L’euro non è una moneta, l’euro è un metodo di governo!

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Questo argomento contiene 469 risposte, ha 23 partecipanti, ed è stato aggiornato da Richard Richard 3 anni, 8 mesi fa.

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  • #143024

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11621

    UNA BANCA SARA' IL CEMENTO DEI BRICS. UN’ALTERNATIVA FINANZIARIA AL DOLLARO E ALL'EURO

    DI ROBERTO BISSIO
    Red del Tercer Mundo (Rete del Terzo Mondo)

    La creazione di una banca di sviluppo, con un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari, sarà il tema principale della riunione vertice dei BRICS che avrà luogo a Durban, in Sudafrica, dal 25 al 27 marzo. “BRIC”, che in inglese ha un suono simile a “mattone”, è l’acronimo coniato nel 2001 da Jim O'Neill, analista della Goldman Sachs, per denominare il gruppo di paesi comprendenti il Brasile, la Russia, l’India e la Cina: quattro grandi potenze non appartenenti al club dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) la cui sede si trova a Parigi.

    Inizialmente le riunioni di questi Paesi sono state svolte con la presenza dei ministri e, successivamente, sono stati coinvolti i Capi di Stato degli stessi, a partire dalla crisi finanziaria esplosa a Wall Street nel 2008. Il Sudafrica è entrato a far parte dei BRICS durante gli ultimi incontri, dando all’organizzazione il nome di BRICS oppure BRIC-5 lasciando aperta la possibilità di un futuro BRIC-9 al quale si potrebbero aggregare altri paesi emergenti con alto tasso di popolazione come il Messico, l’Indonesia, la Nigeria o la Turchia.

    Dal primo vertice, nel 2009, i BRICS hanno richiesto profonde riforme alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale chiedevano un maggior peso nella gestione dell’economia mondiale. I BRICS hanno una popolazione pari a tre miliardi di abitanti e l’economia complessivamente arriva ad un ammontare di 15mila miliardi di dollari annui, in pratica l’equivalente del prodotto degli USA; tuttavia, questi ultimi possiedono il 17% dei voti all’interno del FMI e, di conseguenza, hanno il potere di veto, dato che tutte le decisioni importanti richiedono l’85% dei voti, mentre il totale dei voti BRICS non arriva al 12%.

    Secondo l’imprenditore Sandile Zungu, segretario del Consiglio Nero degli Affari in Sudafrica, nelle dichiarazioni rese all’agenzia Inter Press Service (IPS), oltre alle prese di posizione, afferma che la nuova banca BRICS “sarà il cemento dello spirito di cooperazione” del gruppo e per questo motivo “avrà una base istituzionale tangibile”.

    Questo spirito di cooperazione dovrà manifestarsi al momento di prendere due decisioni di gran valore simbolico: la scelta della sede e la moneta con la quale si realizzeranno le operazioni. Sebbene gli apporti iniziali dei paesi membri siano uguali, l’economia cinese è la più forte rispetto a quella complessiva degli altri quattro paesi ed è prevedibile che questo fatto abbia maggiore incidenza in entrambe le decisioni. C’è chi sostiene che con molta probabilità la sede potrebbe stabilirsi a Shanghai e che le operazioni economiche potrebbero essere contabilizzate in moneta cinese (renminbi) e non in dollari. La Cina, in questo modo, avanza delle pretese verso la conversione della sua moneta come strumento di riserva monetaria internazionale, come attualmente lo sono il dollaro, l’euro, lo yen, le sterline e i franchi svizzeri.

    Oltre ai 10 miliardi di dollari iniziali in forma di contribuzione da parte di ogni paese membro, la banca BRICS cercherà di attrarre capitali da altre fonti ed i suoi capitali saranno destinati a finanziare il commercio all’interno dei BRICS nonché a finanziare opere di infrastruttura nei paesi in via di sviluppo.

    “Le esigenze dell’economia globale sono così considerevoli”, afferma Kaushik Basu, capo-assessore del Ministero Indiano delle Finanze, “che la nuova banca dello sviluppo non toglie nulla alla Banca Mondiale, alle banche regionali di sviluppo o alle singole banche dei paesi membri del gruppo BRICS, come ad esempio il BNDES del Brasile”.

    La banca Mondiale ha stimato che la differenza tra il finanziamento di cui ha bisogno l’Africa e il denaro attualmente disponibile è pari a 90 miliardi di dollari l’anno. L’economista Hannah Edinger, capo ricercatrice del gruppo di consulenti “Frontier Advisory”, ha stimato che gli stessi BRICS necessiteranno di 15mila miliardi di dollari per investimenti in infrastrutture nei prossimi vent’anni.

    Però Windsor Chan, vicepresidente della China Construction Bank di Johannesburg, si è dimostrato meno cauto nella conferenza stampa in Sudafrica: a suo parere la Banca BRICS costituirà un’alternativa finanziaria ai paesi non-occidentali escludendo le agende politico-economiche che ostacolano il loro sviluppo economico”.

    Una delle aree nella quale questa indipendenza dalle fonti finanziarie tradizionali può manifestare un’enorme differenza è l’area dell’energia nucleare. Cinquanta dei sessantasei reattori nucleari in costruzione si trovano nei paesi del gruppo BRICS, sostiene Anthony Butter, professore di scienze politiche dell’Università di Città del Capo.

    E dopo gli ultimi disastri avvenuti nelle centrali atomiche, le assicurazioni non ne vogliono sapere di grandi e incontrollabili operazioni di denaro e le banche private non sono disposte a rischiare la pelle in questo tipo di imprese.

