Il Ricordo di Sè

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Questo argomento contiene 131 risposte, ha 20 partecipanti, ed è stato aggiornato da elerko elerko 10 anni fa.

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  • #39033
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Questa è per me la vera via per il “Risveglio planetario” che porta alla disconnessione di quell'illusione chiamata “Realtà”.

    La Trasmutazione del piombo in oro.

    BUON RISVEGLIO

    So che mi state ascoltando… avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi… e da loro.
    dal film Matrix, Neo nella scena finale

    Da: Officina Alkemica di Salvatore brizzi http://officinaalkemica.altervista.org/index.htm

    IL LAVORO ALCHEMICO

    Premettiamo che il Lavoro Alchemico dell'uomo su sé stesso deve consistere innanzitutto nella purificazione da tutte le emozioni negative che pervadono la sua personalità. La lamentela, l'odio, la rabbia, la gelosia e ogni genere di giudizio e fastidio verso gli altri devono essere scomparsi prima che egli possa avventurarsi nei mondi spirituali. In queste dimensioni superiori l'aspirante viene sottoposto a ogni sorta di attacchi emotivi e mentali da parte delle forze ostili che vi abitano e che egli stesso suscita per risonanza. Solo un perfetto equilibrio di emozioni e pensieri potrà renderlo capace di difendersi e di distinguere la realtà dalle allucinazioni.

    il ricordo di se’
    ( parte I )

    …In quel periodo avevo cominciato a leggere i libri di Gurdjieff e Ouspensky. Un giorno stavo dialogando con un mio amico, quando a un certo punto vidi che era addormentato. Mi parlava con veemenza dei fatti del giorno, ma non era sveglio. “Qualcosa” parlava al suo posto mentre lui dormiva. Ne provai orrore. Quello era il mio migliore amico… avevamo vissuto insieme momenti belli e brutti per anni. Ciò significava che anche io ero in quello stato. In quell'istante decisi che avrei dedicato il resto della mia vita a cercare di svegliarmi.

    Non c'è altro modo per sfuggire alla morte, all'infuori del ricordo di sé.
    Robert Earl Burton

    introduzione al ricordo di sé

    Entriamo nel vivo dei processi alchemici atti a trasmutare l’uomo in qualcosa di splendidamente superiore. Affrontiamo quindi per la prima volta anche il concetto di « risveglio » dell’essere umano.
    Il primo passo verso l’acquisizione della liberazione e dell’immortalità consiste in un accurato lavoro di « risveglio »; l’individuo deve cioè rendersi pienamente conto che allo stato attuale sta dormendo.
    Quando ci destiamo al mattino in realtà non ci svegliamo, ma passiamo da uno stato di sogno a un altro: è il sonno verticale; un sonno, cioè, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare… purtuttavia è ancora ben lungi dall'essere un reale stato di veglia. Si tratta di una condizione di perpetuo rintronamento nella quale non si pensa, ma si è pensati, non si provano emozioni, ma si è da esse trascinati, non si gestisce il proprio corpo, ma si subisce la sua fisiologia.
    Se vogliamo lavorare per evadere dalla prigione è imperativo innanzitutto che sappiamo di essere all'interno di una prigione. Il più grande ostacolo al risveglio è che l'uomo pensa di essere già cosciente e pienamente libero! Per avere la certezza di essere in uno stato di prigionia è necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. L'ideale sarebbe riuscire a SENTIRE EMOTIVAMENTE l'addormentamento. Questo fornisce l'energia occorrente per iniziare a lavorare su di sé.
    I seguenti esercizi si basano sul « ricordo di sé ». Lo sforzo di ricordarci di noi stessi nell'arco della giornata ci permette di vedere come siamo fatti e in quale stato viviamo tutti i giorni; serve a farci comprendere che durante il giorno “dormiamo” e di conseguenza non siamo mai coscienti di noi. Viviamo dentro un’allucinazione; non vediamo la realtà e non possediamo alcun potere occulto in grado di modificarla semplicemente perché dormiamo. Il “ricordo di noi stessi” ci permette di evitare di lasciar scorrere nell'inconsapevolezza la nostra esistenza quotidiana, portando alla luce anche le zone più nascoste di noi.

    Cosa è il « ricordo di sé »? Non lo si può spiegare a parole: lo si capisce facendo gli esercizi. Come vedremo più avanti, si tratta di essere presenti qui-e-ora almeno in corrispondenza di determinate occasioni che vengono stabilite a priori. Un uomo risvegliato è un uomo che si ricorda di sé sempre, è un uomo che è sempre presente qui-e-ora per ventiquattro ore al giorno… anche nel sonno. Il ricordo di sé è infatti un livello di coscienza superiore che si può raggiungere solo sforzandosi di ricordarsi di sé!

    L'errore principale della filosofia e della psicologia moderna risiede nell'aver ignorato un quarto stato di coscienza oltre i tre già noti all'uomo ordinario. Gli stati di norma conosciuti sono: sonno verticale (quello ritenuto a torto il normale stato di veglia dell'uomo), sonno profondo, sogno. Nessuna psicologia e nessuna filosofia sono proponibili se non si considera la possibilità nell'uomo di un quarto stato: lo stato di ricordo di sé, che è poi il reale stato di veglia.
    Il ricordo di sé – è il 'terribile segreto' dell'Ars Regia che tutti gli alchimisti si sono preoccupati di tenere occulto nei loro scritti: è il « regime », l'« agente universale », il « fuoco lento » a cui la materia deve essere sottoposta per ottenere una trasformazione.
    Premettiamo che l'effettivo stato di ricordo di sé è uno stato EMOTIVO SUPERIORE, non un fenomeno intellettuale. Quando nel corso della presente trattazione ci riferiremo al ricordo di sé, ci staremo in realtà riferendo ai nostri tentativi di ricordarci di noi, cioè all'unico stato attualmente possibile per il neofita: uno stato ancora principalmente mentale, in cui ci si sforza di essere presenti per ricordarsi di sé. Con l'espressione « ricordo di sé » intendiamo quindi riferirci allo sforzo di ottenere questo stato, e non allo stato stesso. Attraverso gli sforzi ripetuti sarà però possibile attivare il 'centro emotivo superiore' ( il Cuore ) e quindi entrare nel reale ricordo di sé… e questo è il nostro scopo.
    Attraverso lo sforzo di ricordarci di noi tocchiamo con mano la totale assenza di Volontà che ci contraddistingue… ma non dobbiamo abbatterci a causa dei pessimi risultati. Il nostro lavoro consiste nello sforzarci ogni giorno di riuscire, non nell'ottenere un risultato, il risultato non interessa minimamente i nostri scopi.

