la verità ci fa bene!

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Questo argomento contiene 24 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 7 anni, 11 mesi fa.

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  • #136793

    paolodegregorio
    Partecipante

    – la verità ci fa bene! –
    di Paolo De Gregorio, 30 novembre 2010

    Siamo talmente abituati a nutrirci di balle, omissioni, falsificazioni, menzogne, deformazione culturale operata dalla pubblicità che tutti i giorni ci indottrina per farci consumare cose nocive e inutili, che la verità nuda e cruda dei reali rapporti tra Stati ci coglie impreparati e ci destabilizza.
    Molto meglio le illusioni e le non notizie dei telegiornali che i documenti riservati offerti da Wikileaks, che ci costringono a pensare e ci fanno un po’ meno sudditi, ma tutte queste verità sono pesanti, noi italiani non ci siamo abituati.

    C’è chi minimizza, c’è chi drammatizza, c’è chi considera il capo di Wikileaks un criminale, chi un liberatore, ma una cosa è certa: un effetto è stato ottenuto, saranno molti di meno quelli che crederanno alle parole delle classi dirigenti politiche. Molti si convinceranno che i regimi che si definiscono democratici in realtà usano metodi illegali, spionistici, si ricattano a vicenda, non hanno alcuna etica e mettono gli affari al primo posto.
    La vicenda delle 11 navi militari veloci fornite dall’Italia all’Iran, mentre a parole aderiva all’embargo e si scandalizzava per il programma nucleare iraniano, provano la cinica doppiezza dei nostri politici che non potranno mai più recuperare credibilità.
    Tutte le notizie importanti, quelle fondamentali per capire come stanno le cose, sono negate dai mezzi di comunicazione di massa e solo facendo ricorso a Internet, con parecchie difficoltà, il cittadino può arrivare ai dati sensibili.

    Oggi la vita di molti Stati europei è in mano alle banche e alla speculazione finanziaria internazionale, la politica appare ininfluente e non sappiamo nulla della strategia di questi istituti, del loro indebitamento, delle loro sofferenze per crediti inesigibili. Sappiamo solo che quando sarebbero destinati a fallire arrivano gli aiuti di Stato.
    E’ successo negli USA, succede oggi in Europa.
    Non si parla del debito pubblico dello Stato che, per quanto riguarda l’Italia, ci pone in una situazione virtualmente fallimentare, senza alcuna possibilità di uscirne perché gli interessi che paghiamo su questo debito sono pari a 3 o 4 finanziarie, e siamo condannati ad un lento (o rapido?) declino.

    Un’altra VERITA’che non viene mai detta è che non ci sarà alcuna ripresa. Migliaia di imprese italiane hanno delocalizzato all’estero, Fiat compresa, e qui aumenterà solo la disoccupazione poiché vi sono colossi emergenti che producono tutte le merci, anche quelle sofisticate, a prezzi più bassi e non vi è alcuna possibilità di invertire questa tendenza che, al contrario, si rafforzerà.
    Qualcosa si potrebbe fare finanziando massicciamente università e ricerca scientifica, ma il “governo del fare” taglia i fondi e fa scappare i cervelli all’estero.
    Anche qui, se a livello di massa si sapesse quali progressi vertiginosi stanno facendo università e ricerca in India e in Cina, le pie illusioni sulla “ripresa italiana” si scioglierebbero come neve al sole.

    Un’altra cosa fondamentale su cui siamo tenuti all’oscuro è il famoso “picco del petrolio” che molti dicono sia già stato raggiunto, con conseguente previsione di forte aumento del prezzo, che comprimerebbe qualsiasi sperata “ripresa”.
    Quanto al riscaldamento globale, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacci, la diminuzione delle riserve di acqua dolce, l’impoverimento dei mari e delle risorse di pesca, l’aumento degli affamati, nulla viene fatto, se ne parla pochissimo, e tutti i “summit” internazionali sul tema ambiente globale finiscono col nulla di fatto.

    Spero proprio che i “file” di Wikileaks, se continueranno ad essere pubblicati, ci sveglino un po’ e chi spingano a ragionare sui fatti e non sulle favole che ci propongono politica e religione, e si inizi una rivoluzione culturale che ci porti a chiamare le cose col proprio nome e a pretendere una informazione completa, indipendente, documentata, a disposizione di tutti.
    Paolo De Gregorio


    #136795
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Speriamo bene Paolo…


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #136794
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Caro Paolo, questo dipende solo dalle masse.
    In fondo cosa si offre al comune cittadino….quello che vuole.
    Vedo in sostanza a cosa sono interessati gli esseri smarriti…a guardare il vicino dal buco della serratura e passare del tempo nei grandi “superricoglionimentomercati”


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #136796

    deg
    Partecipante

    Io vorrei porre un quesito a tutti i ricercatori della verità.

