L’intervista a Mauro Biglino

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Questo argomento contiene 140 risposte, ha 21 partecipanti, ed è stato aggiornato da franco franco 1 anno, 8 mesi fa.

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  • #46132

    sephir
    Partecipante

    Prima di tutto, grazie a pasgal e alla redazione per l’ennesima interessantissima intervista.
    Per quanto riguarda l’affascinante lavoro di Mauro Biglino, non posso giudicare ancora il ricercatore e la sua opera, anche se molto di ciò che dice lo condivido, soprattutto sul metodo di ricerca della verità, ma per il momento sono stato colpito dalla considerazione fatta sulla reincarnazione.

    Sulla frase del Buddha “solo coloro che non sanno vanno a cercare se stessi in vite precedenti o pensano che esistano vite successive” ho un’altro tipo di dubbio.
    Premetto che credo sempre più nella reincarnazione (rimanendo aperto a qualsiasi novità mi si presentasse all’uscita di scena finale… :hehe: ) ma, cercando di essere più oggettivi possibili, questa frase portata come esempio non credo neghi la reincarnazione, perlomeno secondo il mio modo di interpretarla.

    Credo piuttosto abbia a che fare con una problematica complessa che affligge qualsiasi esegeta della dottrina Buddhista originaria: cosa passa fra una esistenza materiale e l’altra? c’è una persona? esiste quel che noi definiamo un passaggio di qualche elemento animico come affermano i Vātsīputrīyas?
    la dottrina personalista portata avanti da questi ultimi si chiama pudgala-vada, ed è una sorta di eresia del buddhismo che nonostante tutto divenne per lungo tempo molto popolare!

    Nella frase citata, a mio avviso, vien fatto affermare al Buddha un qualcosa che metta a tacere la dottrina del pudgala, del personalismo, il quale sembra andare a contraddire la teoria fondamentale (dei monaci theravada e poi mahayana) dei 5 aggregati (skandha) che compongono tutta la realtà compreso ciò che noi definiamo persona, la quale svanisce con la morte al disgregarsi della composizione precisa di questi aggregati…

    Certo non viene negato un totalmente un passaggio, ma non certo di un’anima con un suo bagaglio proprio e sue caratteristiche precise… insomma la reincarnazione c’è ma chi verrà dopo di me non avrà nulla a che fare con me in nessun modo… “la rinascita, anche senza trasmigrazione delle anime, è una pientra angolare del buddhismo” (Franci, Il Buddhismo, 2004, pg. 33)

    tipica è la metafora del “fuoco che si spegne ma con gli ultimi guizzi ne accende un altro” (ivi, pg. 33); infatti in Conze leggiamo la citazione ” Come un fuoco quando il combustibile sia tutto arso, egli si placò” (Edward Conze, Il pensiero del Buddhismo Indiano, 1988, pg. 74) … si parla del nirvana, cioè quando il fuoco non accenderà altre vite perchè… e qui infinite e forse inutili sarebbero tutte le parole e le interpretazioni…

    A mio avviso quella frase potrebbe voler dire “se siete ancora convinti che vi sia un qualsiasi legame animico con chi vi ha preceduto o con chi verrà dopo di voi, sbagliate di grosso” e messaggio ancora più sotterraneo ” non credete alla dottrina dei personalisti, che inducono a credere ad un’anima come ad una perla legata alle altre da un lungo filo… il filo non c’è ma solo avviene un passaggio neutro di predisposizioni karmike e di residui”
    i quali residui saranno tenuti insieme dalla brama e dall’ignoranza…

    é certo che la non disposizione a cedere all’idea di un Io che si trasmetta da una incarnazione ad un’altra è sintomo di saggezza buddhista non in quanto negazione di un passaggio fra una vita e l’altra di alcuni elementi (karma e quant’altro), ma come opposizione all’importanza che l’uomo dona al suo ego, come dire
    “guardate che non è quello che voi siete ora, ciò che è importante! Non idolatrate voi stessi, ciò che verrà dopo non sarete neppure più voi come vi vedete e conoscete; la verità stà ben oltre i caratteri provvisori della mente e del corpo!”.

