Indovinelli, enigmi e riflessioni.

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Galvan1224 5 anni, 1 mese fa.

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  • #16480

    Galvan1224
    Partecipante

    Buonasera,
    ho trovato il seguente indovinello (o enigma?) che sottopongo alla vostra attenzione, confidando qualcuno sia in grado di risolverlo:

    Completare le due sequenze mettendoci le restanti lettere dell'alfabeto:

    a,h,i,m …
    b,c,d,e,f,g,l …

    chiave:
    Invero solo l'UOMO può raccogliere l'invito,
    se scrive con il cuore
    e guarda con il dito.

    Galvan


    #16481

    Galvan1224
    Partecipante

    Giorni fa pioveva e dovendo attraversare una pozzanghera ho cercato di bagnarmi il meno possibile le scarpe, tenendole sollevate e camminando, appunto, in punta di talloni.

    L’espediente ha funzionato abbastanza, essendo il tacco qualche centimetro più alto del resto della suola, tuttavia il resto del percorso, sotto la pioggia, ha bagnato quel che avevo preservato poco prima.

    Forse avrete capito che in modo umoristico, pur la storiella ha una sua morale, sto iniziando una riflessione su quanto ho letto nella nostra rivista.

    Un utente, riferendosi alla propria esperienza, consiglia di camminare in un modo non usuale.
    Dice, e non ho motivo di dubitare, che ne abbia tratto grandi benefici e che l’idea gli è venuta guardando al mondo animale.
    Per quel che può valere la mia osservazione non mi pare che i primati tengano sollevati i talloni nel loro procedere o stazionare, ma non sono un esperto, potrei sbagliarmi.

    Non è questo comunque il merito della mia riflessione, neppure il fatto, da confermare con l‘esperienza di altri che lo vogliano testare, se i declamati benefici in molti ambiti del funzionamento del corpo siano alla portata di ognuno.
    Molte cose, in ogni campo, non danno i medesimi risultati a persone differenti.

    Il merito è se esista qualcosa di importante, passato inosservato attraverso i millenni, che possa radicalmente trasformare la nostra vita, in primo luogo fisicamente, quasi invertendo lo scorrer del tempo.

    Beninteso, non mi dispiacerebbe affatto veder ritornar il colore ai miei capelli bianchi (non ancora del tutto, comunque) e forse anche alla barba che tengo tagliata non piacendomi l’effetto sale-pepe.
    In quanto alle prestazioni che abbisognano di un partner non ho commenti, ognuno ha le sue lecite priorità.

    Mi chiedo quale sia il prezzo di tutto questo e soprattutto se sono in grado e lo voglia davvero pagare.
    Così ho voluto testare il suggerimento per un quarto d’ora, non per averne benefici ma per sentire la sensazione che mi dava.
    In questo mi basta poco, di ogni cosa.

    Il risultato è che non fa per me, assolutamente.
    Non importa cosa mi possa dare, il fatto è che non lo sento naturale, stride con l’armonia del camminare, dello stazionare e con molto altro.

    M’è parso d’esser una capra, a puntar solo gli zoccoli e se a questo aggiungo di farlo per allungar e migliorar la vita la cosa mi ricorda qualcosa.. ma suppongo a me solo, che come sapete m’interesso di memoria.

    Non ho la minima critica per chi decida di dedicarsi e gli auguro di ottenere quanto promesso.
    In quanto a me m’ero già rassegnato ad invecchiare ed aver acciacchi; ne ho provati diversi e di diverso tipo di rimedi miracolosi.. quel tempo per me è passato, do retta solo a quello che il mio corpo cerca di suggerirmi.
    Ma se fossi in pericolo di vita l’ospedale è poco distante da dove abito.

    Camminando in punta di talloni non mi son bagnato, ma non si può fermar del tutto la pioggia, prima o poi ci bagneremo comunque.

    Conta come si vive, e non ho solo aggettivi negativi per questo mondo.
    Son d’accordo con Pasgal e la filosofia di questa rivista: noi creiamo il mondo in cui viviamo.

    Mi pare un ottimo assunto, con i piedi ben piantati per terra.

    Buonasera

    Galvan


    #16482
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Anche io ho provato, 25 secondi ed ho smesso. Non ho provato, però, la ginnastica per ridare vigore alla vista.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #16483

    Galvan1224
    Partecipante

    La seguente osservazione riguarda i forum della rivista.