    La centrale nucleare di Kudankulam in India, spiega Butter, è stata costruita utilizzando la tecnologia russa seguendo un modello di finanziamento diverso. Mosca ha concesso un “prestito in valuta debole” a lunga scadenza e con un tasso d’interesse basso e invariabile; inoltre, ha assunto i rischi del progetto. Conseguentemente il governo indiano non è stato costretto ad offrire garanzie statali. La banca BRICS sarebbe il canale perfetto per sviluppare questo modello di finanziamenti tra governi alla cui base si trovano le aziende statali.

    La nuova banca si colloca agli antipodi dall’Accordo dell’Associazione Trans-Pacifico (TPP) proposto dal presidente Barack Obama, in uno dei suoi punti più polemici il TPP vuole limitare, precisamente, le grandi aziende statali del settore energetico (nucleare e petrolifero), le stesse che la Banca BRICS intende rafforzare.


    #143025

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11622

    COME POSSIAMO METTERE IN RELAZIONE I SISTEMI MONETARI CON IL MONDO NATURALE?

    DI JOSH RYAN COLLINS
    resilience.org

    Sicuramente il denaro non cresce sugli alberi, ma certamente cresce ad un ritmo molto più veloce, in special modo quando viene creato dalle banche come debito ad interesse. Nelle moderne economie, quasi tutto il denaro viene creato in questo modo (1). Per mantenere una provvista stabile di denaro, i debitori devono pagare sia il prestito iniziale che gli interessi sul prestito. Ciò significa che è necessaria una crescita economica in linea con l’interesse sul debito e in alternativa (o in aggiunta) inflazione; entrambi i fattori hanno giocato un ruolo considerevole nel secolo scorso.

    Ma, per tornare al mondo reale, della natura, esistono dei limiti alla crescita: il limite ultimo è l’energia, necessaria a qualsiasi produzione. Gli esseri umani hanno bisogno di cibo per sopravvivere e riprodursi e la creazione di questo cibo necessita di energia che, in ultima analisi, deriva dal sole.

    Uno dei motivi che hanno favorito la rapida crescita delle nostre economie negli ultimi duecento anni è stato l’aver scoperto una ricchissima fonte di energia solare concentrata sotto forma di combustibili fossili, accumulatisi in migliaia di anni nelle viscere della terra e sotto il fondo dei mari.

    Siamo diventati sempre più efficienti nell’estrarre questi materiali dalla terra, mantenendo così l’illusione che il denaro con interesse dovuto alle banche corrisponda ad una legge naturale, sebbene non senza ripetute crisi finanziarie e cancellazioni di debito. È comunque sempre più chiaro (2) che la festa dell’energia a buon mercato sta finendo.

    È oggi necessario creare un miglior meccanismo di feed-back tra il denaro, la nostra unità di conteggio universale, deposito di valore e mezzo di scambio, e la sorgente universale della vita.
    Abbiamo pubblicato oggi un rapporto sulle valute in energia (3), il primo tentativo di rivedere le proposte esistenti e i progetti che collegano il denaro all’energia, o viceversa. Presentiamo una tipologia per aiutare a comprendere le differenti funzioni che queste valute in energia possono adempiere, sia in termini di ancoraggio del denaro al mondo naturale che di incoraggiamento a sviluppare attività economiche maggiormente sostenibili. Includiamo i casi di studio di una varietà di approcci al problema.

    1) Sistemi di contabilità energetica, per esempio “La struttura Emergy” di Howard Odum (4). Questa struttura assegna un valore a tutti i beni in relazione all’energia solare (in emjoule) necessaria per crearli, piuttosto che al loro costo, che non ci dice nulla circa la loro sostenibilità. Se le valute nazionali fossero denominate in emjoule, i paesi con utilizzo pro-capite maggiormente efficiente (principalmente i paesi in via di sviluppo) vedrebbero le proprie economie divenire molto più competitive ed i propri debiti ridursi enormemente. (5)

    2) Sistemi valutari energetici basati sul debito, come le Schede Kilowatt·ora (6) negli USA. Queste schede consentono alla gente di pre-acquistare energia su schede o telefoni, sapendo che il proprio potere di acquisto rimarrà stabile qualsiasi cosa accada al prezzo dell’energia.

    3) Sistemi valutari energetici basati sul credito, in cui vengono emessi dei buoni in cambio del contante investito nella produzione di energie rinnovabili. I buoni possono essere utilizzati in futuro per acquistare energia rinnovabile da pannelli solari di nuova costruzione o da campi eolici. Tali approcci auto-finanziati (7) potrebbero superare quelli che spesso sono costi altrimenti proibitivi per progetti grandi e piccoli di energie rinnovabili.

    Il rapporto include molti esempi di comunità locali che avviano piccoli progetti che traggono origine dalla frustrazione per la mancanza di progressi a livello nazionale. Ormai è ora che accademici, attivisti, governi e ONG collaborino per sviluppare ulteriormente e sviluppare in grande quegli schemi che abbiano riscosso maggior successo e forniscano i finanziamenti per collaudare la maggior parte dei concetti che, al momento, rimangono soltanto alla stadio di idee.

    L’idea di mettere in relazione l’energia con il denaro non è nuova ma, forse, è giunto il momento di farlo.

