i referendum e i sudditi

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 7 anni, 6 mesi fa.

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  • #137527

    paolodegregorio
    Partecipante

    – i referendum e i sudditi –
    di Paolo De Gregorio, 23 aprile 2011

    Nella storia d’Italia sono ben 27 i quesiti referendari proposti al popolo italiano che non hanno smosso l’apatia dell’elettorato, che ha costantemente fatto mancare il “quorum”, che prevede la validità del referendum solo se vanno a votare il 50% più uno degli elettori aventi diritto.
    Bisogna constatare amaramente che i nostri concittadini preferiscono delegare alla “CASTA” le decisioni politiche e tutte le favole propagandistiche che la democrazia è partecipazione, sono appunto favole da raccontare ai lobotomizzati televisivi che, purtroppo sono la maggioranza, con incidenza maggiore nei ceti popolari ignoranti e disillusi abbandonati dalla sinistra alle amorevoli cure di preti e Tv.

    Le attuali frenetiche manovre governative, per eliminare dal voto del prossimo 12-13 giugno i referendum che avrebbero potuto schiodare i cittadini dalla loro atavica passività e fatalismo, ci fanno capire quanto in realtà sia temuto il giudizio popolare e che si farà di tutto affinché l’onda emotiva per il disastro nucleare giapponese non si traduca in partecipazione referendaria, anche perché la gente potrebbe estendere il proprio voto contrario alle pretese del Caimano di avere un trattamento giudiziario diverso da quello riservato ai normali cittadini (legittimo impedimento).

    La cricca al potere, con 5 reti televisive a disposizione, mostra di conoscere bene i suoi polli, pardon sudditi, le cui convinzioni non propriamente granitiche, possono essere orientate e sopite con sapienti campagne mediatiche di cui il regista unico e impareggiabile rimane il nostro “caro leader”.
    Un popolo serio, di fronte allo scippo dei referendum, di fronte allo sperpero di denaro pubblico (350 milioni di euro) per non abbinare il voto referendario alle amministrative (per paura del raggiungimento del quorum), sarebbe insorto e avrebbe punito senza appello i responsabili di queste sporche manovre.

    Ma trenta anni di telecrazia privata e la predicazione pretesca di rassegnazione e passività hanno fabbricato docili pecorelle che ormai accettano tutto, anche i pregiudicati in Parlamento e che il premier pagava Ruby (nipote di Mubarak) per non farla prostituire.
    Se le convinzioni degli italiani sono così incerte e labili, al punto di non andare a votare il 12-13 giugno contro il legittimo impedimento, che significherebbe far finire l’era berlusconiana, questo è un paese senza futuro, di sudditi frustrati, con genitori che aspirano solo a mandare le loro figlie a rendere servizi sessuali al sultano.

    Quanto alle regole che disciplinano l’istituto referendario, la prima ad essere abolita dovrebbe essere quella del quorum, perché se un milione di cittadini si attiva e si organizza per abolire una legge, ciò è sufficiente per dare legittimità alla consultazione.
    Inoltre, in una democrazia reale e compiuta sarebbe necessario avere l’istituto del REFERENDUM PROPOSITIVO, sottoscritto con un milione di firme, per poter integrare l’attività legislativa del Parlamento con contributi di democrazia diretta.
    Paolo De Gregorio


    #137528

    Anonimo

    [quote1303639615=paolodegregorio]
    Bisogna constatare amaramente che i nostri concittadini preferiscono delegare alla “CASTA” le decisioni politiche
    [/quote1303639615]
    Delegare, non saper scegliere, non voler sapere come stanno le cose, “non avere” una opinione (su argomenti importanti) è lo sport preferito degli uomini inconsapevoli, abituati all'inerzia dal clero – il quale ha sempre insegnato agli schiavi, italiani e non, che fare domande sarebbe contro la volontà del loro idolo o dio un qualunche l'imperatore di turno.


