La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

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Questo argomento contiene 925 risposte, ha 48 partecipanti, ed è stato aggiornato da J-new J-new 2 anni fa.

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  • #50619

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/vegetarianesimo_veganesimo/societa_carnivori_media_manipolano_abitudini_alimentari.html?bcsi-ac-df4ceb9f957c9077=1E4CE4EE00000503m2ssKs1Lri9h3jA1ivSPHIjgnI3pAQAAAwUAAHqwHAAIBwAAiAAAAAdYBAA=

    La società dei carnivori. Come i media manipolano le abitudini alimentari
    I mezzi di comunicazione di massa, prima fra tutti la televisione, continuano a promuovere il consumo esasperato di prodotti di origine animale. Si continua così ad incentivare quella cultura della carne che, a partire dal dopoguerra, è stata eletta dal popolo “simbolo d'opulenza” e “alimento per ricchi”. Andrea Romeo, prende una posizione molto dura in proposito, e ci spiega quali sono le conseguenze di questa 'manipolazione'.

    di Andrea Romeo – 2 Marzo 2012

    I media di massa continuano a promuovere il consumo esasperato di prodotti di origine animale
    Appena pochi mesi fa la LAV ha denunciato la multinazionale degli omogeneizzati Mellin per aver mandato in onda, attraverso i media nazionali, uno spot pubblicitario che consigliava alle giovani mamme di nutrire i propri piccoli con prodotti a base di carne 'essenziale alla crescita del figlio' come lo spot recitava. La LAV ha vinto la causa, prova del fatto che la pubblicità della Mellin era fuorviante, così che la multinazionale ha ritirato lo spot dai media.

    Per gli animalisti questa è stata una grande vittoria con cui hanno dimostrato l'assoluta infondatezza di chi sostiene che la carne sia necessaria in età puerile. L'uomo non ha bisogno né di carne né di derivati animali, né in età puerile, né dopo.

    Eppure, se si dà un'occhiata ai media di massa, si osserva come imperterriti questi mandino in onda spot di prodotti quasi solo ed esclusivamente di origine animale sostenendo che essi siano essenziali. Gli esempi sono molti, a cominciare da un'altra assurda pubblicità: la multinazionale in questione stavolta si chiama Danone, e nello schermo vediamo Stefania Sandrelli consigliare all'Italia intera di assumere il DanaOs perché, sostiene lo spot, “in Italia le donne non assumono abbastanza calcio”: così accade che la gente, che già consuma quantità irrazionali di derivati animali, preoccupata che il proprio femore possa spezzarsi da un momento all'altro, aumenti ulteriormente il dosaggio, nonostante il mito della correlazione latte-calcio sia stato sfatato ormai da tempo.

    Ne ha parlato (stranamente) anche la dottoressa Anna Villarini nella trasmissione televisiva Elisir di Michele Mirabella poco tempo fa, dove ha denunciato (con visione ovviamente antropocentrica) che il consumo di latte (e derivati), a causa della mancanza di enzimi come il lattasi e la rennina dopo lo svezzamento, promuove coliti, indebolisce le ossa e causa l'osteoporosi, oltre infine a creare dipendenza in quanto la sua assunzione produce endorfine.

    Il consumo di prodotti animali è aumentato di circa 8 volte negli ultimi cinquant'anni
    Eppure i messaggi pubblicitari continuano imperterriti a manipolare le persone con false notizie, assillando le masse per persuaderle ad un consumo esasperato di prodotti animali. Se facessimo una carrellata di tutte le pubblicità a cui abbiamo assistito negli ultimi trent'anni, dalla diffusione delle reti commerciali, vedremmo una schiera enorme di 'vip' italiani affiancati a prodotti di origine animale.

