Gli animali sono immortali?

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Questo argomento contiene 54 risposte, ha 16 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Detective 9 anni fa.

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  • #45610

    Anonimo

    Davvero gli animali sono stati creati da un Dio che ama, solo perché gli uomini ne disponessero a loro piacimento?
    “Sulla immortalità degli animali”
    Eugen Drewermann Neri Pozza Editore
    20 marzo 2004 – Luise Rinser

    “Alle cavie si recidono le corde vocali per non sentire più i lamenti disperati”.
    Eugen Drewermann

    Chi, costretto a udire gli urli degli animali seviziati dall’uomo, li sopporterebbe? Chi non si turerebbe le. orecchie? Del resto, non esistono forse società per la protezione degli animali e leghe come il WWF (World Wildlife Fund) che hanno il compito di occuparsi di queste questioni? E gli esperimenti condotti sugli animali non sono forse necessari per il bene della medicina umana? Non costituiscono forse un’esigenza legittima della scienza, resa tale persino dalla teologia cristiana che ha interpretato le parole del Creatore nell'Antico Testamento (Genesi): “Soggiogate la terra” come una sorta di ingiunzione rivolta agli uomini a essere “i signori della terra” e a fare degli animali i nostri schiavi?

    Le cose, tuttavia, stanno davvero nel senso indicato da queste domande? Davvero gli animali sono stati creati da un Dio che ama, solo perché gli uomini ne disponessero a loro piacimento?

    Nostri antichissimi progenitori, gli animali abitavano su questa terra già molto tempo prima dell'apparizione dell'essere umano, e convivevano pacificamente. L'agnello dormiva accanto al leone e nessun animale uccideva l’altro poiché tutti si nutrivano d'erbe, come è scritto nella Bibbia: “Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. Dio non disse all'uomo, ad Adamo: “Tutti mangiano le piante, ma solamente tu, in quanto signore della creazione, puoi uccidere gli animali e mangiare la loro carne”. Egli disse solo che l'uomo poteva “dominare” sugli animali, il che significa poteva “coltivare e custodire il giardino di Eden”. (Gn 2,15). Dio affidò all'uomo la terra non per sfruttarla, ma per proteggerla.

    Questo accadeva ai tempi del Paradiso e l'uomo era fraternamente vicino a quegli esseri dai quali, nel corso di milioni di anni, lo ha distanziato il cammino evolutivo: egli avvertiva ancora l'alito divino comune a tutti e a tutto. Tutto era stato creato dalla materia terrestre risvegliata alla vita dall'alito di Dio. Per questo, tutto ciò che esiste vive solo grazie al soffio vitale di Dio. tutto ciò che vive, dunque anche gli animali. Uomini e animali sono, in breve, entrambi manifestazione del principio vitale. E tutto è dotato di un'anima divina poiché se cosi non fosse, non vivrebbe.

    Com’è possibile, dunque, sostenere con serietà che gli animali non abbiano un'anima? Gli animali certo non sanno ciò che sanno gli uomini: di avere in se un’”anima immortale”. Ma gli uomini lo sanno poi davvero? La maggior parte degli uomini non vive forse nella stessa “ottusa ignoranza” degli animali? Inconsapevole, certo non meno degli animali, della propria divinità? Chi può dire con certezza che gli animali, che oggi abitano con noi questo pianeta, nel corso dell'evoluzione non diventino consapevoli di avere un'anima e che il loro cammino evolutivo non possa sopravanzare il nostro? Non c’è forse negli animali un impulso all”' apprendimento”? Davvero essi non hanno desiderio di spirito, come dice san Tommaso d'Aquino? Non è forse scritto nella Bibbia che l'intera creazione geme e soffre nelle doglie del parto? E che cosa significheranno queste parole, se non che anche gli animali anelano alla liberazione dalla loro condizione attuale e attendono la Redenzione? Chi osserva le “scimmie antropomorfe” allo zoo ne può vedere la tristezza, un'afflizione che non deriva solo dalla cattività poiché è osservabile anche negli animali che vivono in libertà. Mi capita spesso di vedere questa pena negli occhi del mio cane, un cane “felice”, privilegiato. Lui non sa il perché della sua pena. Sono io a dirglielo. Gli prometto la Redenzione “Se io verro esaudita, anche tu lo sarai con me, fratello cane” Ci sono momenti in cui avverto il legame eterno tra la mia anima e quella del mio cane, e il mio cane, a modo suo, avverte lo stesso. Talvolta percepiamo che cos’è: il Paradiso. Nell'amore abissale del Creatore per le sue creature presentiamo quella condizione che ci è stata promessa: il ripristino del Paradiso.