    Son come dei cassetti, in cui vien collocato materiale con caratteristiche simili. Non è certo un problema se a volte si sbaglia cassetto, ad esempio inserendo una compilation musicale nella categoria “misteri”, si può sempre dare un’interpretazione di ogni cosa che ricada nell’ambito scelto, e in ultima può ben essere un “mistero” la collocazione stessa…

    Come vedete ho scelto questo forum per i miei interventi, perché corrisponde alla sensazione che in profondità ho dell’esistenza.
    Qualunque cosa mi accada, ogni esperienza e pensiero, se lo approfondisco e ne risalgo il corso alla fine mi conduce sempre allo stesso punto, un punto interrogativo.

    Ogni conoscenza che allarga man mano il nostro orizzonte, lungi dal portarci alla fine della strada, nei casi più fortunati ci permette di intravederne altre e nuove.
    La conoscenza per definizione dovrebbe toglier terra sotto ai piedi del non conosciuto, del mistero stesso.
    E invece non fa che ampliare il panorama, suddividendolo in ambiti nei quali lo ritroviamo come la stessa immagine nei frammenti di uno specchio spezzato. Alcuni dicono che non ci sarà fine a questo, da ogni frammento se ne formeranno altri…

    Il profondo desiderio di stabilità che proviene dall’avere una qualche certezza nella vita è il motore di ogni indagine, di ogni ricerca.
    Potrei far innumerevoli esempi, prendiamo la sezione “spiritualità” per iniziare.

    In quel variegato ambito si può trovar veramente di tutto, tanto che è stata coniata la definizione di “spiritual market”, nel quale ognuno per inclinazione o per i motivi più disparati giunge a cercar in primo luogo risposte.
    Come in un enorme bazar ci si possono trascorrer giorni a valutar la mercanzia sulle bancarelle, addirittura un’intera vita, passando dall’una all’altra.

    Ma quello che si va realmente cercando è una lampada, come quelle belle di sale che stan riscuotendo meritato successo, da tener sempre accesa una volta a casa, finalmente padroni della luce… almeno fin quando possiam pagar la bolletta.

    Molti dicono d’averla trovata e la lista di dove acquistarla s’allunga. Stranamente i venditori, pur riferendosi sempre alla medesima luce affermano che solo all’interno della loro lampada possa funzionar bene…

    Beh, che si può fare? Stante che provarle tutte è impossibile, par ovvio che a chi sia in cerca di certezze si presenta la peggior situazione possibile, poiché in quest’ambito (spirituale) quello che si vuol conoscere è la verità.
    Le verità parziali, limitate, non gli assomigliano neppure.

    Come la riconoscereste dunque la verità?
    Posto che ne possiate saggiar diverse, con quali strumenti la valuterete?

    Non conosco i vostri, vi dirò il mio.
    Se mai avessi la fortuna rara d’incontrar una tal cosa – la verità – mi affiderei a quel senso di meraviglia, di pervasività (di mistero, in sostanza) che la sua presenza mi procura per saper che sia essa e non altro.

    Quando mi trovo a provar quel senso tutto il resto vien meno.
    Le domande scompaiono, perché originano da risposte che già conosciamo, non esistendo da sole.

    Può un minimo riflesso di quel mistero vivente esser imprigionato nelle parole scritte in un forum?

    Questo spetta a voi dirlo.
    Dove lo sentiate possibile è un luogo che vi si addice.

    Un saluto

    Galvan


    #16484
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1383571183=Galvan1224]

    Completare le due sequenze mettendoci le restanti lettere dell'alfabeto:

    a,h,i,m …
    b,c,d,e,f,g,l …

    chiave:
    Invero solo l'UOMO può raccogliere l'invito,
    se scrive con il cuore
    e guarda con il dito.

    Galvan
    [/quote1383571183]
    Ciao Galvan
    cosa sarebbe per te l'UOMO?


    #16485

    Galvan1224
    Partecipante

    [quote1383742275=Richard]
    [quote1383571183=Galvan1224]

    Completare le due sequenze mettendoci le restanti lettere dell'alfabeto:

    a,h,i,m …
    b,c,d,e,f,g,l …

    chiave:
    Invero solo l'UOMO può raccogliere l'invito,
    se scrive con il cuore
    e guarda con il dito.

