L’intervista a Mauro Biglino

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Questo argomento contiene 140 risposte, ha 21 partecipanti, ed è stato aggiornato da franco franco 1 anno, 11 mesi fa.

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  • #46142
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    certo,la realtà delle cose è appunto che non sappiamo, ma pensiamo sulla natura della vita.
    Al momento nei nostri tempi possiamo dire che siamo più certi che non ci sia una continuità, una reincarnazione o resuscitazione.
    Il Budda diceva viviamo ora, infatti concordo in pieno, è chiaramente la cosa migliore, del resto se discutiamo sulla reincarnazione ci sono vari aspetti.
    Nemmeno io credo nell'ascetismo, credo però che si cresca spiritualmente vivendo la vita sia interiormente che esteriormente, ognuno sceglie poi come.
    Non credo nell'ascetismo inteso come fare l'eremita isolato dal mondo, si deve vivere per crescere e rimanere in contatto col mondo.

    Comunque sono iniziate ricerche piu profonde sull'esistenza della coscienza separata dal corpo, sono in corso dei test piu precisi sulle esperienze pre-morte.
    Forse in futuro avremo dati migliori.
    ———————

    “Dallo Swartzreport del 18/09/08
    Studiate esperienze pre-morte
    JANE DREAPER, corrispondente – BBC News (U.K).
    Questa è l'ultima novità di una linea di studi, molto provocatori. Recentemente questo articolo è stato pubblicato da Pim Van Lommel su The Lancet.

    Un grande studio è in corso per esaminare esperienze in pre-morte in pazienti con attacchi di cuore.
    I medici di 25 ospedali inglesi e americani studieranno 1,500 sopravvissuti per vedere se le persone senza l'attività di battito cardiaco o di cervello possono avere delle esperienze “fuori dal corpo”
    Alcune persone hanno dichiarato di avere visto una galleria o luce intensa, gli altri si ricordano di avere guardato dal soffitto il personale medico.
    Lo studio, durerà tre anni e sarà coordinato dall' Università Southampton, includerà lo studio di particolari immagini che potranno essere viste solo dall'alto.”
    http://www.coscienza.org/_ArticoloDB1.asp?ID=931

    http://mysterium.blogosfere.it/2009/01/nde-near-death-experience-tra-3-anni-sapremo-se-esiste-lanima.html

    Death Bed Visions Study http://www.horizonresearch.org/main_page.php?cat_id=48

    Introduction – What are Deathbed Phenomena (visions)?

    Deathbed Phenomena are the range of experiences, perceptions, events and other phenomena reported by those close to a dying person (close either in terms of physical proximity or emotional intimacy), which appear to be of a paranormal nature.

    The most often reported deathbed phenomena are what have become known as 'take-away' visions, in which the dying person reports seeing dead relatives, religious figures or others who come to collect or accompany them through the dying process. These experiences can positively transform the person and their experience of dying, and may result in a marked change of affect, such as peace, calmness, elation, joy and, rarely, fear. Occasionally the carers at the bedside may report seeing the same vision as the person dying…..

    http://www.horizonresearch.org/main_nav_pages.php?cat_id=6

    Esperienze ai confini della morte: Il contributo di Pim van Lommel
    http://www.oloscience.com/35101.html

    Questa non è filosofia ma ricerca

    Non vi sono prove scientifiche della reincarnazione.
    Il direttore della clinica di psichiatria infantile della Virginia University, Jim B.Tucker, psichiatra, ha effettuato uno studio sui bambini che ricordano vite precedenti. Nel suo saggio Life before Life: a scientific investigation of children's memories of previous life, descrive 40 anni di ricerche, condotte su bambini che affermano di ricordare vite vissute nel recente passato. I bambini provengono da ogni angolo del pianeta e da ogni tipo di famiglie. L'età di questi bambini varia dai 2 ai 6 anni poi tali ricordi vengono dimenticati. I ricercatori una volta raccolte le testimonianze, sono andati personalmente nei posti indicati dai bambini ad incontrare le persone di cui avevano parlato, riscontrando (a loro dire) che avevano detto la verità. I bambini non usano l'espressione “vita precedente” ma talvolta parlano con chiarezza di ciò che è avvenuto in passato.
    http://www.oloscience.com/35101.html


    #46143
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ho letto l'intervista, mi piace molto il modo sintetico, letterale con cui affronta la ricerca, ma sulle questioni filosofiche avrei dei dubbi.
    Comunque ora devo preparare da mangiare…
    a dopo…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #46145

    sephir
    Partecipante

    [quote1278163602=pasgal]
    sephIr Buddha non credeva nella reincarnazione, questo é un punto abbastanza conosciuto, in seguito alcuni discepoli hanno modificato tutto, compresa la sua dottrina.