    Spot come quello del latte Parmalat in cui la parola 'latte' viene ripetuta circa 40 volte in appena 50 secondi, nella famosa filastrocca usata ex ante in un film di Totò e Peppino 'bevete più latte, il latte fa bene, il latte conviene, a tutte le età…'. Vedremmo Sofia Loren con il suo Parmacotto recitare 'e accatateville'; Cristian De Sica, l'attore dei film natalizi, nel ruolo di salumiere; Gene Gnocchi adulare insaccati con la sua 'accattivante ironia'; Roberto Baggio bere latte circondato da vacche aggraziate… e la lista continua.

    È improbabile trovare un minimo di contro informazione nelle reti nazionali, se non in rari casi come quella puntata di Report dal titolo Carne per tutti, trasmissione seguita da una nicchia di pochi fedeli: la tematica venne in ogni caso affrontata in modo superficiale, orientando gli spettatori (come sempre nonostante le varie 'mucche pazze') verso il consumo biologico, mantenendo in parole povere lo status quo dato che il consumo di prodotti animali veniva comunque 'normalizzato'.

    Il giorno dopo le TV erano di nuovo puntate sulle masse sparando loro una mole enorme di messaggi che pubblicizzavano prodotti industriali carichi di derivati animali (dai biscotti all'uovo ai bastoncini Findus), stimolando un consumo ancora superiore a quello già gigantesco al quale ci hanno abituati in questi ultimi anni le varie industrie della carne. Non curanti degli effetti che questo modello ha sulla nostra salute (si pensi agli studi sulla correlazione tra cancro e consumo di carne), sull'economia e sull'ambiente, la situazione va avanti da circa 50 anni: la Natura prima o poi ci porterà il conto da pagare.

    Fino alla fine degli anni 70' il consumo di carne era rimasto contenuto entro confini ancora 'accettabili'
    Tranne qualche raro caso, la TV italiana è praticamente gestita da gente tutta intenta a mostrare come preparare manicaretti con i corpi smembrati di bestiole (come nella celebre trasmissione La prova del cuoco), oppure a seppellire i lontani macelli con apollinee immagini che ritraggono animali felici. Persino quelli che si proclamano difensori e portavoce degli animali, personaggi come Edoardo Stoppa e Licia Colò, in realtà sono ben lungi dal far qualcosa di veramente concreto onde orientare i propri 'seguaci' verso uno stile di vita meno efferato ed invasivo.

    In parole povere, qualcuno ha voluto che gli italiani, ad un tratto, cominciassero ad ingozzarsi di prodotti animali, e sono ben riusciti nell'intento dato che il consumo di questi è aumentato di circa 8 volte negli ultimi cinquant'anni (12 kg di carne l'anno a persona nell'Italia rurale – 90kg l'anno a persona oggi), a prescindere dal reale bisogno, e questo processo continua tuttora. Se non fosse per le campagne fatte via rete, i media tradizionali continuerebbero ad istigare le masse ad un consumo massiccio di prodotti animali, attraverso allarmanti messaggi propinati dai loro vip, come nel caso della pubblicità del DanaOs citata ut supra. Qual è il meccanismo che ha portato ad un incremento così elevato di consumo di animali? E a che pro?

    Innanzitutto ha giocato un ruolo essenziale la tradizione. In una società come la nostra, in cui mangiar maiale o vacca è normale sin dai tempi dei romani, è bastato semplicemente allontanare l'uccisione delle 'bestie' dalla vista dei 'consumatori', sostituire questa macabra scena (unico ostacolo al consumo) con simpatici balletti e orecchiabili musiche, per portar infine loro il 'prodotto' bello e finito. Nelle politiche (e pratiche) capitaliste non sono previste etiche particolari, ma l'unica cosa che conta è il mercato e la produzione di merci e, ovviamente, il capitale: così se lavoratori e consumatori diventano numeri, in una società antropocentrica gli animali non possono che essere 'cose'.

    La carne è sempre stata considerata un simbolo d'opulenza dal popolo, un alimento per ricchi
    L'Italia del dopoguerra, stremata dalla fame, aveva bisogno di prove concrete dal nuovo modello economico e politico che andava instaurandosi. La carne è sempre stata considerata un simbolo d'opulenza dal popolo, un alimento per ricchi. Ad un tratto, grazie alla produzione massiccia di carne, alle masse è stata data l'illusione di una ricchezza concreta, di una classe dirigente che stava attuando vere e proprie politiche sociali di distribuzione delle ricchezze.

