Materia oscura, uno studio la mette in dubbio

Home Forum EXTRA TERRA Materia oscura, uno studio la mette in dubbio

Questo argomento contiene 13 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 9 anni, 1 mese fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 14 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #29324

    marì
    Bloccato

    Materia oscura, uno studio la mette in dubbio
    Scoperta anche italiana, in discussione le attuali teorie sulle galassie
    30 settembre, 19:08


    Materia oscura in discussione, nuovi scenari

    ROMA – Una scoperta anche italiana, pubblicata domani su Nature, mette in discussione l'esistenza della materia oscura che, secondo le teorie, costituirebbe il 90% della materia dell'Universo e le conoscenze finora acquisite sulla formazione delle galassie. Lo studio, che apre nuovi scenari sulla conoscenza dell'Universo e la sua evoluzione, si deve a un gruppo di astrofisici europei al quale l'Italia partecipa Paolo Salucci della Sissa di Trieste.

    Attraverso l'osservazione di diversi tipi di galassie, con telescopi (in Usa e Cile) e radiotelescopi (in Olanda e Australia), i ricercatori hanno scoperto che la materia oscura e la materia ordinaria (stelle e gas di idrogeno) sono distribuite nelle galassie, di ogni tipo e grandezza, in modo molto più complesso di quanto finora si supponeva e sono intimamente collegate, a differenza di quanto predetto dalle attuali teorie. Dalla ricerca è emerso che le due componenti dell'Universo non solo si conoscono, ma sono addirittura molto “intime e sembra che abbiano interagito in un modo che attualmente non sappiamo spiegarci” osserva Salucci.

    La particolarità scoperta dagli astrofisici, prosegue Salucci è “nell'interazione complessa, difficilmente spiegabile dalle leggi della fisica fondamentale: la densità superficiale della materia luminosa all'interno di una zona caratteristica della materia oscura è la stessa in tutte le galassie indipendentemente dalla loro grandezza e morfologia. Questo ci conduce a due ipotesi conclusive: o quello che noi identifichiamo per materia oscura non esiste, ed è semplicemente l'effetto di una nuova legge di gravità che agisce sulla materia ordinaria, oppure la materia oscura è veramente formata da una nuova particella elementare, ma vi è un processo fisico nella formazione delle galassie che ci sfugge”.

    La scoperta, rilevano gli esperti, non si accorda, infatti, con la teoria che spiega la materia oscura, cosiddetta 'teoria della materia oscura fredda', secondo la quale la materia oscura gioca un ruolo determinante nella formazione stessa delle galassie nelle quali alla fine del processo di formazione le due componenti sono disaccoppiate.
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/09/30/visualizza_new.html_963784171.html


    #29325
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1254345378=Marì]

    Materia oscura, uno studio la mette in dubbio
    Scoperta anche italiana, in discussione le attuali teorie sulle galassie
    30 settembre, 19:08


    Materia oscura in discussione, nuovi scenari

    ROMA – Una scoperta anche italiana, pubblicata domani su Nature, mette in discussione l'esistenza della materia oscura che, secondo le teorie, costituirebbe il 90% della materia dell'Universo e le conoscenze finora acquisite sulla formazione delle galassie. Lo studio, che apre nuovi scenari sulla conoscenza dell'Universo e la sua evoluzione, si deve a un gruppo di astrofisici europei al quale l'Italia partecipa Paolo Salucci della Sissa di Trieste.

    Attraverso l'osservazione di diversi tipi di galassie, con telescopi (in Usa e Cile) e radiotelescopi (in Olanda e Australia), i ricercatori hanno scoperto che la materia oscura e la materia ordinaria (stelle e gas di idrogeno) sono distribuite nelle galassie, di ogni tipo e grandezza, in modo molto più complesso di quanto finora si supponeva e sono intimamente collegate, a differenza di quanto predetto dalle attuali teorie. Dalla ricerca è emerso che le due componenti dell'Universo non solo si conoscono, ma sono addirittura molto “intime e sembra che abbiano interagito in un modo che attualmente non sappiamo spiegarci” osserva Salucci.

    La particolarità scoperta dagli astrofisici, prosegue Salucci è “nell'interazione complessa, difficilmente spiegabile dalle leggi della fisica fondamentale: la densità superficiale della materia luminosa all'interno di una zona caratteristica della materia oscura è la stessa in tutte le galassie indipendentemente dalla loro grandezza e morfologia. Questo ci conduce a due ipotesi conclusive: o quello che noi identifichiamo per materia oscura non esiste, ed è semplicemente l'effetto di una nuova legge di gravità che agisce sulla materia ordinaria, oppure la materia oscura è veramente formata da una nuova particella elementare, ma vi è un processo fisico nella formazione delle galassie che ci sfugge”.

