IO TUTTO QUESTO NON LO SAPEVO

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Questo argomento contiene 14 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 8 anni, 12 mesi fa.

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  • Autore
    Articoli
  • #55018

    marì
    Bloccato

    Porca paletta :grrr:

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    #55019

    Sun_iron
    Partecipante

    e tutto questo solo in italia… :O


    #55020

    marì
    Bloccato

    [quote1241021216=Sun_iron]
    e tutto questo solo in italia… :O
    [/quote1241021216]

    GIA'. 🙁


    #55021
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    A la Maddalena ci sono stato circa 2 anni…. però vi posso assicurare che se un sommergibile si incaglia o va in secca di certo non produce una vibrazione sismica.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #55022
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Figuriamoci in tutto il mondo….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #55023
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [youtube=425,340]1qsXc_nC6tQ


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #55024
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Rumori nella testa? Il medico ti resetta il cervello

    Alcune cure proposte dalla medicina moderna, anche presupponendo le migliori intenzioni, lasciano a dir poco perplessi. Il problema è che, accecati dall’entusiasmo, nessuno sembra in un primo momento accorgersi dell’aspetto mostruoso o anche grottesco. Pensiamo alla lobotomia o all’elettroshock, che all’epoca della loro invenzione furono salutate come tecniche innovative per curare la sofferenza umana.

    Vale dunque la pena riflettere sullo studio appena pubblicato dalla rivista Nature sulla nuova cura dell’acufene, ovvero di quel fastidiosissimo suono avvertito nelle orecchie o direttamente nella testa da chi ne soffre. Lo studio dimostrebbe che con una tecnica innovativa sarebbe possibile eliminare il rumore resettando il sistema nervoso.

    Gli scienziati ritengono infatti che il disturbo sia causato da una perdita di udito o da una lesione al nervo vago, a cui il cervello cerca erroneamente di supplire. Non a caso, l’acufene è molto diffuso tra i veterani dell’esercito americano che hanno subito lo ‘shock da bomba’, causato da un’esplosione ravvicinata. “Crediamo che la parte del cervello che processa i suoni – la corteccia uditiva – deleghi troppi neuroni ad alcune frequenze, e le cose cominciano ad andare storte”, afferma Michael Kilgard dell’Università del Texas, co-autore dello studio pubblicato da Nature.

    Per questo, Kilgard e il suo staff hanno sottoposto alcuni topi a stimolazioni elettriche del nervo vago, utilizzando contemporaneamente alcuni suoni ad alte frequenze. Con questo trattamento, il nervo stimolerebbe nel cervello alcune modificazioni, rilasciando dei neurotrasmettitori, arrestando il rumore di sottofondo per alcuni mesi.

    Presto partirà la sperimentazione sugli umani, ed è comprensibile che molte persone affette da questo disturbo a volte intollerabile vogliano sottoporsi al nuovo trattamento. La loro scelta è di tutto rispetto, anche se da una prospettiva più ampia è difficile da condividere. Malgrado sia stata definita “assolutamente non-invasiva” dai ricercatori, è difficile capire come possa esserlo una cura che induca un “riavvio” forzato del sistema nervoso. Come per ogni trattamento che induce cambiamenti senza l’intervento attivo del paziente, non è possibile stabilire con certezza le conseguenze sull’intero sistema, ed è veramente difficile che gli effetti siano localizzati e vadano a toccare le cause profonde che, ci dispiace per la scienza moderna, ma risiedono quasi sempre nella sfera non fisica.

    Nella cura dell’acufene hanno dato ottimi risultati lo Yoga e la meditazione, che insegnano al paziente, tramite uno sforzo attivo, a riportare il rumore in una dimensione più tollerabile. Ma ovviamente, la prospettiva della “pillola magica” o dell’intervento risolutivo risulterà sempre più appetibile.