    Fino alla fine degli anni '70 il consumo di carne era rimasto comunque contenuto entro confini ancora 'accettabili'. Ad un tratto questa prolifera industria ha iniziato a bombardare sempre più la gente, usando anche scienziati asserviti dato che il vegetarianismo era conosciuto dai tempi dei tempi. Filosofi come Piero Martinetti già agli inizi del 900' facevano veg-proselitismo, per non parlare dei secolari gruppi monastici dediti al vegetarianismo, come i catari tanto per citarne uno: perché tale reticenza da parte dei media? Perché la scienza ha eluso (ed elude) queste millenarie tradizioni?

    In breve tradizione da un lato e modello industriale dall'altro hanno cooperato per l'ascesa della cultura della carne, modello che ha mutato la dieta italiana, la mitica dieta mediterranea che, per forza di cose, era a base vegetale prima dell'avvento del capitalismo e degli allevamenti intensivi, per il vantaggio di pochi. Le nuove generazioni hanno raramente visto le macellazioni, un tempo normali, diventando un popolo di atarassici che vedono la carne come 'cosa', figli dell'ingordigia e della concupiscenza. Allo stesso modo, grazie alla rete, dopo estenuanti elucubrazioni, molta gente è riuscita a riconnettere la bistecca all'uccisione dell'animale, determinando lo smascheramento di questa cruenta realtà e quindi idiosincratiche astensioni ed un conseguente aumento del numero di veg(etari)ani.


    #50620

    Anonimo

    http://www.greenme.it/mangiare/vegetariano-a-vegano/7103-crostata-vegan-alla-crema-di-limone

    Crostata vegan alla crema di limone
    Venerdì 02 Marzo 2012 17:52 Scritto da Roberta Ragni

    Ricetta crostata vegan al limone. Dopo l’intensa ondata di gelo che ha investito mezza Italia, le temperature primaverili di questi giorni hanno fatto venir voglia di mettere via il giaccone pesante. E cosa c’è di meglio per accogliere il tepore che ci ha regalato il clemente sole, se non preparare un profumato assaggio di primavera? Ecco una ricettina vegan facile facile, dal sapore particolare e vellutato, che potrete gustare con una tazza di tè in compagnia di una cara amica. Una delizia assolutamente da provare, soprattutto se amate i limoni e il loro aroma (o magari se ne avete tanti e non sapete come utilizzarli prima che si rovinino…).

    Ingredienti per la pasta :

    300 g di farina di grano tenero biologica
    200 ml di latte di soia
    70 ml di olio di semi
    4 cucchiai di zucchero di canna integrale
    1 cucchiaino di bicarbonato
    1 cucchiaino di aceto di mele
    1 pizzico di sale

    Ingredienti per la crema di limoni:
    150 ml di latte di soia
    30 gr di fecola di patate
    90 gr di zucchero di canna integrale
    Scorza di 1 limone
    Succo di 1 limone
    Una mela tagliata a fettine sottilissime e zucchero a velo per decorare
    Preparazione:

    Unire la farina, lo zucchero, il sale e il bicarbonato in una terrina. Aggiungere, iniziando a impastare, prima l’olio a filo, poi il latte e, infine, l’aceto di mele. Amalgamare velocemente il tutto, formare una palla, coprire con la pellicola e lasciare riposare in frigo per mezz’ora, meglio per un’ora.

    Nel frattempo, potete preparare la crema di limoni, mischiando ben bene in un pentolino il latte di soia la fecola, lo zucchero e la scorza di limone. Mettere quindi su un fuoco basso, continuando a mescolare e avendo cura di evitare la formazione di grumi. Una volta portato a bollore, spegnere il fuoco e aggiungere il succo di limone, sempre mischiando con cura la crema.

