Inchiostro ecologico

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sephir 10 anni, 3 mesi fa.

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  • #75007

    sephir
    Partecipante

    Oggi mentre studiavo pensavo che sicuramente un alternativa all'inchiostro che si utilizza normalmente esiste… beh esiste dal 2006 e si tratta credo “solo” di cartucce per stampante.Io pensavo alle penne ma il problema del riciclaggio di tutta la carta usata con le nostre stampanti non è da poco.
    Questo è il vecchio articolo che ho trovato, magari per chi non lo conosce potrebbe essere un buono spunto..spero sia facile da trovare in commercio!

    Un inchiostro ecologico e commestibile, appositamente studiato per la stampa usa e getta, che salva le foreste e non comporta rischi di contaminazione degli alimenti.
    E’ stato ricavato dai coloranti usati in pasticceria per le torte, adattato alle stampanti a getto d’inchiostro da ufficio, e costa meno di quello tradizionale. Sembra un sogno, ma è una realtà già in prova sul mercato. Ne esiste infatti un prototipo compatibile con i più diffusi modelli di stampanti. A svilupparlo ricercatori pubblici e privati del Dipartimento di chimica industriale dell’Università di Bologna e di Lesepidado srl, giovane azienda hi-tech specializzata nella stampa ink-jet per il settore alimentare e su supporti non convenzionali. Il perfezionamento del nuovo inchiostro è affidato ad un laboratorio della Rete dell’alta tecnologia dell’Emilia Romagna, coordinata dal consorzio regionale Aster.

    Le principali proprietà dell’inchiostro ecologico, commercializzato con il nome di Ink-no-ink, sono di essere alimentare (quindi atossico), biodegradabile, e facilmente disinchiostrabile, cioè rimuovibile dalla carta. La prima caratteristica consente di evitare casi di contaminazione degli alimenti e delle bevande, come quelli purtroppo recentemente verificatisi in Italia. L’atossicità, la biodegradabilità e la facilità di rimozione della carta fanno sì che il suo impatto ambientale sia del 68% inferiore a quello degli inchiostri tradizionali. L’uso massiccio di carta riciclata, ad esempio, è frenato dalla difficoltà di sbiancare la carta già stampata. Gli inchiostri convenzionali, infatti, pensati per la stampa fotografica vista la sempre maggiore diffusione di fotocamere digitali, sono molto resistenti. La carta riciclata che se ne ricava non è così abbastanza bianca e trova ancora un impiego troppo limitato. Ink-no-ink al contrario è ideale per la stampa usa e getta, quella delle mail o dei documenti che ci stampiamo per leggerceli con calma e che finiscono in breve tempo nel cestino dei rifiuti. Si disinchiostra con grande facilità e consente quindi una riduzione del consumo di legno per la produzione di nuova carta. Risponde insomma ad una tendenza sempre più marcata: mentre gli archivi cartacei sono via via soppiantati da quelli digitali, la facilità e la rapidità di stampa alimentano una costante crescita della stampa usa e getta, il cui ciclo di vita talvolta può essere anche di poche ore. Negli Usa ad esempio si stima che un lavoratore stampi in media circa 12mila fogli l’anno, per un equivalente di 54 kg di carta, con un incremento annuo del 20%. Questo comporta che, a livello mondiale, vengano immesse annualmente nell’ambiente 10.000 tonnellate di inchiostri per tecnologia a getto d’inchiostro (ink-jet).

    Ink-no-ink è nato da un progetto di ricerca partito nel 2001 e cofinanziato dal consorzio Spinner (Alma Mater, Aster e Sviluppo Italia), che sostiene la nuova imprenditorialità ad elevato contenuto di conoscenza. L’ulteriore sviluppo dell’inchiostro pulito è affidato al laboratorio regionale a rete Litcar (Laboratorio integrato tecnologie e controllo ambientale rifiuti) della rete dell’Alta tecnologia dell’Emilia Romagna coordinata dal consorzio Aster. Litcar, che ha sede a Rimini, è coordinato dal professor Luciano Morselli del Dipartimento di chimica industriale dell’Università di Bologna.

