MACROBIOTICA. Dieta di Ohsawa a rischio: troppo sale, conserve e cottura

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    giugno 12, 2009

    [color=#ff0000]1. Riso integrale salato con porri, da condire con salatissima salsa di soia. Tipico piatto macrobiotico, indicata perfino come colazione del mattino.
    2. Alghe. In macrobiotica si usano le nori, wakame, hiziki, dulse ecc.
    3. Umeboshi (prugne acerbe in salamoia), ritenute preventive e curative.
    4. Salsa di soia (shoyu, tamari ecc).
    5. Zuppa di miso con tofu.[/color]

    UN NOME PER DIRE QUASIASI COSA
    – Oggi la macrobiotica è poco seguita, dopo il boom e poi il fallimento degli anni '70. Il giapponese Ohsawa l'aveva creata ad imitazione di una presunta antica dieta dei monaci Zen del Tibet, e perciò i ristorantini macrobiotici che esistevano allora, proponevano secondo l’insegnamento del guru quasi solo riso integrale, salatissima salsa di soia, zuppe salate di miso, alghe, legumi, ortaggi cotti (per lo più carote, cavoli, porri, cipolle, zucche, rape e barbabietole scondite; niente pomodori, melanzane e patate) o in conserve sottosale, e poco altro* . E questo anche di prima mattina per colazione. E tutto sempre cotto (anche la lattuga), stracotto o abbrustolito. Per “yanghizzare”. Chissà perché, poi, visto che secondo la filosofia Zen lo Yin e lo Yang devono essere bilanciati. Inoltre, con frequente ricorso a cibi tecnologici (tofu o “formaggio di soia”, seitan o proteine del grano, vale a dire il glutine), cibi fermentati ad opera di miceti (natto, tempeh), salse giapponesi ed estratti fermentati in funzione di dado da brodo (shoyu, tamari, miso). Naturale che gusto e menù macrobiotici fossero considerati in Occidente monacali, poco appetibili, quasi auto-punitivi, ed entrassero per questo a far parte del repertorio dei comici satirici alla tv. In Italia, poi, il pubblico non ama la monotonia, né il cibo scondito e insapore, ed è abituato a verdure crude, frutta, pomodoro, come anche ai sapori vari e spiccati.

    MA I CEREALI INTEGRALI NON VOGLIONO DIRE MACROBIOTICA. Oggi, dopo il fallito tentativo di modernizzazione di Michio Kushi negli Stati Uniti, i pochi macrobiotici rimasti sono contagiati dal salutismo della alimentazione naturale, che a differenza della macrobiotica ha il pieno appoggio dalla Scienza: Basta andare su internet per accorgersi che la dieta di Ohsawa, un tempo rigidissima, ciascuno tende ad interpretarla a modo suo, perfino in modo naturista (negli Stati Uniti salutisti, ma anche in Italia, penso all’oncologo milanese di simpatie macrobiotiche Franco Berrino, v. ritratto), con l'aggiunta di verdure crude e frutta, riducendo o eliminando salse, conserve e il troppo sale.
    Grazie tante, ma così non è più macrobiotica. I libri di Oshawa, Abenshera e altri lo escludono. E' un'interpretazione, forse un po' carente, della alimentazione naturale. In altre parole, si è corretta radicalmente una dieta perché era sbagliata e dannosa, andando contro la Tradizione di tutti i popoli e contro la Scienza moderna, che vogliono invece poca cottura e molto crudo, e abbondanza di verdure e frutta, oltre ad una presenza almeno di latticini e uova. Ma non lo si ammette, e anzi si continui a chiamare la nuova dieta così riformata alla luce del Naturismo com lo stesso nome di macrobiotica. Confondendo le idee del pubblico.
    Perciò occorre essere chiari su questo punto, per neutralizzare furberie e mistificazioni. L'integrale non vuol dire macrobiotica. Mangiare cereali integrali, legumi, semi oleosi e verdure crude e cotte, e magari anche frutta, senza eccessi di sale, salse, conserve e cottura, non significa praticare la dieta macrobiotica, ma la normale, antichissima e istintiva alimentazione naturale dell’Uomo.
    Perché allora usare ancora quel nome esoterico e mistificatorio? Per la filosofia che vi sta dietro – risponde Ohsawa – ma anche per tutto il complesso di modi, regole, cotture, condimenti, salse, sale, conserve, misture, alghe e complementi, che in fin dei conti è il vero nocciolo ma anche il punto debole della macrobiotica.
    Senonché, sulle “intenzioni” occulte di chi mangia, chi ci assicura che ci siano davvero, e che gli adepti siano coerenti in tutto con la filosofia Zen? Quel che è certo, e che interessa questo blog, è solo ciò che si vede, la dieta pratica, i condimenti salatissimi, le sostanze esotiche giapponesi, le stracotture, le fritture (nitukè), le conserve sottosale (perfino prugne acerbe), la quasi totale assenza di crudità, latticini e uova. Questi sono gli elementi tipici, unici, della macrobiotica, non certo i cereali integrali o i legumi, comuni a tutti i popoli antichi del mondo, e quindi cardine dell'alimentazione naturale.
    Sbagliano quindi quei ricercatori di simpatie macrobiotiche che pur di poter dimostrare scientificamente che la macrobiotica non fa male, come è stato dimostrato, ma addirittura che “fa bene”, cioè è preventiva, hanno utilizzato in studi clinici (p.es. nella ricerca “Diana”) una dieta a base di cereali integrali, legumi e semi oleosi, definendo questa dieta come “macrobiotica”.
    Eh, no, non è macrobiotica, ma normale alimentazione naturale, come ampiamente dimostrato nei manuali Alimentazione Naturale, La Tavola degli Antichi, e Manuale di Terapie con gli Alimenti (ed. Oscar Mondadori). Perché, una volta eliminati l'eccesso di sale, di cottura, di conserve e di salse, e le regole sbagliate, tutti elementi che aumentano i rischi cardiovascolari e tumorali, la dieta che ne risulta non è più macrobiotica. Come se fosse una novità che i cereali integrali, i semi oleosi e i legumi sono protettivi! Non li ha certo scoperti la macrobiotica, i Naturisti lo ripetono da centinaia di anni.
    Neanche è lecito attaccarsi ad alcune frasi paradossali di Ohsawa, con cui meraviglia i discepoli confessando, quando è in buona salute, di apprezzare frutta, dolci, cucina francese, whiski e fumo, per sostenere che la macrobiotica è elastica. Lo dice lui stesso che sono eccezioni rare (v. Commenti di agosto 2009 in altro articolo) che non intaccano le regole strette e severe della mcrobiotica, sia per i malati, sia per i sani. E così giustamente hanno interpretato migliaia e migliaia di macrobiotici in tutto il mondo.
    Però, c'è il forte sospetto che, finita la moda e lo snobismo spiritualista degli anni '70, ora che la Scienza ha dato torto alla macrobiotica, quella vera, e ragione all'alimentazione naturale, si voglia ingiustamente prendersi la rivincita con la mistificazione spacciandosi per naturisti e salutisti. Ma per fortuna le assurdità del libro del fondatore Ohsawa parlano chiaro e ci danno ragione: pur avendo in comune i cereali integrali e i legumi, la macrobiotica è agli antipodi dell'alimentazione sana e naturale.
    Ma poi, in fin dei conti, qualsiasi regime alimentare, anche carente, può dare qualche vantaggio nel breve periodo, perché una regola è sempre meglio di nessuna regola. La gente, ormai, mangia malissimo, e una qualsiasi teoria, anche sbagliata, ha almeno il pregio di rendere il soggetto più consapevole, più attento al cibo. E per paradosso, più innaturale e sbagliata sarà la regola, meno il soggetto la osserverà, e più sarà portato a modificarla e adattarla alle proprie esigenze. Si spiegano così gli apparenti “successi” temporanei, sul piano personale e aneddotico, delle diete più strane, macrobiotica compresa.

