La pietra angolare

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    sephir
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    La pietra angolare – Da Simboli di Scienza Sacra
    (René Guénon)

    Il simbolismo della “pietra angolare”, nella tradizione cristiana, si basa su questo testo: “La pietra che i costruttori avevano gettato via è diventata la principale pietra d’angolo”, o più esattamente “testa d’angolo” (caput anguli).1 Lo strano è che questo simbolismo sia il più delle volte mal compreso, per via di una confusione fatta comunemente fra la “pietra angolare” e la “pietra fondamentale” cui si riferisce quest’altro testo ancor più noto: “Tu sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia Chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno su di essa”.2 Tale confusione è strana, dicevamo, perché, dal punto di vista specificamente cristiano, essa porta di fatto a confondere san Pietro con Cristo stesso, poiché è quest’ultimo a essere designato espressamente come “pietra angolare”, come mostra questo passo di san Paolo, che inoltre la distingue nettamente dalle “fondamenta” dell’edificio: “Voi siete un edificio costruito sul fondamento degli apostoli e dei profeti, di cui Gesù Cristo è la principale pietra d’angolo (summo angulari lapide), nel quale ogni edificio, costruito e legato in tutte le sue parti, si eleva in un tempio consacrato al Signore, per mezzo del quale voi siete entrati nella sua struttura [più letteralmente “costruiti assieme”, coedificamini] per essere l’abitazione di Dio nello Spirito”.3

    Se l’equivoco in questione fosse unicamente moderno, non sarebbe certo il caso di stupirsene oltre misura, ma sembra effettivamente che lo si incontri già in epoche in cui non è possibile attribuirlo a pura e semplice ignoranza del simbolismo; si è quindi condotti a chiedersi se in realtà non si sia piuttosto trattato, in origine, di una “sostituzione” intenzionale, giustificata dal ruolo di san Pietro come “sostituto” di Cristo (in latino vicarius, che corrisponde in tal senso all’arabo Khalîfah); se così fosse, questo modo di “velare” il simbolismo della “pietra angolare” sembrerebbe indicare che lo si riteneva contenere qualcosa di particolarmente misterioso, e si vedrà in seguito come una simile supposizione sia lungi dall’essere ingiustificata.4

    Comunque sia, in questa identificazione delle due pietre, anche dal punto di vista della semplice logica, c’è un’impossibilità che appare chiaramente se si esaminano con un po’ più d’attenzione i testi che abbiamo citato: la “pietra fondamentale” è quella posta per prima, all’inizio della costruzione di un edificio (e perciò viene anche chiamata “prima pietra”);5 come si potrebbe dunque gettarla via nel corso della costruzione? Perché sia così, occorre al contrario che la “pietra angolare” sia tale da non poter trovare ancora il suo posto; e infatti, come vedremo, lo può trovare solo al momento del compimento dell’intero edificio, e così diventa realmente la “testa d’angolo”.

    In un articolo che abbiamo già segnalato,6 Ananda Coomaraswamy osserva che l’intenzione del testo di san Paolo è evidentemente di rappresentare Cristo come l’unico principio da cui dipende tutto l’edificio della Chiesa, e aggiunge che “il principio di una cosa non si trova né in una delle sue parti né nella totalità delle sue parti, ma là dove tutte le parti sono ridotte a una unità senza composizione”.

    La “pietra fondamentale” (foundation-stone) può sì esser chiamata, in un certo senso, “pietra d’angolo” (corner-stone) come si fa di solito, poiché essa è posta a un “angolo” (corner) dell’edificio;7 ma non è unica come tale, giacché l’edificio ha necessariamente quattro angoli; e, anche se si vuol parlare più particolarmente della “prima pietra”, essa non differisce in nulla dalle pietre di base degli altri angoli, se non per la sua posizione,8 e non se ne distingue né per la forma né per la funzione, essendo in definitiva solo uno fra quattro sostegni uguali tra loro; si potrebbe dire che una qualunque di queste quattro corner-stones “riflette” in qualche modo il principio dominante dell’edificio, ma non potrebbe assolutamente essere considerata il principio stesso.9

    Del resto, se proprio di questo si trattasse, non si potrebbe neppure parlare logicamente della “pietra angolare”, poiché, di fatto, ce ne sarebbero quattro; essa dev’essere quindi qualcosa di essenzialmente diverso dalla corner-stone intesa nel senso corrente di “pietra fondamentale”, e queste due pietre hanno in comune solo il carattere di appartenere a un medesimo simbolismo “costruttivo”.

    Abbiamo appena accennato alla forma della “pietra angolare”, ed è questo effettivamente un punto particolarmente importante: proprio per il fatto che questa pietra ha una forma speciale, che la differenzia da tutte le altre, non solo essa non può trovare posto nel corso della costruzione, ma i costruttori non possono nemmeno capire quale sia la sua destinazione; se lo capissero è evidente che non la getterebbero via, e si accontenterebbero di serbarla fino alla fine; ma invece si chiedono “cosa faranno della pietra”, e, non potendo trovare una risposta soddisfacente alla domanda, decidono, credendola inutilizzabile, di “gettarla fra i rifiuti” (to heave it over among the rubbish).10

    La destinazione di questa pietra può essere compresa soltanto da un’altra categoria di costruttori, che a questo stadio non intervengono ancora: sono coloro i quali sono passati “dalla squadra al compasso”, e, con questa distinzione, bisogna naturalmente intendere quella delle forme geometriche che i due strumenti servono rispettivamente a tracciare, cioè la forma quadrata e la forma circolare, che simboleggiano in genere, com’è noto, la terra e il cielo; qui, la forma quadrata corrisponde alla parte inferiore dell’edificio, e la forma circolare alla sua parte superiore, che, in tal caso, deve perciò essere costituita da una cupola o una volta.11 Infatti, la “pietra angolare” è in realtà proprio una “chiave di volta” (keystone); A.K. Coomaraswamy dice che, per rendere il vero significato dell’espressione “è diventata la testa dell’angolo” (has become the head of the corner) si potrebbe tradurla con has become the keystone of the arch, il che è perfettamente esatto; e così questa pietra, tanto per la sua forma quanto per la sua posizione, è effettivamente unica nell’intero edificio, come dev’esserlo per poter simboleggiare il principio da cui tutto dipende. Stupirà forse che questa rappresentazione del principio trovi così il suo posto solo alla fine della costruzione; ma si può dire che quest’ultima, nel suo complesso, è ordinata in rapporto a quella (quel che san Paolo esprime dicendo che “in essa tutto l’edificio si eleva in un tempio consacrato al Signore”), e in essa trova finalmente la sua unità; anche qui c’è un’applicazione dell’analogia, che abbiamo già spiegata in altre occasioni, fra il “primo” e l’”ultimo”, o il “principio” e la “fine”: la costruzione rappresenta la manifestazione, nella quale il principio appare solo come il compimento finale; e proprio in virtù di questa analogia la “prima pietra”, o la” pietra fondamentale”, può esser considerata come un “riflesso” dell’”ultima pietra”, che è la vera “pietra angolare”.

    Continua http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/reneguenon/pietraang.htm


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