    Da quando esiste internet avete l'impressione che sia in atto una vera presa di coscienza generale? Che si stia diffondendo un'onda di consapevolezza?
    Quando incontrate conoscenti che fanno la spesa nei supermentecatti e vi scambiate due chiacchiere, vi sembra che si stia verificando in loro una presa di coscienza?
    Succede davvero qualcosa? Oppure ci stiamo illudendo?
    Secondo voi c'è qualche speranza di raggiungere il numero fatidico di “risvegliati” necessari e sufficienti per cambiare l'equilibrio di questo mondo?

    Sul lato pratico vedo che le ingiustizie sono più evidenti e cruente che mai e che i disagi sia materiali che esistenziali stanno raggiungendo rapidamente anche il nostro mondo – il paese dei balocchi – cosiddetto civilizzato. Non parliamo poi dei valori: defunti i valori ipocriti del passato secolo non ne sono nati altri per sostituirli.

    Ma la gente continua beatamente a guardare la televisione.

    Sul lato spirituale vedo una grande povertà. Sembra che tante persone siano deluse (finalmente) da un clero morente che nemmeno è più capace di svolgere il compito da guida, seppur ampiamente imperfetto, che aveva sempre svolto.
    La chiesa permetteva soprattutto agli indolenti e agli indifferenti di avere la sensazione di partecipare al bene comune, di fare qualcosa riconosciuto come giusto, e di avere così la coscienza a posto.

    Ormai, tranne pochi irriducibili che continuano battaglie disperate, e non sempre nell'ambito religioso, il resto della massa tace. E acconsente.

    Tante persone sono illuse dall'abbondanza di “risposte”, troppe, che ci fornisce il web. Alcuni si rifugiano nelle nuove religioni e movimenti filosofici in cerca di risposte esistenziali. E alcuni non le trovano.

    Pensate che i siti come Altrogiornale (ce ne saranno anche altri) riescono a toccare lettori che non siano soltanto “di nicchia”?
    Informare, diffondere la verità, è la chiave?
    Vedete qualche risultato?

    (Chiedo scusa a paolodegregorio per l'intrusione nel suo topic, ma non mi sembrava il caso di aprirne uno nuovo.)


    #136797

    Xeno
    Partecipante

    @deg
    La parola rete per me non a caso ha due significati:uno intreccio di informazioni e conoscenza scambiabili fra nodi (persone),sia trappola per catturare prede.
    Parlando della seconda intendo questo:quando ci è stata “regalata”internet lo scopo era quello di globalizzare sempre più tutto facendo si che le persone dipendessero sempre più da essa.
    L'apice del piano ideato è quello di avere un numero di identificazione per ogni persona associato alla rete (chip d'indentificazione)
    Per esempio un giorno non sarà ammissibile non avere un conto on line dato che le banche non esisteranno più fisicamente.
    Tornando al punto 1: era uno scotto che sapevano di dover pagare,ma il gioco per loro ne vale la candela.Difatti è un gioco mondiale, irrisorio è il numero di persone [u]consapevoli[/u] grazie alla rete.Ed il danno che queste possono provocare e nullo, loro pensano, ed in ogni caso ci si occuperà di questi “consapevoli” al momento opportuno.

    Alcuni “pesci” scapperanno o usciranno dalle maglie,e queste non faranno parte del sistema,cioè non esisteranno o come si suol dire morti viventi,reietti.
    Io penso farò parte di questa categoria.
    In sistesi fuori dal sistema (rete) ci saranno due tipi di persone:quelle che non c'è la faranno a stare nel sistema anche se vogliono,e quelle che non vogliono proprio starci.
    Con tutte le conseguenze che ne consegue nel bene o nel male.


    #136798

    skorpion75
    Partecipante

    [quote1291908347=deg]
    Io vorrei porre un quesito a tutti i ricercatori della verità.

    Da quando esiste internet avete l'impressione che sia in atto una vera presa di coscienza generale? Che si stia diffondendo un'onda di consapevolezza?
    Quando incontrate conoscenti che fanno la spesa nei supermentecatti e vi scambiate due chiacchiere, vi sembra che si stia verificando in loro una presa di coscienza?
    Succede davvero qualcosa? Oppure ci stiamo illudendo?
    Secondo voi c'è qualche speranza di raggiungere il numero fatidico di “risvegliati” necessari e sufficienti per cambiare l'equilibrio di questo mondo?