    Il ricordo di sé è il fenomeno più importante della Magia, dell'Alchimia e dell’esoterismo in genere. Compreso questo, l’uomo possiede la chiave per farsi progressivamente strada in altri stati di coscienza e acquisire nuovi poteri. Il ricordo di sé costruisce il « corpo astrale », o « corpo lunare », che permette la sopravvivenza dopo la morte, e anche il « corpo di gloria », cioè l'anima dell'individuo, che permette l'immmortalità assoluta. Sono due livelli iniziatici successivi. L'unico modo che abbiamo per capire cosa è il ricordo di sé è fare degli esercizi; esso non può essere compreso attraverso una spiegazione intellettuale come un qualunque altro concetto. Si può conoscere la meccanicità solo cercando di contrastarla: se noi siamo nati in catene, se siamo nati in una prigione, fino a quando non proviamo a uscire e ci accorgiamo che è difficilissimo, non abbiamo alcuno strumento per capire di essere nati dentro un carcere. Fino a quando stiamo zitti e buoni dentro la nostra prigione tutto fila liscio, solo quando tentiamo di superare il muro perimetrale, e non ci riusciamo, comprendiamo che non siamo liberi e non lo siamo mai stati.
    Attraverso il persistente sforzo teso al ricordo di sé si produce una trasmutazione alchemica che consente di costruire i “corpi sottili” e di trasferire in essi la nostra coscienza. Tali corpi sopravvivono alla morte del nostro corpo fisico. Stiamo quindi parlando di sopravvivenza alla morte e successivamente di « immortalità assoluta ».
    Il nostro obiettivo consiste nel lavorare alla fabbricazione dei “corpi sottili”, e al trasferimento della coscienza dalla mente al Cuore, dove risiede il nostro vero Sé. Ciò si ottiene grazie ai ripetuti sforzi tesi verso il ricordo di sé, il controllo dell'immaginazione negativa, la trasmutazione delle emozioni negative in emozioni superiori (le emozioni del Cuore) e il lavoro con l'energia sessuale.
    Tuttavia è bene sottolineare che praticando tali metodi non ci stiamo limitando ad agire soltanto per il « corpo di gloria », poiché stiamo anche lavorando alla fissazione dei corpi “inferiori”: l'« astrale » (o emotivo) e il « mentale », che nell'uomo ordinario non sono interamente sviluppati. Del « corpo mentale » si parla poco e anche io non mi soffermerò sulla costruzione di tale corpo, ma è bene si sappia che esiste questo passaggio intermedio fra il corpo astrale e il corpo dell'anima. La fissazione completa di tali corpi consente di ottenere poteri sovranormali.

    la pratica del ricordo di sé

    1 — Si tratta di ricordarsi di sé più a lungo che si può durante lo svolgimento di un'azione prolungata nel tempo. Un esercizio classico è il ricordo di sé mentre
    — laviamo i piatti;
    ma le varianti possono essere molte:
    — spazziamo il pavimento,
    — scendiamo le scale,
    — ci laviamo i denti,
    — ci facciamo la barba,
    — ci depiliamo,
    — mangiamo un panino,
    — facciamo la doccia,
    oppure nel tragitto fra l’automobile parcheggiata e il posto di lavoro, o fra casa nostra e la fermata dell’autobus… Ogni attività che abbia una durata non eccessiva può essere utilizzata come esercizio.
    Si tratta di fermare il lavorìo della mente, il “dialogo interno” della mente, tutte le volte che ci ricordiamo, e sforzarci poi di rimanere presenti più a lungo possibile prima di ricadere nell'identificazione con i pensieri e le immagini mentali. Dobbiamo concentrarci su quello che stiamo facendo rimanendo coscienti di noi, senza vagare con il pensiero. Non dobbiamo lasciare che il corpo fisico esegua il lavoro da solo meccanicamente, dobbiamo accompagnare la sua attività con la nostra presenza qui-e-ora. Il corpo fisico sa lavare benissimo i piatti anche se intanto la mente pensa all'ultimo film che ha visto, ma lo scopo dell'esercizio è che TUTTO L'ESSERE lavi i piatti, non solo un corpo; dobbiamo rimanere pienamente coscienti di ciò che facciamo come se il corpo senza il nostro aiuto cosciente non potesse farlo. Mentre il corpo lava i piatti la mente deve essere lì con lui, e non vagare per associazioni di pensiero come è abituata a fare.
    Per esempio, ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci svegliamo. Che sia la mattina prima di andare al lavoro, la sera quando torniamo, poco prima di andare a letto nell'indossare il piagiama, quando ci troviamo nello spogliatoio della palestra o della piscina… dobbiamo restare “presenti a noi stessi” metnre ci infiliamo o ci togliamo i vestiti, cioè completamente presenti a quello che stiamo facendo, senza farci distrarre da altri pensieri o da persone che richiamano la nostra attenzione. All'inzio può essere utile ripetersi: “Mi sto infilando i pantaloni… e sono presente… mi sto ricordando di me… non sono distratto da altro…”.
    Negli istanti in cui riusciamo a essere presenti sappiamo già che a breve ripiomberemo nel sonno. Ogni momento di presenza è una conquista. Mentre laviamo i piatti o ci spogliamo a tratti siamo presenti e a tratti ci identifichiamo con il contenuto della mente sognando a occhi aperti, immaginando situazioni e dialoghi assortiti… ma per ora siamo schiavi e non possiamo evitarlo, non abbiamo sufficiente Volontà per evitarlo, possiamo solo sforzarci di “tornare in noi” appena ce ne ricordiamo e prolungare questo stato di presenza finché ci è possibile. Noteremo presto che questi esercizi sono quindi un continuo andare e venire da uno stato di presenza a uno di assenza. Una continua lotta per rimanere desti. E la lotta contro la meccanicità è ciò che ci serve per provocare la « cottura alchemica » delle sostanze che vanno a formare i nostri “corpi sottili”.
    Nei primi tempi sarebbe bene non mischiare i differenti esercizi: è meglio concentrarsi per un’intera settimana su un unico esercizio e poi cambiare. Sette giorni è il periodo ideale. Dopo sette settimane si conclude un ciclo e se ne può cominciare uno successivo, mantenendo gli stessi esercizi oppure sostituendone qualcuno.

