Fisica Moderna Psicologia e Guarigione

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    brig.zero
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    Fisica moderna Psicologia e Guarigione

    Ci sono due modi per vivere la vita.

    Uno sta nel non credere nei miracoli.

    L'altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo.

    A.Einstein

    Indice: Universi Paralleli – La Teoria del Tutto – La Teoria delle Stringhe – Il SincroDestino – Intervista a DEEPAK CHOPRA a cura di Barbara Ainis – Concetti di base della fisica quantistica e Organizzazione Mentale – Frammentazione mentale – Organizzazione mentale – Sintesi e riorganizzazione mentale – Anelli di forza – Eggregori – L’eggregore è l’Idea attorno cui si aggregano i consensi – Tratto dal volume ” La Medicina della Luce” – Come la fisica quantistica ha cambiato profondamente la visione della medicina e della guarigione – L'ordine sub-manifesto dell'essere – Il cervello quantistico – Trasformazione Spirituale – La fisica quantistica e le leggi spirituali – Coscienza quantistica – La Guarigione Quantica – La Teoria del Tutto – Come la Coscienza Crea la realtà materiale… – L’osservazione crea la nostra realtà: noi siamo CREATORI… – La fisica quantistica e il viaggio nel tempo – Sulla (non)-percezione della realtà – “Effetto Isaia” 🙂

    Universi Paralleli

    Articolo pubblicato sulla rivista “le scienze” del 2003 a cura di Max Tegmark.

    Ci credereste che esiste una copia di voi stessi che sta leggendo questo articolo? Una persona che non siete voi, ma che vive su un altro pianeta, anch'esso chiamato Terra, adornato di montagne, fertili campi e metropoli, e che smetterà di leggere cinque minuti prima di voi? L’idea di un simile alter ego appare strana e poco plausibile, ma è sostenuta da diverse osservazioni astronomiche e sta diventando l'ultima “moda” delle teorie cosmologiche. Il più accreditato degli attuali modelli prevede che ognuno di noi abbia un gemello in una galassia che si trova alla distanza enorme, inimmaginabile, di circa 10 elevato alla 10 alla 28 metri da qui. Secondo le teorie cosmologiche, addirittura, esistono infiniti altri mondi abitati. E non solo uno, ma infiniti di essi ospitano persone che hanno il vostro stesso aspetto, nome e ricordi e che sperimentano tutte le possibili permutazioni delle vostre scelte di vita. Sfortunatamente, questi mondi sarebbero così lontani da essere irraggiungibili anche con le più ottimistiche ipotesi sui progressi della tecnologia. E dunque il concetto di “multiverso” sembra destinato a rimanere per sempre nel regno della metafisica. Ma il confine tra fisica e metafisica è definito dal fatto che una teoria sia verificabile sperimentalmente, non dipende dalla sua stranezza o dal coinvolgimento di entità inosservabili. E finora gli scienziati hanno esaminato quattro diversi tipi di universi paralleli, tanto che ora l’esistenza del multiverso non è più in discussione. Le teorie degli universi paralleli formano una gerarchia nella quale gli universi differiscono sempre più dal nostro. Essi potrebbero avere condizioni iniziali diverse (livello 1); o costanti fisiche e particelle differenti (livello 2); o addirittura leggi fisiche diverse (livello 4). Nei prossimi anni, accurate misurazioni della radiazione di fondo e della distribuzione della materia a grande scala confermeranno o confuteranno il livello 1, definendo meglio la curvatura e la topologia dello spazio, e verificheranno anche il livello 2. Se i tentativi di costruire computer quantistici avranno successo, rappresenteranno una prova a favore del livello 3. Infine, l’unificazione della relatività generale e delle teorie quantistiche dei campi sarà decisiva per il livello 4. Allora, si deve credere agli universi paralleli? Obiezioni valide, in verità, non ce ne sono. Contro di essi si dice che rappresentano uno “spreco” e sono strani. Per il primo argomento, le teorie dei multiversi postulano l’esistenza di mondi che non potremo mai osservare. Perché la natura dovrebbe concedersi il lusso di un’infinità di mondi? Ma l’argomento si può ribaltare. Che cosa sprecherebbe la natura? Certo non spazio, massa o atomi. Il vero problema è l’apparente riduzione di semplicità. Ma un insieme è spesso più semplice di uno dei suoi elementi: la complessità aumenta quando restringiamo l’attenzione a un elemento di un insieme, perdendo di vista la simmetria e la semplicità impliciti nella totalità degli elementi considerati collettivamente. In questo senso, i multiversi di livello più alto sono i più semplici. L’obiezione sulla stranezza è estetica, non scientifica. Che cosa ci aspettavamo? Quando ci poniamo una domanda profonda sulla natura della realtà, non ci aspettiamo una risposta strana? L’evoluzione ci ha dato la capacità di intuire la fisica quotidiana, importante per la sopravvivenza: ogni volta che ci avventuriamo oltre il quotidiano, invece, dovremmo ragionevolmente prevedere di trovare qualcosa di bizzarro.

    La Teoria del Tutto

    Una teoria del tutto (TOE: theory of everything) è, in fisica, una teoria che ha l'ambizione di spiegare, da sola, tutti i fenomeni fisici conosciuti.Questo termine è stato spesso usato in senso ironico perché numerosi fisici ritengono che una teoria del tutto sia una chimera irraggiungibile e perché decreterebbe la fine della ricerca in fisica teorica. In realtà essa è la logica conseguenza di un ragionamento che si fonda sul fatto, sperimentalmente comprovato, che l'universo è, allo stato attuale, in fase di espansione. Ciò implica che in passato esso era più piccolo di oggi. Andando a ritroso nel tempo l'universo risulterebbe sempre più piccolo fino ad arrivare ad una fase in cui le sue dimensioni erano inferiori alla cosiddetta lunghezza di Planck (1,616×10-35 m) dove le leggi conosciute della fisica perdono di significato. Tutto ciò che oggi osserviamo ha dunque un antenato comune per cui deve esistere una teoria, una teoria del tutto appunto, in grado di spiegare l'intero universo. Nel corso degli ultimi cento anni la fisica è stata completamente rivoluzionata e sono sorte due teorie tra loro apparentemente incompatibili: la meccanica quantistica e la relatività generale. La prima concerne il mondo dell'infinitamente piccolo cioè le particelle fondamentali quali l'elettrone, il fotone, i quark e le interazioni che le riguardano (interazione forte, interazione debole ed elettromagnetismo; l'altra il mondo dell'infinitamente grande cioè la cosmologia e la quarta forza fondamentale della natura: la gravità.

    Fondamentalmente la difficoltà principale risiede nel fatto che la meccanica quantistica è costituita da leggi che vengono applicate in uno spazio-tempo a curvatura nulla (cosiddetto spazio-tempo di Minkowski) mentre la relatività generale comporta uno spazio-tempo a curvatura non-nulla. Negli ultimi anni di vita, quando viveva a Princeton nel New Jersey, Einstein stesso tentò senza successo di conciliare le due teorie. Il compito appariva talmente arduo che molti fisici persero interesse in esso ed il tentativo di unificazione delle forze (o interazioni) fondamentali della natura in un unica teoria coerente perse di attrattiva e venne accantonato.Alcuni teorici, tuttavia, perseverarono nel perseguimento della ricerca di una teoria onnicomprensiva ed intorno alla fine degli anni sessanta furono ottenuti alcuni primi successi incoraggianti con l'introduzione di un concetto nuovo e rivoluzionario in fisica: le particelle fondamentali, che erano sempre state considerate puntiformi e quindi a-dimensionali, potevano essere invece trattate come oggetti a una dimensione, cioè come stringhe. Lo sviluppo di questa idea portò progressivamente alla teoria delle stringhe (in realtà sono 5 teorie) che può essere considerata la prima vera Teoria del Tutto.

    La Teoria delle Stringhe

    La teoria delle stringhe è una teoria della fisica che ipotizza che la materia, l'energia e in alcuni casi lo spazio e il tempo siano in realtà la manifestazione di entità fisiche sottostanti, chiamate appunto stringhe (o brane). La teoria non ha finora prodotto alcuna predizione che possa essere sottoposta a verifica sperimentale, non esistono quindi conferme sperimentali evidenti della teoria. È però un campo molto attivo della ricerca ed è in veloce sviluppo. Interazioni nel modo subatomico: linee d'universo di particelle puntiformi nel Modello Standard (a sinistra) e un foglio d'universo composto da stringhe chiuse nella teoria delle stringhe (a destra). La teoria delle stringhe è un modello fisico i cui costituenti fondamentali sono oggetti ad una dimensione (le stringhe) invece che di dimensione nulla (i punti) caratteristici della fisica anteriore alla teoria delle stringhe. Per questa ragione le teorie di stringa sono capaci di evitare i problemi di una teoria fisica connessi alla presenza di particelle puntiformi. Uno studio più approfondito della teoria delle stringhe ha rivelato che gli oggetti descritti dalla teoria possono essere di varie dimensioni e quindi essere punti (0 dimensioni), stringhe (1 dimensione), membrane (2 dimensioni) e oggetti di dimensioni superiori. Il termine teoria delle stringhe si riferisce propriamente sia alla teoria bosonica a 26 dimensioni che alla teoria supersimmetrica a 10 dimensioni. Tuttavia nell'uso comune, teoria delle stringhe si riferisce alla variante supersimmetrica mentre la teoria anteriore va sotto il nome di teoria bosonica delle stringhe. L'interesse della teoria risiede nel fatto che si spera che possa essere una teoria del tutto, ossia una teoria che inglobi tutte le forze fondamentali. È una soluzione percorribile per la gravità quantistica e in più può descrivere in modo naturale le interazioni elettromagnetiche e le altre interazioni fondamentali. La teoria supersimmetrica include anche i fermioni, i blocchi costituenti la materia. Non si conosce ancora se la teoria delle stringhe sia capace di descrivere un universo con le stesse caratteristiche di forze e materia di quello osservato finora. Ad un livello più concreto la teoria delle stringhe ha originato progressi nella matematica dei nodi, negli spazi di Calabi-Yau e in molti altri campi. Gli sviluppi di maggior impatto della matematica degli ultimi anni sono nati dallo studio della teoria delle stringhe. La teoria delle stringhe ha anche gettato maggior luce sulle teorie di gauge supersimmetrico, un argomento che include possibili estensioni del modello standard.