    Mauro ha citato una semplice frase, ma ci sono interi suoi testi a confermarlo.

    [/quote1278163602]

    Pasgal ovviamente il Buddhsimo non sarebbe tale se accettasse l'atman!
    Altra cosa è il discorso del passaggio (di cosa?) di vita in vita…
    ci sono frasi del Canone in cui il Buddha parla di pudgala… e come dice lo stesso biglino tutto rimane nel campo delle ipotesi, soprattutto su testi come il canone pali abbastanza stratificati (come tutti i testi sacri).

    é evidente che vorrei leggere attentamente il testo di Biglino sulla reincarnazione, ma avendo letto altri testi abbastanza autorevoli sul Buddhismo e sulla diatriba riguardante la reincarnazione, non mi vien facile essere certo.

    Per esempio i buddhisti odierni che dicano “io sono Buddhista e credo nella reincarnazione” non stanno tradendo ciò che nel buddhismo è vero (ma chi decide cosa è vero nel Buddhismo? noi che interpretiamo) quando dentro di sè abbiano capito la differenza fra l'anatman (non-sè), che vuole insegnare a staccarsi dall'idea che ciò che penso essere “io” sia importante ora, o in altre vite future o passate, quando tutto è impermanenza e quando tutto, compreso l'io, è frutto di condizioni e aggregazioni, e il pratityasamutpada (coproduzione condizionata) che invece è la concezione che insegna appunto come avviene e perchè il passaggio di vita in vita di quel che può essere definito un esserci.
    Tutto parte dalla brama e dall'ignoranza.
    E mi dico anche che il fatto di non dare spazio al sè in questa dottrina non delucida a cosa allora serva il concetto di karman, a meno che non vogliamo definirlo interpolato successivamente alle 4 nobili verità.

    Sono d'accordo che il fulcro del messaggio del Buddha è l'ottuplice sentiero che dispone ciò che è giusto ora, in questa vita per combattere il dolore derivante dalla brama, e che il sentiero di mezzo è la soluzione per vivere l'immediato e potersi salvare (ma per il buddha non bisogna salvarsi dall'eterno ciclo samsarico, che implica dei ritorni ciclici?)
    Ma è altrettanto vero che la sottigliezza metafisica riguardante il passaggio di vita in vita di un qualcosa che poi potrà “accedere” allo stato nirvanico non si scioglie facilmente, tranne potendo chiedere al buddha cosa intendesse con alcune frasi in cui il termine persona viene o non vinene utilizzato.

    Pasgal, secondo chi studia il buddhismo si sa con assoluta certezza che quest'ultimo vuole aprire gli occhi sul baratro che l'uomo si trova di fronte quando gli si dica che tutto, dal corpo al pensiero è frutto di 5 aggregati e di concause esterne… ma mi chiedo e non solo io: chi o cosa procede nel seminare karma?
    chi o cosa arriva al nirvana, alla liberazione?
    Su questo come dici tu si può fare molta filosofia.
    Io non mi imbarco in un tale enigma.
    Qualcosa che nasce e può liberarsi, pur essendo parte del Uno-tutto (forse questo intendeva buddha con l'annullamento dell'io, passato presente e futuro?), ci sarà?

    A volte ho pensato che l'anatman fosse un “trucco” (e il buddha utilizzava spesso linguaggi differenti per coscenze differenti!) per distrarre le menti ignoranti dal pensiero sul se e ricondurle alla verità sublime e universale, sapendo che per superare l'ego superficiale e arrivare alle profondità nascoste dell' universo interiore (insondabile con le parole fonte di ignoranza) bisognava percorrere un sentiero difficile. A che serviva allora dare retta ad una vita passata o futura se nel presente si era ancora come prima o peggio?
    ecco un pò un modo per togliereil peso al samsara (temporale) e ridarlo all'infinito senza tempo che ora è già dentro noi.

    chissà


    #46144
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Ti consiglio di leggere anche il testo di Biglino sephri, altrimenti non è da te.

    La frase dove dici di aver già letto cose autorevoli non sta nel cielo e ne in terra e tu questo lo sai. Altrimenti la Terra oggi era ancora piatta.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #46146

    sephir
    Partecipante

    [quote1278166232=pasgal]
    Richard tu fai filosofia, io mi vorrei attenere alla relatà delle cose. Ora forse la realtà non è uguale per tutti, forse ci sono dei dubbi, però Buddha diceva che la reincarnazione non esiste e questo ha per molto tempo generato problemi tra le varie filosofie orientali. Inoltre ha sempre detto che essere asceti è peccato allo stesso modo di chi invece si da alle orge e tutto il resto.

    Lui ci ha insegnato la via media.

    Che l'energia che ci compone non si distrugge, non svanisce nel nulla lo credo anche io, ma la reincarnazione e la resurrezione sono delle invenzioni filosofiche, religiose… molto probabilmente.

