La città ecologica

Home Forum PIANETA TERRA La città ecologica

Questo argomento contiene 6 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  altair 10 anni, 10 mesi fa.

Stai vedendo 7 articoli - dal 1 a 7 (di 7 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #65189

    altair
    Partecipante

    Ecco Arcosanti, la città ecologica dell'Arch. Paolo Soleri.

    Che ve ne pare?

    http://www.arcosanti.org/expArcosanti/workshops/faq/italianFAQ.html


    #65190

    iniziato
    Partecipante

    Ciao Altair, tutto quello che è creato con logicità e raziocinio nel rispetto dalla Natura penso debba meritare un plauso. Non vedo il dettaglio di come sono realizzate le parati ne le strutture portanti. Non vedo la lista dei materiali usati. Diventa difficile esprimere un parere più approfondito. Parla superficialmente di pannelli solari ed eolico ma non vedo anche li i dati di quanto producono e che percentuale di autonomia riescono così ad ottenere.

    Speriamo non sia una realizzazione a scopo attrattiva turistica..


    #65192

    altair
    Partecipante

    [quote1196245959=iniziato]
    Ciao Altair, tutto quello che è creato con logicità e raziocinio nel rispetto dalla Natura penso debba meritare un plauso. Non vedo il dettaglio di come sono realizzate le parati ne le strutture portanti. Non vedo la lista dei materiali usati. Diventa difficile esprimere un parere più approfondito. Parla superficialmente di pannelli solari ed eolico ma non vedo anche li i dati di quanto producono e che percentuale di autonomia riescono così ad ottenere.

    Speriamo non sia una realizzazione a scopo attrattiva turistica..
    [/quote1196245959]

    In effetti i dettagli sui materiali utilizzati per la costruzione e le tecniche usate sono pochi.

    Sembrerebbe che l'Arcologia – Architettura + Ecologia – teorizzata da Paolo Soleri sia principalmente orientata verso una nuova visione della convivenza in un ambiente costruito.

    Si propone l'idea di uno spazio aperto, una nuova concezione del vivere assieme in un ambiente costruito che abbandona la visione tradizionale di tanti piccoli spazi chiusi ai quali siamo abituati.

    Sembrerebbe un'unica struttura dove il privato si riduce a piccoli spazi dove praticamente si va solo per dormire.


    #65191

    BIO
    Partecipante

    …interessante…per delle forme elaborate e di grandi dimensioni é quasi impossibile usare materiali biologici o organici al 100%, in alcune foto si nota che viene usato del calcestruzzo per delle solette (vedi ferro d'armatura e una betoniera da getto) in + parere personale; alcuni elementi sono prefabbricati sempre con del calcestruzzo. (il tutto per un fattore statico…ma antiestetico; n.b. il calcestruzzo di per sè non é inquinante dunque)
    …volendo si potrebbe usare del legno precompresso per creare volte di grandi dimensioni ma a costi elevati; tralasciando l'acciao (mentre per il rivestimento ci si può sbizzarrire con diversi materiali eco, dalla pietra, ai materiali organici…)…a parte le strutture, l'idea di rendere il tutto autosufficiente é una gran cosa.

    Peccato non abbiano dettagliato tecnicamente la faccenda…


    #65193
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Impianti geotermici, ma con cautela

    24/12/2008 – C.B.

    Gli svedesi di Ikea inaugurano a Corsico uno tra gli impianti di geoscambio a bassa entalpia (che sfrutta direttamente il calore naturale) più grandi d'Europa.
    In tutto 304 sonde geotermiche in grado di produrre a seconda delle stagioni aria calda o fredda per il grande supermercato del mobile sfruttando il gradiente termico presente tra la superficie (più fredda) e una profondità di 125 metri (più calda).
    Secondo i calcoli dell'azienda (che sta costruendo un impianto ancora più ambizioso a Parma), l'ingente investimento si ripagherà nel medio/lungo termine grazie ad una riduzione fino al 50% dei consumi energetici necessari per raffreddare e riscaldare il negozio. Oltre alle strategie di mercato di Ikea, a rendere possibile la realizzazione dell'impianto è stata la collaborazione della Provincia di Milano, interessata al lancio di un progetto pilota finalizzato a conoscere l'impatto conseguente all'installazione di sonde geotermiche in una realtà altamente antropizzata come il territorio provinciale milanese.
    Che il geotermico possa rappresentare un valido contributo alla riconversione del sistema energetico è evidente, ma recenti esperienze invitano alla cautela sulla scelta delle modalità. In Svizzera, paese all'avanguardia in questo settore, il progetto più ambizioso, il “Deep heat mining” portato avanti dalla municipalità di Basilea per dare calore a 5000 appartamenti ha subìto forti rallentamenti dopo una serie di scosse sismiche scaturite in seguito agli scavi eseguiti.
    In Italia l'utilizzo di questa risorsa si limita per ora a pochi impianti campione ma non per ragioni legate ad una comprensibile prudenza. Un disinteresse che cozza con il primato detenuto dal nostro paese nella sfruttamento del geotermico per la produzione di elettricità. Il primo generatore installato a Larderello, in Toscana, per trasformare il vapore che fuoriesce dalla terra in corrente elettrica risale infatti nientemeno che al 1904. Non a caso questa viene chiamata “geotermia di prima generazione” e più o meno tutto ciò che si poteva razzolare lungo la Penisola è stato razzolato. Il futuro secondo gli esperti è invece nel Egs, sigla che sta per Enhanced Geotermal Systems, sistemi geotermici potenziati.
    Ad occuparsi di questa “geotermia di terza generazione” è in Italia un gruppo di istituti universitari e di ricerca raccolti nell'Associazione italiana sistemi geotermici avanzati. L'idea alla quale stanno lavorando, come spiegava recentemente il professor Giovanni Barla all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino, è “in estrema sintesi” quella di “posizionare in profondità scambiatori di calore a circuito chiuso che possano consentire di fare transitare il fluido – l'acqua – che dovrà scaldarsi a sufficienza vicino la roccia calda, per giungere alle turbine o agli scambiatori posti in superficie”.
    L'Aisga valuta realistico per l'Italia raggiungere a costi competitivi nel giro di una decina di anni l'obiettivo di un contributo della geotermia di terza generazione pari ad almeno il 10% dell'energia prodotta. Una quota che seppure dovesse essere rivista al ribasso (ma uno studio del Mit di Boston tarato sulle possibilità negli Usa giunge a conclusioni analoghe) sarebbe comunque straordinaria vista la difficoltà che abbiamo a muoverci verso quel 20% di energia da fonti rinnovabili che la direttiva europea del 20-20-20 ci obbliga ormai in maniera vincolante a raggiungere.

