lettera aperta da parte di donne italiane musulmane

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Questo argomento contiene 31 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Mujahida 8 anni, 11 mesi fa.

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  • #132913

    Mujahida
    Partecipante

    Nel Nome del Dio Unico

    Lettera aperta da parte di donne italiane musulmane che hanno liberamente scelto di indossare il velo integrale (niqâb)

    Al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi
    Al Presidente del Senato della Repubblica, sen. Renato Schifani
    Al Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini

    Egregio Presidente,

    Siamo italiane, nate in famiglie cristiane o laiche, o anche atee, siamo cresciute e abbiamo studiato in Italia, la maggior parte di noi ha una laurea, un diploma universitario, altre la maturità.

    Quel che ci rende un po' “speciali” è il fatto che ad un certo punto della nostra vita abbiamo capito che ci mancava qualcosa, e ci siamo fermate a riflettere sul senso che volevamo dare alla nostra esistenza, e abbiamo cominciato il nostro percorso di fede, cercando la Verità. Alcune di noi hanno conosciuto persone musulmane, altre hanno sposato un uomo musulmano che pian piano le ha rese partecipi dei suoi principi, altre ancora hanno scoperto l'Islâm da sole, in occasione di un viaggio, o per motivi di studio… La fede è qualcosa che ci viene incontro, senza che lo si possa veramente spiegare. Le vie di Dio sono impenetrabili. In un giorno benedetto, abbiamo accettato come vero il Sublime Corano come libro, il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) come Messaggero e l'Islâm come religione. In modo naturale, così come abbiamo imparato a pregare 5 volte al giorno e a digiunare il mese di Ramadan, abbiamo cominciato a indossare il velo, dapprima un semplice foulard, in seguito il niqâb, che è per noi il segno di un progresso nel nostro avanzamento verso Dio.

    Non siamo state per nulla “obbligate” dai nostri mariti a velarci, come qualche sedicente “musulmana moderna” in cerca di popolarità vorrebbe far credere all'opinione pubblica; al contrario, molte di noi hanno conosciuto il marito dopo la conversione all'Islâm, quando già indossavano l'hijâb.

    Le nostre famiglie generalmente ci hanno almeno al principio ostacolate in tutti i modi. Si auguravano per noi una carriera brillante, eppoi avevano paura per noi, delle conseguenze soprattutto di indossare il niqâb. In verità, una volta compiuta questa scelta, ci si espone oggigiorno ad incontrare serie difficoltà, sia a livello degli studi che della vita professionale, finanche nella vita quotidiana… spesso, nelle città italiane, veniamo ormai aggredite verbalmente, talvolta ci sputano addosso, a causa dell'odio indotto nei confronti dei musulmani in generale da parte dei mass media e di una gran parte dei governanti del nostro Paese. Ed essendo noi donne il bersaglio più visibile e quello più impunemente colpibile, veramente il nostro timore è che questa campagna di odio e di intolleranza ingiustificabili possa far sì che la gente si ritenga in un certo senso “autorizzata” ad attaccarci.

    Può sembrare dunque strana questa nostra scelta di continuare, nonostante tutto, a difendere il nostro velo, eppure indossando il nostro niqâb rivendichiamo ciò che siamo; accettare coscientemente la nostra fede e metterla in pratica ci rende più salde nelle nostre cconvinzioni, e in pace col nostro Signore.

    Quando pensiamo alla nostra vita di prima… dovevamo a tutti i costi essere belle in pubblico, essere le migliori, riuscire professionalmente. Oggi, siamo quasi tutte mogli e mamme, e ne siamo orgogliose. Indossare il niqâb non significa porre in secondo piano la nostra femminilità e non ha assolutamente alcun connotato politico, è semplicemente la manifestazione della nostra fede, senza alcuna volontà di ostentazione.

    Non abbiamo alcun problema ad alzare il nostro velo quando passiamo la dogana o in un ufficio amministrativo, chiediamo solo, se è presente una poliziotta o una vigilessa, che sia lei a riconoscerci, in caso contrario è normale essere identificate anche da un ufficiale uomo.

    Per questa ragione non comprendiamo quale sarebbe la necessità di proibire il velo integrale.