    La teoria delle stringhe fu originariamente enunciata per spiegare le peculiarità del comportamento degli adroni. Durante gli esperimenti condotti negli acceleratori di particelle, i fisici avevano osservato che lo spin di un adrone non è mai maggiore di un certo multiplo della radice della sua energia. Nessun semplice modello adronico, come quello di renderli composti da un serie di particelle più piccole legate insieme da un qualche tipo di forza, era in grado di spiegare tali relazioni. Nel 1968, il fisico teorico Gabriele Veneziano stava cercando di capire la forza nucleare forte, quando fece una sensazionale scoperta. Veneziano trovò che una formula ormai vecchia di duecento anni creata dal matematico svizzero Eulero, la funzione beta di Eulero, si adattava perfettamente ai dati sull'interazione forte. Nel 1970, Yoichiro Nambu, Holger Bech Nielsen, e Leonard Susskind presentarono una spiegazione fisica per la straordinaria precisione teorica della formula di Eulero. Rappresentando la forza nucleare attraverso vibranti stringhe ad una sola dimensione, questi fisici mostrarono come la funzione di Eulero descrivesse accuratamente queste forze. Ma anche dopo che i fisici ebbero capito la spiegazione fisica per l'intuizione di Veneziano, la descrizione che le stringhe davano della forza forte faceva predizioni che contraddicevano direttamente le esperienze. La comunità scientifica perse presto interesse nella teoria delle stringhe, e il modello standard, con le sue particelle e i suoi campi, rimase a farla da padrone. Poi, nel 1974, John Schwarz e Joel Scherk, e indipendentemente Tamiaki Yoneya, studiarono i modelli con caratteristiche da messaggero della vibrazione di stringa e trovarono che le loro proprietà combaciavano esattamente con le particelle mediatrici della forza gravitazionale — i gravitoni. Schwarz e Scherk argomentarono che la teoria delle stringhe non aveva avuto successo perché i fisici ne avevano frainteso gli scopi. Questo condusse allo sviluppo della teoria di stringa bosonica, che è ancora la versione insegnata a molti studenti. Il bisogno originario di un'indipendente teoria degli adroni è stata accantonata con la nascita della cromodinamica quantistica, la teoria dei quark e delle loro interazioni. Ora si spera che o la teoria delle stringhe o qualcuna derivata da essa comporterà una comprensione fondamentale degli stessi quark.

    La teoria di stringa bosonica è formulata in termini di azione di Polyakov, una quantità matematica che può essere usata per prevedere come le stringhe si muovono nello spazio-tempo. Applicando le idee della meccanica quantistica all'azione di Polyakov — procedura nota come quantizzazione — si può dedurre che ogni stringa può vibrare in molti modi diversi, e che ogni stato di vibrazione rappresenta un tipo diverso di particella. La massa di cui è dotata la particella e i vari modi in cui può interagire, sono determinati dai modi in cui la stringa vibra — essenzialmente, dalla nota che la stringa vibrando produce. La scala delle note, ad ognuna delle quali corrisponde una particella, è denominata “spettro energetico” della teoria.

    Questi primi modelli includevano sia stringhe aperte, che hanno due punti terminali definiti, che stringhe chiuse, dove gli estremi sono congiunti a formare una anello, un loop. I due tipi di stringa si comportano in maniera leggermente diversa, producendo due spettri. Non tutte le moderne teorie delle stringhe usano entrambi i tipi; alcune comprendono solo le tipologie chiuse.

    Comunque, la teoria bosonica comporta dei problemi. Fondamentalmente, la teoria ha una peculiare instabilità, portando al decadimento dello stesso spazio-tempo. In più, come il nome suggerisce, lo spettro di particelle contiene solo bosoni, particelle come il fotone che obbedisce a particolari regole di comportamento. Sebbene i bosoni siano un ingrediente indispensabile nell'universo, non sono i suoi unici costituenti. Investigando su come una teoria delle stringhe debba includere i fermioni nel suo spettro conduce alla supersimmetria, una relazione matematica tra bosoni e fermioni che è ora un settore di studio indipendente. Le teorie delle stringhe che includono vibrazioni fermioniche sono conosciute come teorie delle superstringhe; ne sono stati descritti parecchi tipi diversi. Tra il 1984 e il 1986, i fisici compresero che la teoria delle stringhe avrebbe potuto descrivere tutte le particelle elementari e le interazioni tra loro, e centinaia di loro iniziarono a lavorare sulla teoria delle stringhe come l'idea più promettente per unificare la fisica. Questa prima rivoluzione delle superstringhe era iniziata dalla scoperta di un anomalo annullamento nella teoria delle stringhe di tipo I da parte di Michael Green e John Schwarz nel 1984. L'anomalia venne eliminata grazie al meccanismo di Green-Schwarz. Altre inaspettate e rivoluzionarie scoperte, come la stringa eterotica, vennero fatte nel 1985.

    Negli anni novanta, Edward Witten e altri trovarono forti prove a dimostrazione che le differenti teorie delle superstringhe sono diversi limiti di una sconosciuta teoria a undici dimensioni chiamata teoria M. Queste scoperte stimolarono la seconda rivoluzione delle superstringhe. Quando Witten la chiamò teoria M, non specificò per cosa stesse la M, presumibilmente perché non si sentiva in diritto di denominare una teoria che non era in grado di descrivere interamente. Indovinare per cosa stia la M è diventato una sorta di gioco tra i fisici teorici. La M talvolta viene fatta corrispondere a Mistero, Magia o Madre. Ipotesi più serie includono Matrice o Membrana. Sheldon Glashow ha notato che la M può essere un rovesciamento di W, iniziale di Witten. Altri ipotizzano Mancante, Mostruoso o anche Murky (oscura). Secondo lo stesso Witten, come detto in PBS documentary, basato su “The Elegant Universe” di Brian Greene, la M in teoria M sta per “magia, mistero, o matrice a piacere.” Alcuni recenti sviluppi nel campo delle D-brane, oggetti che i fisici hanno scoperto, possono anche essere incluse in alcune teorie che comprendono stringhe aperte della teoria delle superstringhe.

    Il SincroDestino

    Intervista a DEEPAK CHOPRA a cura di Barbara Ainis

    E' certamente, il personaggio intervistato, oltre che sincronico è anche molto sincretico: avvicina con estrema maestria comunicativa la scienza della vita (Ayurveda) alla scienza quantistica e alla nuova biologia; parla di meditazione trascendentale e cita il “grande” Rumi; cavalca il successo tra aneliti mistici e PNL. Un grande minestrone o una sintesi di più ampia saggezza? Scienza e Conoscenza? Barbara Ainis è andata a conoscerlo più da vicino, a Roma, durante il suo ultimo seminario in Italia, dove, come nell'intervista, argomenta sul fatto che coincidenze, successo e salute sono attivazioni delle nostre energie archetipe. E non manca la materia amore, partendo dal “via” naturalmente: il sesso.

    L'intervista

    Nel suo approccio olistico i problemi che affliggono il corpo fisico vengono affrontati, innanzi tutto, attraverso l'apprendimento di alcune tecniche di meditazione. In particolare lei parla della possibilità di liberarsi dalle “emozioni tossiche”, che sarebbero la causa delle infermità. Come interviene la meditazione sulla nostra salute fisica?

    Deepak Chopra: Imparare a scoprire il silenzio e riuscire a dedicargli una parte del nostro tempo è il modo per arrivare a sé e ritrovare quelle emozioni delicate, la compassione, l'empatia, la tenerezza, l'amore, che sono la chiave d'accesso alla felicità. La meditazione ha cambiato la mia vita e quella di tante altre persone. Ci sono varie forme di meditazione. Nella Meditazione Trascendentale di Maharishi Mahesh Yogi, fondata sull'antica Scienza Vedica, è possibile trovare la strada per individuare le “emozioni tossiche” che proviamo, e dalle quali siamo internamente controllati, e liberarcene. Queste emozioni sono: la rabbia e il rancore, la paura e l'ansia, il senso di colpa e, infine, la depressione. L'origine di queste emozioni è comune e riconducibile a un bisogno umano primario che non è stato soddisfatto. Può trattarsi di qualcosa che ha compromesso la nostra integrità fisica, o la sicurezza materiale, i nostri sentimenti di amore e appartenenza, la nostra autostima, la nostra creatività o il nostro senso dello scopo superiore. In ogni caso quando non riusciamo a gestire il dolore, questo non ci abbandona, sottoforma di ricordo nel caso del rancore, sottoforma di anticipazione nel caso dell'ansia, diretto contro noi stessi nel caso del senso di colpa (la depressione è, invece, l'esaurimento delle energie conseguente all'incapacità di gestire il dolore). Tutte queste emozioni sono concretamente tossiche per il nostro organismo e rappresentano la causa principale di morte prematura, ad esempio nel caso delle malattie cardiovascolari, direttamente riconducibili al rancore. Attraverso la pratica quotidiana della meditazione è possibile liberarsi emozionalmente: individuando le “emozioni tossiche” provate, risalendo al desiderio insoddisfatto, riconoscendosi il solo responsabile delle proprie emozioni, esprimendo e descrivendo il proprio stato d'animo e, quindi, realizzando il Sutra Moksha – Io sono emozionalmente libero. E solo liberandosi emozionalmente è possibile coltivare la sincronicità e il SincroDestino.