    Galvan
    [/quote1383571183]
    Ciao Galvan
    cosa sarebbe per te l'UOMO?
    [/quote1383742275]

    Buongiorno Richard, grazie della visita e della domanda, colgo l’occasione per rinnovarti la stima per come svolgi il tuo lavoro nella rivista.

    Poiché hai quotato l’indovinello presumo che ad esso sia riferita la domanda, questa è la risposta: l’UOMO contiene la soluzione.
    Vien indicato il guardare con il dito, la modalità usuale che non coglie le differenze, son solo sequenze di lettere.
    Riferendosi al cuore si suggerisce di scrivere al suo modo (alto) non quello comune. Adesso non manca molto alla soluzione.

    Nel caso invece tu quotassi l’indovinello per chiedere la mia opinione sull’uomo reale ecco l’altra risposta, naturalmente un po’ enigmatica visto il tono del topic.

    A quasi tutte le persone piacciono i giochi, ce ne son migliaia, senza considerare le varianti. Molti si avvalgono di supporti esterni per far funzionare l’ingranaggio.
    Quelli più comuni sono i dadi.

    Si usano per la dama, il popolare giro dell’oca e per un gioco molto particolare, di cui forse parlerò in un futuro intervento: il backgammon.
    Per il momento basti dire che si lancian due dadi e ottenuta la combinazione di un doppio si ha diritto a una doppia mossa, un grandissimo vantaggio.
    La fortuna gioca un gran ruolo in tal gioco, ma da sola non garantisce la vittoria.

    Ultimamente ho concluso l’ultima partita di una serie con una persona che mi è cara. Nella precedente serie, molto più lunga, son stato brutalmente stracciato, non c’era verso di prevalere.
    Il vento ha soffiato costantemente solo dalla sua parte, per mesi.
    Abilità e fortuna, impossibile tener testa.

    In quest’ultima il vento ha girato invece dalla mia parte e i ruoli si son scambiati. Solo che avendo un’abilità in minor grado la fortuna ha dovuto sorreggermi maggiormente.

    Tuttavia proprio nell’ultima partita, verso la fine mi son trovato in forte svantaggio, anche se sorretto dalla fortuna non sarei riuscito a prevalere.
    Avevo già un bel bottino, avendo vinto due precedenti set.
    Anche avessi perso questa sarei rimasto in vantaggio.

    Ma nei giochi, come nella vita, ci son più livelli… par che sia solo un tirar di dadi e conseguenti mosse, ma chi le compie son due persone, una di fronte all’altra.
    Cosa può significare per l’una o l’altra la vittoria? Molte cose.

    E mentre si gioca ci si confronta con quella particolare sensazione che proviene dalle sfide.
    Chi non ha provato disappunto dalla sconfitta o contentezza dall’opposto?
    Si può provar dell'altro..?

    Guardate il gioco… come interviene l’imponderabile, come da rimbalzi all’apparenza casuali si formi un doppio punteggio sui dadi… sentite a che sensazione corrisponde dentro di voi vederlo… riandate a come avete lanciato quei dadi.

    Se accade non è più solo questione di prevalere… nel suo modo, con i numeri sui dadi, il gioco adesso parla con voi e (forse) avverte che l’avete capito.
    Agisce un altro livello, non facile da raggiungere, ma neppure impossibile.
    Un altro livello che intende manifestarsi.

    Questa è la sequenza dei miei ultimi cinque lanci: doppio cinque; doppio sei; 4+3; doppio cinque; doppio sei… quante sono le probabilità?

    Ovviamente ho stravinto e il mio gentile avversario non l’ha presa del tutto bene, una fortuna sfacciata del genere irriterebbe chiunque.
    Sì, son stato contento della vittoria, un en plein micidiale.
    Ma ancor più nel vedere quegli alti doppi a ripetizione; è stato come vivere per un po’ in un’altra dimensione dove l’impossibile si manifesta.

    Son cose che accadono all’UOMO, connotandolo e distinguendolo.
    Il perché è un mistero, come lo è lui.

    PS- ho dell’altro da dire su questa riflessione, lo farò più avanti.

    Un caro saluto

    Galvan


    #16486
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Un giorno tornando in albergo dalla spiaggia con la mia ragazza, vedo alcuni ospiti riuniti a fianco di un tavolino con un due calici, di cui uno contenente una pallina da ping pong. Incuriosito chiedo cosa stessero facendo e mi rispondono che non riuscivano a far saltare la pallina nel calice vuoto, usando una cannuccia dove soffiare.

