fotovoltaico da record in Italia

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 3 mesi fa.

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  • #133159

    paolodegregorio
    Partecipante

    – fotovoltaico da record in Italia –
    di Paolo De Gregorio, 6 marzo 2010

    L’Italia sale al 2° posto in Europa, preceduta solo dalla Germania, nella classifica dei produttori di energia solare, con produzione pari a un “GigaWatt” di potenza.
    Gli impianti certificati in funzione sono più di 70.000 e forniscono energia a un milione e duecentomila persone.
    Dunque, in pochissimo tempo e nonostante grandi rallentamenti prodotti da intralci burocratici e da un ministro nuclearista (Scaiola) che vede in pericolo la costruzione di centrali nucleari se il fotovoltaico soddisfa la domanda di elettricità, siamo arrivati alla autosufficienza energetica per oltre un milione di persone.

    Figuriamoci che tipo di accelerazione ci sarebbe in materia di indipendenza energetica se la regione Sardegna, dove mi trovo, che ha un milione e seicentomila abitanti, con un sistema industriale in crisi, reso precario dagli umori e dalle convenienze di multinazionali straniere, trasformasse le due zone industriali, quella al nord di Porto Torres, e quella a sud-ovest di Porto Vesme, in due poli di produzione di pannelli fotovoltaici, i più moderni ed efficienti e oggi anche meno costosi, con l’obiettivo dichiarato di rendere la Sardegna una isola verde, totalmente indipendente dal petrolio.
    Non ci sarebbe modo migliore per allontanare ogni ipotesi su una possibile centrale nucleare a Oristano o, peggio, su un eventuale deposito di scorie radioattive in una zona già sotto servitù militare.
    Sarebbe bellissimo veder partire un progetto del genere, coinvolgere le università di ingegneria di Sassari e Cagliari con ricche borse di studio per chi si specializza nel fotovoltaico, in sinergia con una struttura produttiva da riconvertire, ma che già possiede professionalità e maestranze con esperienza industriale.
    Quell’inutile evento del G8, spostato da La Maddalena a L’Aquila, ci è costato 500 milioni di euro di denaro pubblico, lasciando nell’isola manufatti incompiuti che nessuno vuole gestire.
    Ma quanto ci costa il partito del “fare” e del “buon governo”? Vuoi vedere che se ci fosse un progetto serio per l’autosufficienza energetica della regione Sardegna, per venire incontro ai tanti disoccupati, per una isola verde con il fotovoltaico diffuso sul territorio, senza concentrazioni in grandi centrali, e che farebbe decadere anche la costosissima metanizzazione con gas proveniente dalla Algeria, i nostri ottimi governanti piangerebbero miseria, non tirerebbero fuori un euro, e parlerebbero di sognatori e di illusi??

    Oggi, di fronte alla possibilità reale, semplice e pulita, di moltiplicare per 50 il fotovoltaico esistente, equamente su tutto il nostro territorio e diventare così autosufficienti, ecco dei mascalzoni che se ne fregano delle nostre paure e della nostra salute, che con arroganza vogliono imporre la scelta nucleare contro la volontà del popolo italiano che già votò un referendum che cancellava l’opzione nuclearista.
    Anche lo stabilimento industriale di Termini Imerese in Sicilia, che presto chiuderà, dovrebbe essere immediatamente convertito in fabbrica di pannelli fotovoltaici, per rendere autosufficiente energeticamente tutta la Sicilia, assorbendo tutti gli operai che saranno licenziati dalla Fiat, per fare del sole il petrolio siciliano.
    Con l’elettricità si cucina, ci si illumina, ci si scalda e ci si rinfresca, ci si sposta con un’auto elettrica, e per fare questo non si emette un solo grammo di Co2.
    Paolo De Gregorio


    #133160
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    forza su che vinciamo noi 😉
    che poi è una vittoria della coscienza per tutti, contro l'incoscienza


    #133161
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Energia pulita: Progetto Fotovoltaico nel Comune di Reggio Emilia

    Nel Comune di Reggio Emilia, entro l’anno, su dieci edifici di proprietà dell’Amministrazione comunale saranno installati pannelli fotovoltaici che andranno a coprire una superficie complessiva pari a poco più di 5.700 metri quadrati. L’iniziativa rientra nell’ambito del Progetto Fotovoltaico sul territorio presentato in data odierna da Graziano Delrio, Sindaco del Comune di Reggio Emilia, e da Graziano Grasselli, assessore all’Innovazione ed allo Sviluppo economico, il quale ha in particolare sottolineato come la prima parte del Progetto Fotovoltaico debba essere considerata sia come un’azione di efficientamento energetico, sia come un’operazione che in prospettiva potrà garantire il pieno rientro dall’investimento e, con il Conto Energia, anche la generazione di flussi monetari annui positivi per le casse comunali.
    Il costo del Piano è pari a poco più di 3,1 milioni di euro a fronte di una produzione di energia elettrica che sarà in grado di coprire il fabbisogno annuo di circa mille famiglie unitamente agli evidenti benefici riguardo all’abbattimento delle emissioni di Co2. Il Comune di Reggio Emilia quindi, in accordo con quanto messo in evidenza dal Sindaco Delrio che, tra l’altro detiene altresì la delega all’Ambiente, con il Progetto Fotovoltaico parte con un programma proprio dopo aver sostenuto iniziative di enti e società, tra cui Enìa promotrice sul territorio di due campagne sullo sviluppo e l’espansione del fotovoltaico. Per Reggio Emilia secondo il Sindaco il modello da seguire e da acquisire a regime dovrà essere quello di città estere come Friburgo, dove si consuma energia che per il 30% viene prodotta da fonti rinnovabili. Il Progetto Fotovoltaico parte tra l’altro dopo che Reggio Emilia in materia di risparmio energetico e di tutela dell’ambiente ha già raggiunto e consolidato risultati di eccellenza nel campo della gestione dei rifiuti con una percentuale della raccolta differenziata al top in Italia tra i Comuni del nostro Paese che hanno oltre 150 mila abitanti.