    Lei descrive il SincroDestino come una “apparente cospirazione di improbabilità”. Che cosa vuole dire e come si coltiva la sincronicità?

    Deepak Chopra: Tutto ciò che esiste intorno a noi e la nostra stessa esistenza è il frutto di una fitta e complessa rete di coincidenze. Ma la verità è che nessuna di queste coincidenze è puro caso. Niente è isolato o indipendente e la sincronicità degli eventi, la loro orchestrazione è il risultato di una consapevolezza non locale. Quando riusciamo a stare attenti al significato reale degli eventi, riusciamo allora a muoverci nei livelli più alti della consapevolezza. Coltivare la sincronicità vuol dire essere cosciente di quanto la nostra intenzione possa contribuire all'attivazione degli archetipi, ossia al SincroDestino. Con archetipi intendo delle concentrazioni di energia fisica che esistono potenzialmente fino a quando non vengono attivati da una situazione esterna o nella vita mentale, conscia o inconscia, di una persona. L'intenzione consapevole può attivare gli archetipi e generare forze a catena che intervengono sugli eventi spazio-temporali, sul nostro corpo, sulle relazioni e le circostanze.

    E' questo il senso del suo impegno come presidente dell'Alliance for a New Humanity? La trasformazione della coscienza personale può agire a livello sociale e contribuire davvero alla costruzione della pace?

    Deepak Chopra: La nostra trasformazione causa la trasformazione del mondo perché noi siamo il mondo. Il mondo non è altro che la proiezione della nostra coscienza, che essa sia consapevole o meno di se stessa. Se c'è guerra è perché noi siamo d'accordo a che ci sia la guerra, perché la nostra coscienza non vi si oppone. Se vi è commercio delle armi è perché noi abbiamo accettato che vi sia. Se vi è distruzione dell'ecosistema è perché noi lo abbiamo accettato. Il mondo intorno a noi non è altro che il nostro accordo collettivo e la nostra storia, ossia la storia che noi ci raccontiamo sia come individui che come collettività, è direttamente in relazione alle nostre intime intenzioni. E' per questo che sono convinto, e come me lo sono gli altri fondatori dell'Alleanza (tra i quali Kerry Kennedy, figlia di Robert Kennedy e attivista dei diritti umani, Oscar Arias Sanchez, ex presidente del Costa Rica e Premio Nobel per la pace, e Sarah Ozacky-Lazar co-direttrice del Jewish-Arab Center for Peace di Israele) del fatto che, se una massa critica di persone nel mondo cambiano la propria storia, questo porterà a modificare la storia del mondo. E' questo l'obiettivo principale anzi, direi che è l'unico obiettivo dell'Alliance for a New Humanity. La parte più profonda del nostro essere non è individuale, appartiene a un dominio della coscienza, a una sfera della coscienza che è universale. Quello che noi chiamiamo spiritualità non è altro che una sfera di consapevolezza, di coscienza in cui noi viviamo e sperimentiamo la nostra essenza come natura universale. Quando noi viviamo in questa consapevolezza diventiamo immediatamente capaci di sentire amore, compassione, gentilezza, inseparabilità e di percepire la perfetta sintonia con l'ambiente.

    Attualmente secondo lei quale strada sta imboccando l'umanità, quella della crescita o dell'autodistruzione?

    Deepak Chopra: Mi piace pensare che l'umanità voglia e possa seguire la strada della crescita e dello sviluppo. Non dell'autodistruzione. Come ho già detto la nostra trasformazione causa la trasformazione del mondo. Ma, per far trasformarci, è necessario raggiungere un perfetto equilibrio tra corpo, spirito e mente. E, in questo senso, lo yoga, insieme alla meditazione, può offrire un valido supporto. Yoga vuol dire “unione”. E' la scienza capace di unire l'anima individuale con lo Spirito Cosmico e quindi di fornire un prezioso contributo alla crescita dell'intera umanità. Con lo yoga ci si fa del bene. Si può ritrovare la forma fisica, trovare del tempo per se stessi, eliminare lo stress, imparare a respirare meglio e gestire meglio le proprie emozioni. Dobbiamo sempre ricordarci che dentro di noi esiste un grande potenziale e che, quando vi accediamo, la nostra biologia reagisce in modo positivo. Essere in sintonia con noi stessi, con la nostra mente e il nostro spirito è il primo passo sulla via del benessere. La meditazione e lo yoga possono esserci d'aiuto. Queste due pratiche, infatti, ci spingono a conoscerci meglio e a sentire il reale senso della nostra esistenza, migliorando notevolmente la qualità della nostra vita.

    Interpretare l'universo come una rete di interconnessioni ci riporta alla relazione tra ricerca spirituale e fisica quantistica. Una relazione complessa e a rischio di mode e banalizzazioni. Che cosa c'è di vero?

    Deepak Chopra: In effetti attualmente questa è un'area molto controversa. Tra i ricercatori e gli scienziati ci sono due scuole di pensiero. La scuola conservatrice, cui fanno capo molti, sostiene che la fisica dei quanti non abbia nulla a che fare con la coscienza. Tuttavia un gruppo emergente di fisici, che sono più radicali se vogliamo, sostiene che la coscienza abbia tutto a che fare con la fisica quantistica. Questi nuovi fisici rivoluzionari sono più allineati con i primi fisici dei quanti, come Heisemberg o Bohr, i quali erano molto interessati alla questione della coscienza. Questa seconda scuola di pensiero si pone una domanda molto semplice e per questo capace di sconvolgere: “Come è possibile escludere la coscienza dalle conclusioni delle teorie della fisica quantistica, che descrivono l'universo, dal momento in cui la coscienza è indubitabilmente parte integrante dell'universo?” C'è da chiedersi dunque che cosa sia un pensiero? Quando si esamina l'attività del cervello, quando si tenta di descrivere il processo cognitivo, i concetti della fisica quantistica dimostrano la loro adeguatezza: il pensiero non è altro che un'attività quantica, è una fluttuazione di fotoni. Questo non vuol dire che il fotone generi il pensiero, o che il pensiero generi il fotone. Entrambe potrebbero essere attività parallele, non lo sappiamo ancora. Sappiamo tuttavia che quando noi applichiamo i principi della fisica dei quanti, comprendiamo la coscienza molto meglio di quando rifiutiamo di applicare questi principi.

    Si tratta quindi di portare alle sue estreme conseguenze la formula di Einstein E=mc2?
    Deepak Chopra: Non direi che si tratta di una conseguenza poi tanto estrema. Anzi, oggi, che la formula della relatività ha ormai più di cento anni, sappiamo che non si può più parlare solo di energia e materia. Ora si tratta di informazione, energia e materia. E poi coscienza, informazione, energia e materia. Quindi siamo al di là della formula E=mc2. Per prima nella creazione di ciò che esiste interviene la coscienza, poi l'informazione, quindi l'energia al terzo posto e infine la materia.

    Lei definisce il successo come uno dei bisogni primari e la meditazione come una strada per realizzare appieno questo bisogno. Come si può superare l'apparente contraddizione tra bisogno di successo e desiderio di realizzazione, con la necessità di “essere”, oltre l'ego?

    Deepak Chopra: Innanzi tutto come definiamo il successo. Il successo è la capacità di realizzare i propri obiettivi, è la realizzazione progressiva dei propri obiettivi. Ma questo non è tutto: il successo è anche la capacità di amare e provare compassione, i successo è anche creatività. Il successo è anche uno stato di buona salute. Il successo è anche trovare un legame nei confronti delle forze creatrici dell'universo. Quando abbiamo una definizione olistica del successo ci rendiamo conto che il successo materiale a se stante è solo un tipo di successo molto squilibrato e che il successo impostato sull'ego porta a stress, infarti, problemi relazionali, violenza e tutti i problemi che conosciamo. Quindi non è possibile pensare al successo in termini esclusivamente dell'ego altrimenti per noi sarebbe un disastro.

    Come definirebbe in due parole il fenomeno del Bleep?

    Deepak Chopra: Due parole non basterebbero. Si tratta di un fenomeno molto complesso che recentemente ha suscitato grande interesse da parte di tutti. Io ho sempre sostenuto che per capire veramente la natura della realtà dobbiamo guardare attraverso gli occhi dell'anima. Qualsiasi studioso di percezioni, oggi, vi può dire che per conoscere la natura della realtà non possiamo fidarci soltanto dell'osservazione sensoriale. Sir Arthur Eddington, un grande scienziato del secolo scorso disse: “Qualcosa di sconosciuto sta lavorando, noi non sappiamo cosa”. Più vogliamo capire le percezioni, più non le comprendiamo. Non esiste un mondo esterno in quanto tale. Tutto quello che chiamiamo universo, alberi, stelle, galassie – ogni cosa che osserviamo come mondo esterno – è una traslazione di processi fisici in codici binari, attraverso le membrane cellulari, di fotoni in neuroni. Questo è il motivo per il quale, nella tradizione ayurvedica, diciamo che non siamo nel mondo; il mondo è in noi. Non esistiamo nel mondo; il mondo esiste in noi. Non esistiamo nel corpo; il corpo esiste in noi. Non esistiamo nella mente; la mente esiste in noi. Ci curviamo in noi stessi e creiamo la mente, il corpo e il mondo fisico. Li manifestiamo. Produciamo tutto: la mente, il corpo e l'universo intero. Non sto parlando filosoficamente o usando una metafisica orientale. Questa è scienza.

