I PIU' GRANDI FENOMENI DI MEDIANITA', I PIU' GRANDI INSEGNAMENTI …

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Questo argomento contiene 4 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da brig.zero brig.zero 7 anni, 6 mesi fa.

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    brig.zero
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    #47344
    farfalla5
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    Misteri: il “Cerchio Firenze 77” (prima parte)
    05/06/2008 – 07:01
    http://www.055news.it/notizia.asp?idn=11114


    Un’ampia pagina nell’ambito dei fenomeni paranormali avvenuti in territorio fiorentino spetta di diritto al “Cerchio Firenze 77”. Siamo nel campo della medianità e il nome a cui corre subito la mente è quello di Roberto Setti, nato nel 1930 in via Lulli nella zona di San Jacopino dove la famiglia viveva. Va detto subito che il numero 77 aggiunto alle parole “Cerchio Firenze” non ha a che fare con una data, ma solo con la constatazione, da parte di coloro che crearono questo gruppo, che il 7 era un numero che ricorse più e più volte, in svariati casi, nelle loro vite. Le sue doti medianiche Roberto Setti iniziò a manifestarle verso i quindici anni d’età. Prima in modo “essenziale”, facendo sollevare il classico tavolo da seduta spiritica, poi con la scrittura automatica e un paio d’anni più tardi, nel 1947, con le trance vere e proprie, in cui parlava con voci diverse “ospitando” innumerevoli entità. Tutte queste affermazioni trovano riscontro solamente – come sempre nel settore dei fenomeni misteriosi – nelle testimonianze di chi ha condiviso le esperienze di cui Setti era protagonista. Le testimonianze però sono davvero tante, anche di persone autorevoli, e risulta difficile pensare che si sia trattato sempre di mistificazioni, oltretutto protratte per lunghi anni. Fra gli elementi più “irrazionali” che davano corpo ad alcune sedute tenute dal giovane medium, la percezione da parte dei partecipanti di veri e propri profumi, perlopiù di fiori. Ma sicuramente sconcertanti erano i fenomeni definiti “apporti”, cioè la materializzazione di piccoli oggetti che improvvisamente cadevano nella stanza anche con la luce accesa o prendevano forma direttamente nelle mani di Setti (ma di questo parleremo nella prossima puntata); per arrivare alle famose levitazioni: una delle persone più vicine al medium riferisce di quando una volta «Roberto fu sollevato con la poltrona su cui sedeva e fu depositato su un tavolo che si trovava nei pressi». Tutte manifestazioni ben conosciute dagli esperti di spiritismo, di sicuro effetto e molte volte, specialmente nel 19° secolo, ottenute ad arte con trucchi e congegni. Basti citare un nome, all’epoca vera “diva” del mondo del paranormale: Eusapia Palladino, nata in Puglia a metà dell’ ‘800, famosa in tutta Europa ma tante volte sorpresa a imbrogliare. Roberto Setti divo non divenne mai, rifiutò anzi sempre ogni possibile fonte di guadagno derivante dalle sue capacità. E la sua attività di medium durò quasi quattro decenni. FINE PRIMA PARTE

