monti si monti no

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Questo argomento contiene 30 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ezechiele 6 anni, 8 mesi fa.

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  • #140392

    ezechiele
    Partecipante

    … sarà pure un bankster ma questa sera il buon 3-2 monti con la sua conferenza stampa mi ha fatto provare un senso di fiducia, appartenenza e dignità di cui i “soliti noti” credo ignorassero addirittura l'esistenza…

    che dite?


    #140393
    Dado
    Dado
    Partecipante

    Si chiama Forza della comunicazione

    Hitler la usava lo stesso e tutti erano entusiasti


    #140394
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    quando dai Monti ti dicono che la colpa è degli italiani … e non ti dicono la verità … che la crisi … è solo nella testa … sì, di quelli che sono al potere e ci governano e di quelli che ci hanno governati fino ad adesso .


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #140395

    altair
    Partecipante

    Quello che non c'è.

    Quello che non c’è, prima di tutto, è una patrimoniale. Per carità, i patrimoni non si toccano, in questo paese dove il cinquanta per cento della ricchezza è in mano al dieci per cento dei cittadini.

    Quello che non c’è è un’imposta sulle attività finanziarie: e suona patetico gabellare per tale (come ha fatto Grilli) l’aumentino del bollo di Stato sul conto titoli.

    Quello che non c’è è un taglio alle spese militari: continuiamo a comprare armi come se stessimo preparandoci a un’invasione aliena.

    Quello che non c’è è un passo qualsiasi per abolire i privilegi della Chiesa, dall’Ici in giù: e ci mancherebbe, con l’asse cattolico che ha portato Monti a Palazzo Chigi.

    Quello che non c’è è un taglio vero ai privilegi e alle spese della politica: unico punto pervenuto, il dimagrimento delle province, per il resto ciccia.

    Quello che non c’è è un passo deciso verso la banda larga e la green economy: solo belle parole e vaghi propositi.

    Quello che non c’è è il coraggio di aumentare l’Irpef almeno a chi prende più di 100 mila euro l’anno, e che se pure ne scuce un paio alla comunità in crisi non si suicida di certo.

    Quello che non c’è è una severa legge penale tributaria, davvero curioso per un governo i cui membri hanno tutti studiato o lavorato negli Usa, dove le pene per gli evasori fiscali arrivano a 15 anni.

    Quello che non c’è insomma è il coraggio di cambiare passo, di mostrare una nuova visione, una cultura diversa, un’ipotesi alternativa di futuro.

    E quello che non c’è mi sembra, purtroppo, più importante e brutto di quello che invece c’è.

    fonte: Alessandro Gilioli su Piovono Rane – 05/12/2011

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/05/quello-che-non-ce/


    #140396

    Anonimo

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=280

    CAMUSSO, MA DI CHE PARLI ? MONTI FA LA COSA GIUSTA, NON CE N’E’ ALTRE
    Postato il Domenica, 04 dicembre @ 21:53:41 CST di davide

    DI PAOLO BARNARD
    paolobarnard.info

    Non sto ironizzando né provocando. Prendo in mano l’Italia di oggi, Stato membro dell’Eurozona che usa una moneta straniera che si chiama Euro, che le viene fornita interamente da prestatori privati, senza alcun appoggio della Banca d’Italia. E in effetti questa Italia, così messa, deve, per sopravvivere, pareggiare i bilanci come minimo. Ma non solo. Deve arrivare al surplus di bilancio, cioè lo Stato dovrà tassarci molto di più di quello che ci dà come ricchezza finanziaria. Questo significa che dovremo tutti diventare più poveri, e soffrirne le orrende conseguenze sociali. Non si scappa. Monti e Draghi in questo hanno ragione, la loro ricetta non fa una grinza, è, tecnicamente parlando, un obbligo ineludibile. Anzi, è troppo tenera. E, di nuovo, non sto ironizzando.

    Esiste una regola aurea in economia che stabilisce questo, e ve lo spiego in sequenza:

    – un Paese con moneta NON sovrana come siamo noi, per poter onorare gli interessi sui suoi titoli di Stato emessi (i BOT, BTP…) deve pagare un tasso d’interesse sui quei titoli non di molto superiore al tasso della sua crescita economica. Esempio: se quel Paese cresce al 2%, non può pagare tassi al 5, al 6, al 7,5 % ecc. Se no prima o poi fallisce. Noi stiamo crescendo quasi zero, e paghiamo tassi d’interesse dal 6 al 7%. Semplificando, è come se uno guadagnasse 1 soldo ma dovesse pagare un affitto di 6 soldi. Come fa?