    Mi offrono la cannuccia, visualizzo la pallina che salta nel calice vuoto, soffio e completo l'opera al primo colpo! Anche io so essere misterioso :&D


    #16487

    Galvan1224
    Partecipante

    [quote1384010762=Richard]
    Un giorno tornando in albergo dalla spiaggia con la mia ragazza, vedo alcuni ospiti riuniti a fianco di un tavolino con un due calici, di cui uno contenente una pallina da ping pong. Incuriosito chiedo cosa stessero facendo e mi rispondono che non riuscivano a far saltare la pallina nel calice vuoto, usando una cannuccia dove soffiare.

    Mi offrono la cannuccia, visualizzo la pallina che salta nel calice vuoto, soffio e completo l'opera al primo colpo! Anche io so essere misterioso :&D
    [/quote1384010762]

    Più che misterioso sai essere simpatico, una ben più alta qualità.

    Per quel che mi riguarda non cerco volutamente di esserlo, probabilmente deriva dall’approccio alle questioni.
    Il mio è cauto e tiene in considerazione che di uno stesso fatto si possano avere diverse interpretazioni, al limite una per ogni persona.
    Cerco il più possibile – non sempre si può – di non inserire elementi di divisione nel riportare la mia visione delle cose, lasciando un margine di interpretazione all’interlocutore, sollecitando la sua intuizione, il suo sapere o entrambi.
    Lo scopo ultimo, se davvero c’è, è interagire .

    Questo è un buon posto per farlo e un po’ mi meraviglio che non lo si faccia in maggior grado, con maggior partecipazione, viste le possibilità che la rivista offre.

    Da parte mia mi son ritagliato uno spazio che mi corrisponde e là porto il mio modesto contributo a fronte dell’ospitalità con cui son stato accolto.

    Tornando alla questione, non mi hai ancor detto se la tua domanda si riferiva all’indovinello, così che non potendo interpretare secondo il tuo pensiero anche quest’ultimo intervento risponderò alle due possibilità.

    Nel caso dell’indovinello: avendolo risolto, per rispetto a chi l’ha ideato non ne divulgo la soluzione ma ho fornito un buon suggerimento.. poi dipende dall’interesse ..

    Nel caso dell’uomo: bella la storia personale che hai raccontato, ti ringrazio.. questo è il tipo di interazione che preferisco, direi che adoro, quando ognuno ci mette qualcosa di suo, della sua vita quotidiana. Questo mi permette di continuare sulla mia riflessione (e chissà se il mistero si dipanerà o infittirà..).

    Diverse volte nel cercar un esempio, uno spunto dal quale avviare o riprendere una discussione ho scoperto che non dovevo poi andar troppo lontano a cercare. Chissà perché nell’esperienza quotidiana trovavo gli elementi che mi servivano, senza dover ricorrere ai massimi sistemi, che tuttavia affermano tanto in alto quanto in basso..

    La soluzione, la risposta a qualcosa non è in un luogo specifico né leggibile in un solo modo, attraverso le lettere di un unico alfabeto.
    Questi son concetti che ricorrentemente troviamo nei nuovi paradigmi e abbondantemente anche negli articoli di questa rivista.
    Io son anche una persona pratica (non si direbbe, eh..) e mi attrae testare il mio sentire, mettendolo alla prova del giudizio dei miei simili.

    Nel dire che l’uomo è un mistero non sto giocando.
    È quello che realmente provo, nei miei e altrui confronti.
    L’esperienza mi spinge a dire che come ogni altra cosa più si scopre e più ne vien fuori. In questo (l’uomo) come in altri casi non mi viene da cristallizzare in una definizione un processo in atto.
    Questo sento d’essere e vedo rispecchiato nei miei simili, un processo in divenire, in mutamento.
    Si potrebbe discutere a lungo secondo questa linea ma rischia di diventar speculativa e alla fine di riportarci al punto di partenza.
    Molto meglio focalizzare l’attenzione su cosa accade a questo processo, all’uomo.
    Quelle son anche cose pratiche, come nel tuo personale esempio e nel mio.
    E si possono approfondire, trovando correlazioni e similitudini.

    Così faccio un ulteriore passo, apro un altro livello sul mio racconto.