    La scoperta, rilevano gli esperti, non si accorda, infatti, con la teoria che spiega la materia oscura, cosiddetta 'teoria della materia oscura fredda', secondo la quale la materia oscura gioca un ruolo determinante nella formazione stessa delle galassie nelle quali alla fine del processo di formazione le due componenti sono disaccoppiate.
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/09/30/visualizza_new.html_963784171.html

    [/quote1254345378]
    come diceva Ighina
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5277.5
    la gravità non l'hanno capita

    https://www.altrogiornale.org/news.php?item.5366.7


    #29326

    marì
    Bloccato

    … o meglio non vogliono dar ragione ad Ighina 😉


    #29327
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    no
    invece di correggere le proprie convinzioni dato che la natura non corrisponde a cio che hanno fissato, ci girano intorno inventando nomi e fattori inesistenti per mantenere le proprie convinzioni
    non e' questione di dare ragione a qualcuno ma di affrontare la verita' e darla al mondo

    “La particolarità scoperta dagli astrofisici, prosegue Salucci è “nell'interazione complessa, difficilmente spiegabile dalle leggi della fisica fondamentale: la densità superficiale della materia luminosa all'interno di una zona caratteristica della materia oscura è la stessa in tutte le galassie indipendentemente dalla loro grandezza e morfologia. Questo ci conduce a due ipotesi conclusive: o quello che noi identifichiamo per materia oscura non esiste, ed è semplicemente l'effetto di una nuova legge di gravità che agisce sulla materia ordinaria, oppure la materia oscura è veramente formata da una nuova particella elementare, ma vi è un processo fisico nella formazione delle galassie che ci sfugge“.”
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/09/30/visualizza_new.html_963784171.html


    #29328
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [youtube=480,385]yWPfq_8C7Gc

    https://www.altrogiornale.org/news.php?item.5600.10
    “La nascita di una galassia seguirebbe allora il seguente processo temporale: un enorme ammasso di gas collasserebbe in un mostruoso buco nero. L’energia e la materia scagliata da quest’ultimo sulle nuvole di gas e polvere a esso vicine innescherebbero la trasformazione in stelle. Alla fine il buco nero s’inserirebbe al centro della sua stessa creatura. Fantastico veramente!!”
    http://www.astronomia.com/2009/12/02/e-nato-prima-luovo-o-la-gallina/

    [youtube=420,347]portalplayer.swf

    La fusione nell’universo: siamo tutti polvere di stelle
    “Henri Boffin e Douglas Pierce-Price dell’ESO di Garching, Germania, indagano sui nostri antenati celesti.

    La prossima volta che rimirate le stelle durante una passeggiata serale, dovreste riservare qualche pensiero amichevole per quelle palle incandescenti che vagano silenziose nell’immensitá dell’universo. Perché, in un certo senso, state guardando i vostri antenati: gli esseri umani, come tutte le altre creature sulla Terra – e la Terra stessa – sono figli delle stelle! La maggior parte degli elementi di cui siamo fatti o che ci consentono di vivere – carbonio, ossigeno, azoto e molti altri – sono stati creati nelle stelle. Addirittura il fluoro che rende forti i nostri denti!”


    #29329
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    L'universo è un ologramma? Lo dirà un esperimento

    Lo strumento che verrà utilizzato sarà costituito da due sensibilissimi interferometri che dovrebbero fornire “la più sensibile misurazione dello spaziotempo mai eseguita”
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_universo_%C3%A8_un_ologramma__Lo_dir%C3%A0_un_esperimento/1345372


    #29330
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    But could we have got dark matter all wrong? Mike Hawkins thinks so.
    He believes that rather than particles, what we call dark matter is
    actually legions of black holes created shortly after the big bang.

    It is a controversial claim. Yet Hawkins, who is an astronomer at
    the Royal Observatory, Edinburgh, in the UK, believes he has
    persuasive evidence gathered over years of observations. If he is
    right, it radically changes our picture of the cosmos. “We live in a
    universe dominated by black holes,” he says.
    http://stirling-westrup-tt.blogspot.com/2011/08/tt-ns-2826-really-dark-matter-is.html

    http://www.newscientist.com/article/mg21128262.200-really-dark-matter-is-the-universe-made-of-holes.html

    Potremmo aver sbagliato tutto sulla materia oscura? Mike Hawkins pensa di si, crede che piuttosto che particelle, quella che chiamiamo materia oscura siano legioni di buchi neri che si sono creati poco dopo il big bang
    E' controverso. Hawkins, astronomo al Royal Observatory in Inghilterra, pensa di avere evidenze dopo anni di osservazione. Se ha ragione, questo cambia radicalmente la nostra immagine del cosmo. “Viviamo in un universo dominato dai buchi neri” dice.

    in Italiano..
    http://www.link2universe.net/2010-04-10/la-scoperta-della-mancanza-di-dilatazione-temporale-nei-quasar-stupisce-e-rende-perplessi-gli-astronomi/

    Come spiega Hawkins, la maggior parte dei fisici predicono che la materia oscura consiste in particelle subatomiche non ancora scoperte più che di buchi neri primordiali.