    L'attenzione divisa. Praticando gli esercizi ci si accorge che il ricordo di sé implica il verificarsi di un particolare fenomeno detto « attenzione divisa », cioè la capacità di prestare attenzione a ciò che si sta facendo e contemporaneamente a se stessi. L'attenzione prende così due direzioni: una verso l'esterno e una verso l'interno. Nel corso della vita normale invece l'attenzione è monodirezionale, cioè la coscienza è interamente persa nell'evento esterno. Se una persona ci sta parlando noi siamo concentrati su di lei, la nostra coscienza è interamente PERSA in lei, annullata nell'avvenimento esterno. Quando ci si sforza di rimanere presenti ci si accorge che è possibile parlare con una persona prestando attenzione a quanto dice, e contemporaneamente ricordarsi di sé, cioè essere presenti a se stessi. Si può cioè tenere una parte dell'attenzione sempre rivolta verso l'interno.
    Questo sforzo fa sì che dentro di noi si strutturi il corpo dell'anima – e che la nostra coscienza divenga perciò immortale – e che il nostro centro di consapevolezza si sposti in esso. Accade che noi diveniamo progressivamente l'entità che osserva l’apparato psicofisico al lavoro, e non si identifica più interamente con esso, non si annulla più in esso. Questa entità è la coscienza extracerebrale, ciò che in oriente viene definito « il testimone », l'osservatore imparziale. Il nostro disidentificarci dalla macchina biologica, il rimanere presenti come osservatori mentre il corpo e la mente fanno qualcosa, fa sì che creiamo nuovi “corpi sottili” da abitare e simultaneamente ci identifichiamo con essi, cioè spostiamo la nostra coscienza in essi. I due processi vanno di pari passo.

    Se mentre camminiamo per strada ci proponiamo fermamente di rimanere « svegli » fino all’incrocio successivo, ma dopo qualche minuto sorprendiamo la nostra mente a fantasticare sopra gli argomenti più svariati, allora ancora una volta ci siamo ‘dimenticati di noi’… ci siamo ‘addormentati’.
    Non abbiamo il controllo della nostra mente! Non abbiamo il controllo delle nostre emozioni! Non viviamo la vita che scegliamo noi, ma solo quella della nostra macchina biologica.
    A questo punto l’assenza di libero arbitrio diviene per noi un fatto indubitabile. Non dobbiamo affidarci alle teorie di qualche filosofo per decidere se l’uomo possiede oppure no una libera Volontà. Lo possiamo sperimentare sulla nostra pelle!
    Ma fino a quando non vengono attuate nella pratica, queste rimangono solo parole prive di utilità!
    Questo sito non è un ricettacolo di teorie esoteriche, ma un costante richiamo a lavorare su di sé!

    2 — Questa seconda categoria di esercizi è molto differente dalla precedente: non si tratta infatti di ricordarsi di sé per un periodo prolungato (mentre laviamo i piatti o mentre camminiamo per strada), bensì di ricordarsi di sé in corrispondenza di azioni distribuite lungo la giornata, e che possono anche giungere all'improvviso (non possiamo infatti sapere quando squillerà il telefono o quando qualcuno ci rivolgerà la parola).
    Una mattina ci alziamo e prendiamo una decisione risoluta: “Oggi, mentre sono in ufficio, voglio ricordarmi di me tutte le volte che giro la maniglia di una porta per aprirla”. Questo significa che ogni volta in cui stiamo aprendo una porta dobbiamo essere presenti e pensare: “Ecco, sono presente, sono cosciente di stare aprendo questa porta”.
    Tornati a casa, oppure alla sera prima di andare a dormire, analizziamo la giornata e verifichiamo quante volte siamo riusciti a ricordarci di noi aprendo una porta. Se aprendo una porta non ci siamo mai fermati a pensare: “Ecco, ora ci sono, sono presente, sto aprendo la porta”, allora non ci siamo mai ricordati di noi. Abbiamo aperto le porte nell'inconsapevolezza più totale, cioè nello stesso stato di sonno in cui abbiamo compiuto tutte le altre azioni nel corso della giornata.
    Aprire le porte con consapevolezza rappresenta un esercizio efficace perché ci si costringe a restare presenti in un momento in cui è difficile esserlo, in quanto stiamo passando da un ambiente a un altro. Questo è solo un esempio e le varianti adottabili sono molteplici. Possiamo fare sforzi per ricordarci di noi tutte le volte che:
    — apriamo la portiera di un'auto per salire o scendere,
    — saliamo o scendiamo da un autobus,
    — ci alziamo da una sedia o ci sediamo,
    — squilla un telefono (sia nostro che di altri),
    — portiamo il bicchiere alla bocca per bere qualcosa,
    — azioniamo la freccia alla guida dell'auto,
    …e così via.
    Anche per questa pratica vale la regola dei sette giorni e delle sette settimane. I due diversi generi di esercizi possono essere alternati di settimana in settimana, in modo che dopo quattordici settimane abbiamo completato un ciclo di sette esercizi diversi per ognuno dei due tipi. Le varianti possiamo anche inventarle noi: scegliamo una qualunque azione e ci imponiamo di ricordarci di noi tutte le volte che la svolgiamo, tenendo conto del fatto che l'esercizio serve solo fino a quando ci costringe a compiere uno sforzo; quando ci abituiamo perde la sua efficacia e si deve passare a un altro.