    Un tema apparentemente più leggero, ma senz'altro interessante: lei è coinvolto nel lancio di un gioco interattivo virtuale che si chiama “wild divine”. Di che cosa si tratta e come sono da considerarsi i due termini “wild” e soprattutto “divine”?

    Deepak Chopra: A grandi linee, il gioco ripropone una versione virtuale del “biofeedback”, la tecnica di rilassamento che mira al controllo delle emozioni dannose, attraverso la consapevolezza delle funzioni vitali (a cominciare dalla pressione sanguigna). La differenza è che, se in un esperimento classico di biofeedback, il paziente impara a controllarsi per far cessare un fastidioso segnale d'allarme, in “Wild Divine” deve farlo per andare avanti nella partita. A rendergli impossibile barare, ci pensa un sensore collegato alle dita della mano che monitora le sue reazioni fisiologiche per tutta la durata del gioco. La sfida si snoda in una serie di “eventi energetici”. 10 livelli tra templi, palazzi e torri da esplorare. Il percorso è simile a quello di altri videogame: per passare da un livello all'altro bisogna raccogliere oggetti, superare un dato numero di ostacoli e ogni tanto risolvere un enigma cruciale. Ma, l'elemento fondamentale del gioco sono le regole. Muoversi tra gli “incantevoli paesaggi mistici” significa usare la forza della mente. In parole povere, se c'è una porta, andrà aperta modulando il ritmo del proprio respiro. Così anche per gli oggetti che s'incontrano sulla via: a battito cardiaco accelerato, sintomo di scarso rilassamento, sarà difficile afferrarli. Lo stress impedirà anche alle guide spirituali di manifestarsi. E senza il loro intervento è inutile pensare di riuscire nell'impresa. Lo scopo del gioco è permettere alle persone di influenzare ciò che accade al loro corpo, nella loro mente e il mondo che essi si creano ogni giorno.

    So che lei è un amante della poesia di Rumi, è vero amore? O si tratta di una curiosità intellettuale?

    Deepak Chopra: Rumi è stato una delle maggiori ispirazioni nella mia vita, fin da quando ero bambino. Durante la mia infanzia, sono cresciuto nutrendomi molto di poesia, sia orientale che occidentale, grazie ai miei genitori che me ne leggevano ogni sera, prima di andare a dormire. Sono stato molto influenzato dai poeti visionari. Rumi era un poeta che andavamo certamente ad ascoltare la sera, quando le persone ne recitavano i versi e danzavano. E subito dopo Rumi, c'era Tagore, il poeta indiano. Anche i suoi versi sono, per me, davvero belli e raffinati. La poesia mistica di Rumi parla di amore con la “a” maiuscola, di dialogo intimo con il sé supremo, con l'Amico sempre presente nell'aria fresca del mattino e nei colori del tramonto, la cui presenza si manifesta attraverso lo struggimento interiore dell'assenza, come sempre lamenta il flauto di canna dal giorno che è stato strappato dal suo letto di canne.

    C'è qualcosa di incredibile nel constatare come questo poeta persiano del 1200 sia diventato, in questi anni, l'autore più letto, amato, recitato, in testa alle classifiche americane per la poesia. Mi piace molto leggere, durante le mie conferenze, nei miei seminari, alla TV e ovunque io sia chiamato a intervenire, i versi di Rumi, accompagnato da abili musicisti di diverse etnie.

    L'amore, ha detto lei all'inizio, è una delle emozioni gentili a cui si accede attraverso la consapevolezza. Ma la consapevolezza può essere incontrata attraverso l'amore? Qual è il ruolo della sessualità e dell'orgasmo nella strada della comprensione, ossia si può entrare in contatto con un sapere più alto abbandonandosi al piacere fisico?

    Deepak Chopra: L'orgasmo non è altro che un momento in cui viviamo una perdita totale e completa dell'ego. Vi è una naturalezza totale, il senso di dimensione senza tempo, si è totalmente nudi, fisicamente e emotivamente, e si espone la propria vulnerabilità. Si ha quella che si chiama coscienza dell'unione o dell'unità. Questa è un'esperienza di trascendenza e quindi una esperienza sacra. In molte saggezze orientali l'energia spirituale e l'energia sessuale sono la stessa cosa, sono l'energia creativa dell'universo, che esprime se stessa come vitalità, come il nostro essere allerti, eccitati, appassionati, innamorati. L'energia sessuale è energia pura. Il tema dell'orgasmo e del piacere è estremamente importante e su questo tema ho impegnato le mie ricerche degli ultimi mesi: il mio ultimo libro, pubblicato negli Stati Uniti e in Inghilterra in giugno e presto anche in Italia, è una nuova traduzione del Kama Sutra e delle leggi spirituali dell'amore. Come molti sanno, si tratta di un testo antico che interpreta il piacere (Kama) come uno dei quattro obiettivi della vita. Gli altri tre sono: Dharma, che significa armonia con l'universo; Arth (abbondanza materiale) e Moksha (illuminazione). Questo libro rivela molte verità. La prima è che l'energia sessuale è il principio creativo primario dell'intero universo. Tutti gli esseri viventi sono una sua derivazione. Negli animali, come nelle altre forme di vita, l'energia sessuale si esprime attraverso la creatività biologica. Negli esseri umani essa assume aspetti creativi su più livelli: fisico, emotivo e spirituale. In tutte le situazioni in cui proviamo attrazione, eccitamento, risveglio dei sensi, passione, interesse, ispirazione, entusiasmo, desiderio, l'energia sessuale è all'opera. È bene dunque acquisire maggiore consapevolezza. Non appena sperimentiamo uno di questi stati emotivi, cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione sul tipo di energia e fare in modo di mantenerla viva con gioia e consapevolezza.

    Concetti di base della fisica quantistica e Organizzazione Mentale

    Questi principi trovano spiegazione e attuazione nei concetti base della fisica quantistica:

    * L’osservatore non può essere separato da ciò che osserva (Werner Heisenberg)

    * Tutto è costituito dal Vuoto, la forma è vuoto condensato ( Albert Einstein): lo stesso Buddha lo scriveva nel Sutra del Cuore

    * Il Nulla è il materiale di costruzione dell’ universo (John Wheeler)

    * L’universo è un tutto interconnesso (David Bohm)

    * Non ci sono cause locali (John Stuart Bell): cioè due oggetti possono comunicare anche da enormi distanze, come se fossero un unico essere, senza alcuna forma di comunicazione.

    Aggregazione mentale ed eggregore sono concetti assonanti. Questo perchè, l’identità di una coscienza umana è il risultato di un aggregazione di pensieri, come un eggregore è il risultato di una aggregazione d’identità umane. Sviluppando le aggregazione si possono creare anelli forza e catene di energetiche.

    Frammentazione mentale

    La mente comune è composta da una moltitudine di “assolo”, scoordinati e spesso conflittuali.

    Sono i pensieri che confliggono tra certezza e incertezza; brani d’informazioni e opinioni che si confondono; «i tanti se stessi» recitati nei ruoli sociali. Ogni frammento lotta per prevalere, ma mischiandosi e accavallasi finiscono per confondere l’identità dell’uomo. Allora sorgono le domande esistenziali: chi sono veramente, che cosa voglio, che cosa faccio? Questa frammentazione suscita una coscienza a macchia di leopardo. Cioè, una coscienza che sa un po’ di tutto ma nulla del tutto.

    La frammentazione mentale è un problema tanto diffuso da essere prima accettato e poi dimenticato. La soluzione sta nell’organizzazione mentale, che per molti comincia dall’organizzare le idee. Ed è questo che cercano di fare. Riflettendo meglio, però, si prospetta una soluzione più energica.

    Con la sola eccezione delle idee intuitive, che formano un genere a parte, le idee nascono da una particolare visione mentale. Questo fa pensare che invece di organizzare le idee, si potrebbe cominciare dal cambiare la prospettiva, per passare da una visione soggettiva a sviluppare una visone d’insieme.

    Organizzazione mentale

    L’organizzazione mentale porta al pensiero sintetico, che è sinonimo di armonia intellettuale, ed è l’unico aspetto in grado di contenere e di mostrare contemporaneamente tutte le componenti di un argomento. Questo meccanismo può essere rafforzato, con molti vantaggi e pochissime controindicazioni. Il suo sviluppo sta nella visione mentale.

    Quella usata comunemente è la visione soggettiva, usata di chi interpreta “qualcosa o qualcuno” secondo il proprio punto di vista. Prodotta dall’egocentrismo, pone al suo centro le opinioni e i pre-giudizi dell’osservatore.

    La visione oggettiva è l’osservazione distaccata, che pone al suo centro la realtà di quanto e di chi viene visto o ascoltato, rispettosa della centralità delle sue caratteristiche.

    Distaccandosi dalle attrazioni particolari, l’osservatore comincia a concepire la visione d’insieme che, tecnicamente, è la capacità di aggregare tante visoni particolari.

    In altre parole, si tratta della capacità di unificare più prospettive, fino a renderne una sintesi. Ad esempio, con una macchina fotografica non si può catturare una immagine più grande di quella che l’obbiettivo può abbracciare. Perciò, l’obbiettivo riduce a dettaglio un panorama più grande. Nell’uomo, l’obbiettivo è la visone mentale.