    Dicemmo nella prima parte che uno degli aspetti più suggestivi dell’attività medianica di Roberto Setti erano gli “apporti”, cioè la materializzazione di piccoli oggetti, perlopiù gioielli, che improvvisamente “cadevano” nella stanza dove si teneva la seduta spiritica – anche con la luce accesa – o prendevano forma direttamente nelle mani del medium. Diversi esperti nell’ambito di materie tecniche e scientifiche, i quali assistettero fin dai primi anni ’70 ad alcune sedute per capire se si potesse in qualche modo pensare a imbrogli o artifici tecnici, concordarono nel ritenere che i mirabolanti fenomeni non potevano essere ottenuti mediante dispositivi di qualsivoglia genere. Alcune testimonianze riferiscono che le mani di Setti si animavano di una luminescenza propria, cangiante tra il verde e l’azzurro, e che gli oggetti vi si plasmavano a vista, aumentando di dimensione e passando da una apparenza ectoplasmatica informe alla fase finale (spille, cammei, chiavi, bracciali, catenine, monete, ciondoli ecc). Da notare che solo tra la metà del 1980 e la fine del 1983 furono più di cento gli oggetti apportati e spesso si trattava di oggetti in oro, pietre o argento. Una delle presunte entità – che si definivano spiriti guida – che parlavano per bocca di Setti, spiegò una volta che gli apporti erano possibili in quanto la materia, se portata allo stato di energia, può poi essere ricostituita nella stessa forma originaria utilizzando una specie di “intelaiatura astrale”che ogni oggetto possiede e che persiste anche dopo che l’oggetto stesso viene “smaterializzato”. Su questa intelaiatura verrebbero poi ricombinate le particelle atomiche e subatomiche, fino a modellarle di nuovo nella forma che l'oggetto aveva all’inizio. Gli apporti – e questo è ciò che colpisce di più – avvenivano a volte anche nelle mani degli stessi partecipanti alla seduta. Sembra inoltre che anche la telepatia fosse all’ordine del giorno, poiché le persone potevano rivolgere mentalmente domande alle entità e queste, tramite il medium, rispondevano in modo logico e pertinente. Le “presenze”, ossia le guide, che nei trentasette anni di medianità di Roberto Setti partecipavano alle sedute erano circa una decina, ognuna con la propria personalità e con la propria voce, emessa ovviamente dal medium che non a caso veniva definito “strumento” dagli stessi spiriti guida. In particolare, una era la guida di Setti, si faceva chiamare Dali e si annunciava sempre con un intenso profumo di violette. I partecipanti alle sedute aumentarono negli anni ma non furono mai più di venticinque; Roberto Setti intanto teneva a che non si sapesse all’esterno del gruppo di “fedelissimi” delle sue capacità medianiche. Un episodio fra i tanti merita di essere ricordato. Nel giugno del 1980 la guida Dali fece cadere in trance il medium e, come sempre per bocca sua, chiese ai presenti di prendere una macchina fotografica e di scattare alcune foto allo stesso Setti. Furono cinque le istantanee realizzate (era una macchina Polaroid): nelle prime si vedeva solo un ectoplasma bianco, con l'immagine di un volto sfocato. Nella quinta il volto era ben visibile e a fuoco e raffigurava Francois Broussais, una personalità molto nota nella Francia napoleonica. Da quel momento Francois fu l'entità più presente alle sedute. FINE SECONDA PARTE

