Godman, l'universo olografico. Oltre la mente di Dio vol. III – di Alessio e Alessandro De Angelis

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  AlessioDa 6 anni fa.

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  • #16205

    AlessioDa
    Partecipante

    Cari lettori,
    il 20 novembre 2012 abbiamo tenuto – alla presenza di un sacerdote – una conferenza in una chiesa di Roma gremita di parrocchiani, dove abbiamo esposto le ultime ricerche di fisica quantistica e illustrato la teoria dell’olomultiverso digitale. Nella conferenza (clicca qui per visualizzare l’articolo: http://img27.imageshack.us/img27/1844/tiburno.jpg ), abbiamo inoltre presentato il nostro ultimo libro – la cui uscita è prevista per febbraio 2013 – “Godman, l’universo olografico. Oltre la mente di Dio vol. III” (edito dalla Uno Editori), incentrato sulle ultime scoperte della meccanica quantistica e dove, dopo la descrizione dell’esperienza premorte dell’autore (Alessandro De Angelis), si è cercato – in un tentativo che rasenta l’utopia – di fornire risposte a domande apparentemente impossibili, come «chi siamo?», «da dove veniamo?» e «cosa esiste oltre la nostra esperienza corporale?».

    Nella stesura del libro ci siamo avvalsi della collaborazione di valenti fisici, tra i quali il matematico Michele Nardelli, che ha risolto l’equazione della teoria del tutto (riportata nel nostro libro), riuscendo a unificare le tre forze fondamentali della fisica con la gravità.

    Lascio l’incombenza di questo compito all’amico Michele, non prima di avere analizzato una dimensione esclusa dalla teoria del tutto: il tempo.

    Cosa è il tempo?

    Per molti secoli filosofi e scienziati…

    Leggi l'articolo completo qui:
    [link=]https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.8224[/link]

    Siamo a vostra disposizioni per interventi, domande e chiarimenti sugli articoli.


    Alessio e Alessandro De Angelis


    #16206
    Siberian Khatru
    Siberian Khatru
    Partecipante

    Ma come si fa a capirci qualcosa avete una mente malata questa non e' conoscenza questa non ti porta verso a nulla.
    Qui si addormentano tutti in un delirio di Libri inutili.Se sapete la verita' ditela senno e' solo propaganda per una nuova oblavizzazzione.Cioe' un'altra inutile cosa.


    « Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
    E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
    Jean Baudrillard

    #16207
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Tru non devi essere così cattivo nella critica, se hai da dire… puoi farlo anche educatamente.

    Edita il tuo commento per cortesia, almeno sostituisci “malata” con altro non offensivo.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #16208
    Siberian Khatru
    Siberian Khatru
    Partecipante

    Basta leggere copio e incollo solo un pezzo ma e tutto uguale..

    Più precisamente, la densità della carica topologica, che aumenta con il numero di istantoni, diviene qui infinita. Ed ecco dove sta il segreto dell’espansione topologica che precedette l’espansione fisica dell’universo: per ritrovare il suo stato fondamentale (corrispondente ad una densità di carica topologica nulla), il raggio dell’istantone deve diventare infinito. Anche qui, ritroviamo nuovamente questa “legge algebrica” che spinge lo zero verso l’infinito. Come concepire la nascita del tempo? A mano a mano che la spirale aurea degli istantoni si svolge, nuovi numeri fanno la loro comparsa, a partire da 0, poi 1, poi 2, ecc…, fino all’infinito: il raggio della bolla cambia, così che essa cresce e dà l’avvio a una formidabile espansione. E all’infinito, il raggio è infinitamente grande. Come bolle di sapone di tutte le dimensioni, le sfere si propagano verso l’infinito, spinte unicamente dalla dinamica dei numeri reali. Grandi o piccole che siano, le bolle sono lì, tutte allo stesso istante, tutte equivalenti.