    [/quote1291908347]

    No è la risposta al grassetto e non lo sarà mai.

    Tratto da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto di P.D. Ouspensky”

    “L'evoluzione dell'uomo, rispose G., può essere considerata come
    l'evolversi in lui di quelle facoltà e di quei poteri che non si sviluppano
    mai da soli, ossia meccanicamente. Solo questo tipo di sviluppo,
    solo questo tipo di crescita caratterizza la vera evoluzione dell'uomo.
    Non c'è e non può esserci alcun altro tipo di evoluzione.
    “Consideriamo l'uomo nella fase attuale del suo sviluppo: la natura
    lo ha fatto così com'è, e, preso collettivamente, da quanto si può vedere,
    rimarrà tale e quale. I cambiamenti che potrebbero violare le
    generali esigenze della natura non possono prodursi che per singoli
    individui.

    “Per comprendere la legge dell'evoluzione dell'uomo è necessario
    capire che, oltre un certo grado, questa evoluzione non è per nulla
    necessaria, ossia non è necessaria alla natura in nessun momento del
    proprio sviluppo. Per parlare con maggiore precisione, l'evoluzione dell'umanità
    corrisponde all'evoluzione dei pianeti, ma il processo evolutivo
    dei pianeti si svolge secondo cicli di tempo per noi infinitamente
    lunghi. Nello spazio di tempo che può essere abbracciato dal pensiero
    umano, nessun cambiamento essenziale può verificarsi nella vita dei
    pianeti, e di conseguenza nessun cambiamento essenziale può verificarsi
    nella vita dell'umanità.

    L'umanità non progredisce e neppure evolve. Ciò che ci sembra
    essere progresso o evoluzione non è che una parziale modificazione che
    può essere immediatamente controbilanciata da una corrispondente
    modificazione nella direzione opposta.
    L'umanità, come il resto della vita organica, esiste sulla terra per
    le necessità e gli scopi propri alla terra. Ed essa è esattamente ciò che
    deve essere per rispondere ai bisogni della terra al momento attuale.

    “Solo un pensiero così teorico e così separato dai fatti quale il pensiero
    europeo moderno, poteva concepire che un'evoluzione dell'uomo
    fosse possibile indipendentemente dalla natura che lo circonda, oppure
    considerare l'evoluzione dell'uomo come una graduale conquista della
    natura. Questo è assolutamente impossibile. Che egli viva, muoia, evolva
    o degeneri, l'uomo serve egualmente le finalità della natura o, piuttosto,
    la natura si serve allo stesso modo, sebbene forse per differenti
    scopi, dei prodotti sia dell'evoluzione che della degenerazione. L'umanità,
    considerata come un tutto, non può mai sfuggire alla natura,
    poiché l'uomo agisce in conformità agli scopi della natura, anche quando
    lotta contro di essa.
    L'evoluzione di grandi masse umane è opposta
    alle finalità della natura, mentre quella di una piccola percentuale di
    uomini può essere in accordo con tali finalità.

    L'uomo contiene in se
    stesso la possibilità della propria evoluzione, ma l'evoluzione dell'umanità
    nel suo insieme
    , cioè lo sviluppo di questa possibilità in tutti, gli
    uomini o nella maggior parte di essi, o anche in un grande numero,
    non è necessaria ai disegni della terra o del mondo planetario in generale:
    questo anzi potrebbe essere pregiudizievole o persino fatale all'umanità.
    Vi sono di conseguenza speciali forze, di carattere planetario,
    che si oppongono all'evoluzione di grandi masse umane e che le
    mantengono al livello in cui esse devono restare.