    COME NACQUE – Prima mistificazione. Pochi sanno che “macrobiotica” (dal greco macros = lungo, bios = vita) non è una parola originale. Ohsawa la rubò a Christoph Wilhelm Hufeland (1762-1836), famoso medico naturista e ippocratico tedesco, che voleva denominare l'antica dieta naturale e salutista vegetariana e ricca di cibi crudi, che come tale dovrebbe “prolungare la vita”. Niente a che fare con la “macrobiotica”, dieta moderna che dice tutto il contrario: cibi cotti, anzi stracotti.
    Più di un secolo dopo, verso il 1950, il giapponese Nyoiti Sakurazawa, che in Europa e negli Usa si fece chiamare George Ohsawa (2.a mistificazione), denominò così la dieta che aveva creato per gli occidentali sulla base dell'antica regola – a suo dire – dei monaci buddisti Zen dei conventi del Tibet, gli ultimi ad applicare rigorosamente la dialettica Yin-Yang al cibo. Nel Giappone e in tutto l'Oriente, invece, la gente comune non ha mai mangiato come pretendono le regole della dieta macrobiotica, ma ha una dieta molto più varia e completa (3.a mistificazione). Del resto, fino a pochi anni fa i ristoranti macrobiotici erano sconosciuti in Giappone.

    LO ZEN DIETRO LA DIETA – Anche se i veri filosofi Zen smentiscono che questa dieta, per loro recentissima, rappresenti lo Zen a tavola (4.a mistificazione), secondo Ohsawa alla base della macrobiotica ci sono lo Yin e lo Yang. La filosofia Zen concepisce l'universo perennemente percorso da forze in equilibrio tra loro. Ogni energia oscilla tra due opposti, come un pendolo. Il caldo si oppone al freddo, la notte al giorno, il femminile al maschile e così via. Le due forze opposte che tendono a compensarsi sono lo Yin e lo Yang. Sono Yang il sole, il giorno, il fuoco, il caldo, la luce, l'uomo, il cielo ecc. La tendenza è verso l'espansione, l'ascesa al cielo. I loro opposti sono Yin: la luna, la notte, l'acqua, il freddo, il buio, la donna, la terra ecc. La tendenza è verso la contrazione, la discesa verso il basso. Ma Ohsawa, stranamente, modifica nella sua teoria riservata all'Occidente i termini ultimi dello Yin-Yang. Crede più opportuno, per farsi apprezzare in Europa e in America, considerare secondo la filosofia occidentale la terra attiva, creativa (Yang) e il cielo passivo, ricettivo (Yin). Insomma, inverte i poli di una filosofia millenaria: Yang diventa contrazione, Yin espansione (5.a mistificazione)..

    IL RISO ALLA BASE DELLA DIETA – Al primissimo posto Ohsawa pone il riso integrale, che dovrebbe essere ogni giorno o quasi sulla tavola. È curioso che ai seguaci d'Europa e d'America il maestro spirituale prescriva il cereale più comune in Oriente. La scienza, però, definisce il riso il più povero di tutti i cereali per quantità di proteine (7,6 g per 100 g, invece dei 13 g del frumento duro e dei 12,1 del frumento tenero), anche se le sue scarse proteine sono però di valore biologico un po' più elevato di quello del frumento (indice chimico FAO: 59 invece di 49). È anche il più amidaceo, con 78,8 g di carboidrati totali, in luogo dei 68,7 g dell'avena e dei 75,6 del frumento tenero. Quindi è il più sbilanciato in termini nutrizionali. Eppure, per Ohsawa è “il più bilanciato” tra Yin e Yang, nella scala degli alimenti. Sono sue valutazioni filosofiche, non scientifiche (6.a mistificazione). Quasi sempre viene proposto il riso scondito, cioè solo salato, e semmai accompagnato da salsa tamari, zucca o radici. Dimenticate parmigiano o salsa di pomodoro. Quest'ultimo in gastronomia copre tutti i sapori, e forse se ne abusa, è vero, però è uno degli alimenti più potentemente antiossidanti, perfino dopo lunga cottura, di cui i macrobiotici non si giovano. Come anche il peperone, primatista in vitamina C, la patata e la melanzana, che hanno una buccia ricca di principi attivi o polifenoli protettivi. Tutti ortaggi vietati, perché “rei” di far parte delle solanacee, fino al Settecento ritenute velenose. Una vulgata macrobiotica li considera addirittura “cancerogeni” (7.a mistificazione). Vengono utilizzati tutti i cereali completi di rivestimento, cioè integrali, come saraceno, frumento, orzo, miglio, e i legumi. E questo, finalmente, è un elemento positivo.

    LE FAMIGERATE “7 DIETE” DI OSHAWA – Per anni il riferimento, la guida più seguita, è la tabella con le “Sette Diete” di Ohsawa, che in un crescendo di elevazione spirituale si conclude con la famosa (o famigerata, secondo i punti di vista) dieta n.7: solo riso integrale, mattina e sera. Dieci giorni di dieta n.7, assicura Ohsawa, possono curare qualsiasi malattia, compreso il cancro; purché corpo e spirito siano intimamente uniti nell'ascesi. Si possono immaginare le reazioni di nutrizionisti, medici e ricercatori. Ne parleremo più avanti.