    Ma che cosa successe allora (secondo la Genesi) quando distruggemmo il Paradiso? Non solo l'uomo si elevò al disopra degli animali e dell'intera creazione; in quel momento avvenne la grande separazione di tutti gli esseri, in quel momento ebbero inizio le nostre sofferenze: precipitammo fuori del circolo dell’amore universale per ritrovarci abbandonati sulla terra. Gli animali condivisero il nostro destino poiché è scritto che Abele diventò pastore e Caino agricoltore. C'erano dunque animali che avevano abbandonato il Paradiso insieme con gli uomini, innocenti, eppure indissolubilmente legati al destino umano. Poi accadde qualcosa che dal punto di vista teologico resta inspiegato, qualcosa di oscuro che urta contro la nostra comprensione: Abele sacrificò all'Altissimo un agnello, Caino gli offri i frutti della terra. Dall'offerta di Abele si innalzò una colonna di fumo diritta al cielo; quella di Caino rimase, invece, a strisciare al suolo. L'interpretazione è assurda: il sacrificio animale offerto da Abele è gradito a Dio, che invece non accetta i prodotti della terra offerti da Caino. Chi ha dato questa interpretazione? I pastori del tempo, in concorrenza con gli agricoltori? Più avanti nella Bibbia leggiamo pero che l'Altissimo rifiuta tutti i sacrifici animali, chiedendo al posto del sacrificio della carne amorevole obbedienza.

    E nel Nuovo Testamento? Colui che noi chiamiamo “Gesù Cristo” (il suo vero nome aramaico era Jeshua) arrivato al tempio di Gerusalemme fu colto dall'ira, o meglio dall’orrore. Vide infatti le. vittime sacrificali destinate alla macellazione secondo il rito ebraico: pugnalate alla gola e abbandonate a un lento dissanguamento. Jeshua gridò: “Voi fate della casa di preghiera una spelonca di assassini”. Avrebbe potuto dire: ne fate un mattatoio; disse invece: spelonca di assassini. Non e abbastanza chiaro? Parla di assassinio. Assassinio di animali. Ne ha orrore. Lo condanna. “Non uccidere”.

    Non c’è nessuna differenza tra uomo e animale, cosi come non ce n’è tra animali “puri” e “impuri”. Il divieto vale per tutti nei confronti di tutto.

    Noi, invece, richiamandoci alla teologia cristiana, sosteniamo che il divieto di uccidere non si riferisca agli animali, poiché essi non hanno anima. C’era un tempo in cui la Chiesa credeva che neanche le donne avessero un’anima, o che almeno ne avessero una di molto inferiore a quella maschile. E c'era anche un tempo in cui si credeva che i “negri” non avessero anima e potessero pertanto essere venduti come “schiavi”, come merce priva di vita, o essere impunemente uccisi.

    Alle donne e alle persone di colore oggi viene riconosciuta un'anima. Agli animali invece continua a essere negata. Vi sono state epoche in cui gli uomini conoscevano l'anima degli animali, e perciò chiedevano loro perdono prima di farne prede di caccia. Ed epoche in cui gli uomini temevano la vendetta degli animali uccisi, le cui “anime” non erano certo state uccise con loro, ma continuavano immortali a vivere e potevano funestare la casa dell’assassino.