    All'inizio probabilmente non ci ricorderemo mai, o addirittura non ci ricorderemo nemmeno di analizzare la giornata alla sera per verificare se qualche volta siamo stati presenti durante il giorno. Ma se tutte le mattine per giorni e giorni ci riproponiamo di farlo, la situazione presto migliorerà. E' importante ribadire che un uomo risvegliato vive permanentemente in quello stato di ricordo di sé che noi fatichiamo a riprodurre solo per qualche istante nella nostra giornata, mentre stiamo mangiando o nel momento in cui squilla un telefono. Essere svegli significa, tra le altre cose, anche questo: ricordarsi continuamente di essere presenti.
    Non facciamo esercizi per ottenere risultati, i risultati non contano nulla, il risveglio non è altro che un costante TENDERE VERSO il risveglio, pertanto il nostro obiettivo è restare sempre in uno stato di sforzo verso il risveglio, e non raggiungere il traguardo di ricordarci di noi, né un qualunque altro traguardo. La trasmutazione alchemica si produce a causa dello sforzo, non del risultato. Il lavoro alchemico è un salto nel vuoto, è l'accettazione della propria eternità. Ma a questo stadio è difficile comprendere tale affermazione.
    continua…

    Per continuare lo studio del Ricordo di Sè: http://officinaalkemica.altervista.org/lavoro.htm

    I libri di Salvatore Brizzi: http://www.antipodiedizioni.com/catalogo.htm


    #39034

    windrunner
    Partecipante

    Ciao Elerko,
    grazie per questo post. E' davvero molto molto interessante.
    Sai sono andato avanti a leggere… all'inizio mi sembrava abbastanza filo michele (il sito fonte intendo) ed anche il sito stesso è abbastanza inquietante ad ogni modo credo che rispecchi la reale condizione umana. La separazione dell'Uno.
    Andando avanti a leggere si vede anche come ci siano chiaramente forze non benefiche atte a farci ancora di più perdere nell'Illusione e distrarci, separarci e di come ci sia in atto da parte di queste forze un vero e proprio movimento volto a far “rimanere qui” il maggior numero di anime in previsione del salto quantico. Ricordiamoci che questi esseri si nutrono delle nostre emozioni negative come rabbia, odio, ecc. Bene a tal proposito sempre sul sito segnalato da Elerko vi riporto un passo che tratta il salto quantico.
    Volevo aggiungere anche che molti insegnamenti letti qui ricordano la Kabbalah…

    L'ORIGINE DELLA TRAPPOLA – parte II – Il salto vibrazionale

    Per ottenere questa fantomatica indipendenza dal loro Creatore gli “angeli caduti” hanno intenzione di sfruttare a loro vantaggio il particolare momento evolutivo che sta interessando il pianeta Terra. È solo un piccolo pianeta fra milioni di altri, ma si trova al termine di un ciclo evolutivo e sta per effettuare un balzo quantico. La Terra è un sistema energetico che sta per entrare in una vibrazione superiore corrispondente a un nuovo livello di consapevolezza, e ciò consente a tutto il Sistema Solare – l'organismo più grande di cui noi siamo un importante centro energetico – di raggiungere un nuovo equilibrio e compiere un passo nell'evoluzione della sua coscienza.
    Questo è il passaggio dall'« Eone di Osiride », o Era dei Pesci, all'« Eone di Horus », o Era dell'Acquario.
    Come tutto nell'Universo, anche il nostro pianeta è costituito di vibrazioni energetiche. Anche l'essere umano è un sistema energetico con una sua particolare frequenza vibratoria, la quale ciclicamente compie dei “balzi”. I “balzi” più grandi sono quelli che consentono alla coscienza di ampliarsi in maniera più evidente, e nell'esoterismo sono conosciute come « iniziazioni ».
    Esiste una frequenza misurata dalla scienza che si chiama “frequenza Schumann” o “Risonanza di cavità Schumann” dal nome del fisico tedesco che la misurò per primo nel 1898: a quell'epoca il suo valore era di 7,8 Hertz o cicli secondo. Sino alla fine degli anni '70 la frequenza Schumann rimase invariata, poi nel 1995 il geologo americano Gregg Braden ha pubblicamente affermato che stava crescemdo molto rapidamente: intorno al 1985/86 tale frequenza era passata da 7,8 a 8,6. Secondo quanto riportato anche da Daniela Bortoluzzi nel suo testo “Anima Cosmica”, nel 2006 eravamo a 11,3 cicli al secondo, e continua a salire. Pare che a 13 cicli al secondo avvengano delle modificazioni a livello molecolare e la materia cambi di stato.

    Nella precedente versione di questo sito – e nella precedente edizione del mio libro La Porta del Mago, dove espongo l'argomento “salto vibrazionale” in maniera dettagliata – avevo fatto affidamento sugli studi del geologo Gregg Breden riguardo alla “frequenza Schumann”. Infatti riportavo i dati forniti da Braden e dalla Bortoluzzi (che probabilmente però fa a sua volta riferimento a Braden) che ho appena citato, i quali arrivano a ipotizzare un cambio di stato della materia terrestre in corrispondenza del raggiungimento dei 13 cicli al secondo. Conducendo una mia personale ricerca ho poi scoperto – grazie all'aiuto del ricercatore indipendente Andrea Doria, del sito http://www.automiribelli.org (dove è possibile leggere il suo articolo) – che non esiste nemmeno uno studio scientifico che attesti l’incremento di questo particolare parametro!!
    LA FREQUENZA SCHUMANN, ORMAI FAMOSA IN TUTTI GLI AMBIENTI ESOTERICI E NEW AGE, SEMPLICEMENTE NON STA AUMENTANDO !!
    Ho quindi modificato sia questo articolo che la nuova edizione del mio libro. Non so in quale errore sia incappato Braden e quale fosse il suo scopo nel fornire quei dati, ma una cosa è certa, la vibrazione della Terra sta comunque aumentando. Ma evidentemente non ha nulla a che vedere con il signor Schumann e la sua frequenza. Io non ho idea se questo parametro sia mai stato misurato o sia misurabile, ma l’incremento della frequenza vibratoria di un pianeta è qualcosa che può essere avvertito quando si raggiunge un certo grado di apertura del Cuore, al di là del fatto che la scienza sia già in grado di determinarlo con i suoi strumenti o meno. A un certo punto avverranno delle modificazioni a livello molecolare e la materia cambierà di stato. Esattamente ciò che accade all’acqua che viene messa sul fuoco: dapprima si riscalda progressivamente, e poi, allorché raggiunge la giusta temperatura, passa improvvisamente di stato e diviene vapore.