    A parte la suggestiva fenomenologia che, come abbiamo visto nelle precedenti puntate, ha caratterizzato i trentasette anni di attività medianica di Roberto Setti, l’aspetto più importante del Cerchio Firenze 77 è l’ingente mole di messaggi e insegnamenti che le “guide”, o “maestri” hanno comunicato tramite la voce del medium. Va intanto detto che dal 1952 il gruppo di Setti iniziò a utilizzare il magnetofono, in modo da poter registrare ciò che il medium diceva durante le sedute per poi trascriverlo. Fino a quel momento tutto era stato messo su carta in tempo reale da Setti tramite scrittura automatica. Proprio venendo agli argomenti proposti dalle guide, nel 1958 erano diventati così cospicui che il gruppo decise di farli stampare a proprie spese e di distribuirli fra gli amici a uso privato. I temi andavano dalle filosofie orientali alla teosofia, sviluppandosi in un contesto etico-filosofico definibile come una filosofia globale della realtà: la struttura del cosmo, la composizione fisico-psichica degli esseri umani, il senso della morte e dell’al di là, una rilettura originale dei concetti di male e di bene, di libertà e di destino. Si trattava quindi di vera filosofia esoterica. Un giorno gli spiriti dissero che il vero scopo delle sedute era l'insegnamento e che la comunicazione fra i vivi e i disincarnati non poteva limitarsi a dare notizie dei parenti trapassati o simili informazioni: era giusto e indispensabile che gli insegnamenti fossero divulgati. Allora i membri del gruppo decisero di uscire dalla sfera privata e inviarono il materiale scritto fino a quel momento alla rivista “Gli Arcani” di Milano, che lo pubblicò a puntate dal 1974 al 1977. Seguì l’uscita di un vero libro, Dai Mondi Invisibili, che raccoglieva tutto. La medianità di Roberto Setti proseguiva ininterrottamente, l’uomo andava in trance improvvi­samente, alla presenza di due o tre amici che attivavano il registratore. Negli ultimi anni si manifestava sempre l'entità Francois. Preannunciato invece dal profumo di violette, Dali interveniva con un breve saluto o con una benedizione. Ogni tanto, al posto di Dali, interveniva Teresa col profumo di rose, mentre chi non mancava mai era Michel, con luminosità che inondavano tutto il volto del medium e con i suoi apporti: bracciali, catenine, ciondoli. Fra il 1982 e il 1983 a Roberto Setti, che già da tempo accusava malesseri e problemi fisici, fu diagnosticata una micidiale sclerosi amiotrofica, che ne causò la fine il 29 febbraio del 1984. Il medium fiorentino è considerato negli ambienti del paranormale uno fra i più completi e convincenti di tutti i tempi.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #47345
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    argomento affascinante …
    Ho già espresso più volte la mia istintiva e profonda condivisione per i contenuti dei messaggi, che Brig a volte ci riporta nel forum, del Cerchio77 … non mi sono mai addentrata però sull'argomento della medianità in quanto tale … ne ho sempre avuto un certo disinteresse, ma francamente non saprei spiegarne il motivo …
    Quello che mi ha colpito molto di questa intervista, oltre ad una certa sensazione di “buona fede” da parte dell'intervistato, è stata la schiacciante similitudine con l'dea che negli anni mi sono in qualche modo fatta di tutto il discorso su spirito, anima, reincarnazione …
    Al di là degli eventi di manifestazione, di cui Silvio Ravaldini ci racconta, e per i quali, in tutta sincerità, mi trovo in una posizione di assoluta ignoranza, la sua sintesi, sul concetto di esperienza umana come strumento di crescita, o meglio, di consapevolezza spirituale, dove l'anima funge da hard disc delle esperienze e della personalità, mi trova sorprendentemente in accordo e ha chiarito ancora di più in me, certi passaggi, che avevano bisogno di trovare la giusta collocazione logica …
    … grazie Brig ! !heart
    Al contempo, mi viene la curiosità di chiederti, sempre se vorrai rispondermi …
    hai mai assistito, in prima persona, ad eventi di manifestazione medianica ?


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #47346
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1308501551=prixi]
    argomento affascinante …
    Ho già espresso più volte la mia istintiva e profonda condivisione per i contenuti dei messaggi, che Brig a volte ci riporta nel forum, del Cerchio77 … non mi sono mai addentrata però sull'argomento della medianità in quanto tale … ne ho sempre avuto un certo disinteresse, ma francamente non saprei spiegarne il motivo …
    Quello che mi ha colpito molto di questa intervista, oltre ad una certa sensazione di “buona fede” da parte dell'intervistato, è stata la schiacciante similitudine con l'dea che negli anni mi sono in qualche modo fatta di tutto il discorso su spirito, anima, reincarnazione …
    Al di là degli eventi di manifestazione, di cui Silvio Ravaldini ci racconta, e per i quali, in tutta sincerità, mi trovo in una posizione di assoluta ignoranza, la sua sintesi, sul concetto di esperienza umana come strumento di crescita, o meglio, di consapevolezza spirituale, dove l'anima funge da hard disc delle esperienze e della personalità, mi trova sorprendentemente in accordo e ha chiarito ancora di più in me, certi passaggi, che avevano bisogno di trovare la giusta collocazione logica …
    … grazie Brig ! !heart
    Al contempo, mi viene la curiosità di chiederti, sempre se vorrai rispondermi …
    hai mai assistito, in prima persona, ad eventi di manifestazione medianica ?

    [/quote1308501551]

    … una volta C.ifior … interessante e significativa … mi ha anticipato (come interpretazione del discorso generale sulla serata …) alcune esperienze sul corpo fisico … poi non ho voluto partecipare più … in quanto mi basta la mia sensibilità intima/percettiva … per capire e comprendere … (lasciando così spazio agli altri esseri per questa esperienza profonda … ) 🙂


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    #47347
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Evolvenza di vittoriomotion


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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