    A questo proposito, non possiamo non richiamare le pronunce del Consiglio di Stato, il quale con la sentenza del 19 giugno 2008, n. 3076 ha stabilito che l'uso di coprire il volto per motivi religiosi integra “un utilizzo che generalmente non è diretto ad evitare il riconoscimento, ma costituisce attuazione di una tradizione di determinate popolazioni e culture”.

    Ricordiamo anche la presa di posizione dell'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il quale nel 2004, rispondendo alla lettera aperta di una nostra sorella di Drezzo che si era vista applicare illegalmente una multa per via del suo velo, sdrammatizzò la situazione assicurando “la signora che in Italia c'è libertà di culto”.

    Ci pare dunque che una legge che si proponesse di dichiarare illegale una pratica religiosa sarebbe semplicemente anticostituzionale.

    La soluzione, secondo la nostra modesta opinione, sarebbe quella di spiegare agli italiani che le donne che indossano il velo integrale non sono “oppresse”; noi siamo italiane come voi e vi assicuriamo che nessun marito-orco ci ha cucito addosso il nostro amato velo…

    L'Italia è un Paese dove ognuno è libero di praticare la propria religione, e deve restarlo.

    Mujahida Cristina Lacquaniti
    Karima Michela Marcheselli
    Ayesha Umm Abdullah Yunus Federica Lucarelli
    Azizah Valeria Mazzaro
    Um Ayyub Michela Argiolas
    Saida Isabella Mazzocchi
    Amina Laura Cotognini
    Umm Maryam Anna Panella
    Federica Marcello
    Stefania Mazzaro
    Maryam Manuela Legnaioli
    Serena Barberini
    Sabina Paolini
    Ivana Fazio
    Deborah Callegari Hasanagic
    Anna Maria Cristiano
    Aisha Barbara Farina
    Barbara Radina
    Maryam Valentina Reginella
    Stefania Rizzo
    Miriam Mouwafaq
    Milena Volpe
    Chiara Purgato
    Elisa Palladino
    Michela Argiolas
    Habiba Amelia Bulboaca

    http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-proibizione-del-velo-integrale-niqab/544


    #132915
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Cara Mujahida, come ti ho già detto in privato, la libertà propria dovrebbe sempre essere rispettata quando questa non va a ledere quella altrui.

    Benvenuta!


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #132916

    texeira
    Partecipante

    Cara Mujahida,

    I pregiudizi sull'islam non nascono dal nulla.
    Mi piacerebbe che con la stessa eloquenza e apertura con cui vi siete prodigate a disturbare le istituzioni per
    questioni di così poco conto, scriveste anche alla mamma di Sanaa, ragazza marocchina
    19enne UCCISA da un padre poco propenso ad accordargli quella libertà e quella
    emancipazione che voi tanto sbandierate.
    Mi piacerebbe anche che spiegaste come mai questa persona è stata zittita pubblicamente ed ha
    dovuto parlare per bocca di un imam che ha ha confezionato
    per lei una dichiarazione fin troppo artefatta e maschilista.
    E' questa la libertà della donna nell'islam?
    Solo nel mio piccolo conosco due persone che stanno soffrendo da anni perchè hanno
    deciso di avere una relazione con un italiano NON musulmano e sono
    osteggiate dalla famiglia che in almeno dieci anni NON ha MAI voluto
    riconoscere questa relazione, anzi, in un caso, poichè la figlia è andata caparbiamente
    avanti per la sua strada (avendo per questo tutta la mia ammirazione) ed ha anche avuto
    un bambino dalla persona con cui vive, è stata DISCONOSCIUTA INSIEME AL BAMBINO.
    E' questa la libertà della donna nell'islam?
    Un conoscente tunisino dichiara di professare un islam aperto e moderato: è uno di quelli che pregano
    5 volte al giorno sul tappeto ecc., eppure non ha avuto problemi ad ammettere che se un giorno avesse
    una figlia questa NON potrebbe sposare un NON islamico.
    Per la terza volta: E' questa la libertà della donna nell'islam?
    Quando vorrete scendere dal vostro islam fatato, fatto di pura devozione al dio vostro ecc.,e vorrete
    cominciare ad aprire gli occhi sulla realtà della vostra fede, sul fatto che al di fuori della vostra
    cerchia dorata, ci sono DONNE CHE
    SONO MORTE o vivono un'oppressione di fatto, in nome della distorta parola di allah, e comincerete a disturbare le istituzioni per
    un motivo valido che è la LIBERTA' dell'individuo e non le quisquilie sul velo/non velo, allora,
    e solo allora meriterete ascolto.