    La persona con la quale mi diletto di passar del tempo giocando ha ovviamente una propria visione delle cose e talvolta ci troviamo su fronti opposti.
    Poi normalmente ci ricomponiamo almeno in parte in una visione condivisa, pur mantenendo ognuno la propria.
    I continui insuccessi nella penultima serie di partite coincidevano con analoghi insuccessi nel cercar di portar dalla mia parte l’interpretazione che avevamo di vicende personali.
    Nel suo modo il gioco rispecchiava quello che avveniva al livello della vita reale e quotidiana.

    Nell’ultima serie di partite dove ho prevalso le cose non son cambiate, permanendo le distanze. Salvo che stavolta non son riuscito a ricollocarmi in una visione condivisa benché parziale.
    In sostanza ho dovuto prendere una decisione, di un certo peso.
    E dopo mi son meravigliato che, seppur con difficoltà, riuscissi a sostenerla.
    Non mi era mai accaduto in precedenza.
    Come non mi era mai accaduto di far 4 doppi su 5 tiri…

    Non è che parlando in questo modo voglia far il misterioso, al di là della privacy ci son accadimenti che non van visti sulla scala usuale.
    Connotano e distinguono un certo stato d’essere, come dicevo.

    Se Richard ha ottenuto al primo colpo un risultato impossibile per altri a fronte di numerosi tentativi, questo indica qualcosa.
    Per Richard e per voi che l’avete letto.
    Traetene le conseguenze che vi paiono opportune.

    Quindi, cos’è l’UOMO?

    Non lo sapremo mai, statene certi.
    Ma vediamo giorno dopo giorno quello che gli accade, quello che ci accade.
    Questa, per me, è l’unica strada.
    Percorrendola, la vita quotidiana a volte par il riflesso di un’altra vita.. e forse quest’ultima, a volte, si rispecchia nella nostra.

    Cosa sia tutto questo non lo so, non credo vi sia proprio il modo di saperlo e accetto che rimanga un mistero, di cui mi accontento di coglier ogni tanto qualche riflesso… dorato.

    Un caro saluto

    Galvan


    #16488

    Galvan1224
    Partecipante

    Una persona recentemente conosciuta ha preparato per pranzo (eravamo in cinque) tre teglie di pizza e una di focaccia alla genovese (in questo periodo di feste s’è mangiato più del normale…).
    La pizza, molto semplice, pomodoro e formaggio stracchino (che non libera acqua come la mozzarella e rimane morbido anche raffreddandosi) era d’una bontà poche volte provata.
    Merito dei buoni ingredienti e ancor più della maestria nella lavorazione.
    Non bastasse sfornò anche un paio di teglie di biscotti.
    Anche questi semplici, farina, olio extravergine, zucchero, un bicchiere di vin bianco e lievito. Morbidi e croccanti allo stesso tempo, incredibile.

    Se dovessi valutare quel che ho mangiato avrei diverse possibilità.
    Potrei far la conta delle calorie e trovare che son state moooolto più di quelle necessarie… beh, un po’ di scorta è accettabile, se non divien un’abitudine.

    Considerando i principi nutritivi difettavano vitamine, enzimi, antiossidanti e i carboidrati prevalevano fin troppo.
    L’abbondante acqua bevuta compensava i pochi sali minerali.
    L’unico prodotto d’origine animale era il formaggio, quindi un pranzo vegetariano.
    Avessimo avuto ospite un vegano, costui pur rinunciando alla pizza, avrebbe avuto diverse chances.
    Tuttavia gli ingredienti pur di qualità non erano d’origine biologica e per chi sia stretto osservante sarebbe stato un problema, salvo per il vino, quello sì biologico…

    Io bevo un po’ di vino solo qualche volta all’anno, in occasioni speciali, e son stato contento d’aver brindato con la persona che ho conosciuto, di qualità umane fuor del comune, non risentendo alcun effetto da quel mezzo bicchiere.

    Il titolo di questo topic ben si addice a questa leggera e modesta riflessione sul cibo. Dopo tanti studi d’ogni sorta che man mano affermano, contraddicono e riaffermano cosa sia appropriato o meno per conservare e migliorare la salute mangiando, siamo alla situazione attuale: ognuno è convinto che la sua visione sia quella giusta così che il cibo è diventato un enigma.
    E trattandosi d’un argomento importante per tutte le sue implicazioni, non s’arriverà di certo a una qualche visione condivisa, come per tutte le conoscenze dell’uomo.