    – L’Italia dell’Euro non sovrano deve dunque trovare la differenza (soldi) in qualche modo, se no fallisce. E dove li può trovare? Monti, che non è un impreparato, lo sa bene: deve incassare tasse al netto, tagliare la spesa pubblica, e/o generare un forte aumento dell’export. Vediamoli:

    – le tasse al netto sono prelievi da parte dello Stato sui nostri conti correnti, prelievi che devono essere superiori a ciò che lo Stato versa nei nostri conti correnti. I tagli alla spesa pubblica sono la logica conseguenza di quanto appena detto, poiché la spesa pubblica è proprio ciò che lo Stato che versa nei nostri conti correnti. L’aumento dell’export è la terza mossa, che però non elimina le altre due ovviamente. Vediamola:

    – per esportare di più di quando importiamo, quindi per incassare Euro al netto, l’Italia deve produrre cose a prezzi competitivi. Per essere competitiva ha tre strade: una non esiste più, perché necessitava di moneta sovrana, che non abbiamo più; la seconda è calare il costo del lavoro in fabbrica, così che i nostri prodotti costino un po’ meno di quelli dei rivali stranieri. La terza è di, ovviamente, far sì che gli italiani desiderino meno prodotti esteri (Iphone, Audi, Chanel, Sony, benzina…), perché se noi ne vogliamo invece tanti l’Italia non riuscirà mai a esportare più di quanto importa e quindi a incassare i soldi al netto che servono per il debito. E come si fa a convincere noi italiani a voler meno cose estere? Siamo troppo viziati, l’unica è impoverirci, punto. Monti lo sa, è un esperto, e questo fa.

    Riassumendo: l’Italia dell’Euro in effetti, e non ironizzo, deve trovare denaro per pagare i tassi sul suo debito, e ne deve trovare tanto, poiché la differenza fra la sua crescita economica e i tassi che paga è enorme (crescita quasi 0%, tassi quasi 7/8%). Quel denaro lo possiamo solo trovare tassandoci, tagliando la spesa pubblica, cioè impoverendo gli italiani, e impoverendo ancor di più gli stessi italiani così da ridurre le importazioni e pagare di meno gli operai, per esportare di più di quanto importiamo, e incassare la differenza. Non se ne esce. Anzi, come ho scritto nel titolo, la pura matematica ci dice che Monti è stato troppo leggero, e lui sa benissimo che dovrà essere molto più pesante nei sacrifici che ci imporrà in futuro (leggete sotto).

    Non voglio dipingere, qui, lo psicopatico criminale Mario Monti come un bravo e intelligente servo dello Stato. E’ un golpista, l’ho già detto e ridetto in altri scritti. Ma tu, Susanna Camusso, devi capire che dato l’Euro, ripeto, CHE DATO L’EURO, dato il fatto che l’Italia oggi non può più onorare qualsiasi deficit semplicemente “facendosi staccare un assegno dalla propria Banca Centrale” (Wynne Godley, 1997) denominato nella sua moneta sovrana che era la Lira, dato questo orrendo arrangiamento monetario chiamato da tutti voi “la modernità” quando il tuo centrosinistra ce lo portò a Roma, non ci sono altre soluzioni cara Susanna. Monti fa l’unica cosa tecnicamente possibile, e anzi, dovrà imporre ancor più sacrifici, lacrime e sangue.

    La tua, Camusso, è retorica vuota e ignorante. La cosa più vuota che il tuo vuoto scatolone affarista e mafioso chiamato CGIL abbia mai pronunciato nella sua storia. Prendi per i fondelli milioni di lavoratori facendo la scenetta dell’indignata che inorridisce di fronte all’iniqua manovra, e il tuo scatolone nazionale non dice una sola parola sull’unica reale causa di questa catastrofe d’impoverimento, che risponde al nome di Euro. Che leader che sei. Ma ditemi voi, con sindacati così chi ha bisogno dei capitalisti? Fanno tutto da soli.

    Ora e di nuovo. Mi si critica perché grido “dovete studiare!, studiare!”. Guardate la Camusso. Fa pena, non sa quello che dice, né perché sta accadendo ciò che sta accadendo al lavoro italiano ed europeo. Ed è per questo motivo, replicato da tutti i suoi predecessori, che il sindacalismo di sinistra è un carrozzone perdente, fatto di perdenti umiliati ormai anche dai padroncini di provincia. Monti invece sa quello che fa con una perizia spaventosa. Terso, chirurgico, preparatissimo, avanti di cento passi da qualsiasi mossa gli altri possano fare. Perché studia. E rincresce dirlo, ma, dato l’Euro, sta facendo la cosa giusta.