    Quando la bolla cresce ed il suo raggio diventa infinito, significa che il suo bordo si è infinitamente allontanato dal centro (il punto che rappresenta l’origine). Visto dal bordo, il centro è talmente lontano da essere scomparso: togliendo il centro abbiamo soppresso in un colpo solo tutto l’interno della bolla. Questo perché una bolla è ciò che in topologia si definisce “spazio connesso” ed un punto qualsiasi preso dal suo interno non ha quindi alcuna scala: può essere “grande” quanto la bolla stessa. Di conseguenza, una volta tolto il centro della bolla, resta soltanto il bordo, ossia la sfera a tre dimensioni che chiamiamo S3. L’interno della sfera non esiste più: è diventato immaginario. Come per la sfera normale S2 (un pallone da calcio) l’interno era la terza dimensione dello spazio, nel caso di S3 l’interno che abbiamo tolto altro non era che la quarta dimensione.
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    Tanto che ci siamo voglio essere cancellato dal forum se ne è andata renee e voglio essere cancellato anchio. Pascal sei un amministratore quindi cacellami mi sono stufato della vostra Matrix un bacio a farfi, richard,xeno, prixi,nessuno,brig,inneresauge.. e a tutti quelli cercano la verità.

    Pasqual Cancellami dal forum. Grazie ciao


    « Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
    E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
    Jean Baudrillard

    #16209
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1354566930=Tru]
    Ma come si fa a capirci qualcosa avete una mente malata questa non e' conoscenza questa non ti porta verso a nulla.
    Qui si addormentano tutti in un delirio di Libri inutili.Se sapete la verita' ditela senno e' solo propaganda per una nuova oblavizzazzione.Cioe' un'altra inutile cosa.
    [/quote1354566930]
    se non capisci un certo linguaggio non significa che non sia conoscenza
    E' stata presentata una proposta in termini scientifici e tecnici, se non ti è chiaro ed è normale, basta chiedere.

    Lo puoi abbreviare e capirne il concetto, che è stato descritto in modo matematico..non piacerà a te, ma c'è sempre qualcosa di nuovo da apprendere, non dovremmo chiuderci a riccio, basta chiedere..


    In fisica il tempo di Planck è l'unità naturale del tempo. È considerato il più breve intervallo di tempo misurabile Esso è uguale a 5,391X10 alla-44s ~ 10 alla-43s
    Il tempo di Planck è il tempo che impiega un fotone che viaggia alla velocità della luce per percorrere una distanza pari alla lunghezza di Planck. È il “quanto del tempo”, la più piccola misurazione del tempo che abbia qualche significato.
    Notiamo che il valore 5,391 è praticamente uguale a 5,39344663 che è una frequenza del sistema musicale Aureo, praticamente un sistema musicale le cui “frequenze” corrispondono a “potenze” di Phi che è il cosiddetto “rapporto aureo” che è uguale a 1,618033989… = (√5 + 1) / 2
    il sistema musicale Aureo è stato concepito in quanto, secondo gli studi del Nardelli, le stringhe essendo delle “cordicelle” infinitesimali, “vibrano” come le corde di un violino e le “note” che emettono corrispondono alle moltissime particelle elementari reali e/o virtuali
    Ma cosa c’era prima del tempo di Planck? È possibile intravedere una teoria “unificata” sull’origine dell’Universo e sull’unificazione delle forze? Per rispondere a queste domande, prenderemo spunto dallo studio descritto nel libro dei fratelli Igor e Grichka Bogdanov
    Se alla scala di Planck il pre-spazio-tempo era in equilibrio, allora doveva necessariamente trovarsi in uno stato fisico molto speciale, denominato “stato KMS (Kubo, Martin, Schwinger)”: una condizione che dominò i primissimi istanti dell’universo nascente

    Quando raggiungiamo la scala di Planck, lo spazio si dissolve in una specie di “schiuma quantistica”. Le scoperte sulla “fluttuazione del tempo” cominciano a dirci che cosa contenga quel vuoto: qualcosa che potremmo paragonare ad una specie di “oceano scatenato”.
    In altre parole, l’espansione dell’universo prima del Big Bang segue una spirale logaritmica che in matematica viene definita “spirale aurea”.
    L’oceano quantistico è un ambiente instabile a cinque dimensioni: la dimensione supplementare raccoglie le fluttuazioni della quarta coordinata, che si trasforma alternativamente in coordinata di genere spazio e/o di genere tempo
    le metriche sono “atomi” di spazio o di tempo. Ne esistono soltanto due classi: innanzitutto, i “monopoli” (cariche magnetiche o gravitazionali che hanno non due, ma un solo polo) che troviamo nello spazio-tempo e la cui segnatura è (+++ –), ma anche i cosiddetti “istantoni”, la cui segnatura è euclidea (++++). Contrariamente ai monopoli, che sono dotati di un’energia, gli istantoni contengono esclusivamente “informazione”.

