L’UOVO DELLE PIRAMIDI

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Questo argomento contiene 20 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 8 anni, 1 mese fa.

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  • #13975
    farfalla5
    farfalla5
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    Ciao a tutti, avendo letto l' ntervista a Adriano Forgione mi sono ricordata della puntata di Voyager che parlava di questo misterioso uovo…e non trovando il video 🙁 vi mostro un sito che ne parla:

    VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA MYSTERIOSA NUBIA EGIZIANA – PRIMA PARTE –
    L’UOVO DELLE PIRAMIDI

    Di Stefano Panizza. (Febbraio 2010)

    Un mio recente ritorno in Egitto è stata l’occasione per visitare, tra le altre cose, il Nubian Museum, una delle principali attrazioni della città di Assuan (l’antica Syene), famosa, per la verità, in tutto il mondo per la diga sul Nilo.
    Siamo nella Bassa Nubia (o Nubia Egiziana), a quasi novecento chilometri dal Cairo, nella parte più meridionale dell’Egitto e alle porte dell’Africa Nera (l’altra Nubia, detta la Alta, occupa la parte nord del confinante Sudan).
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    La sua modernissima struttura, di colore bianco e con l’ingresso a volta, contiene 1.500 pezzi fra i più antichi della storia d’Egitto, di un’epoca in cui le dinastie dei faraoni dovevano ancora avere inizio.
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    E’ stata ideata per evocare la forma e le caratteristiche di un tipico villaggio nubiano.
    All’ingresso si è accolti da una gigantesca statua di Ramesse II che sembra troneggiare nella sala grazie anche ad un suggestivo e sapiente dosaggio delle luci.
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    Fra le meraviglie del museo spicca un piccolo e fragile oggetto: un uovo di struzzo.
    Un piccolo inciso: mi è sempre apparso strano come un “vero” mistero, tale è quello di cui andremo a parlare, risulti praticamente ignorato dalla comunità fortiana.
    Una rara e lodevole eccezione è rappresentata dal noto conduttore televisivo Roberto Giacobbo che lo citò in una lontana puntata di Voyager.
    Ma torniamo al nostro uovo.
    Al visitatore si presenta racchiuso dentro una teca di vetro ed appoggiato su di un piccolo basamento, pure questo di vetro.
    Lo stato di penombra che domina la sala rende ancora più affascinante l’oggetto.
    La datazione parla di un periodo che va dal 4.000 al 4.500 a.C.
    E’ stato ritrovato a Saqqara fra il 1909 e il 1910.
    La sua eccezionalità non consiste solamente nel suo ottimale stato di conservazione ma soprattutto nell’unicità dei disegni graffiati sul guscio.
    Di che cosa si tratta, dunque?
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    In esso si vedono chiaramente tre figure triangolari affiancate e percorse da sottili linee parallele, una base rettangolare che le unisce e sulla destra un’immagine allungata e dalla forma non geometrica.
    Sorgono, a questo punto, due domande.
    La prima, è corretta la datazione fornita dagli archeologi?
    La seconda, e più importante, cosa rappresenta quel complesso triangolare?
    Sul periodo di realizzazione non ci sono dubbi: siamo effettivamente nel V° millennio a.C.
    Lo dimostra l’esame del carbonio 14, sia dell’uovo, sia degli altri oggetti della tomba all’interno della quale è stato ritrovato, sia degli artefatti del villaggio adiacente.
    E veniamo ora alla seconda e più spinosa domanda.
    Ufficialmente le tre figure triangolari significano delle montagne. Infatti la “montagna” ha il suo simbolo più antico proprio nella forma piramidale, (oltre che in quello della punta dell’obelisco ed di una sorta di ponte rovesciato); ripetuto tre volte sta a significare il “plurale”. Quindi si tratterebbe di “tante” montagne e non solo tre come è intuitivo pensare. Tale termine, comunque, è espresso anche da linee verticali parallele .
    La triade, sempre secondo l’archeologia accademica, è affiancata dall’immagine stilizzata di uno struzzo.
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    Una seconda versione parla di vele d’imbarcazione.
    Vediamo di analizzare queste due possibili interpretazioni.
    L’unicità del reperto presenta difficoltà di valutazione, tanto è vero che pure in ambito accademico non c’è uniformità di giudizio.
    Che dire, allora, della versione “montagne”?
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    Effettivamente, pur in un contesto essenzialmente desertico e sabbioso, queste non mancano. A volte sorgono improvvise nella distesa pianeggiante, in altre formano una irregolare sequenza rocciosa.
    Secondo i geologi sono di origine vulcanica.
    Se ipotizziamo che il loro significato non sia simbolico ma che l’ignoto artista abbia voluto rappresentare in modo realistico quanto stava osservando, i conti, però, non tornano.
    La forma delle montagne, infatti, è essenzialmente tondeggiante (mentre i “triangoli” sono decisamente appuntiti) e le righe orizzontali che li attraversano sono completamente decontestualizzate.
    E poi non sono nella sostanza nulla di così straordinario da colpire la fantasia e da spingere a rappresentarle. E che le immagini possano essere qualcosa di straordinario lo suggerisce il fatto che il caso è unico. Infatti nelle numerose, seppur rotte, uova di struzzo ritrovate non esiste nulla del genere.
    Analizziamo, invece, il problema dal punto di vista simbolico.
    Per l’archeologia, come detto, i triangoli sono montagne.
    Ma nella scrittura geroglifica vi sono altri segni in quella forma (ed il fatto che lo stesso oggetto abbia poi diverse figurazioni non aiuta certo l’interpretazione).
    Ad esempio, il simbolo dell’acqua (o delle onde) [code][/code]