    Josh Ryan Collins
    Fonte: http://www.resilience.org
    Link: http://www.resilience.org/stories/2013-02-28/how-can-we-link-monetary-systems-to-the-natural-world
    28/2/2013

    Traduzione per http://www.Comedonchisciotte.org a cura di ARRIGO DE ANGELI


    #143026

    Anonimo

    http://www.eugeniobenetazzo.com/crisi-cipro-prelievo-depositi.htm

    ADESSO ABBIATE PAURA

    La exit strategy pianificata dalla Troika per il salvataggio di Cipro spiana la strada a quelle che potrebbero essere le metodologie di risanamento attuabili anche per l'Italia: sostanzialmente visto che ci sono persone che ancora non lo sanno i 10 miliardi di euro necessari per dare ossigeno all'economia cipriota arriveranno grazie a prelievi una tantum sui depositi a vista dei correntisti bancari: 6,5% sino a 100.000 euro e 9,9% oltre questa soglia, inutile pensare di portare via il proprio denaro in quanto le banche hanno l'ordine di bloccare i fondi per evitare la fuga dei capitali all'estero. Sono costretti a pagare l'imposta anche i non residenti che hanno depositi presso banche cipriote.

    Un'altro punto di vista per giustificare la ratio di questa manovra considera che il gettito fiscale prodotto da questo intervento scaturirà in misura maggiore proprio dai prelievi effettuati sui conti dei soggetti non residenti i quali hanno sfruttato per anni le caratteristiche distintive del sistema bancario cipriota (considerato un rinomato centro di riciclaggio finanziario, soprattutto dalla criminalità russa). Mentre chi amministra denaro per conto terzi sta vivendo un clima del tipo DEFCON 3 (vi invito al riguardo a rivedere lo strepitoso film War Games uscito nel 1983) in Italia e nel nuovo parlamento si continua a filosofeggiare e tergiversare.

    Le varie forze politiche uscite vincenti dall'ultima tornata elettorale, incuranti della scenario socioeconomico che contraddistingue la nazione, continuano a dare dimostrazione di puerili azioni dimostrative o di atti di sabotaggio politico contro questa o quella parte politica o istituzionale. Non vi è nessuno che sia in grado di proporre sul piano della credibilità operativa un programma di cambio della politica economica che ha contraddistinto l'Italia in questi ultimi dieci anni. A sentire il PD, il PDL ed anche il M5S sembra che la priorità della nazione siano i tagli ai costi della politica, il dimezzamento dei parlamentari, la legge sul conflitto di interessi, la riforma elettorale ed il finanziamento pubblico dei partiti. Personalmente parlando, ma chi se ne frega in questo momento critico del finanziamento ai partiti, si tratta di far risparmiare alla fiscalità diffusa appena 90 milioni di euro all'anno (avete letto bene novanta milioni) su un bilancio di oltre 800 miliardi ! Capite che in Italia manca una classe dirigente capace proprio da questo tipo di considerazioni, e questo vale trasversalmente prendendo in causa tanto i nuovi eletti quanto le vecchie mummie riconfermate. Governare ed amministrare è un mestiere piuttosto difficile, che non si esercita in base a presunzioni di onestà e trasparenza, ma solo per constatazioni di capacità e per risultati raggiunti.

    Come si può pensare che persone appena laureate o in procinto di laurearsi (presenti in ogni forza politica) che non hanno mai avuto responsabilità di rilievo all'interno del mondo imprenditoriale o nella vita di qualche ente pubblico, per quanto siano giovani e genuine, siano in grado di governare o di proporre soluzioni per la politica economica della nazione. Lo avevano capito persino i Romani istituendo il cursus honorum, un insieme di incarichi militari e funzioni politiche che si doveva aver espletato prima di potersi candidare al Senato della Repubblica. Lo ha menzionato di recente anche Papa Francesco, la vecchiaia è la sede della sapienza, pertanto non è detto che l'ingresso impunito di tanti giovani, privi di cursus honorum, qualunque sia la loro fede politica, possa essere considerata una soluzione sensata da percorrere. Pertanto possiamo dire che oggi ci rendiamo conto di come per rinnovare la classe politica italiana non basti sostituire un vecchio cialtrone incompetente con uno scalpitante giovane incompetente. In ogni caso ricordate che governare sul piano politico (soprattutto in Italia) significa cercare alleanze, condividere obiettivi di breve e convergere su un dispositivo di legge oggi necessario.

    Per questo motivo continuo ad essere un fiero credente del commissariamento finanziario sovranazionale del paese, persino se io stesso lo aborro, ma mi rendo conto essere l'unico modo per poter avviare un processo di risanamento nazionale, prima che si arrivi al default del paese o peggio ad una escalation di tensione sociale in grado di destabilizzare quel poco di credibile che hanno le istituzioni italiane. A fronte di quanto emerso in questi ultimi giorni, adesso abbiate paura, soprattutto dopo le esternazioni della BundesBank riguardo al rischio paese. Senza riforme, niente aiuti. Sapete quali saranno le riforme che chiederanno prima di prestare il denaro, riforme che questo parlamento e forse anche quello futuro non saranno mai in grado di implementare senza il ricatto sovranazionale ? Mercato del lavoro dinamico e flessibile, assunzione e licenziamento stile modello scandinavo, remunerazione della manodopera attraverso gabbie salariali desindacalizzate, accentramento e snellimento dei costi di spesa per la pubblica amministrazione, indicatori di performance per i dipendenti pubblici, limitazioni all'assistenza sanitaria di base, accorpamento amministrativo degli enti locali. Insomma tutto quello che servirà per diminuire il bilancio di spesa della macchina statale italiana. Sperando comunque che intanto questo possa bastare, prima di arrivare ai tanto antipatici e dannosi prelievi coatti sui depositi bancari degli italiani.