    Noi oggi uccidiamo in un modo che non ci appare neanche più un'uccisione. Ricordo la scena dei giorni di festa quando nel podere di mia nonna veniva macellato il maiale. A farlo non erano i garzoni della fattoria, perché i garzoni conoscevano bene gli animali! Veniva un macellaio professionista che portava con sé un robusto bastone con cui colpiva il maiale alla testa, una forma primitiva di anestesia. Era solo a questo punto che veniva inflitto il colpo mortale. Il tutto si svolgeva rapidamente, eppure mi sembrava spaventoso, e al tempo stesso solenne: il modo in cui le serve si tenevano pronte a raccogliere in certe ciotole il sangue dell'animale morto aveva qualcosa di rituale e qualcosa di fatale, di inesorabile.

    Della vita e della morte atroci delle bestie da macello oggi non vediamo più niente. Tutto procede automaticamente. Appena poco fa c'era un animale, ora nient'altro che pezzi di carne: il nostro nutrimento. La nostra forma di cannibalismo.

    Una parola eccessiva?

    Induisti e buddisti non mangiano carne. Perché no? Perché sanno che anche negli animali c’è atman, il soffio divino. Gli animali: una manifestazione di Dio. C’è una bella storia indiana che dice: “Un uomo vuole incontrare Buddha, ma se Buddha è morto già da tanto tempo, come farà a incontrarlo? Un altro, un saggio, gli dice: Va' al mercato, 1ì lo incontrerai. Ma, dice il primo, come faccio a riconoscerlo? Molto semplice, risponde l'altro: lo incontri in ogni mendicante, in ogni donna, in ogni animale. Il primo cane che passa sul tuo cammino, quello è Lui”.

    Nel Nuovo Testamento c’è quella storia che per me è lo specchio di una grande cosmologia: Jeshua giudice. Gli uomini vanno da lui, che li manda di volta in volta o alla sua destra o alla sua sinistra. E in base a che codice, secondo che legge li suddivide? Dice: tu hai ucciso, tu hai commesso adulterio, tu hai calunniato? Dice: tutto quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l'avete fatto a me, e ogni aiuto che avete negato ai miei fratelli lo avete negato a me.

    Non dice: quanto avete fatto di bene o di male vale come se lo aveste fatto a me. No, dice: lo avete fatto a me. Significa allora: sono io colui al quale avete fatto del bene o lo avete negato. Io. Poiché io sono in ogni essere vivente. Se picchiate un asino, picchiate me. Se strapazzate a morte un cavallo, strapazzate me. Se alleviate la sorte di un animale, alleviate la mia sorte. Amando e proteggendo gli animali dimostrate a me il vostro amore.

    Chi per una volta abbia accolto pienamente dentro di sé questa parola non potrà mai più maltrattare un animale e, se è coerente, non potrà neanche più mangiare carne, perché in questo modo si farebbe complice della morte degli animali. Oggi si sa che si può vivere benissimo senza mangiare carne e che vivendo da vegetariani si evitano persino molte malattie.

    Una società di vegetariani invitò una volta un uomo che adorava mangiare carne. Il menu era completamente vegetariano. All'ospite carnivoro fu servita una colomba viva con un coltello. Da quel momento in poi non mangiò più carne.

    È l'anonimato delle nostre vittime a renderci sordi agli urli degli animali.

    Ci vorrà molto tempo perché l’umanità capisca che non soltanto i popoli della terra sono un solo popolo, ma che uomini, piante e animali insieme sono il “Regno di Dio” e che il destino degli uni è anche il destino degli altri. Oggi lo chiamiamo “equilibrio ecologico”, indicando con questo ciò che è utile al mondo umano e ciò che lo danneggia: una prospettiva materialistica e antropocentrica. Non basta. Non ci porta al nocciolo del grande problema cosmologico: chi sono i figli di Dio, e chi verrà redento alla “fine dei tempi”?