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    spesso raffigurato in tre sequenze parallele.
    Oppure l’ideogramma , che sta ad indicare il verbo “donare”.
    Ma la forma triangolare può rappresentare anche la stessa piramide .
    E’ d’obbligo, a questo punto, però una riflessione.
    L’esistenza della scrittura geroglifica è retrodatabile fino al 3.400 a.C., all’epoca cioè del più antico reperto storico rinvenuto al riguardo. Nel 1998, infatti, una equipe archeologica tedesca scoperse nella tomba di un sovrano predinastico trecento tavolette d’argilla con iscrizioni definite protogeroglifiche.
    Ora, il “nostro” uovo è di mille antecedente.
    I segni pittorici avranno avuto a quel tempo il medesimo significato? Il dubbio è legittimo.
    Parliamo, ora, dell’ipotesi “vele”.
    In effetti l’idea di vele dalla forma triangolare non è certo così strana e la presenza di una forma geometrica rettangolare con una estremità che si assottiglia sembra proprio richiamare la forma di un’imbarcazione (in un’altra versione del trittico, di cui parleremo in seguito, tale particolarità però scompare).
    Trovare, poi, una similitudine in altri reperti, qualunque essi siano, potrebbe essere un valido sostegno a questa teoria.
    Ma qui iniziano i problemi.
    Le antiche imbarcazioni egiziane avevano una sola vela, quadrata o rettangolare (non tre e triangolari), stesa fra una o due travi di legno.
    Lo sappiamo con certezza dalle pitture tombali e dai modellini ritrovati.
    Io stesso nella mostra “Egitto mai visto”, conclusasi da poco a Trento, ho avuto la possibilità di osservare diversi di questi manufatti e non uno richiamava l’idea di una triplice vela.
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    Appare, quindi, poco convincente l’ipotesa “vele” se nelle numerose ed antiche testimonianze nautiche non esiste nulla del genere.
    E sul fatto che quella massa informe sia davvero uno struzzo?
    Il museo contiene un altro vaso con l’immagine di questo animale e si può dunque fare un confronto.
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    Osservando le due figure il dubbio rimane.
    Ma se allora parlare di “montagne” e “vele” non convince fino in fondo (o per nulla) a che cosa potremmo essere di fronte?
    Il significato potrebbe essere semplicemente simbolico, seppur con taglio diverso da quanto sopra specificato.
    Il triangolo rappresenta da sempre il sole (il vertice è il punto dal quale partono i suoi raggi) e, per gli antichi egizi, anche il monte primordiale.
    Le stesse piramidi hanno anche questa valenza.
    In altre parole alla base di tutto (costruzione delle piramidi e figura triangolare) vi sarebbero i medesimi significati.
    Rimanendo in ambito simbolico, interpretazione potrebbe anche essere un’altra.
    L’idea mi è venuta osservando la fotografia dell’uovo al rovescio (al computer l’immagine risultava scaricata al contrario).
    Cosa hanno in comune il triangolo con la punta verso il basso, il simbolo dell’acqua e la presenza dell’uovo?