    C'è anche la possibilità che la spiegazione potrebbe essere ben più ampia e sconvolgente, come il fatto che l'universo in realtà non si sta espandendo, e che la teoria del Big Bang è sbagliata.


    #29331
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    [quote1314460872=Richard]
    L'universo è un ologramma? Lo dirà un esperimento

    Lo strumento che verrà utilizzato sarà costituito da due sensibilissimi interferometri che dovrebbero fornire “la più sensibile misurazione dello spaziotempo mai eseguita”
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_universo_%C3%A8_un_ologramma__Lo_dir%C3%A0_un_esperimento/1345372
    [/quote1314460872]

    e come farà questo esperimento a dirlo?….


    #29332
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1314461875=NEGUE72]
    [quote1314460872=Richard]

    L'universo è un ologramma? Lo dirà un esperimento

    Lo strumento che verrà utilizzato sarà costituito da due sensibilissimi interferometri che dovrebbero fornire “la più sensibile misurazione dello spaziotempo mai eseguita”
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_universo_%C3%A8_un_ologramma__Lo_dir%C3%A0_un_esperimento/1345372
    [/quote1314460872]

    e come farà questo esperimento a dirlo?….

    [/quote1314461875]

    Per capire questi concetti aiutiamoci con delle immagini e con facilità comprenderemo che i veri processi fisici dell’universo si potrebbero svolgere su una remota superficie che lo circonda tutto di cui noi vediamo solo le proiezioni. Forse l’universo è davvero soltanto un ologramma e le leggi fisiche agirebbero come un laser che illuminando i processi del cosmo situati su una remota superficie darebbe vita alle nostre illusioni quotidiane, a quella realtà che già il misticismo orientale chiamava maya.
    ..
    . I buchi neri sono delimitati da una superficie (quasi) nera detta “orizzonte degli eventi” : tutto ciò che si trova all'interno, perfino la luce resta intrappolata nel campo gravitazionale e non può uscire…
    L'idea è che sulla superficie rimanga memoria “scritta” sotto forma di bit di tutto ciò che cade nel buco nero. Queste considerazioni portarono Gerard'tHooft a ipotizzare il “Principio olografico”:è possibile cioè “proiettare” la superficie di un buco nero e ricostruire tutto ciò che vi cade dentro.
    https://sites.google.com/site/gruppomizar/scienza-e-coscienza/prova

    ———————
    Mentre vigilavano in cerca di un segnale di onde gravitazionali, gli scienziati del GEO600 notarono qualcosa di inconsueto. C'era qualcosa di inspiegabilmente stabile nei risultati raccolti. Dopo aver annullato tutte le sorgenti artificiali di rumore, chiesero aiuto al Fermilab di Craig Hogan, per vedere se la sua esperienza del mondo quantistico potesse aiutare a far luce su questo “rumore” anomalo. La sua risposta fu tanto sconcertante quanto allucinante. “E' come se il GEO600 fosse stato colpito dalle microscopiche convulsioni quantistiche dello spazio-tempo”, ha detto Hogan.
    Di nuovo? Il segnale rilevato dal GEO600 non è una fonte di rumore sfuggita agli scienziati, Hogan ritiene che il GEO600 stia registrando delle fluttuazioni quantistiche nel tessuto dello spazio-tempo stesso. E qui è dove le cose cominciano a farsi un po' “bizzarre”.
    Secondo il punto di vista di Einstein sull'universo, lo spazio-tempo dovrebbe essere regolare e continuo. Questa visione tuttavia potrebbe aver bisogno di essere modificata in quanto, se la teoria di Hogan è corretta, lo spazio-tempo potrebbe essere composto da “punti” quantici. Al valore massimo della sua scala di misurazione, dovremmo essere in grado di esaminare la “lunghezza di Planck”, che misura 10-35 metri. Ma l'esperimento GEO600 ha rilevato rumore a lunghezze inferiori ai 10-15 metri.