    Alcuni reduci dei campi di sterminio raccontano d’aver mangiato al più bucce di patate crude e qualche tozzo di pane muffito.
    Ridotti a scheletri umani son sopravvissuti senza cader preda di malattie che son ricomparse in seguito, una volta liberi.

    Quand’ero giovane e anelavo a trovar una compagna parlavo del nobile sentimento con un amico.
    Mi accompagnava a casa (quattro chilometri) e poi io accompagnavo lui… e quindi si ricominciava, a far notte trascurando la cena.
    Ripensando a quel nostro discorrere non credo sarebbe stato possibile farlo sgranocchiando qualcosa, con la bocca impegnata in altro che non quelle parole… anche il miglior e più perfetto cibo vien per secondo…

    Un saluto

    Ah, dimenticavo… un indovinello per voi: qual è il cibo per tutti?
    Galvan


    #16489

    Galvan1224
    Partecipante

    Costello: GUARDA BUD, SE TU FAI IL COACH, DEVI CONOSCERE TUTTI I GIOCATORI.

    Abbott: LI CONOSCO SICURAMENTE.

    Costello: BEH, SAI, IO NON HO MAI CONOSCIUTO I RAGAZZI, DOVRAI DIRMI I LORO NOMI COSI’ SAPRO’ CHI E’ CHE GIOCA.

    Abbott: TI DIRO’ I LORO NOMI, MA SEMBRA CHE OGGI SIANO CHIAMATI CON DEI NOMI PARTICOLARI.

    Costello: VUOI DIRE DIVERTENTI?

    Abbott: NOMI STRANI, NOMIGNOLI…TIPO DEAN VERTIGINE…

    Costello: SUO FRATELLO PAZZERELLO…

    Abbott: DEAN PAZZERELLO…

    Costello: E IL LORO CUGINO FRANCESE

    Abbott: FRANCESE?

    Costello: GOOFE’

    Abbott: DEAN GOOFE’. BENE, VEDIAMO, ABBIAMO SULLE BASI, CHI E’ IN PRIMA, QUALE E’ IN SECONDA, IN TERZA NON LO SO…

    Costello: E’ PROPRIO QUELLO CHE VOGLIO SAPERE

    Abbott: HO DETTO CHI E’ IN PRIMA, QUALE IN SECONDA, IN TERZA NON LO SO.

    Costello: SEI IL MANAGER?

    Abbott: SI’.

    Costello: SARAI ANCHE IL COACH?

    Abbott: SI’.

    Costello: E NON SAI I NOMI DEI RAGAZZI?

    Abbott: DOVREI SAPERLI.

    Costello: E CHI E’ IN PRIMA?

    Abbott: SI’

    Costello: VOGLIO DIRE IL NOME DEL COMPAGNO

    Abbott: CHI

    Costello: IL RAGAZZO IN PRIMA

    Abbott: CHI

    Costello: IL PRIMA BASE

    Abbott: CHI

    Costello: IL RAGAZZO CHE GIOCA…

    Abbott: CHI E’ IN PRIMA!

    Costello: TI STO CHIEDENDO CHI E’ IN PRIMA

    Abbott: E’ QUELLO IL SUO NOME

    Costello: IL NOME DI CHI?

    Abbott: SI’

    Costello: VA BE’, VAI AVANTI E DIMMI

    Abbott: E’ QUELLO

    Costello: QUELLO E’ CHI?

    Abbott: SI’

    PAUSA

    Costello: GUARDA, CE L’HAI UN PRIMA BASE?

    Abbott: CERTO

    Costello: CHI GIOCA IN PRIMA BASE?

    Abbott: ESATTO

    Costello: QUANDO PAGHI IL PRIMA BASE OGNI MESE, CHI PRENDE I SOLDI?

    Abbott: OGNI SINGOLO DOLLARO

    Costello: TUTTO QUELLO CHE CERCO DI SAPERE E’ IL NOME DEL TIPO IN PRIMA BASE

    Abbott: CHI

    Costello: QUELLO CHE PRENDE…

    Abbott: E’ QUELLO

    Costello: CHI PRENDE I SOLDI…

    Abbott: SI’, OGNI DOLLARO. QUALCHE VOLTA VIENE SUA MOGLIE A RITIRARLI

    Costello: LA MOGLIE DI CHI?

    Abbott: SI’

    PAUSA

    Abbott: COSA C’E’ CHE NON VA?