    Sono tutti simboli di fertilità, vita e rinascita (quella postura del triangolo sta significare il sesso femminile).
    Quindi, il nostro artista, non avrebbe rappresentato nulla di reale ma un’astrazione dal forte significato sociale.
    L’ipotesi, però, non rende giustizia al fatto che lo “struzzo”, in questo caso, sarebbe stato riprodotto al contrario.
    Ma facciamo, ora e per un attimo, correre la fantasia.
    Siamo in Egitto, terra delle famose piramidi di Giza.
    Se vogliamo dar credito alla versione ufficiale dove nell’ideogramma è compreso anche il significato di “numerose”, allora potrebbe voler dire “molte piramidi”.
    Il fatto è che i conti non tornano.
    Le piramidi sono state costruite ufficialmente attorno al 2.500 a.C., cioè ben 2.000 anni dopo che l’ignoto artista tracciasse quei disegni sull’uovo.
    Analizziamo, allora, il problema da un altro punto di vista, dimenticandoci per un attimo, del fattore temporale.
    L’immagine, nel suo insieme, potrebbe richiamare davvero il complesso di Giza?
    A suggerirlo sono alcune cose.
    Primo, ci sono tre triangoli ravvicinati come le tre piramidi sono poste le une accanto alle altre.
    Secondo, il triangolo centrale e quello posto a destra di chi guarda sono nelle giuste proporzioni “piramidali” (mentre il terzo no).
    Terzo, le righe parallele potrebbero richiamare le file di pietre prima che l’intera struttura venisse ricoperta di calcare bianco.
    (l’ignoto artista potrebbe cioè aver visto il cantiere dell’ultima piramide, quella di Micerino, ed aver esteso alle altre due piramidi la medesima logica costruttiva).
    Quarto, il rettangolo sottostante alle tre figure potrebbe essere il basamento roccioso del Mokattam sul quale poggiano le pesantissime strutture.
    Quinto, ma non meno importante, nella parte dell’uovo non visibile al pubblico, e mostrata anni fa da Roberto Giacobbo nella sua Voyager, vi sono altri tre triangoli fiancheggiati da una linea serpentiforme che potrebbe rappresentare il fiume Nilo.
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    Naturalmente non basta l’ambiguità di una serie di figure e speculazioni teoriche per poter affermare che siamo di fronte ad una prova che le piramidi non appartengono alla IV° dinastia e cioè al 2.500 a.C.
    Il problema della datazione e, più in generale, della costruzione delle piramidi è, in realtà, piuttosto complesso.
    Così come il conseguente concetto di una grande civiltà predinastica, seppur suggestivo ed avvalorato da alcuni indizi, ha bisogno di supporti ben più saldi su cui reggersi.
    Il “nostro” uovo, però, sembra rappresentare un ulteriore tassello a favore di una storia alternativa dell’Antico Egitto.
    Insomma, c’è la possibilità che le immagini non rappresentino né delle montagne, né delle vele, né delle astrazioni teoriche costruite a tavolino. Al contempo, però, la teoria delle piramidi rimane solo un’interessante riflessione logica.
    In ogni caso una teoria non esclude necessariamente un ‘altra.
    Quello che è certo è che il nostro uovo, in buona sostanza, è quanto Charles Fortes avrebbe definito un fatto “dannato” …