    Ma alla fine, ciò che risulta più inquietante di questo trattamento sono in realtà le applicazioni alternative a cui si può prestare. Se è possibile ‘resettare’ i percorsi neuronali, sarà forse possibile resettare anche tendenze comportamentali che, di volta in volta, verranno considerate ‘devianti’ da una medicina che ha bisogno di individuare e invientare sempre nuove malattie? Ricordiamoci che lo scopo della scienza medica moderna è solo incidentalmente curare il male. È plausibile sempre sospettare che serva a veicolare qualcos’altro, che il più delle volte è nefasto. Ricordiamoci sempre di ciò che hanno provocato i vaccini. #fisc

    http://www.fabioghioni.net/blog/2011/01/18/nuovo-elettro-shock-resettare-il-cervello-per-curare-lacufene/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #55025

    deg
    Partecipante

    L’invasione delle nano-particelle ultimo rischio per la nostra salute

    Piccoli, piccolissimi, praticamente invisibili ad occhio nudo. Ma penetranti. Rappresentano “il pulviscolo del Terzo Millennio”. Sono i “nanomateriali”. Uno sciame di microparticelle, frutto delle nuove produzioni sempre più tecnologiche e futuriste.
    Ci sono, ma non si vedono. Eppure ci penetrano, lentamente, mentre ancora non sappiamo cosa ci faranno. Basti pensare all'incredibile impatto che produrranno sull'economia mondiale questi piccoli intrusi, sconosciuti forse quanto nocivi. Ebbene, entro il 2015 saranno 10 milioni i lavoratori esposti alle nanoparticelle, la cui tossicità è tutta da verificare. A lanciare l'allarme sulle nanotecnologie è stata l'ottava edizione della conferenza internazionale Ioha su salute, sicurezza ambientale e lavoro, organizzata dall'Aidii (Associazione italiana degli igienisti industriali) con Inail e Ispesl, in programma a Roma dal 28 settembre al 2 ottobre, all'Università Urbaniana. Una cinque-giorni che ha riunito più di 1000 scienziati da 50 paesi del mondo, compresi Cina e Iran, rappresentando un primato internazionale e un'eccellenza italiana.
    In pratica, dopo il boom della microfibra, è la volta dei nanomateriali. Si progettano nuovi farmaci e chemioterapici, materiali termici, vernici, pneumatici, innovative forme di energie, e tanto altro. Ma c'è un rovescio della medaglia.
    Come spiega Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ispesl, «i nuovi cicli tecnologici causeranno anche nuove esposizioni dei lavoratori impegnati nelle produzioni». Non a caso il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali in Italia, con più di 34mila denunce. Un dato Inail che fa riflettere. Secondo l'ingegner Michele Casciani, presidente Aidii e organizzatore della cinque-giorni, «troppo spesso ci si preoccupa del numero degli infortuni, trascurando le malattie professionali, che sono in aumento proprio perché esposte a nuove insidie nei sistemi di lavoro e produzione, come le nanotecnologie.
    Per fortuna l'Italia e i nostri ricercatori sono all'avanguardia in campo internazionale sui temi dell'ambiente e della salute, e la nostra conferenza lo ha testimoniato ampiamente». Per gli esperti intervenuti alla cinque-giorni, il 30% delle denunce di malattie professionali riguarda le ipoacusie e quelle causate da amianto e silicio. Non mancano le nuove patologie muscolo-scheletriche e quelle legate allo stress.
    Altro dato allarmistico, uno studio sull'inquinamento acustico secondo il quale il rumore urbano, associato ad aeroporti o al traffico delle auto, fa aumentare la pressione sanguigna, le malattie cardiovascolari e il rischio d'infarto. Per dirimere questa guerra tra ambientalisti e fautori della tecnologia presto sarà pronto un decreto ministeriale per censire le aziende che usano nanostrutture sul territorio nazionale.
    C'è da confidare nella norma sulle responsabilità sociale delle imprese, la Iso 26000, che ha raccolto il più ampio consenso internazionale degli scienziati intervenuti alla cinque-giorni e che fornirà alle organizzazioni pubbliche e private una guida armonizzata e universalmente applicabile alle pratiche di responsabilità sociale. Una garanzia in più per tutti i lavoratori.
    http://www.ilgiornale.it/interni/linvasione_nano-particelle_ultimo_rischio_nostra_salute/04-10-2010/articolo-id=477742-page=0-comments=1


    #55026

    Medico omeopata
    Partecipante
    #55027
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1298631097=Medico omeopata]
    http://video.corriere.it/berlusconi-non-unto-signore/e0bc4848-40af-11e0-a0e9-e3433e14003f
    [/quote1298631097]
    Lo guardo sempre, ieri me lo sono perso….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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