    Ora le brutte notizie per chi ha fegato. Ma prima una nota: immaginate quanti sindacalisti avranno letto queste righe. Immaginate quanti di loro busseranno alla porta del loro superiore per dire “la deve leggere la Camusso questa cosa qua”. Risposta: zero, nessuno.

    Il fatto è che le cose però si complicheranno anche per Monti, e lui lo sa benissimo già oggi. E per due motivi: detto e premesso tutto quanto spiegato sopra, e in particolare la necessità di portare gli interessi sui titoli di Stato italiani in parità (o quasi parità) con il tasso di crescita economica, il problema che si affaccerà per Mario sarà questo: 1) l’impoverimento generale di tutta l’Italia (risparmi, investimenti, produzione) dovuto all’austerità, porterà ad una prima entrata di liquidità in cassa, ok, ma poi necessariamente a un calo della crescita economica, per forza. E allora Mario si troverà con quel maledetto coefficiente tassi d’interesse/crescita che si sballa di nuovo per via del calo del numerino relativo appunto alla crescita. 2) Lo stesso impoverimento generale causerà crollo dei redditi familiari e d’azienda, che significano però anche calo del gettito fiscale (tasse). Meno tasse significa meno soldi nelle casse di Roma per pagare il deficit. Risultato: Mario Monti si troverà con un cane che si morde la coda, e mentre da una parte darà un colpo per raddrizzare il cerchio, dall’altra il cerchio picchierà sul muro storcendosi di nuovo. E che farà a quel punto Mario? Ve lo metto per iscritto: farà quello che hanno sempre fatto tutti i robotizzati umanoidi della scuola economica Neoclassica e Neoliberista, cioè prescriverà ancor più dosi del veleno che ci starà ammazzando. Come fa Obama in USA, come fa il FMI in Estonia e in Irlanda, in Grecia, in Africa ecc.

    Fino a che saremo morti. E pure lui, ma prima di quello si sarà fatto un passaggio da Nomura o alla JP Morgan per incassare una pensione multimilionaria con 3 o 4 anni di contributi (non 300 come chiede a te), tanto quanto sarà stato necessario per annientare l’Italia.

    (So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete.)


    #140397

    Anonimo

    Qualcuno può spiegarmi questo:

    Limiti al contante – La soglia della tracciabilità del denaro viene abbassata a mille euro. Al di sopra di questo tetto non saranno possibili operazioni in contanti. La soglia è abbassata a 500 euro per i pagamenti effettuati da pubbliche amministrazioni per stipendi e prestazioni d'opera

    Tutto già scritto, inutile girarci intorno


    #140398

    Anonimo

    http://www.dirittodicritica.com/2011/12/05/tagli-manovra-monti-finanziamento-partiti-31155/

    Rimborsi elettorali ai partiti, il taglio che Monti ha dimenticato
    Scritto da Emilio Fabio Torsello il 5 dicembre 2011 in Economia / Politica
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    1
    Si chiamano “rimborsi elettorali” ma si tratta del caro vecchio “finanziamento pubblico ai partiti” ed è l'unico provvedimento importante di taglio ai costi della politica a non essere entrato nella manovra varata da Mario Monti (e con una serena certezza non farà parte neanche delle prossime). Il compenso che i partiti ricevono per il voto di ogni potenziale elettore – circa 5 euro a testa – sono il vero taglio che il nuovo governo dovrebbe decidere per dare il buon esempio. Vitalizi e numero dei parlamentari, infatti, sono poca cosa rispetto a quanto ricevono i partiti (anche quelli che non entrano in parlamento), ad ogni tornata elettorale.
    Per rendersi conto del peso dei rimborsi elettorali sulle casse dello Stato, basti pensare che – secondo quanto hanno riportato Rizzo e Stella nel libro La Casta – nel 2006 sono stati versati ai partiti 200milioni 819mila 044 euro: 200.819.044 euro, per dirla in cifre. Cresciuti nel 2007 di altri tre milioni di euro. E tra il 2006 e il 2010, secondo quanto riportato in Gazzetta Ufficiale, queste sono state le cifre attribuite ai partiti:
    – L'Ulivo: € 16.038.257,19
    – Forza Italia: € 12.343.500,77
    – Alleanza Nazionale: € 6.327.567,26
    – UDC: € 3.524.482,27
    – Partito della Rifondazione Comunista: € 2.996.963,20
    – Lega Nord: € 2.351.496,03
    – La Rosa nel Pugno – Laici Socialisti Liberali Radicali: € 1.331.743,18
    – Italia dei Valori – Lista Di Pietro: € 1.204.570,63
    – Partito dei Comunisti Italiani: € 1.188.490,19
    – Federazione dei Verdi: € 1.054.973,62
    – Popolari UDEUR: € 717.949,29
    – Sudtiroler Volkspartei: € 323.324,68
    – Autonomie Liberté Democratie: € 80.831,17
    – L'Unione: € 366.169,73
    Partiti che in molti casi alle ultime elezioni non sono neanche entrati in Parlamento o che – addirittura – hanno solo cambiato nome, come è avvenuto per L'Unione o Alleanza Nazionale. Ma non è tutto: nel 2006, infatti, l'allora governo Berlusconi decise che “in caso di scioglimento della Camere l'erogazione del rimborso è comunque effettuata”. Come dire: rimborsi si sommano ai rimborsi.
    Tra tanti tagli, dunque, ne manca uno che avrebbe permesso di risparmiare fin da subito diverse centinaia di milioni di euro. Il dubbio però è che il Parlamento non l'avrebbe mai votato.


