Morte e Buddismo Tibetano

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Questo argomento contiene 24 risposte, ha 9 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 10 anni, 1 mese fa.

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  • #40425
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ciao a tutti non so se è già stato trattato questo tema ma visto che fa parte della vita:

    Il Buddhismo Tibetano descrive diverse fasi relative alla Morte (vedi dispensa indicata).
    Basta una rapida occhiata ai simboli che appaiono in queste fasi, ed al loro svolgimento, per comprendere come, in realtà, le fasi della Morte siano ben di più di quelle relative alla cessazione di quelle che chiamiamo “funzioni vitali”.

    Le prime quattro fasi sono quelle che ricordano, in qualche modo, quello che noi definiamo come “Morte”.
    Si dissolvono, in sequenza, l'elemento Terra, Acqua, Fuoco ed Aria. In queste fasi si oscurano, in sequenza, la vista, l'udito (dopo la seconda fase l'individuo non percepisce più i rumori interni, ma solo il rumore interno a sé), l'odorato ed infine, nella quarta fase, il gusto ed il tatto.
    Con la dissoluzione dell'elemento aria si arresta il respiro, ma può ancora battere il cuore, che invece, solitamente, non batte più dopo la quinta fase.

    A questo punto, solitamente, l'individuo è dato per “clinicamente morto”.
    In realtà vi sono altre importanti fasi, che precedono la formazione di quello che nel Buddhismo Tibetano viene definito: “Corpo di Bardo” o “Individuo di Bardo”.
    (Bardovu, in Tibetano).

    L'individuo si può definire realmente “Morto” quando il Corpo di Bardo si è formato. Questo, secondo il Buddhismo Tibetano, corrisponde all'insorgenza della goccia di sangue dal naso.
    Solo in quel momento il corpo può essere toccato e rimosso.

    Durante l'incontro che Aldo aveva tenuto, ancora nella Primavera 2005, ricordo una ragazza che aveva fatto un interessante commento: “La Morte corrisponde a scendere 100 scalini. Noi vediamo soltanto i primi 10, ma ve ne sono ancora 90”.

    Le fasi della Morte, quindi, vanno ben al di là di quello che noi definiamo per “Morte Clinica”.

    La conoscenza di tutto ciò evita di toccare, bruciare o seppellire una persona prima che la “Morte” sia realmente avvenuta, quindi prima che, davvero, il Corpo di Bardo si sia formato.

    Anche altre Scuole di Pensiero sostengono l'importanza di non procedere con cremazioni, funerali e sepolture prima che il Processo di Morte sia ultimato.

    Anche il Presidente di Associazione Saras (www.associazionesar as.it), in una Conferenza dal Titolo: “La Vita oltre la Vita: il significato dell'Amore vissuto”, diceva che occorre attendere almeno 72 ore (tre giorni) prima di procedere a sepoltura (o cremazione). Infatti lo Spirito lascia il corpo, ma L'Anima, da Giuliano definita come: “Il ragioniere dello Spirito” deve, in queste ore, “Chiudere i conti” con la Vita appena terminata.

    Se non si attende questo tempo (come solitamente viene fatto oggi, dove il funerale viene effettuato anche soltanto 24 o al massimo 48 ore dopo il decesso) rimangono dei “Conti aperti” con la Vita in corso: e questo provoca, all'Essere che si appresta a continuare la sua esperienza, inutili sofferenze.

    Conoscere questo, invece, permette di rimuovere il corpo soltanto quando il processo di Morte è ultimato.
    Morte per un verso, Vita per un altro. Una vita che non finisce, ma che prosegue. verso un sempre maggior livello di consapevolezza.

    Una vita che, quindi, non termina quando appare, ma che ancora continua, proseguendo sino alla formazione del Corpo di Bardo.

    Un Corpo, come potete vedere, a tutti gli effetti dotato dei sensi, che vengono vissuti in modo però differente. Ma ancora vitale.

    Un 'esperienza, quella della Morte, forse terribile. Ma in fondo non è che un'esperienza già vissuta. Ed il fatto di essere qui ora ci dice che è superabile.
    La conoscenza aiuta a comprendere. Ed a non temere quello che è soltanto un passaggio, un frammento in un cammino ricco di frammenti, di situazioni che si andranno a vivere.

    Come dicevo, la fine dei passaggi della Morte significano la fine di una Vita. Ma anche l'inizio di un'altra. Verso una nuova avventura, che l'individuo si appresta a vivere.

    Sergio Regiani
    Gruppo Medicina e Cultura di Yahoo.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #40426

    iniziato
    Partecipante

    Anche gli insegnamenti rosacrociani non ammettono che si cremi il corpo prima di 84 ora dal decesso, questo per motivi del tutto simili a quanto scritto dall'articolo che hai postato .

    Assolutamente da considerare con grande serietà.


    #40427
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1224681262=iniziato]
    Anche gli insegnamenti rosacrociani non ammettono che si cremi il corpo prima di 84 ora dal decesso, questo per motivi del tutto simili a quanto scritto dall'articolo che hai postato .

    Assolutamente da considerare con grande serietà.
    [/quote1224681262]

    Ma che tu sappia si può fare qualcosa a riguardo???


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #40428

    CANERO
    Partecipante

    #40429
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Resta il fatto che per capire questa cosa a fondo, secondo me, bisogna innanzitutto disidentificarsi dal se stesso attuale.
    Credo, come scrive Dethlefsen, che la risposta più logica alla Vita (perchè si vive) sia la reincarnazione.
    Ma ciò vuol dire che prima di essere il Giuseppe di ora (e forse anche dopo) io sono stato “un altro”, da ciò è facile evincere che quando si parla di questi argomenti essi non si riferiscono alla persona che ora sta conoscendo queste cose.
    La Resurrezione cristiana eviterebbe questo problema, anche se mi rimane da capire con il corpo a quale età si dovrebbe risorgere.


    #40430

    Xeno
    Partecipante

    Scusate ma per nn aprire un topic posto qua nn abbiatemene:

    Non essendo buddista chiedo lumi sul significato di quanto detto dal dalai lama su Bin Laden;
    Probabile che abbia frainteso o sia stato frainteso?
    http://www.unita.it/mondo/osama-anche-il-dalai-lama-approva-atto-giustificato-1.290026


    #40431

    Tilopa
    Partecipante

    Il dalai lama non è il buddismo, ha espresso una sua opinione


    #40432
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ho visto il documentario postato da Canero, devo dire che mi ha spaventato. Dai libri fino ad ora letti risulta che al momento della morte ci sente liberi, beati e attratti dalla dimensione senza più dolore, senza più paura. Spesso al trapasso ti aspettano le anime care, invece qui sembra che il tuo viaggio prosegua un po' come il viaggio di ritorno di Ulisse…
    Che ne pensate?


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    #40433
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #40434
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Brig ok qui il Maestro Kempis, se non sbaglio, dice che qui sulla terra noi viviamo nell' illusione per affinare la coscienza che ci guiderà verso le esistenze migliori…ma hai qualche altra testimonianza del Cerchio 77 a riguardo?


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