L'Intervista a Bartsch MORGAN STANLEY.

Home Forum L’AGORA L'Intervista a Bartsch MORGAN STANLEY.

Questo argomento contiene 3 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  giovanni 6 anni, 3 mesi fa.

Stai vedendo 4 articoli - dal 1 a 4 (di 4 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #141240

    giovanni
    Partecipante

    L' Intervista all' Economista Bartsch Morgan Stanley è ragionevolmente ottimista sull' euro e sulle potenzialità del nostro Paese «Copiate il modello tedesco» Bartsch (Morgan Stanley):
    le liberalizzazioni e l' integrazione con i mercati emergenti hanno guarito l' economia della Germania.

    L' Italia Può imitarla ?

    Siamo alle soglie di una lieve recessione per il gruppo dei 17 Paesi che aderiscono all' eurozona.

    Tuttavia si stanno anche creando le condizioni per un rilancio dell' economia e della divisa comune europea, soprattutto se si arriverà a una vera e propria unione fiscale tra i Paesi di area euro.

    Elga Bartsch, a capo della ricerca economica europea di Morgan Stanley, spende parole di ragionato ottimismo sul futuro dell' euro e sull' idea stessa di un' Unione fiscale e monetaria tra i Paesi del Vecchio Continente.

    Che cosa dobbiamo aspettarci nel 2012 sul versante della recessione ?

    «Secondo le nostre stime ci sarà una leggera contrazione del Pil nei Paesi dell' eurozona, con un calo dello 0,2%. Purtroppo la ripresa dell' anno successivo, il 2013, sarà molto anemica, con un aumento della ricchezza di appena lo 0,9%». Quali scelte di politica economica potrebbero rilanciare la congiuntura europea?

    «La strada maestra è quella delle liberalizzazioni e dell' eliminazione dei vincoli che impediscono alle aziende di crescere. Un problema che colpisce in modo particolare l' economia italiana». Perché soprattutto l' Italia?

    «Nel periodo compreso fra il 2001 e il 2011 il prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,3% annuo, contro un aumento medio dell' 1,2% per l' eurozona nel suo complesso.

    Anche questo tasso di sviluppo tuttavia è inferiore al potenziale di crescita di lungo periodo che noi stimiamo sia pari all' 1,25% per il complesso dell' economia europea». Le liberalizzazioni possono bastare per un simile rilancio?

    «La Germania, che all' inizio dello scorso decennio era considerata il grande malato d' Europa ci è riuscita liberalizzando gli orari degli esercizi commerciali, favorendo la flessibilità del mercato del lavoro, riducendo i vincoli d' impresa.

    Questa via dovrebbe essere percorsa anche dagli altri Paesi per ridurre gli squilibri e rilanciare la crescita».

    Lei parla della Germania come di un modello da imitare… «Non si tratta di imitare nessuno, ma di prendere atto che la Germania, anche grazie alle liberalizzazioni, è stata il Paese europeo che ha saputo trarre il maggior beneficio dalla globalizzazione, creando un' economia fortemente integrata con quella dei Paesi emergenti.

    Da questo punto di vista anche l' Italia ha saputo fare abbastanza bene e ha difeso meglio della Francia, ad esempio, la sua quota sul totale degli scambi internazionali».

    Come è stato possibile questo risultato?

    «La forza dell' economia italiana è data dal tessuto di piccole e medie imprese innovative e dalla vivacità degli imprenditori del Paese.

    Ma le strozzature di tipo amministrativo e regolamentare impediscono a queste stesse imprese di crescere dimensionalmente».

    Veniamo alla crisi dell' euro.

    Ritiene che una rottura della divisa europea rientri nel novero delle cose possibili?

    «Una rottura dell' euro causerebbe danni enormi alle economie dei Paesi coinvolti e non sarebbe di alcun giovamento per la risoluzione di quei problemi strutturali che invece debbono essere affrontati.

    Viaggiamo tutti insieme sul Titanic e in questo momento c' è un gruppo di persone che stanno organizzando un piano di salvataggio».

    Gli eurobond potrebbero essere una soluzione?

    «Al di fuori di una unione fiscale non sarà possibile realizzare gli eurobond.

    E anche acquistare direttamente i titoli degli Stati da parte della Bce rappresenta un modo per allontanare soluzioni politiche adeguate, piuttosto che renderle più probabili».

    M. SAB. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Il numero 1,2% La crescita media dei Paesi euro nell' ultimo decennio. L' Italiasi è fermata solo allo 0,3%

    Sabella Marco


    #141241

    giovanni
    Partecipante

    Padre Nostro, nelle tue mani rimetto lo Spirito, alla fine del Tempo, tutto si compie.


    #141242

    kappa88
    Partecipante

    “Viaggiamo tutti insieme sul Titanic e in questo momento c' è un gruppo di persone che stanno organizzando un piano di salvataggio”
    In questo momento? ma se sono anni…


    #141243

    giovanni
    Partecipante

    Viviamo, l'attimo Fuggente.


Stai vedendo 4 articoli - dal 1 a 4 (di 4 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.