    Bisogna vivere la vita provando amore incondizionato, chi fa questi calcoli “beh tanto si vive una volta sola, chi se ne frega” è comunque una persona vittima dell'ego.

    Personalmente cerco di vivere la vita nell'amore e aspetto la mia vecchiaia con estrema gioia, mi commuoverò per un fiore, per un bacetto di un bimbo e nel vedere un gatto giocare.

    Ogni fase della nostra vita è importante e va vissuta al massimo, pensare o credere in un ciclo di reincarnazioni può essere un vero freno. Questo è, sommariamente, il pensiero di Buddha: vivere la vita adesso.
    [/quote1278166232]

    sono d'accordissimmo con te su tutto tranne appunto sul fatto che si possa dire “il buddha negava la reincarnazione”! negava il sè, l'io come entità a se stante e oltretutto mille anni civorrebbero per analizzare tutti i testi e verificarne le possibili interpretazioni dello stesso anatman!
    e poi se hai ragione che pensare alla reincarnazione potrebbe essere un freno, è anche vero che non vuol dire per forza che sia un falso!
    Per esempio yogananda ne parla, no?
    Adesso non so se lo faccia per nascondere altre più profonde verità, ma non sarebbe comunque l'unico… sul cosa passi da una vita all'altra poi chissà!
    Comunque il prima possibile leggerò biglino!
    Sarebbe comunque importante! :ok!:


    #46147
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Leggi il mio messaggio precedente.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #46148
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1278175896=Richard]
    ok 🙂
    però anche qua io resto col dubbio..non ho mai approfondito in merito, forse Sephir può darci una mano ulteriore..da quanto leggo per il Buddismo non esiste una reincarnazione della stessa entità come pensiamo ma una rinascita, comprende comunque un concetto di continuità.

    —————
    Reincarnazione o rinascita nel Buddhismo.

    Il buddhismo fin dagli antichi agama/nikaya riportati nei tre Canoni oggi
    esistenti, nega l'esistenza di un atman. Nega l'esistenza di un principio
    intrinseco e immutabile nell'uomo.
    Tutte le scuole buddhiste oggi esistenti seguono, per vinaya, quello degli
    sthavira quindi sono eredi di chi negò l'esistenza del 'pudgala', un'altro
    elemento di discussione in senso alla comunità buddhista che condannandolo
    lo ritenne analogo all'atman.
    Premesso ciò, per quelle che sono le mie discutibili opinioni, su questo
    tema (reincarnazione o rinascita) come su altri non c'è una omogeneità di
    posizioni nelle scuole buddhiste contemporanee che riflettono posizioni
    molto antiche.

    Secondo Kogen Mizuno: “Per alcuni filosofi buddhisti la teoria del karma
    sembrava violare in qualche misura la basilare dottrina buddhista secondo la
    quale non esiste anima immortale e nulla in alcun ambito è stabile o
    immortale. …. Una dottrina che ammetta la possibilità di una ricompensa o
    di una punizione causale per le azioni compiute in una vita precedente non
    presume forse l'esistenza di un'anima che possa accumulare residuo
    karmico?”.
    La posizione delle scuole antiche è stato quello di confermare un processo
    di rinascita non sostenuto però da una sostanza soggiacente (atman o
    pudgala).
    Cosi nel Milindapahna ciò è metaforizzato con il passaggio di fiamma da una
    candela all'altra. Le due fiamme non sono identiche, né diverse.

    Tuttavia ciò non spiega il senso di continuum di coscienza che consente di
    creare una soggettività in questo corpo e in questa vita.
    http://www.purodharma.it/NG/StalkerReincarnazione.html