    Costello: GUARDA, TUTTO CIO’ CHE VOGLIO SAPERE, QUANDO INGAGGI IL PRIMA BASE, COME LO SCRIVE IL SUO NOME?

    Abbott: CHI

    Costello: IL RAGAZZO

    Abbott: CHI

    Costello: COME SCRIVE IL SUO NOME…

    Abbott: E’ COSI’ CHE SI FIRMA

    Costello: CHI?

    Abbott: SI’

    PAUSA

    Costello: TUTTO CIO’ CHE CERCO DI SAPERE E’ QUALE E’ IL NOME DEL RAGAZZO IN PRIMA?

    Abbott: NO. QUALE STA IN SECONDA BASE.

    Costello: NON TI STO CHIEDENDO CHI STA IN SECONDA

    Abbott: CHI E’ IN PRIMA

    Costello: UNA BASE PER VOLTA!

    Abbott: BEH, NON CAMBIARE I GIOCATORI

    Costello: NON STO CAMBIANDO NESSUNO!

    Abbott: CALMATI, BUD

    Costello: TI STO SOLO CHIEDENDO, CHI E’ IL RAGAZZO IN PRIMA BASE?

    Abbott: ESATTO

    Costello: OK

    Abbott: BENONE

    PAUSA

    Costello: QUALE E’ IL NOME DEL RAGAZZO IN PRIMA BASE?

    Abbott: NO. QUALE E’ IN SECONDA.

    Costello: NON TI STO CHIEDENDO CHI E’ IN SECONDA

    Abbott: CHI E’ IN PRIMA

    Costello: NON LO SO

    Abbott: E’ IN TERZA, NON STIAMO PARLANDO DI LUI

    Costello: PERCHE’ SONO ARRIVATO AL TERZA BASE?

    Abbott: LO HAI NOMINATO

    Costello: SE HO NOMINATO IL TERZA BASE, CHI HO DETTO CHE GIOCA IN TERZA?

    Abbott: NO. CHI GIOCA IN PRIMA

    Costello: QUALE E’ IN PRIMA?

    Abbott: QUALE STA IN SECONDA

    Costello: NON LO SO

    Abbott: E’ IN TERZA

    Costello: ECCO, ANCORA IN TERZA!

    PAUSA

    Costello: POTRESTI STARE SULLA TERZA E NON USCIRNE

    Abbott: D’ACCORDO, CHE VUOI SAPERE?

    Costello: ORA, CHI GIOCA IN TERZA BASE?

    Abbott: PERCHE’ INSISTI METTENDO CHI IN TERZA BASE?

    Costello: QUALE STO METTENDO IN TERZA…

    Abbott: NO. QUALE STA IN SECONDA

    Costello: NON VUOI CHI IN SECONDA?

    Abbott: CHI E’ IN PRIMA

    Costello: NON LO SO

    Abbott & Costello : TERZA BASE!

    PAUSA

    Costello: SENTI, HAI GLI ESTERNI?

    Abbott: CERTAMENTE

    Costello: IL NOME DELL’ESTERNO SINISTRO?

    Abbott: PERCHE’

    Costello:PENSAVO DI AVERTELO APPENA CHIESTO.

    Abbott: BEH, PENSAVO DI AVERTELO APPENA DETTO.

    Costello: ALLORA DIMMI CHI GIOCA ESTERNO SINISTRO

    Abbott: CHI GIOCA IN PRIMA

    Costello: MA IO NON… LASCIA PERDERE GLI INTERNI! VOGLIO SAPERE QUALE E’ IL NOME DEL RAGAZZO ALL’ESTERNO SINISTRO?

    Abbott: NO, QUALE E’ IN SECONDA.

    Costello: NON TI STO CHIEDENDO CHI E’ IN SECONDA

    Abbott: CHI E’ IN PRIMA!

    Costello: NON LO SO

    Abbott & Costello: TERZA BASE!

    PAUSA

    Costello: IL NOME DELL’ESTERNO SINISTRO?

    Abbott: PERCHE’

    Costello: POICHE’ !

    Abbott: OH, E’ ESTERNO CENTRO.

    PAUSA

    Costello: SENTI, LANCIATORI NE HAI IN SQUADRA?

    Abbott: CERTO

    Costello: IL NOME DEL LANCIATORE?

    Abbott: DOMANI.

    Costello: NON VUOI DIRMELO OGGI?