    L'aumento della frequenza vibratoria del pianeta – anche se non corrisponde alla Risonanza di cavità Schumann – è accompagnato da un altro fenomeno: la diminuzione del campo magnetico terrestre. Il nostro pianeta è un enorme magnete avente una moltitudine di livelli che ruotano per formare un campo magnetico. L'intensità della densità del campo magnetico è proporzionale alla velocità di rotazione del pianeta. Tanto tempo fa, all'incirca duemila anni fa, l'intensità del campo magnetico terrestre raggiunse il suo apice, ma da allora essa è sempre diminuita, man mano che la Terra rallentava la sua velocità di rotazione.
    Attualmente il campo magnetico terrestre ha raggiunto una flessione pari al 50 per cento se comparato a quello di 1.500 anni fa.
    Secondo il geologo Gregg Braden il culmine della trasformazione potrà essere raggiunto quando la risonanza magnetica toccherà i 13 cicli al secondo e il campo magnetico terrestre potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero. Egli sostiene che per alcuni giorni la Terra smetterà di ruotare e poi inizierà a farlo in senso opposto. Se il pianeta smetterà temporaneamente di ruotare avrà una metà illuminata e l'altra metà al buio, e questo fenomeno non sarebbe la prima volta che accade, è stato già descritto migliaia di anni fa dagli antichi. Gli indiani Hopi dell'Arizona lo hanno registrato: “il giorno in cui il sole sorse due volte da due diverse direzioni nello stesso giorno, il giorno più lungo”. È successo e sono sopravvissuti a questa esperienza.
    Quando la Terra inizierà a ruotare in senso opposto muterà direzione anche il suo flusso elettrico, e quindi si invertiranno i poli. Questo processo lo si può osservare in una barra di ferro quando il flusso di elettricità che la attraversa viene invertito: si ha l'inversione dei poli.
    Si avrà l'impressione che il tempo scorra più velocemente man mano che ci si avvicina al culmine del processo: un giorno di 24 ore apparirà come un giorno della durata di circa 16 ore o meno.
    Questo “Passaggio delle Ere” è stato predetto da antiche popolazioni. Nel passato ci sono stati molti passaggi fondamentali come quello che stiamo per vivere, incluso quello che avviene ogni 13.000 anni, cioè a metà del movimento di Precessione dell'Equinozio (26000 anni circa).

    E' possibile scaricare il contenuto integrale della conferenza di Gregg Braden: “Risvegliarsi al Punto Zero”

    La dualità – il diabolos, il cosìddetto male – accompagna senza sosta la creazione perché ne è una componente fondamentale: attraverso il male si realizza « in negativo » la consapevolezza del bene. Esso però, desiderando una propria autonomia, uno svincolo dal limitante ruolo di “strumento del bene”, ha deciso di intervenire in modo massiccio sulla Terra, la cui frequenza vibratoria è prossima a effettuare un balzo quantico – e quindi attraversa una fase di instabilità – allo scopo di frenare la corsa evolutiva di quanti più individui gli è possibile. Questo tentativo di frenare crea attrito, ma l'attrito a sua volta incrementa la consapevolezza, perché la consapevolezza nasce proprio dalla frizione che si crea nell'ostacolare il flusso, altrimenti inconsapevole, della Vita. Quindi, nel tentativo di frenarci, gli esseri diabolici da una parte raggiungono il loro scopo facendo cadere in una situazione di “ristagno” chi non è ancora pronto per un cambio di coscienza, dall'altro però accelerano il passaggio a un livello superiore di quelle anime che sono già pronte per compierlo. Più la situazione è difficile, più essa diventa per alcuni un'occasione evolutiva e per altri un'occasione di « perdizione ».
    Fare in modo che gran parte dell'umanità non passi su un nuovo livello di consapevolezza rappresenta per loro un progetto di importanza vitale, in quanto la loro stessa esistenza dipende dal riuscire a tenere in vita un ambiente dove le creature non cercano più l'Unità, ma rimangono in un sonno ipnotico in cui si sentono soddisfatte della separazione, della dualità, emettendo emozioni basse (rabbia, odio, paura, senso di inadeguatezza, gelosia…) che fungono da cibo energetico per queste entità.
    A livello assoluto le possibilità di successo di tale piano sono nulle, in quanto il male stesso è sempre solo una componente interna del bene, e a lui non può opporsi se non in maniera relativa e per un tempo relativo. Il male può solo illudersi di opporsi per un tempo limitato, ma non ha alcuna speranza di riuscita a livello universale. Relativamente alla nostra coscienza però le conseguenze possono essere gravi, in quanto il desiderio stesso di raggiungere un obiettivo operando in senso inverso alla creazione comporta di per sé la possibilità di determinare uno stato di notevole disordine.
    Dal punto di vista della coscienza cosmica si tratta di un istante di smarrimento, una breve decelerazione nell'infinita corsa del fiume della Vita, un circoscritto tentativo senza alcuna speranza… e il problema in sé non sussiste. Ma dal punto di vista della coscienza umana e della sua sfera temporale siamo di fronte alla possibilità che miliardi di anime – quelle più giovani e quindi meno pronte al balzo quantico – rimangano intrappolate nell'illusione duale e debbano subire milioni di anni di « perdizione », cioè di ritardo evolutivo.
    Quei servi che il padrone al suo ritorno non troverà svegli potrebbero andare incontro a qualche guaio. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.