    #143027

    Xeno
    Partecipante

    [quote1363718218=Pier72Mars]
    http://www.eugeniobenetazzo.com/crisi-cipro-prelievo-depositi.htm

    ADESSO ABBIATE PAURA

    La exit strategy pianificata dalla Troika per il salvataggio di Cipro spiana la strada a quelle che potrebbero essere le metodologie di risanamento attuabili anche per l'Italia: sostanzialmente visto che ci sono persone che ancora non lo sanno i 10 miliardi di euro necessari per dare ossigeno all'economia cipriota arriveranno grazie a prelievi una tantum sui depositi a vista dei correntisti bancari: 6,5% sino a 100.000 euro e 9,9% oltre questa soglia, inutile pensare di portare via il proprio denaro in quanto le banche hanno l'ordine di bloccare i fondi per evitare la fuga dei capitali all'estero. Sono costretti a pagare l'imposta anche i non residenti che hanno depositi presso banche cipriote.

    [/quote1363718218]

    Benetazzo Benetazzo

    Il Parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio concordato con Ue e Fmi, che chiedeva un prelievo forzoso sui depositi bancari in cambio del salvataggio da 10 miliardi di euro: 36 i voti contrtari, 19 le astensioni. La notizia era nell'aria, dopo che il presidente dell'assemblea aveva lanciato un appello ai deputati affinché votassero contro il piano: «La risposta non può che essere una: no al ricatto», aveva detto.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-18/cipro-parlamento-oggi-ratifica-105137.shtml?uuid=Ab67BAfH


    #143028
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Da ascoltare 🙂

    [size=20]Bagnai a RadioRadio: Cipro, Euro e dintorni – 19-03-2013

    [size=20]Massimo Pivetti – presentazione dell'e-book “Oltre l'austerità”

    e-book gratuito: [link=http://download.kataweb.it/micromega/Oltre_l_austerita.pdf]http://download.kataweb.it/micromega/Oltre_l_austerita.pdf[/link], fonte [link=www.micromega.net]www.micromega.net[/link]


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143029

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11628

    CENSURA, CONTROLLI AI CAPITALI, SQUALLIDI E DEFICIENTI

    DI GIOVANNI ZIBORDI
    cobraf.com

    1) lunedì tutti i giornali italiani e (da quello che mi dicono perchè non uso più l'aggeggio) le TV nazionali hanno CENSURATO la notizia del prelievo forzoso sui conti correnti a Cipro. Sul Corriere della Sera ho dovuto scorrerlo tre volte per trovarlo nascosto a pagina 19, non appariva nemmeno nell'inserto economico ad esempio e il titolo del pezzo era fatto in modo tale da sembrare una notizia di routine. Sulla stampa tedesca, inglese e americana invece era la notizia di prima pagina ovunque…. Anche MilanoFinanza, che è costretta a parlare di tutti i fatti di mercato (con i mercati finanziari che aprivano a -3%…), aveva solo commenti che dicevano che era un problema secondario e circoscritto e che minimizzavano. QUESTO PERCHE' LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA HA (come è successo in ottobre 2011, come so da fonte certa) quasi sicuramente ha inviato una direttiva ai direttori di giornali e telegiornali indicando di non parlare di Cipro. E' assolutamente ovvio che lunedì hanno provato a far passare la notizia sotto silenzio in TV e sui giornali sperando che tutto si chiudesse entro la giornata come prevedeva la Troika

    2) A meno di una retromarcia completa della UE e dei paesi nordici le banche di Cipro non aprono per un altra settimana, con tutti i trasferimenti bloccati sopra una cifra minima e quando riaprono ci saranno i controlli sui trasferimenti di capitali. Per chi non lo sa sono previsti nel trattato UE. Quando riaprono bloccheranno quasi tutto ai correntisti perchè al momento il loro capitale è quasi sparito e quindi la UE non estende a loro l'ELA (leggere gli articoli precedenti su cosa è (1), cioè le lascia scoperte per un 20 o 30% dei loro impieghi e questa notizia è sufficiente a scatenare il panico.

    3) per quelli che pensano che in Italia è diverso c'è un intervista ieri a Patuelli, capo della ABI, che dice che in Italia le banche prestano un 20% in più dei depositi che hanno e incita il governo a trovare modi di far vincolare i depositi per anni e a spingere la gente a mettere più soldi in conti deposito vincolati per cinque o dieci anni. Per chi lo abbia dimenticato (anche se su questo sito abbiamo previsto nel 2007 il crac delle banche usando questi numeri e li abbiamo spiegati cinquanta volte) in Europa le banche hanno impieghi pari al 350% del PIL! (in USA meno del 100% del PIL ad es). Ovvio quindi che i depositi corrispondono a una quota che va dall'80% al 40% di questi impieghi. Come colmano il deficit ? Come spiegato, in realtà le banche estendono credito senza nemmeno guardare ai depositi che hanno, “creano denaro” e la Banca Centrale da loro contanti quando ne hanno bisogno verso il pubblico. Il problema è che ora la Banca Centrale è in comune tra 20 o 25 paesi che litigano se dare i soldi. All'Italia nel 2011 hanno fatto lo scherzo di negare soldi per far cadere il governo e mettere Monti ad esempio…

    4) Le perdite di circa 20-25 miliardi di questre tre banche cipriote erano quasi tutte dovute al default greco di Febbraio dei bonds greci di cui avevano comprato circa 40 mld. Per cui non è colpa dei ciprioti o della loro economia o del deficit pubblico, ma del meccanismo della UE in generale oltre del fatto che queste banche non erano regolamentate e supervisionate (come poi tutte). In realtà tutto il problema di queste banche si risolverebbe con un una decina di miliardi di ricapitalizzazione, forse meno, perchè hanno un sacco di depositi (circa 90 mld) e circa 140 mld di impieghi (quindi con 10 mld di capitale sono a posto).

