Il giallo delle email rubate «Sul clima dati falsificati»

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sev7n 8 anni, 7 mesi fa.

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  • #85299

    sev7n
    Partecipante

    riporto qua un articolo apparso in prima pagina:

    Hacker vìola un archivio. E scopre i trucchi degli scienziati. Scettici contro catastrofisti

    WASHINGTON — Gli scet­tici sul riscaldamento del cli­ma sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profe­ti di sciagure e gli sciamani del global warming. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Co­penhagen, lo scandalo dei da­ti ritoccati rivelato ieri dal New York Times fa riesplode­re la disputa pubblica sui dan­ni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità cli­matica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, ri­spondono con uguale vee­menza i teorici della responsa­bilità umana, invocando l’enorme quantità di dati a so­stegno delle lo­ro tesi.

    Qualche dub­bio sulla qualità della ricerca ri­mane. Soprat­tutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telema­tici dai compu­ter della Univer­sity of East An­glia, in Gran Bretagna, rivela­no che autorevo­li ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combatte­re gli argomenti degli scetti­ci, concordando vere e pro­prie strategie di comunicazio­ne per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferi­menti derisori e insulti perso­nali a quanti mettono in dub­bio la tesi del global war­ming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomi­co », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Micha­els, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non pro­durre prove certe e dati con­vincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.

    LA SCOPERTA – La scoperta dell’incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un al­tro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno comin­ciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno comin­ciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un’indagi­ne, anche se i primi dubbi sul­l’autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scien­ziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori.

    «Il fatto è che in questo mo­mento non possiamo dare una spiegazione alla mancan­za di riscaldamento ed è una finzione che non possiamo permetterci», scriveva poco più di un mese fa Kevin Tren­berth, del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado, in una discussione sulle recenti va­riazioni atipiche della tempe­ratura. Ancora, nel 1999, Phil Jones, ricercatore della Clima­te Unit a East Anglia, ammet­teva in un messaggio al colle­ga Michael Mann, della Penn­sylvania State University, di aver usato un «trick», un ac­corgimento per «nascondere il declino» registrato in alcu­ne serie di temperature dal 1981 in poi.

    GIUSTIFICAZIONI – Mann ha cercato di sminuire il significato del termine trick, spiegando che è parola spesso usata dagli scienziati per riferirsi a «un buon modo di risolvere un de­terminato problema» e non indica una manipolazione. Nel caso specifico, erano in discussione due serie di dati, una che mostrava gli effetti delle variazioni di temperatu­ra sui cerchi dei tronchi degli alberi, l’altra che considerava l’andamento delle temperatu­re atmosferiche negli ultimi 100 anni. Nel caso dei cerchi degli alberi, l’aumento della temperatura non è più dimo­strato dal 1960 in poi, mentre i termometri hanno continua­to a farlo fino a oggi. Mann ha ammesso che i dati degli alberi non sono stati più im­piegati per individuare la va­riazioni, ma che «questo non è mai stato un segreto». Secondo Trenberth, le e-mail in realtà mostrano «l’integrità sostanziale della nostra ricerca». Ma per Patri­ck Michaels, lo scandalo rive­la l’atteggiamento fondamen­talista dei teorici del global warming, «pronti a violare le regole, pur di screditare e danneggiare seriamente la re­putazione di chi vuole solo un onesto dibattito scientifi­co ».

    Paolo Valentino

    Fonte:
    Vedi:
    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_22/clima-scandalo-messaggi-rubati_db5eb85a-d746-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

    importante novita' , nel link sotto potrete visionare i documenti in oggetto:

    http://www.eastangliaemail.com/index.php


    #85300

    zret
    Partecipante
    #85301

    Erre Esse
    Partecipante

    Speriamo davvero che tutte queste “strutture” di disinformazione si stiano sfilacciando, che stiano avendo delle falle, non prevedibili.


    #85302

    zret
    Partecipante

    Lo auspichiamo, Erre Esse.