    Detto in altre parole, gli uomini che al momento del balzo quantico terrestre non avranno ancora compiuto un ben preciso mutamento nella propria frequenza vibratoria – che non si saranno sufficientemente risvegliati alla propria anima – non riusciranno a seguire il pianeta quando questo assumerà la sua nuova frequenza vibratoria. Essi non saranno in sintonia con lo stato di coscienza della Nuova Terra e rimarranno allora ancorati all'attuale sfera materiale in balia delle forze della dualità, perché si troveranno in sintonia proprio con queste ultime. Le frequenze di chi sarà ancora polarizzato nella coscienza della personalità, cioè nel suo ego separativo, non entreranno in simpatia con le frequenze più elevate del pianeta. Avverrà un naturale processo fisico di selezione, e non certo una scelta divina fondata su principi morali di giusto/sbagliato bene/male.
    Milioni di anime abbandoneranno il corpo già nei prossimi anni (per epidemie, omicidi, guerre) in quanto incapaci di reggere una vibrazione sempre più alta, e molte altre lo faranno in prossimità del balzo vero e proprio. Tali anime non potranno più incarnarsi sulla Nuova Terra, perchè non sarebbero in grado di costruire corpi adatti a manifestarsi a quel livello vibratorio, dovranno quindi proseguire la loro evoluzione su un altro globo planetario, accolti fra le calde braccia degli esseri duali.
    Stiamo parlando di una lunga fase di schiavitù dell'anima a vantaggio di forze involutive per noi inimmaginabili, che mirano allo sfruttamento totale della nostra energia animica per i loro personali scopi di sopravvivenza e ribellione. Sono entità che cercano un confronto con Lui, che hanno acceso una battaglia nella quale noi siamo pedine, sistemi energetici da convertire a loro vantaggio. Vorrebbero fare del nostro pianeta una zona di « ristagno energetico » abitata da zombie dove la corrente evolutiva non ha più accesso, dove cioè gli individui vengono tenuti a una frequenza vibratoria minima di sopravvivenza che non consente loro di evolversi, ma solo di reagire meccanicamente a stimoli esterni controllati. Noi non rivestiamo per loro il benchè minimo valore in quanto esseri viventi in evoluzione, per loro noi siamo energia da intrappolare e utilizzare.
    Si veda a proposito il film “Matrix” dei fratelli Wachowski.
    Non potranno impedire l'inevitabile mutamento di frequenza vibratoria del pianeta dovuto all'entrata nell'Eone di Horus, ma possono operare per “catturare” e tenere assoggettate quante più anime possono e far sì che quando una parte dell'umanità si sposterà su un'altra frequenza, la maggior parte resti invece sulla frequenza attuale, sotto il loro dominio, magari su altri mondi, ad assicurare loro il nutrimento.
    In quella notte due si troveranno in un solo letto, l'uno verrà preso e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo, l'una verrà presa e l'altra lasciata.
    Dal film Nosferatu di W. Herzog
    Cibo per diavoli

    Video sui parassiti dimensionali secondo gli insegnamenti di Castaneda (by Soraya).

    Per ottenere l'assoggettamento delle anime gli angeli caduti diffondono sulla Terra delle forme pensiero separative che trattengono l'uomo all'interno della dualità. Continuando a pensare in maniera duale e saparativa (io/gli altri giusto/sbagliato bello/brutto) l'uomo produce inconsapevolmente l'energia necessaria ai suoi controllori per rafforzare il loro potere. La paura, l'odio, la rabbia, la gelosia, la depressione e tutte le emozioni negative in genere, trasformano l'energia animica, l'energia dell'Uno che scorre dentro di noi, in “materiale commestibile” per le forze oscure. Noi usiamo quotidianamente l'energia della Vita che è in noi per produrre una qualità di energia vibratoriamente più bassa che consente loro di nutrirsi. Chi pensa che “Matrix” sia solo un film di fantascienza e non un resoconto di come si svolge la vita su questo pianeta, non ha ancora aperto gli occhi sulla realtà che lo circonda.
    Lo stesso processo di trasformazione vibratoria viene messo in atto quando siamo prigionieri della competitività, del senso del possesso, del desiderio di vendetta, dell'invidia, del senso di colpa, del senso di impotenza, di ogni contrapposizione orizzontale giusto/sbagliato, e quindi ogni volta che ci schieriamo in favore di qualcuno o di qualche idea giudicando sbagliata la fazione opposta. Ognuno di questi atteggiamenti mentali ed emotivi presuppone, e quindi alimenta, il senso di separazione, si muove cioè nella direzione inversa a quella dell'evoluzione – che invece mira alla sintesi e all'Unità. Ognuno di questi atteggiamenti è nel vero senso del termine « diabolico », cioè falso e duale, e ci costringe a restare prigionieri di tali forze.

    Il razionale, equilibrato e scientifico uomo del XXI secolo incontra qualche seria difficoltà nel credere che su questo globo idilliaco possano esistere dei diavoli, cioè degli esseri che si occupano di alimentare la dualità e far sentire l'uomo separato dalla Vita Una. Per scacciare questa scomoda presenza si è inventato che il diavolo è una proiezione del subconscio, un archetipo dell'umanità, qualcosa, insomma, che non ha esistenza reale e reale potere di nuocere. Non si accorge, questo razionale uomo del XXI secolo, che così facendo cancella con un solo gesto la millenaria tradizione, presente in tutte le culture e in tutte le religioni, che ha sempre trattato di demoni e diavoli come entità reali e pericolose, e ha riportato innumerevoli episodi di uomini da essi ingannati o posseduti. Egli, rifiutando questo argomento, implicitamente afferma che gli uomini che lo hanno preceduto erano degli stupidi, visionari, superstiziosi e suggestionabili, e che gli episodi del Vangelo, per citare una scrittura più vicina alla nostra cultura, sono solo rappresentazioni “simboliche”.
    E' oramai pratica d'uso comune considerare “simbolici” quei riferimenti culturali che mettono in dubbio gli schemi di interpretazione dell'esistenza che si fermano all'apparenza delle cose. Tutto ciò che va oltre la mera materialità diventa “simbolico” e può così essere accantonato senza troppi danni alle marmoree coscienze degli studiosi moderni. Di fronte all'inconsueto, all'extra-ordinario essi, anziché compiere l'immane sforzo creativo di ipotizzare l'azione di un differente piano di realtà sul nostro, riducono automaticamente ogni episodio a una rappresentazione simbolica dell'unico piano che hanno conosciuto fino a oggi. Il diavolo diventa allora “la parte maligna e tentatrice della psiche umana”, perdendo così la sua dignità di essere cosciente!
    Povero diavolo!!
    In verità nel Vangelo, come in ogni altra scrittura sacra, tutto possiede sia una valenza simbolica che un corrispettivo reale, e non si vede perché l'uno debba escludere l'altro. Anche nell'opera sacra “I racconti di Belzebù a suo nipote” di George Ivanovitch Gurdjieff, ogni episodio è reale, sebbene contenga anche la possibilità di interpretazioni simboliche, e in questo caso persino molti dei suoi stessi allievi si sono lasciati ingannare.
    Possiamo quindi confermare ciò che era già stato detto da personaggi ben più illustri di noi: la più grande astuzia del diavolo è quella di far credere che non esiste. Affogare nel ridicolo e tacciare di esaltazione visionaria chi “negli anni duemila ancora crede al diavolo” è uno dei metodi messi in atto per tenere sotto controllo le masse. E l'aspetto più interessante di questa situazione sta proprio nel fatto che oggi chi parla del diavolo è in effetti nella quasi totalità dei casi un fanatico religioso, un mistico visionario o più semplicemente una persona disturbata. Paradossalmente molti di questi strani personaggi (mistici, esoteristi o religiosi) sono in verità strumenti inconsapevoli – psichicamente manovrati – di quelle stesse forze contro cui si scagliano, e la loro involontaria funzione è proprio quella di gettare discredito sull'argomento con la loro ridicola o inquietante presenza, affinchè tale argomento venga ritenuto tabù dagli studiosi seri e intellettualmente più dotati, cioè proprio da coloro che potrebbero costruire una più efficace opera di divulgazione e di lotta contro quelle entità.