    “Ink-no-ink potrebbe essere ad esempio abbinato alla carta riciclata dei cartoni per bevande – spiega Leonardo Setti, chimico e responsabile della ricerca sull’inchiostro ecologico -, oppure essere adottato nelle scuole, dove può accadere che i bambini, specie i più piccoli, si mettano in bocca fogli stampati. Per arrivare al nostro inchiostro ecologico siamo partiti dal fondo, dal risultato che volevamo ottenere. Ci siamo detti: abbiamo bisogno di un inchiostro che funzioni bene con le stampanti ink-jet, abbia una buona risoluzione di stampa, sia completamente atossico, facilmente rimuovibile dalla carta e biodegradabile. Abbiamo iniziato a selezionare e a testare diversi coloranti, fino ad essere riusciti a sviluppare Ink-no-ink. Perché costa meno degli inchiostri tradizionali? Perché le materie prime che usiamo noi sono più economiche. Di conseguenza Ink-no-ink, in questa fase di sondaggio del mercato, costa dalle due alle tre volte meno degli altri inchiostri”.

    Fonte: http://www.acquistiverdi.it/content/view/311/24/

    beh chiudo l'angolo ecologico! chissà che non facciano anche penne ecologiche, sicuramente si!se sapete qualcosa dite dite! :bay:


    #75008

    windrunner
    Partecipante

    Ciao Sephir,
    grazie per questo articolo ! Sai, proprio poco tempo fa parlando di ecologia con Ezechiele spiegai che secondo me è proprio dalle piccole cose che si può/si dovrebbe partire… quindi non pretendere tutto subito perchè è sicuramente una semi utopia ma se non si comincia mai si arriva… le case sono costruite mattone su mattone e le fondamenta devono essere ben salde altrimenti rischiamo di costruire castelli di carta e nulla più !

    Quindi grazie Sephir perchè questa secondo me è una delle piccole cose con le quali si può cominciare ! Inoltre per reperire un po di materiale basta cliccare qui… non metto le ditte che vendono perchè non mi sembra corretto ma metto la ricerca google che apre un ventaglio di ditte che vendono prodotti ecologici… addirittura penne riciclate per l'81%… ! Il che non è male!

    Ecco il link google: http://www.google.it/search?hl=it&q=inchiostro+ecologico+penne&btnG=Cerca&meta=

    Per chi come me lavora o anche per chi studia ecco un piccolo vademecum per l'ufficio ecologico !!! 😉

    Come rendere ecologico il proprio ufficio
    Ecco un semplice vademecum ecologico, utile per vivere in un ufficio più “verde “, dando un ulteriore contributo alla salvaguardia dell'ambiente.

    Illuminazione:

    E' importante sfruttare al meglio la luce naturale, perché l'illuminazione artificiale può avere effetti negativi sulla salute (affaticamento della vista, stress e depressione). Al contrario aumentare l'esposizione alla luce naturale ha effetti benefici e comporta un risparmio energetico.

    Si possono scegliere ed usare lampadine a risparmio energetico: le lampadine a fluorescenza consumano un quarto circa dell'energia utilizzata da una lampadina a incandescenza e durano più a lungo. Anche se sono più costose, il loro prezzo viene recuperato rapidamente con il minor consumo di energia e la maggior durata.

    Aria:

    La qualità dell'aria interna può essere inquinata da numerose sostanze (polveri, batteri, amianto, formaldeide, monossido di carbonio, composti organici volatili), provocando alcuni disturbi, come mal di testa, debolezza, eruzioni cutanee.

    Le fonti di queste sostanze possono essere diverse: fumo di sigaretta, aria proveniente dall'esterno, arredi e mobilio, articoli da cancelleria, prodotti per la pulizia..

    Oltre alla eliminazione alla fonte di questo “cocktail” di veleni, la soluzione migliore è l'aumento del ricambio dell'aria, fatto semplicemente con l'apertura delle finestre, sperando che l'aria esterna sia migliore.

    E' importante anche assicurarsi un buon tasso d'umidità dell'aria, attraverso delle piante che hanno anche una funzione depuratrice dell'aria, eliminando il monossido di carbonio e riducendo notevolmente la concentrazione di formaldeide.

    Macchine:

    L'attività al computer crea problemi agli occhi. E' utile, per esempio, prevedere una pausa dopo ogni ora trascorsa al computer.