    http://www.centrostudifortiani.it/nubia.htm


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #13976

    zret
    Partecipante

    Molto interessante. Da notare che le piramidi paiono avere un'inclinazione di 23 gradi circa che è quella dell'asse terrestre.


    #13977
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1272746474=zret]
    Molto interessante. Da notare che le piramidi paiono avere un'inclinazione di 23 gradi circa che è quella dell'asse terrestre.
    [/quote1272746474]

    comunque, i misteri della nostra storia non finiscono mai, chissà perchè Hawass scava sotto la zampa del leone, avrà preso in seria considerazione le letture di Cayce?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #13978
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    ma infatti nn è l uovo che è misterioso xkè le piramidi non hanno quella data ke gli pseudo scienziati o archelogi danno


    #13979

    zret
    Partecipante

    [quote1272827173=farfalla5]
    [quote1272746474=zret]
    Molto interessante. Da notare che le piramidi paiono avere un'inclinazione di 23 gradi circa che è quella dell'asse terrestre.
    [/quote1272746474]

    comunque, i misteri della nostra storia non finiscono mai, chissà perchè Hawass scava sotto la zampa del leone, avrà preso in seria considerazione le letture di Cayce?

    [/quote1272827173]

    Hawass la sa lunga.


    #13980
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1272830503=farfalla5]
    [quote1272746474=zret]
    Molto interessante. Da notare che le piramidi paiono avere un'inclinazione di 23 gradi circa che è quella dell'asse terrestre.
    [/quote1272746474]

    comunque, i misteri della nostra storia non finiscono mai, chissà perchè Hawass scava sotto la zampa del leone, avrà preso in seria considerazione le letture di Cayce?

    [/quote1272830503]
    Cayce, non è l'unico anche ad esempio Di Grazia parla di “archeologia psichica” http://www.coscienza.org/ArcheoPsichica1a.htm

    Per 'Archeologia psichica' si intende un'esperienza extransensoriale (ESP) tramite la quale si giunge al ritrovamento di reperti, siti ed altre testimonianze del passato, di interesse storico- archeologico.

    Questo tipo di percezione porta a delle informazioni oggettive, che il soggetto non possiede a livello logico-razionale, e che trovano riscontro nella realtà. L'informazione su siti o reperti, ancora da scoprire, può arrivare ai soggetti più sensibili tramite i sogni, la visualizzazione su documenti o carte geografiche oppure da sensazioni percepite direttamente sui luoghi. La ricerca può essere eseguita con vari metodi, dato che i fenomeni ESP si manifestano diversamente da persona a persona.

    L'archeologia tradizionale si sta avvalendo di queste fonti di informazioni, a livello sperimentale, da quasi trent'anni. La storia dell'archeologia psichica è cosparsa di ritrovamenti e di personaggi interessanti, che coraggiosamente hanno affrontato questo difficile campo della ricerca.

    —————–

    Cayce dovrebbe aver quindi proprio visto quella camera li sotto..e molto altro
    http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.5152

    sotto le piramidi dovrebbe esserci la Stanza degli Archivi con informazioni sconvolgenti e anche sulla vita di Gesu mi pare di ricordare, ecco http://www.edgarcayce.it/media/educazione.htm
    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5282
    ————
    http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.5152
    ” Edgar Cayce: Association of Research and Enlightenment Newsletter
    I met with Dr. Zahi Hawass, Secretary General of the Egyptian Supreme Council of Antiquities, after he spoke for an hour to our A.R.E. group. He shared that Joe Jahoda, a longtime A.R.E. member, had convinced him to drill under the Sphinx for a chamber.”
    http://are-cayce.org/members/newsletters/2009_02_AM.pdf


    #13981
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.edgarcayce.it/media/testnasc.htm
    Le testimonianze nascoste dell’Egitto

    La ricerca è in atto da quando, nel 1933, Edgar Cayce parlò in trance di un’antica Sala delle Testimonianze (Hall of Records) sotto le sabbie dell’Egitto, vicino alla zampa anteriore destra della Sfinge. Analizzando le “registrazioni akasciche”, egli descrisse come l’altopiano di Giza venne tracciato secondo le stelle nel cielo e che i monumenti furono progettati per durare migliaia di anni come un enigma affascinante per l’umanità. Fornì dei dettagli sui contenuti di queste testimonianze nascoste, dove erano riposte e come entrare nella camera segreta.
    Le testimonianze vengono da Atlantide. Narrano i tempi dell’inizio quando “lo Spirito prese forma” e cominciò ad entrare nei corpi. Descrivono lo sviluppo di questi corpi e di questa gente nell’antica era antica delle leggendarie Lemuria ed Atlantide e le migrazioni successive dei nuovi popoli verso nuove terre, compresa il giovane Egitto. Le testimonianze descrivono inoltre la distruzione finale di Atlantide e la nuova costruzione in Egitto. Cayce disse che contengono il chi, che cosa, dove e quando di questi tempi antichi e la riscoperta che dovrà avvenire ai nostri tempi (378-16). Indicò che ci sono 32 tavolette o lastre di pietra, scritte in una forma di scrittura atlantidea pre-geroglifica, che dovranno essere tradotte (2329-3)…

