l'insostenibile logica della globalizzazione e delle multinazionali

Home Forum L’AGORÀ l'insostenibile logica della globalizzazione e delle multinazionali

Questo argomento contiene 5 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 9 mesi fa.

Stai vedendo 6 articoli - dal 1 a 6 (di 6 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #132963

    paolodegregorio
    Partecipante

    – l’insostenibile logica della globalizzazione e delle multinazionali –
    a cura di Paolo De Gregorio, 27 gennaio 2010

    Attualmente in Italia abbiamo, tra le altre, due grosse emergenze occupazionali, quella di Termini Imerese, e quella della Alcoa in Sardegna, e si parla di stabilimenti da chiudere per sempre.
    Entrambe sono entità multinazionali che rispondono a logiche di profitto in cui non si tiene in alcun conto il lato umano dei problemi, e quando decidono una ristrutturazione, una delocalizzazione, una chiusura, è proprio inutile fare qualunque trattativa.
    E’ profondamente sbagliato da parte del movimento dei lavoratori invocare mediazioni governative o mobilitazioni sul territorio per decisioni che sono già state prese e con una probabilità del 99% sono irrevocabili.
    L’Alcoa (multinazionale americana dell’alluminio) sta già costruendo un enorme impianto in Arabia Saudita, dove ha energia a basso costo e lavoro di immigrati a buon mercato e niente e nessuno può imporle di rinunciare ai vantaggi della globalizzazione.
    La Fiat, pur avendo avuto sovvenzioni statali per decenni, ha spostato il baricentro produttivo negli USA, lì farà le macchine elettriche del futuro. Anche in questo caso è il potere economico che risulta il principe dei poteri e la politica non conta nulla di fronte alla logica e alle decisioni del mercato,
    Qui bisogna fare chiarezza: la globalizzazione, accettata e condivisa quasi da tutti, arricchisce le imprese che hanno mano libera nelle proprie scelte di portare all’estero la propria produzione, rincorrendo le eterne e vecchie cose che interessano ai padroni: manodopera a basso costo e sottomessa, materie prime a prezzi bassi.

    Chi ha fatto e fa le spese della dittatura del mercato sono i salariati, diventati tutti precari ed insicuri ricattati da un mercato di riserva di immigrati pronti a prendere il loro posto, che danno il voto ai padroni della Lega cercando in tal modo di ottenere un occhio di riguardo per il futuro del loro lavoro.
    Di fronte a questa situazione e alla assenza di un sindacato e di una sinistra, credo che l’unica strada percorribile sia quella di arrivare ad un “sindacato unico” dei lavoratori, autogestito da loro stessi, che chieda quella sicurezza di vivere dignitosamente, che deve essere data a tutti, superando l’istituto della cassa integrazione a scadenza, nella forma di un “salario sociale” per tutti i licenziati e i disoccupati, della entità del 50% di un salario medio.
    In uno stato capitalista e con la economia globalizzata non si può parlare di lavoro come “diritto” in un mercato instabile ed evanescente e, per non essere condannati alla totale precarietà ed insicurezza, bisogna pretendere un contrappeso da ottenere con l’autogestione e la lotta dura.
    In parole povere, se tu Stato non hai alcun potere sull’economia, che può fare quello che vuole, che rende i rapporti di lavoro instabili e precari, tu Stato devi prevedere un contrappeso finanziato dalla fiscalità generale che diventi “salario sociale” per tutti i disoccupati.
    Deve diventare un diritto come la pensione sociale e nessuno in un paese democratico deve essere lasciato nella disperazione e nell’abbandono.
    Paolo De Gregorio


    #132964

    Detective
    Partecipante

    Io credo che alla base dell'andamento della società gestita dalla politica ci sia principalmente l'economia guidata da società private che si elevano al di sopra delle decisioni prese dalle più alte cariche dello stato, e che quindi traggono profitto creando sistemi economici che pongono limiti ai diritti dei lavoratori e gestori di imprese così come purtroppo ben sappiamo…

    Il meccanismo usato per regolare l'economia così com'è attualmente, è il “Signoraggio Monetario”…. [link=hyperlink url] http://www.associazionesaras.it/Altro/Informazione.asp?IDRubrica=77%5B/link%5D ~grrr


    #132965
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Il problema è nato negli anni 80, gli anni di facile carriera e superficialità dilagante….oggi abbiamo i frutti di quei semi malati.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #132966
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #132967

    Xeno
    Partecipante

    [quote1296596225=brig.zero]

    [/quote1296596225]

    Non sono d'accordo. -|-


    #132968
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

Stai vedendo 6 articoli - dal 1 a 6 (di 6 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.