    Fonte: La Repubblica


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #65194
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Illuminazione ecologica: lampioni alimentati dall’immondizia
    Di Paola Pagliaro,

    E’ un’idea che sembra avere una certa quantità di buon senso: le città hanno bisogno dei lampioni, ma hanno anche bisogno di luoghi in cui buttare la spazzatura. E se le due cose fossero unite? L’illuminazione stradale, che deve rimanere accesa per tutta la notte, rappresenta una perdita piuttosto considerevole di energia. Ma cosa accadrebbe se tutte quelle persone che devono gettare l’immondizia nei cassonetti, li gettassero in degli appositi contenitori collegati ad un nuovo tipo di lampione che potrebbe usarli come combustibile?

    E’ proprio quello che un gruppo asiatico ha pensato, costruendo così il lampione alimentato ad immondizia. L’idea di base è interessante, per non dire altro. Secondo Yanko Design:

    Questa spazzatura viene bruciata nel lampione e utilizza il sottoprodotto metano come combustibile per alimentare le lampadine. Il compost può essere recuperato per ripulire le nostre città. Non è chiaro quanta spazzatura sia necessaria per mantenere un tale sistema in funzione.

    Per ora solo i rifiuti alimentari possono essere depositati negli appositi contenitori, in modo che limiterebbero l’utilità della raccolta di spazzatura, ma è difficile discutere di tre cose in una (creare energia, contenere la spazzatura, produrre il compost).

    Questo schema, dal designer Haneum Lee, concede maggiori dettagli: il lampione è formato dalla cima con una lampada alimentata a metano, in basso c’è un contenitore in cui gettare l’immondizia. Essa viene poi bruciata e trasformata in energia (metano) che va verso l’altro, e compost che va verso il basso, da riutilizzare per altri scopi, come per il concime.

    Inoltre, questo è esattamente ciò che si sperava che i bidoni dell’immondizia dovessero fare in futuro, e cioè raccogliere potenziale combustibile da tradurre in energia. E allora perché non farlo alla fonte? Potrebbe essere un’ottima soluzione per il dramma che sta vivendo in questo momento la Campania, ma anche la Sicilia e che potranno vivere diverse Regioni italiane tra non molto tempo.

    http://www.ecologiae.com/illuminazione-ecologica-lampioni-immondizia/10280/?utm_source=feedburner&utm_medium=email


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #65195
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Questo succede dalle mie parti, speriamo che arrivi anche a Piombino….
    [code][/code]

    Venturina (Li): al via un progetto di azionariato sociale per il mini-eolico

    FIRENZE. Dopo i gruppi di acquisto solidale per l'energia solare, e dopo i progetti di fotovoltaico partecipato (vedi i link in fondo alla pagina), è il momento dei primi progetti di azionariato sociale per l'acquisto condiviso di impianti eolici di taglia ridotta (mini-eolico). Ha infatti preso vita ieri, a Venturina (comune di Campiglia marittima – Li), il gruppo “Fischialvento” che, si legge in un comunicato degli organizzatori, «intende reperire uno o più siti idonei alla installazione di turbine eoliche di potenza inferiore a 60 kW costituendo gruppi di acquisto composti di circa 40 famiglie per ogni turbina».

    Il gruppo ha già individuato i siti idonei, e sono in procinto di attivarsi «le trattative per l'acquisizione dei diritti di installazione». Successivamente, «il gruppo provvederà ad attivare l'installazione con la procedura di D.i.a. ed alla gestione dell'impianto che dovrà produrre energia equivalente a quella necessaria per il fabbisogno domestico dei promotori», anche se nelle intenzioni si prevede che comunque si renderanno disponibili dei «giusti margini di guadagno per le famiglie promotrici».

    Una delegazione del gruppo procederà nei prossimi giorni a visitare i produttori delle turbine della taglia programmata ed a prendere contatti per la costituzione ufficiale della società, a cui potranno successivamente iscriversi nuovi soci purché residenti nel comune di Campiglia.

    http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=4289&mod=greentoscana


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Stai vedendo 7 articoli - dal 1 a 7 (di 7 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.