    #132917
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    fatico a pensare che una donna possa accettare e decidere liberamente di coprirsi il viso in pubblico, personalmente è una cosa che non riesco a giustificare in alcun modo logico, so che ci sono interpretazioni diverse del Corano e culture diverse nel mondo islamico, situazioni e modo di pensare diversi
    Alla fine comunque penso che sia tutta questione appunto di cultura o di pensiero che non ha a che fare con la religione

    A questo proposito voglio ricordare questa situazione, è inutile giudicarci e criticarci se non in modo costruttivo, aiutarci assieme tra culture diverse, capirci e cercare di migliorare la coscienza comune, perchè siamo una cosa sola, una coscienza sola che ora ha diversi aspetti

    Storia dell'emancipazione femminile in Italia

    di Valentina Piattelli

    Adesso le donne sono cittadine di serie A, al pari degli uomini. Esse sono padrone di se stesse e godono dell’eguaglianza giuridica e di tutti gli stessi diritti degli uomini. Possono accedere a tutte le professioni e a tutti gli uffici (tranne che nel clero e nell’esercito, per ora). Non è sempre stato così però.

    In passato la donna era un accessorio del capofamiglia (padre o marito). Nel Codice di Famiglia del 1865 le donne non avevano il diritto di esercitare la tutela sui figli legittimi, né tanto meno quello ad essere ammesse ai pubblici uffici. Le donne, se sposate, non potevano gestire i soldi guadagnati con il proprio lavoro, perché ciò spettava al marito. Alle donne veniva ancora chiesta l’”autorizzazione maritale” per donare, alienare beni immobili, sottoporli a ipoteca, contrarre mutui, cedere o riscuotere capitali, né potevano transigere o stare in giudizio relativamente a tali atti. Tale autorizzazione era necessaria anche per ottenere la separazione legale. L’articolo 486 del Codice Penale prevedeva una pena detentiva da tre mesi a due anni per la donna adultera, mentre puniva il marito solo in caso di concubinato…
    http://www.storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblicadonne.htm

    ——————
    La storia eravamo noi, nessuno si senta offeso
    http://www.macchianera.net/2009/05/10/la-storia-eravamo-noi-nessuno-si-senta-offeso/
    di Gianluca Neri
    “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

    (Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano
    sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912)

    …e continuava…

    “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.


    #132914

    texeira
    Partecipante

    A questo proposito voglio ricordare questa situazione, è inutile giudicarci e criticarci se non in modo costruttivo, aiutarci assieme tra culture diverse, capirci e cercare di migliorare la coscienza comune, perchè siamo una cosa sola, una coscienza sola che ora ha diversi aspetti

    Hai ragione Richard, ma mi chiedo come si possa parlare di Coscienza Universale con chi si preoccupa solamente di portare il velo.
    L'inconsistenza di queste crociate mi da il voltastomaco…


    #132918
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1264589140=texeira]

    A questo proposito voglio ricordare questa situazione, è inutile giudicarci e criticarci se non in modo costruttivo, aiutarci assieme tra culture diverse, capirci e cercare di migliorare la coscienza comune, perchè siamo una cosa sola, una coscienza sola che ora ha diversi aspetti

    Hai ragione Richard, ma mi chiedo come si possa parlare di Coscienza Universale con chi si preoccupa solamente di portare il velo.
    L'inconsistenza di queste crociate mi da il voltastomaco…

    [/quote1264589140]
    o con chi si preoccupa solo del proprio cortile ,della propria squadra di calcio, del grande fratello…


    #132919

    Anonimo
    #132920

    El Mojo
    Partecipante

    Dovremmo TUTTI scegliere di abbandonare definitivamente il velo che copre i nostri occhi e che si chiama religione = superstizione. E non indossarlo mai più nemmeno quando è natale e ci lasciamo influenzare da supposte “atmosfere magiche”.
    Sono supposte dolorose e ricche di controindicazioni per un corretto funzionamento del cervello.
    Salute


    #132921

    texeira
    Partecipante

    Gia fatto.:-)


    #132922

    Detective
    Partecipante

    Mi associo


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