    …Cayce disse che, sotto terra, ci sono delle “camere di collegamento dalla zampa destra della Sfinge” alle testimonianze. La stele dei sogni fra le gambe anteriori della Sfinge rivela una camera sotterranea con una porta. Una radarlocalizzazione profonda condotta negli anni ’90 rivelò un’anomalia sotto la Sfinge che potrebbe senz’altro essere questa camera. Ma dopo aver visitato questo luogo circa 28 volte sono certo che, per trovare queste testimonianze, avremo bisogno dell’aiuto miracoloso e magico dello Spirito. Come disse Cayce, non vi si può entrare finché “il tempo non sarà stato compiuto” e “non si può entrarvi senza una comprensione, perché quelli che sono stati lasciati come guardie non possono essere oltrepassati prima di un periodo di rigenerazione nel Monte, o quando comincia la quinta razza originale” (5748-6). La quinta razza originale è una stirpe in via di sviluppo con corpi nuovi, illuminati che arriverà durante lo spostamento verso la nuova era.
    Venture Inward, novembre/dicembre 2008

    ————————

    Dieci anni prima, durante una lettura sulla grande piramide in Egitto,
    Cayce suggerì che sarebbe stata scoperta un’antica “Sala delle
    Testimonianze” in un tempo che avrebbe annunciato la manifestazione di
    questo nuovo livello di coscienza. (5748-6)

    5. Si scopriranno le tre Sale delle Testimonianze?

    Secondo le letture, il popolo di Atlantide diventò consapevole del fatto che
    la loro civiltà stava per essere distrutta. Di conseguenza nascose
    testimonianze identiche della civiltà di Atlantide a Bimini, in Egitto e nello
    Yucatan. Numerose letture sostengono che questa Sala delle
    Testimonianze verrà scoperta, fra cui:

    (D) Elencate nel dettaglio quello che la camera sigillata contiene.
    (R) Una testimonianza di Atlantide dagli inizi di quei periodi in cui lo Spirito
    prese forma in quel paese o cominciò a racchiudere le anime in corpi, e gli
    sviluppi dei popoli durante il loro soggiorno, con la testimonianza della
    prima distruzione e i cambiamenti che ebbero luogo nel paese …

    La sua posizione si trova – quando il sole sorge dalle acque – laddove la
    linea d’-ombra (o di luce) cade fra le zampe della Sfinge, che più tardi
    venne posta come sentinella o guardia, e in cui non è possibile entrare
    dalle camere comunicanti dalla zampa (zampa destra) della Sfinge finché
    non è completato il TEMPO in cui i cambiamenti devono essere attivi in
    questa sfera dell’esperienza umana.

    Quindi tra la Sfinge e il fiume.” (378-16)

    (D) In quale piramide o tempio sono le testimonianze menzionate nelle
    letture fatte su Atlantide attraverso questo canale, nell’aprile 1932?
    (R) Come già detto, quel tempio fu distrutto nel periodo in cui ci fu l’ultima
    distruzione ad Atlantide.