    Se si desidera ottenere una immagine più ampia si ricorre al grandangolo. Ma per quanto sia ampio, nessun obbiettivo, o visione mentale, può abbracciare un panorama per intero. A questo punto il fotografo ricorre a un sistema. Forma una sequenza d’immagini, che mette una accanto all’altra fino a riprodurre per intero il panorama. Trasponendo il sistema fotografico a concetto mentale si ottiene l’idea di cosa può essere una visione d’insieme. Che sarebbe visualizzare una sequenza d’impressioni, unendole poi sottoforma di sintesi.

    Sintesi e riorganizzazione mentale

    Sintesi e visone d’insieme, dunque, sono il risultato di aggregazioni mentali, la cui forza è pari alla forza di concentrazione di cui l’uomo è capace. Il fatto è che la mente di un uomo non è un obbiettivo intercambiabile. Per modificare la visione bisogna lavorare sulla struttura mentale, e questa è un mix pressoché unico di caratteristiche. Ma anche se unica, ogni mente sottostà a regole, che si possono usare per favorire i cambiamenti.

    Una è quella che da una volontà carente può sorgere soltanto una coscienza indefinita ed una mente poco propensa a specializzarsi. L’ altra è che una volontà matura dà vita ad una coscienza pronta ad espandersi e ad una mente capace di specializzarsi, aprendosi alla crescita intellettuale. Ecco che la specializzazione, invece di restringere il campo mentale, può servire a riorganizzare le idee rinvigorendo, così, la struttura mentale.

    Anelli di forza

    La forza mentale di un uomo diventa un anello di forza che, aggregandosi ad altri anelli, costituisce una catena energetica la cui combinazione forza-qualità è pari alla somma degli anelli. La similitudine in questo caso è un fattore determinante, perchè, una diversa intensità mentale rende incomunicabili gli anelli, rendendo intrasmissibile la forza di volontà, mente e coscienza. Se invece gli anelli sono compatibili la catena è forte, e la sua energia può costruire un eggregore.

    Eggregori

    Per definizione l’eggregore è lo spirito di un gruppo. La summa dell’energia che un gruppo di uomini può immettere in un anello d’intenzioni (catena di intenzioni), che possono essere di livelli e qualità diverse.

    Come già detto, qualità e potenza di una catena non sono una scelta, ma sono il risultato dell’energia-pensiero riversata dai suoi componenti. Per cui, se la coscienza dei partecipanti è scarsa nulla può elevare la qualità dell’eggregore che non supera mai la volontà dei suoi componenti.

    Ai diversi tipi di aggregazioni corrispondono altrettanti tipi di eggregore. Ci sono aggregazioni che si basano su desideri, su interessi economici, su ideali concreti e religiosi, su passioni ed ideologie. Questi sono i più comuni. Poi ci sono aggregazioni raffinate, con eggregori sottili, sostenuti da contenuti intellettuali, oppure da ideali astratti e spirituali.

    L’eggregore è l’Idea attorno cui si aggregano i consensi

    Le idee possono essere pessime o sublimi, e i componenti della catena possono essere tanti, pochi o pochissimi; nulla di tutto questo modifica il meccanismo della sua formazione. L’eggregore può essere l’anima mediocre di un di gruppo mediocre, oppure, lo spirito straordinario di un gruppo di eccellente valore.

    Anche la sua attività dipende dalle qualità del gruppo. Ad un gruppo energeticamente anemico corrisponderà sempre un eggregore debole e sfumato. E nessun mezzo, metodo o strumento potrà sollevarne la qualità. A mano che non si elevi la qualità di coscienza del gruppo.

    Eggregore eterico, astrale, devozionale, spirituale si dice. Eppure non sono aspetti dell’eggregore ma degli uomini che ne fanno parte. I migliori sono quelli nati da coscienze in via di sviluppo, perchè trasudano volontà di crescere, abbandonando i ri-vestimenti convenzionali. Non è dicendo “così fan tutti”, o “penso, dico e faccio come gli altri” che si arriva all’autorealizzazione. Lo dimostra una caratteristica della via iniziatica che è l’anticonformismo. Una coscienza evoluta non viene influenzata dal comune sentire, anzi, propone idee contro-corrente. Se così non fosse, cosa distinguerebbe un iniziato dal conformista? Partendo dal principio che sono le idee e non le cerimonie fittizie a generare un eggregore, ognuno può aspirare a diventare un anello di forza, in grado di concentrare e di distribuire forze sottili (pensieri). Questo, sì che potrebbe essere un buon motivo per cominciare a sviluppare una visione d’insieme .

    Tratto dal volume ” La Medicina della Luce”

    La fisica quantistica ha rivoluzionato non solo il modo di vedere la realtà, ma anche il modo di vedere i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre impressioni.

    Da ciò nasce la Terapia quantista emozionale, che prende le basi quantistiche per trasporle nelle problematiche psicologiche.

    Sappiamo che l’uomo è un pensiero, un evento quantistico, una fluttuazione di energia immerso nel grande corpo quantistico dell’universo.

    Un pensiero è un evento quantistico di natura energetica, e come tale non differisce da qualsiasi altro pensiero………( vi ricordate che le particelle subatomiche sono tutte uguali fra loro?): da ciò si evince che non c’è nessuna differenza quantistica fra la gioia e la tristezza, fra la rabbia e la felicità, fra la gelosia e la fiducia, ecc….. Il problema nasce, come vedremo fra poco, quando noi diamo una etichetta a queste energie neutre, e finiamo per identificarci con le emozioni, osservando quindi la realtà circostante con questi nuovi occhiali emozionali.

    Una emozione ( bella o brutta che sia), un pensiero, è soltanto un’onda energetica diffusa, invisibile, che penetra nella nostra coscienza e come tale attraversa il nostro corpo, a volte prediligendo un organo particolare( cuore, intestino, testa, stomaco…), e assumendo una forma e dimensioni variabili…….Se noi osserviamo il cammino del pensiero, vedremo che dopo essere sorto alla coscienza, scompare: se proviamo ad inseguirlo, per vedere dove va, arriveremo in uno spazio vuoto; questo spazio, dove regna il silenzio, è lo stesso che c’è fra i suoni, fra le parole, ed è la porta d’entrata sia al mondo quantistico che a quello virtuale.

    Quando ci si esercita a rimanere in questo spazio ( uguale a quello che c’è fra due respiri) si assiste ad un cambiamento della nostra fisiologia, assimilabile a quella prodotta dalla meditazione, e dalla ripetizione di un mantra, come nella risposta di rilassamento: le onde cerebrali si trasformano in onde alfa, e i centri nervosi passano dal normale caos funzionale alla coerenza…..

    La mente acquisisce una dignità diversa da quella che invece si identifica con il pensiero: comprendiamo che come osservatore dei nostri pensieri, noi siamo più dei suoi contenuti , e siamo posti al di là del coinvolgimento emozionale, cosa invece che ci porterebbe nella prigione da noi stessi intessuta con i fili del nostro Ego ( paure, approvazione, controllo su gli altri e sugli oggetti, attaccamenti….). Inoltre la mente, in questo spazio, comincia a manifestare consapevolezze vicine alle scoperte della fisica quantistica: creazione della realtà, trasmissione a distanza; la non-località , la sincronicità, ecc….

    Nella Terapia quantistica emozionale quindi si trascende dalle cause e dalle condizioni che hanno provocato una nostra reazione emozionale ( paura, tristezza, depressione, ansia….), anzi queste, se prese in considerazione, danno un concetto completamente sbagliato della dinamica dei fatti!

    L’innovazione sta nel fatto che, essendo tutto costituito da energia, qualsiasi emozione può essere vista e vissuta come tale: lo dimostrano gli esercizi con cui la carica emozionale negativa svanisce all’istante, quando, distolta l’attenzione dalle cause e dalle condizioni, ci identifichiamo con l’energia di per se stessa : dal punto di vista della fisica quantistica 1) l’onda, di natura neutra, viene intrappolata dalla nostra volontà ; 2) a ciò fa seguito una denominazione dell’emozione, una etichetta che 3) se noi vi ci identifichiamo 4) provochiamo un collasso dell’onda, quindi la trasformiamo in particella che 5) una volta acquisita una sua massa emozionale, diventa molto solida, e difficile ad eliminare, anzi si rafforza con la memoria dell’evento scatenante!!!: è come se avessimo creato una lente personale, attraverso la quale definiamo noi e il mondo.

    Da ciò si comprende come gli eventi esterni, i fatti, le persone , gli oggetti, non hanno a che vedere con il nostro stato emozionale……..è inutile, se non dannoso, dare colpe, fare la vittime, o i martiri, ciò rafforzerebbe la solidità della particella e il suo conseguente danno fisico e psichico, oltre al fatto di dare potere a “ padroni “ esterni!!! : siamo noi i soli ad essere responsabili delle nostre emozioni, delle nostre esperienze e della nostra realtà soggettiva, da esse provocata………Ricordate il principio di incertezza, secondo il quale è l’osservatore che crea, influenza, altera il mondo esterno secondo gli occhi dei propri pensieri , desideri e intenzioni……..Le realtà che interpretiamo sono , in verità, soggettive, cioè non corrispondono alla vera realtà!

    Solo con un salto quantico della coscienza, dando all’emozione la sua giusta connotazione di onda, di energia, e vivendola come tale, noi la possiamo rimandare nel mondo quantistico come onda……

    Inoltre, questa energia, la cui natura è neutra, può essere sfruttata per:

    1) interconnetterci con il mondo circostante, anch’esso di natura energetica quantistica, consapevolizzando la nostra unione, la nostra fusione, con il tutto…….e quindi allontanandoci dalla catastrofica prigione della separazione……. ( Bohm: “ Tutto compenetra ogni altra cosa “ ), 2) incanalarla in attività al servizio nostro e degli altri ( scrivere, fare sport, leggere, creare, aiutare….).