    5) Perchè tutto questo casino con corsa agli sportelli, chiisura e forse fallimento delle banche cipriote, controlli ai capitali in arrivo o uscita dall'Euro per Cipro ? La politica dei paesi nordici. Oggi in Germania o Austria se vuoi essere eletto non dai 16 miliardi a banche cipriote che in pratica sono offshore e tengono miliardi russi… Anche loro hanno una rivolta strisciante dell'opinione pubblica tedesca o olandese che non vuole continuare coi salvataggi in eterno. E hanno anche ragione perchè, come spiegato sono già incastrati per almeno 700 miliardi tramite Target2 (2). Anche dalla loro parte insomma intuiscono che è una strada senza uscita…

    6) il governo Monti in questa circostanza si è comportato in modo squallido, ha fatto schifo al c… (nessuna parola volgare risulta eccessiva in questa circostanza) scomparendo completamente, come se non avesse partecipato e votato nelle riunioni a Bruxelles in cui si decideva tutto. Non ha sollevato obiezioni anche se era ovvio che l'Italia e le sue banche ne avrebbero subito le conseguenze, ha fatto finta di niente e si è limitato a dire ai giornali e TV italiani (UNICI AL MONDO!) di censurare lunedì la notizia

    7) il M5S non si è accorto che succedeva qualcosa, il loro blog o blog di supporto tipo Byoblu e le loro dichiarazioni di esponenti sono da giorni tutte sul fatto drammatico per il destino dell'Europa che 16 di loro una settimana fa non hanno votato quello che gli ha detto Grillo (per il presidente della Camera)…. E chi razzo se ne frega ? E poi sulle commissioni in cui devono occupare dei posti e infine strillano sul fatto che i giornalisti non li lasciano mai stare e cercano di intervistarli per cui gli tocca chiudere tutte le porte. Dalle parti del M5S Cipro è un posto di vacanze

    Ricorda Paolo Rebuffo che il famoso “The Final Countdown” (“Il conto alla rovescia finale”) era cantato dagli Europe! Un segno del destino ! Quando vai su Youtube trovi “Europe – The Final Countdown” (3)

    Compra ORO, tieni posizioni short, muovi soldi all'estero… (non perchè ci sarà un panico proprio ora, ci metteranno una pezza di sicuro questa volta, ma la prossima in Spagna e Portogallo questa estate sarà il vero casino)

    Giovanni Zibordi
    Fonte: http://www.cobraf.com
    20.03.2013


    #143030

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11629

    CIPRO: UN TEST CHE SI DOVEVA FARE
    Postato il Mercoledì, 20 marzo @ 05:16:57 CDT di ernesto

    DI TYLER DURDEN
    zerohedge.com

    Il “salvataggio” sequestra-conti di Cipro rivela molto della struttura fondamentalmente neocoloniale e neofeudale dell'Eurozona e conferma la resa politica di questa regione alla finanziarizzazione.
    Finalmente, l’Europa ha tolto la maschera e dietro le facce malaticce di sovranità, democrazia e libero mercato capitalista, possiamo vedere il vero apparato messo a nudo: l’aristocrazia politico-finanziaria dell'Eurozona che strangolerà i cittadini di ogni nazione per proteggere il proprio potere ed evitare che banche e obbligazionisti paghino per le loro perdite.

    Vedi: Il Modello E.U. del Neofeudalismo e della Finanziarizzazione Neocoloniale (24.5. 2012).
    Vediamo per punti tutto quello che ci sta rivelando il “Caso Cipro” sul vero stato del potere della politica finanziaria in Europa:

    1. -Una terminologia impostata sul decentramento maschera la struttura reale: l'UE opera per realizzare un modello neocoloniale. Nel vecchio modello di colonialismo 1.0, la potenza colonizzatrice conquistava o cooptava le élite di potere delle regioni periferiche, e cominciava a sfruttare le risorse e la manodopera delle nuove colonie per arricchire il nucleo imperiale. Nel neocolonialismo, le forze della finanziarizzazione (debito e leva finanziaria sotto il controllo dei cartelli bancari, appoggiati dai governi) vengono utilizzate per coinvolgere le élite locali e il popolo con il centro finanziario: i “coloni” delle periferie prendono in prestito soldi per comprare prodotti finiti fabbricati nelle economie del centro, arricchendo le Elite imperiali con:

    A) Gli utili realizzati vendendo merci ai debitori

    B) Gli interessi sul credito concesso alle colonie periferiche per potersi comprare dalle economie del nucleo centrale le «merci per vivere alla grande»

    C) Una scelta su quali operazioni permetteranno di finanzializzare le attività periferiche più appetitose, come immobiliare e debito dello Stato.

    In sostanza, le banche centrali della E.U. hanno colonizzato i paesi periferici finanziandoli con l'euro, permettendo una massiccia espansione del debito e del consumo nelle periferie. Le banche e gli esportatori del nucleo centrale dell'E U quindi hanno ricavato enormi profitti da questa espansione del debito e del consumo.
    Ora che il regime di finanziarizzazione dell'euro ha fatto il suo corso, si svela il vero volto del neocolonialismo: il patrimonio e il reddito dei paesi periferici dovranno trasferirsi verso il nucleo centrale, come pagamento degli interessi sul debito privato ​​e sul debito sovrano che è dovuto alla banca centrale e alle banche private, che si proteggono a vicenda.