    Passato il tempo di riposo dell’impasto, stenderlo con il mattarello, rendendolo omogeneo, e rivestirne uno stampo dal diametro di 24/26 cm, precedentemente foderato (o “imburrato” con margarina e infarinato). È importante far aderire bene l’impasta ai bordi dello stampo, aiutandosi con le dita, ma senza provocare danni! Bucherellare infine con una forchetta e versate al suo interno metà della crema di limone. Mettere in forno per 10 minuti a 180 gradi. Successivamente versare l’altra metà della crema e far cuocere per 35, 40 minuti a seconda del forno. Ultimata la cottura, decorare con fettine di mele e zucchero a velo.

    E la crostata veg alla crema di limone è servita! Buon inizio di primavera!


    #50621
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Secondo voi esistono cibi di facile recupero e preparazione, proteici e vegani, per sostituire parzialmente la pasta a pranzo?
    Come più volte ho letto in questo topic, e anche in giro, certi cibi stimolano il metabolismo, altri apparentemente leggeri (riso bianco + mela ad esempio) lo rallentano e appesantiscono il pancreas (producendo insulina etc).


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #50622
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1331070457=InneresAuge]
    Secondo voi esistono cibi di facile recupero e preparazione, proteici e vegani, per sostituire parzialmente la pasta a pranzo?
    Come più volte ho letto in questo topic, e anche in giro, certi cibi stimolano il metabolismo, altri apparentemente leggeri (riso bianco + mela ad esempio) lo rallentano e appesantiscono il pancreas (producendo insulina etc).

    [/quote1331070457]
    Vedo che hai seguito la dottoressa delle conferenze TED , sono rimasta piacevolmente sorpresa della frittura con insalata che fa meno male del riso e la mela.
    Certo mi piacerebbe saper qualcosina di più…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #50623
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1331131454=farfalla5]
    [quote1331070457=InneresAuge]
    Secondo voi esistono cibi di facile recupero e preparazione, proteici e vegani, per sostituire parzialmente la pasta a pranzo?
    Come più volte ho letto in questo topic, e anche in giro, certi cibi stimolano il metabolismo, altri apparentemente leggeri (riso bianco + mela ad esempio) lo rallentano e appesantiscono il pancreas (producendo insulina etc).

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    Vedo che hai seguito la dottoressa delle conferenze TED , sono rimasta piacevolmente sorpresa della frittura con insalata che fa meno male del riso e la mela.
    Certo mi piacerebbe saper qualcosina di più…
    [/quote1331131454]

    Si esatto 🙂

    Il fatto è che spesso leggo di consigli un po' estremi per me che non ho arte ne' parte in cucina, e quindi cerco cibo non troppo difficile da preparare.

    Ieri sera ho provato i broccoli bianchi fatti sbollentati, appena scottati in padella con olio e poi con panna di soia… Buonissimi 😀


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #50626
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1331154095=InneresAuge]
    [quote1331131454=farfalla5]
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    Secondo voi esistono cibi di facile recupero e preparazione, proteici e vegani, per sostituire parzialmente la pasta a pranzo?
    Come più volte ho letto in questo topic, e anche in giro, certi cibi stimolano il metabolismo, altri apparentemente leggeri (riso bianco + mela ad esempio) lo rallentano e appesantiscono il pancreas (producendo insulina etc).

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    Vedo che hai seguito la dottoressa delle conferenze TED , sono rimasta piacevolmente sorpresa della frittura con insalata che fa meno male del riso e la mela.
    Certo mi piacerebbe saper qualcosina di più…
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    Si esatto 🙂

    Il fatto è che spesso leggo di consigli un po' estremi per me che non ho arte ne' parte in cucina, e quindi cerco cibo non troppo difficile da preparare.

    Ieri sera ho provato i broccoli bianchi fatti sbollentati, appena scottati in padella con olio e poi con panna di soia… Buonissimi 😀
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    mi raccomando se fai una ricetta buona mettila nell' apposito topic :guit:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #50624
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Stasera, per caso, ho visto 20 minuti di uno spettacolo indecoroso a “Porta a Porta” sulla dieta vegetariana e vegana. Urla da parte del “professore esperto” e sostenitore del consumo di carne, preziosi interventi di una signorina presentatrice evidentemente molto esperta di alimentazione (e sostenitrice senza nessuna spiegazione del consumo di carne) etc.