    YIN E YANG NELLA VITA QUOTIDIANA E A TAVOLA – La distinzione tra i due principi Yin e Yang ha influenze immediate e determinanti sul cibo e serve a scegliere non solo i singoli alimenti ma anche i modi di preparazione e di cottura, la prevalenza dei sapori, le quantità indicative. Una donna pletorica, grassa, che soffre di ritenzioni idriche, oppure freddolosa, cioè molto Yin, ricorrerà ai cibi e alle modalità Yang, per esempio al miglio o al grano saraceno, ma prima saltati in padella o leggermente tostati con poco olio di sesamo (per “yanghizzarli” ancora di più), e poi cotti in acqua, meglio se in pentola di coccio, fino a che il liquido sia sparito e i chicchi siano quasi secchi e dorati, cioè un po' abbrustoliti. Ecco tecniche di cucina poco salutari e a rischio cancerogenico e cardiovascolare. All'opposto, un ometto secco e magro oppure caloroso farà in modo che prevalgano gli alimenti Yin, concedendosi perfino il lusso di un'insalata o di un frutto in più (rari e quasi vietati in macrobiotica). Al contrario di quanto si potrebbe immaginare, i due poli della macrobiotica non hanno lo stesso peso pratico. Nella realtà quotidiana (alimentazione e terapia) quasi sempre prevale l'elemento Yang. Come mai? Perché Ohsawa ha considerato Yin gran parte delle malattie, i farmaci chimici, l'alcol, il tabacco, le droghe, l'inquinamento ecc. Tutte cose che vanno evitate. Ma anche il miele, la frutta, le insalatine fresche e tenere, il latte, il cibo crudo in genere, sono Yin. E infatti il vero macrobiotico li usa poco o nulla. Sono Yang, invece, molti dei cibi e dei metodi più cari alla macrobiotica: il sale, le conserve di vegetali salati (“insalatini”), le salse e i concentrati fermentati di soia (shoyou, tamari, miso), i cereali, la frittura, l'eccesso di cottura (perfino della frutta, e per i cereali anche un'ora e mezza), la tostatura. Tutta colpa della vita moderna, con le sue abitudini sbagliate (dolci, alcol, cibi artificiali, eccesso di cibo ecc.), che sarebbe troppo Yin, rispondono Kushi e Ohsawa.

    NON E' VEGETARIANA – I profani li prendono per vegetariani, ma sbagliano. I macrobiotici, anzi, sono i soli tra i praticanti dei vari regimi naturali che potrebbero in teoria mangiare carne e pesce ogni giorno, “se solo riuscissero a bilanciarli”. Non ha detto Ohsawa che proibire questo o quel cibo va bene solo per chi non è capace di apprendere la teoria vera, profonda, della macrobiotica? “Con la macrobiotica voi potete mangiare tutto ciò che vi piace”. Già, ma prima dovreste diventare davvero macrobiotici e così i vostri gusti cambierebbero. Non è raro, però, imbattersi in macrobiotici che usano “festeggiare” le grandi ricorrenze con pietanze di carne, possibilmente di origine naturale. Si tratta, nota Abehsera, soltanto di una “concessione ai desideri sensuali degli uomini”, nient'altro. L'ideale Zen, insomma, è vegetariano, ma tutti i macrobiotici mangiano pesce di frequente e carne di rado. Di “concessioni”, del resto, la macrobiotica è piena. Lo stesso Ohsawa fumava sigarette (molti macrobiotici che ho conosciuto fumavano), il che è perlomeno strano in un igienista.

    L'AGGIORNAMENTO DI MICHIO KUSHI – Poi, negli anni 80, la grande crisi del modello Yin-Yang e la riscoperta in massa dell'alimentazione naturale, con frutta, verdura, crudismo e relativi antiossidanti, tutte cose che Ohsawa aveva sempre tenuto lontano. Erano gli anni in cui i ristoranti dello Yin e dello Yang chiudevano i battenti a centinaia, in Europa e in America. Altri, per non chiudere, aggiungevano nell'insegna la rassicurante etichetta “alimentazione naturale”, un po' come mea culpa ideologico e un po' per calcolo commerciale. Io stesso offrii al romano ristorante di via della Vite, che si era modernizzato, il bel nome di “Naturist Club”. Insomma, nell'ultimo decennio, grazie anche alle obiezioni di medici, nutrizionisti e naturisti, Michio Kushi, il più fortunato allievo di Ohsawa, ha cercato di dare della macrobiotica una interpretazione più umana, cioè meno ostica, meno anti-scientifica, e più tollerabile, che però – come diremo di seguito – lascia ancora decisamente contrari nutrizionisti e clinici.

    LA NUOVA PIRAMIDE MACROBIOTICA
    – Le nuove indicazioni per i Paesi a clima temperato (Michio Kushi 2001) prevedono (in ordine decrescente di importanza): ogni giorno, cioè regolarmente, cereali integrali 40-60% in peso del cibo totale, in maggior misura riso, miglio, orzo, frumento, avena, saraceno, e in minor misura pasta da cuocere, pane e prodotti di farina; vegetali 20-30% in peso del cibo totale, un misto bilanciato tra foglie verdi, ortaggi e radici, per lo più cotti, in minor misura crudi o insalate (ortaggi sconsigliati: pomodori, melanzame, peperoni, zucchine e spinaci); vegetali conservati e sottosale piccole quantità; legumi al naturale o trasformati o fermentati 5-10% in peso del cibo totale (azuki, lenticchie, ceci, tofu, tempeh, natto ecc); alghe in piccole quantità (nori, wakame, kombu, hiziki ecc); ogni settimana, cioè occasionalmente, condimenti (sale, miso, salse di soia ecc), oli vegetali, frutta locale e di stagione, pesce (soprattutto a carne bianca), crostacei e molluschi, noci e altri semi oleosi, dolci (soprattutto di cereali e frutta); ogni mese, cioè uso raro e facoltativo, latticini, uova e pollame, carni rosse.

    MA E’ ANCORA INSUFFICIENTE – Come si vede, ottimo l'uso quotidiano di cereali integrali e legumi. La monotonia monacale della dieta di Ohsawa viene un po' moderata, ma la macrobiotica di Kushi è ancora insufficiente a garantire la salute. La frutta è penalizzata gravemente . Pur essendo anti-cancro, viene addirittura dopo le salse di soia (cancerogene): non va mangiata ogni giorno! Una follia. Le verdure sono penalizzate. Il 20-30% in peso è scarso, visto che sono acquose. E le verdure sottosale, inutili e dannose, sono collegate al cancro. Così, non si raggiunge certo l’obiettivo delle “almeno 5 porzioni di verdura e frutta” al giorno prescritte dai Consensus. Invece, le inutili e indigeste alghe hanno spazio ogni giorno. E’ da insensati considerare entrambi “occasionali” il dannoso sale e il protettivo olio, Lo stesso per le noci. Latticini e uova, in pratica non si mangiano quasi mai, e quando càpita non basta certo per le scorte di vitamina B12. Una Piramide illogica, innaturale, sbilanciata e carente. Infatti non è stata praticata mai da nessun popolo nella Storia. Ecco perché negli studi scientifici la macrobiotica viene considerata vegan e fa registrare ogni tipo di problemi. Peccato: avevano cominciato bene coi cereali integrali e i legumi ogni giorno!