    #140399

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Le-lacrime-di-Elsa-Fornero-e-il.html

    Le lacrime di Elsa Fornero e il sangue dei lavoratori [VIDEO]

    Il ministro del lavoro Elsa Fornero si commuove durante la conferenza stampa di presentazione della manovra.

    Il ministro non termina la frase che si riferiva ai sacrifici chiesti sul versante della deindicizzazione delle pensione. Sulla parola “sacrifici” si blocca e si scioglie in lacrime.

    Devo dire che questa scena mia ha toccato, non credo che l’abbia fatto per drammatizzare o l’abbia fatto in modo consapevole. L’ha fatto perché si è resa conto di averlo appoggiato dietro a milioni di uomini e donne che hanno lavorato tutta la vita e che sono sempre i primi e i soliti a pagare.

    Milioni di uomini e donne che per anni hanno versato i contributi senza mai riuscire a scappare nemmeno con una lira. Milioni di uomini e donne che, a loro volta, adesso ci dovranno mettere il sangue, visto che le lacrime le ha già messe lei.


    #140400

    Anonimo

    http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7284-le-lacrime-dei-tecnocrati-pazzi.html

    Le lacrime dei tecnocrati pazzi

    Scritto da Marino Badiale
    Lunedì 05 Dicembre 2011 00:22
    Kill PIL
    Valutazione attuale: / 34
    ScarsoOttimo
    di Marino Badiale – Megachip.

    La ministra Elsa Fornero piange nell'annunciare i sacrifici agli italiani.
    Di certo si faranno molte battute su queste lacrime, su questo ceto di tecnocrati pazzi che piange per il massacro sociale che impone ai deboli, massacro fatto in nome di una crescita che non arriverà.

    Ma noi non abbiamo voglia di fare battute. Ormai le lacrime dei potenti non ci fanno più ridere, ci danno solo il voltastomaco. Non si può scherzare su ciò che questa gente dalla lacrima facile sta facendo.

    Stanno distruggendo il nostro paese, le nostre speranze, il nostro futuro, le nostre vite.

    E lo fanno, nei casi migliori, per una fede irrazionale in quelle stesse teorie economiche che hanno portato alla crisi, e che non faranno che peggiorarla.Oppure, nei casi peggiori, lo fanno per conto di potenti forze nazionali e internazionali che vogliono rapinare ciò che in questo paese non è stato ancora rapinato.

    La risposta alle loro ripugnanti lacrime non può essere la battuta e nemmeno l'invettiva, ma la costruzione di un fronte di opposizione sociale che abbia la forza di fermare la devastazione che è nei loro piani.

    Dobbiamo fermarli, è questa l'unica risposta possibile.


    #140401

    Anonimo

    http://marcodellaluna.info/sito/2011/12/05/idecreto-monti-volonta-di-distruzione-e-lacrime-di-coccodrillo/

    DECRETO MONTI: VOLONTA' DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO
    Postato il Lunedì, 05 dicembre @ 08:22:02 CST di davide

    DI MARCO DELLA LUNA
    marcodellaluna.info

    Indimenticabili, le lacrime di coccodrillo della ministra Fornero che annuncia l’infame blocco dell’adeguamento delle misere pensioni (adeguamento già più che dimezzato, rispetto alla reale dinamica del caro vita) mentre il governo non tocca la Casta, né i grandi sprechi e gli stipendi parassitari, né i privilegi fiscali delle proprietà ed attività commerciali degli enti “religiosi”, che ci costano 8 miliardi l’anno, oltre a permettere una forte concorrenza sleale soprattutto in campo alberghiero.
    Ma abbiamo scoperto ben altro, sulla strategia distruttiva del governo dei banchieri: abbiamo la confessione di un intento, di un vero piano anti-sociale di coercizione oligarchica sulle nazioni. E proprio per bocca del Monti.