    Abbott: TE LO STO DICENDO ADESSO.

    Costello: VAI AVANTI

    Abbott: DOMANI!

    Costello: A CHE ORA?

    Abbott: A CHE ORA COSA?

    Costello: A CHE ORA MI DIRAI DOMANI CHI LANCIA?

    Abbott: SENTI. CHI NON LANCIA

    Costello: TI SPACCO UN BRACCIO, HAI DETTO CHI E’ IN PRIMA! VOGLIO SAPERE QUALE E’ IL NOME DEL LANCIATORE?

    Abbott: QUALE E’ IN SECONDA

    Costello: NON LO SO

    Abbott & Costello: TERZA BASE!

    PAUSA

    Costello: IL CATCHER CE L’HAI?

    Abbott: CERTAMENTE

    Costello: IL NOME DEL CATCHER?

    Abbott: OGGI

    Costello: OGGI, E DOMANI LANCIA

    Abbott: BENE, ORA CI SEI

    Costello: TUTTO CIO’ CHE ABBIAMO IN SQUADRA SONO UN PAIO DI GIORNI

    PAUSA

    Costello: SAI CHE ANCH’IO SONO CATCHER

    Abbott: COSI’ MI DICONO

    Costello: MI METTO DIETRO AL PIATTO E PRENDO QUALCHE PALLA. DOMANI LANCIA PER LA MIA SQUADRA E ARRIVA UN BATTITORE POTENTE. IL BATTITORE FA UN BUNT. QUANDO FA IL BUNT, IO, CHE SONO UN OTTIMO CATCHER, TIRO LA PALLA AL RAGAZZO IN PRIMA. QUINDI IO RACCOLGO LA PALLA E LA SPARO A CHI?

    Abbott: E’ LA PRIMA COSA GIUSTA CHE HAI DETTO

    Costello: MA NON SO NEANCHE DI COSA STO PARLANDO!

    PAUSA

    Abbott: E’ TUTTO CIO’ CHE DEVI FARE

    Costello: TIRARE LA PALLA AL PRIMA BASE

    Abbott: SI’!

    Costello:ADESSO CHI HA LA PALLA?

    Abbott: NATURALMENTE.

    PAUSA

    Costello: SENTI, SE IO TIRO LA PALLA IN PRIMA BASE, QUALCUNO LA DEVE PRENDERE. ORA, CHI CE L’HA?

    Abbott: NATURALMENTE.

    Costello: CHI?

    Abbott: NATURALMENTE.

    Costello: NATURALMENTE?

    Abbott: NATURALMENTE.

    Costello: QUINDI IO RACCOLGO LA PALLA E LA TIRO A NATURALMENTE.

    Abbott: NO, TU TIRI A CHI.

    Costello: NATURALMENTE.

    Abbott: E’ DIVERSO.

    Costello: E’ QUELLO CHE HO DETTO.

    Abbott: NON LO STAI DICENDO…

    Costello: TIRO LA PALLA A NATURALMENTE.

    Abbott: TU LA TIRI A CHI.

    Costello: NATURALMENTE.

    Abbott: E’ COSI’.

    Costello: E’ QUELLO CHE HO DETTO!

    Abbott: FAI LA DOMANDA A ME

    Costello: TIRO LA PALLA A CHI?

    Abbott: NATURALMENTE.

    Costello: ORA FAI TU LA DOMANDA A ME.

    Abbott: TIRI LA PALLA A CHI?

    Costello: NATURALMENTE.

    Abbott: E’ COSI’

    Costello: COME HAI DETTO TU! COME HAI DETTO TU! IO TIRO LA PALLA A CHI. CHIUNQUE SIA PERDE LA PALLA E IL CORRIDORE CORRE IN SECONDA. CHI RACCOGLIE LA PALLA E LA TIRA A QUALE GIOCATORE. QUALE TIRA A NON LO SO. NON LO SO LA RILANCIA A DOMANI, TRIPLO GIOCO. UN ALTRO BATTE UNA VOLATA LUNGA A POICHE’. PERCHE’? NON LO SO! E’ IN TERZA BASE E CHI SE NE FREGA!!!

    Abbott: COSA?

    Costello: HO DETTO CHI SE NE FREGA !!!!!!

    Abbott: AH, QUELLO GIOCA INTERBASE.

    Qual è il cibo per tutti?

    si scherza, nonostante tutto…

    buona serata


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