    PREGI DELLA MACROBIOTICA – I pregi principali sono la riproposta dei cereali integrali, dopo l'uso millennario, la riscoperta secolare della medicina ippocratica, e la riscoperta naturista fin dai primi del '900, e l'uso costante dei legumi. Un altro pregio è la ricerca del cibo senza conservanti artificiali, anche questo concetto d'impronta naturista occidentale. Lo stesso porsi il problema del cibo sano ed equilibrato serve ad un maggiore autocontrollo dietetico, sempre positivo. E' salutare anche la cura posta nella masticazione, che l'avvicina alle teorie naturiste dell'americano H. Fletcher, portando così a mangiare di meno e quasi sempre a dimagrire. Spesso però, a differenza del naturista, con carenze, anche per la relativa monotonia e scarsa appetibilità organolettica delle preparazioni gastronomiche macrobiotiche. Invece, l'altro principio salutare, quello del cibo locale, ovvero non importato, non è mai rispettato: quasi tutto il cibo macrobiotico è importato dall'Oriente (8.a mistificazione). Ohsama stesso fondò una ditta di importazione di alimenti (“Lima”, dal nome della moglie) con sede in Belgio. Un'altra delle sue incredibili contraddizioni, che dicono tutto del personaggio.

    EFFETTI TERAPEUTICI NON PROVATI – Eppure, la macrobiotica fu definita “dieta terapeutica” dal suo inventore, che così scrive nel libro Le Zen macrobiotique (trad. it.: La dieta macrobiotica, Roma 1968): “Ho visto malattie incurabili come paralisi di ogni tipo, lebbra, epilessia, guarire in dieci giorni. Qualsiasi malattia deve essere guarita in dieci giorni, perché viene dal sangue, di cui noi eliminiamo un decimo ogni giorno: di conseguenza un'alimentazione adeguata rinnoverà il nostro sangue entro dieci giorni”. ” Il cancro è la malattia più Yin ed è facilissimo a guarirsi. Lo specifico è il gran saraceno”. Ridicolo. Eppure gli adepti si bevono queste sciocchezze. Anche la dieta n.7 dovrebbe “curare il cancro” e “prevenire le appendiciti”. Ma, a parte il delirante semplicismo, grano saraceno, riso integrale e altri cereali, legumi e semi prescritti da Ohsawa sono cibo comune a tanti popoli e a tante persone, da tempo sperimentati con successo nelle ricerche di migliaia di studiosi. Non sono certo una esclusiva macrobiotica. Il saraceno, per esempio, è realmente ricco di polifenoli antiossidanti anti-cancro. Ma ciò che conta nella prevenzione è l'intera dieta. Ed è proprio questo il punto debole della macrobiotica: nel suo complesso prevalgono i radicali liberi sugli antiossidanti. E' ricca semmai di sostanze cancerogene (v. oltre). Altro che curativa.

    DIFETTI DELLA MACROBIOTICA
    – Per il resto, è la dieta più esoterica e meno scientifica (“i chicchi cotti sul fondo sono più Yang, gli altri più Yin”, ” le crocchette di riso triangolari sono più energetiche, perché si forma una corrente di energia tra le umeboshi e i vertici del triangolo”). Quando leggete su internet o sui libri macro “il grano serve a questo, il miglio a quest'altro”, non ci credete: siamo della sottocultura più campata in aria. Non esiste il minimo aggancio culturale. Non solo nessuno scienziato moderno, ma nessun popolo o scienziato antico, sottoscriverebbe indicazioni simili. Tutte le cosiddette “indicazioni terapeutiche” macrobiotiche sono di pura fantasia: né tradizionali, né scientifiche. Invenzioni pseudo-filosofiche recenti. Ha anche il difetto di avere tanti alimenti trasformati, e dunque assai poco naturali, secondo gli usi recenti in Estremo Oriente, quindi in qualche modo artificiali ed inutilmente esotici, anche se si tratta di trasformazioni con tecnologie semplici (tofu, seitan, miso, salse di soia, tempeh, natto, gomasio, tahin ecc). Il che scandalizza chi vorrebbe seguire un'alimentazione del tutto semplice e naturale, senza tante salse, misture e conserve che coprono la vera natura del cibo, e perciò vuole vedere nel piatto i chicchi dei cereali come sono, o i semi oleosi, o i legumi in seme.
    Tra gli studiosi, poi, è un coro di critiche e opposizioni scientifiche. Se praticata in modo stretto e rigoroso, come insegna Ohsawa, senza cioè gli aggiustamenti fantasiosi visti negli ultimi tempi, la macrobiotica è “un regime molto pericoloso per la salute” (Istituto Nazionale della Nutrizione, oggi Inran), “una accozzaglia di strani precetti”; un insieme di “pseudo concetti dietetici” che si pretende di avallare con credenze filosofico-religiose (E.D.Vitali, Incontri di educazione alimentare per insegnanti, INN 1978). Le carenze nutrizionali sono troppe, e non giustificate da nessuna Tradizione popolare al mondo. Lo sbilanciamento è davvero eccessivo. La scarsità dei liquidi, la quasi totale assenza di frutta cruda e verdure crude (mancanza di vitamine, antiossidanti, clorofilla, sali minerali, oligoelementi, enzimi preziosi, acidi organici), l'eccesso incredibile di sale, di conserve salate e salse salate (troppo sodio rispetto al potassio), la mancanza di latte e latticini (difetto grave di calcio biodisponibile), la quasi assenza di proteine di alto valore biologico, l'eccesso generalizzato di cottura, frittura e tostatura (in contrasto con la dietologia moderna e con la prevenzione di cardiopatie e cancro), sono elementi gravi che già da soli dovrebbero bastare per definire la macrobiotica “la più pericolosa fra tutte le manie alimentari” (Eat better, live better, ed. italiana: Mangiare meglio per vivere meglio, a cura dell'INN, Milano 1978).

    CHE COSA RISULTA DAGLI STUDI SCIENTIFICI – Ovviamente, non esiste la minima prova scientifica di guarigioni con la macrobiotica, tanto meno in malattie gravi. Anzi, il problema è che si tratta di una dieta a rischio. I problemi che provoca una tale dieta sono numerosi, e perfino la ben nota attività preventiva dei cereali integrali (stipsi, appendiciti, emorroidi, diabete, varicosi, cancro al colon ecc.) viene neutralizzata dai rischi di ipertensione, malattie di cuore e ritenzioni idriche causate dall’eccesso di sale e quindi di sodio (studi di Sodi Pallares; Krishna in New England Journal of Medicine; Weber e Laragh in Hypertension: current therapy), e dai rischi di altri tumori (v. più avanti). Basta aver presente che una dieta opposta alla macrobiotica, pur avendo in comune i cereali integrali, cioè ricca di frutta, vegetali, latticini magri, povera di sale e molto ricca di potassio, riduce e cura l'ipertensione, come ha dimostrato lo studio NASH-1 pubblicato su Lancet e su New England Journal of Medicine (FM Sacks et al., 2001).