    Chi vive con gli animali nel pieno rispetto del loro atman, del divino soffio vitale che è in loro, vede e sente le loro molteplici sofferenze (una delle quali e anche l'imperdonabile ipernutrizione dei nostri animali prediletti) e si sente complice della sofferenza delle creature. Io sono molto legata agli animali: li amo come miei fratelli, e soffro con loro. Da questa compassione, che è compartecipazione alla sofferenza, è nato un capitolo del mio romanzo Sono Tobias. Vi si parla di un pastore che, di fronte al dolore del mondo, si lascia prendere dalla disperazione. Da teologo si domanda come tutto ciò si concili con il “Redentore” e con la sua sofferenza e la sua crocifissione in vece nostra. È servito a qualcosa? Per il mondo degli uomini, forse. Ma per il mondo dei nostri fratelli, gli animali? Il Crocifisso, nel suo amore che tutto avvolge, l'Amore in persona, ha pensato anche ai gridi di lamento degli animali?

    Egli è morto davvero per noi tutti, dunque anche per gli animali. Perché altrimenti Francesco d'Assisi avrebbe messo nel presepe, che è una sua creazione, degli animali: il bue e l'asino, e proprio davanti alla stalla come testimoni della nascita del Liberatore di tutte le creature? Perché sotto alla croce non ci sono animali? Ci sono solo cavalli, ma a servizio della milizia (romana) Sotto alla croce devono esserci anche gli animali, poiché tutti gli animali, ogni creatura, tutti devono partecipare della Redenzione ad opera dell'Amore eterno.

    Quando quindici anni fa il mio amatissimo cane Vanno morì io piansi molto. La mia indimenticabile amica Ingeborg mi disse allora: “Non piangere, il tuo cane adesso e presso il Grande Cane”. Aveva pensato, senza saperlo, platonicamente. Io penso realisticamente e cristianamente: rivedrò il mio cane e tutti i cani della mia vita perché sono parte della mia vita, e ciò significa che verranno redenti insieme con me poiché sono immortali. Immortali grazie a ciò che ci unisce: l'atman, il divino soffio vitale.

    Prefazione al libro di Eugen Drewermann
    “Sulla immortalità degli animali”
    Neri Pozza Editore

    Fonte: http://www.peacelink.it/animali/a/3824.html


    #45611
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    no,l'uomo deve rispettare la natura ed esserne protettore


    #45612
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Richard ami spesso o sempre citare Cayce come se fosse il possessore unico della verità, ma ti ricordo che è solo un uomo.

    Quando parlo di Maya, mi riferisco a questo piano di esistenza materiale, quindi alla materia, alla terra. Tutto questo non esiste, è solo un'illusione.

    Non posso approfondire molto, per quanto riguarda gli insetti, perchè sono cose che intuisco meditando, o tramute la lettura di vari libri che leggo. In uno di questi, ad esempio, trovai una conferma in questo periodo:

    “Il mondo astrale è bello, nitido, puro, ordinato. Non vi sono pianeti morti né terre sterili.
    Tutte le imperfezioni della terra: erbe cattive, batteri, insetti, serpi, sono assenti. (…)”

    Era Swami Sri Yukteswarji che parlava con Yoganandaji nel capitolo della resurrezione di Autobiografia di uno Yogi.

    A mio avviso, Yukteswarji non era un uomo comune, quando viveva nel suo piano materiale, la sua opinione è seria e molto importante, per me.

    Se sono assenti i corpi astrali degli insetti, allora o questi non hanno un anima, oppure non sono forniti dei 3 corpi: Materiale, Astrale, Causale. Se un insetto, morendo, non passa nel mondo Astrale, allora la sua “anima” non ha una collocazione nelle successive fasi di evoluzione. C'è da approfondire, pian piano sto approfondento.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #45613
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    anche a mio parere Cayce non era un uomo normale ed è una fonte molto importante
    ho citato Cayce solo perchè è una delle fonti che ritengo importante e conosco in merito a questi argomenti, del resto chiaramente non posso affermare che detenga la Verità assoluta
    Anche le fonti che citi tu Pas le ritengo importanti e alla fine in parole semplici penso che dicano la stessa cosa: tutto ha una parte animica ma l'uomo ha una individualità particolare
    del resto possiamo confonderci parlando di Spirito e/o Anima