    Ora, io, nei miei non enormi studi, ho sospettato che si tratti troppo spesso di elucubrazioni dottrinarie molto antiche e che sporcano spesso la reale portata dell’altissimo messaggio spirituale del Buddhismo… è molto facile travisare questa dottrina.
    Il buddha secondo la tradizione (e chi la tramanda la tradizione? uomini! quanto vicini alla fonte? quanto protesi verso il vero e contro il puro intelletto e i suoi tranelli?) sarebbe un negatore dell’anima come noi la intendiamo (nagarjuna sarà poi il più grande dei negatori, fino quasi a negare tutto…e forse anche per ripulire la stalla da tutte le sterili lotte di potere filosofico religioso) ma non è facile affermare ciò che Mauro Biglino propone (ma ovviamente, non avendo letto il suo libro, mi limito a discutere ciò che dice nell’intervista con tutti i rischi del caso, mi perdonerà 🙂 ) ovvero la negazione della reincarnazione nelle parole del Buddha… è un discorso davvero complesso!

    Per il resto sono entusiasta di come grazie a lui si possano confermare con la dovuta serietà scientifica teorie ufologiche e interpretative non proprio prese sul serio fin’ora in ambiti spesso convinti di detenere il vero!
    Servono ricercatori così attenti e dediti al vero senza remore!
    Un grazie di cuore!

    Ah Ovviamente quella mia sul Buddhismo è un opinione che manca di tanti tanti anni di studio!
    :bay:


    #46134
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    sephIr Buddha non credeva nella reincarnazione, questo é un punto abbastanza conosciuto, in seguito alcuni discepoli hanno modificato tutto, compresa la sua dottrina.

    Mauro ha citato una semplice frase, ma ci sono interi suoi testi a confermarlo.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #46135
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Più che di reincarnazione, il Buddismo preferisce parlare di rinascita. Il Buddhismo infatti sostiene che non ci sia alcun sé, anima, spirito individuale o ātman che si possa reincarnare.
    ———-
    Fra gli avversari della dottrina della reincarnazione vi fu invece Tertulliano. La disputa di fatto si concluse la definitiva condanna della reincarnazione nel sinodo di Costantinopoli del 553. Per ordine dell'imperatore Giustiniano, che si riteneva capo supremo della chiesa d'oriente, venne condannata la dottrina di Origene con nove anatemi del patriarca Menas. Il primo di questi recitava:
    « Contro chiunque dichiari o pensi che l'anima umana preesistesse, ossia che sia stata spirito o sacra podestà, ma che sazia della visione di Dio si sia volta al male e che in questo modo il Divino amore si sia raffreddato in lei e sia pertanto divenuta anima, precipitando per castigo nel corpo, anatema sia. »

    In seguito la credenza nella reincarnazione riemerse nelle eresie dei Catari e degli Albigesi, diffuse nella Linguadoca, e quindi nei pensatori cristiani rinascimentali.

    Oggi la dottrina della reincarnazione è ufficialmente respinta dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Anche alcuni Evangelici e Fondamentalisti Cristiani considerano ogni fenomeno che riguarda la reincarnazione come inganno del diavolo.
    ————
    Alla base delle credenze dei buddisti indiani e tibetani vi è comunque la convinzione che prima di raggiungere il 'nirvana' bisogna passare molte vite, in cui ogni volta, anche non ci si ricorda della vita passata, occorre migliorarsi.
    —————
    http://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione

    E' sicuramente un'argomento molto dibattuto e diffuso in varie forme in tante culture, anche qua è un punto di vista che ognuno è libero di crearsi e sentire in sè, ma anche se ci fosse una base veritiera magari interpretata o tramandata erroneamente comunque non possiamo verificarlo oltre ogni ombra di dubbio per ora, per quanto ne so.

    L'intervista è comunque bella ed equilibrata anche per me 🙂

    Solo una piccola nota, Cayce non ha legato la distruzione della libreria di Alessandria alla censura della vita di Gesù, ma qua dice:

    D- Perché la Bibbia non parla dell’educazione di Gesù, o ci sono ora dei manoscritti sulla terra che daranno questi dettagli mancanti ?
    R- Ve ne sono alcuni che sono stati contraffatti. Tutti quelli che esistevano sono stati distrutti,– cioè gli originali – con le attività ad Alessandria.
    http://www.edgarcayce.it/media/educazione.htm

    Quindi contraffazione e poi per scontri estremisti con gli incendi sarebbe andato perso altro ancora..


