solamente di pigrizia e superficialità… chi puo' permettersi di vivere la vita universitaria senza lavorare, con macchina e moto pagate da papa' e per arrotondare la “mancetta” fa la cavia umana in Svizzera, beh, non puo' avere il mio rispetto o la mia compassione, mi spiace…


    #58154

    marì
    Bloccato

    [quote1257241156=Sun_iron]
    [quote1257240203=Marì]

    … sono piena-mente d'accordo con te … ma posso anche capire la “disperazione” fin dove puo' arrivare certe volte.

    [/quote1257240203]
    Marì, nel contesto a cui mi riferivo, non di disperazione si trattava, solamente di pigrizia e superficialità… chi puo' permettersi di vivere la vita universitaria senza lavorare, con macchina e moto pagate da papa' e per arrotondare la “mancetta” fa la cavia umana in Svizzera, beh, non puo' avere il mio rispetto o [color=#ff0000]la mia compassione,[/color] mi spiace…
    [/quote1257241156]

    Ahime', manco la mia purtroppo.


    #58155
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Leggetevi questo trattato su questi antinfiammatori + conosciuti e usati.Sembra che dopo anni si siano accorti della loro pericolosità(intanto i morti e i malati cronici ci sono stati) e adesso vorrebbero ritirarli! Se questo è il sistema di testarli su cavie umane, considerate tutto il resto! Le case farmaceutiche sono multinazionali il cui fine ultimo non è il benessere e/o la salute dei pazienti, ma il loro business. Così tutte le organizzazioni che si spacciano per difensori della salute o sicurezza del cittadino.Sappiamo da chi sono sovvenzionati e gli interessi che faranno.La medicina purtroppo cura il sintomo ma non la causa..quindi care cavie umane continuate a sottoporvi ai test , dato che per gli animali c'è il WWF(che nobiltà):

    Antinfiammatori News

    http://www.antinfiammatori.net/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #58156

    Detective
    Partecipante

    E questo si può definire mondo civilizzato?
    Se è veramente questo quel che purtroppo accade, un costante suicidio collettivo grazie alle nuove scoperte mediche che stanno facendo passi da gigante, attraverso il business di veleni che curano le malattie per poi portare alla morte, ma comunque quel che più importa è solo ed esclusivamente il guadagno di tanti bei soldini, allora la definisco la civiltà dei burattini con degli imbecilli al comando, al pilotaggio di una barca costruita per viaggiare tra gli oceani verso una destinazione ignota e destinata ad offondare, di proposito, in acque gelide e velenose!!!
    Che vergogna!!! #(


    #58157
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1278054975=Detective]
    E questo si può definire mondo civilizzato?
    Se è veramente questo quel che purtroppo accade, un costante suicidio collettivo grazie alle nuove scoperte mediche che stanno facendo passi da gigante, attraverso il business di veleni che curano le malattie per poi portare alla morte, ma comunque quel che più importa è solo ed esclusivamente il guadagno di tanti bei soldini, allora la definisco la civiltà dei burattini con degli imbecilli al comando, al pilotaggio di una barca costruita per viaggiare tra gli oceani verso una destinazione ignota e destinata ad offondare, di proposito, in acque gelide e velenose!!!
    Che vergogna!!! #(
    [/quote1278054975]

    la medicina cura il sintomo non la causa sta a noi individualmente Detective :fri: a trovare in noi stessi la forza di portare chiarezza … la chiave ce l'abbiamo : [color=#ff6600]gnôthi seautón[/color] 🙂 … certo è molto difficile camminare da soli … senza grucce e illusioni … ma prima o poi (tanto il tempo nella Realtà NON esiste) :hehe: … la via la troviamo vivendo con consapevolezza il presente … e se non la troviamo … 😉 ritorniamo a seguire le vie del mondo nel divenire dove regna il tempo … il senso di separatività, quindi, il gioco dei contrari … il karma … la reincarnazione … la torre di Babele e le illusioni della relatività soggettiva e oggettività relativa ai sensi che la Vita ci dona con un nuovo io #= in prestito ad ogni nuova incarnazione … oltre la soglia del silenzio :medit:


    https://www.facebook.com/brig.zero

Stai vedendo 8 articoli - dal 1 a 8 (di 8 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.