    La fotocopiatrice, durante il suo funzionamento, determina la produzione di ozono, che, se supera una certa dose di concentrazione, può causare sintomi irritativi a occhi e vie respiratorie. Di conseguenza è meglio installare la fotocopiatrice in una stanza separata dai luoghi di permanenza, ben aerabile, meglio se con una finestra. La stanza separata è utile anche per attenuare i rumori della fotocopiatrice e di altre macchine (stampanti, macchine da scrivere).
    Inoltre i toner contengono sostanze risultate cancerogene, per cui è meglio non mangiare e non fumare durante il lavoro alla fotocopiatrice e alla fine lavarsi sempre le mani, facendo molta attenzione durante le operazioni di ricambio del toner (i resti del toner sono rifiuti speciali: non mettere nei cassonetti, ma consegnare alla ditta di manutenzione).

    Usare calcolatrici, orologi e altri apparecchi a energia solare, quando è possibile, macchine manuali, limitando così l'uso delle batterie. Se invece non se ne può fare a meno, si possono usare batterie riciclabili che durano molto più a lungo rispetto alle batterie alcaline.

    I materiali d'uso:

    È auspicabile l'uso della carta riciclata e di quella prodotta senza l'uso di cloro: entrambe hanno un minor impatto ambientale e possono essere impiegate per moltissimi usi.

    E' inoltre possibile usare colle, correttori liquidi, biro, pennarelli senza solventi, ma fatti con materiali solubili in acqua, oppure matite fluorescenti invece di evidenziatori.

    Per esempio i correttori liquidi contengono principalmente il 1,1,1 – tricloetano, una sostanza tossica e irritante che permane a lungo nell'ambiente.

    Si possono anche sostituire i materiali di plastica con righelli di legno, raccoglitori di cartone, portacenere di vetro o terracotta, perforatrici e cucitrici di metallo.

    Anche per alcuni prodotti esistono alternative all’usa e getta”: penne ricaricabili, contenitori per toner ricaricabili, nastri per macchine da scrivere e stampanti reinchiostrabili, batterie ricaricabili, evidenziatori ecologici.

    Le penne stilografiche sono ad esempio una valida alternativa alle penne a sfera: sono più volte ricaricabili con l'inchiostro, costano quindi meno e consumano meno risorse.

    Riduzione e riciclaggio dei rifiuti:

    Ridurre, riutilizzare, riciclare sono le tre regole generali per affrontare il problema dei rifiuti e quindi valgono anche per l'ufficio.

    Un esempio in questo senso ci può venire dalla carta: ridurre l'uso dei fogli, fotocopiando da ambo i lati; riutilizzare il retro della fotocopia errata o inutile per gli appunti o le prove per la stampante; raccogliere con un cestino vicino alla stampante/fotocopiatrice la carta errata per il suo riciclaggio.

    La gestione corretta dei rifiuti richiede la raccolta separata (carta, plastica, batterie, oggetti contenenti solventi..).

    fonte: http://www.wwfcapitanata.it/ufficioEcologico.htm

    Bhè… ciao !!! 🙂


    #75009

    sephir
    Partecipante

    bene bene! si sono d'accordissimo con te, fare i primi passi è essenziale, se poi uno riesce a compierne in fretta tantissimi..beh allora inizia a correre e questa non è una lezione di fisiodinamica ma una considerazione metaforica ! dodge
    Scherzi a parte se tutti facessimo il massimo dell'attenzione anche nei dettagli…!

    hai detto tu wind dell'azione personale che serve come miglior consiglio per gli altri? :ok!:


    #75010

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221166143=sephir]

    hai detto tu wind dell'azione personale che serve come miglior consiglio per gli altri? :ok!:

    [/quote1221166143]

    Esatto! Nel senso che se noi ISPIRIAMO le persone sono convinto che non faranno subito quello che noi facciamo. Sai io ormai ci sono abituato… mangio cose che FANNO BENE per esempio e sono guardato come un alieno ( !alien ) mi dicono NON MANGI CARNE??? Oppure ma dove trovi queste cose biologiche??? Ma è impossibile oggigiorno!