    #46133
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Ripeto che Buddha non ha mai detto che l'uomo passa attraverso altre vite, ma i suoi successori.

    Un'altra nota (solo un esempio): l'attuale Dalai Lama ha chiaramente detto di non cercare il suo successore in un bambina, ma di fare una votazione per sceglierlo. Aggiunse poi che era il momento di mettere fine a certe false credenze.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #46136
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    si, ma non esiste solo nel Buddhismo, semplicemente dico che nella coscienza umana in tante culture esiste questo concetto, è qualcosa di molto ampio da discutere e studiare

    Il Dalai Lama è poco deciso sulla questione..
    http://www.minerva.unito.it/BuddhismoScienza/DalaiLama/IntervistaOdifreddi.htm
    A colloquio con il Dalai Lama

    La mente e le emozioni tra religione e scienza
    Intervista di Piergiorgio Odifreddi
    Speriamo di poterlo fare. Se non in questa vita, nella prossima. Anche se in questa sarebbe meglio.

    «In questa vita dobbiamo prepararci al lavoro da fare nella prossima reincarnazione. Ci prepariamo, e poi si comincia!»

    Non escludo questo concetto se lo esclude il Buddhismo o il Cristianesimo o altro, personalmente..fin da bambino per me è qualcosa di naturale e scontato, è cosa personale per quanto mi riguarda che poi ho trovato anche descritto in vari modi nell'ambito religioso..


    #46137
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Richard ma sephir sul buddismo parlava, quindi sul buddismo si parla, è chiaro che in altre religioni esiste questa convinzione, ma nel buddismo no. Almeno non in quello del Buddha originale.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #46138
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    ok 🙂
    però anche qua io resto col dubbio..non ho mai approfondito in merito, forse Sephir può darci una mano ulteriore..da quanto leggo per il Buddismo non esiste una reincarnazione della stessa entità come pensiamo ma una rinascita, comprende comunque un concetto di continuità.

    —————
    Reincarnazione o rinascita nel Buddhismo.

    Il buddhismo fin dagli antichi agama/nikaya riportati nei tre Canoni oggi
    esistenti, nega l'esistenza di un atman. Nega l'esistenza di un principio
    intrinseco e immutabile nell'uomo.
    Tutte le scuole buddhiste oggi esistenti seguono, per vinaya, quello degli
    sthavira quindi sono eredi di chi negò l'esistenza del 'pudgala', un'altro
    elemento di discussione in senso alla comunità buddhista che condannandolo
    lo ritenne analogo all'atman.
    Premesso ciò, per quelle che sono le mie discutibili opinioni, su questo
    tema (reincarnazione o rinascita) come su altri non c'è una omogeneità di
    posizioni nelle scuole buddhiste contemporanee che riflettono posizioni
    molto antiche.

    Secondo Kogen Mizuno: “Per alcuni filosofi buddhisti la teoria del karma
    sembrava violare in qualche misura la basilare dottrina buddhista secondo la
    quale non esiste anima immortale e nulla in alcun ambito è stabile o
    immortale. …. Una dottrina che ammetta la possibilità di una ricompensa o
    di una punizione causale per le azioni compiute in una vita precedente non
    presume forse l'esistenza di un'anima che possa accumulare residuo
    karmico?”.
    La posizione delle scuole antiche è stato quello di confermare un processo
    di rinascita non sostenuto però da una sostanza soggiacente (atman o
    pudgala).
    Cosi nel Milindapahna ciò è metaforizzato con il passaggio di fiamma da una
    candela all'altra. Le due fiamme non sono identiche, né diverse.

    Tuttavia ciò non spiega il senso di continuum di coscienza che consente di
    creare una soggettività in questo corpo e in questa vita.
    http://www.purodharma.it/NG/StalkerReincarnazione.html