    Più ci spingiamo in profondità nell’”oceano quantistico”, più lo spazio delle metriche si fa “agitato”. Per via delle fluttuazioni della curvatura dello spazio primigenio, i monopoli si trasformano in istantoni prima di tornare ad essere monopoli; la metrica comincia a fluttuare fra le due configurazioni. Poi, via via che progrediamo verso gli “abissi”, i vortici (mulinelli) quantistici si fanno più imponenti: a metà strada fra la superficie (la scala di Planck) ed il fondo (la scala zero), fluttuazioni gravitazionali molto violente aprono immensi vortici nell’oceano quantistico, nei quali “sprofondano” monopoli ed istantoni in un turbinio che oscilla fra correnti di energia e di informazione. Al centro di questa spaventosa “tempesta” primordiale, onde di metriche degenerate si spingono nel vuoto per mescolare monopoli ed istantoni in una “schiuma quantistica” in cui l’informazione diviene energia. Questo formidabile passaggio tra informazione primordiale ed energia è, in fondo, legato alla trasformazione del tempo immaginario in tempo reale. Tutto questo avveniva nell’epoca lontanissima in cui l’universo primigenio era sottoposto, nella sua totalità, alla supersimmetria della condizione KMS

    Vi fu quindi un tempo in cui i lampi di energia altro non erano che nubi d’informazione. Poi a mano a mano che ci si spinge verso lo zero, verso il fondale estremo del nostro oceano, le fluttuazioni perdono progressivamente intensità. A poco a poco, gli istantoni divengono più stabili, cessano di trasformarsi in monopoli così che, nel momento in cui finalmente ci avviciniamo al fondo, esiste soltanto qualche rarissimo monopolo: gli istantoni euclidei dominano interamente il paesaggio. E qui, quando finalmente siamo in vista della scala zero, scopriamo qualcosa di straordinario: tutti gli istantoni convergono in una spirale (aurea) verso il Punto Zero dove si sovrappongono, si confondono e si fondono in un unico istantone a quattro dimensioni: l’istantone gravitazionale singolare di dimensione zero.

    Quella configurazione primordiale, allo stesso tempo infinitamente semplice ed infinitamente complessa, contiene da sola tutta l’informazione dell’intero universo, da zero all’infinito. Si tratta di un oggetto puramente topologico, che vive fuori dal tempo reale e che racchiude in sé tutta l’evoluzione dell’universo in tempo immaginario.

    L’istantone gravitazionale singolare è un punto: la sua dimensione è zero, non occupa alcun volume nello spazio, né alcun istante nel tempo.

    Il Punto Zero può così essere visto come un’infinità di istantoni di dimensioni nulle raccolti su di un unico punto (un po’ come oggi milioni di libri sono compattati nei minuscoli solchi di un DVD). Allo stesso modo, un’infinità di istantoni si trovano sovrapposti al Punto Zero, conferendogli una ricchezza infinita in termini di informazione

    È qui, all’infinito rispetto a zero, che avviene il fenomeno di “decompattazione” del tempo: la fisica definisce quel momento “istante di Planck” (o tempo di Planck). Solo in quell’istante comincia l’ultima tappa: il tempo immaginario è scomparso, l’energia immaginaria si converte in energia reale ed il “Big Bang caldo” prende l’avvio. Con esso, comincia l’espansione dell’universo, che avviene soltanto nel tempo reale. È questo, quindi, il fantastico potere dello zero, il suo mistero affascinante: dispiegare tutta l’informazione numerica che contiene in potenza. E se supponiamo che il punto della Singolarità Iniziale altro non sia che l’immagine dello zero, allora la rappresentazione “geometrica” di quel che abbiamo appena visto ci ha permesso di assistere all’espansione fredda, silenziosa, della sfera originale da zero all’infinito. Un’espansione che, tenuto conto di quanto appena visto, non è soltanto naturale: è inevitabile, inscritta nell’esistenza stessa dello zero. Questo è il segreto del primo Big Bang, quello che ha permesso la transizione da zero verso l’infinito proiettato sul Muro di Planck. Un Big Bang freddo e buio, grazie al quale c’è stato qualcosa a partire dal nulla; attraverso il quale l’infinito è sbocciato dallo zero. E l’essere dal nulla.