    Ed io dico sempre… NO!Puoi fare così, così… ma anche così !!! 😉

    Loro non lo faranno… questo è certo… ma il giorno che dentro di loro scatterà quel quid… bene non saranno impauriti come magari è successo per i “pionieri” perchè avranno visto già qualcuno farlo… sono stati ispirati…

    Questo è il mio pensiero !!! Ciao !!! 🙂


    #75011

    sephir
    Partecipante

    [quote1221167199=windrunner2012]
    [quote1221166143=sephir]

    hai detto tu wind dell'azione personale che serve come miglior consiglio per gli altri? :ok!:

    [/quote1221166143]

    Esatto! Nel senso che se noi ISPIRIAMO le persone sono convinto che non faranno subito quello che noi facciamo. Sai io ormai ci sono abituato… mangio cose che FANNO BENE per esempio e sono guardato come un alieno ( !alien ) mi dicono NON MANGI CARNE??? Oppure ma dove trovi queste cose biologiche??? Ma è impossibile oggigiorno!

    Ed io dico sempre… NO!Puoi fare così, così… ma anche così !!! 😉

    Loro non lo faranno… questo è certo… ma il giorno che dentro di loro scatterà quel quid… bene non saranno impauriti come magari è successo per i “pionieri” perchè avranno visto già qualcuno farlo… sono stati ispirati…

    Questo è il mio pensiero !!! Ciao !!! 🙂

    [/quote1221167199]

    certo, è un inno alla pazienza che a volte un po si rischia di perdere!


    #75012

    patrizia.pr
    Partecipante

    APIL si pronuncia sulle lampade fluorescenti
    APIL – Associazione Professionisti Illuminazione aggregata a FederlegnoArredo – lancia una nuova provocazione sul fatto che l'Unione Europea ha deciso di bandire dal 2011 tutte le lampade a incandescenza a favore di quelle a fluorescenza, senza prevedere un adeguato smaltimento del mercurio. Le lampade a fluorescenza contengono infatti circa 4 milligrammi di mercurio ciascuna, analogamente ai termometri a mercurio che – a partire dal prossimo 3 aprile – sono stati messi al bando.

    Cinzia Ferrara, Presidente di Apil, precisa, infatti che “si punta, come soluzione al problema energetico, su un tipo di lampada, la fluorescente compatta, che contiene il mercurio, senza tener conto di quante lampadine vengono sostituite in una normale vita famigliare”.

    La decisione della Comunità Europea appare quindi semplicistica e riduttiva, perchè non considera in modo globale l'impiantisitca elettrica e l'illuminazione. Per questo APIL ritiene fondamentale prevedere una normativa nazionale attenta al risparmio energetico e, dal punto di vista del consumatore, scegliere la luce giusta a seconda dell'uso. A livello normativo, APIL propone, inoltre, di individuare un responsabile del progetto e del collaudo di un impianto di illuminazione per garantire un migliore controllo e un maggior risparmio energetico.
    http://www.lightingbit.com/news_eventi/news_eventi_interne.php?item=1699&ck=95ffcd5dae3607d3dcce3409b23cc0fc&nid=090325

    E allora si opta per i LED
    LA RIVOLUZIONE DEI LED/ Da qui al 2012 previsto un considerevole taglio alle emissioni di Co2 e il risparmio di 11 miliardi di euro l'anno Si chiama Led, light emitting diode, la nuova frontiera dell'illuminazione. Dalla luce elettrica a quella elettronica, che per produrre fotoni si vale di semiconduttori e delle loro proprietà ottiche. I Led sfruttano le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori (in genere di silicio).
    continua…..http://www.repubblica.it/supplementi/af/2009/03/23/scienze/021luceled.html


    #75013

    Spiderman
    Partecipante
    #75014
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1237974553=sephir]
    Oggi mentre studiavo pensavo che sicuramente un alternativa all'inchiostro che si utilizza normalmente esiste… beh esiste dal 2006 e si tratta credo “solo” di cartucce per stampante.Io pensavo alle penne ma il problema del riciclaggio di tutta la carta usata con le nostre stampanti non è da poco.
    Questo è il vecchio articolo che ho trovato, magari per chi non lo conosce potrebbe essere un buono spunto..spero sia facile da trovare in commercio!
    [/quote1237974553]

    Sephir grazie !!! :K:
    Ottima notizia… e la penso come Wind, bisogna fare ogni possibile sforzo per dar esempio che cambiare si può !!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #75015
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Però non riesco a trovare il sito, cioè il sito c'è ma lì porta la data del 2005….
    http://www.lesepidado.it/


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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