la resa dei conti

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    paolodegregorio
    Partecipante

    – la resa dei conti –
    di Paolo De Gregorio, 31 maggio 2011

    La parola di B. non vale nulla!
    Dopo aver messo il suo nome e la sua faccia nei simboli elettorali e preteso un giudizio politico, non amministrativo, quando questo giudizio è arrivato ha vigliaccamente dato la colpa alla Moratti, mentre i toni, i manifesti, la strategia della campagna elettorale li aveva decisi lui.
    La Moratti ha avuto il grande torto di tollerare che il nome di B. fosse speso in una elezione che vedeva lei soltanto correre come sindaco, e aver subito l’umiliazione di vedere sul simbolo il suo nome stampato in piccolo, sotto quello campeggiante del suo padrone.
    Così è successo anche per Lettieri a Napoli, e si può tranquillamente concludere che questa sovrapposizione della immagine berlusconiana sui nomi dei candidati sindaci sia stata decisiva per la loro sconfitta.

    A Berlusconi che chiedeva un giudizio politico e non amministrativo (cosa che si poteva risparmiare) la gente ha risposto: vai a casa, e ha dimostrato di non gradire la indebita ingerenza in una consultazione amministrativa.
    Chiunque al mondo, dopo la risposta dell’elettorato (sovrano solo quando fa comodo), avrebbe dovuto dare le dimissioni per onorare la parola data, e prenotare un viaggetto per Hammamet per non finire in galera i suoi giorni.

    Sfido chiunque, sano di mente, a sostenere che B. rimane in carica perché ha a cuore le sorti dell’Italia, che si preoccupa della crisi e degli 8 milioni di pensionati che sopravvivono con cinquecento euro al mese, dei precari e della tremenda disoccupazione giovanile, mentre è attaccato come una zecca malefica alla poltrona, perché ciò significa impunità e difesa del proprio patrimonio e di quello dei figli (fotocopia del padre).

    E’ ora che se ne vada perché ha dimostrato di non saper governare,spargendo ridicolo
    ottimismo sulla fine della crisi, al punto che anche la Confindustria lo censura, mentre il nostro debito continua aumentare, e se non vogliamo fare la fine della Grecia dovremo accantonare 40 miliardi di euro l’anno, imponendo sacrifici pesanti a tutta l’Italia già in affanno.

    Questo miliardario gaudente, che ha fatto i soldi nell’intreccio tra affari e politica, monopolista mediatico partorito da Bettino Craxi, soggetto psicopatico dall’ego smisurato, specialista della bugia, senza etica né morale, ha fatto il suo tempo e ancora non comprendo come un soggetto del genere abbia potuto ottenere tanto credito e tanta fiducia.

    Con la partecipazione ai referendum, con il SI’,possiamo liberarcene definitivamente!
    E il referendum più importante sia quello sul “legittimo impedimento”, perché è lì che si difende la Costituzione e il principio dell’uguaglianza dei cittadini dinnanzi alla legge.
    Paolo De Gregorio


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