    Le “schiere di diavoli” di memoria biblica dunque esistono, sono terribilmente reali e presenti, sono in mezzo a noi tutti i giorni e talvolta posseggono molti di noi, potrebbero cioè occupare e influenzare temporaneamente quegli apparati psicofisici sui quali l'anima non è ancora riuscita a ottenere un buon controllo, manovrando quegli individui che non si sono ancora risvegliati all'anima e che quindi provano quelle emozioni e quei comportamenti separativi che attraggono queste forze. L'abitudine a emozioni negative pesanti come l'odio o la depressione con tendenze suicide creano dei veri e propri « buchi vibratori » nei corpi della personalità, cioè emissioni di frequenze estremamente basse che calamitano entità diaboliche. Ecco allora l'improvviso furore omicida, la strage compiuta dall'”inquilino della porta accanto”, gli attentati terroristici.
    Sono esemplari i signori o le signore apparentemente tranquilli che in un improvviso raptus di violenza sterminano l'intera famiglia o i colleghi d'ufficio, così come i giovani che pianificano ed eseguono con freddezza l'omicidio dei genitori o dei compagni di classe, o il giovane che uccide la sua compagna “per amore”, oppure gli attentatori che seminano bombe convinti di fare cosa gradita al loro Dio e non si accorgono di essere già stati accolti fra le calde braccia del diavolo. “Non è possibile che io abbia fatto una cosa del genere. Non ero io” dice il ragazzo che ha sparato ai suoi genitori. Niente di più vero… non era lui!
    Una casa senza padrone viene occupata dal primo profittatore che le passa accanto e che si accorge di un buco nel muro. L'uomo che non si risveglia è una “casa libera”!

    http://officinaalkemica.altervista.org/trappola_planetaria/2_trappola_salto_vibrazionale.htm


    #39035

    xxo
    Partecipante

    Accidenti ragazzi!
    Non so come commentare….
    Prendo tempo, nel mentre mi complimento con voi per le visuali…!
    :ummmmm:


    #39036

    windrunner
    Partecipante

    Ciao a tutti e ciao Elerko (non preferenza ma perchè autore di questo post !!! 😉 )
    Ti ho già ringraziato per questo post e lo sto approfondendo direttamente sul sito.
    Sai in alcune parti mi sembra un po confusionario (intendo sulle nozioni fornite) ma in fin dei conti mi sembra il perfetto connubio di ciò che ho appreso fino adesso.
    Quindi bisogna un po discernere ma la parte relativa al ricordo di Sè è davvero molto molto interessante ed io stesso ho cominciato il giorno del tuo post con gli esercizi proposti.

    Tu elerko li fai già? Oggi l'ho consigliato ad altri utenti del sito perchè mi sembra una buona strada (o parte di strada). Ho ritrovato molti insegnamenti anche di Maestri indù espressi in quelle parole.
    Mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno interessato e se tu Elerko oltre a farli e ovviamente da quanto tempo ed in relazione a questo cosa senti cambiare in te (o nelle persone che stanno provando gli esercizi!!!).

    Per quanto mi riguarda provo solo da due giorni… (premetto che medito giornalmente da molto prima e questo credo influisca positivamente) e credo che qualcosina ho avuto ma per ora non dico nulla in quanto voglio esserne sicuro ed escludere la mia autosuggestione !

    Bene, ciao !!! 🙂


    #39037

    ezechiele
    Partecipante

    eeehhhh… sto leggendo adesso, la porta del mago di brizzi… e' davvero notevole!

    e ho gia sul comodino il risveglio…. officina alkemika mi manca…. tanto mi leggo sti due poi vedo…. gli esercizi sono davvero interessanti… non vedo l'ora di sentire la vostra dopo un po…


    #39038

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221683948=ezechiele]
    eeehhhh… sto leggendo adesso, la porta del mago di brizzi… e' davvero notevole!

    e ho gia sul comodino il risveglio…. officina alkemika mi manca…. tanto mi leggo sti due poi vedo…. gli esercizi sono davvero interessanti… non vedo l'ora di sentire la vostra dopo un po…
    [/quote1221683948]

    Che bello trovare persone con gli stessi interessi e che si “ricordano” del fine che diventa quindi lo stesso !!! Bene allora ezechiele ci dirai anche tu come va !!!

    :fri:


    #39039

    ezechiele
    Partecipante

    sono io che devo ringraziare voi… non conoscevo brizzi prima di averne sentito parlare qui su AG 🙂

    cerchero' di fare del mio meglio e vi saprò dire…


    #39040
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Caro windrunner,

    Anche la mia è una scoperta recente.
    Io personalmente preferisco aspettare, voglio pima finire di leggere tutti e tre i libri di Brizzi per iniziare, anche perchè il lavoro alchemico su di Sè è un percorso “serio” (dicono anche doloroso avvolte), e una volta intrapreso non si può più tornare indietro.
    Quindi bisogna prima fare un pò d'ordine nella propria vita e poi ingranare la marcia e partire.