    Tra i bambini, gli adolescenti e i giovani soprattutto, ma anche tra gli adulti macrobiotici, come dimostra più d’uno studio che consiglia di integrare la dieta con latticini, sono state riscontrate carenze nutrizionali gravi (di proteine, minerali e vitamine, soprattutto la B12). D’altra parte, il tempeh, pubblicizzato come “dotato di vit. B12”, lo è solo se prodotto in ambienti sporchi (Oriente), mentre in condizioni igieniche perfette ne è privo, e le alghe contengono analoghi della vitamina poco o per nulla assimilabili nell'uomo secondo più d'uno studio. In Olanda, P.C. Dagnielie e coll. hanno trovato in uno studio su bambini macrobiotici meno vit. B12, meno ferro e più anemie, per le precarie condizioni delle madri macrobiotiche, con ritardato sviluppo psicomotorio, deperimento e atrofia muscolare. Risultati confermati da un altro studio. Negli Stati Uniti, in uno studio del New England Medicine Center di Boston su 52 bambini in età prescolare, quelli macrobiotici hanno rivelato meno vit. D, meno calcio e meno fosforo. In un altro studio è stata riscontrata un’alta percentuale di rachitismo (quasi 1 ogni 3 bambini) rispetto agli altri bambini non macrobiotici. Funzioni intellettuali ridotte sono state provate in test su adolescenti macrobiotici (anche quelli non definiti carenti dai medici) in un recente studio di Louwman e coll. Uno studio di Dusseldorp et al. (Am J Clin Nutr 1999;69:664–71) ha dimostrato che perfino adolescenti che consumavano diete complete, se erano stati macrobiotici da piccoli, continuavano ad avere carenze notevoli. Era più basso il contenuto minerale delle ossa, predisponendoli così a fratture nella tarda età, secondo uno studio di Parsons et al., J Bone Mineral Res, sept. 1997:12:1486-1494). E la carenza di calcio assimilabile ha la sua importanza anche in ambito cardiovascolare. E' stato provato da altri studi che la carenza di calcio favorisce l’ipertensione negli adulti (McCarron, CD Morris, C Cole, Science 217, no. 4556, pp. 267-269, 16 July 1982).
    La macrobiotica è stata anche studiata, ricorda in uno studio il ricercatore L H Kushi (figlio del teorico della macrobiotica Michio), per alleviare le sofferenze di donne affette da cancro, ma con risultati scarsi, deve ammettere. Non gli resta che argomentare che poiché le donne macrobiotiche hanno estrogeni circolanti in quantità leggermente minore, a causa dell’alta concentrazione di fitoestrogeni alimentari (per l’alto consumo di soia), è possibile suggerire teoricamente un qualche minore rischio di cancro al seno. Ma la cosa, visti gli alti rischi tumorali in genere della macrobiotica, appare irrilevante. (Kushi LH et al, J Nutr. 2001 Nov;131(11 Suppl):3056S-64S).

    SALSE DI SOIA, SALE, CONSERVE E TUMORI ORIENTALI – Altro rischio grave per i macrobiotici è infatti quello dei tumori tipici dell’estremo Oriente: cancro dello stomaco, dell'esofago e della bocca. Il Giappone, al quale si ispirano, insieme con Cina, Corea e altri Paesi orientali, è al primo posto nel mondo per questi tumori. Basta leggere uno studio tra migliaia. L’Occidente è all’ultimo posto. E medici, nutrizionisti e ricercatori orientali si mettono le mani nei capelli. Sanno il perché – cibi salati, conservati ed eccesso di nitrati – come si vede in uno studio tra tanti, ma non riescono a convincere la popolazione – anche per le avverse condizioni igieniche e lo scarso uso del frigorifero – a mangiare all’occidentale cibi freschi, verdure crude, un po’ di latticini, e niente salse di soia e conserve. Le cause di questi tumori sono molteplici.
    Prima, l’eccesso di nitrati. I nitrati sono ridotti dai batteri in nitriti che nello stomaco si combinano con le ammine (p.es. nella salsa di soia con la tiramina) sintetizzando terribili nitrosammine cancerogene (tumori a stomaco e fegato), come nelle conserve salate, nelle salse di soia e nei fermentati di soia e in molti vegetali. E che la carenza di verdure crude e frutta, e di latte (protettivo) non può neutralizzare, come invece accade in Occidente.
    Seconda, il sale. Vedi uno studio tra centinaia sul Giappone. Ogni pietanza, perfino il riso della colazione del mattino, abitudine imitata dalla macrobiotica, è salata con sale, miso, shoyu, conserve sottosale. Sale e nitrosammine hanno per di più un effetto tra loro sinergico nel favorire l’Helicobacter pilori, da cui quasi tutti gli orientali sono colpiti, che provoca anche per conto suo ulcera gastrica e tumore allo stomaco, come mostra tra i tanti un altro importante studio.
    Da questo studio si vede anche che nella salsa di soia l’amina ipertensiva presente (tiramina) produce per nitrosazione nello stomaco non solo la nitrosammina cancerogena, ma anche il pericoloso cicloexadienone, mentre un’altra sostanza a rischio della salsa di soia, un acido carbossilico, genera un derivato dinitroso. Entrambi mutageni.
    Terza causa, le aflatossine, muffe cancerogene largamente presenti sui semi di soia ed altri di provenienza orientale per umidità del clima e cattiva conservazione.
    Quarta, l’uso continuato di zuppe e brodi molto caldi.
    La macrobiotica, insomma, imitando il cibo poco sano e naturale dell’Oriente, è l’ideale per chi vuole provare anche gli alti rischi dei tipici tumori orientali.

    CONCLUSIONE – La macrobiotica, perciò, se praticata secondo le sue regole tipiche, è dannosa, e a lungo andare a rischio di cancro, e lo è ancor di più se fatta praticare ai bambini, perché ha gli effetti d’una dieta vegan aggravata dalla carenza di vegetali freschi e da cibi troppo cotti, conservati e salati. Il che è l'opposto di un'alimentazione sana e naturale. Se, invece, viene addolcita fino al punto da eliminare i suoi difetti sopra descritti (che sono però anche la sua caratteristica), comprendendo anche molte verdure fresche, frutta fresca, latticini, ed eliminando o riducendo al minimo conserve salate e salse fermentate, non può più chiamarsi “macrobiotica”, ma diventa una normale alimentazione naturale, come quella mediterranea antica, fondata su cereali integrali e legumi, magari con l'aggiunta innocua di alghe, regole esoteriche, e filosofia Zen.

    * Tofu (“formaggio di soia”), seitan (glutine di frumento), natto e tempeh (legumi fermentati con un fungo), prugne in salamoia (umeboshi), sesamo in pasta fluida o soda (tahin e halva) o con sale (gomasio) ecc.

    posted by Nico Valerio

    Fonte: http://alimentazione-naturale.blogspot.com/2009/06/macrobiotica-dieta-di-oshawa-rischio.html


    #57120

    Spiderman
    Partecipante

    CONCLUSIONE – La macrobiotica, perciò, se praticata secondo le sue regole tipiche, è dannosa, e a lungo andare a rischio di cancro, e lo è ancor di più se fatta praticare ai bambini, perché ha gli effetti d’una dieta vegan aggravata dalla carenza di vegetali freschi e da cibi troppo cotti, conservati e salati. Il che è l'opposto di un'alimentazione sana e naturale.

    Sembrava strano che non tirassero in ballo la dieta vegan. Comunque sempre meglio sfatare 'ste…'sti falsi miti dei danni della dieta vegan.