    Come si è visto, Hogan ritiene che il rumore a queste lunghezze sia provocato da una proiezione olografica dall'orizzonte del nostro universo. Una buona analogia potrebbe essere di pensare a come un'immagine, aumentando lo zoom su di essa, diventi sempre più sfocata o sgranata. La proiezione inizia alle lunghezze della Scala di Planck all'orizzonte degli eventi dell'Universo, ma la sua proiezione diventa sfocata nel nostro spazio-tempo locale. Questa teoria ha origine dalla ricerca sui buchi neri, dove l'informazione che passa attraverso un buco nero viene “codificata” nell'orizzonte degli eventi dello stesso. Perché l'universo olografico resti valido, l'informazione deve essere codificata agli estremi dell'Universo e venir proiettata nel nostro mondo tridimensionale. Ma com'è possibile convalidare questa ipotesi? Abbiamo bisogno di aumentare la risoluzione di un dispositivo di rilevazione di onde gravitazionali. Ecco quindi l' “Olometro”.
    http://www.centronirvana.it/testimonianzealtrefonti171.htm

    ——-

    guardati questo:
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6885

    ——–

    Haramein si riferisce a questo articolo ed esperimento
    http://www.newscientist.com/article/mg20126911.300-our-world-may-be-a-giant-hologram.html?full=true
    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.4280
    Un effetto imprevisto delle rilevazioni effettuate da GEO600, un potente macchinario che studia il fenomeno astrofisico delle onde gravitazionali potrebbe dimostrare la teoria di Craig Hogan, direttore del Fermilab Center for Particle Astrophysics, che il nostro universo sia in realtà un ologramma.

    e scrive nel suo blog

    It is an important discovery in the context of the holofractographic theory I have been working on all these years. It is crucial to understand that the holographic function of the universe would not be a 2-dimensional surface (such as a photographic plate), but a 4-dimensional spacetime structure. From this understanding, the fractal nature of the holographic interference pattern becomes crucial to describe the vacuum geometry. This may bring us a whole new level of our understanding of the universe and singularity, and eventually bring us to levels of technology that transcend our current limitations.

    E' una scoperta importante nel contesto della teoria olofrattografica su cui lavoro da tanti anni. E' cruciale capire che la funzione olografica dell'universo non sarebbe bidimensionale (come una placca fotografica), ma una struttura dello spaziotempo quadridimensionale. Da questo punto la natura frattale dello schema di interferenza olografico diviene cruciale per descrivere la geometria del vacuum (“vuoto”). Questo puo portarci ad un nuovo livello di comprensione dell'universo e della singolarità e a nuova tecnologia che trascende i nostri attuali limiti.
    http://theresonanceproject.org/blog/?cat=4

    Quindi mi pare di capire, non sull'orizzonte del nostro “universo “buco-nero””
    ma l'informazione è nell'”energia del vuoto” che crea l'ologramma frattale (ogni punto contiene l'informazione del tutto e si sviluppa in modo “auto-similare” dal micro al macro) in tutte le scale.
    E la profondità di tale informazione è molto superiore a quanto ipotizzato..

    Dimenticavo : http://link2universe.wordpress.com/2010/11/04/un-esperimento-che-usera-un-olometro-mettera-alla-prova-la-teoria-delluniverso-come-ologramma/
    Nel caso di un classico interferometro, strumento sviluppato per la prima volta nella seconda metà dell’800, un raggio laser in un vuoto colpisce uno specchio chiamato “beamsplitter” cioè, lo “dividi raggio”, che rompe il fascio di luce in due. I due raggi viaggiano a differenti angolazioni lungo le braccia dello strumento prima di colpire gli specchi alla fine di queste e venir riflesse per fare il viaggio inverso.

    Dato che la luce nel vuoto viaggia a velocità costante, i due raggi dovrebbero arrivare indietro precisamente nello stesso momento, con le onde in perfetta sincronia, per formare un singolo raggio. Qualsiasi vibrazione che interferisce cambierebbe la frequenza delle onde anche di pochissimo, ma farebbe si che quando arrivano alla fine, non siano in sincronia.Nel olometro, questa perdita di sincronia, sarà dovuta allo spaziotempo stesso, un po come il rumore di fondo della radio mentre si cambia stazione.

    http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2011/07/integral-rivela-i-grani-infinitesimali.html
    Alcune teorie suggeriscono che la natura quantistica dello spazio deve manifestarsi nella “scala di Planck”: il minuscolo 10 -35 di un metro, dove un millimetro è 10 -3 m.
    Tuttavia, le osservazioni di Integral sono state circa 10 000 volte più precise rispetto a qualsiasi altra precedente misurazione e hanno mostrato che qualsiasi grano quantistico deve essere ad un livello di 10 -48 metri o più piccolo


    #29333
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    osanto cielo….quanta roba e quante riflessioni.
    GRAZIE!!!!


Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 14 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.