    http://www.ecologiae.com/energia-pulita-fotovoltaico-reggio-emilia/14811/


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #133162
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Ma quanto inquina l’energia pulita :yesss:
    di Franco Battaglia

    «I pannelli fotovoltaici sono il simbolo dell’energia pulita alimentata da una sempre più crescente consapevolezza verde»: è così che recita il comunicato-stampa che, allo stesso tempo, informa di una inchiesta del Sunday Times da dove emerge che la produzione dei pannelli solari in Cina è tutto fuorché un’impresa ecologicamente virtuosa. Insomma, allo stato attuale, almeno la metà della produzione fotovoltaica mondiale sarebbe un grave danno all'ambiente. Nei confronti di questa tecnologia non siamo stati mai teneri, ma quel che va detto va detto: se la politica industriale cinese non ha alcun rispetto dell'ambiente, è essa da stigmatizzare, non il prodotto in sé. E anche i pannelli fotovoltaici – come tutte le altre cose, se si vuole – possono prodursi e smaltirsi senza inquinare. L’operazione di smaltimento sarà 10 volte più complessa e onerosa che lo smaltimento dei rifiuti radioattivi (detto diversamente: chiunque si preoccupa del problema dello smaltimento delle scorie nucleari, dovrebbe essere 10 volte più preoccupato dal problema dello smaltimento dei moduli fotovoltaici), ma pazienza.
    Il problema del fotovoltaico – il vero problema del fotovoltaico – è un altro, ma per qualche misteriosa ragione nessuno sembra aver voglia di segnalarlo. Ed è questo: il fotovoltaico è la frode del nuovo millennio. Stupendamente congegnata, sta ingannando cittadini e governanti di tutto il mondo, massimamente quelli europei e, tra questi, massimamente, nell’ordine, i tedeschi, gli spagnoli e gli italiani. La frode consiste in questo: innanzitutto, gli oggetti (i pannelli fotovoltaici, dico) costano un occhio della testa, per cui chi riesce a venderli diventa ricco, e fin qui nulla di male; senonché, questi preziosissimi oggetti sono inutili (fatemelo scandire: i-nu-ti-li), ma chi li vende è stato così bravo da convincere a comprarli si è meritevoli della patente del virtuoso ambientalista. La patente è naturalmente farlocca, per la semplice ragione che gli oggetti sono, come detto, inutili. E che siano inutili lo prova il fatto che i loro pannelli fotovoltaici i cinesi non se li tengono in casa, ma li sbolognano ai gonzi del mondo: per produrre l’energia elettrica i cinesi si servono del carbone, ed è da 5 anni che, per i loro bisogni, si installano un grosso impianto a carbone ogni settimana (ogni settimana!). Se volete una prova più tecnica della inutilità del fotovoltaico, è facile fornirla, ma per altra misteriosa ragione non sembra ben compresa dai più. Noi abbiamo bisogno di disporre di energia elettrica nel momento stesso in cui la richiediamo, non quando brilla il sole. Ciò significa che non possiamo permetterci di far affidamento al fotovoltaico neanche per un solo watt dei 40 miliardi di watt che l’Italia, in media, assorbe. Neanche per uno solo. Insomma, usare la tecnologia fotovoltaica è il modo più stupido per produrre elettricità.
    Ora, alla patente del virtuoso ambientalista, ancorché farlocca, i politici, massimamente quelli europei, non hanno il fegato di rinunciare, tanto più che la pagano, quella patente, con denaro non proprio. Si sono infatti inventati il Conto-energia, che è la legge-frode che obbliga a remunerare al produttore di elettricità da fotovoltaico mezzo euro per ogni chilowattora prodotto (mentre il chilowattora è quotato meno di 8 centesimi alla Borsa elettrica). Chi sono i beneficati? Innanzitutto, i produttori di pannelli, che sono per lo più cinesi, come visto (ma ci sono anche tedeschi e americani). Poi le banche: gli impianti costano un occhio della testa (a parità di energia annua prodotta, 20 volte di più di un impianto nucleare) e nessuno se li può permettere, se non tramite mutui, che le banche sono ben felici di stipulare (vendere denaro è il loro lavoro), visto che incassano le rate del mutuo direttamente trattenendole dai proventi del conto-energia. Chi sono i frodati? Tutti noi, sulla cui bolletta elettrica pesa quel fraudolento Conto. L’entità del danno? Nel caso dell’Italia, sono 20 miliardi per i prossimi 20 anni sottratti agli utenti elettrici, a fronte di una produzione pari a meno dell’1% del fabbisogno nazionale. Peccato che con la stessa cifra si potrebbero installare 6 reattori nucleari che produrrebbero oltre il 20% del nostro fabbisogno elettrico.

    http://www.ilgiornale.it/interni/ma_quanto_inquina_lenergia_pulita/04-10-2010/articolo-id=477741-page=0-comments=1


    https://www.facebook.com/brig.zero

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