    Da studi e ricerche emerge quanto segue. http://www.scienzavegetariana.it/rubriche/cong2002/vegcon_infant_diet.html

    http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_children.html

    [youtube=560,340]Of2I2uxyXjo


    #57121
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    UP!


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #57122

    sephir
    Partecipante

    Credo questo sia un esempio di miscuglio fra verità e non verità, fra utile e pericoloso…

    molte delle critiche fatte sono giuste: troppo cotto, minima presenza di verdure crude, filosofia ed etica che sovrastano l'esigenza fisica etc etc…; presenza di aflotossine nei legumi e cereali conservati in modo aerobico; importazione di alimenti non facenti parte della nostra cultura alimentare in senso piuttosto geografico.

    altre sono certamente stimolanti verso un'analisi delle reali origini della macrobiotica e del background che ne possa illuminare le caratteristiche in modi realistici… anche perchè tenere per buona una realtà rigida e chiusa come a volte è quella macrobiotica (ma non solo…), senza alcuno spirito critico e soprattutto senza giusti studi personali che implichino fonti di varie scuole e natura, rende pericoloso anche qualcosa al cui interno c'è molto di buono…

    Non tutto però a mio parere è limpido… per esempio il sillogismo “la macrobiotica contiene gli elementi A,B,C…”
    “Molti macrobiotici oggi hanno aggiunto D,E,F”
    “A,B,D,E,F, non sono più macrobiotica”

    E' tanto logico quanto pericoloso, in quanto sfata sicuramente un mito ma porta ad una critica volta esageratamente alla neutralizzazione in favore di altro…
    si evince spesso dalle sue note che la dieta occidentale sia da tempo immemorabile l'unica salutare che possa evitare mali in Oriente comuni, ma non sottilinea abbastanza i limiti che si trovano al suo interno… le medicine tradizionali di tutti i popoli in cui l'alimentazione ha un ruolo fondamentale, sono sempre coerenti con la biologia e la geografia dei luoghi in cui l'uomo si viene a trovare: ippocrate la medicina naturista non sono le uniche esistenti, perchè non parla dell'alto valore delle millenarie cure alimentari indiane, cinesi asiatiche etc?

    Parla dell'accettazione da parte dei protocolli ufficiali nutrizionisti ovviamente occidentali… non difendo la macrobiotica ma non mi piace che si interpoli nel discorso un lieve tono vagamente etnocentrico (sicuramente in buona fede).
    I latticini vanno eliminati a prescindere dal parere macrobiotico, i suoi effetti nocivi sono stati dimostrati, gli enzimi che dovrebbero sintetizzarlo dopo un tot di anni (tre mi pare) scompaiono mentre noi forziamo l'organismo ad accettarlo. Ma non ho tempo ora per le fonti. Sicuramente su Ag si trovano.

    La frutta è un altro elemento che bisognerebbe sempre mangiare con moderazione. Niente è criticabile, più di un frutto a pasto danneggia i reni.

    Le uova se mangiate vanno prese con le pinze e molto meno che tre alla settimana! La loro presenza è utile propozionalmenta alla scelta etica vegetariana che abbiamo deciso di affrontare.

    Il problema poi della carne e del pesce è vasto e sempre qui su Ag se n'è parlato tanto…
    In generale il problema più grosso della macrobiotica è la sua rigidità e la troppa cottura…
    per il fritto non mi pare di averne mai mangiato in dosi elevate nè le verdure sottosale per ciò che ho visto sono utilizzate con poca oculatezza…

    c'è invece molta attenzione alle dosi adatte che in generale coincidono con altre diete anche occidentali molto ben studiate…

    L'umeboshi che dovrebbe rientrare nei pericolosissimi alimenti sottosale, ha delle proprietà benefiche reali e il suo utilizzo deve avvenire solo in certi frangenti e secondo precise esigenze.
    Così il kuzu, per mal di testa, diarre etc… ovviamente

    comunque sono d'accordo sul considerare molti aspetti della macrobiotica per lo meno da analizzare. Non è miracolosa come sostengono, c'è rischio nel volervi aderire come ad una religione quale essa in fondo vuole essere, rischi sia fisici che psicologici… l'osteoporosi che viene citata non è un fantasma (ma non per la mancanza di latticini di certo!)
    C'è anche poca attenzione alla celiachia, considerata tabù, o questione risolvibile con pochi sforzi… non è così facile!

    Ora devo andare ma tanti sono i dettagli.


    #57123

    altair
    Partecipante

    [quote1252847407=sephir]
    La frutta è un altro elemento che bisognerebbe sempre mangiare con moderazione. Niente è criticabile, più di un frutto a pasto danneggia i reni.
    [/quote1252847407]

    Sei sicuro di questa affermazione?

    Potresti anche spiegarci perchè la frutta danneggerebbe i reni?

    A parte la macrobiotica, che consiglia una uso moderato di tutto ciò che è crudo, la frutta è sempre stata apprezzata da tutte le tradizioni alimentari del mondo.


    #57124

    sephir
    Partecipante

    [quote1252849156=altair]
    [quote1252847407=sephir]
    La frutta è un altro elemento che bisognerebbe sempre mangiare con moderazione. Niente è criticabile, più di un frutto a pasto danneggia i reni.
    [/quote1252847407]

    Sei sicuro di questa affermazione?

    Potresti anche spiegarci perchè la frutta danneggerebbe i reni?

    A parte la macrobiotica, che consiglia una uso moderato di tutto ciò che è crudo, la frutta è sempre stata apprezzata da tutte le tradizioni alimentari del mondo.

    [/quote1252849156]

    Altair forse non è scentifico da parte mia, ma le motivazioni riguardano concetti di medicina tradizionale cinese che una cara persona studia nel programma di naturopatia della scuola di Bologna e che io non ti so esporre, ma che più volte in varie discussioni mi è stato spiegato. Mea culpa, della mia memoria soprattutto. :aaaa:

    Si tratta ovviamente di non eccedere. Non di eliminare la frutta.

    L'universo è visto come descrivibile o rubricabile secondo le cinque fasi, o movimenti primordiali, dette wuxing, fasi dinamiche impegnate in una trasformazione ciclica; studiando i cinque movimenti si vede come ogni elemento è associato a una fase diversa, a una stagione, ad un colore, ad un organo e a funzioni del corpo umano, ad un'emozione. La rappresentazione grafica di queste cinque fasi è circolare come tipico della simbologia del tao:

    * il legno, in associazione al colore verde, simbolo della vegetazione della terra e che si risveglia in primavera, stagione yang.
    * Il fuoco comprende ciò che brucia e si alza: associato al rosso e all'estate, con la sua mobilità, la luminosità e il calore è l'espressione dello yang per eccellenza.
    * la terra per seminare, crescere, maturare; simbolo della fine dell'estate ed espressione della polarità yin.
    * il metallo, rigido e indeformabile, rappresenta la durezza e la fissazione, ma anche l'autunno (espressioni dell'yin).
    * l'acqua scende, ristagna, si insinua i ogni dove, attirata verso il basso e l'oscurità: rappresenta il massimo dello Yin, il suo colore è il nero e la stagione che la esprime è l'inverno.