    [color=#ff0000]Il Buddha certamente insegno' la rinascita, ma in tal caso si tratta di una visione ciclica della vita, dell'esistenza e del mondo. [/color]
    Il ciclo della vita e' fatto di nascite e di morti, d'apparizioni e di disparizioni. In tale contesto la successione delle nascite e' chiamata rinascita. Ma in questa rinascita non vi e' alcuna individualita' o anima individuale che trasmigra da nascita in nascita. Se vi e' certamente una continuita' di rinascite, vale a dire della vita, questa si stabilisce nell'interdipendenza e nell'interazione dell'abitante-coscienza e del suo abitacolo onnipresente chiamato, in sanscrito, alaya. L'alaya, o fondamento primordiale, assicura la continuita' di un flusso esistenziale, corporale e spirituale da una vita cosciente ad un'altra. Cosi' si raccoglie cio' che si e' seminato e non c'e' alcun raccolto che non fu a suo tempo seminato. Cio' nonostante, tale rinascita-continuita' non e' quella d'un io, d'un ego, di un'individualita' o di un'anima. Questa corrente che continua non e' quella di qualcuno, ne' lo stesso, ne' un altro. Cosi' la vita continua in se' e, nel suo seno, la nostra responsabilita' individuale.
    http://www.buddhismo-pesaro.org/obiezioni.htm
    [/quote1278175896]
    10 – Il Buddhismo insegna la reincarnazione?
    Può sembrare strano: la filosofia originale del Buddhismo NON insegna la metempsicosi, intesa comunemente come trasmigrazione dell'anima individuale da un corpo ad un altro. Ciò costituirebbe una contraddizione in termini ed è, di fatto, una leggenda metropolitana. Il Buddhismo insegna innanzitutto l'inesistenza sostanziale del sé separato. Con questo presupposto, quale sarebbe l'entità individuale che trasmigra da un corpo ad un altro? Qualche sedicente buddhista risponde: la mente personale; dimenticando, o ignorando, che la mente personale è la controparte psichica dell'architettura neurologica e che con la morte essa si dissolve.
    Al di là delle tante comuni credenze popolari, secondo le quali è vero tutto l'impossibile e il contrario di tutto il possibile, IL DISCORSO SULLA REINCARNAZIONE ANDREBBE RIVISITATO come concetto di UNIVERSALITÀ della vita e della sua continua trasformazione attraverso INTERSCAMBI e relazioni di CAUSA-EFFETTO (legge del karma).
    Purtroppo la chiarezza su questo punto è messa seriamente in pericolo dalla disinvoltura con cui talvolta opinioni e convinzioni di facile e conveniente fruibilità sono confuse con l'insegnamento reale, non altrettanto facilmente comprensibile dalla gente comune. La storia di tutte le religioni reali è storia di un intreccio fra credenze popolari e insegnamento originario. In conclusione: l'autentico pensiero Buddhista NON implica l'idea della reincarnazione intesa nel senso tradizionale della metempsicosi.
    http://www.nostraterra.it/buddha.html

    http://www.olistica.tv/Default.aspx?tabid=91
    Il Buddha storico dice di no, formulando una dottrina della reincarnazione diversa da quella del bramanesimo: ogni esistenza inizia da un residuo di azioni (karma) ereditate da esistenze precedenti. Non vi è però una entità individuale che si reincarna: l’unico elemento di continuità è il dharma, un difficilmente definibile insieme di “aggregati psichici” che durano assai poco e sono privi di essenza loro propria ma esistenti per reciproca relazione. Il dharma è quindi l’unico elemento di continuità fra un’incarnazione e l’altra, ma non si può considerare un elemento “personale” o distintivo che continua nel cambiamento di forme, in quanto il dharma svanisce immediatamente.

    Sicuramente per me c'è molto da approfondire ancora e sarà col tempo materia di indagine anche scientifica. Io ho una mia idea per quanto mi serva o meno..ma mi interessa la ricerca in merito con vari mezzi e la scienza pian piano se ne sta occupando.


    #46149

    sephir
    Partecipante

    infatti forse diciamo la stessa cosa, qui a mio avviso si tratta di una differenza: cosa è ciò che passa da una rinascita all'altra.
    Su questo interi sistemi… ma appunto, ciò che importa è la soluzione per liberarsi dalla ciclicità, qualsiasi sia poi l'entità: un insieme di aggregati + residui karmici; o una persona, mente, anima da trovare sotto strati e strati di illusione…
    e va a finire che solo con la meditazione si arriva a capire quello che i più genuini fra tutti i santi di qualsiasi religione sanno essere ciò che è… credo in una verità di fondo oggettiva, e Buddha non avrà raccontato cose che altri santi realizzati prima di lui e dopo di lui avranno potuto osservare e raccontare, in modi anche differenti?

    Se mi pare comunque indiscutibile che si parli di rinascita, do ragione sul fatto che si ignori spesso la dottrina antica e la differenza che passa fra l'hinduismo e il buddhismo nel definire ciò che si trascina di vita in vita.
    il nucleo non si compromette, anche perchè nella dottrina vedica il soggetto deve comunque spogliarsi di tutte le caratteristiche effimere a cui ci si aggrappa.
    Ok diciamo le stesse cose in modi differenti.

    :bay:


    #46150
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    anche la nostra psiche ha bisogno di contrazione-interiorizzazione ed espansione-esteriorizzazione
    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6198


    #46151
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ho guardato i video della prima pagina, sono fatti bene, in pochi minuti Mauro Biglino spiega concetti difficili e in tante cose sarei d' accordo. Naturalmente non ho la conoscenza in tema, vedo che Mauro tratta la Bibbia testualmente essendo traduttore. Avrei qualche perplessità, ma forse non è il momento per me per discutere. E? è un ricercatore serio, umile, e secondo me da seguire.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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