    Questo non è solo il raggiungimento del neocolonialismo, ma anche di un neofeudalesimo. Le nazioni della periferia del E.U. sono effettivamente paesi neocoloniali debitori del nucleo (quasi-imperiale) delle banche, e allo stesso tempo i contribuenti delle nazioni virtuose, del centro (ora solo Germania e Olanda) sono ridotti, anche loro, a servi della gleba, ed il loro lavoro è utilizzato per produrre utili su qualsiasi prestito, fatto dalle banche ai paesi periferici, anche se evidentemente il prestito non potrà mai essere restituito.
    Potremmo definire la E.U. una plutocrazia o un'oligarchia ma la sua struttura neofeudale ci costringe a identificare una classe che ha ricchezza e potere politico che vanno oltre i confini nazionali: questa si chiama aristocrazia.

    A servire l'aristocrazia è una classe di tecnocrati ben pagati, di factotum, di lacchè, di leccapiedi e di fedeli esecutori. Sotto questa casta ben retribuita di tecnocrati, troviamo un’enorme casta schiava del debito, asservita per pagare gli interessi sui debiti propri o sui debiti degli altri, e costretta dalla sua stessa impotenza a pagare i debiti per proteggere le banche e gli obbligazionisti dall'assorbirsi le perdite.

    Cipro ha aggiunto solo “un tocco di espropriazione” a questo ben oliato sistema di saccheggio: la strategia è (vorrebbe essere) l’ espropriazione diretta dei depositi bancari, per garantire le banche, anche quelle non-imperiali e chi possiede loro titoli, che non perderanno mai soldi che hanno investito in prestiti assurdamente rischiosi.

    2. – Si tratta di un bottino sovranazionale. Mentre i commentatori con dibattiti quotidiani hanno ingannato la gente per anni, spiegando quanto la Germania abbia tratto beneficio dall'euro, non hanno raccontato che chi beneficia veramente dell’euro non è uno stato ma sono le banche sovranazionali e tutto l'apparato politico dell'UE, che le banche hanno ormai fatto prigioniero.
    I cittadini tedeschi possono approvare o disapprovare che avvenga un'espropriazione a Cipro, ma questo non ha nessuna importanza: perché anche se è ben mascherato, anche loro sono pedine che si muovono nella scacchiera delle banche: i salvataggi delle nazioni periferiche sono evidenti salvataggi delle banche centrali e degli obbligazionisti.

    Anche gli stati-nazione della periferia neocoloniale sono semplici pedine di una propaganda studiata, di un utile inganno da mostrare agli ingenui e ai sentimentali, che credono ancora nelle strutture nazionali e che insistono a non voler vedere una triste realtà neocoloniale di servitù e saccheggi.

    3. – La democrazia è una finzione, quando per chiunque si voti, saranno comunque banche e obbligazionisti a mantenere il controllo del flusso dei redditi e della ricchezza privata. La democrazia in Europa è la caricatura di una ridicola finzione, di un assurdo sanguinoso gioco circense offerto alle masse per distrarle dalla loro impotenza e dal loro stato di servi della gleba morosi.
    La democrazia è una finzione quando la politica che protegge le banche e gli obbligazionisti dalle loro perdite non si cambia, indipendentemente da quale partito, coalizione o nuovo leader politico arrivi nominalmente al potere.
    La ricchezza privata dei contribuenti tedeschi viene espropriata quando pagano le loro imposte, che servono per salvare le banche centrali e gli obbligazionisti: Quale differenza vogliamo vedere tra questo esproprio e quello più palese della espropriazione di beni privati che si vorrebbe fare a Cipro?
    E' solo una differenza tecnica, il risultato è lo stesso: Un trasferimento forzato di ricchezza da chi l’ha guadagnata con il proprio lavoro verso quelle banche e verso quegli obbligazionisti che, se agissero in una vera economia capitalista, sarebbero immediatamente costretti ad assorbirsi le perdite causate dall’ alea delle loro scommesse finanziarie, altamente rischiose.

    4. – La finzione ideologica del capitalismo è morta in Europa. Il capitalismo è una finzione quando qualcuno può rischiare il capitale sapendo di non perdere niente.

    5. – Cipro è un test indispensabile per capire, in modo palese, se l'esproprio di beni privati si può fare anche senza far cadere un governo o senza provocare rivoluzioni. Se il furore si placherà abbastanza presto, la stessa tecnica di esproprio potrà essere imposta altrove. Se la reazione sarà forte e minaccerà l’aristocrazia, allora si dovranno studiare altre forme di espropri meno evidenti, da sperimentare in qualche altra neocolonia.
    6. – “Divide et impera” è l'eterno ordine del giorno della propaganda. Le élite di potere stanno cercando di mettere i servi della gleba delle periferie contro i servi del centro, con l'obiettivo di evitare che entrambi i gruppi si rendano conto di essere ormai tutti legati alla stessa catena di un anomalo sistema politico-finanziario in mano all’Aristocrazia.