    […] “Ma, allo stesso tempo, le possibilità di evoluzione esistono e possono
    essere sviluppate in individui distinti, con l'aiuto di conoscenze
    e metodi appropriati.
    Tale sviluppo può soltanto avere luogo nell'interesse
    dell'uomo, in opposizione alle forze e, si potrebbe dire, agli interessi
    del mondo planetario. Una cosa l'uomo deve ben comprendere:
    la sua evoluzione non è necessaria che a lui. Nessun altro vi è interessato,
    ed egli non deve contare sull'aiuto di nessuno
    ; infatti, nessuno
    è tenuto ad aiutarlo e neppure ne ha l'intenzione. Al contrario, le forze
    che si oppongono all'evoluzione di grandi masse umane, si oppongono
    anche all'evoluzione del singolo. Spetta a ciascuno di eluderle. E se un
    uomo può sottrarsi ad esse, l'umanità non lo può.
    Comprenderete più
    tardi come questi ostacoli siano utili; se non esistessero bisognerebbe
    crearli intenzionalmente, poiché soltanto vincendo degli ostacoli l'uomo
    può sviluppare in sé le qualità di cui ha bisogno.
    “Queste sono le basi per una visione corretta dell'evoluzione umana.
    Non esiste evoluzione obbligatoria, meccanica. L'evoluzione è il risultato
    di una lotta cosciente. La natura non ha bisogno di tale evoluzione;
    anzi non la vuole e la combatte. L'evoluzione può essere necessaria
    soltanto a colui che si renda conto della sua situazione e della possibilità
    di cambiarla, e si renda conto che ha dei poteri che non usa e
    delle ricchezze che non vede. Ed è nel senso della presa di possesso
    di questi poteri e di queste ricchezze che l'evoluzione è possibile
    ; ma
    se tutti gli uomini o la maggior parte di essi comprendessero questo
    e desiderassero di ottenere quello che loro spetta per diritto di nascita,
    l'evoluzione, lo ripeto, diverrebbe impossibile.
    Ciò che è possibile per il singolo è impossibile per le masse.


    #136799

    Nuzzi
    Partecipante

    [quote1291910957=farfalla5]
    Caro Paolo, questo dipende solo dalle masse.
    In fondo cosa si offre al comune cittadino….quello che vuole.
    Vedo in sostanza a cosa sono interessati gli esseri smarriti…a guardare il vicino dal buco della serratura e passare del tempo nei grandi “superricoglionimentomercati”
    [/quote1291910957]

    O no, non sono d'accordo farfalla!
    Non si offre alla gente ciò che vuole, si plasma la mente della gente perchè chieda quello che si vuol vendere, è una cosa molto diversa.
    Nessuno vuole la pubblicità, eppure ce la sorbiamo e lei ci condiziona a comprare una cosa piuttosto che un'altra o piuttosto che non comprala.
    Credo che tutti gli uomini vogliano la felicità, ma nessuno ha interesse che una persona sia felice, perchè una persona felice consuma la metà di una infelice e il nostro sistema economico si fonda sul consumo violento…


    #136800

    Xeno
    Partecipante

    @Skorpion

    nel post di deg si parla di “risvegliati”,sicuramente inteso come conoscenza di ciò che succede nel mondo e che è celato alle masse.(intrighi,verità nascoste,ecc..)
    Il tuo post invece è più profondo,ossia stai parlando di risveglio di quarta via.
    Almeno credo di aver capito così


    #136801

    deg
    Partecipante

    @ skorpion75.
    Molto esaustivo. Grazie per l'articolo.
    C'è chi è capace di attuare una “evoluzione” propria, e chi non lo è, e forse non lo sarà mai.
    Per evoluzione intendo conoscimento della realtà materiale e spirituale, nell'essere e fuori da esso, cercando di evitare al massimo i condizionamenti.

    Premettendo che la maggior parte delle persone che desiderano profondamente accedere a maggior consapevolezza difficilmente potranno avere una visione globale, forse soltanto alcuni ci riescono, ma una presa di coscienza almeno parziale non guasterebbe… e se non avrà nessuna influenza sull'umanità intera, potrebbe servire ad eventuali altri fratelli ricercatori della verità e fungere da esempio e da sprono.
    Siamo noi che cerchiamo i “maestri” (che non sono necessariamente i guru di turno, ma uomini e donne semplici che incontriamo sul nostro cammino) e non il contrario.
    E ognuno, attraverso ciò che l'esempio altrui a svegliato nel sé, fa suo ciò che egli ha compreso e ha risuonato come vero, non tanto per le spiegazioni, ma tramite un sentire profondo.

    Rimane una scelta individuale.
    E non incide sul destino dell'umanità tutta.

    🙂


    #136802

    deg
    Partecipante

    [quote1291912340=Xeno]
    @Skorpion

    nel post di deg si parla di “risvegliati”,sicuramente inteso come conoscenza di ciò che succede nel mondo e che è celato alle masse.(intrighi,verità nascoste,ecc..)
    Il tuo post invece è più profondo,ossia stai parlando di risveglio di quarta via.
    Almeno credo di aver capito così
    [/quote1291912340]

    Credo che l'uno implichi l'altro. 😉


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