    altri conosceranno altre fonti..
    la sola cosa che voglio sottolineare è che anche per mio parere l'uomo deve rendersi conto che è in una posizione particolare
    quindi a volte i discorsi in cui si mettono sullo stesso piano uomo e animale, posso capirne la motivazione ,ma credo sia importante capire che le cose non stanno cosi ed agire di conseguenza per elevarsi
    mentre purtroppo l'uomo fa di tutto per involvere
    questi argomenti hanno molte fonti e multiculturali..

    potremmo dire che l'animale è immortale perchè tutto ha uno Spirito, una base energetica, quindi la morte non esiste in senso stretto, l'animale come spirito evolve verso l'essere umano
    però l'immortalità dell'uomo come individualità è diversa
    è scontato per me che stiamo facendo supposizioni
    Anche Rol parlava di Anima e Spirito e nel caso dell'uomo di Spirito Intelligente che resta mentre l'Anima torna alla Fonte


    #45615
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Anch'io penso che ci sia una differenza tra l'uomo e il mondo animale, l'uomo è un individuo pensante, capace di creare, prendere le decisioni e di evolvere ,mentre l'animale è un essere vivente, non saprei se ha l'anima o no…ma non è questo problema.
    Il problema cosa facciamo noi uomini ad aiutare le bestioline ad evolversi…
    Noi dobbiamo avere cura e rispetto di tutto che ci circonda…in più agli esserini viventi che spesso sono anche i nostri amici.

    E' una questione, credo, che riguarda il piano evolutivo di ogni persona e naturalmente le circostanze nelle quali vive.
    Pensate, ad esempio ad un eschimese… è logico che mangia il pesce, non ha altro.
    In Mongolia la gente mangia la carne secca…non mangiano le verdure perchè non ci sono…quindi, è logico che fa quello che può.
    Gli insetti so che in varie tribù gli mangiano…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #45616

    Detective
    Partecipante

    Grazie pasgal per la risposta…..
    Ho capito ciò che dovevo sapere :K:


    #45617

    marì
    Bloccato

    [quote1258985731=farfalla5]
    Anch'io penso che ci sia una differenza tra l'uomo e il mondo animale, l'uomo è un individuo pensante, capace di creare, prendere le decisioni e di evolvere ,mentre l'animale è un essere vivente, non saprei se ha l'anima o no…ma non è questo problema.
    Il problema cosa facciamo noi uomini ad aiutare le bestioline ad evolversi…
    [color=#ff0000]Noi dobbiamo avere cura e rispetto di tutto che ci circonda…in più agli esserini viventi che spesso sono anche i nostri amici.
    [/color]
    E' una questione, credo, che riguarda il piano evolutivo di ogni persona e naturalmente le circostanze nelle quali vive.
    Pensate, ad esempio ad un eschimese… è logico che mangia il pesce, non ha altro.
    In Mongolia la gente mangia la carne secca…non mangiano le verdure perchè non ci sono…quindi, è logico che fa quello che può.
    Gli insetti so che in varie tribù gli mangiano…

    [/quote1258985731]

    … basterebbe questo … Perché dovremmo considerare di minor valore la sofferenza inflitta ad altre creature, per il semplice fatto che queste appartengono ad una specie diversa dalla nostra?
    ( JeanClaude Wolf )

    Dobbiamo alla natura qualcosa di semplice, ma al tempo stesso difficile: il rispetto.
    ( DA UN CAPO PELLEROSSA )

    #=


    #45614
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Richard e Farfallina a mio avviso commettete un errore di fondo.

    Non c'è nessuna differenza tra un animale ed un uomo, nel corpo di un animale viaggia un anima in “crescita” che proviene da stati inferiori ed è diretta ad un corpo umano.