    #143031
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Venti di guerra per la Merkel: Mosca schiera cinque fregate che tengono a tiro Cipro

    I diktat tedeschi mettono a rischio prelievo forzoso i 24 miliardi di euro depositati dai russi nelle banche cipriote. Così Mosca minaccia: pattugliate le coste dell'isola

    http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1206440/Venti-di-guerra-per-la-Merkel—Mosca-schiera-cinque-fregate–che-tengono-a-tiro-Cipro.html

    :yesss:

    I russi mostrano i muscoli di fronte all’esproprio bancario promosso dall’Europa tedesca in quel di Cipro. Almeno cinque fregate terranno a tiro utile le coste dell’isola levantina «permanentemente». Così, quello che sta succedendo al largo di Cipro dimostra per l’ennesima volta che il petrolio, il debito e i soldi si difendono con il deterrente delle armi…Un messaggio diretto ad Angela Merkel, promotrice dell’intera linea di austerity


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #143032

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1363794514=Pier72Mars]

    Il “salvataggio” sequestra-conti di Cipro rivela molto della struttura fondamentalmente neocoloniale e neofeudale dell'Eurozona e conferma la resa politica di questa regione alla finanziarizzazione.
    Finalmente, l’Europa ha tolto la maschera e dietro le facce malaticce di sovranità, democrazia e libero mercato capitalista, possiamo vedere il vero apparato messo a nudo: l’aristocrazia politico-finanziaria dell'Eurozona che strangolerà i cittadini di ogni nazione per proteggere il proprio potere ed evitare che banche e obbligazionisti paghino per le loro perdite.
    [/quote1363794514]

    Abbiamo voluto vivere in un finto benessere garantito dal sistema debito? E adesso ne paghiamo le conseguenze fino in fondo.

    [quote1363794620=brig.zero]
    Venti di guerra per la Merkel: Mosca schiera cinque fregate che tengono a tiro Cipro

    I diktat tedeschi mettono a rischio prelievo forzoso i 24 miliardi di euro depositati dai russi nelle banche cipriote. Così Mosca minaccia: pattugliate le coste dell'isola

    http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1206440/Venti-di-guerra-per-la-Merkel—Mosca-schiera-cinque-fregate–che-tengono-a-tiro-Cipro.html

    [/quote1363794620]

    Bene! La crisi dell'eurozona rischia di sfociare in una crisi anche militare!|


    #143033

    Vino
    Partecipante

    ORA LO CAPITE PERCHE' BERSANI VUOLE ABOLIRE IL CONTANTE?

    di Paolo Cardenà – L'Unione Europea, approvando il salvataggio delle banche cipriote, aveva preteso un prelievo forzoso (rapina) sui conti correnti dei cittadini di Cipro. Come noto, il prelievo sarebbe dovuto essere del 6.75% sulle somme inferiori ai 100 mila euro, e di quasi il 10% su quelle superiori a tale giacenza. Secondo le notizie che si apprendono, in quella sede, il FMI avrebbe chiesto addirittura una tassa del 40%, ma con franchigie più elevate.

    Tali misure sarebbero dovute essere approvare dal Parlamento cipriota, ma la libertà ha prevalso sull'oligarchia dei banchieri e sulla tirannia europeista. Il Parlamento cipriota ha respinto al mittente la proposta della tassa rapina, riaffermando la sovranità del popolo che, troppo spesso, in questa Europa, sembra sfuggire ai suoi gerarchi. Cipro ha avuto il coraggio di dissentire, e ha deciso che il suo popolo non debba essere vittima di un esproprio di quel genere per pagare il conto alle Banche tedesche esposte su quelle cipriote, guarda caso, per lo stesso importo del gettito preventivato di 5, 8 miliardi di euro. In un quadro del genere, in attesa di capire come evolverà la situazione cipriota, cerchiamo di comprendere cosa potrebbe accadere in Italia se dovessero esse introdotte misure di contrasto all'utilizzo del denaro contante.

    Ciò che sta accadendo a Cipro ci insegna una cosa molto semplice, ossia che il tabù dell'inviolabilità e del rispetto dei risparmi e dei sacrifici di una vita, almeno nel contesto dell'Europa meridionale, è stato violato, è stato abbattuto, definitivamente. A nulla possono valere eventuali rassicurazioni, smentite, o peggio, passi indietro. Le autorità europee si sono dimostrate del tutto inaffidabili. L'insegnamento che ci deriva dal caso Cipro, è che chi ha dei risparmi depositati presso qualsiasi banca dei Paesi in difficoltà, potrebbe rischiare di perderli, almeno in parte. Sarebbe perfino ingenuo pensare che l'esproprio potrebbe riguardare solo i conti correnti, poiché ogni genere di attività potrebbe essere colpita, più o meno pesantemente, anche se con differenti livelli di difficoltà. Difficoltà certamente ovviabili, se si intende ottenere un determinato risultato, che poi sarebbe quello di rendere solvibili banche e Stati.

    La linea di demarcazione tra debito e credito, di colpo, sembra essere divenuta più sottile, pallida, quasi inesistente. E' chiaro che al debito di un soggetto, corrisponde il credito di un'altro di un altro soggetto. E per rendere solvibile il debitore, non c'è nulla di più agevole che compensare posizioni a debito con quelle a credito. Ed il gioco è fatto: il debitore è stato reso solvibile e il creditore è stato espropriato. Bella l'economia di mercato, vero? Peccato che questo valga solo per le banche e per gli Stati; non per i cittadini comuni che poi sarebbero quelli a cui l'esproprio è rivolto.
    Nel contesto Italiano esiste una vulgata popolare, capeggiata da Bersani, secondo la quale, in nome della lotta all'evasione fiscale, si dovrebbe abbassare la soglia all'utilizzo del denaro contante, oppure eliminarlo del tutto.

    Questo, è addirittura riproposto in uno degli otto punti che dovrebbero essere quelli ispiratori l'azione del prossimo governo a guida Bersani (?). Tant'è che tra i provvedimenti da adottare, si legge: “Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale”. Tradotto significa: abbassamento della soglia di utilizzo del denaro contante (o completa eliminazione). Già in diversi articoli abbiamo trattato l'argomento e qui ci limitiamo solo ad esporre alcune considerazioni. Bersani pretende che il denaro contante sia depositato in banca. Ciò significa che chi ha uno stipendio, ad esempio, dovrà riceverlo obbligatoriamente in banca. Così come ogni sostanza contante, di cui si dispone, dovrà essere depositata in banca, e da lì spesa attraverso la moneta elettronica.