    Che tristezza…

    L'unica dottoressa a sostegno dell'alimentazione vegana non riusciva ad aprire bocca. Tra l'altro era da sola contro 5 persone.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #50625

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1331187628=InneresAuge]
    Stasera, per caso, ho visto 20 minuti di uno spettacolo indecoroso a “Porta a Porta” sulla dieta vegetariana e vegana. Urla da parte del “professore esperto” e sostenitore del consumo di carne, preziosi interventi di una signorina presentatrice evidentemente molto esperta di alimentazione (e sostenitrice senza nessuna spiegazione del consumo di carne) etc.

    Che tristezza…

    L'unica dottoressa a sostegno dell'alimentazione vegana non riusciva ad aprire bocca. Tra l'altro era da sola contro 5 persone.
    [/quote1331187628]

    Vabbè dai, porta a porta non fa testo. :hehe:


    #50627
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://spaziomente.wordpress.com/2012/03/04/svezzamento-vegetariano-in-10-semplici-passi/
    L’esperienza insegna, ecco perchè oggi vogliamo mettere a disposizione quella di una coppia di nostri amici che hanno deciso di svezzare il loro piccolo con una dieta vegetariana. “Che novità”, direte voi, “cosa ci può essere di strano? i vegetariani in Italia sono circa 5 milioni…”.
    Infatti. Ecco perchè i nostri amici sono riusciti “molto semplicemente” a chiedere ed ottenere una dieta di questo tipo al nido che, a breve, ed in concomitanza con il periodo di svezzamento, ospiterà il loro bimbo. Facile, ecco tutto quello che hanno dovuto fare:
    1- Andare al nido di riferimento e chiedere una dieta vegetariana per il bambino (in effetti, non sembrerebbe una richiesta dell’altro mondo: quella vegetariana è una scienza in tutti i sensi, studiata, divulgata, diffusa…)
    2- Una volta al nido, è stato detto loro che in vent’anni quella era la prima volta che avevano a che fare con una richiesta del genere (sigh!). Avrebbero dovuto sentire l’Asl di riferimento per chiedere delucidazioni…
    3- Su sollecito dei nostri amici, è stata fatta la telefonata all’Asl. L’incaricato ha detto loro che la scelta sarebbe stata accolta solo sotto la prescrizione del pediatra di famiglia (ebbene si, sembra di avere a che fare con una malattia…).
    4- Presa la macchina, tornati a casa, ripresa la macchina e andati dal pediatra. Semplice, è solo un certificato no? No. La pediatra non se la sente di scriverlo per non prendersi la responsabilità di una scelta simile (…), dunque si è dichiarata disponibile a farlo solo se i nostri due eroi le avessero portato un certificato di idoneità firmato da un nutrizionista.
    5- Ripresa la macchina, tornati a casa e riflettuto sul da farsi. In effetti, le possibilità non erano molte: desistere o cercare un nutrizionista. I nostri amici hanno scelto la seconda opzione (ah! ci eravamo dimenticati di sottolineare che il loro non è un capriccio, ma una scelta calibrata su convinzioni, studi ed esperienza personale…).
    6- Cercato un nutrizionista non avverso alla dieta vegetariana (neanche si trattasse di superstizione). Trovato, preso appuntamento, andati all’appuntamento.
    7- Parlato con il nutrizionista, ottenuto con facilità il certificato (è ufficiale: i nostri amici non sono matti…).
    8- Preso il certificato, presa l’auto, andati dalla pediatra di famiglia.
    9- Consegnato il certificato, ottenuto il suo benestare, ripresa l’auto e andati al nido.
    10- Arrivati al nido, consegnato l’ok della pediatra, avvisata l’Asl e vissero tutti felici e contenti.
    Ora, al di là di tutto, la questione ha un che di paradossale. Da anni la scienza medica ha non solo ammesso, ma addirittura incentivato in diversi frangenti la dieta vegetariana in ogni età: come mai tanta resistenza?