    Nella Terapia quantistica emozionale ci sono dei principi di base:

    1) – “ esiste una sola sostanza “ – cioè il regno virtuale, la luce, l’oceano quantistico; – un’altro principio è: 2) – “Tutto ciò che conosci di te stesso proviene al di fuori di te, quindi abbandonalo” – questo sta a significare che ciò che i nostri sensi percepiscono come esperienza, proviene da altri sensi, cioè da altre esperienze che hanno avuto le persone che ci circondano, madre, padre, nonni e società in genere, e siccome abbiamo visto che i sensi cospirano, ci danno un’illusione del mondo, tutto ciò che noi sappiamo è un’illusione, non corrisponde veramente a chi siamo; 3) – “Non credere a niente, indaga ogni cosa”-Un altro principio è 4) – “affinché tu possa scoprire chi sei, devi prima capire chi non sei”- infatti vedremo tra poco che noi non siamo il contenuto della nostra mente; 5 ) “per lasciare andare qualcosa, distaccandotene, devi prima conoscerla” – quindi dobbiamo conoscere qual è la particella emozionale e riviverla, per poi eliminarla. Altro principio 6) – “chi fa l’esperienza è contenuto nell’esperienza stessa, ne fa parte” – 7) – “qualsiasi cosa pensi di essere non lo sei” – 8) – “mantieni l’attenzione sull’Io Sono e lascia andare qualsiasi altra cosa” – poi spiegheremo il significato dell’Io Sono.L’ultimo principio è 9) – “qualsiasi cosa sai su di te può non essere vero” -.

    Prima di continuare spieghiamo il concetto dell’Io Sono.

    Abbiamo visto nel capitolo della trasformazione spirituale che la nostra natura, il nostro vero sé si trova nel regno virtuale, nell’ordine sub-manifesto dell’essere, quindi il nostro Me reale corrisponde al campo unificato, allo spirito, che poi si identifica anche con la componente divina.

    L’Io Sono è la nostra componente che si trova nel regno virtuale, quindi il cosiddetto testimone silenzioso; è la nostra vera essenza che non giudica, non critica, ma osserva tutto ciò che ci accade.

    L’Io Sono si trova in una condizione di beatitudine, in quanto osserva tutto quello che accade; se noi riuscissimo, con degli esercizi di psicologia della luce, ad andare nell’Io Sono, vedremmo che la nostra vita si presenterebbe in modi molto diversi, acquisendo un significato nuovo; infatti dall’Io Sono vedremmo che le nostre scelte non hanno poi tanta importanza, l’importante è l’intenzione che abbiamo, cioè l’amore, e quindi la diffusione della luce, la diffusione delle caratteristiche di compassione, di unità con gli altri, non tanto la scelta in se stessa.

    L’Io Sono non è mai nato, infatti è nella nostra vera natura di essere immortali, eterni; neanche il fuoco, l’acqua, il vento possano sconfiggerlo; non dobbiamo neanche cercarlo o comunque formarlo, perché esiste dall’eternità.

    Un altro concetto che voglio sottolineare, è quello della mente, che deve essere considerata come un calderone, come uno strumento della nostra parte spirituale, cioè dell’Io Sono.

    Quando veniamo concepiti e scegliamo i nostri genitori per le nostre lezioni di vita, cominciamo a ricevere dalla madre, dal padre e dall’ambiente circostante delle informazioni, delle unità informative, i cosiddetti q-bits, che cominciano a riempire la mente.

    Originariamente la funzione più importante della mente è quella di essere strumento dello spirito, il quale può agire se la mente ne è strumento, quindi se la nostra mente è vuota da qualsiasi pensiero, immagine o visualizzazione.

    Purtroppo con il passare degli anni, la mente si riempie di informazioni, di pensieri che ci provengono da altre menti, per cui si arriva ad una quantità enorme di informazioni in essa contenute (si stima che siano 6.480.000 unità informative nelle 24 ore).

    Quindi tale quantità non permette allo spirito di agire, se non in alcuni momenti della giornata come al risveglio e all’addormentamento, a meno che non ci esercitiamo a tenere la mente vuota con delle tecniche di meditazione, come la meditazione stand – by.

    Questa è una forma di meditazione passiva in cui la coscienza pone attenzione sul nulla.

    Io ho sperimentato una tecnica estremamente facile, che chiunque può eseguire, la quale consiste nel chiudere gli occhi e osservare lo show dei pensieri mentali; dopo bisogna immaginare di avere un telecomando nelle mani e spegnere questo show mentale, rimanendo nel vuoto.

    È a questo punto che occorre fare del training, perché ci siamo identificati con il contenuto della mente, noi eravamo quei pensieri, quei concetti, quelle interpretazioni, quelle aspettative.

    Invece non è così, noi siamo nell’Io Sono, siamo gli osservatori di ciò che avviene nella mente, del contenuto mentale.

    Dobbiamo allenarci a stare nel nulla, a stare nel vuoto e se qualche pensiero, qualche visualizzazione si materializza nella nostra mente, e quindi ricomincia la show mentale, basta prendere il telecomando e spegnere lo show: meglio restare nel nulla.

    Cominciano dopo un po’ a fluire informazioni spirituali.

    Lo spirito, quindi la grande energia di pace, di beatitudine e di equilibrio, comincia ad agire sul nostro corpo e su chi ci sta accanto, utilizzando la mente come strumento.

    Una delle prime reazioni è quella di annullare la catena di eventi suicidi, che abbiamo descritto in un capitolo precedente, che porta alla formazione di neuropeptidi, di citochine, di neuromodulatori e sostanze peptidiche, che danneggeranno il nostro corpo a seguito di pensieri negativi, a seguito di quel contenuto mentale.

    Questo è molto importante, perché nel momento in cui entriamo nella meditazione stand-by, interrompiamo questa catena, mandando informazioni di equilibrio al nostro corpo, infatti il nostro sistema PNEI (psico-neuro-immunologico) comincerà ad equilibrarsi.

    Questa tecnica è molto interessante dal punto di vista terapeutico, perché tramite l’azione dello spirito, che è luce pura, possiamo riuscire ad equilibrare un sistema alterato del nostro corpo, basta dirigere l’intenzione sull’organo interessato, il quale è anch’esso luce, quindi luce che agisce su altra luce.

    Con questa tecnica si sono viste delle guarigioni, perché si dà finalmente sfogo alla grande intelligenza dello spirito, e si permette di attivare il nostro guaritore interiore.

    Un altro concetto importante è quello delle particelle emozionali: ogni emozione la blocchiamo, perché reagiamo ad una energia che arriva da parte di un’altra persona o da parte dell’ambiente; abbiamo un cammino e delle esperienze da fare, e delle lezioni da apprendere.

    Dando un’etichetta, un nome a queste emozioni, formiamo una particella; l’insieme delle particelle emozionali, contenute nel calderone mentale, costituiscono “un essere”, che Carlos Castaneda chiama Dragone a Cento Teste, cioè l’ego.

    Una cosa che ho notato nella mia esperienza clinica, è che le particelle emozionali sono mobili e si trovano tutte nascoste in fondo ad uno stagno melmoso; infatti quando diciamo di rimuovere un’emozione, un’esperienza, accade che le particelle vanno a finire in fondo a questo stagno.

    Quando avvengono dei fenomeni emozionali o riceviamo degli input esterni, le particelle vengono a galla con tutto il corteo sintomatologico che le accompagna.

    Le particelle emozionali possono passare dalla madre al figlio, dal padre al figlio.

    Possono esserci anche delle patologie provocate da particelle che passano da generazione in generazione, infatti quando una persona riesce ad eliminare le particelle emozionali, blocca la trasmissione della malattia specifica e quindi dei sintomi legati alla particella emozionale.

    In genere ogni particella emozionale si esprime attraverso una parte del corpo, ma possono esserci più particelle presenti a livello di un organo: ad esempio a livello del chakra tiroideo; quando le si elimina, con le tecniche della psicologia della luce, dobbiamo osservare bene che nel corpo quantico, cioè nell’insieme delle informazioni subatomiche della persona, non ci siano altre particelle, perché possono esserne rimaste altre, riguardanti ulteriori esperienze di tipo comunicativo.

    Esse si possono dividere in particelle primarie e in particelle secondarie, ciò significa che a seguito di un’esperienza principale, possono esserci altre esperienze legate alla stessa etichetta, da noi messa all’esperienza principale che io chiamo anche particella madre: quindi avremo la locomotiva e i vagoni.

    I vagoni sono tutte le varie particelle figlie: se queste vengono eliminate, apparentemente il problema scompare, ma in realtà non è stato eliminato, perché la particella principale ripiomba nel fondo ed in qualsiasi momento può tornare a galla.

    La formazione di queste particelle, purtroppo, non può essere bloccata.

    Fino ad oggi, nella psicologia, nella psicoanalisi, nella psicologia transpersonale, che pure ammette una correlazione fra mente e mente, quindi una mente non-locale, non sono mai esistite delle tecniche di eliminazione di queste particelle; queste tecniche formerebbero altre particelle, magari buone, magari positive, ma non eliminerebbero quella principale, che continua ad agire sugli organi, facendo evolvere la patologia.