    Vi raccomando molto di visionare l’intervista a questo link, in cui Mario Monti sostiene che “abbiamo bisogno delle crisi” e delle angosce collettive da esse causate, per far accettare ai popoli e alla politica le riforme che dall’alto si è deciso di imporre – che il cartello monopolista della moneta e del credito ha deciso di imporre:

    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=1b190309063811a

    Guardate anche la versione completa dell’intervista, che compare dopo quella breve.

    E’ la perfetta conferma di quanto esposto nel libro mio e di Paolo Cioni Neuroschiavi, sulla manipolazione mentale collettiva e individuale.

    In una situazione di generale illiquidità e di recessione (insolvenza, disinvestimenti, disoccupazione etc.), la manovra di Monti è selettivamente mirata a produrre un aggravamento di questa illiquidità (v. anche gli articoli di P. Krugman), quando al contrario il sistema economico ha disperato bisogno di iniezioni di liquidità mirate all’attivazione dei fattori di produzione e del consumo. Monti fa il salasso a un paziente che agonizza per anemia.

    Mentre le misure per lo sviluppo sono semplicemente derisorie e vergognose, i tagli alle pensioni e l’aumento dell’Iva colpiscono la domanda interna, assieme al nuovo redditometro che disincentiva gli acquisti di molti articoli non di lusso e di servizi come l’istruzione. Le nuove tasse sugli immobili ( aumento del 60% del moltiplicatore dei valori catastali, aumento delle aliquote ici, ici sulla prima casa), tagliano le gambe all’edilizia, che è il settore economico che innesca le riprese generali dell’economia – quando cresce – e pure le recessioni – quando cala. Attualmente questo settore è in gravissima crisi. Il siluro del governo Monti, quindi, previene la ripresa e stabilizza il trend depressivo.

    Quelli sinora adottati sono interventi scientificamente mirati a produrre una stabile depressione e un drammatico avvitamento fiscale. Monti agisce mettendo toppe alla finanza pubblica a spese dell’economia reale, che viene sempre più sgretolata. Salva le apparenze a spese della sostanza. Adesso avremo, nel brevissimo termine, un plauso dell’”Europa” e di chi muove le asticelle degli spread – la medesima mano che ha messo lì il Monti in Italia e il Papademos in Grecia, e altri altrove. Ma presto la recessione, la disoccupazione, la moria di imprese, il credit crunch, il declino industriale, le tensioni sociali, si faranno sentire in modo insostenibile.

    Nel parlamento dei nominati, per assicurare la legittimazione parlamentare, il voto di fiducia dei partiti a questo governo dei banchieri mai eletto e a questo leader mai scelto dal popolo, quindi esposto a contestazioni di non-democraticità e non-rappresentatività, basta riempire alla partitocrazia la greppia della spesa pubblica coi soldi delle nuove tasse spremute ai cittadini. E rispettarne privilegi e prebende. Anche Berlusconi col suo PDL ha convenienza ad allinearsi, se non vuole esporre le aziende di famiglia a rischi più che ovvi.

    Oggettivamente, dunque, l’obiettivo del governo dei banchieri pare sia produrre, certo non solo in Italia, una grave e durevole depressione, in linea con quanto Monti spiega nel filmato linkato sopra, ossia che bisogna spaventare la gente per renderla malleabile e remissiva alle riforme decise dall’alto: è la shock—and – awe policy, la shock economy di Naomi Klein.

    Diversi sono gli scopi possibili di questa strategia:

    -svalutare gli asset per poterne fare incetta a costi stracciati col denaro prodotto da banche centrali e dark pool (il circuito delle grandi banche mondiali che controllano anche la Fed e che ha lasciato recentemente a secco le banche italiane, come strumento di pressione o meglio coercizione politica);

    -impadronirsi di tutto il reddito disponibile;

    -rendere la popolazione docile e sottomessa;

    -piegarla a un nuovo assetto politico, fiscale, sociale, con cessione della gestione del bilancio e del fisco a organismi europei a guida tecno-tedesca (Italia colonia);

    -indurre un calo forte, rapido e costante dei consumi, quindi dell’inquinamento e dello sfruttamento della materie prime, per proteggere la biosfera e prevenire un imminente tracollo ecologico.

    Marco Della Luna


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