    Spiega Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: “(…) milioni di vegetariani sono abbandonati a loro stessi, spesso si sentono sotto accusa. Il rifiuto di offrire omogeneizzati di manzo, tacchino, agnello, ma anche spigola o nasello, spiazza persino i pediatri, che tentano di persuadere i genitori a rivedere le posizioni, etichettate come rischiose nelle prime fasi di vita. Non è così. Se oculatamente seguito, il vegetarismo può garantire la crescita e lo sviluppo ottimale dei bambini. L’ American Dietetic Association lo considera adatto in ogni fase della vita, dalla nascita alla vecchiaia, gravidanza e allattamento compresi” (fonte: link).
    Ma non solo l’American Dietetic Association. Rispetto alla paura (tutta culturale, alla fine dei conti) che ad un vegetariano manchino delle sostanze, Umberto Veronesi risponde in questo modo: “Una dieta priva di carne non ci può in alcun modo indebolire, e lo prova il fatto che un neonato nei primi mesi quadruplica il peso che aveva alla nascita nutrendosi solo di latte. La carne non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento: le proteine necessarie al nostro organismo, oltre che nella carne e nei cibi di origine animale, si trovano anche in molti vegetali, come i legumi. È dunque possibile trarre dal mondo vegetale una dieta ricca e variata capace di fornirci vitamine, proteine, zuccheri e grassi vegetali in modo completo e calibrato. Esistono poi prove scientifiche che questi alimenti, se consumati in quantità sufficiente, permettono anche di evitare alcune carenze e rinforzano la resistenza contro le malattie infettive. I vegetariani, in genere, hanno non soltanto una vita più lunga dei carnivori, ma evitano malattie croniche invalidanti” (fonte: link).
    Luciano Proietti, pediatra e nutrizionista, afferma inoltre che nei primi tre anni di vita, se allattato al seno, il bambino dovrebbe essere naturalmente vegetariano: attraverso il latte materno, i piccoli assumono tutte le proteine utili, non ne occorrono in sovrabbondanza (fonte: link).
    Insomma, che fare? Ancora Pinelli, dice che: “l’unico consiglio è quello di affidarsi, sin dai primi giorni di vita del bambino, a un pediatra esperto in nutrizione. Accade spesso che genitori vegetariani, intenzionati a educare alla dieta verde anche i propri figli, incontrino le resistenze del pediatra: allora, convinti della propria scelta ma privi del supporto del medico, si trovano costretti a una dieta “fai da te”, sovente non pianificata e quindi poco equilibrata. L’auspicio, quindi, è duplice: che i genitori si preoccupino di cercare pediatri più aggiornati – che abbiano approfondito le proprie conoscenze sulle scienze nutrizionali – e che sempre più medici dei bambini s’informino sui benefici della dieta vegetariana” (fonte: link).
    Ci associamo completamente e vi lasciamo ad un video di Proietti decisamente interessante sull’argomento. Buona visione e buon appetito a tutti!


    #50628
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1331217728=InneresAuge]
    Stasera, per caso, ho visto 20 minuti di uno spettacolo indecoroso a “Porta a Porta” sulla dieta vegetariana e vegana. Urla da parte del “professore esperto” e sostenitore del consumo di carne, preziosi interventi di una signorina presentatrice evidentemente molto esperta di alimentazione (e sostenitrice senza nessuna spiegazione del consumo di carne) etc.

    Che tristezza…

    L'unica dottoressa a sostegno dell'alimentazione vegana non riusciva ad aprire bocca. Tra l'altro era da sola contro 5 persone.
    [/quote1331217728]
    Io invece su rete38 ho visto un servizio bellissimo sulla alimentazione vegetariana e cura omeopatica. Sai Inneres che io la rai guardo talmente poco che per potrebbe non esistere.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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