La fantasia racconta – Il pozzo nascosto.

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Tillandsias 10 anni, 11 mesi fa.

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  • #96145

    Tillandsias
    Partecipante

    (Leggenda metropolitana o verità?)

    Napoli. Zona centrale della città; quella viva, popolana, dove il vivere quotidiano è una continua scommessa con se stessi.
    Dopo tanto tempo la signora Maria finalmente aveva trovato casa: una bella dimora grande, comoda, soleggiata, ed ad un prezzo da non credere.
    “Marò, che occasione, finalmente la fortuna mi sorride” pensò.

    Il perchè del prezzo fuori mercato della casa era stato commentato così dal mediatore “Signò, sapete, quello il proprietario è nu tipo strano… vuole fittarla a qualcuno che merita e voi gli state simpatica!”.

    Il primo giorno in casa fu meraviglioso: dopo tanti anni di sacrifici aveva un bagno tutto suo, una letto con un materasso morbido, e soprattutto l'acqua corrente.
    La sera si godeva il fresco fuori al balconcino, guardava l’incessante andirivieni di persone, e quando arrivava il sonno si andava a coricare.
    Passato circa un mese, i suoi sonni divennero sempre meno tranquilli: si svegliava di notte apparentemente senza motivo; si guardava intorno, si riaddormentava.

    Di giorno scendeva a fare la spesa, girava per le botteghe: si sentiva addosso gli occhi di tutti; “E' perchè sono nuova, non mi conoscono ancora”, mormorava tra se e se.

    Una calda notte di Luglio non riusciva a prendere sonno: dalla finestra aperta arrivava un sottile venticello fresco che rendeva meno pesante l'aria.
    Si girava, si rigirava, poi ancora una volta, quando le sembrò di scorgere nel buio un'ombra.
    Non ci fece caso più di tanto, e si girò dall'altro lato: lei, pia donna, non credeva a tutto ciò che non fosse o spiegabile scientificamente, o accettabile come dogma della fede.

    Questo accadde anche altre notti, ma la forma indistinta dell’ombra veniva attribuita dal suo cervello a volte ad una tenda sventolante, a volte ad un pipistrello di passaggio, a volte a chissà quale gioco di luce generato dai riflessi che la luna faceva nascere sui mille animali di cristallo che aveva in camera come soprammobili: questi erano l’unica compagnia per la donna che, oramai vicina alla mezza età, non era riuscita a trovare un uomo in grado di amarla.

    Una notte era particolarmente nervosa; si sdraiò nel letto, e cominciò a pensare: la sua gioventù, la sua famiglia, la guerra da poco finita, la povertà regnante in una città da ricostruire.
    E fu proprio quella notte che rivide l’ombra.
    Quella notte no, non riuscì a dare una spiegazione alla cosa.
    Guardò meglio, e quell’ombra le parve avere la sagoma di… un uomo. Si, un uomo in divisa… “Strano, la mente umana riesce a fare di questi scherzi


    #96146
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    inquietante,ma commovente
    cè nè di storie così

    http://www.altrogiornale.org/news.php
    http://thundera.forumfree.net/?f=892477

    io credo che dobbiamo renderci conto che siamo divisi solo da una sottilissima linea di confine che separa
    il nostro mondo materiale da quello ultrafisico


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