La Dislessia: un fenomeno sempre più diffuso

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  celeste 7 anni, 6 mesi fa.

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  • #59731

    celeste
    Partecipante

    Accade sempre più spesso di sentire testimonianze di genitori preoccupati per le difficoltà scolastiche dei propri figli.

    Bambini che presentano i loro quadernetti dei dettati pieni di segni rossi e correzioni dei maestri per errori che normalmente riguardano la “d” al posto della “b”, le doppie, “gli” con “gn”, ecc… In matematica la situazione è migliore, ma genitori e parenti aspettano sempre un miglioramento dovuto alla crescita che a volte tarda ad arrivare, perché la causa di tutto questo è la dislessia.

    Si tratta di un disturbo legato all’apprendimento che se non viene seguito e curato difficilmente può migliorare, anzi rischia di peggiorare. Sono bimbi che non presentano problemi di autismo né patologie genetiche e addirittura capita che detengano un quoziente intellettivo superiore alla media. Sono quindi bambini di intelligenza indiscutibile che però incontrano problemi nel loro percorso scolastico e non hanno gli strumenti per far fronte alle loro difficoltà.

    Questa rappresenta una problematica infantile che sta emergendo sempre più, però forse solleverà i genitori sapere che personaggi come Albert Einstein, Isaac Newton, George Washington e John F. Kennedy erano affetti da questo disturbo. I genitori quindi non devono allarmarsi prima del giudizio medico, e una volta confermata la diagnosi sappiano che è solo un problema temporaneo e dal quale si può uscire completamente.

    Sono disponibili ulteriori informazioni su

    Vi ringrazio per l'accoglienza, segnalo una notizia interessante sull'argomento:

    Loredana Garnero presenta “Dislessici a Scuola: gli allievi

    Le Librerie Panassi di Rivoli – Sant’Ambrogio – Susa
    sono liete di invitarLa alla presentazione del libro
    Dislessici a scuola: gli allievi di domani?
    di Loredana Garnero – Bambini Nuovi Edizioni
    Sabato 9 Aprile 2011 alle ore 17,00 presso la Libreria Panassi, Piazza Garibaldi, 3 – RIVOLI

    Da alcuni anni, gli insegnanti della scuola elementare e media stanno assistendo ad un graduale ma rapido cambiamento nei loro alunni, si parla sempre più spesso di “nuove disabilità”, che in qualche modo riguardano, tutte, la perdita graduale degli automatismi che stanno alla base dell’apprendimento e mettono a dura prova le normali competenze degli insegnanti.

    Col presente lavoro si intende fornire agli insegnanti e ai riabilitatori di bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento, uno strumento circostanziato per indagare ed individuare non solo le specifiche difficoltà manifestate dai singoli bambini, ma soprattutto le loro abilità particolari, su cui poter far leva per stimolare in loro la consapevolezza del proprio specifico stile cognitivo. Il volume comprende anche alcuni consigli pratici per la didattica, basati sull’insegnamento metacognitivo di Reuven Feuerstein.

    L’autrice Loredana Garnero formata in Israele col metodo Feuerstein all’applicazione dello Strumento per la Valutazione Dinamica del Potenziale di Apprendimento (LPAD), perfezionata a Roma in Neuropsicologia dello Sviluppo con Gabriel Levi, ha studiato e applicato negli Stati Uniti il Multisensory Approach di Orton-Gillingham nella versione adattata da Beth Slingerland all’applicazione alla classe intera, per l’insegnamento della lingua scritta.

    Quattro anni è stata Presidente del Comitato Scuola della Associazione Italiana per la Dislessia. Insegna nella scuola media a Torino dal 1975 e ad oggi è Presidente dell’Associazione Capanno Indaco, che organizza soggiorni estivi per bambini che manifestano alcune delle nuove disabilità.

    Al libro è abbinato anche il Programma Indaco scaricabile su http://www.programmaindaco.it: software predisposto con guide per gli insegnanti e questionari specifici per ricavare il profilo individuale di ogni bambino.

    Speriamo e confidiamo che possa essere utile a tante persone, per affrontare un passaggio così importante per la nostra evoluzione personale e di gruppo.

    http://www.bambininuovi.com/ecom/article/dislessici-a-scuola-gli-allievi-di-domani-1


    #59732
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    benvenuta celeste 🙂
    anche Haramein è dislessico e cerca di portare avanti la teoria di Einstein 🙂

    :bay:


    #59733
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Benvenuta Celeste :bay:
    Grazie del tuo contributo, io so che in tanti ci leggono e sicuramente a qualcuno può essere molto utile leggere queste notizie.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59734
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    grazie celeste 🙂
    molto utile questo articolo
    benvenuta tra noi !heart


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #59735
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Benvenuta 🙂


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #59736
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [size=18]Studiare musica: antidoto contro la dislessia

    Una ricerca condotta da alcuni scienziati italiani, ha rivelato alcune interessanti possibilità di applicazione dello studio della musica nelle terapie contro la dislessia.

    Il cervello dei musicisti, infatti, è una cosa a sé rispetto al cervello dei “comuni mortali”: è quanto si evince da uno studio recentemente condotto da un’agguerrita équipe di scienziati dell’Università Milano Bicocca e dell’Istituto Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr di Milano.

    Gli scienziati milanesi, si sono basati su un campione di 30 soggetti: 15 musicisti professionisti e 15 persone con stesso livello culturale e età simile, ma prive di conoscenze musicali specifiche. I soggetti sono stati sottoposti a una tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione che ha consentito l’analisi del segnale bioelettrico prodotto durante la fase di rielaborazione cerebrale della lettura parallela di note e testi.

    Dall’analisi dei due gruppi, è emersa una differenza sostanziale: in pratica, a differenza degli altri soggetti, sia nella lettura di testi che nella lettura di note, i musicisti attivano regioni appartenenti a entrambi gli emisferi cerebrali, mentre i non musicisti coinvolgono esclusivamente zone specifiche dell’emisfero sinistro (corteccia occipito-temporale di sinistra e giro occipitale inferiore di sinistra).

    Certo, sarebbe esagerato parlare di “supercervello”, ma è un dato di fatto che la familiarità con una pratica di lettura complessa e a più livelli come quella di partiture costituite da diverse linee melodiche, possa costituire una risorsa importante e realmente inedita per quanto riguarda il trattamento della dislessia.

    Per i bambini dislessici l’attivazione di entrambi gli emisferi potrebbe, infatti, supplire al deficit costituzionale della regione cerebrale abitualmente coinvolta nell’analisi visiva delle parole.

    Studiare musica per curare la dislessia? E’ possibile e tutt’altro che fantascientifico. “Lo studio della musica – sostengono i ricercatori – potrebbe aiutare a sviluppare un circuito cerebrale comune a parole e note, contribuendo così a compensare i deficit di lettura.”

    Fonti: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/12/19/Musicisti-sviluppano-supercervello-leggere-note-parole_7976570.html
    http://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2013/01/07/studiare-musica-antidoto-contro-la-dislessia/


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

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