    Di colpo, grazie ad un atto normativo, il cittadino verrebbe privato, oltre che di questa forma di libertà, anche dell'unica forma di dissenso a sua disposizione nei confronti del sistema bancario. Per contro, le banche verrebbero graziate in quello che per loro costituisce il vero e proprio incubo: la corsa agli sportelli. A quel punto, essendo il denaro smaterializzato e sostituito con un algoritmo astratto e intangibile, ne deriva che se non esiste moneta contante da scambiare e da prelevare, viene meno anche il pericolo che la popolazione possa chiedere la restituzione di ciò che non esiste. E' evidente, e le banche festeggiano.

    Il sistema bancario deterrebbe in deposito la maggior parte della ricchezza del paese. Deterrebbe in custodia i vostri investimenti in titoli, azioni, obbligazioni, i preziosi custoditi in cassette di sicurezza, e ora anche il denaro che, obbligatoriamente, deve essere depositato sul conto corrente. Siccome le pretese impositive dello Stato si fondano su imponibili di cui lo Stato stesso ne dovrebbe conoscere le dimensioni e la collocazione, se ne deriva che lo Stato non potrebbe tassare ciò che non conosce, come ad esempio il denaro contante che voi custodite a casa, almeno fino a questo momento. Il pericolo è proprio quello di essere obbligati, tramite un provvedimento di legge, a privarsi dell'utilizzo del contante, per rendere la macchina coercitiva del fisco ancora più efficiente, funzionale, perfetta e micidiale.

    Tra poche settimane, le banche italiane dovranno trasmettere all'anagrafe tributaria tutte le movimentazioni dei nostri conti correnti. Lo stato, con un semplice click, potrà conoscere in tempo reale ogni vostra ricchezza: sia la sua collocazione, che la sua dimensione complessiva. Ricchezza incrementata, ovviamente, dai depositi di denaro contante che, oltre a far aumentare la base imponibile da colpire con un'eventuale imposizione patrimoniale, offre allo Stato la garanzia del buon esito della sua pretesa tributaria.
    Quindi, in questo caso, avrebbe a sua completa disposizione ogni forma di ricchezza, e potrebbe tassare, confiscare ed espropriare, ogni importo a suo piacimento, desiderio e necessità, sia per salvare chi tale ricchezza la detiene in deposito (le banche), sia per salvare se stesso e i privilegi del manipolo di gerarchi da un eventuale bancarotta.

    Anzi, questo pericolo è quantomai reale e percepibile al punto che lo stesso Bersani non nasconde affatto il desiderio di applicare un'imposta patrimoniale.
    Volete un esempio su cosa potrebbe fare lo stato con il vostro patrimonio? Bene, basta prendere ad esempio Cipro. La cosa più semplice da fare è proprio quella di aggredire il deposito sui conti correnti. Sono sostanze disponibili e quindi per definizione idonee ad essere immediatamente trasferite, dal conto corrente alle casse dello stato. E poi se lo Stato è fortunato e a voi vi dice male, sul conto corrente potrebbe anche trovare un saldo particolarmente elevato derivante dal mutuo che la vostra banca, magari, vi ha accreditato qualche giorno prima per comprare la vostra casa o finanziare la vostra attività. Quindi un “extragettito” per lo Stato, una maggiore rapina per voi, su dei patrimoni a debito che dovrete rimborsare alla banca.

    La cosa vi sorprende? Nel 1992, con la patrimoniale di Amato, è accaduto proprio questo. Aziende e famiglie di sono viste confiscare ricchezza su delle somme derivanti da un finanziamento concesso dalla banca e temporaneamente depositato sul conto corrente bancario. Vi sembra giusto?
    Volete un'altro esempio? Eccovi serviti. Bersani, ad esempio, come dicevamo, non nasconde affatto l'idea che sarebbe favorevole ad un'imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, intendendo per tali, quelli oltre 1.5 milioni di euro. A parte il fatto che egli non fornisce chiarimenti su cosa debba intendersi per patrimonio, ossia se si dovranno considerare beni immobili, mobili, investimenti, aziende ecc., come già dicevamo in un precedente articolo, il sospetto è che, quando si accorgeranno che il gettito derivante da un'imposizione patrimoniale a quei livelli sarà molto ridotto, probabilmente, abbasseranno di molto il livello di patrimonio dal quale far scattare l'imposizione al fine di aumentare la base imponibile.

    Solo per citare un esempio, qualora dovesse essere tassato il patrimonio immobiliare, non è detto che il contribuente abbia disponibili gli importi per adempiere all'obbligazione tributaria. Ecco quindi che il fisco potrebbe aggredire il conto corrente dove si detengono, per obbligo normativo, anche le risorse indispensabili per il sostentamento dei propri congiunti, lasciando a pancia vuota tutta la famiglia. Ma la carrellata di casi e gli aspetti inquietanti di una simile coercizione della libertà individuale è ancora lunga, fitta ,se non interminabile. Si potrebbe andare avanti per ore, ma non cambierebbe affatto il risultato.
    La banca, concludendo, diverrebbe una gigantesca camera di compensazione, ossia soggetto giuridico al servizio (più di quanto lo sia oggi) dello Stato per espropriare ricchezza: ossia il presente e il futuro di liberi ed onesti cittadini.


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