    Con la Terapia Quantistica Emozionale si è visto che, nel momento in cui si opera l’eliminazione dell’etichetta, è come se togliessimo il coperchio da una pentola a pressione, il cui contenuto è un contenuto energetico, neutro e divino; il coperchio corrisponde all’etichetta che abbiamo dato.

    Nel momento in cui si toglie questo coperchio, fuoriescono fiumi di energia bianco-dorata che preludono alla guarigione, e da quel momento la particella non esiste più, non ci saranno più, nel corpo della persona che aveva quella particella, neanche i neuropeptidi tossici, suicidi. Ciò comporta cambianti dello stile di vita, miglioramenti dello stato di salute, positività nei rapporti sociali, proprio perché la particella è sparita.

    Le particelle seguono le stesse regole delle particelle subatomiche, le quali passano da una persona all’altra inconsapevolmente, quindi le informazioni che portiamo dentro passano inevitabilmente all’ambiente o alle persone che ci stanno accanto, in modo subliminale, cioè al di sotto della coscienza.

    Se qualcuno ha delle particelle emozionali negative, queste possono passare a noi stessi, ecco perché è importante gestire bene le nostre particelle, cercare di eliminarle e circondarci di persone e ambienti positivi.

    Una situazione clinica, che ho esaminato recentemente, è stata quella di aver visto i risultati del passaggio di una particella emozionale, da un soggetto animale ad un essere umano.

    Una paziente era arrivata a dare segni di psicosi, a causa di una particella che una cagnolina portava dentro e che era passata alla paziente, la quale aveva chiaramente una predisposizione affettiva, cioè doveva avere dei canali quantici aperti, per cui la particella è passata nel suo corpo quantico.

    Dopo aver letto ciò nel suo corpo quantico, le ho consigliato di dare via la cagnolina. La paziente dapprima contrariata e stupita, ha eseguito il mio consiglio:la sintomatologia è scomparsa il giorno dopo, lei ha approfondito la sua situazione interiore e migliorato il suo stato di vita. Non si sono più ripresentati i sintomi psicotici.

    La Terapia quantistica emozionale è un' approccio spirituale, in quanto fa prendere consapevolezza al soggetto della propria energia interiore e di come quelle emozioni contengono energia divina, energia di guarigione, e che il soggetto è immerso nella luce divina, nel bene e nell’amore.

    Se questo viene consapevolizzato, con l’aiuto della psicologia della luce, il soggetto capisce chi è, da dove viene, che cosa deve fare, quale scopo ha nella vita, perché si trova su questo pianeta.

    Una problematica emozionale può essere eliminata soltanto in queste condizioni, e possiamo essere sicuri che il soggetto, anche se non scorderà mai più l’episodio, non ne sarà più coinvolto e non ci ricadrà.

    Come la fisica quantistica ha cambiato profondamente la visione della medicina e della guarigione

    Questo capitolo è pieno di informazioni riguardanti i principi di fisica quantistica applicati alla nostra coscienza e fisiologia, e sono molto utili per comprendere l'applicazione pratica della medicina della luce.

    – Contenuti:

    a) La nuova visione della realtà: ogni cosa è costituita dalla dualità particella-onda, come pure il cervello, i neuroni, i calcoli colecistici, gli ateromi. Tutto è luce a varie frequenze. La coscienza è in grado di collassare l'onda in particelle e viceversa. Tutto cambia quando la nostra coscienza viene allenata e si affida a questo meccanismo

    b) Pensieri: sono vibrazioni, onde in grado di cambiare la nostra fisiologia e di collassarsi in sostanze biochimiche. Questo è il miracolo dell'esistenza.

    c) Non – località: forse il mistero più profondo della fisica. E' in grado di spiegare fenomeni quali la preghiera, la guarigione a distanza, la guarigione quantistica, la visione a distanza, e la nostra unità con Dio

    d) Spazio e Tempo: sono soltanto concetti newtoniani, in quanto nella non -località non esistono

    e) The forze della natura: sono alla base di tutta la creazione materiale e anche del campo dell' intelletto.

    f) Il campo Unificato: è l'oceano quantistico in cui tutti siamo immersi e interconnessi

    g) I Tre livelli di realtà: materiale, quantistica and virtuale ( non – locale )
    SEGUE :VV:
    http://www.ceepsib.org/Fisica%20moderna%20Psicologia%20e%20Guarigione.html


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    #58840
    brig.zero
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    [youtube=425,385]4BocRCJhTNM


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    #58842
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    [quote1277752261=brig.zero]
    Essi potrebbero avere condizioni iniziali diverse (livello 1); o costanti fisiche e particelle differenti (livello 2); o addirittura leggi fisiche diverse (livello 4).
    [/quote1277752261]

    Manca il 3 🙂


    #58843
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1277805722=giusparsifal]
    [quote1277752261=brig.zero]
    Essi potrebbero avere condizioni iniziali diverse (livello 1); o costanti fisiche e particelle differenti (livello 2); o addirittura leggi fisiche diverse (livello 4).
    [/quote1277752261]

    Manca il 3 🙂
    [/quote1277805722]

    io metterei :ummmmm: come terzo … o multiversi quantici differenziati da unità basi elementari differenti e diversi … :tze:


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    #58844
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    II. UNIVERSI PARALLELI
    RA: Il concetto di varie parti delle esperienze di vita di varie nature simultanee non è
    precisamente accurato, per la vostra comprensione che indicherebbe che questo
    accada con vera simultaneità. Non è questo il caso.
    Il caso è, piuttosto, da un universo ad un altro universo. Le esistenze parallele in
    questi diversi universi possono essere programmate dal Sè Superiore, usando
    l'informazione disponibile dal complesso mente/corpo/spirito. (B2, S36, 63 –
    http://wiki.lawofone.info/index.php?title=Ra_Session_36 )
    III. E' TUTTO DI CREAZIONE SIMULTANEA?
    RA: La natura della vera simultaneità è tale che, in effetti, tutto è simultaneo.
    Comunque, nel vostro modo di percepire forse vedreste meglio l'inseminazione della
    creazione come crescita dal centro o dal cuore verso l'esterno.
    Esiste un centro dell'infinito. Da questo centro tutto si distribuisce. Quindi ci sono
    centri per la creazione, per le galassie, per i sistemi stellari, per i sistemi planetari e
    per la coscienza. (B4, S82, 63 –
    http://wiki.lawofone.info/index.php?title=Ra_Session_82 )
    (Nota: Prese assieme, la Teoria Simmetrica di Kimball e quella dell'”Universo
    Anisotropico” mostrano che l'intero Universo è strutturato come una gigante galassia
    a spirale, composta da molte galassie più piccole.
    I tre volumi online gratuiti di Wilcock della serie Convergence ne discutono, sono
    disponibili su http://divinecosmos.com . Qua possiamo vedere Ra menzionarlo ancora
    nel 1981, molto prima di queste scoperte. Solo nel 2000 sono state pubblicate
    scoperte che hanno verificato come l'universo visibile sia “piatto”.)

    ..
    II. LA TOTALITA' DI MENTE/CORPO/SPIRITO = COMPONENTI
    PARALLELI DI UNA ENTITA'
    RA: La totalità di mente/corpo/spirito è una raccolta nebulosa e vaga di tutto quello
    che può accadere e che viene tenuto nella comprensione mentale di sè stessa;
    è come sabbia in movimento e in una certa parte è una raccolta di sviluppi paralleli
    della stessa entità.
    Questa informazione è resa disponibile all'aspetto del Sè Superiore. Il Sè Superiore
    può quindi usare questi vortici proiettati di probabilità/possibilità per aiutare al
    meglio quello che chiamate programmazione della vita futura. (B2, S36, 62/65 –
    http://wiki.lawofone.info/index.php?title=Ra_Session_36 ) (Nota: Seth parla molto di
    questi sviluppi paralleli del vostro sè in vari universi paralleli.)..

    http://divinecosmos.com/index.php/contact-us/privacy-policy/23?task=category&sectionid=6

    http://www.stazioneceleste.it/ra/ra36.htm
    Sessione 36

    10 Marzo 1981

    “INTERVISTATORE: Dunque il Sé Superiore o l’Oversoul (Superanima) può dividersi in numerose unità se è necessaria l’esperienza per ciò che noi chiameremmo esperienza simultanea di diverso tipi di catalizzatori e per la supervisione di queste esperienze?

    RA: Sono Ra. E’ una domanda a cui non possiamo rispondere corretto o non corretto a causa della confusione di ciò che voi chiamate tempo.La vera simultaneità è disponibile solo quando tutte le cose vengono considerate come una. Ciò offusca il concetto di cui parli. Il concetto di varie parti dell’essere che vive le esperienze di diverse nature simultaneamente non è accurato poiché, nella vostra comprensione, significherebbe che ciò sta avvenendo con reale simultaneità. Non è così.

    In questo caso ciò avviene da universo a universo ed esistenze parallele possono essere programmate dal Sé Superiore date le informazioni disponibili dal complesso di totalità di mente/corpo/spirito riferito ai vortici di probabilità/possibilità a qualunque punto.

    INTERVISTATORE: Puoi farmi un esempio di come questa programmazione del Sé Superiore comporterebbe l’educazione attraverso esperienze parallele?

    RA: Sono Ra. Forse l’esempio più semplice di questa apparente simultaneità di esistenza di due esseri, che in realtà sono uno solo al medesimo tempo/spazio, è questo: l’Oversoul (Superanima), come voi lo chiamate, o Sé Superiore, sembra esistere simultaneamente con il complesso mente/corpo/spirito a cui presta aiuto. Ciò non è davvero simultaneo, poiché il Sé Superiore si sta muovendo verso il complesso mente/corpo/spirito da una posizione in sviluppo dell’entità, che può essere considerata nel futuro di questa entità.

