Ma tu ci pensi che a piazza Tien an Men sono morti per avere un diritto che qui si vende a 50 euro?

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da InneresAuge InneresAuge 7 anni, 8 mesi fa.

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    InneresAuge
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    La frase con cui ho dato oggetto a questo post mi ha fatto riflettere…
    …con il senno di poi forse chi è morto per la democrazia e la sua molto presunta libertà, è morto invano…

    Tre settimane fa Giustizia e libertà mi ha invitato a Lucera per parlare di legalità e di Costituzione. Io vado sempre quando mi invitano, anche se la prospettiva è di parlare a 10 persone (è capitato). Ma è andata bene, la sala teneva 100 posti e c’era molta gente in piedi. Forse qualcuno ha appreso qualcosa che ignorava; tra questi certamente io. Perché, prima dell’incontro, siamo andati a prendere un caffè. I 3 rappresentanti locali di Giustizia e libertà, Antonio, consigliere comunale eletto in una lista indipendente, e io. E abbiamo chiacchierato. Mi hanno spiegato che lì, a Lucera e in tutto il profondo Sud, i voti si comprano.

    “Ma va? – ho detto – lo so già: promesse di variazioni del piano regolatore, di appalti etc.”.
    “Ma no – mi hanno detto – è molto più miserabile. Qui un voto costa 50 euro. In piazza, nelle vie del centro, c’è sempre una massa di giovani: disoccupati, privi di interesse, depressi. Il candidato li avvicina uno per uno (bisogna andare presto, come quando si va a pesca, perché se no ti precedono) e offre 50 euro a chi lo vota; la prova è una fotografia della scheda fatta con il cellulare”.
    “Ma non si può portare il cellulare in cabina!”.
    Si sono messi a ridere. “Poi – mi hanno detto – ci sono altri mezzi. Per ogni elezione c’è un numero spropositato di rappresentanti di lista, 100 euro l’uno. Io ti nomino e ti pago però tu voti per me. E poi ci sono gli scrutatori. Sono nominati dalla Commissione elettorale con il sistema proporzionale, ogni candidato ha diritto a un certo numero di nomine. 500, 600 euro, mica male per un disoccupato. Io ti faccio nominare ma tu mi voti. Alla fine – mi hanno detto – a Lucera, per farsi eleggere servono da 200 a 300 voti, con 15.000 euro te la cavi”.

    Il sistema naturalmente vale anche per le elezioni di grado superiore: provinciali, regionali, politiche. Solo che lì si va a pacchetti. Il candidato arriva con una valigia piena di soldi, si rivolge al politico locale che gli passa i suoi elettori: naturalmente bisogna pagarli. Un’elezione regionale costa 50.000, 60.000 euro.

    “Ma lo sai che comprano i voti dei Rom? Un campo nomadi costa 4.000 o 5000 euro”.

    E tutto questo, hanno concluso, è trasversale: tutti agiscono così.

    “Ma non li potete denunciare?”, ho chiesto io. E mi sono beccato la mia lezione di diritto.
    “Sì, ci abbiamo pensato; abbiamo anche parlato con qualche avvocato. Metti che li becchiamo in flagranza: facciamo intervenire i Carabinieri mentre il candidato dà al ragazzotto 50 euro. Vergogna, voto di scambio!. Ma che dici, gli ho chiesto di comprarmi le sigarette”.
    L’ho tradotto in giuridichese: il fatto non sussiste (oppure, secondo altra giurisprudenza, il fatto non costituisce reato). “Servirebbero un po’ di pentiti”, ho detto.
    Sì come no, a Lucera e dintorni. Il disoccupato che denuncia il candidato che, oltre ai soldi, gli ha promesso un lavoro. Perché di promesse così, prima delle elezioni, ce n’è una nuvola; poi, come ha detto Antonio, cambiano la sim del cellulare.

    Non è che, alla fine, fossi molto in forma. Antonio mi ha letto nel pensiero.
    “Ma tu ci pensi – mi ha detto – che a piazza Tien an Men sono morti per avere un diritto che qui si vende a 50 euro”.
    fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/15/cinquanta-euro-a-voto-tre-settimane-fa-giustizia/71736/


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #89661
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    per capire il messaggio di questo triste articolo bisognerebbe cambiare il titolo del topic, ma tanto è uguale, la madre degli imbecilli è sempre gravida.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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