    Che poi un anima inserita in un corpo animale abbia, certamente, vari limiti (compresi 5 e non 7 chakra) è un altro conto.

    Non potete parlare di animali, differenziandoli dagli uomini. Dovreste parlare degli involucri materliali che contengono le anime, queste in effetti, non si differenziano in nulla.

    Come se la nostra anima (anima umana) si un anima matura -ancora non saggia- mentre quella contentuta in una animale è semplicemente un anima immatura e con varie limitazioni.

    Anche un neonato ha una anima, ma non sa meditare e magari non sa nemmeno correre, ma la sua anima è la stessa della mia. Un Anima. Differenze tra anime non esistono.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #45618
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Pas Tesoro :fri: cercando, chi di noi ha ragione in materia mi sembra superfluo, non posso capire il Creato, del resto non lo capiscono nemmeno i scienziati, ma ho capito istintivamente che devo avere un grande rispetto verso gli animali.

    Ho letto tanti di quei libri di vari Maestri che credo che sia insignificante cerare di capire della loro anima o no. Per me sono esseri viventi, hanno un ruolo e spesso sono proprio loro ad insegnarci come fare (guardate gli uccelli come fanno i nidi, osservate il loro comportamento in caso di pericolo, quali erbe mangiano…….ecc) osservare la natura per noi è una grande scuola.

    Anzi, l'uomo se è sopravvissuto in questo mondo pieno di misteri… si può dire che ha fatto grazie agli animali!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #45619
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1258990520=pasgal]
    Richard e Farfallina a mio avviso commettete un errore di fondo.

    Non c'è nessuna differenza tra un animale ed un uomo, nel corpo di un animale viaggia un anima in “crescita” che proviene da stati inferiori ed è diretta ad un corpo umano.

    Che poi un anima inserita in un corpo animale abbia, certamente, vari limiti (compresi 5 e non 7 chakra) è un altro conto.

    Non potete parlare di animali, differenziandoli dagli uomini. Dovreste parlare degli involucri materliali che contengono le anime, queste in effetti, non si differenziano in nulla.

    Come se la nostra anima (anima umana) si un anima matura -ancora non saggia- mentre quella contentuta in una animale è semplicemente un anima immatura e con varie limitazioni.

    Anche un neonato ha una anima, ma non sa meditare e magari non sa nemmeno correre, ma la sua anima è la stessa della mia. Un Anima. Differenze tra anime non esistono.
    [/quote1258990520]
    capisco cosa vuoi dire
    la differenza di cui parlo io è semplicemente nel livello di evoluzione, l'Anima dell'Uomo ha raggiunto un punto piu elevato e centrale, di maggior responsabilità su gli altri livelli di esseri, chiaramente è ancora ulteriormente in evoluzione e deve appunto tendere all'elevazione
    Che poi alla base derivino tutte dall'Uno siamo d'accordo, dalla stessa Sostanza diciamo
    Penso che possiamo essere d'accordo sul punto che l'uomo ha la volontà, ha un potere decisionale su quello che fa e sceglie diverso dal livello animale
    Non penso che vogliate metteree il livello di coscienza dell'uomo, almeno potenziale, allo stesso identico livello di quello animale, non penso che le differenze stiano solo nel corpo,l'Anima dell'uomo è ad un livello chiaramente superiore semplicemente in modo obiettivo, almeno secondo me.
    Il fatto che nel corpo si manifesti con 7 chakra dovrebbe indicare che appunto è piu evoluta e ha quindi un posto superiore (non in senso disprezzativo verso i livelli inferiori), l'uomo dovrebbe quindi essere piu responsabile.

    Cayce dice che l'Anima dell'uomo può essere tutt'una con le forze creative
    ora un animale puo studiare i fenomeni della natura, elettromagnetismo, gravità, forze nucleari,ecc.. (per come le chiamiamo noi)? Per poi applicarle a livelli di possibilità sempre maggiori?
    Intendeva questo concetto Cayce quando parlava di questa possibilità speciale dell'uomo.


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