la maledizione dei professori al governo

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 5 anni, 6 mesi fa.

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    paolodegregorio
    Partecipante

    – la maledizione dei professori al governo –
    di Paolo De Gregorio, 28 novembre 2012

    Dopo la Fornero, con le sue lacrime di coccodrillo, ecco “rigor Montis” che ci preannuncia la sventura di una Sanità in cui si potranno curare solo i ricchi poiché i costi attuali sono insostenibili e le casse pubbliche sono vuote.
    Il sobrio professore se ne frega dei diritti conquistati a fatica in decenni, da ragioniere pensa solo ai conti in rosso, visto che alla Bocconi non gli hanno insegnato che una società democratica si regge soprattutto se vi è una uguaglianza sociale nei diritti fondamentali, tra cui quello alla salute è il più importante.
    Egli è solo uno squallido ragioniere che pensa come le banche e protegge gli interessi delle classi agiate, mentre uno STATISTA si preoccuperebbe di correggere le gravi distorsioni presenti nel sistema Sanità, la prima delle quali è rappresentata dalle convenzioni pubblico-privato, che sono il pozzo senza fondo della corruzione con cui i privati si arricchiscono alle spalle della Sanità pubblica, in combutta con i politici, gonfiando i conti e i rimborsi, come dimostrato da molti processi in tutta Italia.
    Eppure un professore liberista dovrebbe vedere come il fumo negli occhi questo intreccio fraudolento pubblico-privato, dovrebbe usare il suo ruolo di “tecnico” per recidere questo nodo (visto che i politici se ne guardano bene perché ci fanno affari) proprio in nome del mercato, in cui il privato fa il privato e vive autonomamente, e il servizio pubblico vive con le tasse che pagano i cittadini.
    Bisogna essere proprio in malafede per non uscire da questo imbroglio, visto che Monti ha il potere e potrebbe farlo, e ciò sarebbe un bel sollievo economico per i conti della sanità pubblica, a cui far seguire altri provvedimenti.
    Un provvedimento non direttamente economico, ma di salute pubblica visto che conosciamo l’etica dei nostri politici, è quello di escluderli dalla gestione della Sanità pubblica, creando l’autogestione degli operatori della Sanità, sotto la vigilanza e l’ispezione permanente da parte dei funzionari del Ministero della Salute, unificando gli acquisti di materiale sanitario, usando e rimborsando ai pazienti solo i “principi attivi”, dove possibile.
    Un altro settore fondamentale per diminuire la spesa sanitaria è quello della PREVENZIONE, cioè di far diminuire il numero di cittadini che si ammalano, educando i giovani ad una alimentazione corretta, a guardarsi bene da alcol e droghe, a temere l’obesità, a fare sport, per contrastare un sistema industriale-mediatico-farmaceutico che ti propone cibi spazzatura, ipercalorici, bevande dolci e gassate, una pillola per ogni disagio, una vera fabbrica di futuri malati, per la gioia e i profitti di produttori farmaceutici, supermercati, pubblicitari, in sinergia tra loro.
    Come si vede occuparsi di Sanità sarebbe una cosa seria, a cui aggiungere la lotta all’inquinamento, alle discariche, agli inceneritori, agli sversamenti di rifiuti tossici nelle falde acquifere, per far respirare ai cittadini aria pulita, far bere acqua salutare, far consumare cibi sani.
    Per governare ci vuole meno tecnica ma più ETICA.
    Paolo De Gregorio


    #142963
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Coloro che sono al potere devono sapere che loro sono il guardiano del loro fratello, e devono dare espressione a quello…“Ama il Signore con tutto il cuore e con la mente e con il corpo, e il tuo vicino come te stesso” Se quelli nella posizione per dare dei loro mezzi, della loro ricchezza, della loro educazione, della loro posizione non prendono queste cose in considerazione ci deve essere quel livellamento che verrà…Non elevate la democrazia o qualsiasi altro nome al di sopra della fratellanza dell’uomo, della Paternità di Dio…ma non possono protrarsi delle condizioni in cui “vi è un’asta di misurazione per il lavorante nel campo e l’uomo dietro il banco, e un’altra per l’uomo dietro i cambiavalute.” http://www.edgarcayce.it


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