    Il Buddha certamente insegno' la rinascita, ma in tal caso si tratta di una visione ciclica della vita, dell'esistenza e del mondo.
    Il ciclo della vita e' fatto di nascite e di morti, d'apparizioni e di disparizioni. In tale contesto la successione delle nascite e' chiamata rinascita. Ma in questa rinascita non vi e' alcuna individualita' o anima individuale che trasmigra da nascita in nascita. Se vi e' certamente una continuita' di rinascite, vale a dire della vita, questa si stabilisce nell'interdipendenza e nell'interazione dell'abitante-coscienza e del suo abitacolo onnipresente chiamato, in sanscrito, alaya. L'alaya, o fondamento primordiale, assicura la continuita' di un flusso esistenziale, corporale e spirituale da una vita cosciente ad un'altra. Cosi' si raccoglie cio' che si e' seminato e non c'e' alcun raccolto che non fu a suo tempo seminato. Cio' nonostante, tale rinascita-continuita' non e' quella d'un io, d'un ego, di un'individualita' o di un'anima. Questa corrente che continua non e' quella di qualcuno, ne' lo stesso, ne' un altro. Cosi' la vita continua in se' e, nel suo seno, la nostra responsabilita' individuale.
    http://www.buddhismo-pesaro.org/obiezioni.htm


    #46139
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Riccardo comprati il libro di Mauro: Reincarnazione Resurrezione, lui lo affronta in modo molto approfondito il punto.

    Ma non solo lui, naturalmente.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #46140
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    ho pensato anche di chiedere piu precisamente la filosofia Buddista sulla reincarnazione nella scuola di kungfu che seguo, il maestro che ha dato inizio alla scuola ha studiato fin da adolescente direttamente sotto la guida di un monaco…abbiamo accennato qualche volta alla reincarnazione ma non ho chiesto dettagli precisi.

    Nelle rare discussioni in merito logicamente la prima cosa che si può pensare è che l'uomo necessiti di sperare in una reincarnazione e quindi tutto nasca solo da questo bisogno, però pensandoci prima di tutto si può avere o meno una sensazione interiore innata di non identificazione col corpo e di senso di continuità indipendentemente da esso, poi è anche vero che questa continuità può comportare una responsabilizzazione che alcuni possono rifiutare e non volere.
    La responsabilità dell'influenza delle scelte fatte in una vita che vanno a costruire e indirizzare un percorso seguente.
    Quindi non sarebbe più sufficiente pensare, “beh tanto si vive una volta sola, chi se ne frega”.
    Questo però non deve divenire una gabbia per la mente, infatti può essere che sia il motivo per cui non sappiamo con sicurezza.
    Si può però anche cadere in questo caso nell'errore di vantarsi per una presunta vita precedente e con questo giustificare quella presente.
    Però non è tutto qua, la ricerca nella comprensione della coscienza e di una continuità di questa è più profonda e complessa.

    Io per esempio fin da bambino non mi identifico nel corpo e ancora non sapevo nulla di reincarnazione o altro..già dalla prima media almeno mi ponevo domande profonde e ragionavo ascoltando anche il mio istinto, arrivando a concludere che deve esserci una continuità e che io non mi identificavo nel corpo.
    Parlando di questo con la mia compagna, anche lei mi ha raccontato che era molto piccola e si pizzicava il braccio o la mano chiedendosi se lei era o meno quel corpo…
    C'è anche e forse non in tutti, un istinto che porta a questa sensazione interiore e queste domande.
    Alla fine dei conti però sono opinioni che ognuno si costruisce, ma la risposta è ben difficile ora.


    #46141
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Richard tu fai filosofia, io mi vorrei attenere alla relatà delle cose. Ora forse la realtà non è uguale per tutti, forse ci sono dei dubbi, però Buddha diceva che la reincarnazione non esiste e questo ha per molto tempo generato problemi tra le varie filosofie orientali. Inoltre ha sempre detto che essere asceti è peccato allo stesso modo di chi invece si da alle orge e tutto il resto.

    Lui ci ha insegnato la via media.

    Che l'energia che ci compone non si distrugge, non svanisce nel nulla lo credo anche io, ma la reincarnazione e la resurrezione sono delle invenzioni filosofiche, religiose… molto probabilmente.

    Bisogna vivere la vita provando amore incondizionato, chi fa questi calcoli “beh tanto si vive una volta sola, chi se ne frega” è comunque una persona vittima dell'ego.

    Personalmente cerco di vivere la vita nell'amore e aspetto la mia vecchiaia con estrema gioia, mi commuoverò per un fiore, per un bacetto di un bimbo e nel vedere un gatto giocare.

    Ogni fase della nostra vita è importante e va vissuta al massimo, pensare o credere in un ciclo di reincarnazioni può essere un vero freno. Questo è, sommariamente, il pensiero di Buddha: vivere la vita adesso.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

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