Frammenti di stelle, scoperta barese

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 9 anni, 1 mese fa.

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    Articoli
  • #29555

    marì
    Bloccato

    la ricerca

    Frammenti di stelle, scoperta barese

    Due ricercatori ba­resi hanno scoperto oltre 50 stelle di neutroni o pulsar. Esplo­dono a causa della forte gravità.


    Una pulsar

    BARI — Sono stati due ricercatori ba­resi Francesco Giordano e Andrea Ca­liandro, del dipartimento interuniversi­tario di Fisica a scoprire oltre cinquanta stelle di neutroni o pulsar, superstiti di stelle molto massicce, che alla fine della loro vita evolutiva, collassano ed esplo­dono a causa della forte gravità. Una scoperta resa possibile grazie al satelli­te Fermi, del peso di circa quattro ton­nellate, lanciato dalla Nasa circa un an­no fa, che viaggia ad un’altezza di 565 chilometri compiendo un giro della ter­ra ogni 90 minuti; il satellite sta esplo­rando la volta celeste e trasmetterà i da­ti sino al 2018.

    Responsabile del progetto per la se­zione di Bari
    è il professore Paolo Spi­nelli. La ricerca è frutto di una collabo­razione internazionale finanziata dal­­l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dall’Agenzia Spaziale Naziona­le. Ruolo strategico è stato quello di do­centi e ricercatori del dipartimento di Fisica dell’Università di Bari, del Politec­nico e dell’Infn che hanno lavorato alla messa a punto di questo apparato e al­l’acquisizione e all’analisi dei dati. Lo scopo principale della missione scienti­fica è quello di osservare i raggi gamma provenienti dalle regioni più remote dell’universo, dove hanno luogo catacli­smi cosmici non ancora ben compresi.

    Samantha Dell'Edera
    07 ottobre 2009
    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/universita/2009/7-ottobre-2009/frammenti-stelle-scoperta-barese-1601850533151.shtml

    🙂


    #29556

    marì
    Bloccato

    … la notizia non garba? :lente:


    #29557
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Hanno così trovato che il gas, invece di andare a formare un unico oggetto, continuava a frammentarsi significativamente formando una decina di protostelle. Dato che tutte si accrescevano dalla stessa riserva comune di gas, la massa tipica della Popolazione III doveva essere di appena una decina di masse solari. Ciò avrebbe reso difficile, nella successiva evoluzione stellare, una loro esplosione come supernove di instabilità di coppia. Piuttosto esse devono aver seguito una più convenzionale evoluzione con un collasso del nucleo e la formazione di una classica supernova con una emissione di raggi gamma che devono anch'essi avere lasciato una caratteristica”firma” osservabile.
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Non_erano_sole_le_prime_stelle/1346611

    ———-
    :ummmmm:


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