    Per quanto riguarda la somiglianza con le vecchie religioni ti riporto un passo tratto dal libro “officina Alkemica”:

    negli ultimi decenni, a causa della diffusione di una certa visione anestetica del concetto di “nuova era”, che ha portato alla cosidetta “spiritualità da supermercato”, sembra sia divenuto indispensabile praticare hata yoga o meditazione zen per poter giungere a Dio e alla serenità interiore.
    Ciò è falso

    Tutte le indicazioni di carattere sia metafisico che pratico, capaci di aiutare l'essere umano a percorrere un cammino di crescita spirituale, sono già contenute nella tradizione esoterica occidentale: Ermetismo, Orfismo, le scuole di Pitagora, Paramenide, Platone e Plotino.

    Detto in altre parole, se vogliamo evolvere spiritualmente non è necessario che acquistiamo un biglietto per Bombay! Non è certo ponendoci al servizio di un guru – il quale spesso viene considerato tale dai suoi discepoli solo in virtù del fatto che si è lasciato crescere barba e capelli e non si lava da qualche mese – che otteniamo la sicurezza di aver intrapreso un sentiero iniziatico.

    L'Alchimia percorre trasversalmente l'esoterismo Cristiano – i Rosacroce, la Massoneria – l'esoterismo Ebraico – la Kabbalah – e quello islamico – il Sufismo – tutti strettamente legati fra loro quanto a scopi e metodi per ottenerli.

    Risulta di un certo interesse notare come le stesse religioni che su un piano più esteriore si combattono strenuamente, sul piano esoterico si avvalgono di insegnamenti occulti comuni, capaci di condurre l'essere umano ai medesimi traguardi.

    Anche se non ho ancora iniziato il percorso Alchemico ti posso dire che ho fatto alcune prove con gli esercizi sul ricordo di sè per qualche giorno e nel momento in cui comincio a creare il “testomone”, qundi sentirsi presente, o delle strane sensazioni difficili da spiegare.

    Come se i miei occhi avessero una visuale diversa e stessi vedendo, come dire, non con i miei occhi ma attraverso i miei occhi.
    Come se io fossi dentro di me e stessi vedendo da una finestra(i miei occhi).
    Non so se sono riuscito a rendere l'idea.

    Comunque attendo e quando sarò pronto iniziero e comincero la trasutazione del “piombo in oro”.

    P.S. Voi avete provato? cosa sentite?


    #39041
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    [quote1221687025=windrunner2012]
    Ciao Elerko,
    grazie per questo post. E' davvero molto molto interessante.

    Volevo aggiungere anche che molti insegnamenti letti qui ricordano la Kabbalah…

    [/quote1221687025]

    Da questo punto di vista posso dirti che ne troverai a bizzeffe dappertutto…


    #39042

    windrunner
    Partecipante

    Elerko ! Grazie per l'esauriente risposta !
    In realtà … sai… io sono così… non ho letto i libri di brizzi… ma tutto il sito di Officina Alchemica si… e mi sono fiondato subito sugli esercizi… il fatto che tu ci vada con i piedi di “piombo” (in questo caso ci sta proprio !!! 😉 ) è una cosa buona… ma mi fa riflettere… non è che sono stato frettoloso??? Chissà… mi sono sentito così… e così ho fatto e visto che nulla accade a caso… va bene così !!!

    Si ho notato subito le somiglianze con la Kabbalah… ma non è tutto !
    Ho trovato molte molte corrispondenze con Yogananda ! Si proprio così !
    Leggendo Yogananda, quello che diceva sui demoni, sul modo di approcciarsi alla vita… bhè è proprio questo !!! Sono le stesse cose… ad esempio.. (così ci capiamo! 😉 ) Yogananda diceva:

    “Evitate di avvicinarvi negativamente alla vita. Perché abbassare lo sguardo verso le fogne, quando c'è tanta bellezza attorno a noi? Si possono trovare dei difetti persino nei più grandi capolavori dell'arte, della musica, e della letteratura. Ma non è meglio godere del loro fascino e della loro gloria? La vita ha un lato fulgido ed un lato oscuro, perché il mondo della relatività è composto di luci e di ombre. Se permettete ai vostri pensieri di trattenersi a lungo sul male, voi stessi diverrete moralmente repellenti. Cercate soltanto il bene dappertutto, perché possiate assorbirne la qualità e la bellezza.”

    E tanto per dirne una! Ecco perchè mi hanno preso questi insegnamenti… racchiudono un po tutto quello che sto facendo oggi come oggi… gli insegnamenti dai quali sto attingendo sono racchiusi (in parte) proprio qui… davvero interessante!

    Lascia che ti dia un altro altro esempio di un grande essere umano che è stato Yogananda:

    “Queste profonde verità non servono solo come ispirazione per un momento fugace, ma devono essere assimilate e rese pratiche a vostro sommo beneficio. Se la gente solo sapesse dove sta il proprio bene! Per coloro che agiscono male, il Sé è un nemico. Rendetevelo amico, e il Sé vi salverà. Non c'è altro salvatore all'infuori del vostro Sé. (1) Le pastoie dell'ignoranza e delle cattive abitudini vi tengono legati. E' perché siete decisi a seguire le vostre abitudini errate, che soffrite. Se soltanto voi voleste immaginare con un po' d'anticipo quella che sarà la vostra vita futura, affinché il tempo, il prezioso tempo che vi è stato dato, non scivoli via senza frutto! Gli indù hanno un detto: “Il bambino è occupato col gioco, il giovane col sesso, l'adulto con le preoccupazioni. Quanto sono rari coloro che sono occupati con Dio!”.

    Bandite la speranza illusoria che la felicità possa venire dagli esaudimenti terreni. La prosperità non basta, “vivere bene” non basta. Voi volete essere eternamente felici. Afferrate il Dio che è in voi e realizzate che il Sè è la Divinità. Dovete essere in grado di rispondere con sicurezza alla suprema domanda della vostra intelligenza: “Da dove sono venuto?”.

    Dio e l'immortalità non sono dei miti. E il più grave insulto verso il Sé che è in voi morire credendo di essere una creatura mortale. Per quanto tempo ancora voi, figli di Dio, vi lascerete recidere, inermi, dalla falce della morte perché non avete mai tentato, durante la vostra vita, di vincere maya (2) l'ignoranza?”

    Bene, io attendo ancora un po per dare qualche impressione sulle tecniche interessantissime di ricordo del Sè !

    A presto !!! 🙂


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