    Fiat


    #85303
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    dalle analisi di climatemonitor

    Conclusioni

    Dopo avervi annoiati con queste lunghe e prolisse divagazioni 🙂 passiamo alle considerazioni finali.
    Visto e considerato che:

    – la modalità tecnica di condivisione del file non è stata nello stile hacker;
    – lo stile del commento su AirVent è sobrio, “british” e non nello stile hacker;
    – il contenuto documentale e di sorgenti software è scelto con cura;
    – le mail sono state attentamente selezionate partendo dal 1996;
    – il processo di esportazione delle mail sembra essere stato eseguito nella east coast americana,

    mi sento di dedurre con sufficiente margine di certezza che non vi sia stata violazione alcuna del mailserver dell'università di East Anglia o di altri enti, ma bensì che le mail e i documenti siano stati resi pubblici da un ricercatore, presumibilmente americano, che lavora nel team del CRU; in alternativa, che vi sia stata una violazione -estremamente prolungata nel tempo- del PC di un membro del team del CRU.
    http://www.climatemonitor.it/?p=5551

    sembra che qualche coscienza all'interno abbia rilasciato i dati

    Mi meravigliano molto i commenti di colleghi e lettori del blog che non trovano in fondo alcunchè di a-scientifico nelle e-mail del “clima-gate”. A parte le dotte disquisizioni sulla semantica di ‘trick’ (nella quali ovviamente ognuno è libero di credere) o sull’importanza o meno delle lisciatine apportate ai dati, a tutt’oggi sono state fatte delle ammissioni sulla veridicità del corpo dei dati presentato, molte assenze di dichiarazioni, ma non mi risulta nessuna smentita. Quello che trovo particolarmente grave, a parte appunto la lisciatina su cui si sta lavorando per capire quanto profonda, è gravissimo lo scardinamento del sistema di peer-review.

    Personalmente, già da tempo avevo avuto modo di capire, e purtroppo anche di sperimentare insieme ad altri colleghi, come esistesse una sorta di prevenzione nei confronti di tesi alternative (cosa già discussa su Climate Monitor).

    http://www.climatemonitor.it/?p=5588


    #85306
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    ok comunque ormai mi pare che non ci siano piu problemi


    #85304
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    ops scusa Canero volevo eliminare il mio post è ho eliminato il tuo :hehe: scusa ..
    comunque leggete qua http://www.climatemonitor.it/?p=5621


    #85305

    CANERO
    Partecipante

    [quote1259254064=Richard]
    ops scusa Canero volevo eliminare il mio post è ho eliminato il tuo :hehe: scusa ..
    comunque leggete qua http://www.climatemonitor.it/?p=5621

    [/quote1259254064]

    :ok!: :hehe:


    #85307

    windrunner
    Partecipante

    Il museo di scienze naturali di Londra, visto lo scetticismo sui cambiamenti climatici, abbandona il nome “Galleria dei Cambiamenti Climatici” modificandola in “Galleria della Scienza Climatica”

    Tratto dal dailymail: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1260191/Science-Museum-change-new-climate-change-museum.html


    #85308
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://daltonsminima.wordpress.com/2010/03/30/possiamo-fare-a-meno-del-metodo-scientifico/
    POSSIAMO FARE A MENO DEL METODO SCIENTIFICO? (Ecco spiegato perchè sinora l’AGW è solo una fede)
    30 03 2010

    La scienza, da Galileo in poi (e forse anche prima), applica due metodi per ottenere quello che comunemente chiamiamo progresso scientifico. Il primo è il cosiddetto metodo induttivo. Il seguente schema, tratto da wikipedia, credo sia abbastanza chiaro anche senza commenti..

    http://daltonsminima.wordpress.com/2010/03/28/gli-effetti-spesso-devastanti-di-un-aumento-della-temperatura-globale-di-0006%C2%B0c-allanno/
    GLI EFFETTI, SPESSO DEVASTANTI, DI UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA GLOBALE DI 0,006°C ALL`ANNO


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