    Tuttavia, poiché si avvicina il tempo in cui i cambiamenti devono accadere,
    si possono aprire i tre posti in cui le testimonianze sono uno, a coloro che
    sono gli iniziati nella conoscenza dell’Unico Dio:

    Allora il tempio fatto da Iltar si alzerà di nuovo. Inoltre ci sarà l’apertura
    del tempio o sala delle testimonianze in Egitto, e vi si possono trovare
    anche quelle testimonianze che sono state messe nel cuore del paese di
    Atlantide – che sono state conservate, per quelli che fanno parte di quel
    gruppo.
    Le TESTIMONIANZE sono UNO. (5750-1)
    http://www.edgarcayce.it/media/setteprofnon.htm

    —————–
    Hept-Supht, il sigillatore delle testimonianze
    http://www.edgarcayce.it/media/Hept-Supht.htm

    Ecco la storia di un grande atlantideo che diventò un egizio ancora più grande. E’ la storia di Hept-Supht, dalla città di Alta nella regione di Poseidia sul continente di Atlantide, il quale in seguito si trasferì sull’altopiano di Giza nell’antico Egitto. Hept-Supht lavorò a stretto contatto con Edgar Cayce, quando Cayce fu il sommo sacerdote egizio Ra Ta. Ecco la prima lettura di Cayce per Hept-Supht (378-13):
    “In Atlantide troviamo l’entità, quando ci furono quei periodi prima della distruzione, in cui si continuò a fare ciò che oggi si chiamerebbe guerra oppure, come si direbbe oggi, una campagna evangelistica.” ..

    ————————–
    ra il 28 000 e il 22 000 a.C. (le letture di Cayce non sono molto chiare su questo) avvenne una seconda distruzione. Questa inondazione lasciò solo tre isole sopra la superficie dell’acqua e solo parti di esse abitabili, distruggendo il tempio di Atlan e portandolo negli abissi. Essa distrusse anche il tempio di Iltar, ma egli ricuperò le tavolette e le spostò nell’entroterra, forse dove oggi si trova Piedras Negras, nel Guatemala. Le tavolette di Hept-supht erano sull’altopiano di Giza e furono infine nascoste in una camera sotterranea sotto la zampa anteriore destra della Sfinge.
    A questo punto le migrazioni diventarono critiche. Quelli che avevano il senso della verità più grande e dello scopo per la vita cominciarono a fare piani per conservare la propria saggezza e continuare a mantenere un certo livello di luce sulla Terra salvando nello stesso tempo il proprio corpo fisico. Per i successivi dieci a ventimila anni le anime emigrarono da Atlantide e istituirono templi in terre nuove. La distruzione finale avvenne nel 10 040 a.C. quando le terre rimanenti di Atlantide sprofondarono in mare.
    Nel 1932 Cayce dichiarò che le anime di Atlantide si stavano reincarnando sulla Terra e “stanno esercitando e eserciteranno un‘influenza sugli eventi del mondo attuale.” Cayce insegnò che in una nuova era di rapido avvento tutti i poteri e le consapevolezze conosciute ad Atlantide sarebbero tornati da noi. Allora essi avevano portato alla distruzione. Come li useremo noi adesso ? Egli spiegò che riacquisteremo la nostra capacità di avere una consapevolezza cosciente della nostra unione con le forze della Natura e le Forze Cosmiche e saremo in grado di usare questa consapevolezza per prenderci cura delle nostre necessità materiali. Ma dovremo stare attenti nell’usare tale consapevolezza e potere preoccupandoci dell’effetto sull’Insieme della Vita. Atlantide e tutto ciò che aveva di buono e di cattivo stanno sorgendo di nuovo. Come ce la caveremo questa volta ? (Ancient Mysteries, ottobre 2005)

    http://www.edgarcayce.it/media/Atlantidec.htm
    —————–
    L’EGITTO PREISTORICO E RA TA IL SACERDOTE
    D- Avrete davanti a voi il corpo dell’anima e la mente di Edgar Cayce, presente in questa stanza. Darete una storia dettagliata sulla vita della comparsa di questa entità in Egitto come Ra Ta e le sue associazioni con quelli di quel periodo che egli frequenta da vicino nel presente.
    http://www.edgarcayce.it/media/legittopreist.htm


    #13983
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    è un qualkosa ke affascina tantissimo..cayce è sicuram uno dei personaggi più importanti dell ultimo secolo


    #13982
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    diciamo che è una buona fonte per riflettere e studiare il “mistero”..


    #13984
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ecco, ho tagliato il video che avevo sul mio pc:
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    [youtube=500,405|border]p3H_4oeRlgQ
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    [youtube=500,405|border]-5SJkCp4RJQ


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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