    Le cinque fasi o movimenti non sono passive, ma dinamiche che attuano una trasformazione ciclica che si alterna a fasi di “generazione” e “distruzione”: ogni elemento origina dal precedente e origina il seguente. Il legno genera il fuoco, dalle cui ceneri si genera la terra, dalla quale viene estratto il metallo, il quale nel processo di liquefazione genera l'acqua, che a sua volta dà origine al legno degli alberi; ciclo ininterrotto di generazione e trasformazione di ogni cosa della natura.
    Si associa ad ogni fase una parte del corpo umano: il legno al fegato, il fuoco al cuore, la terra alla milza e pancreas, il metallo ai polmoni, l'acqua ai reni.
    Vi è un secondo ciclo che spiega la funzione di controllo di ogni fase sulla successiva.
    Il medico cinese deve considerare tale interdipendenza tra organi e funzioni del corpo, emozioni, situazioni climatiche e stagionali per poter comprendere i meccanismi tramite cui influenzare e incrementare le funzioni vitali.

    A questo si associano i due poli complementari yin/yang che tutti conoscono ma che sono poi basilari per decidere (e non è certo la macrobiotica che ha prodotto questi concetti) da parte di sapienti medici, quali alimenti possano essere danno si per un dato organo.

    La filosofia taoista della cina vede l'intero cosmo quale manifestazione del Tao, o principio fondamentale centro, motore e scopo di ogni elemento, onnipresente ma impercettibile e indefinibile. Il Tao viene, tra le altre cose, raffigurato anche come un cerchio suddiviso in due identiche ma opposte metà sinusoidali, una di colore bianco e una di colore nero con al loro interno un piccolo seme del colore opposto, che rappresentano lo yin e lo yang. È la raffigurazione del principio della creazione da cui tutto nasce. Ogni espressione della natura ed ogni essere vivente sono emanazioni del Tao, che si manifesta attraverso una forza di trasformazione: il Qi (“chi”, pronuncia italiana “ci”, con la C dolce), soffio vitale, vibrazione vitale dell'universo presente in ogni manifestazione della natura e nell'uomo, ed espressione della attività dinamica di due polarità primordiali opposte ma complementari dette Yin e Yang. La metà di colore nero, con il seme bianco al suo interno è lo Yin che rappresenta l'aspetto femminile, negativo, ricettivo, interno, freddo, oscuro di ogni fenomeno; la metà bianca con il seme nero rappresenta il principio opposto e complementare, è lo Yang che rappresenta l'aspetto maschile, positivo, creativo, esterno, caldo e luminoso. Le due polarità non sono entità materiali, non esistono singolarmente e si completano trasformano vicendevolmente.

    Yin e Yang

    1. Tutte le cose hanno due aspetti yin e yang
    2. Ogni aspetto può essere a sua volta diviso in due parti yin e yang
    3. Yin e yang si creano vicendevolmente
    4. Yin e yang si controllano vicendevolmente
    5. Yin e yang si trasformano l'uno nell'altro

    Yin Yang
    Condensato Espanso
    Scuro Chiaro
    Femminile Maschile
    Freddo Caldo
    Negativo Positivo
    Umido Secco
    Riposo Movimento
    Chiuso Aperto
    Fisico Energetico
    Materiale Funzionale
    Nutrimento Trasformazione

    Esistono in tutto ciò organi yin e altri yang (pieni o vuoti)

    Organi (Yin) e visceri (Yang) sono tra loro dipendenti e complementari: ciascuno di essi rappresenta un “insieme energetico” e ricopre specifiche funzioni

    Gli Organi (Zang-Fu)

    Organi yin

    * il Cuore e Pericardio: “il Cuore comanda il Sangue e lo Shen. Inoltre è la casa dello Shen” . “Il Cuore si apre nella lingua; la sua luminosità si mostra nel viso”. È sede dello spirito vitale (Shen), comprende l'apparato cardiovascolare, permette all'individuo di essere cosciente di sé e di determinare il suo posto nell'universo determinando i corretti andamenti esistenziali;
    * I Polmoni: “I Polmoni comandano al qi.” “I Polmoni muovono e regolano i canali dell'acqua”. “I Polmoni comandano la superficie del corpo”. “I Polmoni si aprono nel naso”. I Polmoni governano l'insieme del sistema respiratorio, naso, trachea e bronchi, e la funzione cutanea (epidermide e peli corporei), sono artefici della capacità introspettiva. È sede dell'anima corporea (Po);
    * il Fegato: “Il Fegato comanda il flusso e la distribuzione”. “Il fegato immagazzina il Sangue”. “Il fegato comanda i tendini e si manifesta nelle unghie”. “Il fegati si apre negli occhi”. È sede dell'anima eterea (Hun), sovraintende alle implicazioni metaboliche e vascolari della ghiandola, determina nell'individuo la capacità decisionale e strategica;
    * la Milza: La Milza comanda le trasfromazioni ed il trasporto”. “La Milza comanda il movimento ascendente di ciò che è puro”. “La Milza governa il Sangue”. “La Milza comanda muscoli, carne e i quattro arti”. “La Milza si apre nella bocca”. È sede del pensiero (Yi), determina la capacità cogitativa e memorizzatrice e guida anche le funzioni pancreatiche e il sistema linfatico;
    * I Reni: “i Reni immagazzinano lo Jing (l'Essenza)”. “I Reni comandano l'Acqua”. “I Reni comandano le ossa”. “I Reni producono il midollo”. (I Reni immagazzinano lo Jing >>> lo Jing produce il midollo e di conseguenza l'encefalo >>> il midollo crea e supporta le ossa). Sono la sede dello Zhi, della volontà, del vigore fisico e del centro genitale, regola la funzione urinaria e quella endocrina delle ghiandole surrenali e delle gonadi;
    * il Triplice Riscaldatore è in rapporto con gli altri organi e visceri, che agiscono sotto la sua protezione e direzione.

    Ma è importante il concetto di Qi, di cui vi sono vari tipi e i reni sono quelli che detengono il patrimonio energetico totale del corpo, esaurito questo muoriamo.

    Il Qi si suddivide in:

    * YUAN QI (Qi ancestrale)
    * GU QI (Qi Alimentre)
    * ZONG QI (pettorale)
    * ZHEN QI (Qi Vero)
    * YING QI (nutritivo)
    * WEI QI (difesa)
    * ZHONG QI (centrale)
    * ZHENG QI (corretto)

    L'unione di ogni forma genera il qi corretto (zhenqi) che fluisce nei meridiani (jingluo)

    Ogni uomo, alla nascita, è dotato di un patrimonio energetico ereditario, il Qi ancestrale (Jing Qi), trasmesso dai genitori e fonte di ogni vitalità. È una forza non modificabile ne' rinnovabile e, una volta esaurita, l'individuo muore: ha quindi necessità di protezione.