    #137529

    deg
    Partecipante

    [quote1303825790=♫nessuno♫]
    [quote1303639615=paolodegregorio]
    Bisogna constatare amaramente che i nostri concittadini preferiscono delegare alla “CASTA” le decisioni politiche
    [/quote1303639615]
    [color=#3300cc]Delegare, non saper scegliere, non voler sapere come stanno le cose, “non avere” una opinione (su argomenti importanti) è lo sport preferito degli uomini inconsapevoli, abituati all'inerzia dal clero – il quale ha sempre insegnato agli schiavi, italiani e non, che fare domande sarebbe contro la volontà del loro idolo o dio un qualunche l'imperatore di turno.[/color]

    [/quote1303825790]
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    Passata la festa, gabbato lo santo

    Marco Cedolin

    Quello che fin dal primo momento si era concretato come un fondato sospetto, si è oggi trasformato in una realtà conclamata, attraverso le dichiarazioni tanto pompose quanto improvvide di Silvio Berlusconi, in occasione della conferenza stampa tenuta a margine dell’incontro con l’amico (e socio interessato) Sarkozy.
    Il governo non ha assolutamente preso coscienza del fallimento del nucleare, né tanto meno è disposto ad aprirsi alle profonde riflessioni intorno all’atomo che dopo il disastro di Fukushima stanno imperversando un po’ in tutto il mondo. Né aveva la minima intenzione di correggere la scelta suicida suggeritagli dagli “amici” francesi ormai a abituati a prenderci per il naso quotidianamente.
    Silvio Berlusconi, con il sorriso di sempre e nessun segno d’imbarazzo sul volto plastificato, ha oggi candidamente annunciato che la scelta di sospendere la legge che intendeva riportare il nucleare in Italia, non era altro che una mistificazione,…..

    finalizzata a salvare l’atomo, ammazzando un referendum (e di conseguenza la volontà dei cittadini) che a maggior ragione dopo Fukushima, si sarebbe rivelato una debacle senza precedenti tanto per il governo, quanto per le di lui radioattive aspirazioni.

    Ribadendo non solo che il programma nucleare italiano continuerà ad andare avanti, alla faccia della volontà popolare gabbata con un trucchetto da illusionista d’infima categoria, ma anche che la scelta dell’atomo (abiurata da sempre più paesi ogni giorno che passa) costituirà il futuro per tutto il mondo e che il nucleare starebbe diventando ogni giorno più sicuro.

    Tutte esternazioni che non stupiscono più di tanto, qualora esperite da un soggetto, come il Cavaliere, ormai votato unicamente alla barzelletta ed al cabaret. Semmai a stupire dovrebbe essere la sfrontatezze e la sicumera con cui il caramogio improvvisatosi comico, annuncia di avere ingannato e truffato gli italiani, senza neppure preoccuparsi di giustificare il proprio gesto con qualche argomento che prescinda dal compiacere la lobby dell’atomo ed una parte (neppure la più consistente) del suo elettorato, ormai convinta che convivere con la radioattività rappresenti un esercizio prodromico di accrescimento culturale e giovi alla salute.

    Se, come appare probabile, la truffa del governo avrà successo e la Cassazione si vedrà costretta a sospendere il referendum, evitando l’ennesima brutta figura ad un esecutivo ormai abituato a collezionarne in serie, non occorre comunque disperare.

    Il valore del referendum abrogativo, in Italia, è molto relativo, come dimostrato dal modo in cui è stato bypassato quello del 1987. E anche nel caso si andasse a votare, costringendo la banda dell’atomo (ed anche i partiti che la sostengono) ad una sconfitta cocente, nulla eviterebbe loro fra un paio d’anni di ripresentare una nuova legge, riproponendo il circolo vizioso.

    Se Berlusconi, nel caso sieda ancora sul proprio scranno, fra qualche anno intenderà proseguire sulla strada intrapresa e dare seguito al programma nucleare si troverà comunque a doversi confrontare con un nuovo referendum che, Fukushima o non Fukushima, con tutta probabilità lo vedrà perdente, perché la maggioranza degli italiani è ormai informata in materia e di nucleare non vuole neppure sentire parlare.

    E nel caso mi stessi sbagliando, o dal cilindro del prestigiatore dovesse uscire qualche altro barbatrucco, giova ricordare che le centrali nucleari, in Italia, dovrebbero sempre andarle a costruirle in prossimità di qualche comune, dove gli abitanti non esiterebbero a rimandare indietro a calci il pacco regalo.
    http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/04/passata-la-festa-gabbato-lo-santo.html


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