    Tradotto in termini spirituali da Cayce

    “L’uomo esige un inizio e un termine; così all’origine c’era un mare di spirito, ed esso riempiva tutto lo spazio. Era statico, contento, consapevole di sé, un gigante che riposava in seno al proprio pensiero, contemplando ciò che esso era.
    Poi si mosse. Si ritirò in se stesso finché tutto lo spazio rimase vuoto e ciò che lo avevo riempito brillò dal suo centro, una mente irrequieta, in subbuglio. Questa era l’individualità dello spirito; era ciò che scoprì di essere svegliandosi; questo era Dio.


    #16210
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1354571636=Tru]
    ———————————-
    Tanto che ci siamo voglio essere cancellato dal forum se ne è andata renee e voglio essere cancellato anchio. Pascal sei un amministratore quindi cacellami mi sono stufato della vostra Matrix un bacio a farfi, richard,xeno, prixi,nessuno,brig,inneresauge.. e a tutti quelli cercano la verità.

    Pasqual Cancellami dal forum. Grazie ciao

    [/quote1354571636]

    OK, ti blocco l'account (come hai richiesto) Tru e grazie per le offese.

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #16211

    Rebel
    Partecipante

    che tristezza


    #16212
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Secondo Linde, a causa di tali fluttuazioni quantistiche e dei relativi salti nel tasso di inflazione, un universo inflazionario potrebbe generare universi baby così come dal tronco di un albero si dipartono i rami. Ciascun universo baby subirebbe poi l’inflazione fino a raggiungere le dimensioni del “tronco”, e darebbe a sua volta alla luce altri universi baby. Ciò continuerebbe indefinitamente, con universi inflazionari che si dipartono continuamente dai rami più antichi, generando un enorme albero “frattale”. La logica, però, impone di chiedersi come sia nato il “tronco”. Nell’articolo di argomento cosmologico, Gott e Li proponevano che un ramo semplicemente piegasse all’indietro compiendo un giro e diventando il tronco. https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.8239


    #16213

    AlessioDa
    Partecipante

    Nel 1964 due astronomi americani – Arno Penzias e Robert Woodrow Wilson –, al termine di uno studio avviato nel 1940, che valse loro il Nobel nel ’78, tramite un radiotelescopio riuscirono a rilevare una debole radiazione isotropa di fondo
    non associata ad alcuna stella, galassia o qualsiasi altro tipo di corpo celeste. Tale radiazione venne denominata cosmic microwave background radiation (talvolta abbreviata in CMBR) o radiazione cosmica di fondo, generalmente considerata come una conferma chiave del modello del Big Bang.

    Grazie alla misura delle fluttuazioni di temperatura nella radiazione cosmica di fondo, alle misure della funzione di correlazione delle galassie e dell’espansione delle supernovae di tipo Ia, è stato possibile risalire all’età approssimativa del nostro universo, pari a circa 13,73±0,12 miliardi di anni. Alla luce di queste recenti scoperte, che hanno rivoluzionato il mondo dell’astrofisica e della cosmologia, viene da porsi alcune domande:

    Cosa c’era prima del Big Bang?
    È possibile stabilire se il nostro universo sia parte di un modello fisico e cosmologico più complesso, dove oltre al nostro è possibile attestare l’esistenza di altri universi?
    L'universo si è generato da sé?

    Leggi l'articolo completo qui: https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.8239

    Secondo articolo di presentazione del libro “Godman, l'universo olografico”, con collaborazione e prefazione di Michele Nardelli, fisico e matematico autore di una delle possibili formule risolutive della teoria del tutto.


    #16214
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Secondo Linde, a causa di tali fluttuazioni quantistiche e dei relativi salti nel tasso di inflazione, un universo inflazionario potrebbe generare universi baby così come dal tronco di un albero si dipartono i rami. Ciascun universo baby subirebbe poi l’inflazione fino a raggiungere le dimensioni del “tronco”, e darebbe a sua volta alla luce altri universi baby. Ciò continuerebbe indefinitamente, con universi inflazionari che si dipartono continuamente dai rami più antichi, generando un enorme albero “frattale”.
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