    Accanto al Qi originario ci sono anche due energie fondamentali assimilabili dall'ambiente esterno: l'energia respiratoria, assorbita tramite l'ossigeno presente nell'aria (Zhong Qi), e l'energia alimentare (Gu Qi), ricavata dal cibo consumato. Queste due forme di energia sono continuamente reintegrabili; per il mantenimento della salute è quindi indispensabile prestare attenzione alla qualità dell'alimentazione e allo svolgimento di esercizi respiratori.

    Il'qi alimentare (Gu Qi)si trasmette all'uomo durante l'assimilazione, si evidenzia:

    * nel potere vitale derivato dalla terra, dall'acqua, dal sole (o jing), (poco resistente nel tempo),
    * nel sapore (wei), i sapori sono cinque più due accessori e sono divisi in sapori yang e yin, quelli yang hanno la capacità di velocizzare, esteriorizzare e far salire l'energia, quelli yin generano l'opposto. Ogni sapore è legato ad uno dei 5 elementi: al xin il sapore acre, al suan quello acido, al gan il dolce, il ku l'amaro, il xian il salato;
    * nella natura, agisce sul dinamismo energetico dell'individuo; le nature sono cinque e divise in yang, calde e tiepide (con capacità ipertoniche ed acceleranti), e yin, fredde o fresche (con capacità opposte), vi è anche una natura neutra con capacità armonizzante, inerte e tonificante;
    * nella tendenza, cioè la capacità di indurre le proprie peculiarità energetiche nelle quattro direzioni: alto, basso, esterno e interno; l'innalzamento, porta le caratteristiche dell'elemento nelle parti superiori del corpo, l'abbassamento, le porta nelle parti inferiori, un alimento interiorizzante porta le sue caratteristiche all'interno, quello esteriorizzante le porta alla cute;
    * la quinta caratteristica è il tropismo per i canali energetici, la capacità di un alimento a dirigere le sue energie verso uno o più meridiani, in tal modo si possono scegliere gli alimenti in funzione a determinati effetti energetici;
    * nell'odore;
    * nel colore;

    Oltre al qi originario esistono due energie dell'ambiente esterno: l'energia respiratoria, assunta sotto forma di l'ossigeno, l'energia alimentare, assunta dagli alimenti, entrambe sono reintegrabili.

    Quest'ultima parte contiene la risposta (che io ti ripeto non ricordo appieno e che riguarda la classificazione dietetica dei frutti, preziosi nelle giuste dosi) al perchè troppa frutta danneggia i reni, sede del Qi ancestrale! E ti parlo ovviamente di chi si fa scorpacciate giornaliere (come me).

    Ricordo che i reni hanno bisogno di calore, infatti gli impacchi di sale caldo sono una delizia, soprattutto d'inverno, per tonificarli. Non ci metto la mano sul fuoco ma forse ricordo che è proprio in ciò il pericolo della frutta, mangiata in dosi eccessive: raffreddamento dei reni… mah! Non mi sbilancio perchè prima di dare motivazioni errate è meglio aspettare…

    Se mi vuoi sgridare :sagg: sul fatto che quando si presenta un concetto bisogna saperne perfettamente esporre i motivi, soprattutto in campi delicati come questi, accetto umilmente la giusta e puntuale critica! Diciamo che mi fido molto della fonte :fri: e della sua serietà!

    Mi consolo sapendo che comunque anche chi di motivazioni può (apparentemente) esporne molte, in questo campo così ostico , con dati statistici (sempre manipolabili anche in buona fede) e ricerche sempre in evoluzione, può nondimeno arrivare a conclusioni non precise che mis chiano utili consigli ad altro.

    Comunque onde evitare errori, si parla sempre di eccedenza (concetto non di certo cinese!) e lo faccio in qualità di uditore e non di esperto.

    Ciao altair e perdona ancora l'incompletezza che spero di colmare in futuro. :bay:


    #57125

    altair
    Partecipante

    Grazie per la dettagliata risposta sephir. 🙂

    Io sull'alimentazione ho rinunciato a capire quale sia la strada migliore da seguire, le teorie in materia sono praticamente infinite e ogni giorno ne nasce una nuova.

    Mi affido al buon senso e ad alcune semplici regole:

    -limitare la quantità.

    -prediligere i cibi vegetali e di origine vegetale.

    -limitare quanto più possibile i prodotti di origine animale, senza essere tuttavia rigidi e radicali; nella nostra tradizione mediterranea carne, pesce, uova, latte e derivati vengono consumati da millenni e non può essere una scelta sbagliata. Ci tengo a precisare che il mio consumo di questi alimenti è molto ridotto e quello dei derivati del latte ridottissimo.

    -ridurre al minimo il cibo o digiunare se si accusa una sensazione di malessere o ci si ammala.

    -mangiare un frutto o frutta secca, anzichè altro, quando si accusa un senso di appetito al di fuori dei pasti.


    #57126

    sephir
    Partecipante

    [quote1253131524=altair]
    Grazie per la dettagliata risposta sephir. 🙂

    Io sull'alimentazione ho rinunciato a capire quale sia la strada migliore da seguire, le teorie in materia sono praticamente infinite e ogni giorno ne nasce una nuova.

    Mi affido al buon senso e ad alcune semplici regole:

    -limitare la quantità.

    -prediligere i cibi vegetali e di origine vegetale.

    -limitare quanto più possibile i prodotti di origine animale, senza essere tuttavia rigidi e radicali; nella nostra tradizione mediterranea carne, pesce, uova, latte e derivati vengono consumati da millenni e non può essere una scelta sbagliata. Ci tengo a precisare che il mio consumo di questi alimenti è molto ridotto e quello dei derivati del latte ridottissimo.

    -ridurre al minimo il cibo o digiunare se si accusa una sensazione di malessere o ci si ammala.

    -mangiare un frutto o frutta secca, anzichè altro, quando si accusa un senso di appetito al di fuori dei pasti.

    [/quote1253131524]

    Scusa altair solo ora ti rispondo.
    Per la risposta, di nulla, anche se vorrei essere decisamente più preciso in merito.
    Per quanto riguarda la tua dieta non sono certo un'esperto e non posso che dirti come non sia errata, per alcuni però uova e latticini vanno proprio eliminati…io le uova ogni tanto le mangio, con periodi di “astinenza”, i latticini per mesi e mesi li evito ma se in sardegna a casa mia mi mettono un buon dolce di macomer o un pecorino…non resisto! :hehe: so che acidifica molto.

    La situazione comunque di chi è alla ricerca è più o meno simile alla tua: tanti tanti dubbi apertura ai consigli (quando si tratta di fonte sicura) e molta pazienza con se stessi e il mondo.
    Quest'ultima a seconda dei periodi è molto poca…pensa che si potrebbe seguire una dieta precisa a seconda dell'acidità o basicità degli alaimenti che apporti, rispettando tipologie di composizione che complicano ancora più le già complesse scelte alimentari a cui uno va incontro…
    di necessità si arriva ad u rilassamento con il cibo un pò come tu hai deciso… è certo che si tratta di un percorso molto eleborato e lungo.

    Ciao Altair


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