    INTERVISTATORE: Quindi il Sé Superiore opera dal futuro, per come noi concepiamo le cose. In altre parole il mio Sé Superiore opera da ciò che io considero il mio futuro? E’ corretto?

    RA: Sono Ra. Dal punto di vista del vostro spazio/tempo è corretto.”

    http://www.sethlearningcenter.org/italian/indexP.html
    Gli insegnamenti di Seth
    http://www.nirvikalpa.com/content.php?page=seth

    —————-
    I've been reading the Seth Books for quite some time and when I came across an article in Yahoo today mentioning about parallel universes, my interest got rekindled somehow and made a few searches and ended up in here; just to see how some people might want to share some thoughts about it. And lo! there indeed, is one post mentioning Seth! To those who are not familiar with the literature of Jane Roberts, they might find it worthwhile to drop by the website: [link] and read a few lines or better yet, buy the books Seth Material and Seth Speaks, for a starter. Don't get me wrong – I'm not making a sales pitch here for I'm not, in any way, connected with this website. I'm just another Seth fan so to speak, and I won't be surprised if some of those who would 'experience' (my term to describe it after reading the first two books) the words from Seth, that they'd be fans too! In a nutshell, as we follow through the topic regarding parallel universes, and as Seth would have discussed it himself, the creation of universes isn't simply an incidental/accidental splitting of the fiber of space and time but a conscious, deliberate creation, or seeding, if you might accept it, of another universe! An idea, or a thought is enough to seed a universe. This way, each one may be able to experience any event A and follow it through to an infinity of consequences. To truly experience event A, it is not enough just to see through it in varying degrees and intensities, but to travel through it in all of its ramifications and probabilities; thus infinite, thus 'a gazillions universe' is just another speck of dust. Do we create exact replicas of the current universe we are aware of? Maybe yes, maybe no? What's important is that we are freeing possibilities in every idea or thought that springs from every action, and they are meterialized in physical form, over which we react and seed more universes as new ideas diverge. Would this mean that we create our own universe? That's what Seth says. Interesting? Well, don't expect me to read his books for you? Incidentally, Seth didn't (physically) write his books, Jane Roberts did it for him. Though the entire set of words were all from him. Seth says that if we only understand that when we speak of the universe there should be no reference to space and time for both are just tools that we use in order to effectively manipulate the physical world. He said, in reality, both are illusions and the theories and calculations we, and all our contemporary brilliant thinkers make would prove inadequate as we are only using a shadow of true mathematics and are often limited by our focus on the physical reality.
    http://ming.tv/flemming2.php/__show_article/_a000010-001896.htm

    ——————–
    In breve, Seth avrebbe discusso sugli universi paralleli dicendo che la creazione di un universo non è una divisione casuale, accidentale del tessuto dello spazio tempo di un altro universo! Una idea o pensieroè sufficiente per inseminare un universo. Per sperimentare l'evento A non è sufficiente vederlo attraverso vari gradi e intensita, dobbiamo viaggiarci in tutte le sue ramificazioni e probabilita, quindi un universo infinito è solo un granello di polvere. Creiamo esatte repliche del corrente universo di cui siamo consapevoli? Forse si o forse no? E' importante che liberiamo possibilita di ogni idea o pensiero e si materializzano in forma fisica sulla quale reagiamo e inseminiamo altri universi. Quindi creiamo il nostro universo? Ecco cosa dice Seth. Interessante? ….
    Seth dice che parlando di universo dobbiamo riferirci a spazio e tempo solo come strumenti che usiamo per manipolare il mondo fisico. Dice in realtà che sono illusioni e nostre teorie e calcoli..

    [youtube=420,347]portalplayer.swf


    #58841
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1277806591=Richard]
    II. UNIVERSI PARALLELI
    RA: Il concetto di varie parti delle esperienze di vita di varie nature simultanee non è
    precisamente accurato, per la vostra comprensione che indicherebbe che questo
    accada con vera simultaneità. Non è questo il caso.
    Il caso è, piuttosto, da un universo ad un altro universo. Le esistenze parallele in
    questi diversi universi possono essere programmate dal Sè Superiore, usando
    l'informazione disponibile dal complesso mente/corpo/spirito. (B2, S36, 63 –
    http://wiki.lawofone.info/index.php?title=Ra_Session_36 )
    III. E' TUTTO DI CREAZIONE SIMULTANEA?
    RA: La natura della vera simultaneità è tale che, in effetti, tutto è simultaneo.
    Comunque, nel vostro modo di percepire forse vedreste meglio l'inseminazione della
    creazione come crescita dal centro o dal cuore verso l'esterno.
    Esiste un centro dell'infinito. Da questo centro tutto si distribuisce. Quindi ci sono
    centri per la creazione, per le galassie, per i sistemi stellari, per i sistemi planetari e
    per la coscienza. (B4, S82, 63 –
    http://wiki.lawofone.info/index.php?title=Ra_Session_82 )
    (Nota: Prese assieme, la Teoria Simmetrica di Kimball e quella dell'”Universo
    Anisotropico” mostrano che l'intero Universo è strutturato come una gigante galassia
    a spirale, composta da molte galassie più piccole.
    I tre volumi online gratuiti di Wilcock della serie Convergence ne discutono, sono
    disponibili su http://divinecosmos.com . Qua possiamo vedere Ra menzionarlo ancora
    nel 1981, molto prima di queste scoperte. Solo nel 2000 sono state pubblicate
    scoperte che hanno verificato come l'universo visibile sia “piatto”.)
    http://divinecosmos.com/index.php/contact-us/privacy-policy/23?task=category&sectionid=6
    [/quote1277806591]

    tutto è 🙂


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #58845
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [youtube=425,385]yF7k1lyPbpU :salu:

    … sì :fri: è meglio essere ottimisti ed avere torto che essere pessimisti e avere ragione … :tk:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #58846
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Tempo fa lo ha postato Gius, è struggente…
    [code][/code]
    [youtube=500,405]MMpSRMxqAFs


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #58847
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Si può trasformare un evento traumatico in un'esperienza evolutiva?
    Prima o poi, nel corso della nostra esistenza, ci troviamo di fronte alla crisi della effettiva presa di coscienza della realtà della malattia incurabile e della morte.
    A quel punto le nostre aspettative di vita mutano di colpo e il soggetto si trova – il più delle volte tragicamente solo – ad affrontare il dolore fisico e morale che ciò comporta.
    Il fenomeno morte viene abitualmente vissuto come fine di tutto, dissoluzione, scomparsa, con tonalità che vanno dal rassegnato al drammatico, fino al tragico. Eppure la morte non esiste come entità, ma solo come concetto. Essa è in verità un'astrazione. Solo la vita è reale, eterna e immutabile. Attraverso un percorso di consapevolezza profonda, la persona prossima a questa tappa della vita potrà affrontarla percependo che la propria identità è diversa da quella del corpo e scoprendo di fronte a sé una nuova fase della propria eterna esistenza, tutta da progettare costruttivamente.
    Le esperienze di nascita, malattia, sofferenza umana e morte possono essere meglio affrontate ed elaborate attraverso insegnamenti che aiutano a conoscere più genuinamente e profondamente se stessi, aprirsi alla compassione e all'amore, migliorando la propria capacità di gestire l'emotività ed imparando a prendersi realmente cura di se stessi e degli altri, prestando ascolto alle istanze più profonde dell'anima.


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #58848
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Consapevolezza e guarigione quantistica (Deepak Chopra)
    Il termine olistico, che tanto disturba i medici ortodossi, individua semplicemente un approccio che include sia il corpo che la mente. (…)
    Le ricerche condotte da americani e giapponesi sulle guarigione spontanee dal cancro hanno dimostrato che, poco prima della guarigione, quasi tutti i pazienti vivono uno straordinario cambiamento a livello di consapevolezza. Il malato sa che guarirà e sente che la forza che glielo permetterà non sta solo dentro di sè – si estende al di là dei suoi confini personali per coinvolgere tutta la natura. D'improvviso sente di non essere confinato nel proprio corpo ma che tutto quel che gli sta attorno è parte di sè. In quel momento sembra che questi malati operino un salto di consapevolezza che rende impossibile l'esistenza del cancro. Poi le cellule cancerose scompaiono – in alcuni casi letteralmente da un giorno all'altro – o perlomeno non si riproducono più e cessano di danneggiare ulteriormente il corpo.
    La chiave sembra stare in questo salto che definirò guarigione quantistica. Peraltro non è essenziale che esso avvenga in un lampo. (…)
    ..
    http://spiritualita-meditazione.blogspot.com/2010/10/consapevolezza-e-guarigione-quantistica.html

    http://www.lamentemente.com/2008/10/01/appuntamento-con-il-sincrodestino-intervista-a-deepak-chopra-a-cura-di-barbara-ainis/
    Appuntamento con il sincrodestino – intervista a Deepak Chopra a cura di Barbara Ainis

    Si tratta quindi di portare alle sue estreme conseguenze la formula di Einstein E=mc2?
    Deepak Chopra: Non direi che si tratta di una conseguenza poi tanto estrema. Anzi, oggi, che la formula della relatività ha ormai più di cento anni, sappiamo che non si può più parlare solo di energia e materia. Ora si tratta di informazione, energia e materia. E poi coscienza, informazione, energia e materia. Quindi siamo al di là della formula E=mc2. Per prima nella creazione di ciò che esiste interviene la coscienza, poi l’informazione, quindi l’energia al terzo posto e infine la materia…


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