la trave nell'occhio

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 7 anni, 6 mesi fa.

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  • #136851

    paolodegregorio
    Partecipante

    – la trave nell’occhio –
    di Paolo De Gregorio, 5 dicembre 2010

    E’ possibile che dalla vicenda Wikileaks nasca il bisogno di togliere anche dalla politica di casa nostra tutti quei rituali e quei paraventi retorici e parolai che ci impediscono di capire di che cosa si parla, con una voluta e scientifica confusione e contraddittorietà dei provvedimenti e delle leggi, che lasciano enormi spazi per l’impunità dei corrotti e delle cricche affariste.
    Dopo 60 anni di Repubblica democratica, con la “migliore Costituzione del mondo”, ci ritroviamo ad essere governati dal più grande capitalista italiano, corrotto, arrivato al potere grazie alla P2 e al monopolio Tv regalatogli dal “socialista” Craxi, che straparla di libertà, dopo averci tolto anche quella di decidere chi eleggere con il voto di preferenza (e qui c’è da osservare che la Costituzione andrebbe integrata con il divieto di costituire monopoli mediatici e la ineleggibilità di chi li possiede).
    E al nord vi è un partito separatista e razzista che aspira solo alla secessione del paese.
    Con questi risultati di 60 anni di democrazia, forse è ora di finirla con le diplomazie e i minuetti e cercare di cominciare a chiamare le cose con il loro nome, senza fronzoli, come si fa nei documenti del Dipartimento di Stato Usa pubblicati da Wikileaks.

    Potremmo cominciare con il dire che l’attuale situazione è stata determinata fondamentalmente dalla mancanza (da almeno 20 anni) di una opposizione di sinistra, con un suo programma alternativo e riconoscibile, che rappresenti gli interessi di lavoratori dipendenti, disoccupati precari, pensionati, agricoltori, che poi sono la maggioranza del popolo italiano.
    Il PD si dichiara abusivamente di sinistra, mentre è un partito di centro, subalterno al capitalismo, ossequioso verso la Chiesa, filoamericano in politica estera, che non mette in discussione guerre e Nato, con una nomenklatura di politici di professione, spaccati anche al loro interno, senza più legami con le masse lavoratrici, che sopravvive grazie alla visibilità ottenuta con la spartizione della RAI e grazie al finanziamento pubblico dei partiti.

    Per una operazione di trasparenza e per chiamare le cose col proprio nome, anche per rispetto ad una sinistra italiana che si guadagnò con la resistenza e la lotta di classe la sua forza e credibilità, dovrebbe essere vietato sostenere che oggi esiste un centro sinistra che si contrappone al centro destra.
    Non vi è traccia di sinistra nel PD, è un partito di centro estremo, come non vi è traccia di centro nella destra, dove il PDL è il cassonetto delle immondizia di tutti i papponi della prima Repubblica.

    L’unico spazio politico, molto vasto che vi è oggi, è per un movimento che rappresenti i bisogni delle classi subalterne, ma in una nuova cornice che metta ambiente, sostenibilità, uscita dalla globalizzazione e dalle alleanze militari, autonomia alimentare ed energetica (con le rinnovabili), come svolta necessaria per uscire dalla gravissima crisi in cui siamo e resteremo a lungo.

    La crisi che stiamo vivendo non è ciclica e non ci sarà la ripresa che tutti aspettano, anzi il nostro Silvio diceva già due anni fa che avevamo la crisi alle spalle.
    La crisi è strutturale poiché molte fabbriche in Italia chiudono perché non possono competere con i prezzi del mercato globale, e migliaia di imprenditori sono andati all’estero con conseguente ulteriore disoccupazione e declino.
    Non solo, ma bisogna sommare a questa brutta situazione anche la speculazione finanziaria di coloro che hanno acquistato i titoli del nostro enorme debito pubblico e minacciano di non rinnovarli per spuntare interessi maggiori, siano essi banche o Stati.
    Non siamo più indipendenti come nazione. La camicia di forza dell’euro non ci consente manovre tipo la svalutazione. Nel complesso l’unità europea si è rivelata un fallimento: non c’è integrazione economica, non c’è autonomia dalla Nato e dagli Usa, non vi integrazione politica, subiamo una immigrazione, soprattutto dall’est europeo, totalmente sproporzionata rispetto alla decrescita economica che ci attraversa.

    Se vediamo le cose in questa luce, ci appaiono veramente ridicole e inadeguate le vicende politiche di casa nostra dove la cosiddetta opposizione assomiglia alla vecchia DC che vuole tenere insieme l’esistente e invita tutti al centro.
    C’è bisogno di ben altro per avere un futuro e sarebbe ora di cominciare a parlarne.
    Paolo De Gregorio


    #136852
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Grazie Paolo, peccato tu non scriva dei testi alternativi inerenti alle tematiche (categorie) di Ag, altrimenti potevi scrivere articoli per Ag, se ti faceva piacere.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #136853
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Caro Paolo, mi piace molto leggere le tue analisi, analisi che sono molto obbiettive, si la parola giusta è, obbiettive. Perchè qui non si tratta di destra o sinistra, qui è in gioco la sopravvivenza del popolo italiano. Io vivo in Italia da 30 anni e non ho mai visto una spaccatura come lo è oggi. Non voglio ripetere sempre le stesse cose, ma purtroppo il livello di cultura è molto scarso, a scuola non si insegna più la musica, arte, tra un po' nemmeno ginnastica.
    Sono cose che non servono…e oggi vediamo dove ci ha portato questo modello basatosi solo sul consumismo e apparenza…
    Io spero tanto nei giovani, perchè i vecchi quasi tutti sono corrotti...che possano loro trovare una giusta strada di ritorno alla normalità, allo stare insieme e alla vecchia legge che regge questo mondo —> dare–>avere

    Solo attraverso all' educazione si può ottenere i risultati. Intanto ieri ho partecipato ad un appuntamento di corso educativo di Rudolf Steiner e penso che potrebbe essere la soluzione vincente, bisognerebbe cercare di parlare di questa possibilità a più gente, coinvolgere i ragazzi e genitori, io ieri mi sono trovata a fare delle cose meravigliose con le persone mai viste prima….ma eravamo troppo pochi.

    Insomma ci vuole l' educazione giusta, poi il resto viene da se.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #136854
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    Ciao Paolo
    Nonostante la mia sommaria conoscenza delle vicende politiche da semplice cittadino, non posso che concordare con la tua analisi. D'altro canto non è necessario essere addentro a qual si voglia forma di partito per comprendere che quanto avviene ha ben poco a che fare con la definizione del termine democrazia.
    E quello che in modo eclatante avviene alle più alte cariche si riflette e si riscontra ogni giorno nel nostro rapportarci con enti o istituzioni che favoriscono solo coloro che hanno “le conoscenze giuste” .
    Dove sia finita l'opposizione a tutela dei lavoratori e dei cittadini meno abbienti, non sò proprio.
    Sembra essere stata fagocitata dalle sabbie mobili della corruzione e della speculazione.
    Per confermare la tua tesi, occorre:
    un movimento che rappresenti i bisogni delle classi subalterne, ma in una nuova cornice che metta ambiente, sostenibilità, uscita dalla globalizzazione e dalle alleanze militari, autonomia alimentare ed energetica (con le rinnovabili)
    Sono d'accordo, iniziamo a parlarne, ma chi ci può rappresentare in questo scenario ?


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

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